venerdì, 19 Luglio, 2019

Alitalia, il pressing su Atlantia per entrare nella Newco

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Fs e Mediobanca, a quanto si apprende, stanno facendo un forte pressing per l’ingresso di Atlantia nella nuova Alitalia. Domani ci sarà un Cda di Atlantia, previsto già da tempo: il tema Alitalia non è all’ordine del giorno, ma non è escluso che si parli anche di questo alla luce del pressing svolto da Fs e Mediobanca.

Ieri, sempre da quanto si apprende, anche Delta Airlines ha fatto sapere che l’ingresso di un socio industriale come Atlantia è fondamentale per l’operazione.
Fonti della maggioranza riferendo sugli sviluppi del dossier Alitalia, hanno confermato a lunedì prossimo il termine ultimo per la presentazione dell’offerta vincolante.
Le stesse fonti, dopo l’incontro di ieri tra Toto e Di Maio, hanno riferito: “Salgono le quotazioni di Toto, incontrato ieri da Di Maio, per completare la newco assieme a Delta, Fs e Mef”.
Altra conferma è arrivata dalle stesse fonti sul fatto che Fs e Mef avranno la maggioranza assoluta. Intanto, il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico incontrerà l’azionista di Avianca, German Efromovich.

Lo Stato ritornerebbe padrone in Alitalia. A meno di una settimana dalla scadenza del 15 luglio per la presentazione delle offerte, la soluzione che sembra prendere forma è quella di una nuova compagnia con la maggioranza assoluta di Ferrovie dello Stato e Tesoro. Per la costituzione della nuova compagnia l’impegno di Fs dovrebbe attestarsi intorno al 35% mentre la quota del Ministero dell’Economia dovrebbe essere del 15%. La norma che consente al Tesoro l’ingresso in Alitalia, approvata con il cosiddetto ‘decreto Crescita’, prevede che il Mef possa sottoscrivere quote della nuova società fino ad un tetto massimo, pari all’importo maturato a titolo di interessi sul prestito ponte da 900 milioni, che, secondo i calcoli contenuti nella relazione tecnica al decreto, ammonterebbero a circa a 145 milioni di euro.

Dopo l’ultimo rinvio per Alitalia, il premier Conte dovrà sciogliere il nodo su Atlantia. In un incontro con i sindacati a Palazzo Chigi, il vicepremier Luigi Di Maio ha detto: “Siamo vicini alla soluzione. Probabilmente in settimana si potrà risolvere”. Lo stesso Di Maio ha aggiunto: “Lotito deve dimostrare la sua solidità finanziaria se vuole entrare nella nuova Alitalia come quarto partner della cordata Fs-Mef-Delta”. La compagnia americana, secondo alcune fonti, in questa fase resta imparziale ed aperta a più soluzioni perché diversi soggetti sono coinvolti nella partita, anche se alcuni sostengono che Delta avrebbe espresso nel giro di consultazioni una preferenza per il gruppo Toto piuttosto che per il proprietario della Lazio o l’imprenditore colombiano German Efromovich, azionista di maggioranza di Avianca. Quest’ultima è parte dell’alleanza Star Alliance, concorrente di Sky Team di cui fa parte il vettore a stelle e strisce.

Il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, commentando gli ultimi sviluppi, ha detto: “Auspichiamo che la vicenda Alitalia si concluda bene, con un piano industriale, che faccia diventare Alitalia, integrata chiaramente a Ferrovie, un grande soggetto attrattivo di turisti dal mondo verso l’Italia e competitivo per inviare le nostre merci nel mondo”.
L’Associazione nazionale piloti (Anp) ha avvertito: “Non c’è ulteriore tempo da perdere. Se non ci dovesse essere il quarto investitore, parta la newco con Mef-Fs-Delta”.

Intanto dal fronte conti arrivano buone notizie per la compagnia: a giugno i ricavi da traffico passeggeri sono saliti del 4,4% e il numero dei viaggiatori è aumentato del 2,2%, con risultati record sulle rotte intercontinentali. Guardando al passato, l’ultimo anno di Alitalia in mano pubbliche è il 2008, ossia prima dell’arrivo dei cosiddetti ‘capitani coraggiosi’, chiamati dall’allora premier Silvio Berlusconi per sbarrare la strada ad Air France-Klm. La vecchia Alitalia-Lai ha lasciato nel 2009 il posto ad Alitalia-Cai che, rilevata per 300 milioni, nel 2013 ha perso quota e nonostante l’aumento di capitale e l’intervento pubblico attraverso Poste, è stata costretta all’atterraggio. Il nuovo decollo a gennaio 2015 è stato possibile grazie all’investimento da 1,7 miliardi della compagnia di Abu Dhabi Etihad. Ma anche questa volta i privati hanno fatto flop e nel 2017 è arrivata l’amministrazione straordinaria. Negli ultimi 40 anni Alitalia è costata allo Stato otto miliardi di euro, di cui 4,7 solo dal 2007.
Che la crisi di Alitalia sia derivata da problemi gestionali, dalle pagine di questo giornale, è stato sempre affermato, sostenendo che i conti potevano migliorare come si è già notato durante il periodo di amministrazione straordinaria.

Salvatore Rondello

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