martedì, 21 Maggio, 2019

Albania, un Paese nell’incertezza

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In Albania la situazione politica presenta molte incertezze e rischia di compromettere i passi avanti compiuti negli ultimi anni verso l’adesione all’Unione europea. Il premier, il socialista Edi Rama, ha proseguito sulla strada delle riforme compresa quella della giustizia, ma non è riuscito a fornire risposte esaurienti agli investitori esteri (soprattutto italiani). Permane tuttora una grande confusione nella certezza del diritto per quanto riguarda per esempio la proprietà dei terreni di insediamento industriale . L’Italia è di gran lunga il primo partner commerciale sia nelle importazioni che nelle esportazioni. I principali settori di interscambio sono quelli energetico, agroalimentare e turistico. In quest’ultimo, però, nonostante la bellezza delle risorse naturali, come le coste e le spiagge dell’ Adriatico, si sconta una eccessiva cementificazione senza controllo e la mancanza di servizi che penalizzano ancora la presenza turistica.

La situazione economica rimane preoccupante con i giovani albanesi costretti a cercare all’estero un posto di lavoro o a accontentarsi dei miseri salari erogati in Patria (circa 3-400 euro per uno stipendio medio). A Tirana e in altre città albanesi si susseguono le manifestazioni di protesta guidate dal Partito democratico di Lulzim Basha che ha preso il posto del vecchio premier Berisha Le ultime elezioni del 2017 avevano sancito la netta affermazione del partito socialista di Rama ma gli sforzi a livello di riforme fatti non hanno evitato che l’ opposizione in questi ultimi mesi abbia portato in piazza migliaia di albanesi chiedendo le elezioni anticipate e un Governo tecnico provvisorio. Negli scorsi giorni si è aggiunto un fatto nuovo che rischia di rendere gli equilibri istituzionali ancora più precari.

La Procura di Tirana ha infatti accusato il principale esponente dell’ opposizione di malversazione per l’ utilizzo non corretto di risorse finanziarie provenienti dagli Usa. Questa vicenda si è inserita con veemenza nel dibattito politico, con dichiarazioni da parte socialista di corruzione e ingerenza degli Stati Uniti nella politica interna albanese che hanno cercato di controbilanciare quelle dei democratici a Rama di essere stato eletto con i voti dell criminalità organizzata. Se la situazione non avrà un evoluzione positiva permane il rischio, già minacciato dai partiti dell’ opposizione di uno sciopero del voto alle prossime elezioni. Una eventualità, che, se attuata, potrebbe indurre l ‘Europa a far slittare la data ipotizzata per l’adesione e cioè il 2025. Vi è poi il quadro internazionale a fornire ulteriori motivi di preoccupazione. Da una parte le sempre più accese relazioni tra Kosovo e Serbia rischiano di portare un ulteriore elemento di instabilità con questi Paesi confinanti, dall’altra la presenza di campi di addestramento di terroristi islamici ai confini con la Macedonia rendono l’Albania Paese sotto stretta osservazione da parte dell’ Unione Europea. Se a questo aggiungiamo il preoccupante aumento della coltivazione non controllata di droghe e il relativo commercio delle stesse ben si capisce come questo territorio possa diventare una vera e propria polveriera a livello internazionale. La partita che il Presidente Rama dovrà affrontare nei prossimi mesi sarà fondamentaliste per lo sviluppo e per il rafforzamento democratico di uno Stato determinante nei Balcani Occidentali.

Alessandro Perelli

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