martedì, 19 Febbraio, 2019

Alemanno caput mundi: «Mi ricandido a sindaco di Roma». E chiede le primarie

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L’agenda degli appuntamenti di Gianni Alemanno – nel suo sito internet personale – non prevedeva nessun impegno per ieri pomeriggio eppure il sindaco della Capitale ha presenziato alla manifestazione che si è tenuta a Piazza San Giovanni sotto il manifesto “Primarie, preferenze, partecipazione. Un movimento popolare per rilanciare il centrodestra” già firmato da 31 parlamentari tra Camera e Senato. Un’occasione ghiotta per annunciare a gran voce la sua ricandidatura a primo cittadino di Roma, per la sua ridiscesa in campo, insomma il suo predellino all’amatriciana. Il primo cittadino di Roma è intervenuto sul palco dichiarandosi «felice per le persone che intendono partecipare per cambiare la società» sottolineando che l’altro giorno c’era anche lui, in piazza, a protestare insieme agli altri sindaci, contro l’«ennesimo taglio lineare della spending review» prevista dall’esecutivo. Non stupisce l’assenza di Franco Frattini, ex ministro degli Esteri del governo Berlusconi, che pare sostenere più defilato la causa del “movimento popolare per rilanciare il centrodestra”.

L’INTERVENTO DI ALEMANNO – «Abbiamo chiesto al governo di fare manovre che siano realmente contro gli sprechi e che non vadano ad incidere sui servizi sociali» ha tuonato Alemanno perché «gli enti locali e i Comuni sono quelle realtà più a contatto con i cittadini». Si tratta di «una sfida tra l’antipolitica e la politica nuova, quella buona» ha dichiarato il sindaco della Capitale, aggiungendo che la “politica buona” è quella che prevede la partecipazione dei cittadini. 31 parlamentari, che ringrazio, dicono “no” al Parlamento dei nominati» ha poi spiegato. Il primo cittadino di Roma ha infine annunciato di avere formalmente chiesto ai coordinatori provinciale e del Lazio del Pdl, Gianni Sammarco e Vincenzo Piso, di indire le primarie fissando come data il prossimo 26 gennaio per la scelta del candidato al Campidoglio «non prima che queste siano concordate con tutte le liste e i partiti che si ritrovano nel nostro schieramento, in modo tale che tale designazione possa valere per tutta la coalizione» ha poi spiegato, aggiungendo la decisione di volersi candidare nuovamente.

GLI ALTRI INTERVENTI ALLA MANIFESTAZIONE – L’europarlamentare Roberta Angelilli ha sottolineato le tre parole d’ordine: “primarie” per ridare il diritto ai cittadini di indicare il leader; “preferenze” per selezionare attraverso il merito e la responsabilità la classe dirigente e la “partecipazione” per dare ai cittadini la possibilità concreta di partecipare al processo decisionale. Dopo il breve intervento dei tre organizzatori della manifestazione è stato il turno dell’onorevole Barbara Saltamartini che si definisce «orgogliosa» di essere su quel palco. Dopo aver ricordato che il sentimento dell’antipolitica è «una barca comoda e facile» la deputata alemanniana ha poi spiegato la necessità di «rigenerare il Pdl, che resta ancora un progetto valido e che va rilanciato». Inoltre «la partecipazione alla politica» è per la Saltamartini di fondamentale importanza «per superare la crisi e per ridare la possibilità ai cittadini di scegliere da chi essere rappresentati». «La battaglia più democratica è rappresentata dalle preferenze. Vogliamo le primarie e se Berlusconi si ricandida noi lo sosterremo con il metodo delle primarie» ha poi concluso l’onorevole che – insieme al senatore ex An Andrea Augello – ha promosso la manifestazione. Sull’eventuale candidatura di Berlusconi la platea fischia e si divide tra sonori “no” e qualche “sì”. Guido Crosetto ha rimarcato l’importanza del processo di partecipazione perché «le primarie danno forza al Parlamento» e perché il pensiero fondamentale è «la rassegnazione dei cittadini, ossia la perdita di speranza per potersi risollevare. Per risollevarsi bisogna partire dalla base» nell’udire queste parole la platea si è scossa applaudendo. È inoltre intervenuto Mauro Cutrufo dichiarando che la quarta “p” che manca oggi è «quella della politica, la più importante e le preferenze sono il modo di cercare il consenso con il proprio impegno». Poi è stato il momento di Andrea Augello che spiega che il manifesto è «un indizio di un disegno più ampio per costruire un nuovo centrodestra» aggiungendo che «senza una destra a Roma e nel Lazio, non può nascere un nuovo partito di destra» e la platea si è infiammata. «Se devo costruire qualcosa voglio creare qualcosa di nuovo, la mia idea per le prossime elezioni è che lei vorrei vincere» confida il senatore ex An. «Una grande coalizione? No, con il centrosinistra vicino, non riuscirei mai» ammette Augello. «La piazza unisce il centrodestra che non ha nostalgia del passato, ma che sceglie il presente per costruire il futuro» ha poi concluso Augello.

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Riguardo l'Autore

Nessun commento

  1. Non condivido la critica e la severità nei confronti del Governo Monti che sta operando bene, anche compatibilmente alle posizioni delle forze che lo sostengono. La sua azione sortirà effetti che non saranno immediati, ma nel medio termine. Un Avanti un pò troppo filo-massimalista per ora, preferivo la linea riformista.

  2. Meglio di niente. Solo un premier come Monti può smuovere le acque stagnanti dell’Azienda Italia. Poi, un governo si giudica solo dopo un anno di attività.

  3. unico vantaggio dell'”Iinnesto Monti” il miglioramento dell’immagine a livelli europeo dove tra l’altro se ne fregano dell’Italia, ma chiunque avrebbe fatto meglio del puttaniere ciarlatano che ci governava prima e la sua banda, per il resto zero assoluto.

  4. Giuseppe Miccichè on

    Non sarei così duro nel giudicare i provvedimenti adottati dal governo Monti. E’ un inizio, e il provvedimento contiene alcune cose che in passato nessun governo ha saputo fare. Siete mai stati tra uno che vi trattiene a destra e uno che vi trattiene a sinistra? (così il governo in carica). Provate.

  5. Io credo che il Parlamento italiano abbia partorito un topolino…nel senso che la politica è quella che fa i compromessi al ribasso e i politici sono quelli che daranno o meno l’ok al decreto. Facile prendersela con un esterno. Chissà cosa avrebbero fatti i partiti in Parlamento con una manovra davvero liberale e ammazzacaste?

  6. Deludente che abbiano rimandato il pagamento ai privati entro 60 giorni da parte della pubblica amministrazione e la vendita delle frequenze televisive, le altre misure decise sono poco incisive ai fini della crescita .

  7. maria cipriano on

    La forte mediazione sui provvedimenti dimostra due cose : la “vita del governo Monti ” è legata a doppio filo al volere politico dei partiti che lo sostengono ; il governo Monti , ci va bene perchè è servito a mandare a casa Berlusconi ma rispecchia una natura liberal-democristiana ( vedi Casini ) e non è certo votato a una politica di sinistra .

  8. Antonio Da Prato on

    la politica di Monti è deludente. Prima ha tartassato i soliti : lavoratori dipendenti e pensionati.La lotta all’evasione viene fatta sempre verso i soliti artigiani, commercianti e autonomi. Perchè non si mette lo scontrino fiscale e gli studi di settore ai supermercati e alle grandi aziende?
    Le liberalizazzioni sono al solito ininfluenti e non produrrano certamente la ripresa produttiva necessaria.
    Banche ed assicurazioni non vengono toccate!
    Così come non vengono toccati i costi della politica:

  9. Assogna Gioacchino on

    Francamente non comprendo le forti critiche verso il Governo Monti che, è bene ricordarlo, deve “superare” l’esame di un Parlamento pesantemente condizionato dal Centro-Destra. Chi si aspettava una politica di “sinistra” è affetto da semplicismo politico e di facile illusione. La riconquista di una “dignità” internazionale e provvedimenti, pur al disotto dell’auspicata equità, si muovono verso possibilità positive, sia sul fronte della lotta all’evasione e tassazione di qualche bene di lusso (vista il veto di Berlusconi sulla patrimoniale) e sia nelle liberalizzazioni, dove il condizionamento corporativo si aggiunge a quello degli interessi politici. Ritengo che il giudizio politico equilibrato conforme alla visione Riformista sia da collegare alla fase nuova aperta con l’uscita di scena di Berlusconi e dell’insopportabile arroganza che esprimevano i suoi lecca piedi. Esprimiamo doverosamente le critiche verso le carenze e insufficienze, ma valorizziamo le potenzialità nella prospettiva del nostro paese, che comunque richiede una messa a punto di un nuovo programma valido e convincente per superare la crisi e dare risposte positive ai giovani e alle donne.

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