mercoledì, 12 Agosto, 2020

ANCORA

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Il consorzio che dovrebbe dar vita alla nascita della nuova Alitalia per ora non parte. Oggi scade il termine indicato dal governo per la presentazione delle offerte vincolanti, e ieri Fs, pur “confermando la disponibilità a proseguire le negoziazioni per il costituendo consorzio”, ha affermato che “ad oggi non sono maturate le condizioni”. La palla a questo punto, dopo il passo indietro di Atlantia, torna ai commissari e quindi al governo che ufficialmente ostenta tranquillità. Per il momento solo Delta ha riconfermato il suo interesse alla partecipazione al rilancio di Alitalia ribadendo al tempo stesso la disponibilità a investire fino a 100 milioni di euro per una quota del 10% nell’azienda area. “Siamo aperti a lavorare con le altre parti – si legge in una nota della compagnia Delta – per sviluppare un consorzio di investitori coerente e con la stessa mentalità”.

Il titolare del dossier, Stefano Patuanelli, ha detto che ci sono le condizioni per un parziale ottimismo. “C’è la scadenza dell’ultima proroga concessa al consorzio e autorizzata ai commissari, attendo di leggere ciò che il costituendo consorzio scriverà ai commissari. Ritengo ci siano le condizioni che mi fanno essere parzialmente ottimista nelle prossime ore ma devo attendere che il consorzio scriva ai commissari e poi i commissari mi diranno”, aveva dichiarato il ministro dello Sviluppo Economico. Ma le frenate di tutti i potenziali partner fanno presagire una nuova proroga che sembra al momento essere l’unico modo per dare ulteriore ossigeno alla compagnia italiana. Nonostante i tempi siano agli sgoccioli, anche la titolare dei Trasporti, Paola De Micheli, mostra ottimismo: “Lufthansa ha un approccio più morbido, il tema vero è che ci aspettiamo nei prossimi giorni una risposta dal consorzio che deve avere un partner industriale, Lufthansa o Delta. Siamo con un po’ di realismo ragionevolmente ottimisti e positivi sulla chiusura positiva della vertenza”. La compagnia di bandiera tedesca ha però ribadito, dopo il cda dei giorni scorsi, di non essere interessata a investire nell’Alitalia attuale ma solo in una compagnia ristrutturata.

Al di là delle dichiarazioni ufficiali, nell’esecutivo c’è preoccupazione per una situazione che sembrava avvicinarsi a una soluzione ma che ha avuto un nuovo stop. A questo punto appare scontata l’ottava proroga e si spera che la faccenda possa chiudersi entro la fine di marzo del 2020. Concetto ribadito da Patuanelli: “Abbiamo un provvedimento – ha spiegato – che presenta all’interno un’ulteriore parte di prestito di 400 milioni che ci ha dato modo di fare un ragionamento sui tempi di conclusione del procedimento con un closing entro marzo, quello è il momento da mantenere fisso”. La scadenza di marzo per chiudere l’operazione “è ferma”, ha aggiunto. Dal canto suo, Fs conferma che “sono state esaminate le comunicazioni inviate nei giorni scorsi da Delta, che ha confermato la disponibilità a partecipare al capitale della nuova compagnia, nonché la lettera trasmessa da Lufthansa che ha prospettato la disponibilità ad un accordo commerciale, ma non ad un ingresso immediato nel capitale della nuova Alitalia”. “Atlantia – scrive ancora Ferrovie – ha reso noto che allo stato non si sono ancora realizzate le condizioni necessarie per l’adesione al progetto, ferma la disponibilità a proseguire il confronto per l’individuazione del partner industriale”. Una disponibilità che è strettamente intrecciata alla vicenda della revoca delle concessioni autostradali, minacciata dopo la tragedia del Ponte Morandi.

Sul dossier Alitalia è intervenuto anche il premier Giuseppe Conte. “Oggi c’è una scadenza e alla fine della scadenza trarremo le valutazioni del caso. Il governo si sta impegnando e si impegnerà per una soluzione di governo industriale. Un salvataggio con le toppe o soluzioni provvisorie lascia il tempo che trova e non offre le possibilità sviluppo che vogliamo offrire al Paese”. “Il discorso della compagnia di bandiera non è un problema di immagine ma lo è nell’ambito di politica e coesione sociale” ha aggiunto Conte. “Se riusciamo a conservare un player nazionale – ha sottolineato ancora Conte – possiamo rafforzare il sistema Italia”.

Fatto sta che il rischio di trovarsi davanti a un nuovo stallo è reale. Dopo un anno di lavoro sul dossier le Ferrovie dello Stato l’ipotesi più concreta è che i commissari di Alitalia, consultato il Mise, decidano una mini-proroga del termine. L’appoggio dei Benetton è in bilico e una decisione del gruppo potrebbe dipendere anche da come si svilupperà il complesso fronte delle concessioni Autostrade per l’Italia (Aspi). Il punto cruciale per i Benetton è questo. Come ha riconosciuto Atlantia nella lettera del 2 ottobre al ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, se perdura l’incertezza sulla redditizia concessione ad Autostrade l’eventuale intervento nel salvataggio di Alitalia non sarebbe possibile. Una esposizione eccessiva su un fronte infatti impedirebbe al gruppo altri sostanziosi investimenti. Insomma con la disponibilità solo di Delta ad acquisire il 10% della Nuova Alitalia per 100 milioni di euro, Fs e Mef sarebbero gli unici altri soci e quindi dovrebbero avere il 90% della nuova compagnia. Sarebbe una ri-nazionalizzazione di Alitalia, che da gennaio 2009 è una società privata, anche se da quando è stata commissariata (2 maggio 2017) è tenuta in vita con soldi pubblici.

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