“Nel bene e nel male, comunque la si voglia valutare, la figura di Andreotti ha fatto la storia del nostro Paese, e con la sua morte si perdono per sempre tante verità”. “Feci ad Andreotti una lunga intervista in cui gli chiesi non solo della strage del Dc9, ma di tanti altri fatti legati alla politica italiana e all’epoca stragista. Proprio come lo si dipingeva nell’immaginario collettivo, non fu facile riuscire ad interpretare le sue risposte e mezze frasi, ma sta di fatto che il senatore di quegli accadimenti ne sapeva forse più di ogni altro. Oggi i suoi segreti sono persi per sempre”. Continua a leggere
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Gli spari no!
Mai, in nessun caso, per nessun motivo. Non è follia quella che si è compiuta ieri fuori Palazzo Chigi, o quantomeno, parafrasando un grande autore, c’è molta logica dietro questa follia. Anche se non vedo e non va compreso un uomo che, per quanto disperato per tutti i motivi personali che può addurre, premedita con questa ossessione un attentato. Non deve passare mai la linea secondo la quale la stessa esasperazione possa, in linea crescente, portare a gesti del genere, perché si verrebbe meno a qualsiasi principio morale e ciò non sarebbe accettabile, soprattutto nei confronti di chi vive quotidianamente nel disagio economico.
Tre parole per i nuovi Presidenti: ricostruire, riformare e strutturare
Sono giorni di elezioni: dai Presidenti di Camera e Senato, fino ad arrivare al nuovo Presidente della Repubblica che dovrà essere scelto tra circa un mese. Ognuno si chiede, si domanda, cerca di intercettare le personalità dei nuovi designati; forse mai fino in fondo, ma è certo che si vuole star lì a comprendere se veramente questi possano in qualche modo interpretare il futuro. Ad oggi sembra che i designati si stiano comportando seguendo decisamente la morale comune. In pratica: gli atteggiamenti, i movimenti, i discorsi sembrano essere determinati da quanto le persone si aspettano da loro. Sicuramente questo va annoverato tra i segnali positivi ed esemplificativi di quanto finalmente anche chi è sopra di noi abbassa lo sguardo per sentire cosa la gente comune prova. Continua a leggere
Pochi giorni e poco spazio per misurarci con noi stessi
Pochi giorni ancora e poco spazio. Il voto è lì, di fronte alla volontà di ognuno di noi di esprimere il proprio volere, il proprio dissenso, la propria rabbia e la propria gioia. Alle spalle di tanti che vorrebbero far credere che il miglior modo per dimostrare il fallimento di intere classi dirigenti sia quello di astenersi dall’entrare in cabina elettorale. In quello spazio esiguo, a volte troppo stretto per contenere tutte le emozioni che ognuno porta con sé: pochi centimetri entro i quali far entrare le speranze che tutti noi nutriamo nei confronti di rappresentanti che portino avanti le nostre istanze prima di tutto, che intervengano sui bisogni dei cittadini, che finalmente facciano l’interesse generale del Paese. E che una volta per tutte attraversassero il corridoio del Transatlantico che porta all’aula della Camera con grande serietà, e non come il proscenio di un teatro da cui fare cabaret. Continua a leggere
Dopo la Festa, un bilancio con i nostri lettori
E’ tempo di bilanci. Ogni tanto è necessario farli. Abbiamo passato cinque giorni alla Festa Nazionale Socialista a Perugia, abbiamo incontrato tanti militanti, appassionati, tenaci e volontari, tante persone che hanno reso possibile l’appuntamento umbro. Ebbene, anche l’Avanti!, com’era giusto che fosse, era lì, in prima linea, come sempre per cercare di presentare, riportare, sottolineare i tanti interventi e dibattiti che si sono succeduti. Abbiamo parlato e intervistato alcuni degli ospiti che hanno portato ulteriore lustro alla nostra Festa. Ci siamo confrontati con chi volesse esprimere alla nostra telecamera le proprie idee, i dubbi e le speranze che nutre nei confronti della politica e del proprio futuro. Continua a leggere
Perché scenari
Da oggi i lettori dell’Avanti! trovano ogni giorno in questo “tempo agostano” un contributo sulla realtà dell’Italia fornito da protagonisti o studiosi dei principali scenari che si stanno delineando nella vita sociale e politica nella vicenda concreta di tutti noi. Abbiamo voluto chiamare appunto “Scenari” questi contributi, fatti forse più di domande che di risposte. Ma certo né le une né le altre – domande e risposte – e sugli scenari proposti c’è uno sguardo, un punto di vista elettivo: quello del sociale, della vita quotidiana, dei bisogni, di quel complesso di idee e di emozioni che nutre la speranza e sostanzia la politica. Quella vera.
Via D’Amelio, alzando lo sguardo da terra
Se solo quel 19 luglio lo sguardo non si fosse spostato dalla terra al cielo. Se solo le malelingue non avessero ucciso quanto il tritolo dentro una macchina anonima. Se solo l’indifferenza delle istituzioni e dei benpensanti non avesse ferito quanto lo fece l’esplosione della bomba. Se solo non fossero state morti preannunciate. Ma d’altra parte, se solo gli autori di quell’attentato non avessero pensato di fermare lì la memoria e la rabbia delle persone oneste, oggi non potremmo dirci fedeli a dei valori contrari al “puzzo del compromesso morale”. Ebbene, per quanto dolore ancora provochi una ferita così profonda, quasi quanto quella scavata nell’asfalto dalla Mafia, nulla ripaga la soddisfazione di chi nel nome di tanti morti continua a credere nel lavoro da loro svolto, nell’utilità di tanta sofferenza. Continua a leggere
Strage di Ustica, quando la giustizia può ridare il sonno
Avevo ventisette anni, e altrettanti ne erano passati dal momento della strage. Ero incosciente e inconsapevole, ingenuo e troppo giovane, idealista e illuso. Avevo una telecamera, un microfono e un collega, ma ero ambizioso di scoprire la verità. Perché qualcuno una volta disse “la verità vi renderà liberi”, e io volevo liberarli dal sopruso, dall’incertezza, dalla menzogna. Speravo che le parole che uscivano dalle nostre interviste potessero in qualche modo aggiungere e scoprire, fare breccia nella memoria delle persone, arginare il dimenticatoio in cui molti volevano che quella strage fosse scaraventata. Ma questo non era possibile, non ci si poteva dimenticare di ottantuno persone morte, del fatto che vi fossero bambini innocenti, delle famiglie che avevano perso per sempre la forza di un abbraccio, così, da un momento all’altro. Continua a leggere
NO, il video della prima comunione di Melissa no!
Adesso basta! Il Paese è stanco, lo è la gente, lo sono i ragazzi. Persino chi è più abituato a tutto questo schifo, ammesso che lo si possa mai essere veramente, non ne può più. A Brindisi è andata in scena l’ennesima tragedia. Sono diverse le vittime, diversi i luoghi, ma in questo caso non vi deve essere un’analogia con tante altre stragi e delitti che purtroppo hanno fatto la cronaca nera del nostro Paese, rispetto la strumentalizzazione del dolore. Per anni mi sono occupato di delitti del passato, di stragi, di misteri. E nell’investigare per le mie inchieste un fattore mi ha sempre spaventato e stupito allo stesso tempo più di ogni altro: non c’è limite alla decenza nel voler sfruttare per un lettore in più o una maggiore visibilità le tragedie della gente. Continua a leggere
Dalle amministrative tutto secondo i “piani” del nemico
Tutto secondo i piani del “nemico”. Così mi verrebbe da commentare osservando i risultati delle amministrative. Francamente, non vedo nei dati emersi da questa tornata elettorale nulla che si possa definire come stravolgente, quanto meno nulla che possa pensarsi come inaspettato a chi segue un po’ di politica. Diciamo quindi che il “niente di nuovo sul fronte Occidentale” si è palesato con: l’affermazione del Movimento di Grillo come forza che riempie il bacino del proprio elettorato prendendo voti a destra; la caduta della Lega che vuole mettere cappello sulla vittoria di Tosi a Verona ma che poi, osservando con attenzione, si rivela inesistente visto che il grosso dei voti li porta la lista civica del sindaco, e non il simbolo del Carroccio. Continua a leggere
