giovedì, 21 Marzo, 2019

Antonio Musmeci Catania
Legiferare contro la criminalità, per la legalizzazione

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È di pochi giorni addietro la notizia del ferimento di Manuel Bortuzzo, 19 anni, giovane promessa del nuoto italiano. Di quanto accaduto, dopo dolore e sgomento, colpisce la voglia di reagire, il non fermarsi alle nuove difficoltà, il desiderio di vivere!
Questo episodio è, però, lontano dall’essere una tragica fatalità; rappresenta la conseguenza diretta del mancato controllo del mercato delle sostanze stupefacenti.
Già nel 1993, attraverso referendum, gli italiani chiesero seri provvedimenti in materia di depenalizzazione delle sostanze psicotrope.
Questo processo si dimostrò sin da subito lento ed inefficace. Il dibattito politico, mediatico e culturale, livellato su congetture ipocrite e bigotte, ha procrastinato per molti anni a seguire la ricerca di soluzioni concrete ed efficaci.
Nel 2018 la droga, prima confinata nelle periferie, invade i centri storici, moderni suk a cielo aperto di oppiacei ed allucinogeni. Nel Bel Paese lo spaccio malavitoso è divenuto un problema endemico. Genova, Bologna e Napoli sono solo alcuni esempi di aree dove il commercio di droghe ha messo sotto scacco le forze dell’ordine. Le sostanze stupefacenti, infatti, rappresentano un ricco mercato “nero” e la criminalità, che da anni elude ed aggira le leggi di matrice proibizionista e repressiva, rimpingua ogni giorno le proprie finanze divenendo più forte.
Solo a seguito della comprensione di questa lapalissiana verità molti stati hanno intrapreso la via della regolamentazione, a titolo esemplificativo citiamo Canada, Colorado, Olanda e Spagna. La nuova legiferazione, in Italia, non ha scalfito gli interessi della criminalità organizzata. Lo Stato regolamenta solamente le infiorescenze di marijuana dal basso contenuto di THC (Molecola del divertimento), tralasciando di regolare il mercato maggiormente fruttuoso per le narcomafie.
Sono molte le ragioni per sollevare il velo di ipocrisia che mantiene l’anacronistica legislazione proibizionista. Alcune di queste attengo ai temi della salute, del mercato nero e del lavoro, la lotta all’evasione, la sicurezza pubblica e eccetera. È vero, dietro a questa battaglia di civiltà ci sono molti e pericolosi interessi, eppure non si può più indietreggiare davanti ad una realtà sempre più brutale e di degrado.
Le vittime sono troppe…famiglie, giovani, gli sfruttati dalla criminalità. Siamo tutti direttamente coinvolti in questo business da miliardi di euro, cittadini di oggi e di domani.
Dopo che balordi spacciatori hanno sparato sulla folla di giovani inermi c’è la necessità di reagire in maniera pragmatica.
Essere indifferenti è il peso morto della storia, un peso che schiaccia ogni possibilità di costruire realtà sociali e umane, comunità migliori.
Non siate i soliti indifferenti.

Antonio Musmeci Catania
Segretario F. Giovani Socialisti – Roma
Circolo Carlo Rosselli

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