martedì, 22 Ottobre, 2019

Alitalia, le preoccupazioni dei sindacati. Gualtieri tranquillizza

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Il tempo è sempre di meno. E la situazione non è migliorata causa anche la lunga empasse che ha paralizzato i dossier aperti sulle diverse scrivanie del governo appena terminato. Uno di questi è Alitalia, con il cerino che passa ora nelle mani del neo ministro dell’Economia e delle Finanze Roberto Gualtieri. Ieri si è svolto un incontro interlocutorio al ministero del Lavoro tra sindacati e Alitalia sulla richiesta di proroga della Cassa integrazione per altri 6 mesi. È quanto si apprende da fonti sindacali al termine dell’incontro durante il quale le parti hanno stabilito di proseguire il confronto il 23 settembre, giorno in cui scade l’attuale Cigs.

Intanto il ministro Gualtieri getta acqua sul fuoco in merito agli ultimi sviluppi su Alitalia, vale a dire il disimpegno del Mef emerso alla vigilia dell’uscita di scena del precedente Governo. Il titolare del dicastero ha infatti confermato la propria disponibilità a proseguire nel percorso intrapreso che prevede la conversione del prestito ponte in una quota pari al 15% della nuova Alitalia. In un’intervista rilasciata a Repubblica, Gualtieri ha tuttavia sottolineato come sia necessario “superare l’ottica del salvataggio. Il ministero delle Finanze parteciperà a livello di capitale al rilancio previsto dal piano attualmente allo studio della compagnia, che dovrà però essere un modello industriale sostenibile per un Paese che vive anche di esportazioni e di turismo”.

Se questo scoglio appare così, almeno sulla carta, superato, resta ancora il nodo dell’Antitrust Usa, che dovrebbe essere affrontato nei prossimi giorni in un vertice congiunto tra Delta, Fs e Atlantia e che dovrebbe fare da preludio all’incontro negli Stati Uniti per la chiusura della partita. Chiusura che, stando alle prime indicazioni emerse dopo il recepimento della lettera con la richiesta di rinvio della scadenza, dovrebbe arrivare il 15 ottobre e non il 31. Con il diktat del Ministero: questa volta non si andrà oltre.

Ma i sindacati non nascondo la propria preoccupazione, affermano Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti “dalle notizie apparse sulla stampa sulle indecisioni del ministero dell’economia riguardo la sua partecipazione azionaria nella costituzione della nuova Alitalia, abbiamo chiesto un incontro urgente ai ministri Gualtieri, De Micheli e Patuanelli”. “Notizie del genere – spiegano i sindacati – rischiano di vanificare il grande impegno dei commissari e dei lavoratori, che hanno dimostrato in tutti questi lunghi mesi le grandi potenzialità di sviluppo di Alitalia, e la sua strategicità per il governo dei flussi turistici internazionali”.

“In questa fase – secondo i segretari generali di Filt, Fit e Uilt – è necessario che ognuno faccia la propria parte senza tentennamenti e che il nuovo governo avvii il dialogo con il sindacato e perfezioni il percorso, avviato ormai da un anno, propedeutico al rilancio dell’azienda. Servono, al contempo, regole di sistema per il settore, che impediscano alle aziende di scegliersi, a parità di impiego dei lavoratori, i contratti di lavoro da applicare, facendo così concorrenza sleale verso chi le regole le rispetta”.

Serve inoltre “il finanziamento strutturale del fondo di sostegno al reddito, del quale il trasporto aereo non può fare a meno, considerato che a oggi le disposizioni di legge prevedono che si interrompa al 31 dicembre prossimo”.

“Ormai non c’è più tempo – aggiungono i sindacati – occorre che al più presto si dia vita concreta alla nuova Alitalia, dotandola di un buon piano industriale di investimento per nuovi aerei che la rafforzi nel mercato. Auspichiamo una convocazione nell’immediato, perché i lavoratori diretti e indiretti non possono più continuare a pagare gli errori di strategia di tutti i governi che si sono occupati di Alitalia e dei piani industriali sbagliati dei gruppi dirigenti, che hanno ridotto la compagnia nello stato in cui si trova”.

 

 

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