
Se è vero come diceva Voltaire che «il grado di civiltà di un Paese si misura osservando la condizione delle sue carceri» allora l’Italia ha molto cammino da fare. Lo sa bene il Partito Socialista Italiano, da sempre in prima fila nella difesa dei diritti civili di cui, il tema carceri, è una delle cartine di tornasole più significative: per questo il Psi lancia la “Rosa dei diritti” per attirare l’attenzione sulla situazione delle carceri italiane e l’Avanti! un reportage per indagare sulla condizione che vivono sia i detenuti che gli uomini della Penitenziaria. Nella sala stampa della Camera dei Deputati si è parlato di emergenza giustizia, di sovraffollamento degli istituti penitenziari e della condizione dei lavoratori che, quotidianamente operano in condizioni di estrema difficoltà all’interno delle strutture di pena. Si è presentato il report sulla condizione delle carceri redatto dal responsabile Diritti del Psi Luigi Iorio, annunciando un’iniziativa forte e finora sposata soltanto da pochissimi altri partiti politici e soltanto un volta l’anno: il prossimo sabato i parlamentari socialisti faranno visita ai detenuti in numerosi istituti penitenziari della Penisola. A introdurre la conferenza stampa è stato l’onorevole Marco Di Lello che ha ricordato l’importanza dell’iniziativa legislativa che i socialisti porteranno avanti affinché «non siano i detenuti a pagare le inefficienze di un sistema che, con interventi mirati e razionali, potrebbe essere migliorato e portato in condizioni minimamente accettabili con poche risorse». Presenti il responsabile Diritti Psi Luigi Iorio, il neo senatore socialista, Enrico Buemi, il direttore dell’Avanti!, Giampiero Marrazzo, il responsabile Enti Locali del Psi, Gerardo Labellarte, e Giuseppe Sconza, Presidente UILPA Penitenziari. Continua a leggere



È una vera e propria sfida culturale, quella lanciata dalla neo deputata del Partito democratico, Laura Coccia, con la sua proposta di legge per il “Sostegno di politiche di integrazione nella scuola dell’obbligo”. La giovanissima parlamentare, la cui storia personale è un esempio per quanti combattono il pregiudizio, si è prefissata l’obiettivo di “polverizzare le discriminazioni” partendo dalla base di ogni uomo o donna, il diritto ad essere se stessi sin dall’infanzia, e nel luogo in cui si costruiscono le fondamenta di una vita, la scuola. Il testo depositato a Montecitorio è stato presentato venerdì, “Giornata mondiale contro l’omofobia” in una cornice inconsueta come l’androne della scuola primaria “Carlo Pisacane” di Roma, fiore all’occhiello del quartiere Tor Pignattara, salito alla ribalta nazionale per essere l’istituto scolastico dove i bambini italiani sono una piccola minoranza in un mix meraviglioso di etnie e culture. Al suo fianco per la conferenza stampa, l’autrice della proposta di legge ha voluto il presidente del Forum Politiche sociali e Immigrazione del Pd, Livia Turco, l’ex deputata Paola Concia, da sempre in prima linea per i diritti civili e la presenza delle donne nelle istituzioni, il consigliere democratico alla Provincia di Milano, Diana De Marchi, e il dirigente dell’Ufficio nazionale Antidiscriminazioni razziali, Alessandra Barberi. 
Una giornata «storica». Così Sergio Lo Giudice, senatore democratico ha definito quella di ieri, venerdì 17 maggio, giornata Internazionale contro l’omo-transfobia «celebrata al Senato, ove è stato presentato un disegno di legge firmato da 84 senatori». Tra questi, oltre al capogruppo Pd Luigi Zanda, vi erano Riccardo Nencini, segretario del Partito socialista italiano, Alessia Petraglia, esponente di Sinistra ecologia e libertà (Sel) e Pietro Ichino di Scelta civica. Sul delicato tema si sono espressi i presidenti del Parlamento e il capo dello Stato, Giorgio Napolitano che ha voluto diffondere un messaggio per ricordare che «la denuncia e il contrasto all’omofobia devono costituire un impegno fermo e costante non solo per le Istituzioni, ma per la società tutta». L’iniziativa è stata accolta con entusiasmo anche da Pia Locatelli, deputato del Psi secondo cui deve sempre valere il principio della proporzionalità della pena rispetto al reato. «Sono convinta che l’inasprimento delle pene non sia la risoluzione del problema» ha dichiarato Locatelli. «Serve poi una grande azione culturale perché l’Italia è un Paese culturalmente arretrato e disarmato dinanzi a temi come l’omofobia e la violenza sulle donne» ha concluso l’esponente socialista. 


