Il partito socialista e l’Avanti! rilanciano la battaglia sull’emergenza nelle carceri italiane

Conferenza carceri-Psi

Se è vero come diceva Voltaire che «il grado di civiltà di un Paese si misura osservando la condizione delle sue carceri» allora l’Italia ha molto cammino da fare. Lo sa bene il Partito Socialista Italiano, da sempre in prima fila nella difesa dei diritti civili di cui, il tema carceri, è una delle cartine di tornasole più significative: per questo il Psi lancia la “Rosa dei diritti” per attirare l’attenzione sulla situazione delle carceri italiane e l’Avanti! un reportage per indagare sulla condizione che vivono sia i detenuti che gli uomini della Penitenziaria. Nella sala stampa della Camera dei Deputati si è parlato di emergenza giustizia, di sovraffollamento degli istituti penitenziari e della condizione dei lavoratori che, quotidianamente operano in condizioni di estrema difficoltà all’interno delle strutture di pena. Si è presentato il report sulla condizione delle carceri redatto dal responsabile Diritti del Psi Luigi Iorio, annunciando un’iniziativa forte e finora sposata soltanto da pochissimi altri partiti politici e soltanto un volta l’anno: il prossimo sabato i parlamentari socialisti faranno visita ai detenuti in numerosi istituti penitenziari della Penisola. A introdurre la conferenza stampa è stato l’onorevole Marco Di Lello che ha ricordato l’importanza dell’iniziativa legislativa che i socialisti porteranno avanti affinché «non siano i detenuti a pagare le inefficienze di un sistema che, con interventi mirati e razionali, potrebbe essere migliorato e portato in condizioni minimamente accettabili con poche risorse». Presenti il responsabile Diritti Psi Luigi Iorio, il neo senatore socialista, Enrico Buemi, il direttore dell’Avanti!, Giampiero Marrazzo, il responsabile Enti Locali del Psi, Gerardo Labellarte, e Giuseppe Sconza, Presidente UILPA Penitenziari.     Continua a leggere

E’ morto don Gallo. Il ricordo della sua assistente all’Avanti!: «Credeva nell’uomo»

Don Gallo

«Un uomo in mezzo agli uomini». Così, con la voce rotta dalla commozione, la signora Elisa, storica assistente di Don Andrea Gallo, ha ricordato all’Avanti! il prelato scomparso ieri all’età di 84 anni. È morto a Genova, nella “sua” Genova, quella del cantautore De André, di cui Gallo era grande amico e confidente, e della Canonica della Parrocchia della SS. Trinità e di San Benedetto, sede della Comunità che ospita ragazzi in difficoltà, di cui da anni era animatore. Era un prete da “marciapiede” Don Gallo, un prete scomodo perché sempre vicino “agli ultimi” che non si nascondeva mai dietro il suo abito, rivolgendosi con parole e posizioni chiare anche rispetto a temi scottanti come l’omosessualità, la povertà della Chiesa, l’antifascismo, le questioni di bioetica. «Era un persona al di fuori dal comune, straordinaria e, ciononostante, una persona comune perché era vicino a tutti» dice la signora Elisa continuando a scorrere i ricordi: «la sua diversità era in questo, nella sua capacità di avere amore verso tutti e non giudicare mai». Continua a leggere

Femminicidio: bene la Idem, ma una task-force esiste già. E’ il Codice Rosa e va finanziato

Femminicidio-violenza donne

Per anni le violenze si perpetravano in silenzio, al chiuso della casa coniugale o dell’auto abitualmente usata dalla coppia. Da qualche tempo e per fortuna di femminicidio, di violenza fisica e psicologica sulle donne se ne parla. Se ne discute nei talk in prime time, sui grandi giornali, sul tram o in metro prima di arrivare a lavoro, tra i banchi del mercato, ai giardinetti pubblici tra mamme, al pub con le amiche. Un altro tabù della nostra società “civile” è caduto e di civile resta l’aver fatto il primissimo passo di un percorso virtuoso. Prima di arginare, e in un secondo tempo debellare, l’odioso fenomeno è necessario che se ne discuta, che se ne conoscano le cifre, che si approfondisca la psicologia violata delle vittime e quella distorta dei loro carnefici. Continua a leggere

Stop alle discriminazioni nella formazione scolastica per razza, sesso, nazionalità e fede: la battaglia di Laura Coccia (Pd) parte dai più piccoli

Scuola multietnicaÈ una vera e propria sfida culturale, quella lanciata dalla neo deputata del Partito democratico, Laura Coccia, con la sua proposta di legge per il “Sostegno di politiche di integrazione nella scuola dell’obbligo”. La giovanissima parlamentare, la cui storia personale è un esempio per quanti combattono il pregiudizio, si è prefissata l’obiettivo di “polverizzare le discriminazioni” partendo dalla base di ogni uomo o donna, il diritto ad essere se stessi sin dall’infanzia, e nel luogo in cui si costruiscono le fondamenta di una vita, la scuola. Il testo depositato a Montecitorio è stato presentato venerdì, “Giornata mondiale contro l’omofobia” in una cornice inconsueta come l’androne della scuola primaria “Carlo Pisacane” di Roma, fiore all’occhiello del quartiere Tor Pignattara, salito alla ribalta nazionale per essere l’istituto scolastico dove i bambini italiani sono una piccola minoranza in un mix meraviglioso di etnie e culture. Al suo fianco per la conferenza stampa, l’autrice della proposta di legge ha voluto il presidente del Forum Politiche sociali e Immigrazione del Pd, Livia Turco, l’ex deputata Paola Concia, da sempre in prima linea per i diritti civili e la presenza delle donne nelle istituzioni, il consigliere democratico alla Provincia di Milano, Diana De Marchi, e il dirigente dell’Ufficio nazionale Antidiscriminazioni razziali, Alessandra Barberi. Continua a leggere

“Mala-Lobby”, Nencini pioniere della regolamentazione lancia proposta di legge

Transatlantico

Nel linguaggio anglosassone le “lobby” sono gruppi di pressione che cercano di esercitare la propria influenza sul potere politico al fine di curare i propri, legittimi, interessi. Un sale per la democrazia e una pratica esercitata, oltre che dai tradizionali attori economici, anche da organizzazioni di diritti umani e gruppi di cittadini accomunati da uno specifico interesse. Nulla di male, fino a quando tutto è alla luce del sole. Diverso è, invece, se gli strumenti di pressione diventano oscuri, segreti, illegali. È quello il confine che trasforma l’attività di lobbying in qualcosa con un altro nome: corruzione. «Innanzitutto è bene precisare che quanto emerge dal servizio de “Le Iene” descrive un’attività di tipo criminale e non di lobbying. Pagare i politici rientra in un reato delineato dalla legge anticorruzione, definito traffico di influenze». A dichiararlo all’Avanti!, in riferimento ad un’intervista anonima rilasciata alla popolare trasmissione televisiva “Le Iene”, è il professor Giuseppe Mazzei, docente universitario, giornalista, fondatore e presidente dell’associazione “Il Chiostro – Per la trasparenza delle lobby”, la prima associazione di lobbisti italiani. Una regolamentazione del settore è possibile. Ha fatto scuola il “modello Toscana” promosso nel lontano 2002 da Nencini, segretario del Psi, allora presidente del Consiglio regionale toscano. Quella legge regionale ante litteram di disciplina dei gruppi di pressione e di interesse ha gettato le basi di una proposta di legge innovativa depositata al Senato. Continua a leggere

Gay, Senato: presentata una proposta di legge contro l’omofobia. Tra i firmatari anche i senatori socialisti

OmofobiaUna giornata «storica». Così Sergio Lo Giudice, senatore democratico ha definito quella di ieri, venerdì 17 maggio, giornata Internazionale contro l’omo-transfobia «celebrata al Senato, ove è stato presentato un disegno di legge firmato da 84 senatori». Tra questi, oltre al capogruppo Pd Luigi Zanda, vi erano Riccardo Nencini, segretario del Partito socialista italiano, Alessia Petraglia, esponente di Sinistra ecologia e libertà (Sel) e Pietro Ichino di Scelta civica. Sul delicato tema si sono espressi i presidenti del Parlamento e il capo dello Stato, Giorgio Napolitano che ha voluto diffondere un messaggio per ricordare che «la denuncia e il contrasto all’omofobia devono costituire un impegno fermo e costante non solo per le Istituzioni, ma per la società tutta». L’iniziativa è stata accolta con entusiasmo anche da Pia Locatelli, deputato del Psi secondo cui deve sempre valere il principio della proporzionalità della pena rispetto al reato. «Sono convinta che l’inasprimento delle pene non sia la risoluzione del problema» ha dichiarato Locatelli. «Serve poi una grande azione culturale perché l’Italia è un Paese culturalmente arretrato e disarmato dinanzi a temi come l’omofobia e la violenza sulle donne» ha concluso l’esponente socialista. Continua a leggere

Intercettazioni: la nuova legge del Pdl crea tensione tra gli schieramenti

Pdl-Intercettazioni

Dopo che Enrico Costa, capogruppo del Pdl in commissione Giustizia, ha depositato quella che è stata definita una “fotocopia” del testo Alfano sulle intercettazioni, l’antica ferita è tornata a sanguinare. Nessuno si era illuso, nell’ottobre del 2011, quando il ddl dell’ex guardasigilli Alfano, oggi ministro all’Interno, si arenò alla Camera, che il tema non sarebbe riemerso alla prima occasione utile. Ora il nodo viene di nuovo al pettine, in uno scenario politico in cui, il Pdl vuole tornare a contare e vuole farlo alzando la voce, forte della sua posizione. Di sicuro, le intercettazioni non sono un boccone facile da digerire per l’esecutivo di larga maggioranza stante la distanza, culturale e politica, tra le anime del governo. Nonostante, da più parti, lo strumento investigativo sia indicato dagli addetti ai lavori come uno tra  i più utili per la raccolta di prove, i pdellini continuano a guardarlo con il fumo negli occhi, invocando il diritto alla riservatezza. Del resto, come potrebbe essere altrimenti visto che proprio le intercettazioni si sono rivelate centrali nell’incriminazione di illustri membri “della corte” del Cavaliere tra cui Nicola Cosentino, Marcello Dell’Utri e Denis Verdini. Continua a leggere

Camera: pari diritti a coppie dello stesso sesso per assistenza sanitaria

Unioni gay-parlamentari

Una scelta che in un paese laico e avanzato non dovrebbe destare clamore, ma che nell’Italia all’ombra di piazza San Pietro e dalla lunga tradizione conservatrice, rappresenta un passo importante. L’ufficio della presidenza della Camera, anticipando, nei fatti, gli avanzamenti legislativi tanto attesi in materia di coppie di fatto, ha approvato l’estensione dell’assistenza sanitaria integrativa ai conviventi dei parlamentari, inclusi quelli dello stesso sesso. Un gesto dal significato profondamente politico che va nella direzione da tempo indicata dal Partito Socialista Italiano: quella riformista della laicità, dei diritti civili e dell’inclusione sociale. Continua a leggere

Guerra e pace in ritiro, ma alla fine il governo accelera su Imu, Cig, fisco e riforme

Governo-Abbazia-Spineto

Qualche sciabolata c’è scappata, ma alla fine dei conti, dal ritiro di Sarteano i ministri tornano tutti interi e con l’obiettivo di realizzare nei primi 100 giorni almeno quattro punti del programma di governo, tra cui l’avvio del processo delle riforme istituzionali. Ma soprattutto tornano con la promessa che nessun membro dell’esecutivo parteciperà ad una manifestazione di partito, a partire da questa campagna elettorale per le amministrative, per evitare di vedere altre scene surreali come quelle del ministro dell’Interno sul palco di Brescia a protestare contro la magistratura. Continua a leggere

L’intervista – L’ex M5S Venturino: “Grillo ha sbagliato a non fare il governo col PD, alle prossime elezioni se lo sogna il 25%”

Venturino-M5s-ARS

Il suo mal di pancia verso Grillo comincia sei mesi fa quando muove le sue prime critiche alla linea del suo leader. Altro che patti non rispettati sulla tanto discussa diaria da decurtare e sulle spese da rendicontare, la questione è squisitamente politica. A sollevarla non è un eletto qualunque tra le file del M5S, ma la più alta carica istituzionale che i penta stellati abbiano mai ottenuto in Italia, la seconda nel parlamento siciliano: è il caso del vicepresidente dell’Ars siciliana Antonio Venturino che, a poche ore dalla sua espulsione dal Movimento (ufficialmente perché “da due mesi non restituisce l’indennità come prevede il regolamento”) all’Avanti! fa chiarezza sulle reali motivazioni della sua cacciata e sulla spaccatura interna al Movimento proprio rispetto alla linea politica dettata da Grillo: “Il problema da me sollevato – rivela Venturino – è la mancanza di una strategia all’interno del Movimento: gli attacchi continui alle istituzioni, questo ridurre gli stipendi, questo negarsi al telefono impedendo di discutere la linea politica, mi ha fatto pensare che forse dietro ci possa essere un tentativo di delegittimazione delle istituzioni, a partire dai suoi stessi eletti: onorevoli cinque stelle da sacrificare per la causa, per dimostrare che una democrazia non rappresentativa amministrata dai cittadini e non dai politici è possibile”.  Continua a leggere