domenica, 29 Marzo, 2020

Algeria, tutto si gioca sul piano delle pari opportunità

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Non si sono interrotte le manifestazioni di protesta in Algeria. Venerdì scorso le strade di Algeri si sono riempite di migliaia di persone che manifestavano contro la casta al potere rappresentata dal nuovo Presidente Abdelmajid Tebbuone, identificato come la continuazione di Abdelaziz Boutleflika il vecchio Presidente la cui ricandidatura nel febbraio dello scorso anno aveva causato la scesa in piazza di migliaia di persone. Due elementi hanno contribuito a dare nuovi spazio alle manifestazioni contro il regime. Da una parte la condanna a quindici anni di carcere per Said Boutleflika, fratello dell’ex Presidente accusato di cospirazione contro lo Stato che in pratica, dopo l’ictus che aveva colpito Abdelaziz e che lo aveva costretto alla sedia a rotelle e in seguito all’impossibilità di parlare, aveva di fatto occupato il suo posto cercando addirittura di ricandidarlo.
Le accuse erano giunte proprio dal generale Salah, recentemente scomparso e guida incontrastata dell’esercito. Dall’altra la decisione del nuovo Presidente Abdelmajid Tebbuone di modificare la Costituzione affidando al giurista Ahmed Laraba, professore universitario e membro della Commissione Diritto internazionale delle Nazioni Unite il compito di formare un comitato di esperti che formulino una proposta che, dopo una serie di consultazioni, verrà poi sottoposta al vaglio del Parlamento. Idea in se stessa sicuramente da apprezzare perché da tempo la società civile algerina si era espressa in questa direzione. Le modifiche dovrebbero riguardare proprio i punti che sono stati l’oggetto delle proteste popolari e cioè diritti e doveri dei cittadini, etica della vita pubblica, lotta alla corruzione, rafforzamento della separazione dell’equilibrio dei poteri, maggiore controllo parlamentare, rafforzamento dell’indipendenza della magistratura,promozione della parità dei cittadini di fronte alla legge, consacrazione costituzionale dei meccanismi inerenti alle elezioni. Un altro punto fondamentale dovrà essere la parità tra cittadini algerini e cittadini con doppia nazionalità che potranno accedere alle cariche dello Stato cosa fino ad ora negata. Ma è sul piano delle pari opportunità che si verificherà la reale volontà di rinnovamento della nuova Presidenza che dovrà misurarsi da un lato con le richieste sempre più pressanti delle donne algerine dall’altro con le resistenze tradizionali degli islamici. La numerose persone presenti venerdì scorso nelle strade di Algeri per i cortei di protesta hanno avuto anche il significato di voler concretizzare nella realtà le aspirazioni dichiarate da Tebbuone non essendo più disposte a tollerare inganni o promesse non mantenute tendenti solamente a salvaguardare la nomenclatura.

Alessandro Perelli

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