martedì, 19 Marzo, 2019

Alitalia, lo Stato entra nella nuova compagnia

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Uno Stato che rientra con forza nella nuova Alitalia con un peso simile a quello che la Francia ha nella propria compagnia di bandiera. Il governo infatti ha dato il via libera all’ingresso del Tesoro nel capitale della compagnia aerea, non specificando al momento la quota. “Un vertice alla presenza del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, del vicepresidente, Luigi Di Maio, e del ministro dell’Economia, Giovanni Tria – si legge in una nota di Palazzo Chigi – ha convenuto la disponibilità del governo di partecipare alla costituzione della Nuova Alitalia, tramite il ministero dell’Economia (Mef), a condizione della sostenibilità del piano industriale e in conformità con la normativa europea”. Ieri in serata è arrivato anche l’ok alla trattativa da parte del cda di Fs con Delta Airlines e EasyJet “per essere partner industriali nell’operazione”. Si aggiungono così due elementi al piano per il salvataggio di Alitalia annunciato da Di Maio lo scorso ottobre.

Alitalia è da due anni in amministrazione controllata (la seconda in un decennio) e ha beneficiato di un prestito ponte da 900 milioni di euro da parte del governo nel 2017, prestito poi prorogato fino al 30 giugno. Delta e EasyJet starebbero valutando se acquistare congiuntamente fino al 40% di Alitalia.

Uno degli scenari possibili è che le due compagnie continuino le trattative esclusive con Ferrovie per concludere un accordo. Peraltro, sia Delta che EasyJet lo scorso ottobre avevano manifestato interesse nell’operazione. Le altre compagnie straniere hanno decisamente frenato su questo fronte: il gruppo Air France-KLM non sarebbe interessato ad aderire al salvataggio di Alitalia, mentre Lufthansa sarebbe interessata, ma solo se la compagnia venisse prima ristrutturata e allo stato dei fatti ha calcolato che ci sarebbero “3.000 dipendenti di troppo”.

Lo Stato” protagonista, ha affermato il vicepremier “è una garanzia per tenere presenti principi fondamentali come la tutela dei lavoratori e i livelli occupazionali”. Insomma, un cane da guardia per mantenere intatte italianità della compagnia (un concetto un po’ retrò visto che Ryanair e easyJet sono da anni padroni del mercato nazionale) e evitare il taglio dei dipendenti.

“Non abbiamo preoccupazioni abbiamo determinazioni, cioè niente esuberi e un piano industriale che permetta il rilancio della compagnia” afferma il segretario generale della Uil Carmelo Barbagallo: “Nella scelta del partner hanno fatto bene a cassare Lufthansa che voleva ridurre Alitalia ad una compagnia regionale”.

Delta ed easyJet sono in partita da oltre tre mesi, avendo presentato un’offerta formale alla fine di ottobre. Il progetto iniziale di Delta di entrare nella newco insieme ad Air France-Klm (con un 20% ciascuna) è sfumato la scorsa settimana dopo che i franco-olandesi si sono sfilati sulla scia delle tensioni tra Italia e Francia. Di lì la scelta di coinvolgere la low cost inglese che in questi mesi ha sempre confermato il proprio interesse. Il progetto di Delta punterebbe ad un’Alitalia un po’ più piccola, con una riduzione degli aeromobili da 118 a 110 e una forza lavoro di 9-10 mila lavoratori (e conseguenti 2-3 mila esuberi).

L’intenzione degli americani sarebbe di entrare nella newco con il 20%, affiancati da easyJet con un altro 20%. Il governo, invece, potrebbe convertire in equity il prestito ponte e, secondo le indicazioni emerse nei giorni scorsi, potrebbe alla fine avere una quota tra il 14 e il 15%, una partecipazione analoga a quella che il governo francese ha in Air France.

Nella compagine, insieme a Fs e al Ministero dell’economia, si sta lavorando anche a coinvolgere altre partecipate pubbliche, tra cui si ipotizza Poste. Resta intanto alta la preoccupazione dei sindacati, che oggi tornano al Mise, due mesi dopo l’ultimo incontro. “Non si può più aspettare. Bisogna fare presto e prendere una decisione per salvaguardare l’occupazione e dare futuro all’azienda”, avverte il segretario generale della Cgil Maurizio Landini: “Ci auguriamo che oggi ci siano risposte precise su partner e progetto industriale”.

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