venerdì, 22 Novembre, 2019

Alleanza Pd-5 stelle. Nencini, film già visto con regia veltroniana

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Un matrimonio su cui nessuno avrebbe scommesso fino a poco tempo fa, eppure l’Unione Pd- cinque stelle alla fine c’è stata ed è stata celebrata anche nel decennale della nascita del Movimento di Grillo che ha elogiato quest’alleanza rimproverando i malumori di qualche adepto: “Basta piagnistei per l’alleanza con il Pd – dice rivolgendosi alla platea di attivisti – Fanculo voi, adesso”. Ma l’ex comico, sa bene che è il suo Movimento a giovare di queste nozze, è infatti il Partito dei dem che sta seguendo la strada tracciata di 5S: “Dobbiamo dare una narrazione al Pd e a migliaia di giovani”, e “dobbiamo arrivare a grandi successi, come il taglio dei parlamentari, ma continuando a volare bassi”. In pratica sono loro, quelli del Movimento Cinque Stelle a dettare la linea. Lo ribadiscono durante i festeggiamenti che si sono tenuti a Napoli, nella città del loro Capo politico Luigi Di Maio.
Anche da parte dei dem il matrimonio sembra piacere, Zingaretti, il neo segretario sembra ormai pronto a un abbraccio più stretto in vista delle prossime tornate elettorali, a breve l’Umbria, poi l’Emilia. Regioni storicamente rosse, ma che stanno vedendo l’avanzata dello schieramento di destra in ogni realtà locale. Scettici gli stessi dem.
Molti dubbi al riguardo sono stati espressi dal Presidente del Psi, Riccardo Nencini:
“Tra gli alti dirigenti del Pd è tutto un rilanciare a livello locale e regionale l’alleanza con i grillini. Significa che il governo di necessità, costruito per mettere in un angolo Salvini e la sua pericolosa mania dei pieni poteri, sta diventando coalizione politica. Una trasformazione repentina in assenza di un progetto di paese”, e ancora dubbi sul Capo politico cinque stelle: “Non credo che Di Maio si sia risvegliato di punto in bianco di sinistra, credo che la sinistra riformista, prima di decidere alleanze stabili con movimenti fino a ieri antisistema, debba darsi una bussola”. Infine conclude: “L’asse esclusivo Pd-Grillini somiglia troppo a una riedizione del blocco veltroniano a vocazione maggioritaria, a una tenaglia dove la cultura democratica, liberale, del socialismo umanitario, dei tanti sindaci civici verrebbe messa in un angolo. C’è spazio per manovrare. Un’Italia rinserrata in una forbice a due proprio non ci piace”.

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