Biotestamento. La dichiarazione di voto di Pia Locatelli alla Camera

Oggi è un giorno buono per i socialisti, per questo Parlamento, per l’Italia: un passo fondamentale è stato fatto per l’applicazione dell’articolo 32 della Costituzione secondo il quale nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario. Un diritto costituzionale che finalmente, con questo provvedimento, diventa dovere per il sistema sanitario nazionale.

Noi socialisti siamo da sempre in prima linea in questa battaglia, a fianco degli amici radicali, dell’Associazione Luca Coscioni e di Beppino Englaro che ci ha aiutato a elaborare la nostra proposta di legge, presentata all’inizio di questa legislatura.

Non è stato un cammino facile e siamo consapevoli che il testo presenta alcune ambiguità che consentiranno ritardi o rinvii. Però consente di dire no alle cure, di interromperle, se un malato non le regge più; pone uno stop all’accanimento terapeutico; prevede la sedazione continua e profonda, che consente che la morte arrivi in modo dignitoso, introduce la figura del fiduciario a garanzia del rispetto della volontà di chi è diventato incapace, e nessun esonero nell’applicazione della legge è previsto per i soggetti privati. Tutti aspetti positivi a fianco di alcune ambiguità e ombre, una di queste l’introduzione di una sorta di obiezione di coscienza, ambiguità che abbiamo segnalato nella fase di approvazione degli emendamenti.

Abbiamo lavorato per quasi un anno per ottenere la calendarizzazione del provvedimento e un altro in Commissione per avere un testo condiviso. Il risultato è il frutto dell’impegno di forze politiche diverse, di un lavoro trasversale, come a volte avviene sui temi etici e apprezziamo che il governo abbia lasciato al Parlamento la piena responsabilità della legge.

Questa legge è un buon compromesso, e sappiamo che nei compromessi ciascuna parte rinuncia a qualcosa, ma si tratta di un primo importante passo, anche se l’opinione pubblica lo ha già definito insufficiente.

Siamo però solo a metà percorso. Ci aspetta un passaggio al Senato che sarà forse ancora più arduo. Speriamo di non arrivare alla fine della legislatura a mani vuote. Il Paese non ce lo perdonerebbe.
I socialisti voteranno a favore.

La dichiarazione di voto di Pia Locatelli sul decreto migranti

Come ho detto nella dichiarazione di fiducia al Governo, non posso non esprimere il disagio del Gruppo socialista nei confronti di questo provvedimento. E’ un disagio che si riferisce in primis al metodo, perché siamo convinti che un provvedimento importante e complesso come questo avrebbe dovuto essere esaminato, discusso, eventualmente emendato dalle Commissioni e dall’Aula. Così non è stato e ci troviamo a dover votare, in tempi strettissimi, un testo blindato che a nostro parere presenta numerose criticità, accanto ad alcuni aspetti positivi: tra questil’aumento, attraverso nuovi concorsi, del personale destinato al potenziamento delle Commissioni territoriali che esaminano le domande di protezione internazionale;  l’inserimento dei migranti in lavori socialmente utili; la formazione dei magistrati specializzati in materia; il potenziamento della nostra rete diplomatica nei Paesi di provenienza dei migranti.

Questi punti meritevoli però rischiano di venire completamente oscurati dal venir meno del rispetto dei principi di garantismo e di difesa dei diritti umani che noi socialisti abbiamo sempre sostenuto. In particolare attraverso la procedura unica per le espulsioni, che mette sullo stesso piano il migrante con precedenti penali o che commette un reato con quello che è privo di permesso di soggiorno; l’abolizione del secondo grado di giudizio per riconoscimento del diritto d’asilo, l’eliminazione del contradittorio limitato da una procedura semplificata priva del dibattimento (rito camerale)… di fatto configurano per i migranti una giustizia minore molto simile a una sorta di “diritto etnico”. Con questo provvedimento si crea una procedura specifica per gli immigrati che solleva non pochi dubbi di costituzionalità.

Il nostro Paese, che più di tutti ha fatto nel soccorso in mare e che si è distinto per generosità e sostegno di migliaia di disperati in fuga da guerre e violenze, è stato lasciato solo a gestire l’accoglienza come se il problema fosse tutto italiano. Noi  fino ad ora non abbiamo nulla da rimproverarci nell’accoglienza dei migranti: siamo stati i più aperti e i più generosi dall’inizio e abbiamo continuato a farlo mentre altri alzavano muri.

L’Europa ha risposto in maniera disomogenea, tardiva, insufficiente: alcuni Paesi continuano a non rispettare, implementandoli, gli impegni sul ricollocamento dei migranti costringendo altri Paesi, tra cui il nostro, a sostenere il peso maggiore. Allo stesso tempo diventa esigentissima e rigidissima quando parliamo di rispetto dei parametri riferiti a deficit e debito di un Paese, a partire dal nostro. Due pesi e due misure a seconda dell’argomento in questione. Francamente inaccettabile.

E’ chiaro che la questione della governance delle migrazioni richieda dei provvedimenti. Questo decreto poteva essere lo strumento giusto. Così non è, ed è un’occasione persa.

Il provvedimento in esame affronta il problema quasi esclusivamente da una prospettiva di punizione, di repressione del fenomeno. Eppure sappiamo bene, lo stiamo sperimentando da qualche anno  che muri, fili spinati e respingimenti nulla possono contro la disperazione di chi scappa da guerre e violenze e vede nella fuga l’unica possibilità di sopravvivere. Si trattasse semplicemente di un’operazione di polizia il problema sarebbe più facilmente risolto. E lo dico ai colleghi della Lega e a coloro che ripetono come un mantra “via chi non ha diritto”.

Ecco, l’impressione è che con questo decreto il Governo abbia voluto ascoltare e, in qualche modo, assecondare quel mantra per motivi oserei dire di propaganda, nel tentativo di raggiungere un certo elettorato, di tranquillizzarlo.

Il Ministro Minniti, il Governo, la maggioranza e le stesse opposizioni sanno benissimo che con le misure previste non si risolve il problema dei rimpatri quasi sempre impossibili e sempre costosissimi.

Sappiamo tutti benissimo che in mancanza di documenti che accertino l’identità personale o di accordi bilaterali tra il nostro Paese e quello di provenienza del migrante il rimpatrio non si può fare.

Secondo il Piano di azione pubblicato dalla Commissione europea i Paesi dell’Unione europea rischiano di trovarsi a gestire il rimpatrio di oltre un milione di migranti.

In Italia sono diverse migliaia i migranti che, avendo fatto richiesta di asilo, se la sono vista respingere. Restano nel Paese con un foglio di via che impone di lasciare il territorio nazionale entro una manciata di giorni. Cosa che puntualmente non accade. Accade invece che senza diritti né doveri, i migranti respinti sono esposti allo sfruttamento e all’illegalità. Un vero e proprio regalo per il caporalato e le mafie.

D’altra parte il fenomeno migratorio ha una sua ineluttabilità a fronte di situazioni di crescita demografica non controllata, di conflitti più o meno estesi e radicati e anche di un ambiente che diventa sempre meno ospitale per l’innalzamento della temperatura, l’avanzamento delle zone desertiche nella vicina Africa, i disastri ambientali. Sono queste le ragioni che hanno dato origine ad una nuova definizione (categoria?) di migranti: i migranti ambientali o ecomigranti.

Possiamo chiudere gli occhi e insieme le frontiere di fronte ad essi? Certamente no anche perché l’Italia ha circa 7500 chilometri di costa, molti di più della somma delle coste del resto dei Paesi  che si affacciano sul Mediterraneo. Neppure volendolo si potrebbero sigillare queste frontiere come altrettanto difficile è arrestare i flussi migratori nel resto dell’Europa, costruendo muri e reticolati.

I costi diretti e indiretti, senza parlare di quelli sociali, culturali, politici, sarebbero di gran lunga superiori rispetto ai benefici, veri o presunti. A meno che non si ritenga di usare le armi contro i migranti o fare ricorso a deportazioni o espulsioni indiscriminate, ad esempio sulla base del paese di provenienza.

Le espulsioni collettive sono proibite da norme europee, da  trattati, convenzioni, accordi e intese a cominciare dai sette trattati che l’Onu ha predisposto per dare corpo alle enunciazioni della Dichiarazione Universale dei diritti umani. La normativa internazionale è chiara ed è compito dei singoli Stati accoglierla nella legislazione nazionale e soprattutto renderla operante.

Recentemente ho avuto modo di leggere una sorta di manuale per i parlamentari, pubblicato dall’Unione Interparlamentare, l’organizzazione fondata quasi 130 anni fa, che riunisce i parlamenti di tutto il mondo, intitolato “Migrazioni, diritti umani e governance”. Le tre parole contenute nel titolo del manuale  devono stare insieme

Non illudiamoci di poter arrestare con misure repressive i flussi migratori, possiamo solo aspirare ed impegnarci a  controllarli, gestirli, indirizzarli, senza mai dimenticare che i diritti umani delle persone valgono sempre  e se una persona diventa migrante continua ad esserne titolare, non li perde lungo il viaggio sempre difficile, quando non disperato, del percorso migratorio. E sarebbe bene che le istituzioni e le forze politiche, in Italia come nel resto dell’Europa, si concentrassero su questo tipo di azioni, che sono le sole con qualche possibilità di successo.

Il Gruppo socialista ha votato la fiducia per lealtà nei confronti del Governo e della maggioranza, ma per la nostra storia e i nostri principi non possiamo votare a favore di un provvedimento che giudichiamo in buona parte ingiusto oltre che inefficace e non parteciperemo al voto.

Dichiarazione di voto di Pia Locatelli su decreto immigrazione

I socialisti voteremo la fiducia al Governo, come hanno sempre fatto, con spirito di lealtà dall’inizio di questa legislatura. Ma lo faremo a malincuore. Più volte abbiamo sollevato critiche sul ricorso a questo strumento d’urgenza che è stato fin troppo abusato e spesso su provvedimenti, come questo, che avrebbero meritato un dibattito più ampio e partecipato da parte del parlamento. Ma il nostro malcontento questa volta entra anche nel merito del provvedimento che se da un lato contiene dei punti apprezzabili, come l’inserimento dei migranti nei lavori socialmente utili, l’aumento del personale destinato al potenziamento delle Commissioni territoriali attraverso nuovi concorsi, dall’altro rischia di venir meno ai principi di garantismo e di difesa dei diritti umani che noi socialisti abbiamo sempre sostenuto. In particolare attraverso la procedura unica per le espulsioni, l’abolizione del secondo grado di giudizio per riconoscimento del diritto d’asilo, e l’abolizione del contradittorio limitato da una procedura semplificata (rito camerale) priva del dibattimento, di fatto si configura per i migranti una giustizia minore molto simile a una sorta di diritto etnico.

Ma soprattutto il provvedimento in esame affronta il problema solo dal punto di vista di repressione e punizione del fenomeno. Sappiamo e abbiamo visto che muri, fili spinati e respingimenti nulla possono contro la disperazione di chi scappa da guerre e violenze e vede nella fuga l’unica possibilità di sopravvivere. Con questo provvedimento non si risolve il problema più grande che è quello dei rimpatri che continueranno a rimanere quasi sempre impossibili e sempre costosissimi. Ci ostiniamo a tentare di arginare il fenomeno, mentre dovremmo cominciare a discutere sul come gestirlo non solo in Italia ma in tutta Europa. Nonostante queste forti criticità voteremo ugualmente la fiducia al Governo, ma questa volta il nostro è un sì molto, ma molto sofferto.

Toghe in politica, cosa prevede il pdl – Scheda

Paletti per tutti i magistrati. I paletti in ingresso e in uscita per chi fa politica riguardano tutti i magistrati, ordinari, amministrativi, contabili e militari. Siano essi in attività o fuori ruolo. E valgono per tutte le elezioni (europee, politiche, regionali, amministrative) e tutti gli incarichi di governo nazionale, regionale e negli enti locali.

Candidabili ma solo ‘fuori sede’. Il magistrato che si presenta alle elezioni non potrà candidarsi nella circoscrizione (o nell’ambito territoriale) elettorale dove ha svolto le funzioni nei 5 anni precedenti e dovrà essere in aspettativa da almeno 6 mesi. Nessun divieto se si è dimesso o è in pensione da almeno due anni.

Obbligo aspettativa anche per sindaci. Stop alla possibilità per sindaci o assessori in enti locali di svolgere insieme funzioni giudiziarie e funzioni politico-amministrative in ambiti territoriali diversi. La carica elettiva o l’incarico di governo, a qualunque livello, obbliga all’aspettativa (con collocamento fuori ruolo).

A fine mandato 3 anni di limbo. Il magistrato a fine mandato o a fine incarico sarà collocato in un distretto di corte d’appello diverso da quello che comprende la circoscrizione dove è stato eletto. Per 3 anni non potrà ricoprire incarichi direttivi o semidirettivi e dovrà svolgere esclusivamente funzioni giudicanti collegiali.

Alternative di rientro per ex parlamentari. Se ha i requisiti, il magistrato ex parlamentare o europarlamentare o con incarichi di governo nazionale può anche chiedere di essere collocato in Cassazione oppure, in alternativa, di essere inquadrato nell’Avvocatura dello Stato (con divieto per 3 anni di incarichi direttivi o semidirettivi) o in un ruolo autonomo del ministero della Giustizia.

Ricollocamento del non eletto. Se non eletto, il magistrato rientra in un ufficio che non ricade nella circoscrizione di candidatura e per 2 anni non può esercitare funzioni inquirenti. Nessuna restrizione, invece, se già in servizio presso le giurisdizioni superiori.

Quarantena anche per gli ex capigabinetto. Al rientro nella sede di provenienza, il magistrato già capo di un ufficio di diretta collaborazione di ministri, governatori o sindaci o componente di Authority o commissioni di vigilanza non potrà per un anno ricoprire incarichi direttivi o semidirettivi.

Sanzioni a chi sgarra. Chi si candida o accetta incarichi di governo al di fuori delle regole incorre in un illecito disciplinare rischiando una sanzione non inferiore alla perdita di anzianità per quattro anni.

Trasparenza su incarichi fuori ruolo. Sul sito della presidenza del consiglio confluiranno (anche tramite link) i dati elaborati dai rispettivi organi di autogoverno o di rappresentanza sui magistrati (ordinari, amministrativi, contabili, militari) e sugli avvocati o procuratori dello Stato collocati fuori ruolo. Nella banca dati saranno consultabili incarichi attuali e incarichi precedenti e durata complessiva del fuori ruolo.

Minori stranieri non accompagnati. Dichirazione di voto di Oreste Pastorelli

Questo provvedimento offre finalmente delle risposte a quei minori stranieri non accompagnati che arrivano in Italia fuggendo da guerre, da fame, da miserie, da violenze o anche “solo” dalla mancanza di speranza nel futuro. Era urgente approvare questa legge presentata nell’ottobre 2013 perché mentre aspettavamo di calendarizzarla e poi facevamo passaggi tra Camera e Senato, sono spariti migliaia di questi minori. Sono quasi certamente finiti nelle mani di reti criminali e ad attenderli quasi sempre un futuro di sfruttamento, che li vedrà avviati all’accattonaggio, alla vendita di prodotti contraffatti, alla prostituzione e alla piccola delinquenza e, nei peggiori dei casi, a trovare nel terrorismo una ragione di vita e purtroppo di morte. Anche nel caso dei minori ‘che non spariscono’ non si tratta di numeri minimi, ma di un fenomeno drammatico che fino ad oggi non ha trovato risposte adeguate: solo nel 2016 sono stati più di 26 mila quelli arrivati da soli via mare in Italia.

Nella maggior parte dei casi si tratta di adolescenti, le cui famiglie di origine hanno pagato quanto in loro possesso sperando in una vita migliore per i propri figli. Con questo testo, sul quale esprimo il voto favorevole della componente socialista, si rafforza la rete di associazioni di volontariato che già operano nel territorio, si riconosce un diritto/dovere all’integrazione e si offre un quadro integrato di interventi, ma soprattutto si dà a quei ragazzi e quelle ragazze una speranza.

La dichiarazione di voto di Oreste Pastorelli

On.le Presidente, On.li Colleghi,

A distanza di pochi mesi torniamo a confrontarci con la ricostruzione dei centri urbani colpiti dai recenti eventi sismici. Sarà un percorso lungo e difficile, rispetto al quale il nostro dovere è quello di mettere a disposizione gli strumenti e le soluzioni migliori, nel minor tempo possibile. Del resto, la grave situazione in cui versano i territori del cratere non richiede soltanto l’afflusso di ingenti risorse economiche, ma esige che tutte le procedure, le scadenze, vadano incontro alle necessità delle popolazioni interessate.

Il rischio, infatti, è quello che le regole, da strumento di garanzia, si trasformino in un ostacolo o, peggio, in vere e proprie ingiustizie. Ciò non dovrà accadere per nessun motivo. Non si sta dicendo che, in questi frangenti, la legalità sia un valore minore, ma non si deve neanche commettere lo sbaglio di applicare a situazioni di emergenza procedure e regole pensati per situazioni ordinarie.

Solo se si adotta questa prospettiva e questa cautela, si potrà amministrare e tutale l’interesse generale, senza sacrificare le legittime aspettative dei cittadini che vivono nelle zone terremotate, i quali attendono dalle Istituzioni un sostegno immediato, puntuale e concreto. Lo diciamo da tempo: la Burocrazia, quando è lontana dai bisogni reali della collettività, è fine a sé stessa. E’ chiaro, quindi, che in questi casi occorre intervenire per eliminarla. Oggi bisogna farlo nei territori colpiti dal terremoto, domani, si spera, in tutto il Paese.

Ebbene, con questo decreto legge il Governo compie un piccolo passo nella giusta direzione, mettendo in campo un pacchetto di misure volto a semplificare le procedure per la ricostruzione, a ridurre o, in certi casi, a sospendere la pressione fiscale sulle popolazioni interessate, nonché ad adeguare le discipline adottate nei mesi dell’emergenza alle esigenze emerse nel corso della loro applicazione.

Questi mesi, infatti, sono stati caratterizzati da una frenetica attività di messa in sicurezza dei luoghi, di realizzazione di strutture abitative temporanee, e di ripristino dei servizi essenziali, rispetto alle quali il quadro normativo deve essere il più chiaro e adeguato possibile.

Solo così le regole possono rappresentare uno strumento utile nelle mani delle Amministrazioni operanti all’interno del cratere. Di fondamentale importanza sarà la previsione riguardante i finanziamenti agevolati per la ricostruzione privata che estende il contributo anche al restauro degli impianti all’interno delle strutture interessate.

Quest’ultimi sono essenziali per l’abitabilità dei manufatti. E’ quindi fondamentale sostenerne la realizzazione. Sarebbe però decisivo, in questo momento, dare un segnale forte anche alle imprese e agli artigiani che operano all’interno del cratere. Rispetto a questi soggetti, continuo a ritenere che la risposta migliore possa essere l’istituzione in quei territori di una Zona Economica Speciale, all’interno della quale il fisco venga sensibilmente ridotto e rimodulato. Avevamo presentato degli emendamenti in questo senso, che prevedevano l’esenzione totale dalle imposte per imprese e famiglie. Il Governo, però, li ha respinti tutti.

Certo, sono parecchie le misure delle quali condivido il merito e lo spirito: da quelle riguardanti quelle relative alle fasce deboli della popolazione, alla sospensione dei termini degli adempimenti e dei versamenti tributari, all’implementazione dell’edilizia residenziale pubblica, fino a quelle per il sostegno e lo sviluppo delle aziende agricole, agroalimentari e zootecniche. Questo Decreto, inoltre, nel suo complesso, persegue gli obiettivi di una pronta ricostruzione e di una altrettanto sollecita ripresa dell’economia e del lavoro in quei territori, vale a dire ciò di cui quelle popolazioni hanno bisogno ora, più di ogni altra cosa.

E’ chiaro, però, che la partita del centro Italia non si chiude con questo provvedimento e che si dovrà intervenire nuovamente, e con costanza. Sarà infatti doveroso dare seguito e sostegno all’azione del Governo su questo fronte, poiché in tal modo si dà speranza e fiducia a quei territori devastati. Nell’esprimere quindi il voto favorevole della componente socialista, mi preme però sottolineare come tale decreto debba essere solo la prima tappa di un lungo percorso che dovrà portare a misure più strutturali e risolutive di quelle messe in campo sino ad oggi.

Documento politico congressuale

CONGRESSO NAZIONALE STRAORDINARIO PSI – ROMA 18-19 MARZO 2017

I delegati al Congresso straordinario del PSI, riuniti a Roma:

-approvano la relazione del Segretario Riccardo Nencini;

-respingono con fermezza il tentativo di chi ha provato a far cancellare il Partito per via giudiziaria;

-considerano il rafforzamento e l’autonomia del PSI valori essenziali sia per un’azione di governo ancor più incisiva a difesa dei più deboli, sia al fine di una necessaria articolazione plurale del centrosinistra;

-ritengono fondamentale che le attuali leggi elettorali per il Senato e per la Camera vengano armonizzate e modificate per favorire l’aggregazione di coalizioni omogenee e per assicurare stabilità di governo;

-rinviano al Consiglio Nazionale ogni decisione relativa alle prossime consultazioni politiche, che verrà assunta non appena si avranno certezze sulla legge elettorale;

-ribadiscono la necessità di lavorare tutti insieme ad un partito nuovo, nel quale i giovani e le donne abbiano un ruolo sempre maggiore con l’obiettivo di costruire una nuova classe dirigente in base ai meriti ed alle competenze, con l’intento di cambiare adeguatamente la società, rendendola più attenta alla giustizia sociale, alle libertà individuali, all’uguaglianza delle opportunità ed alla tutela delle minoranze;

-insistono sull’importanza prioritaria delle seguenti questioni:

Dare adeguata attuazione ad alcuni dettami fondamentali della Costituzione ancora inapplicati, specie in tema di lavoro e di diritti, di sviluppo della cultura, dell’istruzione, della ricerca e di tutela della salute e dell’ambiente.

Stabilire su nuove basi la solidarietà tra le diverse aree del Paese, tenendo ben presenti i problemi dell’integrazione, affrontando con efficacia la questione meridionale e prendendo atto dell’esistenza di una questione settentrionale, legata alle difficoltà sorte di fronte alle sfide della modernità.

Definire nell’Unione Europea i canoni per una migliore integrazione degli immigrati, basata sul riconoscimento dei diritti in un quadro di precisi obblighi e dell’accettazione delle normative e dei costumi del paese che accoglie.

Affermare che l’Italia, nel terzo millennio, deve avere, come vocazione prevalente, quella di puntare, in via prioritaria, sullo sviluppo delle attività turistiche e culturali e sul risanamento e la valorizzazione dell’ambiente per determinare importanti prospettive di sviluppo economico e notevoli opportunità di nuova occupazione.

Intensificare la realizzazione di nuove forme di intervento nel settore della casa, come ad esempio l’housing sociale, per ridurre il disagio abitativo delle giovani coppie, degli studenti, degli anziani, dei precari e di individui e nuclei familiari svantaggiati.

Riformare la giustizia non solo per dare tempi ragionevoli alla durata dei contenziosi e per avviare a soluzione la delicatissima situazione delle carceri, ma anche per fronteggiare adeguatamente la delinquenza che, nonostante il lodevole impegno delle forze dell’ordine, minaccia seriamente la sicurezza dei cittadini e delle famiglie. E’ necessaria, tra l’altro, la rapida approvazione in Parlamento della proposta di legge socialista di estendere l’applicazione della sorveglianza speciale e delle più gravi misure di prevenzione previste per i mafiosi ed i camorristi anche a coloro che commettono furti nelle abitazioni, scippi, rapine ed estorsioni.

Salvaguardare in modo equo le pensioni, che costituiscono tutt’oggi un ammortizzatore sociale di rilievo per l’economia di tante famiglie, proseguendo l’azione politica iniziata con l’approvazione della proposta socialista di ampliare la platea dei pensionati beneficiari della quattordicesima.

-considerano, infine, assolutamente indispensabile un deciso cambiamento dell’Europa -caratterizzata attualmente dalla prevalenza dei meri aspetti economici e dal dominio dei poteri forti- modificandola in una Europa politica, nella quale venga rafforzata al meglio l’integrazione tra gli stati membri e trovino sempre maggiore spazio le istanze relative al potenziamento della giustizia sociale e alla difesa dei più deboli.

La Commissione Nazionale di Garanzia

CREMA   GIOVANNI

BATTISTI      ENRICA

CALABRO’    IRENE

FERRARO     GAETANO

GRASSI      FILIPPO

LAMONICA  MARCO

MASCIARRI  URSULA

NOVELLI      FEDERICO

OPENNHEIMER       LUCIANO

PEZZOTTI      RITA

TESTA            DANIELA

 

SUPPLENTI

CAPERNA     ALESSIO

GIOVANNINI           GRAZIELLA

PATRIGNANI            PAOLA

PELLEGRI      LUCA

SIGNORELLI ULISSE

STEFANETTI ROLANDO

VILLATA       ANSELMO

Il Consiglio Nazionale

ACCOTO MARIO
ACQUAVIVA GENNARO
ALATI LEO
ALBERTINI GIUSEPPE
ALIPRANDI PAOLA
ALLEORI ENZO
ALOISI ALBERTO
ALTINI CLAUDIO
AMATO PIERO
ANDREINI MARCO
ANDREOLI CARLA
ANELLO GASPARE
ANTONI CLAUDIO
ANTONIOLI MARCO
ANZILOTTI MARISA
ASTARITA GIULIANA
AUGERI MICHELE
AVVISANO SANDRO
BACCHETTA LUCIANO
BALLERINI FRANCESCO
BALLINI MICHELE
BARBABELLA FRANCO
BARBERA VITA
BARBIERA ANNA
BARISANO GABRIELE
BELLISSIMA ROMANO
BELLIZZI MARCO
BELLIZZI ROSARIO
BENEDETTI LUCA
BERTI ADELE
BERTINAZZO ALESSANDRO
BERTINI ROBERTO
BESCHI SERGIO
BIAGIONI MASSIMO
BIANCO MARINO
BONACORSI ANTEO
BONSIGNORI FAUSTO
BORGIA FRANCO
BORGOGLIO FELICE
BRAGAGNI FRANCESCO
BRANCACCIO FRANCESCO
BRERO GIORGIO
BROI MAURO
BRUNO GIANLUCA
BRUSCHI DONATELLA
BUCONI MASSIMO
BUEMI ENRICO
BURINI FABRIZIO
CACIOLO ALBERTO
CAIULO MARIO
CALOGIURI NOEMI
CANONICO MARCO
CAPIZZI VINCENZO
CAPORELLI PAOLO
CAPRARO CRISTINA
CAPRIOLI PASQUALE
CAPUANO CARMINE
CARINI CESARE
CARRA’ RICCARDO
CARTA MONICA
CARUGNO MASSIMO
CARUSO FRANZ
CASOTTI GIANCARLO
CASTIGLIONE GIUSEPPE
CASTRIA FRANCESCO
CATRARO LORENZO
CELENTANO ROCCO
CEREMIGNA ENZO
CHIANELLA GIUSEPPE
CHIODARELLI MICHELE
CHIRICO MARIA LUISA
CIANFANELLI ELISABETTA
CICALESE VITTORIO
CINQUEPALMI LORENZO
CINTI LUCIANI RITA
CIOTOLI FRANCESCA
CIPRIANI GRAZIANO
COLOMBO SILVIA
CONTI DARIO
CONTI GIUSEPPE
COSTAMAGNA IVO
COVATTA LUIGI
CREA ANTONINO
CREA ANTONIO
CRISTONI PAOLO
CRO ANTONINO
CROSTELLA SAVERIO
CUOCOLO MARIA ROSARIA
D’AMBRA FRANCESCA ROSA
D’AMBROSIO GIORGIO
D’APRUZZO SARA
D’IPPOLITO VITTORIO
D’ERAMO REGINA
DE DONATIS ROBERTO
DE LUCA DARIA
DE LUCIA FRANCESCO
DE MASI ROBERTO
DE MATTIA PASQUALE
DE PACE PAOLO
DE VITA MARIA LORETTA
DE VIVO GIOVANNI
DEL BUE MAURO
DEL CIMMUTO LORETO
DEL CIONDOLO GIORGIO
DEL DUCA SILVANO
DELICIO VALERIANO
DI DATO LUIGI
DI DONNA RAFFAELE
DI FELICE ANNA MARIA
DI GIACINTO GIOVANNI
DI LEO LEONARDO
DI QUATTRO CARMELO
DI VAGNO LEONARDO
ESTERO PIERLUIGI
FABRIZI PIERO
FALVO GIUSEPPE
FANTO’ LUCA
FAZZALARI GIADA
FERRANTE MAURIZIO
FERRARIO FABIO
FICHERA DANIELE
FILOSA ALDO
FIORAVANTI IVANO
FIORE MARIA CRISTIAN
FORCELLA GIACOMO
FRANCHI FRANCO
FREZZA ANTONIO
FRIZZERA ANDREA
FUNARI SEBASTIANO
GALETTI RICCARDO
GAMBARDELLA ELISA
GAROFALO ANGELO
GIALLETTI EVASIO
GIANELLO GIACOMO
GIANSANTI NICOLA
GIORDANI LUIGI
GIORGI FRANCESCO
GIRIBUOLA GIOVANNI
GITTO AMEDEO
GITTO ANTONIO
GIULIANI GIULIA
GRADILONE SONIA
GRANDE ELENA
GUAZZO VINCENZO
IACOMELLI ELISABETTA
IACOVISSI VINCENZO
IANNELLI STEFANO
IBBA RAIMONDO
INCARNATO LUIGI
INTINI UGO
IORIO LUIGI
ISMAIL MARYANE
LA PIA LUCA
LA ROSA BARBARA
LAMACCHIA MICHELE
LAURIA GIOVANNI
LEBRINO GIANMARIA
LECCA GIANFRANCO
LEONE FRANCESCO
LEOTTA FRANCESCA ELEONORA
LILLI PAOLO
LOCATELLI PIA
LOFFREDO DARIO
LOMBARDI MARINA
LONGINOTTI GIOVANNI
LONGO FAUSTO
LONGO ROSARIO
LONIGRO PIERO
LOPEZ PIERO
LOTTO PIETRO
LUZZI EUGENIO
MAGGI CALOGERO
MAGNANI FABRIZIO
MAGNANI SILVIA
MALAFARINA ANTONIO
MALLARDO FRANCESCO
MANCINI AGOSTINA
MANTELLA FRANCESCO
MANTOVANI SILVANA
MARAIO VINCENZO
MARANGONI LUIGI
MARCIANO ANTONELLA
MARCONE PAOLO
MARINELLI CINZIA
MARINO KATY
MARZO NICOLA
MASSIMINO ANGIOLETTA
MASTROLEO GIANVITO
MASTROLIA ADDOLORATA
MATERA ROBERTO
MATTIA SALVATORE
MAZZUCCA DANIELA
MELIS ANTONIO
MERCURI MARCO
MERELLA ARCANGELO
MERINGOLO FRANCESCO
MEZZINA SILVESTRO
MICHELOZZI ALESSANDRO
MILANA GIOVANNI
MINISCALCO MARCELLO
MONACI GIUSEPPE
MONDANY MORELLI VERONICA
MORTANDELLO RICCARDO
MOSCATELLI PASQUALE
MOSCETTI STEFANIA
MOZZONI LUDOVICA
MUNELLI ALESSANDRO
NARDI ELISABETTA
NASSINI VALERIA
NATELLA MASSIMILIANO
NATTA FABIO
NAZZI STEFANO
NENNI PIERPAOLO
NESI UMBERTO
NICCOLINI LEO
NICOLAI CARLO MICHELE
NUTI TINA
ODDO NINO
OLIVA RICCARDO
OPPEDISANO CORRADO
ORANGES ALBERTO
ORLANDI GILBERTO
ORLANDO GIOVANNI FRANCO
ORSINI GIOVANNI
OTTOBRINO PAOLO
PADOVANI GIANNI
PALILLO GIOVANNI
PAOLINO GIOVANNI
PAPASSO GIOVANNI
PAREA FEDERICO
PARRELLA ILARIA
PASQUOTTI OTTAVIO
PASSA VINCENZO
PASTORE FRANCO
PASTORELLI ORESTE
PASTURA ROSSANO
PECHEUX EMANUELE
PECORA ROSETTA
PEDRELLI ENRICO MARIA
PELLEGRINO DONATO
PERA ROSSELLA
PERRA RAIMONDO
PERUGINI FEDERICO
PESINO ROBERTO
PIAZZA RAFFAELE
PICARELLI ANGIOLINO
PIERINI GIOVANNI
PIETRACCI ALESSANDRO
PIETRANTUONO FRANCESCO
PIGNATA CARMINE
PIRONI ALESSANDRA
PISANI MARIA CRISTINA
POLEGGI FILIPPO
POLIZZI MARCO
PROIETTI EMANUELE
PROIETTI FULVIO
PUTORTI SARA
RAMOINO PIERPAOLO
RANALDI* GIANRICO
RANIERI ENZO
RATTI ELISA
RENZETTI ARIANNA
REPETI ALDO
RICCI MONICA
RICCIARDI MARILENA
RICCIO MARCO
RICCOMI ROBERTO
RIZZO ANGELO
ROCCHI LIDIO
ROMA SCIPIONE
ROMANO GIUSEPPE
ROMANZI LUCIANO
ROMETTI SILVANO
RUFO DIEGO
RUGGIERO ANGELO
RUSSO CALOGERO
RUSSO SIMONA
RUVOLO ANTONIO
SAIEVA ROBERTO
SALERNO GABRIELE
SANGALLI ILDE
SANTARELLI GIULIO
SANTARELLI MICHELE
SARUBBI ROSARIO
SASSOLI ELISA
SCARDAONE LUIGI
SCHIETROMA GIAN FRANCO
SCIMMI LEONARDO
SECCARECCI DINO
SEGAZZI SILVANO
SEGRETI ANTONIO
SERENA CARMINE
SERPILLO MARIO
SICILIANO AGOSTINO
SIMEONE ANTONIO
SORRENTE CARLO
SORRENTINO PASQUALE
SPEDALE FRANCO
STABELLINI DAVIDE
STRADA MARCO
SURACE ANTONINO
TAETTI GIUSEPPE
TAGLIERI LUISA
TANTONE RAFFAELE
TANZARELLA DOMENICO
TARANTINO MICHELE
TESTA MAURO
TOFFALINI UMBERTO
TRETTA EMANUELE
TUFI MARIO
TURANO SABRINA
UBERTINI CARLO
VALVANO LIVIO
VANNI MARIA
VENTURINO ANTONIO
VIGLIAR MARIA LAURA
VINCENTI CAROLA
VITALI SANDRO
VIZZINI CARLO
VOLPARI GIANCARLO
ZANETTI SERGIO
ZARRELLA ANTONIO
ZARU FRANCESCA
ZIELLO ESPEDITO
ZUBBANI ANGELO
ZUPPIROLI ORIANA

*Nominativo inserito in data 21/03/2017 a causa di un refuso, di cui ci scusiamo, nella trascrizione dell’elenco votato dal Congresso Nazionale straordinario in data 19/03/2017