domenica, 7 Giugno, 2020

Amici 2020: le polemiche non mancano, talenti in fuga

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La pandemia di Covid-19 ha stravolto tutti i palinsesti, cancellato molti programmi televisivi, oppure costretto a trasmissioni in diretta, ma svoltesi senza pubblico. Tuttavia ciò non ha impedito né il ritorno del serale di “Amici di Maria De Filippi” né che si tenesse con qualche novità. Particolare la puntata del 13 marzo, che ha colpito inducendo a qualche riflessione senza retorica. La puntata è stata caratterizzata dal continuo dibattersi tra chi va via e chi resta dei ragazzi. La puntata si è aperta con la cantante Nyv che – a seguito di varie crisi ed attacchi di panico – aveva deciso di lasciare la scuola più volte, anche durante le prove, per poi ripensarci e decidere di restare e tornare con i suoi compagni. Per questo la commissione aveva deciso di metterla subito a rischio eliminazione. Un invito a riflettere, a non farsi bloccare dalla paura, a cogliere la chance di essere lì, come le ha detto Rudy Zerbi, a superare le sue paure, a vincere e non farsi sopraffare dall’emotività. La stessa che aveva colpito anche successivamente la cantante Giulia, senza che però la portasse a voler mollare tutto, per quanto credesse di non sapere più cantare e di non essere più capace di esibirsi. Del resto la stessa Emma Marrone, in un’intervista recentemente ha confessato di cantare nei live durante i concerti con le luci puntate negli occhi per non vedere il ‘suo’ pubblico e non farsi prendere dall’emozione, che le impedirebbe di proseguire a cantare, facendola commuovere.

Superata la parentesi Nyv, è stata la volta di Javier. Nella scuola si sono costituiti due scontri diretti molto equilibrati: quello tra Giulia e Gaia, due cantanti speculari e simili; e tra i tre ballerini: Javier, Nicolai e Valentin. Tre talenti indiscussi, proprio i primi due sono stati protagonisti di una sfida diretta. La commissione ha premiato Nicolai, così – per la delusione – Javier voleva abbandonare la scuola, molto infuriato per il giudizio immeritato a suo parere. Con l’intervento del coreografo Giuliano Peparini e dopo una breve pausa il ballerino ha deciso di restare, ma ciò ha portato scompiglio perché ne è nata una polemica tra la commissione (soprattutto tra la Celentano e Vanessa Incontrada) su un parere espresso se fosse incompetente o meno, qualificato oppure no. Proprio Peparini ha insistito con Javier sul fatto di non sprecare l’opportunità di poter essere nella scuola.

L’ultimo episodio è accaduto nel finale, quando c’è stato lo scontro per l’ultima eliminazione, tra il ballerino Valentin e il cantante Jacopo. Il primo – dopo aver perso nella sfida contro Gaia – si era detto pronto a lasciare la scuola comunque (perché distratto dalle continue polemiche che sorgono in studio e gli impediscono di concentrarsi), anche in caso di vittoria, così Maria De Filippi ha deciso di farlo uscire senza neppure fargli disputare la gara, per il suo atteggiamento definito ‘irrispettoso’ anche durante le prove e nelle coreografie (che voleva sempre cambiare, come fosse un professionista, mancando di rispetto alla sua docente Natalia Titova), in quanto Jacopo aveva dimostrato di tenere più al posto e di essere più meritevole.
Insomma un bel subbuglio, in cui non è mancata la polemica sull’accusa di incompetenza della commissione da una parte e di atteggiamento irrispettoso dei ragazzi dall’altra. Ma non è questo che ci preme evidenziare. Sicuramente la puntata è stata animata positivamente dal fatto che i maestri si sono messi simpaticamente in gioco cantando e ballando, venendo giudicati scherzosamente dai loro alunni, esibendosi anche assieme ad Albano e Romina. Sicuramente si è provato a cambiare qualcosa nel programma con questa iniziativa ed anche con il ritorno della fase a gironi e fasi della gara, secondo classifica; con eliminazione di volta in volta e scontri sempre più diretti. Sicuramente ciò ha anche contribuito ad aumentare la competitività, i paragoni e confronti e le gelosie tra i ragazzi, soprattutto tra artisti simili.

Di certo è emersa una venatura nuova: cioè il fatto di scegliere quasi la linea del ‘vince chi fugge’, cioè di voler persino arrivare a lasciare la scuola, che non era mai capitato spesso nella storia di “Amici”, da parte dei ragazzi. Che sia una scelta per avere visibilità, un momento di debolezza od altro, non ci interessa giudicare quanto riflettere su un aspetto. Come nel caso dei tre ballerini, dei veri talenti a nostro avviso ed a giudizio anche dei maestri, vogliono essere riconosciuti ed amano primeggiare e non accettano la sconfitta. Un mancato consenso può portarli alla delusione forte, mista a rabbia, che fa’ loro perdere il controllo. Tuttavia, sia che possano essere artefici di atteggiamenti irrispettosi, fatti di superbia o persino di presunzione, ma noi non siamo nessuno per affibbiare aggettivi e giudizi del genere senza conoscere né essere lì con loro e soprattutto dentro di loro, quello che ci piace notare è la natura duplice del programma di “Amici” e della scuola. Spesso nella vita bisognerà lottare per affermarsi e si verrà delusi o non apprezzati per quello che si è, ma non si deve mai rinunciare perché certe occasioni preziose potrebbero non ricapitarci e magari per noi ci sarà una seconda opportunità e possibilità di trionfo e di raggiungere il nostro traguardo.

Questo non occorre mai perderlo di vista. Lo si dice sempre ad “Amici” che, se anche si perde e si esce non è finita la propria strada e carriera artistica, ma anzi può essere un nuovo inizio. Inoltre il programma insegna che non bisogna mai farsi sopraffare dal giudizio: Gabry Ponte ha rimarcato che spesso nella vita si perde, si esce sconfitti, alcuni potranno dare giudizi sbagliati su di noi, non comprenderci, ma starà a noi dimostrargli il contrario e quanto valiamo. Solamente così il giudizio potrà essere comunque costruttivo, per quanto qui ad “Amici” trascenda sempre un po’ nella polemica, il che è sempre stato il difetto della trasmissione. Ogni opinione è opinabile, ma sempre rispettabile. Basta non perdere di vista, e qui è il fulcro della nostra riflessione, l’umanità che c’è dietro ogni cosa e tutto quello che si fa. Ed è così che si è conclusa la puntata di venerdì 13 marzo: con le lacrime di commozione e di dispiacere di Jacopo, rammaricato per non aver potuto contendersi l’ultima maglia con Valentin, che ha raccontato l’emozione dell’essere profondamente innamorato della ragazza, cui ha dedicato la sua canzone, e che non ha lasciato o tradito neppure entrando nella scuola, ma restandole fedele. Una storia recente (cominciata da soli 4 mesi) eppure già molto intensa: un amore che gli ha dato tanto, più di quanto avesse mai ricevuto finora. Così come la famiglia e i genitori di Nicolai hanno raccontato le difficoltà che ha dovuto superare per essere lì dov’è. Così come Gaia non ha nascosto le porte in faccia chiuse ricevute e i tentativi strenui che ha dovuto fare per poter continuare ad essere e diventare una cantante. Allora è questo che rende talenti veri ed artisti e per cui si deve ballare o cantare: per mettere la propria vita nella propria arte, la propria passione e le proprie passioni ed emozioni in ciò che si fa. Sempre. Per emozionare ed emozionarsi. Al di là che si vinca o che si perda, che si venga apprezzati e lodati o non apprezzati o encomiati. Non è importante il risultato, ma come ci si esibisce. Per lasciare un’impronta negli altri. Metterci il cuore e l’anima, per fare qualcosa per sé e per gli altri. Non a caso si è puntato più volte sui concetti di emozione ed interpretazione, poiché il talento può essere indiscusso, ma il vero valore aggiunto viene dal sentimento con cui si eseguono le prove. Se la richiesta di interpretazione (ed anche personalizzazione) è sempre stata una costante nel e del programma, in questa edizione più che mai si raddoppia: forse per la costante del 20-20.

Scherzi a parte, i ragazzi si mostrano più vulnerabili e palesare le proprie fragilità, le proprie paure e le proprie insicurezze diventa quasi una carta vincente, un punto di forza che li esalta e non li sminuisce. Lo si apprezza perché li rende più umani. Del resto la scuola di “Amici” è un’accademia preziosa proprio per il fatto di aiutare a superare le proprie paure e fare i conti con le proprie fragilità. Essere vulnerabili è sinonimo di sensibilità e ce n’è sempre molto bisogno. “Amici” non è solo una palestra ‘artistica’, ma di vita, perché non aiuta solo a mettersi in gioco, a voler superare i propri limiti, ma a mostrarsi per quello che si è, ad essere sinceri con se stessi e con gli altri, anche a costo di apparire appunto fragili e vulnerabili, con dei momenti di cedimento e di paura, con i propri timori e titubanze, con le proprie resistenze. Non c’è nulla di male. Ma quello che viene richiesto, dai maestri e dal pubblico, è appunto la massima sincerità e autenticità con se stessi e verso gli altri, la trasparenza di non voler apparire diversi da ciò che si è, perché si vale proprie per quello che si è. Questo tali giovani talenti e ragazzi devono sempre ricordarselo. E Maria in questo per loro è un po’ una mamma proprio perché ci tiene ed è lì a ricordarlo loro. Si può sbagliare un passo o una nota, vincere una sfida e perderne un’altra, rischiare l’eliminazione, ma non si può mai tradire la fiducia di chi ci stima per quello che si è e come si è, e non solo o non soltanto per un fattore estetico od artistico, quanto umano. E qui non c’è polemica che tenga e crediamo veda tutti d’accordo. Su questo si può discutere quanto si vuole, ma non ci sono alternative, anzi è forse la realtà e la verità più inconfutabile. Lo spettacolo – così come l’arte – hanno bisogno di vita vera trasposta in arte. Qualunque essa sia. Al di là della retorica, il consiglio che diamo ai ragazzi è di essere veri. Siate veri, non c’è miglior asso nella manica o carta vincente! E non ci sono maschere che tengano di fronte a questo! Così come l’umiltà è sempre la chiave giusta per aprire rapporti sani e non conflittuali. L’essere sempre umili di una modestia sana fa onore. E questo è un consiglio e un auspicio per tutti!
Questo è anche il segreto per farsi largo nella vita, al di là se si possa avere un carattere difficile o un momento di sconforto. Spesso conta più quello che si fa e come lo si fa che chi si è, perché ci si fa conoscere e si dice chi si è attraverso i nostri gesti e le nostre azioni. “Amici” è e deve restare un talent e per evitare una ‘deriva’ (nociva per tutti) i ragazzi devono essere consapevoli di essere responsabili nei confronti di loro stessi e del pubblico, senza gravarli di carichi inutili ed enormi, perché si devono godere la loro età, ma in modo sano.

Così anche i difetti verranno accettai e compresi come la ‘normalità’. Per esempio è normale che Nicolai ostenti sicurezza (come Valentin) e ‘protesti’, ‘rivendicando’ il ‘suo’ ruolo, per essere il primo ballerino in Romania; è normale anche alla luce dello scontro con il maestro Steffen che lo aveva messo in sfida, anche se tale suo atteggiamento viene visto come superbia e altezzosità dagli altri, con cui fatica ad integrarsi anche per il fatto di essere arrivato tardi nella scuola. Questa è un’immagine che non vorremmo mai vedere, ma purtroppo costruire rapporti richiede tempo perché ci si deve conoscere. Forse quella di Nicolai e di Valentin poi è solo un atteggiamento di facciata, mentre nascondono un animo sensibile. Così come Gaia Gozzi, (già nota al pubblico per venire da X-Factor 2016 e nel team di Fedez), nella prima puntata era più chiusa e man mano ha provato ad aprirsi; come del resto ha fatto Giulia Molino, che partecipò a Uomini&Donne di Maria De Filippi nel 2017 dove corteggiò Luca Onestini. Per loro sicuramente il peso di dover dimostrare di valere a prescindere dalle esperienze pregresse e proprio in base a quelle. Il consiglio e la soluzione migliore è esibirsi senza pensare troppo a nient’altro se non all’arte, come ad occhi chiusi, estraniandosi da critiche, commenti, giudizi, ma cercando di tirare fuori il massimo da se stessi.

Dare il massimo è l’obiettivo ultimo. Come è stato per Javier, forse risentitosi per il giudizio positivo su Nicolai a suo discapito, dopo che nella puntata precedente si era esibito tutta la serata fino allo stremo, allo sfinimento, in preda ai crampi; ma questo non gli ha fatto che onore, al di là della vittoria nella sfida di Nicolai. Quello che conta non è chi sono, chi sono stati, quello che hanno fatto, ma soprattutto quello che fanno e che potranno fare ancora, cioè la valutazione del loro margine di miglioramento. Questo apre spazio a prospettive di crescita e di studio di sviluppo della tecnica e delle conoscenze, togliendo spazio alle polemiche sterili e inutili a volte, dettate spesso dall’istinto, da un giudizio istantaneo e momento, laddove non da superficialità. Infatti non bisogna mai dimenticare che spesso le problematiche all’interno della scuola di “Amici” hanno anche ragioni più profonde, ‘personali’ e di tipo ‘sentimentale’ (o emotivo) che non è possibile intuire e scandagliare e che proprio in quanto tali possono ferire ancor di più. Gestirle, come gestire le emozioni, è quanto mai difficile: in questo Maria ha un ruolo complesso, complicato quanto articolato, non di semplice e mera conduzione. Spesso, infatti, c’è da lottare contro etichette difficili da sradicare, che possono trascendere nel gossip più ‘becero’ che nulla ha a che fare con l’arte e il talento.

 

Barbara Conti

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