Torna la maledizione in Oklahoma: un tornado uccide 91 persone

Tornado-Oklaoma cityViolenta e mortale, e più potente della tempesta di maggio 1999 che devastò Moore, cittadina di 41 mila abitanti, a 15 miglia a sud di Oklahoma City, una lingua di terra che in buona parte coincide, incredibilmente, con quella dell’uragano di ieri pomeriggio. In quell’occasione le vittime furono 40, questa volta più del doppio: ad ora sono infatti già 91 le persone morte, di cui 20 bambini, provocate dal “twister”, mentre sono circa 145 le persone ferite e ricoverate negli ospedali della zona. Il presidente statunitense Barack Obama ha dichiarato lo stato di emergenza. Continua a leggere

Nel giorno della “Nakba” palestinese cresce un fronte di pace e di Resistenza dal Libano all’Iran

Nakba-PalestinaUn incontro per parlare della Resistenza “contro le forze imperialiste”. E soprattutto un momento per ricordare la “Nakba” palestinese e la “liberazione” del Sud del Libano dalle forze israeliane. Siamo a Roma, nella sede dell’associazione islamica Imam Mahdi. Mercoledì sera è stato organizzato un incontro con Ghaleb Kandil, giornalista e analista libanese, che ha tratteggiato una panoramica della situazione in Vicino Oriente e della questione siriana, vista ovviamente con gli occhi di chi sta dalla parte della “Resistenza”, di quell’asse che va dalle forze libanesi di Hezbollah all’Iran, passando per la Siria e l’Iraq. Continua a leggere

E’ morto il generale Videla. Durante la dittatura fu il responsabile dei 30mila “desaparecidos” argentini

Argentina-diitatore-Jorge Videla

Per ironia della sorte è morto a maggio, il mese che dà il nome a quella Plaza de Mayo dove, inamovibili, sfilavano le madri dei ragazzi che aveva fatto prima sequestrare illegalmente, poi torturare e infine uccidere. Una generazione cancellata. Si è spento ieri il dittatore argentino Jorge Rafael Videla nel carcere “Marcos Paz” di Buenos Aires, dove era recluso per crimini contro l’umanità. Con lui se ne va un pezzo della storia del secolo scorso, una pagina oscura. Si chiamava “Piano Condor” quello che l’Amministrazione USA mise in essere nel continente latinoamericano: l’obiettivo era quello di tenere a bada il “giardino di casa” ed evitare che questo potesse prendere derive progressiste poco gradite nella Washington della Guerra Fredda. Di quel “Plan Condor” fu figlio, come Pinochet, anche il generale dell’esercito argentino Videla, leader della giunta militare e responsabile del golpe che depose Isabelita Peron, dando vita ad una dittatura tra il 1976 e il 1981 eufemisticamente chiamata “el proceso”. Non si ravvide mai, rivendicando tutta la vita il suo operato. Ora non parlerà più, ma non per questo lascia dubbi in merito ad un possibile pentimento. Continua a leggere

Gli Usa dispiegano un contingente a Sigonella: prove generali di controllo del Mediterraneo Sud

Sigonella-Marines

Ci avevano raccontato che, dopo l’intervento militare che ha favorito la caduta del colonnello Gheddafi, la Libia era un paese libero, non più una minaccia per il “mondo occidentale”. Ma, si sa, le parole costano quanto dare fiato all’aria. I fatti, invece, hanno tutt’altro spessore. Con una decisione che ha il sapore del passato, il Pentagono ha deciso di spostare un contingente di 500 marines da una base spagnola a quella, famigerata, di Sigonella, già protagonista della crisi libica negli anni ’80. Il compito dei militari sarà quello di intervenire rapidamente a difesa del personale diplomatico in Libia nel caso in cui dovessero verificarsi nuovi attentati contro cittadini americani e ambasciate nel paese nordafricano. Continua a leggere

Processo Ruby, il pm ha chiesto sei anni di reclusione a Berlusconi. L’ira del Pdl

Berlusconi-BocassiniÈ durata sei ore la requisitoria del procuratore aggiunto Ilda Boccassini, la cui richiesta di condanna nei confronti di Silvio Berlusconi è stata di sei anni di reclusione: cinque per il reato di concussione e uno per quello relativo allo sfruttamento della prostituzione. «Per le pene accessorie, come prevede il codice, la Procura chiede l’interdizione perpetua dai pubblici uffici» ha aggiunto il magistrato milanese, secondo cui il Cavaliere non merita «le attenuanti generiche» a causa della «gravità dei reati commessi» come per esempio quello relativo «alla concussione, un reato gravissimo». Secondo il pm le ragazze che partecipavano alle feste ad Arcore «facevano parte di un sistema prostitutivo per il soddisfacimento dell’ex premier». L’entità della richiesta di condanna dell’accusa ha fatto insorgere il Pdl. Continua a leggere

Berlusconi, gaffe su gaffe sulla memoria di Tortora

Berlusconi-congiuntivite-processoHa perso un’altra occasione per stare zitto il Cavaliere. Del resto non c’è da meravigliarsi, visto che la sua strategia mediatica si è sempre basata sull’essere al centro dell’attenzione, nel bene e nel male. Attaccare quando si è in torto, spiazzare, apparire vittima e poi agire da condottiero. Sono tecniche che,  purtroppo sembrano aver pagato fino ad oggi, altrimenti non si parlerebbe di “anomalia italiana”. E nel tritacarne dello showman finisce anche la memoria di persone come Enzo Tortora e la sua famiglia. «Le figlie di Tortora, la compagna di Tortora, Marco Pannella, hanno perso una buona occasione per stare zitti e non fare brutta figura». È la dichiarazione shock che, in una nota, Berlusconi ha diffuso in riferimento alle parole da lui pronunciate durante il comizio di Brescia organizzato contro la magistratura. Continua a leggere

L’acido come arma, un altro caso a Vicenza: una donna aggredita da due uomini incappucciati

donna ustionata-acidoCorrosivo o caustico è il termine che viene utilizzato per definire una sostanza che distrugge o danneggia, in maniera irreversibile, un’altra sostanza con la quale viene a contatto. In questo caso l’altra sostanza sono corpi e volti femminili, bersagli di sentimenti ossessivi e distruttivi, quasi sempre covati nelle menti di ex fidanzati o mariti. Solo due giorni fa aveva sporto denuncia per minacce. E ieri è stata aggredita da due uomini incappucciati che le hanno gettato una sostanza corrosiva provocandole ferite, non gravi, a un braccio e a un gluteo. Continua a leggere

Ius soli, i Socialisti: Maggior impegno da parte del governo. L’Fgs ringrazia il ministro Kyenge

Ius soli-Iorio-PsiLe chiamano “Seconde Generazioni”. Sono ragazzi e ragazze che crescono nel paese in cui i loro genitori hanno deciso di migrare, di instaurare un nuovo progetto di vita. Persone che vivono tra due mondi e che, proprio per questo, finiscono spesso per essere più ricchi dei loro coetanei, dalla lingua alla capacità di vedere il mondo da diverse prospettive. Una vera e propria risorsa che ha reso grandi paesi come gli Stati Uniti, ma che l’Italia troppo spesso ancora ferma su una mentalità familistico-feudali stenta a comprendere, a riconoscere e a valorizzare. A partire dal diritto alla cittadinanza, storico cavallo di battaglia dei socialisti italiani: «l’introduzione dello Ius Soli nella nostra legislazione è una scelta di civiltà. Il riconoscimento della cittadinanza italiana ai figli di genitori stranieri che vivono e lavorano in Italia, renderebbe il nostro Paese più inclusivo e attento a temi come appartenenza ed integrazione sociale». Così Riccardo Nencini, segretario nazionale del Psi, e Claudia Bastianelli, segretaria della Federazione dei giovani socialisti hanno voluto ricordare l’importanza di un’iniziativa su un diritto civile centrale in una società globalizzata come la nostra in merito alla quale, il Psi ha presentato già dalla scorsa Legislatura, due progetti di legge.    Continua a leggere

L’alto costo dell’ambiguità “siriana” di Obama

Obama-armi chimiche SiriaA denunciarlo è stato il presidente degli Stati Uniti Barak Obama in persona, approfittando della conferenza stampa per i cento giorni del suo secondo mandato. «Abbiamo le prove sull’uso di armi chimiche in Siria, ma non sappiamo ancora chi lo ha fatto». Accuse pesanti, anche se Obama sceglie di non sbilanciarsi evitando di puntare apertamente il dito contro il regime del presidente Assad, da sempre accusato di possedere armi chimiche. Continua a leggere

Tragedia in Russia, brucia il “nido del cuculo”: dietro le sbarre 38 morti tra pazienti legati ai letti e narcotizzati

Russia-incendio-manicomio38 morti e 3 sopravvissuti. Questo il bilancio di un disastroso incendio divampato in un ospedale psichiatrico nella periferia di Mosca, la notte tra mercoledì e giovedì. La struttura, parzialmente in legno, si trova a Ramensky, cittadina della regione di Mosca, sita a circa 40 km a sud-est della capitale russa. L’ospedale ospitava anche alcolizzati e tossicodipendenti e, tra le 38 vittime, vi sono anche due medici. L’ipotesi più accredita sembra essere quella di un corto circuito, innescatosi sul tetto dell’edificio, per poi propagarsi nei locali sottostanti. Nel frattempo si è riaccesa la polemica sulla sicurezza e sui controlli dei sistemi di sicurezza, nonchè sull’efficacia dei soccorsi in cittadine lontane dalle grandi città. Continua a leggere