martedì, 24 Novembre, 2020

Amianto. L’appello inascoltato dell’ONA

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In periodo di epidemia Covid-19, non possiamo dimenticare quella dell’amianto che, ancora nel 2019, ha mietuto almeno 6.000 vittime e più di 107.000 nel mondo, come chiarito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Nel corso della conferenza stampa del 13.10.2020, l’ONA, nel rendere pubblici i dati epidemiologici delle malattie asbesto correlate del 2019, ha evidenziato l’assenza di un protocollo Covid per gli esposti ad amianto che sono categorie fragili, in quanto le fibre di amianto colpiscono laddove colpisce anche il virus Covid-19.

Tuttavia, il Ministro della Salute, On.le Speranza, rimane cieco, muto e sordo alle richieste dell’ONA e al grido di dolore dei lavoratori rimasti esposti ad amianto.

L’emergenza si riscontra anche sui territori, in particolare per quei lavoratori nei siti ad alto rischio. Ci riferiamo ai lavoratori delle Industrie Meccaniche Siciliane, piuttosto che ai lavoratori della Firema, 70 dei quali, si vedono negare dall’INPS il giusto diritto ai benefici amianto e al prepensionamento.

Ci sono le leggi dello Stato. C’è l’art. 13, co. 8, L. 257/1992, che dava diritto al prepensionamento e alla rivalutazione delle pensioni per i lavoratori esposti per più di 10 anni alla fibra killer, eppure l’INPS non ha mai riconosciuto questi diritti.

In più, anche per coloro che si sono ammalati, ci sono stati e ci sono ritardi nei pensionamenti e, in alcuni casi, si nega pure la malattia.

Intanto proseguono l’impegno e la mobilitazione dell’ONA.

La pandemia non deve far dimenticare le altre emergenze. In più, in Sicilia, il territorio ha perso un brillante medico, il Prof. Marcello Migliore, che nell’assemblea ONA del 19.04.2018, e poi, in quella del 19.06.2018, aveva denunciato gli ostacoli nel mettere in atto le terapie per i malati di mesotelioma.

Il Prof. Marcello Migliore è, infatti, uno scienziato di fama internazionale, che era rientrato presso l’Università di Catania, come professore ordinario e titolare dell’unità operativa di chirurgia toracica. Sulla base delle sue tecniche operatorie e di chemioterapia intrapleurica, che permette, quindi, l’aggressione delle cellule neoplastiche del cancro mesoteliale con il calore, e circoscritti ai tessuti malati, senza coinvolgere l’intero organismo.

Ebbene, le tecniche operatorie del Prof. Marcello Migliore avevano portato ad ottenere significativi risultati, anche in termini di aumentato periodo di sopravvivenza.

Il grido di allarme lanciato da Calogero Vicario, e dall’Avv. Ezio Bonanni e, ancora, dall’On.le Pippo Gianni, sindaco di Priolo Gargallo sono, ancora, inascoltati.

Prosegue la mobilitazione dell’ONA in tutto il territorio nazionale, per il prepensionamento dei lavoratori malati per esposizione ad amianto, ma anche per coloro che hanno diritto al prepensionamento, perché si ammaleranno a breve.

L’ONA ha lanciato l’allarme sulla strage amianto in Sicilia e sulla necessità della bonifica dei Siti di Interesse Nazionale (Siti di Interesse Nazionale Sicilia). Tra questi, quello di Siracusa, Priolo Gargallo, Melilli ed Augusta, per i quali è, ancora, in corso la caratterizzazione.

Siti di Interesse Nazionale Sicilia: appello al Ministero

In Sicilia, sono 4 i siti di interesse nazionale: Biancavilla, Gela, Milazzo e Priolo Gargallo, come risulta da “Il Giornale sull’Amianto” (https://onanotiziarioamianto.it/amianto-sicilia-mobilitazione-ona/).

L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni rinnovano, ancora, l’appello al Ministro del Lavoro, Sen. Nunzia Catalfo, anche per i lavoratori delle Industrie Meccaniche Siciliane, che hanno subito l’ingiusta sentenza della Corte d’Appello di Catania, che ha ribaltato l’esito del giudizio di primo grado.

Il Ministro del Lavoro potrebbe risolvere facilmente il problema della lesione dei diritti dei lavoratori esposti ad amianto. Sarebbe sufficiente, una circolare esplicativa. Oppure, anche un Decreto Ministeriale, ovvero un atto amministrativo di normazione generale, in modo tale che l’ente pubblico INPS possa applicare la legge.

Il tema è quello della decadenza per quei lavoratori che non hanno presentato la domanda all’INAIL entro il 15.06.2005. Non tutti avevano questo obbligo. Ne erano esonerati quei lavoratori che rientrano nella salvaguardia dell’art. 47, co. 6 bis, L. 326/03. Tale platea era stata, poi, ampliata con l’art. 3, co. 132, L. 350/2003, che faceva salvo il diritto ai benefici amianto di coloro che lo avevano già maturato alla data del 02.10.2003 e, cioè, per coloro che erano stati esposti ad amianto per più di 10 anni a quella data.

Video conferenza stampa di Roma – Campidoglio 13.10.2020

Ma il Ministro ritarda nel dare un riscontro, anzi, non risponde proprio. Che cosa sono i lavoratori? Si chiede Calogero Vicario. Carne da macello?

A questo l’ONA non ci sta, e rinnova l’appello al Ministro del Lavoro, Sen. Nunzia Catalfo, perché pronunci una parola chiara su questa vicenda, senza atteggiamenti pilateschi.

È questo il grido di dolore degli ultimi sopravvissuti tra i lavoratori delle Industrie Meccaniche Siciliane, che, ancora, attendono un riscontro dal Ministro:

Nessuna novità dal fronte ministeriale. Nessuna risposta da parte del Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo. Non son bastati oltre cento giorni di presidio davanti al comune di Priolo Gargallo per fermare l’accanimento dell’INPS nei confronti di questi sventurati lavoratori esposti amianto.

Dopo l’importante conferenza stampa che si è tenuta a Roma presso il Campidoglio, lo scorso 13 ottobre. Siamo ancora qui a chiedere al ministro quale soluzione intendesse trovare per salvaguardare i lavoratori delle industrie meccaniche siciliane di Priolo Gargallo. Lavoratori beffati da una ingiusta sentenza non arriva nessun segnale.

Ma non erano questi i programmi con i quali la Sen. Nunzia Catalfo ha chiesto il consenso dei cittadini Siciliani!

Nonostante gli accorati appelli dell’ONA col presidente Bonanni, Vicario e l’on.le Pippo Gianni ai quali si sono associati, per dare solidarietà ai lavoratori siciliani.

In più, l’accurato appello degli esponenti politici di tutte le forze politiche a partire dall’on.le Prestigiacomo, on.le Raciti, sen.re Pisani, Faraone, La Pietra e tanti altri ancora. 

Nessuna posizione assunta nessun tavolo programnato per spiegare che esiste una legge che consente ai lavoratori il pieno riconoscimento dei propri diritti e che serve una semplice nota esplicativa da parte del Ministro.

Che dire!!

Ministro noi non siamo carne da macello.

L’avanzare del Covid ci preoccupa molto e oltre che aggravare ancora di più la nostra salute mette in secondo piano il nostro problema.

Chi è tenuto a dare risposta a quanti non intravedono una via d’uscita da questo calvario politico, giuridico e previdenziale sarà giustificato dal Covid e questo ci fa ancora più paura.

Inoltre, circa tremila unità, tra edifici e complessi industriali contengono amianto. Un fenomeno in progressione che porterà, purtroppo, a nuove diagnosi e, quindi, nuovi decessi per patologie asbesto correlate. Lutti e tragedie che continueranno a scuotere l’isola, posta nel cuore del Mediterraneo.

Invocano quella pietas omerica questi lavoratori. Sono uomini morti, uomini che sanno di essere già morti, condannati dalle fibre di amianto, che si sono conficcate nei loro polmoni e li hanno trapassati.

Ma ora, sono vittime anche dello Stato. L’INPS ha sospeso l’erogazione della pensione e ha revocato i benefici amianto. Di che vivranno questi lavoratori malati? Perché accanirsi contro questi pochi lavoratori? Eppure nel suo programma il Governo avrebbe dovuto abolire la povertà, e per questo, ha distribuito milioni di sussidi, il c.d. reddito di cittadinanza.

Ma allora, perché accanirsi contro queste vittime?

Nel frattempo, il resto della politica si mobilita. Così, Stefania Prestigiacomo, ex Ministro dell’Ambiente, piuttosto che lo stesso On.le Fausto Raciti, che traduce le richieste dell’ONA in un atto parlamentare (https://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=5/04786&ramo=CAMERA&leg=18).

Mentre il Sen. Patrizio La Pietra, interroga il Ministro anche per quanto riguarda le attività della Commissione amianto del Ministro dell’Ambiente, Gen. Sergio Costa.

Consulta l’interrogazione del Senatore La Pietra (http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=18&id=1178087)

ONA TV, nella sua recente trasmissione “Amianto emergenza ambientale – il caso industrie meccaniche siciliane” (https://youtu.be/kKOiSawaCPs)

Ma perché è tutto fermo?

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