Scusate il ritardo!

Breivik: «Sono un rappresentante della resistenza templare». No grazie, non ci serve nulla.

Sylvester Stallone a 65 anni farà Rambo 5. «Adrianaaaaaaaaaaa!».

Fischi per la Brambilla all’inaugurazione di un canile. Erano l’invito.

Assolto dopo 3 anni per il furto di un ovetto kinder. Ora potrà montarsi in pace la sorpresa. Continua a leggere

Mostri metropolitani #1

Avevo dodici anni quando il preside della mia scuola media mi chiamò da parte per farmi il classico cazziatone da prete: “Ti ho sentito dire che odi Marco Masini. Sai, l’odio non è un sentimento cristiano, sarebbe meglio dire che non ti piace!”. Grazie per la dritta, preside! adesso ho un buon motivo per coltivare l’odio in modo metodico. Continua a leggere

Seppuku

Il mio cane continua a dirmi che dovrei trovarmi un lavoro. Dice che non lo curo abbastanza, che la casa è uno schifo e che non ne può più di mangiare i croccantini del discount. Non so perché, secondo me sono buonissimi.

Quello che il mio cane non capisce (si chiama Proust, ha sette anni ed è un incrocio tra un pastore belga e uno stronzo) è che il mondo del lavoro, uno come me, non lo vuole. E questo a prescindere dal fatto che io parli col mio cane.

 

– “Grazie per aver partecipato ai nostri colloqui… la prenderemmo subito se le sue richieste non fossero così assurde”.

– “Assurde tipo?”.

– “Tipo pretendere di ricevere uno stipendio”.

– “Pensavo fosse implicito”.

– “Lo sarebbe se lei avesse già maturato almeno dieci anni di esperienza nel settore, e avesse un portafoglio clienti da presentarci, o dei parenti pronti ad acquistare i nostri prodotti. Non mi sembra il suo caso. Se vuole abbiamo un posto da stagista”.

– “Significa che dobbiamo fare sesso?”.

– “Solo il martedì e il venerdì”.

– “L’ha mai fatto con un pastore belga?”.

– “Eh?”.

– “Niente, niente. Magari la richiamo”.

 

Così rimango qui, a casa, aspettando che vengano a trovarmi gli Avventisti del Settimo Giorno: da quando traffico in Rohypnol sono diventati la mia principale fonte di reddito (non sto qui a spiegarvi come e perché). Dico solo che, per quel che mi riguarda, il concetto di avanzo primario è strettamente legato al contenuto della mia dispensa, e che quello di deficit lo associo automaticamente alla figlia del mio dirimpettaio (Sonia, sedici anni, terza media) che passa le giornate ad ululare pezzi di Lady Gaga e Beyoncé. La sopporto a fatica, ma solo perché porta una quarta e le piace girare nuda per casa.

Io non ne so niente di macro-economia, di agenzie di rating e di leggi finanziarie (ne so un po’ di crack, ma mi hanno sconsigliato di scriverlo sul curriculum), quello che so è che Proust non la smette più di rompermi le palle.

 

– “Sai, dovresti trovarti un lavoro…”.

– “Se trovare un lavoro ti sembra così semplice perché non lo fai tu?”.

– “Ehi, io sono soltanto un cane, non dovrei neanche parlarti”.

– “Domani ti iscrivo ad un concorso”.

– “Un concorso? I concorsi li fanno quelli che vogliono lavorare per lo Stato, le vecchiette coi loro barboncini pulciosi e le ragazzine anoressiche in cerca di notorietà. Non rientro in nessuna delle tre categorie”.

– “Allora mi spieghi come pensi di risolvere il problema?”.

– “BAU!”.

 

Proust mi guarda con odio, ringhia, sbava, e io non riesco davvero a capire perché. La gente per strada mi evita, mia madre ha smesso di telefonarmi, i barboni hanno smesso di chiedermi l’elemosina e anche quelli di Mondolibri non cercano più di farmi tesserare. Dove ho sbagliato? D’un tratto Proust mi è addosso, mi azzanna, cerca di strapparmi via una spalla, ma io non ho la forza di reagire. Lo lascio fare. Penso che così almeno lui si sfamerà e forse il mio sacrificio sarà valso a qualcosa. Un suicidio rituale, ecco cosa darà senso alla mia inutile vita. Perdo sangue, mi gira la testa, ho paura. Forse sto davvero per morire.

Perdo i sensi, lentamente, e mentre tutto si fa buio, riesco a sentire Proust che mi mastica, e che a bassa voce borbotta: “Sai una cosa? fai ancora più schifo dei croccantini del discount”.

Gaspare Bitetto

Verba volant, praescripta manent

Finanzieri a Trastevere. Controllati i conti su centinaia di tovaglie.

Polemiche nel dopo-partita, la Juve si difende: «Non è gol se il portiere non entra tutto dentro la porta».

Anonymous mette fuori uso il sito della Binetti e quello di Miss Padania. È bastato invertire le fotografie.

I Social Network causano più dipendenza di fumo e alcol. Condivido.

Hanno 32 auto di lusso e vivono in un container. È l’unico modo per mantenerle. Continua a leggere

Metamorphosis I Saw.

Una mattina Gregor Samsa, destandosi da quindici anni di governo Berlusconi, si ritrovò legato mani e piedi al letto, mutato in un’enorme tessera bancomat. Era disteso sul dorso, e alzando un poco la testa poteva vedere il suo ventre piatto e grigio, solcato da nervature arcuate e da una banda magnetica su un fianco. Nella zona in cui una volta si adagiava un misero pene, adesso spuntava un luccicante microchip di silicio. Continua a leggere

28 giorni prima

Scossa di terremoto avvertita in tutto il nord Italia. Un po’ brusco come tentativo di secessione.

Riforma del lavoro, nuovo incontro tra Governo e Sindacati: “Ancora non vi è bastato, eh?”.

Napolitano: “Il lavoro non sia un privilegio”. Rimanga pure la solita tortura.

Monti promette: “I salari cresceranno del 12%”. Scarso entusiasmo da parte dei disoccupati.

Liberalizzazioni: tassisti, benzinai, farmacisti e ferrovieri pronti allo sciopero. Devono essersi accordati con tua moglie.

Anche gli avvocati pronti alla protesta: “Ho detto Obiezione, testa di cazzo!”.

Almeno 500 nuovi notai. Si vede che ultimamente hanno figliato parecchio.

Arriva il tetto massimo per i prelievi bancomat. Si quantifica in “Altro importo”.

In arrivo nuovi aumenti per le sigarette. Un buon incentivo per passare ai purini.

Prove di maturità 2012: greco al liceo classico, matematica al liceo scientifico, naufragio al liceo turistico.

L’isola del Giglio diventa meta di turisti e curiosi. The Fail Bitch Project.

Il capo della protezione civile ipotizza clandestini a bordo. D’altronde il biglietto costa più o meno uguale.

Atene: il fisco pubblica online i nomi di 5000 evasori e lancia la gogna mediatica. È la nuova edizione di “Greece got talent”.

Libertà di stampa, l’Italia precipita al 61° posto. Con quello che costa il toner…

Sicilia: lo sciopero dei tir provoca 50 milioni di danni. Fanno un euro a testicolo.

Roma: deruba un’anziana intenta a pregare. Era arrivata a “Rimetti a noi i nostri debiti”.

Perugia: sviene in discoteca e finisce in rianimazione. Non lascia scampo il nuovo singolo di Lady Gaga.

E adesso, dopo una lunga giornata di lavoro, un po’ di relax: vestiti comodi, birretta gelata, un bel film su megavid… ops…

Gaspare Bitetto

Pillole del giorno dopo

Torino, Busta sospetta nella sede di Equitalia. Conteneva un bollettino pagato.

Dall’India arriva l’auto da 2.500 euro. 1000 subito e il resto in due comode vite.

Napolitano: «Serve equità». E temo che sia un’abbreviazione.

Arriva il preservativo di Louis Vuitton. Approfittatene, prima che l’aids passi di moda.

Abbiamo tempo fino al 31 gennaio per non pagare il canone Rai.

Cuffaro: «Sono andato a sbattere contro la mafia». Ci sono schizzi di ricotta ovunque.

«Sono le donne e i buchi neri a tener occupata la mia mente», ha dichiarato l’astrofisico Stephen Hawking abbandonando la sua teoria sul Grande Carro di Buoi.

Professore di astrofisica muore a casa di professore di matematica. Chissà cosa avrà voluto dimostrare.

«Gli immigrati non sono numeri», ha detto Coso XVI.

Naufragio Concordia, Ricostruita la manovra eseguita dal comandante: △ ✕ ☐ ◯

Più di 4000 naufraghi ospitati a Porto Santo Stefano. Stavolta Piscitelli ha davvero esagerato.

Il Tg3 dentro la nave che affonda. Dal 1979.

Mentre la nave affondava, Schettino era già a bordo di un taxi. Pazzesco, come diavolo avrà fatto a trovarlo?

«Schettino lei ora torna subito a bordo, cazzo!», ha urlato il tassista.

Schettino torchiato dai magistrati. “Conosci Faruk?”.

Roma, Diminuisce la criminalità e tornano le targhe alterne. Oggi potranno circolare solo quelli a cui non l’hanno rubata.

20 giorni di carcere a Paolini. “Hey guarda chi c’è, dietro alle sbarre!”.

Le piscine di Lourdes traslocheranno di 10 metri dal luogo del miracolo. Da sole.

Dopo 60 anni di ricerche gli scienziati si arrendono: “Il punto G non esiste”. Ma ora basta con i preliminari.

Liberalizzazioni, I farmacisti minacciano la serrata. Chiuderanno due volte al giorno prima dei pasti.

Emilio Fede potrebbe lasciare il TG4. Purtroppo però la notizia è stata data dal TG4.

 Gigi Del Rio

 

Il Bar Giobetti

Mi chiamo Marta, ho 39 anni, e sono moglie di un dirigente d’azienda. Ogni giorno, dopo pranzo, mi piace andare al Bar Giobetti e bere una tazzina delle sue ricercatissime miscele di caffé. La mia preferita è la Gold, quella del terzo ripiano, aromatica e vellutata. Il signor Giobetti dice che la prepara apposta per me. Mio marito è geloso e lo odia. Spero non voglia davvero investirlo col Suv. Continua a leggere

La tecnologia del ‘bisogno’

Tra le tante invenzioni di ultima generazione ce n’è una, in particolare, che ha modificato radicalmente la nostra cultura del bisogno. Una volta, se ti fermavi di notte in un autogrill con la vescica in panne, entravi in bagno, accendevi la luce, facevi quello che dovevi fare, ti lavavi le mani e te ne andavi soddisfatto. Oggi no. Oggi non entri in un cesso qualunque, ma in una macchina infernale piena di congegni invisibili. Parlo proprio di loro, maledette, inesorabili. Le fotocellule.

La prima cosa che ti capita, quando entri in un gabinetto del 2012, è quella di azzardare quel gesto da “Prima Repubblica” che è la ricerca dell’interruttore. L’interruttore non c’è, brutto vecchio che non sei altro. L’interruttore del cesso è come il gettone telefonico, il giornaletto porno, il 45 giri, le espadrillas, la mezza piotta (50 euro), portobello, l’idrolitina… roba vecchia insomma, che non si usa più. La luce si accende da sola perché il cesso lo sa, che tu sei lì. A occhio sa anche quanto pesi; glielo dice un altro sensore sul pavimento, quello che controlla i livelli della tua bilirubina. Nel momento in cui, imbarazzato, decidi di fare pipì prende nota anche delle dimensioni, ma su questo sorvoliamo.

Torniamo al sensore sul pavimento, quello che sa quanto pesi. C’è chi ha iniziato ad usarlo al posto della bilancia. Si spegne entro i primi 5 secondi? Hai perso un chilo, un chilo e mezzo. Arriviamo al punto. Sei lì che fai pipì, con un peso corporeo nella media, la mano destra già impegnata, quando la luce si spegne. Cosa fai? Saltelli. Saltelli perché sei un esperto di quel miracolo tecnologico e sai perfettamente che così si riaccenderà, anche se in quei 2 secondi probabilmente non avrai fatto centro. È una danza curiosa, che prosegue in modo direttamente proporzionale al contenuto della tua vescica.

Una mano alla cabeza, una mano alla cintura, un movimiento sexy, una mano alla catena. Ma lo sciacquone non c’è, brutto vecchio che non sei altro. La catena del cesso è come il macinino da caffè, le zigulì, il subbuteo, l’alfasud, le mecapp, il califfone, il mangiadischi… roba vecchia insomma, che non si usa più. Il cesso scarica da solo perché lo sa, che tu hai finito. Non so come faccia, ma lo sa. Confesso: una volta ho anche bluffato. Mi son detto: “La trattengo”. Non si è azzardato a scaricare. Poi non ce l’ho fatta più e mi son tolto il peso, saltellando perché nel frattempo si era spenta la luce. È partito, puntuale come un orologio svizzero. “E se il bisogno non fosse così banale? Se mi trovassi nel bel mezzo di qualcosa di grosso?”. Fortunatamente non mi è mai capitato, ma voglio comunque provare ad ipotizzare la situazione.

Nessuno, penso, ha il coraggio di sedersi su quegli affari. Saranno pure tecnologici, ma col cavolo che ci appoggio le mie chiappette d’oro. Scelgo una posizione improbabile: Tom Cruise, Mission: Impossible, 1996. Penso che se non tengo i piedi sul sensore principale, quello davanti al water, la luce potrebbe spegnersi. Leviamo il potrebbe. Si spegne la luce e si accende un quesito: “Come faccio a saltellare?”. Ci rinuncio, scelgo il buio. Ed ecco, all’improvviso, il fotogramma chiave di questo miracolo tecnologico: Io. Pioniere dell’arrampicata libera su WC, sconfortato paladino dell’igiene, impavido 007 in fuga dalle spie. Non ci crederete, ma sono esperienze che lasciano il segno. Guardateli, i volti di quegli eroi appena usciti dal gabinetto. Soffermatevi su quell’espressione compiaciuta che sembra voler dire: “Ce l’ho fatta. Anche stavolta”, mentre nell’estremo tentativo di lavarsi le mani cercano un rubinetto che non esiste. Già. Il rubinetto non c’è, brutto vecchio che non sei altro.