sabato, 16 Febbraio, 2019

Antonio Musmeci Catania
Salvate il Socialismo Italiano

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Compagne e compagni socialisti, sono passati troppi anni dall’ultima vera vittoria sulla scena politica del nostro Paese.
Gli scandali, gli sdegni e le disillusioni da prima repubblica hanno travolto acriticamente la nostra storia centenaria, retaggio unico ed inestimabile di passioni, idee e sentimenti.
Il magico ed umano connubio ha contribuito per lungo tempo alla creazione di una Italia post bellica, piccola grande potenza euro-mediterranea, industriale, progressista, benestante ma solidale, sociale e socialista.
La nostra cultura legava idealmente tutti gli italiani, da sud a nord, ed avvicinava Noi, primi degli ultimi, ai fratelli europei; ricordando anche a loro che vi era un sud, questa volta del mondo, più povero e più disperato.
I successi nazionali nelle scienze, nella tecnica, nelle arti e nelle discipline umanistiche, frutto del seme socialista piantato con la Costituzione, ha fatto l’Italia di nuovo grande negli occhi nostri e del mondo; questo tenero germoglio, però, non poteva sopravvivere tra le grinfie dei poteri “estremi”. Occidente e Oriente non potevano permettere una “terza via”.
A mettere la parola fine al sogno socialista ha contribuito il successo giudiziario di “mani pulite”. Non soltanto si è lavato il “volto” politico della nazione, ma si è resi i cittadini novelli Ponzio Pilato. Sacrificato il sacrificabile, compresi i grandi ideali, è iniziata la diaspora della gente comune. Ci siamo impegnati a cercare “altro”, senza renderci conto che i nostri cammini solitari avrebbero condotto sempre più lontano dall’unita ideale che unisce gli uni agli alti in quanto esseri umani, animali sociali dalla scintilla divina. Si è preferita la solitudine alla condivisione, per poi accorgerci che la moderna socialità, 2.0, ci ha resi socialmente soli.
Guardandoci allo specchio non scorgiamo più il volto umano dell’idea socialista, segnato dai belli e brutti momenti dettati dal Tempo; l’immagine riflessa mostra una donna anziana mal rifatta che, come le peggiori icone televisive, tra collagene e chirurgia, ha perso la bellezza che l’età avanzata le avrebbe conferito. Così restare a galla, aggrappati come parassiti al corpo sfiancato di sedicenti sinistre, non può essere la nostra egoistica prerogativa. Meglio sarebbe affogare nella melma politica, per non sopportare il vergognoso peso di aver disfatto una così nobile tradizione culturale e politica.
Eppure il ventre materno del socialismo continua a dare all’Italia, al partito ed all’ideale, sempre nuovi e volenterosi giovani. Questi, però, come fossero orfani, vengono lasciati all’ignoranza; nessuno si preoccupa di tramandare loro il sapere ideale che contraddistingue il nostro credo politico.
Istruire i giovani, mettendoli poi alla prova sul campo, dovrebbe essere l’obiettivo di ogni partito che non voglia estinguersi nel breve tempo.
Questa è davvero l’ora più buia del socialismo italiano!?.
In questa oscurità morale, dove tutto sembra difficile, dobbiamo ritrovare e congiungere le nostre mani per tornare a camminare insieme. Nuovamente uniti possiamo trovare il conforto e la forza per ricostruire il domani dell’Italia e dell’Europa.
A questo partito serve coraggio e determinazione- vi sono ancora nel PSI!?- per formare le giovani leve che si riuniscono nella Federazione Giovanile, culturalmente prima e politicamente poi. Serve il coraggio di coltivare una cultura di leadership nel solco della cooperazione. Successivamente, pensata la tattica, impostare la strategia adeguata; queste premesse, liberate dal divismo e dall’arrivismo generalizzato, contribuiranno ad una nuova e rigogliosa fioritura di garofani rossi nei giardini d’Italia.
Chi vi scrive è un nipote che, orfano di genitori, sogna attivamente la possibilità di costruire una vita lavorativa e familiare dignitosa, insieme ai suoi fratelli ed alle sue sorelle, nella terra dei propri avi. Non siamo soli in questa speranza e volontà di cambiamento, ma i socialisti ci sono ?!

Antonio Musmeci Catania
FGS Circolo di ROMA

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