sabato, 20 Luglio, 2019

Albania al limite del collasso istituzionale

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Fa molto caldo in Albania e da un po’ di giorni la temperatura a Tirana e nelle principali città è salita oltre i 30 gradi. Ma la situazione politica è ancora più calda, quasi al limite del collasso istituzionale. Sembra insanabile la frattura che si è creata tra il Governo a guida socialista, presieduto da Edi Rama e l’opposizione del Partito democratico guidata da Lulzim Basha che da tempo settimanalmente organizza manifestazioni di protesta e i cui deputati si sono dimessi dal Parlamento chiedendo l’azzeramento della situazione e nuove elezioni politiche.

Ma Rama forte del successo elettorale precedente che ha consentito ai socialisti la formazione de Governo intende andare avanti e per il 30 giugno ha indetto le elezioni amministrative. Subito l’opposizione ha annunciato che non si sarebbe presentata ai seggi e le avrebbe boicottate non ritenendo possibile fare campagna elettorale in condizioni di parità. E qui iniziano i colpi di scena. Il Presidente della Repubblica Ilir Meta, decide di rinviare con un decreto la data delle elezioni, adducendo il motivo del pericolo della scarsa partecipazione. Atto illegittimo secondo Rama che reagisce prima proponendo al Parlamento di mettere in stato di accusa Meta come atto propedeutico al giudizio della Corte costituzionale a cui spetterebbe la decisione. Corte costituzionale però attualmente inoperante perché 8 dei suoi 9 membri sono dimissionari o sono stati rimossi per accuse di corruzione. Come seconda mossa Rama ha confermato la data del 30 giugno per le prossime elezioni amministrative, facendo approvare dal Parlamento la conferma. Nel frattempo socialisti e opposizione si rinfacciano le accuse di collusione con il preoccupante dilagare della droga clandestina mentre, come se non bastasse, Basha è sotto indagine per l’utilizzo non appropriato di risorse finanziarie provenienti dagli Stati Uniti.

Questo quadro sicuramente preoccupante si innesta sugli importanti avvenimenti che dovrebbero riguardare l’Albania nel prossimo futuro. A settembre dovrebbe ricevere lo status di Paese in via di adesione all’Unione Europea mentre nel 2020 dovrebbe spettarle la Presidenza dell’Osce. Si può ben capire come il salire della tensione politica interna, come è accaduto in questi giorni, non favorisca questo percorso molto importante per Tirana. Il Premier Rama che ha dimostrato durante il suo mandato una apprezzabile attenzione e sensibilità nei rapporti internazionali e per l’avvicinamento all’Europa nei prossimi giorni dovrà misurarsi sul piano interno con una situazione ormai arrivata al limite della crisi istituzionale, difficilmente risolvibile con prove di forza, usando le ragioni della politica.

Alessandro Perelli

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