venerdì, 23 Agosto, 2019

All’Italia del rugby manca ancora l’attitudine. Sconfitta in Irlanda

0

La differenza, come era noto, c’è e si vede tutta. Nel primo test match estivo in vista dei Mondiali una vivace Irlanda 2 ha la meglio contro una Italia “sperimentale” che non è riuscita propriamente a mostrare quel che ci si aspettava. Una partita dal passo stanco, soprattutto quello azzurro, e senza particolari “colpi da teatro” da entrambe le parti finisce 29 a 10 per i padroni di casa con 5 mete a due. Ma il divario va oltre il punteggio. Essere la terza del ranking mondiale, l’Irlanda, e la numero 14, l’Italia, passa dall’atteggiamento personale che trasferisci al collettivo.

La capacità di avere una pronta reazione, una inesauribile pressione, una combattente aggressività e la vischiosa ricerca dell’ovale ovunque esso sia, insomma questa mai doma naturale attitudine che il rugby italiano non ha ancora. E’ bastato che gli irlandesi facessero un normale compitino, mettessero in pratica quello che sanno fare, per avere la meglio a 360° di questa Italia dei “sotto osservazione” che, nonostante abbia segnato due mete, non ha mai minimamente impensierito gli avversari. Sappiamo che questa non sarà l’Italia titolare alla Coppa del Mondo e lungi da noi pensare di affrontare la kermesse iridata così. Diamo un “6 politico” per l’impegno profuso e vogliamo pensare che sicuramente ha giocato il “ritorno” di una dura preparazione e la “poco conoscenza” fra reparti ma è mancato ritmo, rapidità nella gestione nei punti d’incontro e una pulizia più puntuale. A tratti leggeri, sicuramente non marginale, hanno fatto fatica ad imporsi sul 1 contro 1, ad avanzare intorno ai raggruppamenti.

Sempre in difficoltà rispetto al gioco al piede avversario per un “difetto” di copertura del campo e con una linea difensiva particolarmente organizzata ma che se riesce ad arginare subito tiene altrimenti sono problemi. Una luce continua e stata quella di Benvenuti posizionato a centro, bene l’attesissimo rientro di Minozzi dopo un anno di assenza dal gioco vero, buona la “ringhiosità” di Licata e Lazzaroni. L’esordiente Callun Braley, azzurro perché nipote di italiano, ha mostrato che in mediana conosce il mestiere e la maglia numero 9 potrebbe essere la sua. Altrettanto non si può dire di Palazzani ancora una volta interprete di una prova mediocre.
Quali indicazioni e quanto e cosa possa aver scritto Conor O’Shea nel “suo notes” stimola la curiosità.

Sabato 17 agosto contro la Russia a San benedetto del Tronto, il quasi certo turnover dovrà dare indicazioni più precise e liete.

IRLANDA: 15 Larmour; 14 Conway (19’st Haley), 13 Ringrose, 12 Farrell, 11 Kearney; 10 Carbery (9’st Carty),9 McGrath (16’st Marmion); 8 Murphy, 7 O’Donnell, 6 Ruddock (21’st Beirne); 5 Kleyn (16’st Henderson), 4 Toner (31’st Kleyn); 3 Porter (31’st Healy), 2 Herring (19’pt Scannell), 1 McGrath (40’pt Ryan). HC Schmidt.

ITALIA: Minozzi; Padovani, Esposito, Benvenuti (24′-35’pt McKinley), Bisegni; Canna, Palazzani (11’st Braley); Tuivaiti (9’st Giammarioli), Mbandà (8’st Lazzaroni), Licata; Budd, Zanni (12’st Negri); Riccioni (11’st Ferrari), Fabiani (1’st Zani), Quaglio (1’st Lovotti).HC: O’Shea.
MARCATORI: p.t. 13′ m. Mbandà (0-5); 18′ m. Carbery tr. Carbery (7-5); 21′ m. Canna (7-10); 29′ m. Kearney tr. Carbery (14-10); 38′ m. Conway (19-10); s.t. 44′ m. Murphy (24-10); 63′ m. Marmion (29-10).

 

RugbyingClass di Umberto Piccinini

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply