Mauro Gioia regala la sua collezione: 3mila canzoni napoletane su Internet

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In occasione delle Giornate europee del patrimonio, domani, sabato 22 settembre, alle ore 20, nell’Auditorium dell’Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi, in via Michelangelo Caetani, 32, a Roma, si svolgerà una Conferenza Cantata, a cura di Mauro Gioia, per presentare l’acquisizione del suo Fondo di incisioni storiche di canzoni napoletane da parte della Direzione generale per le biblioteche e gli istituti culturali, attraverso l’Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi.

Mauro Gioia (Sesto San Giovanni, 4 maggio 1966) è un cantante, attore e regista italiano che all’età di quattro anni si è trasferito a Napoli con la famiglia. Nella città partenopea studia e compie i suoi primi passi nel mondo artistico musicale, e inizia a collezionare rari dischi a 78 giri con i classici della canzone napoletana. Attualmente vive a Parigi.

Il Fondo di Mauro Gioia consiste in una banca dati di oltre 3mila registrazioni discografiche storiche di musica napoletana provenienti da rari dischi a 78 giri, per la maggior parte incisi nel cosiddetto ‘periodo acustico’ (dal 1900 al 1925), e i cui repertori appartengono all’area culturale partenopea con una presenza di scenette teatrali dialettali.

Sono presenti gli interpreti più rappresentativi del periodo, per storia personale e qualità artistiche: Gennaro Pasquariello, Elvira Donnarumma, Fernando De Lucia, il Petrolini del periodo napoletano, solo per citarne alcuni, cosi come incisioni di Eduardo Scarpetta, Eduardo De Filippo o Salvatore De Muto, l’ultimo Pulcinella.

Alcune rarità impreziosiscono la raccolta: tipo i quattro dischi (tra cui il primo in assoluto) incisi a Napoli da Fred Gaisberg per Emile Berliner; una dozzina di dischi che Gennaro Pasquariello realizzò per la Società Fonografica Napoletana, risalenti al 1909; il provino presentato nel 1959 ad Elvis Presley per convincerlo a incidere “It’s now or never” (versione americana di “’O sole mio”); le primissime incisioni effettuate a Napoli da Ettore Petrolini; alcune lacche di Fernando De Lucia provenienti dalla raccolta di Paul Getty.

I riversamenti digitali di queste incisioni, accompagnati dalle schede, saranno a disposizione del pubblico attraverso l’Istituto Centrale per i Beni Sonori ed Audiovisivi, cui Gioia ha deciso di affidare il suo archivio sonoro.

Nel corso della serata verranno eseguiti dal vivo alcuni brani della collezione e ripercorsa la storia del disco e della canzone classica napoletana, due storie profondamente intrecciate tra loro.

S’incontreranno così personaggi del passato che si chiamavano Fred Gaisberg, Guillaume Cottrau, Anton Beyer, Gilda Mignonette; ci ritroveremo a Marechiaro o a Cunnailante, sulle tavole di un café-chantant o in un ottocentesco salotto aristocratico: nomi e luoghi che ci conducono in una dimensione transnazionale – con epicentri saldamente partenopei – tutta da scoprire.

Nel corso dell’evento verrà anche distribuito un cd dal titolo “Era d’Oro”, registrato per l’occasione da Mauro Gioia e Giuseppe Burgarella presso gli studi di registrazione dell’Istituto Centrale per i Beni sonori ed Audiovisivi.

Il progetto trova coerenza stilistica nell’uso di una sorta di classicismo interpretativo, filologicamente legato allo spartito canto-e-piano, con repertori prevalentemente tardo-ottocenteschi o dei primi del Novecento, arricchiti da singoli episodi come “Passione” di Bovio-Valente-Tagliaferri, scritta tra le due Guerre.

Fondamentale per la buona riuscita di tutta l’operazione è stato proprio il ruolo dell’Istituto, che ha fornito i mezzi per la digitalizzazione e le direttive per la schedatura dei materiali (a cura dello stesso collezionista, sotto la guida di alcuni dipendenti dell’ex Discoteca di Stato), oltre a organizzare, grazie al direttore Massimo Pistacchi, la presentazione al pubblico della collezione.

Grazie a questa collezione, l’indice SBN sarà implementato di diverse centinaia voci, tra autori, titoli e interpreti mai comparsi prima nel catalogo generale del Sistema Bibliotecario Nazionale, ma soprattutto permetterà l’ascolto gratuito di vere rarità discografiche attraverso il Portale della canzone italiana

Il Portale, inaugurato nello scorso febbraio, attualmente presenta oltre 250.000 brani di canzoni italiane. Canzoni proposte attraverso centinaia di playlist tematiche con testi esplicativi in 8 lingue (oltre l’italiano, i testi sono tradotti in inglese, francese, tedesco, spagnolo, cinese, giapponese e russo), così da promuovere, anche all’estero uno degli aspetti più caratteristici della cultura italiana come la canzone.

Con l’acquisizione del Fondo di Mauro Gioia, e la messa in rete gratuita sul Portale, la canzone napoletana trova a livello internazionale un’ulteriore forma di diffusione relativa soprattutto a quei brani classici che, a partire dalla fine dell’Ottocento, hanno contribuito a creare, nell’ambito della popular music, una vera e propria identità culturale nazionale.

#estateromana2018. Una settimana di Festival, cultura e musica

Tanti gli eventi in programma in questa nuova settimana dell’Estate Romana 2018, la manifestazione culturale promossa da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita Culturale e realizzata in collaborazione con SIAE (Società Italiana degli Autori e degli Editori) e il supporto nelle attività di comunicazione di Zètema Progetto Cultura. Aggiornamenti, su tutte le manifestazioni in programma, sull’account social Cultura Roma su Facebook, Twitter e Instagram, e sul sito www.estateromana.comune.roma.it o al numero 060608 (attivo tutti i giorni ore 9-19).

LiveCinemaFestivalSarà una settimana ricca di offerte culturali di ogni tipo quella che si appresta a partire da venerdì 14 settembre. Gli appassionati di cinema avranno l’occasione di assistere ai film dell’ultima edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia con lo storico appuntamento Venezia a Roma (in alcuni cinema della città). Inoltre al Palazzo delle Esposizioni il Live Cinema Festival 2018 con performance sperimentali e spettacoli audio-visual. Anche le rappresentazioni dal vivo saranno protagoniste con nuovi eventi di teatro e arti performative che andranno ad interagire con le bellezze della città o ad arricchire l’offerta nelle periferie cittadine (Teatro Mobile e Attraversamenti multipli 2018). Periferie che saranno ancora, insieme ai luoghi più conosciuti del centro cittadino, al centro di numerose iniziative di scoperta e esplorazione grazie all’iniziativa Paesaggi umani. E poi ancora la musica che unisce culture differenti con Una striscia di terra feconda. Infine, altro appuntamento della settimana: l’inizio dello storico Festival della letteratura di viaggio.

Compie 21 anni Una striscia di terra feconda, la kermesse musicale a cura dell’Associazione Culturale Teatro dell’Ascolto che anche quest’anno, dal 18 al 21 settembre all’Auditorium Parco della Musica e alla Casa del Jazz, proporrà una forma di festival originale basato sulla collaborazione tra musicisti italiani e francesi. La creazione di formazioni con artisti dei due Paesi mira a valorizzare i migliori giovani talenti e a favorire la produzione di musica inedita e originale. Non solo le giovani promesse, ma anche gli artisti più affermati saranno invitati a realizzare qualcosa di particolare e inedito da proporre poi nei migliori festival francesi con il marchio della rassegna. Tra gli esempi di quest’anno il nuovo spettacolo dello scrittore Stefano Benni, l’esibizione del trio Celea-Couturier-Rabbia, la Residenza franco italiana di Mederic Collignon che si andranno ad aggiungere ai grandi musicisti come Daniel Humair, Danilo Rea, Urbano Barberini, Gianni Lenoci, Musica Nuda (Magoni e Spinetti).

All’interno del progetto Il cinema attraverso i Grandi Festival torna la rassegna Da Venezia a Roma, appuntamento conclusivo nonché il più atteso organizzato da ANEC Lazio con la collaborazione di Fondazione Cinema per Roma – CityFest. Dal 13 al 19 settembre la rassegna proporrà una selezione di titoli provenienti dalle varie sezioni della 75ª Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, tutti proiettati in versione originale con sottotitoli in italiano. Oltre 40 titoli, suddivisi in 7 giornate di programmazione nelle 10 sale coinvolte: un’ampia selezione di film che per una settimana attraverseranno tutta la città di Roma, in un’ottica “itinerante” e coinvolgeranno numerosi quartieri, da Prati (Adriano, Eden, Giulio Cesare) a Trastevere (Intrastevere), da Pinciano (Barberini, Savoy, Caravaggio) al centro storico (Farnese, Quattro Fontane), passando per Testaccio (Greenwich).

Teatro Mobile – Viaggi in cuffia per l’ascolto dei luoghi è l’evento a cura di Teatro Mobile che, dal 18 al 30 settembre, proporrà una serie di viaggi tematici per valorizzare alcuni dei luoghi più belli di Roma attraverso l’utilizzo del format ad impatto zero del teatro in cuffia. La manifestazione si comporrà di due grandi sezioni: Memoria e Immaginario di Roma con le Memorie di Roma Antica ai Musei Capitolini, Eventi speciali ai Fori Imperiali e Shakespeare e l’immaginario di Roma in alcuni dei luoghi più emblematici di Roma Antica (Musei Capitolini, Fori Imperiali e Centrale Montemartini) e I mille nomi di Fermi, realizzato in collaborazione con il Dipartimen­to di Fisica della Sapienza – Università di Roma e con il Liceo Classico “Pilo Albertelli” di Roma per celebrare Enrico Fermi a ottant’anni dal premio Nobel.

Ospitato al Palazzo delle Esposizioni, torna dal 19 al 23 settembre il Live Cinema Festival 2018, giunto quest’anno alla V edizione. Quattro giorni in cui macchine, arte e tecnologia si uniscono per diffondere nuovi messaggi, nuovi immaginari e nuove prospettive, in una manifestazione internazionale gratuita che porterà nella Capitale le più innovative performance live di spettacoli audio visual. Dopo la conferenza Audience Development di mercoledì 19 settembre alle 17, si entrerà nel vivo della programmazione del festival che ogni sera, nella Sala 9, dalle 22 alle 23.45 proporrà live cinema performance e diverse première. Nello spazio Auditorium, inoltre, tutti i giorni dalle 17 alle 19 si svolgerà il workshop sul Digital Storytelling (pren. obbligatoria tramite mail: workshops@livecinemafestival.com) mentre dalle 20 alle 22 nella sezione Screenings sarà possibile assistere a diverse proiezioni. Tra queste quella speciale di FEST il nuovo short film sperimentale dell’artista russo Nikita Diakur, di base in Germania, dove animazione 3D, schermate di software, errori e simulazioni real-life si fondono in uno stile unico e anticonvenzionale.

Al via dal 15 al 29 settembre, nell’area pedonale di largo Spartaco al Quadraro, Attraversamenti Multipli 2018, XVIII edizione del festival cross-disciplinare a cura di Margine Operativo, che si interroga sulle relazioni tra le arti performative contemporanee e il presente attraverso la presentazione di spettacoli e performance site specific in spazi pubblici, in luoghi urbani e non convenzionali. Il tema intorno a cui ruota questa edizione è “Sconfinamenti”, con la proposta di attraversare i confini tra culture diverse, i confini tra generi artistici, i confini tra spettatore e azione artistica. Si comincerà sabato 15 settembre alle 20.30 con lo spettacolo Il Nostro Domani di e con Ascanio Celestini e musiche originali eseguite dal vivo da Gianluca Casadei seguito alle 22 dallo spettacolo di danza A peso morto a cura della C&C Company, scrittura originale ed interpretazione di Carlo Massari.

Altra novità della settimana è la manifestazione Paesaggi Umani a cura di Urban Experience. Fino al 26 settembre prenderà vita questa “festa mobile” che, attraverso walkabout di esplorazione e happening urbani, porterà i partecipanti alla scoperta dei territori della città e delle storie che li hanno caratterizzati. Le azioni itineranti si svolgeranno al Parco della Caffarella, seguendo il corso dell’Almone, il fiume sacro di Roma e lungo le Mura Aureliane, presso viale Castrense, con un’azione itinerante che espliciterà la connotazione sacra del “pomerium”, l’area di confine delle mura. Con il walkabout al Celio, riemergerà l’antica fontana della “Meta Sudans” di cui è scomparsa ogni traccia (era la fontana più importante dell’Antica Roma ed ormai è un “monumento fantasma”, definitivamente demolito nel Ventennio) e con quello al Pigneto si evocheranno le lucciole di Pasolini. E poi ancora si andrà al Tuscolano, lungo la via Nomentana seguendo il cantiere della pista ciclo-pedonale, al Mercato di Piazza Alessandria per approdare al MACRO-Asilo ancora in cantiere, in una cava di sampietrini presso l’Appia Antica e a Tor Sapienza.

Al via l’XI edizione del Festival della Letteratura di Viaggio promosso da Società Geografica Italiana e con la direzione artistica di Antonio Politano che si articola quest’anno in un PreFestival (fino al 19 settembre), il Festival propriamente detto (20-23 settembre) e un PostFestival (24 settembre). La manifestazione è dedicata al racconto del mondo, luoghi e culture, attraverso le diverse forme di narrazione del viaggio: dalla letteratura al giornalismo, dal cinema alla fotografia, dalla televisione al teatro, dall’antropologia alla storia, dalla musica al fumetto, per un viaggio inteso come occasione di scoperta, incontro, esperienza, piacere, conoscenza, ascolto, tolleranza. Il programma prevede incontri, mostre, premi, performance, spettacoli, proiezioni, laboratori, passeggiate, tornei letterari, serate tematiche, spazi autogestiti. Tutte le attività sono gratuite e ad ingresso libero. Alcuni laboratori e passeggiate necessitano di prenotazione.

Nell’ambito del progetto Break Point Poetry – Città Poetica, a cura di Patrizia Chianese e organizzato da Roma Centro Mostre, sabato 15 settembre dalle 17 alle 19 tutte le poesie che, dal 1 luglio al 30 agosto scorso, hanno partecipato al contest lanciato dal sito www.erreciemme.net e dalla pagina Facebook di Roma Centro Mostre, saranno “portate all’aperto” e lette dagli stessi autori all’interno della storica Villa Carpegna.

PROGRAMMA DAL 14 AL 20 SETTEMBRE

LA MUSICA

Tra le novità musicali di questa settimana c’è UNA STRISCIA DI TERRA FECONDA, il festival a cura dell’Associazione Teatro dell’Ascolto in programma dal 18 al 22 settembre. La kermesse ripete ormai da 21 anni la stessa formula vincente: invitare esclusivamente musicisti italiani e francesi, incentivando la creazione di formazioni con artisti dei due Paesi, la produzione di pezzi originali pensati per la rassegna e valorizzando non soltanto i musicisti più conosciuti ma anche i migliori giovani talenti. Si comincia all’Auditorium Parco della Musica, martedì 18 settembre dalle ore 21 con lo spettacolo in prima nazionale del Sylvain Rifflet Mechanics con Sylvain Rifflet al sax, Joce Mienniel al flauto, Benjamin Flament alle percussioni e Philippe Giordani alle chitarre. A seguire lo spettacolo musicale Le rovine di Adriano con il testo di Nello Trocchia, la voce narrante di Urbano Barberini e l’accompagnamento al pianoforte di Danilo Rea. Mercoledì 19, dalle ore 21 sempre all’Auditorium Parco della Musica la serata dedicata al Premio Siae 2018 assegnato a tre gruppi tra i primi classificati nel contest Top Jazz indetto dal mensile Musica Jazz. Ad essere premiati Federica Michisanti del Federica Michisanti Trioness, Jacopo Ferrazza dello Jacopo Ferrazza Trio featuring Enrcio Zanisi e Francesco Massaro di Francesco Massaro & Bestiario featuring Gianni Lenoci. A seguire, in prima nazionale, il concerto del Daniel Humair Quartet composto da Daniel Humair (batteria), Fabrice Martinez (tromba), Vincent Le Quang (sassofono) e Stephane Kerecki (contrabbasso). Giovedì 20 settembre dalle 21 in programma all’Auditorium Parco della Musica Besson/Ferlet/Kerecki “Aires” con Airelle Besson alla tromba, Edouard Ferlet al pianoforte e Stephane Kerecki al contrabbasso. A seguire lo spettacolo Un tango con Borges con la voce narrante di Stefano Benni e Giulia Tagliavia al pianoforte.

Prosegue fino al 30 settembre la manifestazione GIANICOLO IN MUSICA con tante serate di musica e intrattenimento in Piazza Giuseppe Garibaldi, una delle location più affascinanti della città. Il programma curato dall’ Associazione Roma Musica e Cultura prevede questa settimana, tra gli altri eventi, serate di djset (venerdì 14 e giovedì 20 dalle ore 22.30), l’omaggio del chitarrista Alberto Laurenti a Franco Califano (sabato 15 settembre alle ore 21.45), una serata di tango, musica ed emozioni con l’Aria di milonga di domenica 16 settembre, aperta alle 19.30 dall’Eclectico duo composto da Alessia Roato (pianoforte) e Mariano Navone (bandoneon) e proseguita, alle 21.30, dalla selezione musicale curata da Susanna Arbitrio.

Ancora tanta musica classica e non solo all’interno dell’area archeologica del Teatro di Marcello. Le notti sotto le stelle de I CONCERTI DEL TEMPIETTO – NOTTI ROMANE AL TEATRO MARCELLO organizzate dall’Associazione culturale Il Tempietto propongono in questa nuova settimana di programmazione Matias Nestor Cuevas, pianista che esegue musiche di Rameau, Ravel e Brahms nel concerto organizzato in collaborazione con l’Associazione Pianofriends di Milano (venerdì 14 settmebre), Maximilian Trebo in scena con Bach, Mendelssohn, Rachmaninov nel concerto organizzato ancora con l’Associazione Pianofriends di Milano (sabato 15 settembre). Con la collaborazione della stessa associazione è anche l’Omaggio a Rossini del pianista Vincenzo Balzani, previsto per domenica 16 settembre. Lunedì 17 settembre si inaugura la settimana con il concerto, organizzato in collaborazione con l’Associazione Italia-Estonia, di Kristi Kapten con musiche di Rachmaninov, Prokofiev, Sisask, Rääts, Sumera e Listz. Martedì 18, invece, è la volta di Mimoza Keka che dalla Macedonia arriva sul palco del Tempietto per eseguire una selezione di musiche di Debussy, Ravel e Liszt. La collaborazione con l’Associazione Italia- Estonia torna protagonista nel concerto di mercoledì 19 settembre: in scena la cantante e musicista estone Siiri Sisask con una selezione di sue canzoni. Giovedì 20 settembre la serata prevede l’esibizione a quattro mani dei pianisti Sara Dominici e Massimo Perciaccante che eseguono Rossini, Liszt, Bizet, Brahms e Gershwin. Inizio concerti alle ore 20.30. Tutte le sere le esibizioni sono precedute dal Foyer del Mondo ideale, reading poetici e letterari eseguiti alle ore 19.30 da esponenti del mondo della cultura, e da una visita guidata del sito archeologico alle 19.45.

I FILM

Dal 13 al 19 settembre, in alcune sale cinematografiche della Capitale arriva il grande Cinema con la rassegna IL CINEMA ATTRAVERSO I GRANDI FESTIVAL – DA VENEZIA A ROMA 24° EDIZIONE. La rassegna conclude l’edizione 2018 del progetto Il cinema attraverso i grandi festival proponendo un’ampia selezione di film provenienti direttamente dalla 75° Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. I film saranno proiettati tutti in versione originale con i sottotitoli in italiano. Primo giorno di programmazione giovedì 13 settembre: al cinema Farnese vanno in scena le Giornate degli Autori con le pellicole Happy Lamento di Alexander Kluge (ore 16.30), Il bene mio di Pippo Mezzapesa (ore 18.15). Alle ore 20, dopo un drink di benvenuto, omaggio a Massimo Sani seguito dalle proiezioni a ingresso libero di Willy Brandt in ginocchio a Varsavia e Berlino 1937: arte al rogo mentre, alle ore 21.30, è in programma la proiezione di Joy di Sudabeh Mortezai, pellicola vincitrice del Label Europa Cinemas e dell’Hearst Film Award – Best Female Director. Sempre nella giornata di giovedì 13, al cinema Adriano, sono in programma i film Dragged across concrete di S. Craig Zahler (ore 17), First man di Damien Chazelle (ore 20), Frères Ennemis di David Oelhoffen (ore 22.30). Al cinema Eden, invece, si procede con le proiezioni di The nightingale di Jennifer Kent, vincitore del Premio speciale della Giuria e del Premio Marcello Mastroianni a Baykali Ganambarr (ore 17.30), di Les Estivants di Valeria Bruni Tedeschi (ore 20) e di La quietud di Pablo Trapero (ore 22.15). La giornata di venerdì 14 settembre comincia con le Giornate degli Autori al cinema Farnese. In programma nell’ordine: Pearl di Elsa Amiel (ore 16.30), Les Tombeaux sans noms di Rithy Panh (ore 18), Continuer – Keep going di Joachim Lafosse (ore 20) e Dead women walking di Hagar Ben-Asher (ore 21.40). La giornata prosegue al cinema Quattro Fontane con la programmazione di Mi obra maestra di Gastòn Duprat (ore 18), At eternity’s gate di Julian Schnabel con il vincitore della Coppa Volpi per il miglior attore Willem Dafoe (ore 20.10) e Les Estivants di Valeria Bruni Tedeschi (ore 22.30). Altre proiezioni di giornata al cinema Barberini con La noche de 12 años di Àlvaro Brechner (ore 15.45), di Ying di Zhang Yimou (ore 18), di La quietud di Pablo Trapero (ore 20.10) e First man di Damien Chazelle (ore 22.30). Le giornate degli autori tornano anche sabato 15 settembre, sempre al cinema Farnese, con le pellicole The ghost of Peter Sellers di Peter Medak (ore 16.15), il corto Goodbye Marilyn di Maria Di Razza seguito da Ville Neuve di Félix Dufour-Laperrière (ore 18.15), l’incontro con Giorgio Gosetti seguito dalla proiezione del vincitore del Director’s award C’est ça l’amour di Claire Burger (ore 20) e Mafak – Screwdriver di Bassam Jarbawi (ore 21.45). La programmazione di giornata prosegue al cinema Caravaggio, dove si può assistere ai film Mi obra maestra di Gastòn Duprat (ore 18), Acusada di Gonzalo Tobal (ore 20) e Ying di Zhang Yimou (ore 22), e al cinema Savoy dove sono in programma Acusada di Gonzalo Tobal (ore 18), Frères Ennemis di David Oelhoffen (ore 20.15) e il vincitore del Premio Fipresci Napszàlita di Làszlò Nemes (ore 22.30). Domenica 16, per le Giornate degli Autori, in programma al Cinema Farnese Il bene mio di Pippo Mezzapesa (ore 16.30) Domingo di Clara Linhart e Felipe Barbosa (ore 18.15), Pearl di Elsa Amiel (ore 20) e, alla presenza del regista, il film Ricordi? di Valerio Mieli, Premio del Pubblico BNL, Menzione Speciale Premio FEDIC (ore 21.40). La programmazione parallela degli altri film in concorso continua ancora nei due cinema del Pinciano: al cinema Caravaggio La noche de 12 años di Àlvaro Brechner (ore 16.45), il corto Fino alla fine di Giovanni Dota seguito da Saremo giovani e bellissimi di Letizia Lamartire (ore 19) e da Zan di Shinya Tsukamoto (ore 21). Ancora Zan di Tsukamoto (ore 17) apre il pomeriggio al cinema Savoy che ha in programma anche Il ragazzo più felice del mondo di Gipi (ore 18.30) e Dragged across concrete di S. Craig Zahler (ore 20.45). Lunedì 17 settembre si riprende con le Giornate degli Autori al cinema Farnese. In programma Joy di Sudabeh Mortezai (ore 16.30), Three adventures of Brooke di Yuan Qing (ore 18.15), l’incontro con Maurizio di Rienzo seguito dalla proiezione de I villani di Daniele De Michele, presente in sala (ore 20). Alle 21.30 evento speciale con la proiezione del film Lissa Ammetsajjel di Saaed Al Batal e Ghiath Ayoub, vincitore del Premio del Pubblico Settimana della Critica e Premio per l’Inclusione Edipo Re e con l’incontro presenziato dal regista Saaed Al Batal, Laex Maioli, Riccardo Biadine, Giona Nazzaro e Silvia Jop. Gli altri film di giornata sono previsti al cinema Intrastevere. Qui si può ammirare Napszàllta di Làszlò Nemes (ore 17.30), Il ragazzo più felice del mondo di Gipi (ore 20.15), What you gonna do when the world’s on fire? di Roberto Minervini (ore 22). Martedì 18 settembre le Giornate degli Autori offrono l’opportunità di ammirare C’est ça l’amour di Claire Burger, Why we are creative? di Hermann Vaske (ore 18.30), l’incontro con Francesco Martinotti seguito dal film 1938 Diversi di Giorgio Treves (ore 20) e il film premio Queer Lion Josè di Li Cheng (ore 21.40). Nel pomeriggio al cinema Greenwich, ad essere proiettati sono invece Lissa Ammetsajjel di Saaed Al Batal e Ghiath Ayoub seguito da un incontro tra Riccardo Biadine, Silvia Jop e Emanuele Trevi (dalle 18), Doubles vies di Olivier Assayas (ore 20.30), il corto Fino alla fine di Giovanni Dota seguito dal film Saremo giovani e bellissimi (ore 22.30). Ultima giornata di programmazione mercoledì 19 settembre. Le giornate degli autori al cinema Farnese propongono Emma Peeters di Nicole Palo (ore 16.30), il corto L’unica lezione di Peter Marcias seguito da Il teatro al lavoro di Massimiliano Pacifico (ore 18.30), il drink di arrivederci con l’incontro con Francesco Martinotti e la successiva proiezione di Arrivederci Saigon di Wilma Labates (ore 20) e il film Sembra mio figlio di Costanza Quatriglio, presente in sala. Nel cinema Eden in programma invece What you gonna do when the world’s on fire? di Roberto Minervini (ore 17.30), The nightingale di Jennifer Kent (ore 20) e Lissa Ammetsajjel di Saaed Al Batal e Ghiath Ayoub (ore 22.30). Al cinema Giulio Cesare in programma, invece, At eternity’s gate di Julian Schnabel (ore 18), Una storia senza nome di Roberto Andò (ore 20.15), Double Vies di Olivier Assayas (ore 22.30).


IL TEATRO

Altra novità in ambito teatrale è la manifestazione TEATRO MOBILE – VIAGGI IN CUFFIA PER L’ASCOLTO DEI LUOGHI a cura dell’Associazione Culturale Teatro Mobile. Da martedì 18 e fino al 30 settembre sono in programma una serie di viaggi tematici con il format ad impatto zero del teatro in cuffia realizzati con l’intento di valorizzare alcuni dei luoghi più belli di Roma. Si comincia martedì 18 alle ore 16.30 con il primo appuntamento dal titolo Lettura di Marco Aurelio (a se stesso). I brani dell’imperatore-filosofo sono letti dal famoso attore Paolo Bonacelli e commentati da Enrico Vampa in un percorso che parte dalla copia del Marco Aurelio in Piazza del Campidoglio, per arrivare, attraversando il Palazzo Nuovo, il Tabularium e il Palazzo dei Conservatori, all’Esedra del Marco Aurelio. Mercoledì 19 e giovedì 20 settembre alle ore 18 è di scena lo spettacolo Octavia. Una tragedia romana. Attribuita a Seneca (appositamente tradotta e adattata da Pina Catanzariti), questa unica tragedia latina che racconta una storia romana pervenutaci integralmente, narra di Ottavia (Galatea Ranzi), la sposa che Nerone abbandona per Poppea, condannandola all’esilio e alla morte. Dispiegato lungo lo splendido percorso dei Musei Capitolini, lo spettacolo è un vero “viaggio nel tempo” in compagnia di Octavia, Nutrix (Galliano Mariani), “Chorus” (Paolo Musio), e poi Seneca (Nicola d’Eramo) e Nerone (Pietro Faiella), il fantasma di Agrippina (Ludovica Modugno) e Poppea (Liliana Massari).


I PERCORSI

In corso fino al 26 settembre il progetto PAESAGGI UMANI, a cura di Urban Experience, una sorta di “festa mobile” che attraversa la città con 18 azioni itineranti, a partecipazione libera e gratuita, costituiti dai walkabout (passeggiate di esplorazione partecipata) e alcuni happening come i Silent Play e le videoproiezioni nomadi. Il Performing Media Storytelling si integra con le passeggiate dei walkabout attraverso l’uso di sistemi whisper-radio, videoproiezioni nomadi, web-radio e mappe interattive, rilevando le voci dei suoi protagonisti (i “paesaggi umani”) in un particolare storytelling con “i piedi per terra e la testa nel cloud”. Le azioni itineranti si svolgono dall’Appio-Latino-Tuscolano al Celio, dal Nomentano a Tor Sapienza. Appuntamento domenica 16 settembre alle 11 in via del Corso 239 con il Walkabout #vialibera, conversazione nomade sui temi della mobilità dolce. Si prosegue alle 18 nel Casale di Vigna Cardinali alla Caffarella con il walkabout No Plastic Pollution che porta all’esplorazione del fiume Almone, fiume sacro raccontato da Virgilio nel libro IV dell’Eneide. Lunedì 17 settembre alle 21.30, appuntamento in Piazza San Gregorio al Celio per il walkabout Meta Sudans, con le videoproiezioni nomadi di Antica Proietteria che farà riemergere l’antica fontana della “Meta Sudans” di cui è scomparsa ogni traccia. Martedì 18 settembre alle 16 nel tratto pedonale di viale Castrense (Via La Spezia 21), il walkabout Lungo le Mura. In Memoria di Brunello Berardi, l’urbanista di prossimità. Alle 18, nel tratto pedonale Viale Castrense, happening teatrale Sospesi a cura di La Piccionaia (Vicenza). Guidati da una voce in cuffia (con i sistemi Silent Disco, basati su un impianto radiofonico che presuppone la configurazione sonora per un’ottimale resa drammaturgica, secondo il format “Silent Play”) gli spettatori si ritrovano in una esperienza immersiva che sollecita una perturbante immedesimazione degli spettatori in una sorta di gioco di ruolo. Un format teatrale di assoluta innovazione culturale. Per finire alle 21.30, sempre nel tratto pedonale di viale Castrense, walkabout con videoproiezioni nomadi P.A.C.E. (Penisola Ambientale Castrense Experience) lungo il Pomerium. Mercoledì 19 settembre alle 11 nella Scuola Duca d’Aosta (Via Orvieto 45) laboratorio e walkabout P.A.C.E. (Penisola Ambientale Castrense Experience). Segue alle 16 in via La Spezia 21, il walkabout La rivoluzione copernicana della mobilità tuscolana. Alle 18 in piazza Ragusa (area centrale) replica dell’happening teatrale Sospesi. Alle 21.30 in via del Pigneto 13, walkabout con videoproiezioni nomadi La danza delle api, le molecole e le lucciole di Pasolini.

Prosegue il calendario di visite guidate gratuite al Forte Bravetta proposte nell’ambito di (E)STATE AL FORTE 2018, a cura dell’Associazione di Promozione Sociale Progetto Forti. Appuntamento questa settimana venerdì 14 settembre dalle 17 alle 20 e domenica 16 settembre dalle 10 alle 13. Durante le visite vengono messi in luce sia gli aspetti architettonici che le vicende storiche che caratterizzano questo luogo, divenuto tristemente noto durante l’occupazione tedesca a Roma. Info: info@progettoforti.it. Prenotazioni: www.eventbrite.it

Ultimi appuntamenti per SUMMER TALES la manifestazione estiva a cura di PAV che presenta progetti di esplorazione urbana realizzati dal collettivo DOM, guidato da Valerio Sirna e Leonardo Delogu. Venerdì 14 e sabato 15 settembre dalle 16 alle 22 in programma la performance L’uomo che cammina, in cui gli spettatori vengono invitati a seguire il passo di un uomo misterioso, per un viaggio di contemplazione aperto ai dettagli e alle meraviglie del quotidiano. La performance si basa su un viaggio a piedi per 15 spettatori della durata di quattro ore circa che unisce i luoghi simbolo dell’antichità classica, i palazzi della politica, i quartieri popolari, le zone ai margini, i giardini segreti e fantasmatici, fino agli estremi confini del territorio urbano. A partire dalla graphic novel “L’uomo che cammina” di Jiro Taniguchi, DOM costruisce una drammaturgia di spazi in cui esplorare il confine tra urbano e terzo paesaggio, tra centro e periferia. Prenotazione obbligatoria: tel. 06.44702823; email: organizzazione@pav-it.eu

Continuano le VISITE GUIDATE TEATRALIZZATE a cura de I viaggi di Adriano, per ripercorrere la storia di Roma e dei suoi protagonisti con le interpretazioni di attori in costume e la narrazione di esperte guide turistiche. I prossimi appuntamenti sono in programma venerdì 14 settembre con La vera Roma del Marchese del Grillo (ore 21.30 – partenza da P.zza del Quirinale), una passeggiata col Sor Marchese e altri quattro personaggi che insieme alla nostra guida svelano l’identità del vero Onofrio del Grillo e dell’epoca in cui visse, e con La lama di Mastro Titta: tour nella Roma del Papa Re (ore 21.30 – partenza da Vicolo del Campanile) che ripercorre i 68 anni di attività del boia più famoso di Roma e delle sue numerose vittime. Tre appuntamenti previsti anche sabato 15 settembre: alle 21 da Piazza Sforza Cesarini parte I Borgia: il potere del male, un percorso nel cuore della Roma dei Borgia alla scoperta della storia di Alessandro VI, Rodrigo, Cesare o Lucrezia. Alle 21 da San Andrea delle Fratte prende il via, invece, Bernini vs Borromini. Geni rivali, visita dedicata invece alle suggestioni suscitate dai due straordinari architetti e maestri del barocco. Sempre alle 21, questa volta da Piazza Pasquino parte la passeggiata La Roma del Conte Tacchia che ripercorre le storie della Roma umbertina e di questo suo personaggio mitico. Prenotazione obbligatoria su www.iviaggidiadriano.it.

Ultimo appuntamento per LIBROTREKKING URBANI NEI PARCHI DI ROMA, a cura di Campareconipiedi Asd che sabato 15 settembre dalle 9.30 propone l’escursione Librotrekking da Trilussa a Pasolini tra quattro parchi. Una camminata “urbana” alla scoperta di una romanità “diversa”, ovvero natura, storia e cultura attraverso quattro parchi di Roma tra sentieri, basolati romani e strade bianche. Durante le pause, circondati dal verde del parco degli Acquedotti, della Via Appia Antica e del parco della Caffarella vengono lette poesie di Trilussa, Pasolini e Aldo Fabrizi, ma anche riflessioni su cosa voglia dire essere cittadini e cosa si possa fare per migliorare la vita in città.

Fino al 16 settembre è in corso SOGNO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE – STUDI E VARIAZIONI AL PARCO VOLUSIA, progetto multidisciplinare gratuito curato da MotoProduzioni srl, in collaborazione con Teatro Mobile, che mira a valorizzare l’area verde del Parco Volusia nel Municipio XV accrescendo il legame dei residenti con questo territorio attraverso performance artistiche incentrate sul tema del “sogno”. L’evento si articola in due momenti per ogni serata. Il primo, replicato ogni sera dalle ore 19, si basa su uno studio per una messinscena sperimentale del Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare che prende corpo durante una passeggiata al tramonto nel parco aperta a trenta persone munite di audio cuffia. Un viaggio nel verde avvolti dai frammenti sonori tratti dal capolavoro shakespeariano e curati da Marcello Cava. A seguire, ogni sera, un evento/variazione sul tema del sogno: venerdì 14 settembre Variazione musicale “Diagenesi: il sogno litico” con Ivan Macera; sabato 15 settembre Variazione cinematografica “Una visione del sogno” di Aureliano Amadei; domenica 16 settembre evento finale a sorpresa: “I sogni sognati”. Prenotazione obbligatoria: sognoparcovolusia@gmail.com


GLI ESPERIMENTI

Per gli appassionati del verso poetico e del linguaggio poetico urbano, sabato 15 settembre dalle 17 alle 19 appuntamento conclusivo e gratuito del progetto BREAK POINT POETRY – CITTÀ POETICA, a cura di Patrizia Chianese e organizzato da Roma Centro Mostre. Tutte le poesie che, dal 1 luglio al 30 agosto scorso, hanno partecipato al contest lanciato dal sito www.erreciemme.net e dalla pagina facebook di Roma Centro Mostre, vengono ora “portate all’aperto” dagli stessi autori, per essere declamate all’interno della storica Villa Carpegna, camminando insieme e incontrando i frequentatori del parco. La persona, poeta e creatore di poesia e parole poetiche urbane, è così egli stesso il divulgatore delle sue creazioni, leggendole e diffondendole fra i cittadini, inserendo direttamente la poesia urbana contemporanea della città nella città stessa. Maggiori informazioni sul sito www.erreciemme.net

Penultimo appuntamento per il FESTIVAL ARTESCIENZA, a cura del Centro Ricerche Musicali, che con proposte innovative intende sondare i rapporti più inaspettati e interessanti fra arte e scienza. La location scelta è l’Auditorium Parco della Musica. Venerdì 14 settembre alle 18.30 viene presentata Hand Cry, installazione sonora per Air Machine del compositore praghese Ondrej Adámek (l’installazione sarà attiva fino al 23 settembre con i seguenti orari: da lunedì a venerdì ore 11-17, giovedì chiuso, sabato e domenica ore 11-18). Alle 21 è di scena Feedback for Two di Silvia Lanzalone con Eleonora Claps (soprano) e Virginia Guidi (mezzosoprano). A seguire l’esecuzione sonora “Conséquences particulièrement blanches et noires” per Airmachine II di Ondrej Adámek con Romeo Monteiro (performer) e Mickaël Maudet (assistente tecnico). Airmachine II è un’evoluzione di Air Machine, si tratta di un organo insolito costituito da un agglomerato di tubi, valvole, oggetti sonori tra i più divertenti che esistano.

Ospitato al Palazzo delle Esposizioni, torna dal 19 al 23 settembre il LIVE CINEMA FESTIVAL 2018, giunto quest’anno alla V edizione. Quattro giorni dove macchine, arte e tecnologia si uniscono per diffondere nuovi messaggi, nuovi immaginari e nuove prospettive, in una manifestazione internazionale gratuita che porta nella Capitale le più innovative performance live di spettacoli audio visual. Dopo la conferenza Audience Development di mercoledì 19 settembre alle 17, si entra nel vivo della programmazione del festival. Giovedì 20 settembre dalle 22 alle 22.45 in programma AMIS | live cinema performance | APNOA [AT] – première; dalle 23 alle 23.45 ATEMPORAL | live cinema performance | THE LIGHT SURGEONS [UK] – italian première.

Venerdì 21 settembre dalle 22 alle 22.45 in programma ONN FRAME | live cinema performance | IPOLOGICA + FLXER [IT] – première; dalle 23 alle 23.45 TEXTURE DROITE | live cinema performance | TEXTURE DROITE [FR] – italian première. Sabato 22 settembre dalle 22 alle 22:45 in programma INFINITY INSIGHT | live cinema performance | CITTY & AELDRYN [CZ] – italian première; dalle 23 alle 23.45 THE DIGITAL TALE OF GEOMETRIC SHAPES | live cinema performance | MÏUS X ATTARAY VISUAL [HU] – première. Domenica 23 settembre dalle 22 alle 22.45 in programma VENTO | live cinema performance | ARI DYKIER + EWA LIEBCHEN [PL] – première; dalle 23 alle 23.45 INFINITE NOW | live cinema performance | ARMAND DIJCKS & RAY COLLINS feat. ANDRÉ HEUVELMAN + FRANS DE ROND [NL/AU] – première.

Nello spazio Auditorium, inoltre, tutti i giorni dalle 17 alle 19 sono previsti i Workshop: Digital Storytelling, mentre dalle 20 alle 22 nella sezione Screenings è possibile assistere alle proiezioni di: LCF 2014-2017 Report; The Light Surgeons – In Profile Dies_ – Materia Sonica; Addictive TV – Orchestra of Samples by AV artists Showreel Klaus Obermaier – audiovisual performance; Ernesto Sarasa (Fonosträbico) – Ente; Francis Ford Coppola – Coppola aposta em cinema ao vivo como futuro para a sétima arte. Proiezione speciale anche di FEST il nuovo short film sperimentale dell’artista russo Nikita Diakur, di base in Germania, dove animazione 3D, schermate di software, errori e simulazioni real-life si fondono in uno stile unico e anticonvenzionale.


GLI INCROCI ARTISTICI

Al via, nell’area pedonale di largo Spartaco al Quadraro, ATTRAVERSAMENTI MULTIPLI 2018 (15-29 settembre), XVIII edizione del festival crossdisciplinare a cura di Margine Operativo, che si interroga sulle relazioni tra le arti performative contemporanee e il presente attraverso la presentazione di spettacoli e performance site specific in spazi pubblici, in luoghi urbani e non convenzionali. Il tema intorno a cui ruota questa edizione è “Sconfinamenti”, con la proposta di attraversare i confini tra culture diverse, i confini tra generi artistici, i confini tra spettatore e azione artistica. Si comincia sabato 15 settembre alle 20.30 con lo spettacolo Il Nostro Domani di e con Ascanio Celestini e musiche originali eseguite dal vivo da Gianluca Casadei. A seguire alle 22 spettacolo di danza A peso morto a cura della C&C Company, scrittura originale ed interpretazione di Carlo Massari. Domenica 16 settembre alle 17 spettacolo di circo contemporaneo NANI ROSSI R4 Fuga per la libertà
 – Acrobatic comedy street show
di F. Niccolini, Michele Fois, Elena Fresch, Matteo Mazzei e interpretato da Michele Fois, Elena Fresch, Matteo Mazzei. A seguire alle 21 il reading di poesia La delicatezza del poco e del niente di Mariangela Gualtieri con la regia di Roberto Latini. (prenotazione obbligatoria a info@attraversamentimultipli.it). Chiude la serata alle 22 la performance di danza Gli Ombelichi Tenui_ ballata per due corpi nell’aldilà, ideazione e coreografie di Filippo Porro e Simone Zambelli.

Al via l’XI edizione del FESTIVAL DELLA LETTERATURA DI VIAGGIO promosso da Società Geografica Italiana e con la direzione artistica di Antonio Politano che si articola quest’anno in un PreFestival (12-19 settembre), il Festival propriamente detto (20-23 settembre) e un PostFestival (24 settembre). La manifestazione è dedicata al racconto del mondo, luoghi e culture, attraverso le diverse forme di narrazione del viaggio: dalla letteratura al giornalismo, dal cinema alla fotografia, dalla televisione al teatro, dall’antropologia alla storia, dalla musica al fumetto, per un viaggio inteso come occasione di scoperta, incontro, esperienza, piacere, conoscenza, ascolto, tolleranza. Il programma prevede incontri, mostre, premi, performance, spettacoli, proiezioni, laboratori, passeggiate, tornei letterari, serate tematiche, spazi autogestiti. Tutte le attività sono gratuite e ad ingresso libero. Alcuni laboratori e passeggiate necessitano di prenotazione. Durante la fase del PreFestival, nei giardini di Villa Celimontana ogni sera dalle 18 alle 19.15 nello Spazio Parole, dedicato alla presentazione – autogestita – di progetti e attività, da parte di associazioni, onlus, case editrici e riviste, in programma gli incontri: Famiglie Arcobaleno: associazione genitori omosessuali, con Alessia Crocini e Giulia Gianni (14 settembre); Exòrma: casa editrice di letterature e saggistica, editore FestBook Flv, con Orfeo Pagnani (15 settembre); Ventriloco: rivista di Trastevere, città nella città, con Gianluigi Spinaci (16 settembre); Cammini d’Europa: rete di cooperazione internazionale, con Federico Massimo Ceschin (17 settembre); Scomodo: mensile giovanile e indipendente, con il volume La città inamministrabile (18 settembre); Società Geografica Italiana: ente promotore Flv, con Rossella Belluso e Patrizia Pampana (19 settembre). Nello spazio riservato agli incontri organizzati da Kel 12/National Geographic Expeditions e National Geographic Traveler, ogni sera dalle 19.30 alle 20.30 in programma: India Kumbh Mela, il più grande raduno religioso del mondo, con Marco Restelli (12 settembre); Photography Expeditions, per scoprire e fotografare il mondo, con Amanda Ronzoni (13 settembre); Mongolia, sulle tracce dei dinosauri, con Federico Fanti (14 settembre); Messico, Baja California e non solo, con Paolo Brovelli e Marino Maranzana (15 settembre); Matera, il racconto del viaggio, con Marco Cattaneo e Antonio Pascale (16 settembre); Australia, le vie dei canti e la cultura aborigena, con Nicola Pagano (17 settembre); Il nuovo numero di National Geographic Traveler, con Marco Cattaneo e Mario Calabresi (18 settembre). Nello Spazio Immagini dedicato alla proiezione di film, documentari ed estratti di produzioni National Geographic o indipendenti, ogni sera dalle 20.45 in programma: National Geographic, Punto di non ritorno (14 settembre); National Geographic, Messico selvaggio (15 settembre); National Geographic, Jane (16 settembre); National Geographic, Wild Australia (17 settembre); National Geographic, Patagonia: la Terra del Fuoco (18 settembre); Periferie-Bordi, Roma-Milano: Torre Angela: spazi in dialogo tra ieri e domani, Sacro GRA e Magnifiche sorti. Quadri da un’esposizione universale. Con Nicolò Bassetti, Giulio Latini, Marco Maggioli, Pierluigi Magistri (19 settembre).

Giovedì 20 settembre, primo giorno del Festival, nel Centro Intersos 24 a Torre Spaccata, alle 17 inaugurazione di Uno sguardo altro, mostra/proiezione di immagini realizzate dai partecipanti al laboratorio di fotografia con minori migranti non accompagnati accolti dal Centro Intersos 24. Alle 17 passeggiata Geo-Sociale, da Pineta Sacchetti a Primavalle, tra street art e carte storiche, occupazioni ed edilizia popolare, parrocchie e teatri, contese territoriali e aggregazione sociale. A cura dell’Associazione Perìfera. Alle 18 passeggiata Geografica nella comunità musulmana di Centocelle, tra radicamento e nuove necessità. A cura di Flavia Cristaldi, geografa, e Silvia Omenetto, geografa e storica delle religioni. Entrambe le passeggiate sono a prenotazione obbligatoria alla mail bookingflv@gmail.com. Alle 18.30 nella biblioteca-hub culturale Moby Dick a Garbatella, eccentrica disputa calcistico-letteraria con il Torneo Partite Letterarie. Per le semifinali in campo America del Nord contro America Latina. I lettori-sostenitori di scrittori come Emily Dickinson e Philip Roth contro quelli di autori come Isabel Allende e Gabriel García Márquez. Si qualifica chi appassiona di più.

Si svolgerà dal 18 al 21 settembre la manifestazione DOVE C’È UN LIBRO C’È MUSICA, progetto a cura di Associazione Culturale Alcatraz, che intende unire la cultura musicale con quella letteraria, portando allo scoperto gruppi musicali giovani, autori emergenti poco conosciuti, ma anche professionisti, avvicinando gli scrittori, i libri e la musica, ai cittadini, i veri fruitori di queste arti. Autori, con opere inedite, potranno presentare le loro creazioni letterarie e il pubblico presente potrà avere un confronto diretto con lo scrittore. A seguire si esibiranno gruppi musicali di diverse regioni italiane e con stili differenti in un accattivante percorso sonoro. Quattro serate-evento ad ingresso gratuito, per mettere in luce argomenti di interesse sociale quali l’integrazione sociale, l’emarginazione, la tolleranza, l’ignoranza, l’amore e l’inganno, che creeranno aree di dibattito, di incontro di idee e pensieri. La musica interverrà come elemento di fusione, creando momenti di emozione e di coinvolgimento di tutti gli spettatori presenti. Si comincia martedì 18 settembre alle 18.30 al Teatro Vascello a Monteverde con la serata Racconti Jazz con Giulia Lorenzoni (canto e recitazione) e gli autori Maria Grazia Finocchi, Maria Giannetto Grimaldi e Lilianas Gualtieri. La manifestazione viene ospitata nei giorni successivi dalla Libreria Mondadori Store nel Centro Commerciale Aura di Valle Aurelia. Mercoledì 19 settembre alle 18.30 incontro con gli autori Rosalba Evangelista, Giorgia Cavina e Giulia Lorenzoni e con la musica della Lhoren Band (Tobias Nicoletti, pianoforte; Ludovico Franco, tromba; Giordano Panizza, contrabbasso; Luca Zadra, batteria). Partecipano gli attori Milena Borsari e Bruno Luciani. Giovedì 20 settembre alle 18.30 serata-evento Mare Africano per il 150° anniversario della nascita di Luigi Pirandello in collaborazione con attori della compagnia teatrale Arcobaleno e Fondazione Teatro Luigi Pirandello di Agrigento. Con la partecipazione straordinaria della pianista giapponese Naomi Fujya.

Ultimi due appuntamenti per la X edizione di ANOMALIE 2018, progetto dell’Associazione Culturale Kollatino Underground che porta il teatro sperimentale e le discipline circensi nel territorio di Torre Maura. Sotto il tendone da circo allestito nel parco delle Canapiglie, vanno in scena venerdì 14 settembre Alessandra Magrini con lo spettacolo teatrale Mamma Roma mentre sabato 15 settembre Guglielmo Bartoli e Milena Frantellizzi sono i protagonisti di Caos (Standing Ovation), uno spettacolo che mescola clownerie, comicità e commedia dell’arte.

Si avvia a conclusione, nel Parco Insieme di via di Casal Bianco, la VII edizione di SGUARDI OLTRE 2.0, rassegna multidisciplinare per la cura dell’anima, a cura dell’Associazione Percorsi Accidentali, che grazie a una serie di laboratori (danza, clownerie, lettura ad alta voce) crea situazioni in cui adulti e bambini, sono chiamati a farsi parte attiva degli eventi. Venerdì 14 settembre alle 18 presentazione del programma delle ultime tre giornate e talk con la partecipazione delle Istituzioni, degli artisti, delle associazioni e dei cittadini. A seguire street art e arte circense con Playing in the Park a cura di Ondadurto Teatro, compagnia internazionale il cui stile sorprendente e le cui straordinarie macchine teatrali sono state protagoniste di festival in tutto il mondo. Alle 20 presentazione della mostra fotografica Sguardi Oltre 2017 con le immagini della precedente edizione e istallazione video. Alle 21.15 è di scena Messico e Nuvole di e con Caterina Casini. Come si racconta l’arte? La Compagnia Teatrale Laboratori Permanenti si collega alle foto scattate da Cartier Bresson negli anni ’30 e poi ’60, in Messico per raccontare toccanti figure di artiste come Frida Khalo e Tina Modotti. Sabato15 settembre alle 11 Dancing in the park, laboratorio di avvicinamento alla danza contemporanea a cura di TWAIN- Physical Dance Theatre, compagnia di Danza Contemporanea guidata dalla coreografa e danzatrice Loredana Parrella. Dalle 16 Raccontare il quartiere, visite guidate al quartiere e ai suoi siti storici e archeologici, effettuate dagli utenti del Centro ASL. L’attività è condotta della Cooperativa Sociale Integrata Conto alla Rovescia in collaborazione con la Sovrintendenza ai Beni Culturali. Alle 17 presentazione del libro Il teatro sulla Francigena di Simone Pacini. Alle 18 reading Ad Alta Voce a cura di Settimo Cielo. Saranno proposti brani di autori vari per raccontare con stili e generi diversi, tra cui la poesia, la vita delle comunità (da Spoon River a Gente di Dublino e altro). Alle 18.30 presentazione del progetto Ob Viam – itinerari possibili per incontri ovvi di Carolina Farina. Alle 19.30 concerto Tale (Racconto) del giovane musicista Andrea Cauduro (chitarra e musica elettronica). Alle 21.15 in scena Antonella Questa in Vecchia sarai tu, regia di Francesco Grandi, Compagnia LaQ-prod. Uno spettacolo poetico e amaro sul delicato tema della vecchiaia. Domenica 16 settembre alle 11 laboratorio Dancing in the Park a cura di TWAIN- Physical Dance Theatre, compagnia di danza contemporanea. Alle 16.15 è di scena lo spettacolo Suoni di Fiaba di e con i partecipanti al laboratorio a cura di Opera Prima. Alle 17 Dancing in the Park esperimento coreografico per persone non danzanti con i partecipanti al laboratorio a cura di TWAIN. Alle 17.45 concerto dedicato ai più piccoli Favole Musicali a cura della Scuola di Musica Anton Rubinstein. Il progetto nasce con l’obbiettivo di avvicinare i bambini alla musica classica attraverso l’adattamento di favole famose riscritte da Sara Matteo e che si inseriscono all’interno di grandi composizioni musicali. Con Alessia De Gregorio (voce), Sara Matteo e Emiliano Federici (pianoforte). Alle 19 Festa di chiusura con il concerto di Rastalady & the Originals che propone musica anni ’70 e ’90.

Prosegue fino al 16 settembre al Centrale Preneste Teatro il 4° FESTIVAL INTERNAZIONALE DEL CIRCO SOCIALE, a cura di Ruotalibera, con lo scopo di promuovere la conoscenza reciproca e la coesione sociale attraverso eventi di strada, spettacoli di circo/teatro, laboratori. Dedicati ai bambini, ai ragazzi e alle famiglie, tutti gli eventi sono gratuiti. In programma: venerdì 14 settembre alle 20.30 la Compagnia Los Filonautas presenta Naufraghi per Scelta con Soledad Prieto e Valentin. Sabato 15 settembre alle 17.30 appuntamento con Tales of mere existence, spettacolo minimalista di giocoleria espressiva di e con Anni Küpper. Domenica 16 Settembre dalle 10 alle 11.00 vengono proposti i laboratori “ExtravaDanza”. Piccoli passi sensibili nel mondo del clown con Carla Bianchi e Manuela De Angelis e “Il Corpo in gioco”. Camminate, marcette, passerelle, clown con Floriana Rocca. Dalle 11 alle 12 le attività ludiche “Orchestrina grammelot”. Il ritmo e il suono nel corpo del clown con Carla Bianchi e Manuela De Angelis e “Objet trouvè”. Dalla manipolazione alla trasformazione di materiali di uso comune con Floriana Rocca. Dalle 10 alle 13 le attività ludiche The Little Reader – Albi illustrati e Le storie abitano nei libri: storie di circo e clown per grandi e piccini a cura di Fiona Sansone, Tiziana Lucattini e Fabio Traversa. In funzione lo Spazio Truccabimbi con Serena Corrado e Aisling Pallotta. Alle 12 Federica Festa presenta Palco libera tutti!, laboratorio teatrale per bambini 3-10 anni. Alle 17.30 la Compagnia Le Strologhe rappresenta Favole da mangiare,spettacolo di teatro di cibo di e con Carla Taglietti e Valentina Turrini.

Ultimi appuntamenti al Parco centrale del Lago dell’Eur per FAI LA DIFFERENZA, C’È…CIRCUSTENIBILE, progetto dedicato alle famiglie e ai più giovani, organizzato dall’Associazione In musica che si propone di diffondere la cultura della sostenibilità e dell’economia circolare, attraverso eventi gratuiti come laboratori creativi e giochi, contest artistici, spettacoli, musica e narrazione. Venerdì 14 settembre alle 16 inaugurazione della gemellata Re Boat Roma Race con la collocazione dell’opera di Urban Art Eureka Web, ideata e realizzata dalla scenografa Daniela Dazzi, che resterà illuminata per tutte le notti della manifestazione. Sabato 15 settembre alle 10 arrivo della recycled boat/opera d’urban art sociale, realizzata da Matteo Giovannone “La vita è un capolavoro, la guerra un folle salto nel buio”, sua esposizione e preparazione per la regata riciclata. Dalle 11 alle 16 in programma: i laboratori di lingua inglese sulla sostenibilità con la scuola d’inglese per bambini Kids & Us; il Plexi Labirinth, un labirinto d’arte realizzato in plexiglass recuperato e riciclato dalla scenografa Daniela Dazzi, nel quale i più giovani potranno vivere un percorso d’esplorazione e conoscenza; l’EURienteering Tour (a prenotazione obbligatoria), un viaggio alla scoperta e conoscenza del territorio naturale, urbanistico e architettonico dell’EUR, condotto dall’Associazione Artefacto, usando, come nell’Orienteering, bussole e carte. Alle 20.30 circa l’Associazione Culturale Carpet presenta lo spettacolo Lupetto e Rosso Cappuccetto #tuttaunaltrafavola. Se i protagonisti di questa storia si fossero incontrati oggi, nell’epoca dei social network, dell’alimentazione biologica, dei selfie e della musica pop, sarebbe stata tutta un’altra favola? Una bambina intraprendente e alla moda, un lupo vegetariano e gentile, un’arzilla nonnina e un cacciatore innamorato, affrontano con ironia e senza pregiudizi i temi dell’amicizia e delle diversità. Domenica 16 settembre dalle 11 in programma i laboratori di lingua inglese sulla sostenibilità a cura della scuola d’inglese per bambini Kids & Us; un nuovo appuntamento (a prenotazione obbligatoria) di EURienteering Tour, condotto dall’Associazione Artefacto; il percorso di esplorazione e conoscenza, per i più giovani, offerto dal Plexi Labirinth, il labirinto d’arte realizzato in plexiglass recuperato e riciclato dalla scenografa Daniela Dazzi. Dalle 15 in poi al via Re-Music In The Lake con i No Funny Stuff, Jug Band italo/americana che accompagnano lungo le sponde del laghetto i partecipanti e gli spettatori della regata riciclata con la loro sorprendente musica realizzata con bizzarri strumenti fatti in casa (contenitori di fortuna, manici di scopa, seghe, pentole, lattine) e mescolando Country Blues, Ragtime e Swing anni ’20/’30. Alle 18 conclusione della manifestazione con la sfilata de I Guardiani dell’Oca e lo spettacolo itinerante Evo in Fabula, a cura della Compagnia I Guardiani dell’Oca. Lo spettacolo si dipanerà per il Parco allietando il pubblico con musiche, canti, interventi burleschi e strambotti poetici declamati da bardi di strada, con repertorio medievale e rinascimentale.

Continua al Parco delle Valli, la programmazione di ROMA FESTIVALPARK a cura di Bootleg, che propone ad ingresso libero spettacoli all’aperto, musica e incontri. Tra gli eventi della settimana: venerdì 14 settembre alle 22 concerto folk rock di Enrico Capuano & tammurriata Rock. Sabato 15 settembre alle 21 spettacolo di musica, lettura e cantautorato con il collettivo Cardiopoetica composto dagli scrittori Mariano Macale, Fabio Appetito e Marco De Cave. Giovedì 20 settembre alle 21.30 serata di musica funky, blues, soul della tradizione partenopea con i Mascalzoni Latini- Pino Daniele tribute band (Fabio De Paulis, chitarra; Carlo J. Papini, voce; Giuseppe Cosseddu, tastiere; Fabio Caponi, basso; Giulio Spada, batteria; Giulio Porega, percussioni).

Prosegue la programmazione di POLO MUSEALE ATAC ARTE IN VIAGGIO organizzata da Helikonia Indi in collaborazione con Caffè Letterario e ospitata all’interno del Polo museale ATAC, Parco Museo Ferroviario, che conserva in esposizione permanente diversi locomotori e tram storici restaurati. In programma venerdì 14 agosto alle 21.30 il concerto di Greg & the Frigidaires (Claudio ‘Greg’ Gregori,voce e chitarra; Luca Majnardi, voce; Alessandro Meozzi, voce e chitarra; Olimpio Riccardi, voce e sax; Giovanni Campanella, batteria; Giulio Scarpato, basso), quartetto vocale e dalla solida ritmica che a suon di “Sha-badubudì” e “Ramalamading dong” ripercorre uno dei generi più interessanti degli anni ’50-’60 con armonie vocali, ritmi swinganti e rockeggianti.

Sturmtruppen, marcia da 50 anni l’esercito più strampalato dei fumetti

STURMTRUPPEN 03“Disegnava ‘i fumetti’, è finito in manicomio” titolava il quotidiano torinese “La Stampa” intorno agli anni Cinquanta, nel periodo della campagna d’odio e di censura contro il fumetto avviata nel dopoguerra da chiesa, borghesia e partiti, compresi quelli di sinistra, con poche eccezioni. Ne abbiamo già scritto, qui ricordiamo solo che Palmiro Togliatti definiva il fumetto “una delle forme più corruttrici dell’americanismo”. (da “Il comune senso del pudore” di Gabriele Ferrero, presentazione de “I compagni della foresta”, albo n. 4 de Il Grande Blek a colori, edizioni Gazzetta dello Sport).

I tempi cambiano (più o meno, dato che i comics continuano a essere invisi a importanti personalità della cultura internazionale come l’attuale ministro italiano dell’istruzione), e proprio la Stampa, con Bao Publishing, ha recentemente bandito un concorso per una nuova striscia a fumetti.

STURMTRUPPEN 02 Un fatto raro ma non una novità assoluta. Cinquant’anni fa, infatti, il 23 novembre 1968, Paese Sera pubblica “Sturmtruppen”, opera vincitrice del concorso per una striscia a fumetti inedita, bandito dal quotidiano romano in occasione del IV Salone di Lucca.

L’autore dei testi e dei disegni è un giovane esordiente: Bonvi, alias Franco Fortunato Gilberto Augusto Bonvicini (Modena 31 marzo 1941 – Bologna 10 dicembre 1995), che in pochi anni diventerà la rockstar del fumetto internazionale.

STURMTRUPPEN 05Si racconta che Bonvi abbia avuto l’idea delle Sturmtruppen nella notte tra il 2 e il 3 ottobre 1968, al tavolo di un’osteria di Modena e che la prima striscia sia stata disegnata su di una tovaglia. Qualche settimana dopo presenta i suoi soldatini a Lucca e vince il concorso di Paese Sera come migliore autore italiano esordiente.

Sturmtruppen è la prima strip giornaliera italiana in bianco e nero realizzata con tecniche tipiche degli Stati Uniti. Pur con una produzione parallela di tavole e albi a colori, in 25 anni Bonvi ne ha realizzato circa 6mila strisce, anche se con una interruzione.

Nel 1973, infatti, voleva interromperne la produzione con la striscia 1370. Sarà Umberto Eco a convincerlo a non mandare in congedo permanente il suo esercito, che ritornerà al fronte con rinnovato slancio e nuovi personaggi.

“Siamo uomini o caporali?” si chiedeva Totò nell’omonimo film del 1955, regia di Camillo Mastrocinque. E Bonvi, forte anche della sua esperienza di sottotenente di fanteria nella scuola di truppe corazzate di Caserta, con le Sturmtruppen ha dato la sua personale risposta.

La sua vena satirica politica e sociale colpisce a fondo, e il suo strampalato esercito tedesken, con i soldaten che buttano il cuore oltre l’ostacolo, che fanno la guardia al bidone di benzina, con la guerra eterna contro un nemico di cui non si conosce né il nome né il volto, diventa il centro del mondo.

Con le Sturmtruppen Bonvi ha dato vita a una originale commedia umana dove, usando l’esercito tedesco, ha messo alla berlina “le divise”, la stupidità umana in tutti i luoghi e in tutte le latitudini.

Dopo il felice esordio su “Paese Sera”, la presenza su “L’Ora” di Palermo e sulla rivista romana “Off-Side”, l’Editoriale Corno inizia a pubblicare le Sturmtruppen sulla rivista “Eureka”, per poi ristamparle nei pocket.

Seguiranno giornali, riviste e libri, in Italia e all’estero, in venti nazioni e in undici lingue. Col tempo arrivano cinema, teatro e i cartoni animati, in onda su “Supergulp!”, programma di Rai 2, nell’aprile 1981. Più tutto il merchandising e il licensing possibile.

STURMTRUPPEN 01Grazie alle Sturmtruppen, che conquistano venti nazioni, Germania inclusa, vendendo milioni di copie, Bonvi conquista un grande successo internazionale. Tra i suoi tanti record, Sturmtruppen è il primo fumetto straniero pubblicato nella vecchia Unione Sovietica.

Nel 1972 le Sturmtruppen sbarcano in teatro a Roma, con la regia di Nino de Tollis, con grande scandalo perché per la prima volta su un palcoscenico italiano alcuni attori recitano completamente nudi, così come erano stati disegnati da Bonvi.

Ricordiamo anche i due film sulle Sturmtruppen, usciti nel 1976 e nel 1982, diretti da Salvatore Samperi, con i migliori attori comici dell’epoca, e con Bonvi che nel primo interpreta il ruolo del prigioniero da fucilare.

Questa non è la sua prima apparizione su grande schermo, perché nel 1967 è tra gli interpreti del film di Lucio Fulci “Come rubammo la bomba atomica”, con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia.

Bonvi nasce a Modena nel 1941, ma la madre lo registra anche all’anagrafe di Parma per via delle tessere annonarie. Inizia gli studi a Modena, dove nel 1956 conoscerà Francesco Guccini, e li abbandona a Bologna, città che resterà la sua base italiana, perché gestirà il successo internazionale da Parigi.

Dopo il congedo, a metà degli anni Sessanta, sarà proprio Guccini a presentarlo a Guido De Maria, che lo assume tra i collaboratori della Vimder Film, che realizza cartoni animati pubblicitari soprattutto per Carosello, fra cui il famoso “Salomone pirata pacioccone” per gli sciroppi Fabbri, del 1966.

STURMTRUPPEN 06Anche se il grande successo di Bonvi è legato alle Sturmtruppen, ci sono alcuni lavori che vogliamo ricordare, a partire dagli inizi.

Bonvi esordisce nei comics nel 1965 con Cattivik, pubblicato da un giornale studentesco di Modena. Cattivik apparirà anche su “Tiramolla”, dal numero 14 del 19 luglio 1970.

“Teens”, realizzata con gli amici Eddy, Enzo e Claudio, è del 1967. Pensata per un giornale studentesco, la striscia, che racconta gli adolescenti prima del ’68, è stata pubblicata da “La Gazzetta di Parma” e dal settimanale “Giovani”.

Nel 1972, l’investigatore privato Nick Carter, creato con Guido De Maria, è uno dei protagonisti di “Gulp! Fumetti in Tv” in onda su Rai 2. Indimenticabile la battuta: “E l’ultimo chiuda la porta!”.

Sempre nel ’72 appaiono le prime “Storie dallo spazio profondo”, testi di Francesco Guccini, che anticipano atmosfere che poi ritroveremo in “Star Wars”.

Nel 1973 esce “Cronache del dopobomba”, storie di fantascienza distopica che raccontano dei sopravvissuti all’olocausto nucleare. Nel 1981 il duo Bonvi/Guccini ritorna con “Incubi di provincia”, serie alla quale collabora anche Magnus, un altro suo grande amico. Bonvi muore sabato 9 dicembre 1995 intorno alle 22, dopo essere stato investito da una Citroen Pallas in una strada della periferia di Bologna.

L’incidente è accaduto mentre Bonvi si recava negli studi di Videomusic per partecipare alla trasmissione “Roxy Bar” di Red Ronnie. Voleva vendere alcuni suoi disegni per aiutare Magnus, colpito da un tumore al pancreas. Pochi mesi dopo la morte, Guccini dedicherà a Bonvi “Lettera”, canzone d’apertura dell’album “D’amore di morte e di altre sciocchezze”. I fan non lo hanno dimenticato, e neanche la sua città natale. Nell’estate 2011, a Modena viene inaugurato il “Bonvi Parken”, dedicato ai suoi personaggi, Sturmtruppen in prima fila.

Cocco Bill cavalca ancora: l’intramontabile successo di Jacovitti

COCCO BILLHa affascinato intere generazioni di lettori, dagli anni Quaranta sino ai giorni nostri, grazie al suo umorismo, al suo gusto per il surreale e per l’esagerazione, alla sua capacità di raccontare vizi (tanti) e virtù (pochine) dell’italiano vero prima che Toto Cutugno lo cantasse annegandolo nel miele.

I critici non l’hanno mai amato, almeno sino agli anni Novanta. Ma l’ostracismo della critica, legato alle frequentazioni cattoliche e al suo dichiarato anticomunismo, non gli ha impedito di diventare un autore di successo internazionale e di accompagnare, dal 1949 al 1980, la vita scolastica di decine di migliaia di studenti con il Diario Vitt.

Per gli amanti della numerologia ci sono diversi anniversari che lo riguardano; per la cronaca ne parliamo perché l’8 agosto scorso a Termoli, sua città natale e che già gli ha intitolato il liceo artistico, è stata inaugurata una statua in bronzo, posizionata sul Corso Nazionale, realizzata dallo scultore Michele Carafa.

Statua che lo raffigura seduto, gambe accavallate, l’immancabile sigaro in bocca e un blocco per schizzi in mano mentre disegna Cocco Bill, uno dei suoi personaggi più famosi.

Ormai anche i più distratti avranno capito che stiamo parlando di Benito Jacovitti, Jac o Lisca di pesce, quello dei salamini, delle sparatorie che producono buchi grandi così ma senza una goccia di sangue, della violenza tanto esagerata da divertire il lettore, di una vita intera raccontata in una tavola, inventore di personaggi, di gag a raffica, un umorista instancabile, divertente come pochi ma anche affilato come un bisturi.

La notizia della statua ci permette di celebrare il grande Jac pubblicando una sua autobiografia inedita, anche se stringata, parte di una intervista telefonica realizzata nel maggio 1994.

Negli anni Novanta, infatti, abbiamo intervistato Jac al telefono due volte: nel 1992 in occasione di “Benito Jacovitti, surrealismo all’italiana”, la prima grande mostra antologica allestita dal Salone di Lucca; e nel 1994, quando gli venne conferito, dall’allora presidente Oscar Luigi Scalfaro, il titolo di Cavaliere al merito della Repubblica, primo autore di fumetti a ricevere questa onorificenza. Notizia sparata in anteprima assoluta dal sottoscritto, persino prima che fosse pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale.

Nel 1994 sono state registrate anche le note autobiografiche che seguono. Il dattiloscritto, fortunosamente ritrovato nell’archivio delle cose che mai saranno messe in ordine, è lungo 62 righe che riportiamo così come scritte a suo tempo, con l’aggiunta qualche nota in corsivo. Anche i virgolettati successivi sono tratti delle due interviste.

“Sono nato a Termoli, in provincia di Campobasso, (regione Molise, nda) il 9 marzo 1923, quindi ho compiuto 71 anni (siamo nel 1994, nda). All’età di sei anni la mia famiglia si è trasferita a Macerata perché a Termoli, causa la mancanza di acqua, morivano molte persone, principalmente bambini.

In quegli anni, Termoli veniva rifornita di acqua attraverso spedizioni ferroviarie, non esistendo neanche le autobotti.

Noi eravamo molto poveri. Mio padre, ferroviere, guadagnava appena 400 lire al mese, e un fiasco d’acqua potabile costava 20 centesimi, lo stesso prezzo di un barilotto di acqua non potabile, che doveva essere usata soltanto per lavarsi.

Allora, noi si comprava il barilotto d’acqua, che ci bastava per una settimana, solo che la si usava anche per bere, come faceva molta gente povera di Termoli.

Ciò causava la morte di molte persone come conseguenza delle malattie che sopraggiungevano. La mia stessa madre, che oggi (cioè nel 1994, nda) ha 95 anni, ha perso un figlio in tenera età e ha avuto cinque aborti proprio a causa dell’acqua che si beveva.

A seguito di questa situazione, e dietro suggerimento del medico, mio padre ha trasferito la famiglia in Abruzzo, a Ortona Mare, dove siamo rimasti due anni.

Poi siamo arrivati a Macerata, dove ho studiato presso la Scuola d’Arte. Quando sorse il problema di continuare gli studi, i professori dissero a mio padre che, visto che ero molto bravo, dovevo frequentare scuole importanti, tipo quelle di Firenze e di Urbino. Quindi nel 1939 mi sono trasferito a Firenze e mi sono iscritto al Liceo Artistico.

Anche se io sono poco credente, almeno nel senso “classico” del termine (infatti sono convinto che gran parte delle guerre attuali, dall’Irlanda alla Jugoslavia, sia generata da conflitti religiosi che poco hanno a che fare con il vero Dio – siamo sempre nel 1994, nda), frequentavo una parrocchia dove andavo a giocare a pallone, e per la quale realizzavo, a tempo perso, dei disegni umoristici.BENITO JACOVITTI

Siccome li hanno ritenuti validi, li hanno spediti a “Il Vittorioso”, il settimanale cattolico di Roma che aveva iniziato la pubblicazioni due anni prima, nel 1937.

Dal Vittorioso mi hanno commissionato una storia dal titolo “Giorgio e Rosetta Barbieri della Prateria”, che è la mia prima storia pubblicata.

Contemporaneamente collaboravo con un periodico fiorentino, “Il Brivido”, un giornale umoristico interamente scritto in dialetto.

Io pensavo che questi fossero fatti episodici, invece ho iniziato a collaborare a tempio pieno col Vittorioso, che mi ha chiesto anche di presentare nuovi personaggi.

Così sono nati Pippo, Palla e Pertica (chiamati anche i 3P, che esordiscono il 5 ottobre 1940, nda), tre amici uno alto e magro, uno basso e uno grasso. La mia prima serie umoristica.

Per conciliare gli impegni di studio con il lavoro, per un certo periodo di sono alzato alle quattro del mattino. Così potevo disegnare e poi andare a scuola.

Ho comunque terminato il liceo artistico, ma quando mi sono iscritto all’università, alla Facoltà di architettura, ho capito che la mia strada era un’altra e ho abbandonato gli studi. Architetto, infatti, ho preferito non esserlo, avrei fatto le case tutte sbilenche oppure che cadevano.

Ho capito che il disegno umoristico era la mia strada, anche perché guadagnavo abbastanza bene per l’epoca, circa 800 lire al mese, e non l’ho più abbandonata.

Nel 1944 ho conosciuto mia moglie (Floriana Jodice, nda), che ho sposato nel 1949, e dal 1946 vivo a Roma”.

E sempre a Roma, Jacovitti muore il 13 dicembre 1997. Poche ore dopo, colpita da un infarto causato dal dolore, morirà anche la moglie.

Jacovitti aveva un talento irripetibile nel raccontare abbinato a un segno grafico “morbido” o “gommoso”, come si direbbe in italiano, mentre negli Usa si userebbe “tooning”, da toons, cartoni animati.

Cioè disegnava con più curve che spigoli, così che l’occhio, scivolandoci intorno, non ha difficoltà a cogliere tutti i dettagli. Per spiegarci meglio: pensate al Maggiolino Volkswagen, alla Biancaneve di Walt Disney, a Jessica Rabbit o a Valeria Marini.

Dopo l’esordio nelle pagine del settimanale cattolico “Il Vittorioso”, edizioni Ave (Anonima Veritas Editrice, fondata nel 1935 dalla Gioventù Cattolica, ramo dell’Azione Cattolica), Jacovitti, non si è più fermato saltando, come il suo Cocco Bill in sella a Trottalemme, dalle pagine stampate ai cartoni animati, dalle edicole alle librerie, dall’editoria alla televisione, dalla pubblicità ai poster; e ancora francobolli, figurine e schede telefoniche.

Tra i suoi personaggi ricordiamo, oltre Pippo, Palla e Pertica, Mandrago il Mago (1946), l’onorevole Tarzan (1948), Cocco Bill (28 marzo 1957) con Trottalemme e la sua immancabile camomilla, Zorry Kid (1968), Cip l’arcipoliziotto (1945), il cattivissimo Zagar con il suo lenzuolo nero (1945), il giornalista Tom Ficcanaso (1957), Jak Mandolino (anni Quaranta), la Signora Carlomagno (anni Cinquanta). Un cenno meritano anche le centinaia di illustrazioni per i libri per ragazzi e le sue tre versioni del Pinocchio di Collodi.

Dopo “Il Vittorioso”, le sue storie appaiono su “Il Giorno dei Ragazzi”, dove esordiranno molti dei suoi personaggi, tra cui Cocco Bill; “Il Corriere dei Piccoli”; “L’Automobile”, rivista ufficiale dell’Aci; “Playman”; “Linus”; “Il Giornalino” delle Paoline, “Il Travaso”, dove collabora con Federico Fellini, e dove userà il nome d’arte di “Franz”, dopo le rimostranze del Vittorioso. E in decine e decine di riviste e volumi, in edicola e in libreria, compresi gli Oscar Mondadori.

Ma c’è anche il Kamasultra, con i testi di Marcello Marchesi, pubblicato nel 1977 su Playman, una rivista per adulti, e poi raccolto in albi e volumi. Le tavole, ispirate al Kamasutra, l’antico libro indiano su sesso e dintorni, fecero scalpore e causarono l’ira funesta degli editori del Vittorioso e del Diario Vitt. Così che Jac decise di interrompere la collaborazione con loro.KAMASULTRA 02

Nel 1993, su testi di John Kawasaki, ecco il “Kamasutra spaziale”, storia ispirata alla notizia che la Nasa voleva mandare in orbita una coppia di astronauti sposati.

Per concludere, ci sono anche “Le carte di Jacovitti”, un mazzo di carte da gioco realizzato per un collezionista e pubblicato nel 2003 da Stampa Alternativa.

A questo proposito Jac diceva: “(In Italia, nda) Era il tempo dell’erotismo che straripava dappertutto. Sembravamo capitati in piena Svezia senza un’adeguata educazione sessuale. Allora io ho voluto fare una presa in giro di questa moda con i miei peni a rubinetto e le mie donne con quattro seni. Ho fatto dell’erotismo alla mia maniera. E le mie donne nude certamente non eccitano il lettore ma lo fanno ridere”.

Ma è sbagliato parlare di Jac al passato perché il suo successo continua ancora oggi con i volumi di “Cocco Bill e il meglio di Jacovitti”, collana edita da Hachette, che sta riscuotendo un incredibile successo in edicola: ai 50 volumi già stampati è stato deciso, proprio poche settimane fa, di aggiungerne altri venti.

Quindi, per quasi sessant’anni Jacovitti è stato una delle personalità più graffianti dell’umorismo, un fine affabulatore, un autore di fumetti che possiamo inserire tra i grandi narratori del Novecento. Ma non chiamatelo artista: lui preferiva definirsi un artigiano.

Ma artista o artigiano che dir si voglia, qual è il segreto del suo inossidabile successo? Lasciamo la risposta a Jacovitti: “Io penso che faccio un umorismo che va bene per tutti”. Umorismo, badate bene perché ci teneva a precisare che: “Io non ho mai fatto satira, se non dopo la guerra per i Comitati Civici, perché mi pagavano e perché l’Italia era divisa in due parti: o con la Dc o con il Fronte Popolare, e io logicamente ero contro quest’ultimo. La satira è una cosa un po’ cattiva, si attaccano le persone singole. Io con il mio umorismo attacco le situazioni, i vizi della gente però in generale. Prendo in giro i generi letterari, tipo i gialli oppure il Far West, spaziando dall’Età della Pietra ai giorni nostri. Però non attacco le persone come singoli”.

Antonio Salvatore Sassu

Cassandra. Una grande interpretazione di Elisabetta Pozzi

 

image1Fano (An) – In una chiesa senza tetto, lo scorso 9 agosto, Cassandra ha raccontato al pubblico il suo tragico destino: la scelta di rifiutare Apollo, a cui non volle concedersi, una volta donatele i poteri divinatori. Così il dio per vendetta, le sputò sulla lebbra, condannandola a restare sempre inascoltata. Sebbene preveda con precisioni fatti che accadranno, Cassandra si deve piegare davanti alla volontà degli uomini. Ella ha predetto la caduta di Troia e la sua stessa morte, ma le sue parole hanno lasciato increduli i troiani.

Non c’è possibilità di scampo per Cassandra: l’attende solo la morte! Il  pubblico ha applaudito forte la sua interpretazione tragico finché l’attrice non ha lasciato la platea.

Elisabetta Pozzi, nel ruolo di Cassandra, ha dato vita a un personaggio forte, drammatico e incapace di cambiare  il suo presente che la divora e la fa impazzire. Cassandra non può più vivere in questa condizione perché il suo cuore pulsa forte e  la coscienza continua a farsi sentire. Perciò la fanno impazzire. Non c’è possibilità di condivisione, la forzata solitudine della donna nel sostenere il peso della conoscenza, la divinazione,  convivono  in lei la fragilità e la forza.

La scelta del “monologo” ha permesso di mettere insieme diversi testi da cui è stata desunta la scenografia per lo spettacolo.  Elisabetta Pozzi ed il giornalista Massimo Fini (collaboratore) hanno scritto la drammaturgia calata per attrice stessa che si è mossa  dai testi antichi di Seneca, Eschilo ed Euripide alle versioni contemporanee di  Christa Wolf,  Jean Baudrillard, T.S. Eliott, Wislawa Szymborska.

Nello spazio dell’ex chiesa di san Francesco, anche, le luci e le musiche hanno avuto un ruolo importante per creare delle forte suggestioni. Negli altari sconsacrati della chiesa le luci colorate hanno prodotto delle forme indefinite, inducendo a pensare alla  bellezza delle decorazioni del passato. Tutto ciò  svaniva quando veniva accesa la luce bianca. Sicché il pubblico ripiombava nello squallore di un edificio che sta cadendo sempre più in rovina.

Andrea Carnevali

Antigone riempie il “Plauto Festival”. Il mito che piace ai giovani

antigoneSarsina (FC) – Tutto pieno per il “Plauto Festival”, lo scorso 6 agosto.  Il pubblico in silenzio: la tensione era forte per l’inizio dello spettacolo. La direzione artistica di Cristiano Roccamo è riuscita a richiamare l’attenzione di molti persone. E l’adattamento scenico di Nicola Fano è stato interessante, così come brillanti sono state l’interpretazione e la regia di Massimo Verturiello.

Dopo  l’ingresso del coro,  Antigone e Ismene incominciano a parlare di un destino avverso che incombe su di loro: esse sono state generate da un’unione contro natura, ossia da Edipo e sua madre Giocasta. In un colloquio con la sorella Ismene, la protagonista manifesta la sua contrarietà alla diversità di trattamento tra i due fratelli morti: Eteocle è stato sepolto, mentre il corpo di Polinice sarà sbranato dagli avvoltoi.  Antigone, devastata dal dolore, vuole disubbidire agli ordini di Creonte che ha deciso di non seppellire Polinice perché lo considera un traditore della patria. Il senso della giustizia è forte in lei e il popolo di Tebe si mostra solidale con la donna: ma è tutto inutile! Neanche l’intercessione del futuro marito della ragazza, il figlio di Creonte, potrà aiutarla perché il tiranno ha una visione distorta della realtà.

Antigone  è un personaggio, ancora amato dai giovani, perché rappresenta la donna emancipata che si oppone alle leggi arcaiche e non vuole rispettare. Sicché Antigone  sente che sia giusto trasgredire le leggi degli uomini. Nessuno può soccombere senza il volere degli dei!  Giulia Sanna ha gridato al pubblico  con forza la parola “libertà” dalla tirannia del vecchio sovrano.

La visione della legge sia per Antigone sia per Creonte arriverà a conseguenze estreme: la donna il simbolo, però, di un ideale premorale in cui contano i sentimenti e la coscienza personale più che le leggi scritte.  Nello spettacolo di Massimo Venturiello ha avuto un ruolo importante, anche, il coro  che ha avuto la funzione di coscienza. Dunque è necessario, che il coro vigili davanti ai fatti che stanno accadendo. Non rimane ai quattro personaggi maschi altro che fare ragionare Creonte, ma inutilmente!

Molto intensa è stata, anche, la parte di Carla Cassola nel ruolo di Tiresia. Le predizioni dell’indovino potrebbero fermare  una situazione che si potrebbe trasformare in tragedia: purtroppo è tardi. Antigone, rinchiusa in una caverna, si è uccisa e Emone si toglierà la vita davanti al padre.

La scena finale è stata di grande drammaticità. Il palazzo e il trono, simboli del potere di Creonte, hanno reso ancora più duro il finale. L’ultima scena è stata giocata su momenti: dal un lato del palco Creonte con il  braccio il figlio morto, mentre dall’altro sul trono sua moglie Euridice, senza alito di vita.  Ella non ha sopportato il dolore della morte di Emone. Quel che più spicca è la premessa dell’azione futura della donna e l’avverarsi del presagio di Tiresia.  La donna è già vestita di nero con indosso dei veli che muove mentre  parla con il marito.  La costumistaHelga Williams per realizzare gli abiti di scena ha attinto dalla tradizione del teatro italiano del Novecento, dove il colore nero era stato utilizzato dai commediografi del calibro di Pirandello e di Moravia.

Il sipario è fatto calare da Venturiello – così come vuole la tradizione letteraria – su Creonte diventato consapevole delle sue azioni. Egli è stato il responsabile della fine della sua famiglia, perciò non gli rimane che supplicare gli dei affinché possa morire per non avere più rimorsi.

Andrea Carnevali

Anfiteatro di Urbisaglia. In scena un classico latino: “Troiane” di Seneca

carnevali

Urbisaglia (Mc) – La platea piena. Il pubblico in silenzio davanti a Ecuba che nel buio parla alla città distrutta. Il palco si illumina con piccole fiamme: una scenografia convincente per rievocare la distruzione di Troia. Lo sgomento del pubblico davanti al monologo della donna che aveva perso il marito e i figli per mano dei  Greci in battaglia, dopo dieci duri anni di guerra.

Dopo alcuni brevi dialoghi tra gli attori, il pubblico riesce a conoscere tutti i personaggi della tragedia di Seneca: Ecuba, Talbitio, Pirro, Agamennone, Calcante, Andromaca, Ascianatte, Ulisse, Elena e  Polissena.  .

Dalla un lato la paura dei Greci che non vogliano poche il figli di Ettore si vendichi, dall’altro dei sconfitti che credevano di essere al sicuro nella propria città: ciò crea una vera e propria tensione tragica. Ѐ successo qualcosa che è irreversibile: la città di Troia potenza asiatica, è crollata. Non è servito a nulla l’aiuto degli  alleati. La città è stata distrutta e incendiata. Del passato glorioso e non rimane più niente. Gli uomini sono stati uccisi e le donne violentate e fatte schiave alla fine dei conti.

Il regista e lo scenografo hanno voluto rispettare il testo di Seneca; infatti troviamo sul palco, anche, la rappresentazione della rocca di Torre che è quasi distrutta e tutto intorno è in fiamme e brucia. Le donne che si riuniscono e  parlano  – contrite dal dolore  – devono accettare quel che è accaduto alla loro città. La distruzione fu predetta da Cassandra che non venne ascoltata, ma lei stessa mentre aspettava Paride, sognò di partorire una fiaccola che avrebbe incendiato la città. A queste vicenda, le donne troiane sopravvissute cercano di dare una spiegazione, ma non riescono.  Quindi, la colpa non è dunque di Ulisse: è della Storia. Il fuoco ha distrutto tutto. A questo punto non si deve neanche incolpare Diomede per ciò che è avvenuto. Non rimane a Ecuba e Andromaca, così come alle altre donne di “dire sì” e salire sulle nave dei Greci vincitori in ritorno nella loro patria.

La drammaturgia di Fabrizio Sinisi è stata convincente: il testo teatrale di Seneca non è stato stravolto grazie, anche,  alle scelte registiche di Alessandro Machìa. Il pubblico ha applaudito a lungo l’interpretazione degli attori che sono richiamati sul palco più di una volta. Una menzione speciale va a Edoardo Siravo, interprete di Ulisse che ha fatto risaltare le doti di intelligenza e di astuzia di uno dei personaggi più affascinanti dell’antichità. Appassionate, invece, sono state le parole dell’attrice Alessandra Fallucchi nel ruolo di Andromaca.

Lo spettacolo, andato in scena, lo scorso 31 luglio, all’Anfiteatro di Urbisaglia, è stato prodotto da LAROS e AC SERKAL. Nel cartellone estivo dell’AMAT/TAU sono in programma, per la stagione estiva 2018, altri interessanti appuntamenti nelle aree archeologiche delle Marche.

Andrea Carnevali       

Parterre – Farnesina Social Garden, ultimi eventi prima di settembre

Ultima settimana di appuntamenti con la musica, il cinema e il teatro di Parterre – Farnesina Social Garden, il nuovo giardino dell’estate romana realizzato su iniziativa della Regione Lazio in via Antonino di San Giuliano, zona Farnesina, che si prepara però a tornare a inizio settembre con tanti nuovi appuntamenti.

collage_5Martedì 31 luglio è la volta del teatro con un nuovo spettacolo sempre curato da Cristiana Vaccaro. Alle 21:30 va in scena U.G.O. U.G.O è un collettivo di autrici, attrici e performer, un progetto aperto e in continuo divenire che accoglie in sé mondi diversi e diverse esperienze e che non smette mai di fare scouting per trovare talenti nuovi con cui condividere uno spazio scenico, sperimentare e contaminare diversi stili, stimolare la scrittura, creare nuove sinergie e nuove alleanze artistiche. Ma U.G.O. è anche un format. Un dramedy club, un oggetto teatrale non identificato, uno spettacolo contenitore di nevrosi metropolitane, polemiche spicciole, invettive asociali e riflessioni cosmiche. Ciascun “volume” di U.G.O. è un’unità a sé stante, dove i pezzi sono per la maggior parte inediti e mai andati in scena. Ogni episodio vede sul palco una nuova formazione e alterna una serie di interventi diversi: monologhi, racconti, satire, reading, stand up, canzoni, poesie, il cui taglio privilegiato è quello dell’ironia e del sarcasmo, ognuno con il suo stile e modalità. La serata si chiude con un pezzo scritto ad hoc, totalmente libero per tema e stile, che deve trovare il modo di declinare il concetto di U.G.O.

Mercoledì 1 agosto torna un nuovo appuntamento in collaborazione con Roma Jazz Festival. Alle 21 è in programma il concerto dei Sons of Kemet, gruppo capitanato dal sassofonista britannico Shabaka Hutchings. Un sound indefinibile, non inquadrabile dentro precisi parametri. Un’imponente sessione ritmica e un jazz in cui si avvertono forti i ritmi tribali e la tradizione folk dei Caraibi in grado di entusiasmare e conquistare il pubblico. A seguire, Jardinerie DJ Set

Giovedì 2 agosto alle 18 Parterre ospita il live di Bacàn. Bacàn è il nome usato da Giovanni De Sanctis (ex membro di About Wayne e Soul of the Cave) per il suo progetto solista, nato come un progetto di songwriting, fatto in casa, basato sulla ricerca del suono digitale e audio. Sintetizzatori ritmici e linee di basso principale, insieme a loop e percussioni esotiche sono la base per un songwriting avant-pop con testi catartici su amore, relazioni e amicizia. Il suono di Bacàn è in continuo movimento, si evolve con l’ambiente circostante, da cui prende forma e stimoli ritmici. Il risultato è qualcosa di simile all’elettronica con influenze rock / world e neo psichedeliche. Il primo LP di Bacàn, “Pronto”, è uscito a febbraio 2018.

A seguire, il dj set di Comemammamhafatto.

Sabato 4 agosto torna CINEMAGIARDINO, l’appuntamento cinematografico organizzato da FABRIQUE DU CINEMA. Alle 21.15 è in programma la proiezione di Ovosodo, il film di Paolo Virzì Gran Premio Speciale della giuria alla Mostra del Cinema di Venezia nel 1997 e grande successo di pubblico. “Ovosodo” racconta l’adolescenza di Piero che è anche la voce narrante del film. Piero, detto “Ovosodo” è un ragazzo della Livorno popolare, un adolescente un po’ timido e sognatore con la faccia segnata dai brufoli che attraversa un’adolescenza segnata dai primi amori, da grandi amicizie e dai travagli esistenziali.

Domenica 5 agosto ancora spazio al Roma Jazz Festival con un doppio live dedicato ai nuovi talenti della scena musicale contemporanea. Alle 21 si esibiranno infatti LNDFK e Tommaso Cappellato. Tommaso Cappellato è un produttore, musicista, dj e compositore. Un musicista eclettico, attratto dai suoni fuori dai confini del jazz, che si muove con disinvoltura all’interno di un ampio range musicale. Cresciuto sotto l’ala dei visionari Harry Whitaker (Black Renaissance) e Michael Carvin (Pharoah Sanders), protagonista di escursioni hip hop al fianco di Brooklyn MC Yah Supreme e di lunghi viaggi in Senegal, collaboratore di Rabih Beaini, artista dell’elettronica sperimentale e della techno, Cappellato è riuscito a dare vita al proprio personale concetto di jazz elettronico sperimentale. Linda Feki, in arte LNDFK, è una cantante e songwriter, figlia di due diverse culture (madre italiana e padre arab) e cresciuta a Napoli. La sua musica subisce l’influenza del jazz, del neo-soul e dell’hip-hop, il tutto filtrato tramite il suo bagaglio di esperienze e la sua sensibilità.

Parterre – Farnesina Social Garden torna anche a settembre con tanti nuovi appuntamenti culturali immersi nel verde. Il programma è in via di definizione.

GLI APPUNTAMENTI DELLA SETTIMANA

Martedì 31 luglio

21:30

U.G.O.

Progetto a cura di:
Annalisa Dianti Cordone, Arianna Dell’Arti, Paola Michelini, Cristina Pellegrino, Francesca
Staasch, Cristiana Vaccaro – con la collaborazione di Betta Cianchini

Ingresso gratuito

Mercoledì 1 agosto

21:00

Sons of Kemet | Roma Jazz Festival

Ingresso: 15,00 euro
Studenti beneficiari Laziodisu e Studenti Officina Pasolini ingresso gratuito

A seguire, Jardinerie DJ Set

Giovedì 2 agosto

18:00

Bacàn live

Ingresso gratuito

Sabato 4 agosto

21:30

FABRIQUE DU CINEMA presenta CINEMA GIARDINO

Ovosodo

Un film di Paolo Virzì

Domenica 5 agosto

21:00
LNDFK e Tommaso Cappellato | Roma Jazz Festival
Ingresso: 15,00 euro

Armi e Potere nel Rinascimento. Simbolismo del combattente

02. Armi e Potere“Armi e potere nel Rinascimento”. Il Polo Museale del Lazio da oggi porta a Roma, nella doppia sede di Castel Sant’Angelo e Palazzo di Venezia, una mostra dedicata interamente al mondo delle armi in età rinascimentale. La mostra è stata inaugurata ieri a Roma dal ministro per i Beni e le Attività Culturali Alberto Bonisoli. Armature intere, armi da difesa e offesa, armi da fuoco, elmetti, corsaletti, spade, alabarde, balestre e schiniere, in tutto 160 pezzi esposti fino all’11 novembre a Castel Sant’Angelo e a Palazzo Venezia. La rassegna, ideata e prodotta dal Polo Museale del Lazio diretto da Edith Gabrielli,in collaborazione con il Polo Museale dell’Emilia Romagna, è curata da Mario Scalini, grande esperto del settore.
Una rassegna ricca di circa 160 pezzi tra armature intere, armi da difesa e da offesa, armi da fuoco, elmetti, spade, corsaletti, balestre e schiniere. L’obiettivo è mostrare come le armi, nel Rinascimento, fecero veramente la Storia, diventando a tutti gli effetti dei manufatti di altissimo artigianato, in alcuni casi pari all’oreficeria.

Le armi, da sempre compagne di vita e di morte dell’Uomo, assunsero giusto nel Rinascimento una dimensione totalizzante, soprattutto in Italia. Il sistema di valori che le armi sottendevano, infatti, si spingeva allora ben oltre il loro uso concreto, ossia il ferire, l’uccidere il nemico o all’opposto il difendersi. In una società che avvertiva il combattimento o almeno la minaccia della lotta in termini ricorrenti o endemici, questo sistema coinvolgeva aspetti sociali e rituali, simbolici e iconografici. In questo modo si comprendono fra l’altro i tornei e i bagordi, autorappresentazioni rutilanti, spettacolari e truculente del ceto aristocratico e, appunto, combattente.01. Armi e Potere

La mostra affronta ogni aspetto di questo complesso intreccio fra armi e uomini, mitologia e rappresentazione del potere. Essa tiene conto fra l’altro della lunga tradizione dei manuali di arte militare, già in auge nell’età bizantina, come pure di alcune immagini-simbolo del tempo, che raffigurano gentiluomini e talora anche gentildonne corazzati di tutto punto. Partendo da queste straordinarie collezioni, per l’occasione restaurate e riordinate, una serie di prestiti internazionali e un raffinato allestimento fanno conoscere allo specialista e al normale visitatore dei musei un fenomeno rimasto per molto tempo nell’oscurità.

Diversi fattori concorsero a questa dimensione. Importanti furono ad esempio i progressi nel campo della tecnica: da solo, il rapido affermarsi della polvere da sparo diede il via a una sorta di escalation delle armi da fuoco – e naturalmente di adeguate contromisure difensive. Non minore peso ebbe l’assetto geo-politico: dal 1494 in avanti gli stati italiani divennero, di fatto, luoghi di scontro e di contese per le grandi potenze internazionali, prime fra tutte la Spagna e la Francia.
Ma il primato è tutto italiano, fu Milano già nel 1400 a inaugurare le armature in un periodo in cui lo studio dell’Anatomia umana era ancora agli albori.

“1938, vite spezzate”. A Roma una mostra a 80 anni dalle leggi razziali

ottaviaIl 14 luglio 1938 il quotidiano “Giornale d’Italia” pubblica “Il manifesto della razza” una pseudo ricerca firmata da dieci scienziati dove si afferma che “gli ebrei non appartengono alla razza italiana”. La ricerca è commissionata dal ministero della cultura popolare ma il vero sponsor è Benito Mussolini che vuole adeguarsi alle teorie degli alleati nazisti.

Si replica il 5 agosto nel primo numero della rivista “La difesa della razza”, con tanto di firme degli illustri (per l’epoca) scienziati.

Questo “manifesto” darà il via a una campagna di persecuzioni contro gli ebrei, con l’appoggio di quasi tutta la stampa dell’epoca, che tra il 1938 e il 1939 produrrà 420 tra leggi e decreti (firmati da Benito Mussolini come capo del governo e promulgati dal re Vittorio Emanuele III), circolari di varia natura e 8mila decreti di confisca.

La persecuzione, inoltre, porterà al censimento degli ebrei, ad arresti, eccidi e deportazioni. Nei lager nazisti, infatti, verranno internati 8.569 ebrei italiani, e solo in mille riusciranno a sfuggire alla morte per fame o alle camere a gas.

Vediamo nel dettaglio alcune di queste leggi. Nel settembre 1938 gli ebrei vengono esclusi dall’insegnamento e non possono più iscriversi alle scuole pubbliche. Nelle librerie arriva il divieto di esporre libri israeliti

Ottobre 1938: gli ebrei non possono iscriversi al partito fascista, non possono essere proprietari di aziende con più di cento dipendenti, non possono più prestare servizio militare.

Nel novembre 1938 vengono licenziati tutti i dipendenti di razza ebraica dagli uffici pubblici statali e parastatali, scuole private, banche e imprese private di assicurazione.

Nell’agosto 1939 arriva il divieto di esercitare la professione di giornalista. Successivamente agli ebrei sarà proibito svolgere qualunque attività.

Abbiamo già parlato della mostra “1938 – 2018 Ottant’anni dalle leggi razziali in Italia. Il mondo del fumetto e dell’animazione ricorda l’orrore dell’antisemitismo” con 160 disegnatori che hanno partecipato con tavole e disegni inediti. Ma non è l’unica realizzata per l’occasione.

Un’altra mostra che racconta diffusamente una delle pagine più nere della storia italiana è “1938 Vite spezzate 80° Leggi razziali”, a cura di Marcello Pezzetti e Sara Berger, organizzazione generale C.O.R. Creare Organizzare Realizzare, e allestita nella sede della Fondazione Museo della Shoah – Casina dei Vallati, in via del Portico d’Ottavia n. 29 a Roma.

“Vite spezzate” racconta un’ampia panoramica di storie di studenti e docenti espulsi dalle università italiane, di impiegati e di professionisti cacciati brutalmente da un giorno all’altro dal luogo di lavoro, di intellettuali e uomini di cultura emarginati.

Storie di persone comuni e di nomi eccellenti, tutti accomunati dall’appartenenza a una razza diventata per legge inferiore dal punto di vista “biologico”. Molti decisero di restare nella loro patria anche se “matrigna”, altri emigrarono e alcuni scelsero il suicidio come estrema via di fuga.

La mostra ricostruisce alcune di queste storie con fotografie, manifesti, documenti, giornali, oggetti e filmati in gran parte inediti e originali, raccolti in tutta la Penisola, provenienti da archivi e collezioni private.

La mostra è divisa in tre sezioni: Esempio di biografie di vittime, Esempi di biografie di persecutori e Destini collettivi.

Nei Destini collettivi vengono raccontate le espulsioni dalle scuole, dagli impieghi lavorativi e l’internamento.

Tra le biografie delle vittime delle persecuzioni vengono proposti nomi eccellenti e persone comuni, tipo Rita Levi Montalcini (scienziati/universitari) e i Salonicchio, una famiglia di rigattieri.

Per le diverse biografie dei persecutori citiamo solo Benito Mussolini, razzismo e antisemitismo di regime, e Telesio Interlandi, propaganda antisemita.

“Vite spezzate” ha il patrocinio della presidenza del consiglio dei ministri, dei ministeri degli affari esteri, dell’istruzione e dei beni culturali, della regione Lazio, di Roma capitale, della Fondazione centro di documentazione ebraica contemporanea, dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, e della Comunità ebraica di Roma con il sostegno di Acea.

La mostra, che resterà aperta sino al prossimo 18 novembre, è visitabile gratuitamente dalla domenica al giovedì dalle 10 del mattino alle 5 del pomeriggio, il venerdì dalle 10 all’1 del pomeriggio, escluse le festività ebraiche.

Antonio Salvatore Sassu