venerdì, 27 Novembre, 2020

Alberto Caruso
Calabria, Conte ammette ma non si assume le responsabilità

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Peccato che Saverio Cotticelli, dopo la figuraccia di un paio di settimane fa, non abbia detto “colpa mia”.
Peccato pure che Zuccatelli, che pure aveva ammesso di essere caduto in un errore, non abbia espressamente affermato: “ammetto la mia responsabilità”.
Si perché, per come vanno le cose, se uno dei due avesse dichiarato la propria responsabilità, in Calabria avremmo ancora un Commissario alla sanità.
A quanto pare, infatti, tanto basta ad essere sollevati dal peso dei propri sbagli, senza che se ne paghino, in termini fattivi, le conseguenze. Al Presidente Conte, dopo lo scivolone (l’ennesimo) sull’ex rettore della Sapienza, è bastato dire “mi assumo tutta la responsabilità della scelta di Gaudio” per risolvere tutto. Bravo l’avvocato del Popolo. Chissà se, quando ancora frequentava le aule di giustizia, per i suoi clienti chiedeva l’assoluzione per aver ammesso il fatto.

Certo, si avverte un leggero sentore di convenienza quando il premier aggiunge che “non si è aperta una crepa nella maggioranza per il semplice fatto che mi assumo la responsabilità”, ma la Calabria, che è terra religiosa, cristianamente perdona e va avanti.
A ben guardare, però, Conte ammette, ma non si assume le proprie responsabilità, che è cosa ben diversa.
Allora una proposta, Presidente: facciamo che noi calabresi chiediamo scusa per aver sperperato il danaro e il debito si estingue?
No, meglio di no. Noi preferiamo assumerci per davvero le nostre responsabilità, con tutte le conseguenze che ne derivano, consapevoli che solo in questo modo riusciremo a non incorrere di nuovo negli stessi errori.
In fondo anche Mussolini ammise la propria responsabilità “politica, morale e storica”, per l’omicidio di Matteotti, ma questo non salvò l’Italia dalla catastrofe.

 

Alberto Caruso
Responsabile Istruzione e Rappresentanza Studentesca – FGS

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