
Prima la notizia, poi la smentita. Nel giro di mezza giornata lo scoop lanciato dal quotidiano “La Repubblica”, riguardante la soppressione del programma “La Storia siamo noi” (condotto da Giovanni Minoli) ha suscitato molte reazioni dal mondo civile, politico e degli addetti ai lavori. In poche ore si è scatenato il dissenso urlato sui social network, ma anche nei comunicati stampa finché è arrivata la secca smentita da viale Mazzini: «Il programma non va in soffitta ma termina il contratto con Giovanni Minoli che era andato in pensione tre anni fa». L’azienda precisa inoltre per voce dello stesso direttore generale della Rai, Luigi Gubitosi che l’intenzione «è di utilizzare forze interne e non rinnovare contratti a chi va in pensione. I contratti si concludono, le fasi storiche si esauriscono». Lecito. Condivisibile. Continua a leggere

La sua prima fotografia professionale l’ha scattata nel 1958 e l’ultima nel 1998, anno della sua scomparsa. In questo lungo periodo Marcello Geppetti, paparazzo, reporter d’assalto e decano dei fotoreporter romani, ha immortalato tragedie e futilità, e lo ha fatto senza mai fermarsi. Questi quarant’anni di scatti rivivono nella mostra-spettacolo a lui dedicata, allestita presso “The Hub”, nel quartiere San Lorenzo di Roma. “Lens Forward”, oltre, attraverso la lente. Questo il titolo della retrospettiva che sarà possibile visitare giovedì 16 maggio, e che vuole essere un viaggio nella storia, un viaggio narrato non solo dalle immagini, selezionate e molte delle quali inedite, ma anche dalle parole, dalle musiche e dai filmati dell’epoca. Nell’arco della sua vita Geppetti ha scattato più di un milione di fotografie che spaziano in ogni campo del giornalismo, e che ora compongono il suo archivio, fatto da altrettanti negativi, la maggior parte dei quali ancora sconosciuti, di cui ad oggi ne sono stati catalogati circa cinquantamila. Perché il patrimonio lasciato in eredità dall’artista è talmente vasto da aver spinto gli eredi a cominciare, tre anni fa, un percorso di recupero, conservazione e archiviazione sistematica. Negli anni della “Dolce vita” per esempio ha scattato foto che hanno fatto epoca, tra cui il primo nudo di Brigitte Bardot, il bacio galeotto a Ischia tra Liz Taylor e Richard Burton, e Anita Ekberg che scaglia frecce contro i fotografi. Queste due ultime immagini sono entrate a far parte dell’elenco, stilato di recente da “Arth 923” (uno studio dell’Università di Boston sull’arte dell’immagine) delle 30 immagini più famose della storia, dove il nome di Geppetti figura accanto a quello di Andy Warhol e Cecil Beaton. Avanti! ne ha parlato con Andrea Dezzi, cofondatore e responsabile comunicazione della “Marcello Geppetti Media Company” che, insieme a “Made in Tomorrow” ha organizzato l’evento. 
Scrive senza pretese. Anzi una pretesa c’è. Ed è quella di fermare, per sempre quell’emozione, quell’esperienza emotiva, che talvolta svuota, ma spesso riempie. In ogni caso per Katia Simmi, giornalista nonché autrice e regista televisiva, scrivere è una necessità. E se la poesia è il primo piano di un tempo accertato, il racconto rappresenta il luogo in panoramica di quella stessa emozione. E queste poesie, insieme ai racconti brevi, costituiscono “Altri occhi ancora”, disponibile online su Lulu.com o Ilmiolibro.it oppure su ordinazione nelle librerie Feltrinelli. All’Avanti! Simmi racconta che da altri ha imparato che leggere può mutare la visione del mondo e delle cose che ognuno di noi ha «ma scrivere consente almeno un ulteriore tentativo, necessariamente umile ma non silenzioso, di non permettere al mondo, alle cose, di farlo». 
Tre nomi di donne, tre esistenze che si incontrano, si scontrano, si intrecciano, si uniscono. E condividono tutte le esperienze di vita quotidiana che hanno come protagonisti l’amicizia, l’amore, il tradimento, la fiducia, la sofferenza. In un vortice di sentimenti ed emozioni a volte contrastanti, ma sempre candidi e autentici. Perché il fil rouge che lega Giselle, Sabrina e Giulia è la stima e il rispetto reciproci, ma anche la solidarietà. Un valore che «colpisce, commuove, entusiasma e fa riflettere. La vita non va sprecata, e l’amicizia è un valore pulito. Come pochi». Come sottolinea all’Avanti! Valentina Nuccio, autrice del libro “Ritratti Estemporanei”, pubblicato da Prospettiva Editrice, classe 1981, pugliese e giornalista, al suo primo, e non ultimo romanzo. 
A Roma le meraviglie assolute di Tiziano e i capolavori del Cubismo da Picasso a Leger, a Ferrara il genio di Michelangelo Antonioni, le cui celebrazioni per il centenario della nascita riaprono Palazzo dei Diamanti, a Brescia l’allestimento delle strepitose collezioni comunali di arte del ’900 e contemporanea sono le mostre di maggior richiamo di questo week end clou della nuova stagione espositiva. A Chieti, infine, l’opera grafica di Bacon a Palazzo de Mayo.
Alla Sala Umberto di Roma una divertente pièce teatrale dalle verità scottanti.
Continua la celebrazione dell’evento teatrale pensato e allestito nel 1990 da Maurizio Scaparro per la suggestiva cornice di Villa Adriana a Tivoli, da cui l’autrice fu ispirata. A partire da questa sera torna in scena, al Teatro Parioli Peppino de Filippo di Roma, “Memorie di Adriano”, celebre romanzo di Marguerite Yourcenar, con Giorgio Albertazzi e la regia di Maurizio Scaparro. Il regista teatrale racconta come non ci sia stata sorpresa quando lui e l’attore si sono ritrovati sul palcoscenico «per riprendere il nostro discorso mai interrotto su “Memorie di Adriano”. Ci siamo guardati, abbiamo sorriso (c’è anche in noi un bel po’ di autoironia). Ma il sorriso era anche la consapevolezza di potere, forse dovere, trasmettere ancora le tante emozioni avute e talvolta date con le parole di Marguerite Yourcenar, fin dalla prima magica notte di Villa Adriana, e proseguite in tanti anni, a “intervalli irregolari” a Roma e in tanti teatri d’Europa».