venerdì, 4 Dicembre, 2020

Amministrative e referendum. Si vota solo domenica

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Alfano Abdelmajid

Alfano ci ripensa. L’ipotesi ventilata nei giorni scorsi di prolungare al lunedì la possibilità di recarsi alle urne per votare, è stata definitivamente accantonata. Ne dà notizia lo stesso ministro che al Consiglio dei ministri ne spiega le motivazioni. “Avevo proposto – ha detto – l’estensione del voto sia al lunedì di questo turno amministrativo che a quello della consultazione referendaria, e ovviamente per tutte le elezioni a seguire, per andare incontro a una istanza che mi veniva rappresentata da più parti e cioè di ampliare la partecipazione al voto e ridurre i rischi di astensione dalle urne. Esigenza che, tra l’altro – ha sottolineato – mi era stata rappresentata in prima battuta proprio da quei partiti di opposizione che, in questi giorni, ne hanno poi approfittato per attaccare il Governo su presunte paure presenti e future. Di fronte a tante polemiche pretestuose e strumentali – sia riguardo i costi sia riguardo a chissà quali strategie occulte che sarebbero state alla base di questa mia iniziativa – valuto opportuno lasciare le cose così come stanno”.

Un’ipotesi che il segretario del Psi Riccardo Nencini aveva accolto con favore. “Ogni misura utile per garantire la democrazia e la partecipazione al voto dei cittadini – aveva auspicato Nencini – va adottata. Allungare di un giorno la possibilità di andare a votare è la cosa giusta da fare”. E’ poi arrivato il dietrofront del ministro degli interni che ha chiuso così la porta a un’ipotesi uscita dalle stanza dello stesso Viminale.

Da subito si era detto contrario il movimento 5 Stelle che con il deputato M5S, Danilo Toninelli, che su Facebook aveva attaccato duramente questa ipotesi. “Premetto – ha detto – che l’idea di far partecipare più persone al voto non può che trovarmi e trovarci d’accordo. Ma il modo non è certo quello di concedere un giorno in più per votare”. “Ma la questione – sostiene – è un’altra. Chi oggi parla di partecipazione al voto lo fa solo per convenienza personale e di partito. Estendere il voto a due giorni in un referendum dove si vota Sì o No è fatto apposta per favorire i Sì”.

Sul referendum si è espresso anche il premier Matteo Renzi, sostenendo nell’e-news, le ragioni dei sì. “Personalizzare lo scontro non è il mio obiettivo – ha detto – ma quello del fronte del No che, comprensibilmente, sui contenuti si trova un po’ a disagio: ma davvero vogliono mantenere tutte queste poltrone? Questo bicameralismo che non volevano nemmeno i costituenti e che furono costretti ad accettare per effetto dei veti incrociati? Questa confusione insopportabile sulla materia concorrente tra Regioni e Stato centrale?”.

“Sabato 21 maggio, alle 11, al Teatro Sociale di Bergamo inizieremo il nostro cammino verso il referendum di ottobre, inaugurando i primi comitati di semplici cittadini. C’è un’Italia – ha concluso Renzi – che dice Sì e che non vuole fermarsi. Che non vuole tornare alla palude, all’ingovernabilità, agli inciuci”.

Ginevra Matiz

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