Maturità 2013: effetto sorpresa Magris, Brics e omicidi politici tra i temi della prima prova scritta

Maturità Prima provaUno scritto di Claudio Magris per l’analisi del testo, la relazione individuo/società di massa per il tema letterario, i cosiddetti Brics, i Paesi in via di sviluppo per quello storico. Stato, mercato e democrazia è invece l’argomento per il tema socio-economico, mentre l’articolo storico-politico riguarda gli assassinii politici. Il tema scientifico concerne la ricerca sul cervello, mentre l’idea che ha ispirato il tema di attualità è quella secondo cui la vita non è solo lotta di competizione, ma anche trionfo di cooperazione e creatività. Questi gli argomenti della prima prova scritta degli esami di maturità che da oggi vedono impegnati 491mila studenti di tutta Italia. Domani e lunedì prossimo si svolgeranno rispettivamente la seconda e la terza prova scritta, mentre gli esami orali termineranno verso metà luglio. Continua a leggere

G8, 7 condanne e oltre 30 assoluzioni per prescrizione. E i risarcimenti si allontanano

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Dopo dodici anni la Cassazione mette la parola fine su quello che accadde a Genova nei giorni del G8. E lo fa con una sentenza che conferma la responsabilità penale di chi ha operato in nome dello Stato in quei giorni di luglio del 2001 nella Caserma di Bolzaneto. Ma che lascia l’amaro in bocca, perché fa un passo indietro rispetto a quella che fu giudicata una vittoria in Appello: sono più lontani i risarcimenti per alcuni dei ragazzi, tra le 155 parti civili, perché dovranno affrontare un processo civile, con il rischio che vengano rideterminate al ribasso le provvisionali stabilite dalla Corte d’Appello di Genova. Continua a leggere

Bruciata l’automobile del sindaco socialista di Melendugno Marco Potì

Auto bruciata-PotìUn rogo ha distrutto l’auto del sindaco socialista di Melendugno, Marco Potì. Nonostante le circostanze dell’incendio siano ancora da chiarire, l’ipotesi dolosa non è da escludere: non si tratterebbe della prima volta  che l’auto di un amministratore locale o di un membro della società civile di un comune salentino viene presa di mira. Sembra, infatti, che negli ultimi mesi si siano verificati una serie di episodi in una preoccupante escalation: come quello, dell’aprile scorso, ai danni del rappresentante dello sportello Antiracket Salento, Cosimo Sessa, la cui automobile è stata data alle fiamme da ignoti. Marco Marcello Niceta Potì, questo il nome completo, è esponente di una storica famiglia socialista e, nel maggio scorso, ha raccolto l’eredità dello scomparso zio Vittorio. Ingegnere di professione, Potì è stato eletto nel maggio dello scorso anno, con il Partito Socialista Italiano, battendo la lista civica capeggiata da Marino Francesco Giausa. Continua a leggere

Processo Eternit, 18 anni all’imprenditore svizzero. Il presidente dell’ONA: «La nostra battaglia non si ferma qui»

Eternit-processoDiciotto anni. Due in più rispetto alla sentenza di prima grado. Questa la condanna inflitta ieri dalla Corte d’Appello di Torino nei confronti dell’imprenditore elvetico, Stephan Schmidheiny unico imputato rimasto dopo la morte, lo scorso 21 maggio, del barone belga Louis De Cartier De Marchienne. L’accusa è di disastro doloso permanente e omissione dolosa di misure antinfortunistiche a partire dal 1977, mentre la parte precedente è prescritta. Schmidheiny è ritenuto responsabile di disastro anche per gli stabilimenti Eternit di Bagnoli e Rubiera, rispettivamente in provincia di Napoli e di Reggio Emilia. Con la sentenza di ieri pomeriggio la Corte d’Appello di Torino ha inoltre disposto una provvisionale di oltre 30.9 miliardi di euro per il Comune di Casale Monferrato. Nella città della provincia di Alessandria Eternit aveva infatti il suo stabilimento italiano più importante, e il numero delle vittime è più elevato che altrove. Alla Regione Piemonte, che si era costituita parte civile, i giudici hanno invece riconosciuto un risarcimento di 20 milioni di euro. Alla Eternit spa è attribuita, a partire dagli anni ‘50, la morte di quasi 3.000 persone, tra operai e abitanti delle zone vicine ai quattro stabilimenti italiani. Avanti! ha intervistato l’avvocato Ezio Bonanni, tra i difensori di parte civile nel maxi-processo Eternit, nonché presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), l’onlus nata per raccogliere la sofferenza, il disagio e le difficoltà dei lavoratori esposti all’amianto e dei familiari delle vittime dell’amianto stesso.

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Milano: polvere sospetta nelle sedi dei quotidiani Il Corriere della Sera e Il Giornale

Antrace-Giornale-CorriereDurante lo speciale elezioni di ieri pomeriggio, in diretta su La7, doveva presenziare anche Nicola Porro, vicedirettore de “Il Giornale”. Ma il giornalista in quel momento era nella sede milanese del quotidiano, e non poteva muoversi: da poco era infatti stata recapitata una lettera contenente una polvere grigia, sospettata di essere antrace. Analogo episodio si è verificato circa mezzora dopo nella sede de “Il Corriere della sera”, di via Solferino, sempre nel capoluogo lombardo. Come da protocollo, sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco del Nucleo Nbcr supportati dalla polizia. In entrambi i casi le persone che sono state a contatto con le buste sono state trasportate in ospedale per escludere eventuali contaminazioni ed effettuare i controlli di routine. Presso la sede de “Il Corriere” è giunta anche una lettera di minaccia contro il capo dello Stato, Giorgio Napolitano e il leader del Pdl, Silvio Berlusconi. Le prime analisi dei vigili e dell’Asl hanno dato esito negativo. Continua a leggere

Diffamazione: condannato a otto mesi di carcere Giorgio Mulè, direttore del settimanale Panorama. Solidarietà bipartisan

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«La miglior risposta alla mia condanna è nell’editoriale di oggi (ieri, ndr), scritto prima della sentenza: “A Palermo parte la Norimberga de’ noantri”». Con queste poche parole Giorgio Mulè ha voluto esprimersi sul social network Twitter per commentare la sentenza emessa mercoledì scorso, dal tribunale di Milano che lo ha condannato a otto mesi di reclusione per il reato di diffamazione a mezzo stampa. E che ha di nuovo sollevato la discussione sulla libertà di stampa nel nostro Paese. Che sì, esiste. Questo fondamentale diritto è infatti sancito dall’articolo 21 della Costituzione. Ma nelle ultime tre stagioni, soprattutto, sembra essere fortemente messo in discussione perché, a quanto pare, se si scrive qualcosa che non piace a qualcun’altro, le sbarre del carcere si possono concretizzare, così come può aumentare il rischio di ritrovarcisi dentro. E dietro. A pochi mesi dalla sentenza di condanna contro il direttore de “Il Giornale”, Alessandro Sallusti – che poi si è risolta con la concessione della grazia da parte del capo dello Stato, Giorgio Napolitano – prende piede l’eventualità che si crei un altro caso analogo: quello che vede protagonista un altro direttore, Giorgio Mulè responsabile del settimanale “Panorama”, condannato in primo grado, e senza condizionale, a otto mesi di carcere. A sostegno di Mulè si è mosso Giampiero Marrazzo, direttore del quotidiano Avanti! che gli ha prontamente telefonato per dimostrare la sua vicinanza. Solidarietà è stata espressa anche dal mondo politico dal Pdl al Pd, nonché dal neosenatore del Psi, Enrico Buemi che definito «irragionevole il carcere per Mulè». Continua a leggere

Scuola materna, arrestate direttrice e maestra. L’accusa è di maltrattamenti e percosse ai minori

asilo_san_romano_maltrattamenti bambiniAd accomunare maestra e direttrice ora non sarà più la stessa scuola materna, a Roma, nella quale lavorano. Ma anche la stessa accusa: maltrattamenti e percosse a  minori. E la stessa pena che, per ora, è quella degli arresti domiciliari. Oltre ad alcune testimonianze di colleghi e bambini, ad incastrare le due donne F.M. e M.R.C. sono state alcune intercettazioni e videoriprese ambientali, effettuate dagli investigatori della polizia dal 24 aprile all’8 maggio. Quest’attività d’indagine tecnica ha dato prova agli inquirenti dei «comportamenti vessatori, offensivi e violenti» della maestra, F.M. nei confronti di alcuni bambini della classe. Per le due donne, sposate e con figli, l’interrogatorio di garanzia è stato fissato per lunedì prossimo. Continua a leggere

Usa: libere 3 donne rapite dieci anni fa. Erano rinchiuse vicino al luogo del rapimento

Ritrovate-3 ragazze rapite-UsaErano state rapite dieci anni fa. All’epoca dei fatti erano poco più che adolescenti. Nessuno, durante questi lunghi anni, si era accorto di nulla. Oggi sono di nuovo libere grazie a un signore di nome Charles Ramsey un vicino della casa dove venivano tenute prigioniere le tre ragazze, non lontano da dove erano state viste l’ultima volta prima delle loro sparizioni, a Cleveland, in Ohio. L’incredibile storia ha per protagoniste una 23enne rapita nel 2004, una 26enne, che aveva fatto perdere ogni traccia nel 2003, e una 30enne, anche lei scomparsa nel 2003 sempre nella stessa zona. Tre uomini di origini ispaniche sono stati arrestati. Le donne stanno bene. Continua a leggere

Morta la vedova del giudice Borsellino. Crocetta: «Una donna di singolare esempio e fedeltà alle Istituzioni»

Agnese-BorsellinoEra malata da tempo. E da sempre, riservata e discreta, ha lottato per scorgere la verità sulla morte del marito. Si è spenta ieri mattina, nella sua abitazione, Agnese Piraino Leto, vedova del giudice antimafia, Paolo Borsellino, fatto saltare in aria da Cosa nostra il 19 luglio 1992. Malata perché un dolore così profondo, nemmeno alleviato dalla verità, tende a favorire l’humus su cui si insinua la malattia. Riservata perché lontana dai riflettori pubblici, si è sempre limitata ad apparire nelle celebrazioni pubbliche per l’anniversario della strage in cui persero la vita il marito e gli uomini della sua scorta. A darne la notizia è stato il fratello del giudice che, con poche e amare parole, ha scritto: «Ha raggiunto Paolo, ora saprà la verità sulla sua morte». I funerali si svolgeranno questa mattina a Palermo nella chiesa di San Luisa di Marillac, ove si celebrarono quelli del marito Paolo. Unanime il cordoglio  espresso dalle Istituzioni. Continua a leggere

Il giuramento del nuovo governo macchiato da una sparatoria davanti Palazzo Chigi

Sparatoria Palazzo Chigi

Mentre nel salone delle Feste del Quirinale si celebrava il solenne giuramento del nuovo governo, davanti a Palazzo Chigi esplodevano diversi colpi di pistola che hanno ferito due carabinieri, una passante e l’autore stesso della sparatoria, prontamente fermato. Sono un brigadiere e un appuntato: il brigadiere, ferito al collo, è stato ricoverato all’Umberto I e si trova in prognosi riservata; l’altro militare, un appuntato, è stato colpito ad una gamba e sembra non essere grave. Ferita anche una passante da un proiettile di rimbalzo. Se davanti alla sede del governo si vivevano momenti di ansia e preoccupazione, in quella della presidenza della Repubblica, il neo esecutivo guidato da Enrico Letta entrava nella pienezza dei poteri. Questa mattina il premier incaricato e la squadra dei 21 ministri, da lui designati, hanno infatti prestato giuramento al Colle, assumendosi le loro responsabilità nei confronti dei cittadini italiani. Domani alle ore 15, alla Camera, sarà votata la fiducia al nuovo capo del governo, mentre il primo Consiglio dei ministri, a causa della sparatoria, è stato anticipato alle ore 13, e ha riguardato solo la nomina a sottosegretario alla presidenza del Consiglio di Filippo Patroni Griffi. Continua a leggere