mercoledì, 20 Novembre, 2019

Indagine Lupi. Nencini: “Giustizialismo sconfitto”

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Il procuratore aggiunto di Milano Eugenio Fusco e il pm Carlo Scalas hanno chiesto e ottenuto l’archiviazione di tutti gli otto indagati di uno stralcio dell’inchiesta Grandi opere trasmessa nel 2016 per competenza dalla Procura di Firenze. Cuore dell’inchiesta una ipotizzata turbativa d’asta da 25 milioni a fine 2013 nell’aggiudicazione alla Sic-Società italiana costruzioni dei lavori in Expo 2015 per Palazzo Italia. Nell’inchiesta emerse il nome del ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi, mai indagato, che si dimise. Il gip nell’ordinanza citò anche dei regali, un abito sartoriale e un Rolex, ma l’esponente Ncd ha sempre negato.

“Maurizio Lupi – scrive Matteo Renzi su Facebook – era il ministro delle Infrastrutture nel mio governo. I giornali pubblicarono sue intercettazioni e in molti gridarono allo scandalo. Lupi era totalmente estraneo alla vicenda ma decise di dimettersi lo stesso anche per assicurare tranquillità alla sua famiglia che venne gettata nel tritacarne mediatico”. “Dissi pubblicamente che ero fiero di aver lavorato con Lupi, che gli esprimevo la mia vicinanza e che il tempo gli avrebbe reso giustizia. Oggi scopriamo che l’indagine nella quale Lupi venne intercettato, indagine aperta allora dalla procura di Firenze, finisce con l’archiviazione. Non troverete questa notizia in evidenza nei gazzettini del giustizialismo italiano, nei talk show, sui social, no”. “Tutti fingono di aver dimenticato l’onda di piena dell’odio sui social, le sentenze su Twitter, le aggressioni verbali. Tutti oggi fischiettano facendo finta di nulla davanti all’ennesimo scandalo che scandalo non era. A distanza di quattro anni rinnovo a Maurizio la mia stima e la mia amicizia. E spero che questa vicenda aiuti tutti a riscoprire il senso della parola garantismo. Un abbraccio doppio a tutta la famiglia Lupi”, ha concluso Renzi.

Insomma “non c’era reato, nondimeno ci fu uno scandalo ciclopico”, così Il senatore socialista Riccardo Nencini, già vice ministro delle infrastrutture e dei Trasporti. “Espressi allora la mia vicinanza a Maurizio Lupi, con cui ho lavorato alcuni mesi al MIT, oggi – ha concluso Nencini – esprimo la mia felicità per lui e per la  sua famiglia, aggredita dal peggiore giustizialismo nostrano”.

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