Alcaselzer

Mentre ti abbraccio la Madonna è là, a braccia aperte, che mi guarda con compassione dal di sopra di una qualsiasi libreria. L’orologio fa sempre le 22:22, e se è notte sono le 02:22. Sarà forse questo l’orario della mia morte? L’ora della fine del mondo? L’ora in cui mi suiciderò? O forse l’ ora in cui e’ meglio che scappo, dato che sono sicuro che la polizia è sulle mie tracce. Troppo spesso volanti mi girano intorno. Mi hanno pure fermato proprio sotto casa, senza alcun motivo. Il proprietario di casa mi telefona in continuazione per l’affitto, ma io i soldi non ce li ho. Come cavolo te lo spiego. Continua a leggere

Finzione o realtà

Spazio e tempo in realtá non esistono. È solo una questione di presente, di realtà immediata vissuta all’istante. Come i grandi cambiamenti: un figlio, una separazione, un viaggio, li viviamo sempre nello stesso medesimo istante lucido. Nulla in realtà cambia. Forse sono solo le emozioni a rendere tutto speciale, ma per il resto è tutto solo una lenta lacerazione. Ho peccato di silenzio in questo blog per molto tempo. Ma la monotonia mi ha reso impossibile trascrivere le mie emozioni per oltre un mese. Allora mi son seduto ed ho ascoltato musica noiosa, ho scavato nel silenzio e nell’inarrestabile susseguirsi delle cose. Continua a leggere

Uccelli d’alta quota

Ok sopra Halifax si balla, mettiti l’anima in pace. Sia che torni sia che parti, fai in modo quindi di arrivare a queste altitudini con il serbatoio bello carico di alcool. Io ora però non ricordo bene se parto o se arrivo. Ricordo solo di aver pubblicato recentemente un libro. Un piccolo silenzioso tomo che troppo rumore non doveva fare, e così è stato. Un ermetico pensiero che non auspica alla luce del sole, e si gode l’aver abbandonato le tenebre con pochissimi occhi puntati contro. Oppure sto solo divagando: questo libro non se lo filerá mai nessuno di pezza perchè non vale un dollaro. Ma fatemi continuare a crederci: lui è tenebroso, e più resta nell’ ombra e più la sua essenza si manifesterà a voi tutti.  Continua a leggere

Cartoline

Ho ricevuto molte cartoline quest’anno.
La prima che ho letto era quella di mia nonna.
Mi raccontava di trovarsi da qualche parte in costiera,
e che mentre mi scriveva stava sorseggiando
un fresco gin tonic sulla terrazza del suo hotel.
Me la immagino con un lungo vestito colorato di fiori,
le gambe accavallate ed il fare elegante,
conversando di gusto con qualche amico proveniente da chissà dove. Continua a leggere

Vindaloo, scommesse e senso di morte

Ieri ho vinto alle scommesse, seicento euro, che però devo dividere in due con Marco il biondo, dato che oramai smezziamo una giocata ogni settimana. Lui mi dà i suoi pronostici, io ci aggiungo i miei, e questa è stata la seconda volta che abbiamo acchiappato. Lui con la sua fetta di guadagno ci si paga una rata del nuovo computer (ma quanto costa sto computer), io li verso in banca tanto per coprire qualche buco che ci sta sempre. Ieri non c’è stato il diluvio universale, non penso si farà annunciare quando deciderà di arrivare veramente. Ho più paura di morire del solito. Intorno si muore di più, ma si sa, sono periodi. Non vado ai funerali, in linea di massima. Non mi piace. Continua a leggere

Discorso con il giovane Mini K

Mini K è giovane e talentuoso. Belloccio anche se in prossimità dei quaranta, Mini è un pò l’emblema di una generazione di giovani artisti che, nonostante siano eccellenti musicisti, trovano difficoltà a sfondare nella discografia dei grandi numeri. Timido all’apparenza, riesco ad avvicinarlo al bancone di un bar centrale di Roma mentre sorseggia da solo un ghiacciato Jagermeister. “Mini K, sei solo perchè stai componendo?”. “In un certo senso sì”, annuisce volgendomi lo sguardo. “Perché è anche quando sono solo che riesco ad osservare quello che mi circonda e quindi traggo le mie conclusioni e poi scrivo una canzone”. Continua a leggere

Mia suocera

Mio figlio si chiama Giuseppe, che a sua volta ha un figlio che si chiama Romolo. Questo vuol dire che sono diventato nonno e ho un nipote che a quanto pare si chiama Romolo che dovrebbe essere figlio di mio figlio Giuseppe. Mia suocera Eleonora, che non è più mia suocera da quando mia moglie Cornelia è scappata in Egitto con Mustafa il fioraio, è sempre stata troppo premurosa con Giuseppe, e ora si sta ripetendo con mio nipote Romolo, che sembra apprezzare le premure della nonna Eleonora. Ma Romolo è ancora troppo piccolo per capire i lati negativi di nonna Eleonora, che come natura vuole, ha trasmesso in toto a sua figlia nonché mia ex moglie Cornelia. Continua a leggere

Lasciatemi perdere

Cosa accadrà esattamente quest’anno? Quali sono esattamente i programmi che mi aspettano? Come affronterò esattamente le nuove sfide che la vita mi riserva? Non posso concentrarmi troppo sulla vita politica del paese, sulla crisi, sulla Roma di Zeman o sul premier Monti. Non me ne abbiate. Non consideratemi egoista. Ma io ho innanzitutto una vita, e solo quella da portare avanti, ed a salvare il mondo ci penserò quando non avrò più nulla da fare. Anzi quando non avrò più nulla a cui pensare probabilmente vivrò per sempre nudo, ubriaco, e contemplerò le stelle. Ma oggi, il tempo passa, ed io devo organizzarmi. Continua a leggere

Idoli stitici

Non voglio conoscere i miei idoli, a patto che io ne abbia. Anzi penso di averne, giusto un paio. Qualche cantante più che altro. Molti pagherebbero per stare anche pochi minuti faccia a faccia con i loro eroi di sempre, fargli domande, accarezzarli. Io no. Dopo aver ascoltato ad esempio per decenni gli Oasis o Richard Ashcroft, cosa potrei mai dirgli oggi? “Oddio la tua musica mi ha cambiato la vita”, “Sei bravo, sei ganzo, grazie, facciamoci una birra”. No, no, non sarei in grado, farei la figura dello stupido, del babbeo, e non vorrei che i miei idoli pensassero che io sono un babbeo. Lasciamoli là, al loro posto, come se non esistessero. Piuttosto organizzatemi qualche bell’ incontro con quelli che non sono i miei idoli. Portatemi a cena con Arisa, Marco Carta, Emma, i Modà, Alessandra Amoroso o anche con Ligabue. Continua a leggere

Roma quanto sei Brit! Un week end con Morrissey, i Cure e Paul Weller

Real week end sotto la benedizione della regina tra i palchi della musica romana. Ed anche se loro non hanno mai ammesso di amare la monarchia, un trittico d’eccezzione come quello formato da i Cure, Morrissey e Paul Weller si appresta ad infuocare le platee capitoline. Uno spaccato della storia della musica britannica, e quindi anche mondiale, che sarà protagonista di tre giorni di grande musica per i ben educati giovani amanti di musica romani. Ad aprire le danza sarà Steven Patrick Morrissey, sabato 7 luglio all’Auditorium Parco della Musica: leader storico degli Smiths, Morrissey è considerato una leggenda vivente, poeta lirico, padre dell’indie monderno a detta di molti. Continua a leggere