L’esordio di un’autrice rock e la storia delle sue “Quattro donne”

quattro donne bis

“Quattro donne” è il romanzo d’esordio di Carla Garofalo, celebre avvocato palermitano che ha affidato questa prima composizione alla casa editrice Qanat, per la collana “Quadrifogli” che co-edita l’associazione Flavio Beninati di cui è Presidente.

La vicenda si apre con Giulia che prova a ricomporsi, fisicamente e psicologicamente, immediatamente dopo un incidente stradale. Il narratore supporta molto il personaggio nel suo primo monologo, aiutando la prima delle quattro donne protagoniste a condensare coscienza e ricordi in un qualcosa di coerente.

Nell’ospedale milanese in cui sarà condotta si svolgerà la parte maggiore della storia.
Dal lazzaretto dei Promessi Sposi al letto di malattia di Pinocchio (coi medici Corvo, Civetta e Grillo Parlante), e anche nel cinema dalle Invasioni Barbariche a The Fountain, e via cantando, dove si cura il corpo si cura anche l’anima dai peccati, dalle bugie, dai rancori. Qui le Provvide Sventure ci costringono a fermarci e affrontare gli irrisolti.

Giulia ci appare come una Alice loquace che, nel suo letto, non fa che risvegliarsi da un’incoscienza all’altra: dal coma alle bugie incrostate sulla sua vicenda familiare, un dramma il cui graduale e saporito dipanarsi domina una buona metà dell’azione.

L’altra metà gira intorno alla sua compagna di degenza, Alba. Convitata di Pietra, anzi di gesso, garze e sedativi, che per buona parte del libro se ne starà mugghiante sul proprio letto. Sfinge che attirerà la curiosità di Giulia e della sorella Milena, uscirà dalla crisalide di bendature e misteri in un mozartiano andante in re minore (quello del Commendatore) che avvierà alle conclusioni.

L’avvocato Milena e la collega e amica inglese Charlotte sono i gran caratteri del romanzo.
Ci vengono introdotte e poi narrate come abituate a essere il motore della vita loro e degli altri, ma Quattro donne racconta una parentesi in cui si trovano invece condotte dalle vicissitudini altrui, che aiutano nello sbrogliarsi, partecipandovi con grande respiro di sentimenti.

Gli altri personaggi, soprattutto un medico damerino e una colorita infermiera, non sono parte degli intrecci anche se offrono delle occasioni importanti nel meccanismo narrativo. Intervengono come gli eventi atmosferici dei miti, equivoci ma fatali; sono gli spiriti dell’ospedale, fatti della stessa sostanza di cui sono fatte le attese nosocomiali, le veglie dei congiunti al fianco dei pazienti.

Personaggio impersonale, ma comunque molto invadente, è il Destino, che non si preoccupa affatto del verosimile: sono gli imponenti sentimenti delle quattro donne a ingombrare di credibilità, di vita, la storia. C’è da rilevare un altro agente improprio nella caldaia narrativa, anche se non viene mai descritto apertamente si fa strada nell’opera mostrando la volontà di farsi personaggio: l’intelligenza.

Certo, intelligente è l’acuta e magica Milena, intelligente è la metodica Charlotte, intelligente è la sensibile Giulia e intelligente è la penetrante Alba. L’intelligenza però non si accontenta di essere una dote, è in cerca di un personaggio e allora prova a incarnarsi ma si incarta, ìn un libro, anzi nel nome del suo autore, con cui quasi tutti i personaggi dimostrano di avere gran confidenza: Pirandello.

Luigi Pirandello viene evocato nella storia e invocato nella dedica e in citazioni-preghiere, tutte pie devozioni. Ma Pirandello per le protagoniste e per l’autrice non è solo Pirandello, Pirandello è l’intelligenza.

Di Pirandello anche un altro immenso tema, quello dell’identità, anche di genere. Essere veramente noi stessi? Come si fa però a essere pienamente noi stessi rinunciando a quelle parti, superfetazioni ma comunque nostre, che danno agli altri e a noi stessi l’impressione di non esserlo? L’ipocrisia e la confusione, la menzogna e lo sradicamento sono componenti identitarie e allora l’accento si sposta sulla liberazione, se non addirittura sulla salvezza. Che spesso dovremmo darci l’un l’altro.

Dar conto e darsi conto dunque, e significato, chiamare le cose e le persone col loro vero nome e se stessi con il proprio vero nome, anche autobattezzandosi, fare chiarezza. Così come chiaro è il linguaggio che permea i monologhi e anima i dialoghi, non soltanto nella loro funzione narrativa ma anche nella composizione letteraria. Ogni monologo è un safari nell’intelligenza dei personaggi, dal primo cartesianeggiante ai successivi meno metodologici, ma sempre con una invidiabile chiarezza.

L’autrice scrive come parla, non si perde mai di casa, è semplice e senza pretese di cambiare il mondo.

La scrittura della Garofalo è elettrica e ha una ricca sezione ritmica, non si spaventa di alterarsi quasi fino alla dissonanza senza perdere mai l’intonazione e la semplicità. Possiamo definirla un’autrice rock.

Conduce il lettore senza forzargli il passo, ogni tanto una ben misurata sosta che subito riparte senza lasciare nulla di inevaso, sempre prima che possa scattare la noia e dando sempre nuovi motivi per continuare a leggere.

Non c’è traccia di autocompiacemnto, una pulizia che raramente si incontra nelle opere prime. C’è infatti da ribadire che la dimestichezza con le parole della Garofalo viene dalla sua professione di avvocato, una professione in cui ha raggiunto grandi vette, svolgendola sempre con grinta ma soprattutto con intelligenza, dimostrando come questo lavoro può essere svolto con una grande attitudine intellettuale, proprio per le numerose occasioni di confronto con le miserie umane quotidiane e straordinarie. Vale la pena infatti concludere accennando a un saggio che ci dà della sua disposizione di avvocato come interprete dell’Umano: nel corso degli eventi narrati nel libro, fa più volte capolino, per poi assumere la forma di una vera e propria digressione, la ricalcatura di un notorio fatto di cronaca nera, poi evento giudiziario e fenomeno mediatico e caso giurisprudenziale e criminologico che tutti i lettori riconosceranno agilmente.

Roberto Sajeva

Paola Turci in concerto per la raccolta fondi alla Casa delle Donne

chiamata alle artiMercoledì 20 giugno, alle ore 18.30 ci sarà la prima giornata della programmazione estiva a sostegno della Casa Internazionale delle Donne.

Dalle 18.30 l’incontro con le Produttrici su Come le donne produttrici possono fare la differenza nell’industria dell’audiovisvo, a seguire il concerto di Paola Turci.

Dopo la grande ondata di partecipazione di associazioni femministe, attiviste, e di quante e quanti si sono uniti a supporto della causa dallo slogan #lacasasiamotutte; la Casa decide di continuare a diffondere il suo messaggio attraverso una chiamata alle arti.

Il grande sostegno che la Casa ha riscosso nel mondo dello spettacolo e della cultura ci ha convinto a mettere in atto un ricco calendario di eventi di grande interesse e aperto a tutta la città, per ribadire quanto questo luogo sia stato, è ancora oggi, e continuerà ad essere un centro propulsore della cultura e delle azioni delle donne.

(La Casa Internazionale delle Donne)

Il suggestivo cortile del Buon Pastore – in zona Trastevere, a Roma – si prepara ad accogliere, per tutto il periodo estivo, incontri, spettacoli, proiezioni e concerti.

Se la Casa chiama, l’Arte risponde; adesso più che mai, per permettere alla Casa Internazionale delle Donne e, alle oltre trenta associazioni che operano al suo interno, di continuare a garantire il principio fondamentale di libertà e autodeterminazione.

L’iniziativa di chiamata alle arti ha trovato il suo consenso tra artiste e artisti come Paola Turci, Tosca, Zerocalcare, questi sono solo alcuni dei nomi coinvolti all’interno della manifestazione.

Sarà questa una nuova occasione per farsi ascoltare, per portare nuova linfa allo storico complesso edilizio del Buon Pastore, un tempo luogo di tortura e dolore delle donne, poi assegnato negli anni 80 alle associazioni femministe proprio per riscattarne il senso, trasformandolo in luogo delle libertà delle donne.

La manifestazione ha come obiettivo quello di sostenere e finanziare la resistenza della Casa Internazionale delle Donne insieme a quello di approfondire temi sociali da sempre cari a questo importante luogo di cultura.

TRAME.8 Festival dei libri contro le mafie, 20-24 giugno 2018

Trame, Festival dei libri contro le mafie, torna con la sua ottava edizione. Tema di quest’anno è “Il coraggio di ogni giorno”.

Schermata-2018-06-12-alle-06.39.06Il coraggio di ogni giorno è quello degli invisibili. Il coraggio di ogni giorno è una canzone di Enzo Avitabile e Peppe Servillo, dedicata a Scampia. Il coraggio di ogni giorno è un libro di Herman Hesse, premio Nobel per la letteratura, dove sono raccolti saggi, lettere e racconti del grande scrittore tedesco e che si apre con una frase emblematica: “Non c’è altra via che conduca al compimento e alla realizzazione di sé, se non la rappresentazione quanto più compiuta del proprio essere. ‘Sii te stesso’ è la legge ideale, per un giovane almeno; non c’è altra via che conduca alla verità e allo sviluppo”. Parole che oggi più che mai, in tempi di smarrimento, anche e soprattutto di una certa antimafia molto proclamata e poco vissuta coerentemente, servono da bussola per muoversi dentro un mondo difficile e complesso. Trame 8 in questi anni ha dimostrato di saper fare, pensare e riflettere sulla coerenza collettiva e singola. E continua a farlo anche e soprattutto nel momento in cui la città dove Trame nasce e vive è nel pieno del suo terzo scioglimento amministrativo per mafia, proprio quando cadono i cinquanta anni dalla sua costituzione come Comune frutto dell’unificazione di tre centri. Il coraggio di ogni giorno è quello delle ragazze e dei ragazzi che sono passati da Trame, quei volontari che rappresentano il più grande patrimonio che questa esperienza ha accumulato e distribuito per le città di Calabria e del resto d’Italia. Il coraggio di ogni giorno è quello dei giusti che esercitano la loro onestà senza slogan né eroismi. A queste donne e uomini che a volte ignoriamo e che tra loro stessi si ignorano, Trame 8 vuole dare voce e visibilità. Per far sapere a tutti che non sono soli. Che non siamo soli. Che il coraggio di ogni giorno esiste, anche se non si vede.

PROGRAMMA
MERCOLEDÍ 20 GIUGNO
Ore 12.00 – Chiostro San Domenico
La voce di Impastato
Inaugurazione mostra fotografica di Elia Falaschi, La voce di Impastato. Volti e parole contro la mafia
Ivan Vadori (regista), Elia Falaschi (fotografo), Gaetano Savatteri (Direttore Artistico Trame.8) Armando Caputo (Presidente Fondazione Trame)
Ivan Vadori, La voce di Impastato, Nuova Dimensione

Ore 17.00 – Chiostro San Domenico
Inaugurazione Festival
Gaetano Savatteri, Direttore Artistico Trame.8
Armando Caputo, Presidente Fondazione Trame
Maria Francesca Corigliano, Assessore all’Istruzione ed alle attività culturali Regione Calabria
Francesco Alecci, Commissario straordinario Comune Lamezia Terme
Anna Lapini, Incaricata per la legalità e la sicurezza Confcommercio

Ore 17.30 – Piazza Mercato Vecchio
TrameFrame
Installazione site specific TrameFrame di Luigi Giudice feat. GLoois a cura di Collettivo Istmo
Anteprima nazionale

Ore 18.00 – Palazzo Nicotera
Così ‘ndrangheta e Cosa Nostra si occuparono di Aldo Moro
Simona Zecchi ne parla con Francesco Viviano (la Repubblica)
Simona Zecchi, La criminalità servente nel Caso Moro, La Nave di Teseo

Ore 19.00 – Chiostro San Domenico
Giancarlo, il mio supereroe
Lorenzo Marone ne parla con Alessia Truzzolillo (Corriere della Calabria)
Lorenzo Marone, Un ragazzo normale, Feltrinelli

Ore 20.00 – Piazzetta San Domenico
Dove finiscono i soldi della coca
Nicola Gratteri ne parla con Gaetano Savatteri
Nicola Gratteri e Antonio Nicaso, Fiumi d’oro. Come la ‘ndrangheta investe i soldi della cocaina nell’economia
legale, Mondadori
Appuntamento con traduzione simultanea nella lingua dei segni

Ore 21.00 – Chiostro San Domenico
Perduti al di là del mare
Francesco Viviano, Marco Bertotto (Medici Senza Frontiere), coordina Giulia Veltri
Francesco Viviano e Alessandra Ziniti, Non lasciamoli soli. Voci dall’inferno della Libia. Quello che l’Italia e
l’Europa non vogliono ammettere, Chiarelettere

Ore 22.00 – Palazzo Nicotera
Il titolare.
La black comedy di Confcommercio sui temi della legalità e della sicurezza
Anna Lapini (Confcommercio), Carlo Loforti, Sergio Vespertino, Luca Di Giovanni coordina Gaetano
Savatteri
In collaborazione con Confcommercio
Anteprima nazionale

Ore 22.30 – Chiostro San Domenico
La cultura contro le mafie
Vittorio Alberti ne parla con Pablo Petrasso (Corriere della Calabria)
Vittorio Alberti, Pane sporco. Combattere la corruzione e la mafia con la cultura, Rizzoli

GIOVEDÍ 21 GIUGNO
Ore 18.00 – Chiostro San Domenico
Focus: Editoria e giornalismo nel mezzogiorno
Lino Morgante (Gazzetta del Sud), Marco Romano (Giornale di Sicilia) coordina Gaetano Savatteri

Ore 19.00 – Palazzo Nicotera
La mafia raccontata dai bambini
Fabio Truzzolillo, Daniela Valente (Coccole Books), Maria Teresa Morano (Responsabile Trame a
Scuola) coordina Elisabetta Reale (Gazzetta del Sud)
Fabio Truzzolillo, L’altra metà di Yusuf, Coccole Books
Anteprima nazionale

Ore 19.30 – Piazzetta San Domenico
Prima di andare in scena
Incontro con Moni Ovadia (attore) e Mario Incudine (musicista e attore) coordina Gaetano Savatteri

Ore 20.00 – Chiostro San Domenico
Gli affari sporchi dei boss calabresi
Arcangelo Badolati, Giovanni Bombardieri (Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Reggio
Calabria), John Dickie (storico), Alessia Candito (Corriere della Calabria)
Arcangelo Badolati, Santisti. La ‘ndrangheta tra massoneria, chiesa, affari internazionali e stragi, Pellegrini Editore
Appuntamento con traduzione simultanea nella lingua dei segni

Ore 21.00 – Palazzo Nicotera
La verità del Freddo, boss della Magliana
Raffaella Fanelli ne parla con Antonio Chieffallo (Il Quotidiano del Sud)
Raffaella Fanelli, La verità del Freddo. La storia. I delitti. I retroscena. L’ultima testimonianza del capo della banda della Magliana, Chiarelettere

Ore 22.00 – Piazzetta San Domenico
Miracolo in Calabria
Gioacchino Criaco ne parla con Gabriella D’Atri (TgR Calabria)
Gioacchino Criaco, La Maligredi, Feltrinelli

Ore 23.00 – Chiostro San Domenico
In scena. La terra è di cu la travagghia. Pensieri e parole dei sindacalisti uccisi dalla mafia
Di Moni Ovadia e Mario Incudine
Con Moni Ovadia e Mario Incudine.
Un progetto dal laboratorio Trame di Teatro
Anteprima nazionale

VENERDÍ 22 GIUGNO
Ore 17.30 – Palazzo Nicotera – Sala conferenze
Ecomafie ed ecocriminali.
La legge sugli ecoreati e il risanamento del territorio e dell’economia
Stefano Ciafani (Legambiente), Generale Sergio Pascali (Nucleo Operativo Ecologico) coordina Fabrizio Feo (Rai Tg3)
In collaborazione con Legambiente

Ore 18.00 – Chiostro San Domenico
Lo chiamavano Faccia d’Angelo
“I Quaderni di Trame” in collaborazione con Melampo Editore
Arianna Zottarel, Nando Dalla Chiesa (sociologo), coordina Gaetano Savatteri
Arianna Zottarel, La mafia del Brenta, Melampo
Anteprima nazionale

Ore 18.30 – Palazzo Nicotera
Le città dei diavoli
Daniela De Leo, Carlo Tansi (Capo della Protezione Civile Calabria) coordina Manuela Iatì (Skytg24)
Daniela De Leo, Mafie & urbanistica. Azioni e responsabilità dei pianificatori nei territori contesi alle organizzazioni criminali, Franco Angeli

Ore 19.30 – Chiostro San Domenico
Lettera d’amore agli studenti
Nando Dalla Chiesa ne parla con John Dickie (storico)
Nando Dalla Chiesa, Per fortuna faccio il Prof., Bompiani

Ore 19.30 – Palazzo Nicotera
Chi decide per noi
Stefania Limiti, Enzo Ciconte, ne parla con Claudio Cordova (Il Dispaccio)
Stefania Limiti, Poteri occulti, Rubbettino

Ore 20.30 – Piazzetta San Domenico
Le parole della Costituzione
Massimo Bray
in collaborazione con Istituto dell’Enciclopedia Treccani nell’ambito del progetto Ti Leggo, promosso da Treccani Cultura
Anteprima nazionale

Ore 21.30 – Piazzetta San Domenico
La verità sul processo Andreotti
Gian Carlo Caselli, Guido Lo Forte, John Dickie (storico), coordina Fabrizio Feo (RaiTg3)
Gian Carlo Caselli, Guido Lo Forte, La verità sul processo Andreotti, Laterza
Ore 22.30 – Palazzo Nicotera
Guerra civile al Sud
Enzo Ciconte ne parla con Gaetano Savatteri
Enzo Ciconte, La grande mattanza. Storia della guerra al brigantaggio, Laterza

Ore 23.00 – Palazzo Nicotera
Mex Narcos
Claudio Cordova ne parla con Manuela Iatì (Skytg24)
Documentario La terra degli alberi caduti di Claudio Cordova
Anteprima nazionale

SABATO 23 GIUGNO
Ore 18.00 – Chiostro San Domenico
Il ragazzo che scoprì la mafia
Elia Minari, Gaetano Paci (Procuratore aggiunto Reggio Calabria) coordina Maria Scaramuzzino (Gazzetta del Sud)
Elia Minari, Guardare la mafia negli occhi. Le inchieste di un ragazzo che svelano i segreti della ‘ndrangheta al Nord, Rizzoli
Nell’ambito del progetto #trameascuola Intervista con le storie

Ore 18.30 – Palazzo Nicotera
Focus. Con la cultura non si mangia
Carmelo Malacrino (Museo Archeologico di Reggio Calabria), Giuseppe Parello (Valle dei Templi di
Agrigento), Andrea Bartoli (Farm Cultural Park) coordina Francesco D’Ayala (GR Rai)

Ore 19.00 – Chiostro San Domenico
La storia fatta con le bombe
Rosario Aitala ne parla con Andrea Di Consoli
Rosario Aitala, Il metodo della paura. Terrorismi e terroristi, Laterza

Ore 20.00 – Piazzetta San Domenico
La notte della città
Mario De Grazia, Vittorio Mete (sociologo) coordina Attilio Bolzoni (la Repubblica)
Mario De Grazia, La notte della città. Storie di ordinaria collusione e di tre scioglimenti, Pellegrini Editore

Ore 21.00 – Palazzo Nicotera
Il commissario della Mongolia
Ian Manook ne parla con Andrea Di Consoli (scrittore)
Ian Manook, Yeruldelgger. La morte nomade, Fazi Editore

Ore 22.00 – Piazzetta San Domenico
Disonora il padre
Giovanni Tizian ne parla con Francesco D’Ayala (GR Rai)
Giovanni Tizian, Rinnega tuo padre, Laterza

Ore 23.00 – Chiostro San Domenico
In scena. Parole d’onore. Le voci della mafia.
di Attilio Bolzoni
adattamento teatrale di Attilio Bolzoni e Marco Gambino
con Marco Gambino e Attilio Bolzoni
regia di Manuela Ruggiero

DOMENICA 24 GIUGNO
Ore 18.30 – Palazzo Nicotera
I mafiosi non sanno amare
Federico Varese ne parla con Tiziana Bagnato (LaC)
Federico Varese, Vita di mafia. Amore, morte e denaro nel cuore del crimine organizzato, Einaudi

Ore 19.30 – Chiostro San Domenico
In scena. Intervista impossibile a Don Mariano
David Coco e Gaetano Savatteri
Sassofono di Alberto La Neve
Coordinamento regia di Giuseppe Di Pasquale

Ore 20.30 – Piazzetta San Domenico
Chi sta dalla parte giusta non perde mai
Federica Angeli ne parla con Francesca Fanuele (Tg La7)
Federica Angeli, A mano disarmata. Cronaca di millesettecento giorni sotto scorta, Baldini e Castoldi
Appuntamento con traduzione simultanea nella lingua dei segni

Ore 21.30 – Palazzo Nicotera
In scena. La città involontaria
L’inviato in piazza. Inchiesta di Carlo Puca (Panorama) su Lamezia Terme
Coordinamento regia di Giuseppe Di Pasquale

Ore 22.30 – Piazzetta San Domenico
Nastro d’argento per la legalità con Trame
Alessio Lapice (attore), Massimiliano Gallo (attore), Bruno Oliviero (regista), coordina Laura Delli Colli (SNGC)

Ore 23.00 – Palazzo Nicotera
Cinema di notte. Nato a Casal di Principe
Regia di Bruno Oliviero.
Un film con Alessio Lapice, Massimiliano Gallo, Donatella Finocchiaro, Lucia Sardo, Paolo Marco Caterino.
Italia, 2017, durata 96 minuti.

Ore 24.00 – Chiostro San Domenico
È festa. Arrivederci a Trame.9
I WORKSHOP
Laboratorio Trame di Teatro.
A cura di Mario Incudine

Trame Festival promuove il laboratorio di teatro e musica a cura del musicista Mario Incudine. Il laboratorio rappresenta un’esperienza artistica e collettiva, volta a valorizzare le professionalità performative attive sul territorio, che confluirà nello spettacolo di e con Moni Ovadia e Mario Incudine
La terra è di cu la travagghia che si terrà il giovedì 21 giugno ore 23 :00 | Chiostro San Domenico Lunedì 18 Giugno ore 11:00 | Audizioni aperte per selezionare 10 attori-cantanti e 5 musicisti (percussioni, fiati, corde). A seguire avvio laboratorio e prove
Martedì 19 Giugno | laboratorio e prove | orario da concordare insieme
Mercoledì 20 Giugno | laboratorio e prove | ore 12:00 – 20:00
Giovedì 21 Giugno | laboratorio e prove | ore 10:00 – 13:00

I laboratori e le audizioni si svolgeranno presso Civico Trame | via degli Oleandri 5, Lamezia Terme
INCONTRI DEDICATI AI TRAMATI
Mercoledì 20 Giugno – ore 15:00
I Tramati
Le esperienze e i progetti. Incontro di coordinamento
Mercoledì 20 Giugno – ore 16:00
Medici Senza Frontiere
Giovedì 21 Giugno – ore 17:00
Di migranti e di lavoratori
Sabato 23 Giugno – ore 11:00
La cultura che vince con Massimo Bray
Sabato 23 Giugno – ore 17:00
La meglio gioventù con Alfredo Sprovieri
Alfredo Sprovieri, Joca, il “Che” dimenticato. La vera storia del ribelle italiano che sfidò il regime dei Gorillas, Mimesis Edizioni
Domenica 24 Giugno – ore 17:00
I Tramati
Le esperienze e i progetti. Incontro conclusivo
TRAME DI IMMAGINI
Piazza Mercato Vecchio
TrameFrame
Installazione site specific TrameFrame di Luigi Giudice feat. GLoois a cura di Collettivo Istmo
Guardare attraverso. Dagli elementi primi, ricomporre uno sguardo. Oltre le trame, le linee, i profili di una Storia.
Chiostro San Domenico
Da mercoledì 20 a domenica 24 Giugno
La voce di Impastato. Volti e parole contro la mafia
Vedo, Sento, Parlo…Sono

Mostra fotografica di Elia Falaschi, La voce di Impastato. Volti e parole contro la mafia
tratta dall’omonimo progetto editoriale di Ivan Vadori, La voce di Impastato, Nuova Dimensione

“Il piccolo principe” in mostra, tra ambiente e salvaguardia del pianeta

piccoloprincipeIl 24 marzo scorso, nell’ex colonia penale di Tramariglio, sede del Parco Naturale Regionale di Porto Conte (Alghero) è stato inaugurato il percorso multimediale tematico dedicato a “Il Piccolo Principe”, protagonista del racconto considerato il capolavoro dello scrittore e aviatore francese Antoine de Saint-Exupéry, nato a Lione il 29 giugno 1900 e abbattuto da un caccia tedesco nel Mar Mediterraneo, in prossimità dell’Ile de Riou, vicino a Marsiglia, il 31 luglio 1944.

Il Piccolo Principe, pubblicato nel 1943 negli Stati Uniti e nel 1946 in Francia, sino a oggi ha venduto oltre 200 milioni di copie ed è stato stampato in almeno 300 lingue.

Il Parco del Piccolo Principe, realizzato con il sostegno del Comune di Alghero e con fondi della Regione Sardegna, propone un percorso innovativo, che racchiude al suo interno natura, arte e tecnologie multimediali, come ci racconta Mariano Mariani, direttore del Parco naturale regionale di Porto Conte, nell’intervista che segue.

Iniziamo con una curiosità. Perché la scelta di dedicare questo parco tematico al Piccolo Principe?
Antoine de Saint Exupery, pilota dell’aviazione militare francese, durante la Seconda Guerra Mondiale, trascorse circa due mesi, da maggio a giugno del 1944, in una casa che si affacciava sulla baia di Porto Conte. Tutto questo ha ispirato Elio Pulli, noto artista sardo, che ha il suo atelier a Tramariglio, dove si trova la sede del Parco, a realizzare una sua mostra di dipinti e sculture ispirati al racconto dell’autore francese. Mostra che si trova in un locale della sede, inaugurata nella primavera del 2017.

Perché avete scelto una location molto particolare per allestire il Parco del Piccolo Principe?
Il Parco del Piccolo Principe si trova nell’ala est di Casa Gioiosa, edificio che un tempo (dal 1941 al 1962) ospitava la maggior parte dei detenuti della Colonia penale di Tramariglio. La sede dispone di sale e ampi spazi che ben si prestano a questo tipo di allestimenti.

Come è stato realizzato l’allestimento?
Il Parco del Piccolo Principe è un percorso coinvolgente, suddiviso in due parti: il lato chiaro e il lato scuro: sarà possibile perdersi nell’ampio ambiente immersivo e lasciarsi avvincere dai filmati, dalle infografiche, dai quiz interattivi e persino dall’ascolto in altissima fedeltà di scenari audio naturali registrati negli ecosistemi del Parco e riprodotti con la tecnologia binaurale per un vero ascolto tridimensionale.

A cosa ci si riferisce parlando di lato chiaro e scuro?
Nel Parco del Piccolo Principe sono presenti due ambienti, una parte in chiaro, diciamo così, che attraverso quattro personaggi/simboli del racconto ( la volpe, il serpente, la rosa e il Pianeta) presenta e racconta i quattro ecosistemi dell’area protetta: gli ambienti carsico, marino, terrestre e lagunare. Nella parte scura è possibile emozionarsi con dei plastici metavisuali che riproducono gli ambienti sopramenzionati e una grande sfera metavisuale, sospesa nel vuoto e illuminata da entusiasmanti videoproiezioni in alta definizione.

A chi è rivolta la mostra?
Tutti sono invitati a partecipare a questa esperienza emozionante, che sollecita l’empatia, la cura verso ciò che ci circonda e lo stupore nel contemplare quanto la natura ci dona ogni giorno. La mostra è rivolta ai turisti italiani e stranieri della Riviera del Corallo e alle scuole di ogni ordine e grado, ma anche a coloro che già conoscono il Parco e vogliono approfittare di questa opportunità per “guardare davvero”.

Quali sono le caratteristiche di questo allestimento?
L’immedesimazione con la natura è il punto d’arrivo di questo viaggio che parte dalla scienza e arriva dritto al cuore. Un’esperienza unica che partendo dall’emozione dello stupore passa attraverso il sentimento della meraviglia per arrivare, infine, alla consapevolezza.

Per realizzare il Parco del Piccolo Principe sono state usate tecnologie all’avanguardia, da realtà virtuale?
Le tappe dell’esposizione presentano una marcata componente di innovazione. La società Blu Oberon, che ha ideato e prodotto la mostra su incarico del Parco di Porto Conte, ha lavorato sia sull’aspetto emozionale, sia su quello tecnologico, rendendo quest’ultimo aspetto funzionale al percorso di scoperta ed emozione. Gli allestimenti consentono un’esperienza su misura per il visitatore: le tecnologie scelte permettono una fruizione intuitiva e completa, qualunque sia l’età di chi le utilizzi. L’adozione di videoproiettori e sistemi di illuminazione a led riduce drasticamente i consumi energetici, in accordo con i temi trattati; gli innovativi plastici prototipati con la tecnologia 3D dedicati ai quattro ecosistemi del Parco, la sfera planetaria e lo spettacolo sincronizzato di audio, video e luci offrono una contemplazione unica delle meraviglie del Parco e di questo pianeta. Ognuno, muovendosi liberamente in sala, potrà mutare il proprio punto di vista e decidere così da quale prospettiva guardare il mondo, dando un significato diverso alla propria visita.

Perché una scelta così fortemente legata ai temi ambientali?
Siamo partiti da una semplice riflessione, che tutti ormai condividono: dallo stato di salute del nostro pianeta dipendono tutte le nostre possibilità di sopravvivenza come specie umana. Forse già qui sta il primo punto di riflessione: con i cambiamenti climatici, la distruzione delle risorse naturali, l’ipersfruttamento dell’ambiente a scopo produttivo e l’erosione di habitat fragili a causa della pressione demografica, a essere a rischio non è il pianeta ma, semmai, il futuro stesso dell’umanità.

Un argomento che guarda al futuro, quindi?
La sfida ambientale, legata alla conservazione delle risorse del nostro pianeta, non è più eludibile per le attuali e per le future generazioni. Il Parco di Porto Conte è da anni impegnato nelle attività di educazione ambientale e sono più di 10mila gli studenti che ogni anno visitano il Parco e sono coinvolti nelle attività didattiche. Con il sostegno dell’amministrazione comunale abbiamo voluto realizzare un nuovo e importante punto di riferimento per tutta la nostra attività di educazione e sensibilizzazione sui temi ambientali.

E questo allestimento vuole essere il vostro contributo?
Ci siamo chiesti cosa poteva fare il Parco di Porto Conte per sollevare il grado di consapevolezza, soprattutto fra le nuove generazioni, di questi temi così importanti per il nostro pianeta. La risposta e il nostro contributo stanno proprio nel Parco tematico ispirato al Piccolo Principe.

Antonio Salvatore Sassu

Francia. Telefoni cellulari vietati per legge alle scuole elementari e medie

cellulare a scuola

Telefoni cellulari vietati per legge in Francia alle scuole elementari e medie. La norma sarà operativa dall’inizio del prossimo anno scolastico dopo l’approvazione, all’Assemblea nazionale, di una proposta presentata dalla maggioranza di governo, La Republique en marche. L’esecutivo commenta: “E’ un segnale lanciato alla società”.

A favore del testo, oltre a Lrem, hanno votato i centristi del Movimento democratico e l’Unione dei democratici e degli indipendenti, mentre tutti gli altri gruppi parlamentari hanno denunciato l’iniziativa definendola una proposta “inutile”, un “imbroglio”, un'”operazione pubblicitaria”.

La nuova legge prevede il divieto di telefoni cellulari “tranne che per usi pedagogici” e tranne nei luoghi in cui “il regolamento interno lo autorizzi espressamente”. Bfmtv fa sapere che il cosiddetto “codice dell’istruzione”, che raccoglie tutte le leggi francesi del settore, dalla legge del 12 luglio del 2010 vieta già l’uso dei cellulari “durante ogni attività di insegnamento e nei luoghi previsti dal regolamento interno”; ma, rispondendo alle critiche dell’opposizione, il ministro dell’Istruzione Jean-Michel Blanquer ha difeso la necessità di “una base giuridica molto più solida”.

La questione Il tema degli smartphone in classe molto discusso anche negli altri Paesi, le opinioni sono divergenti. C’è chi sostiene che questi dispositivi, se usati sotto la supervisione degli insegnanti, possano aiutare i ragazzi nell’apprendimento. Dall’altro lato invece c’è chi li considera una vera e propria distrazione, quindi dovrebbero essere banditi dagli istituti scolastici. Qualcuno ha evocato un problema di “salute pubblica”: i bambini devono “staccare” dagli schermi almeno per qualche ora.

Nel nostro Paese sembra aver intrapreso una strada contraria alle intenzioni di Emmanuel Macron. Fino a poco tempo fa infatti una circolare del 2007 dell’allora ministro dell’istruzione Giuseppe Fioroni, vietava l’utilizzo dei telefonini in classe. “Dovere specifico di ciascuno studente non utilizzare il telefono cellulare in classe e altri dispositivi elettronici, durante lo svolgimento delle attività didattiche” dichiarò il ministro all’uscita della circolare. In caso di violazione erano state previste delle “sanzioni disciplinari appositamente individuate per ciascun istituto scolastico”.

Regole ferree spazzate dal governo Gentiloni: l’ex ministra dell’istruzione Valeria Fedeli ha rimosso – non senza polemiche – il divieto e sdoganato l’uso del cellulare in classe. L’uso “responsabile dei dispositivi digitali (oltre ai cellulari sono compresi anche i tablet) è autorizzato solo a scopo didattivo, non per chiamate o messaggi”. Come ha ribadito più volte la ministra Fedeli “resta proibito l’uso personale dei dispositivi in classe se non condiviso con i docenti a fini didattici”.

Coveri, 45 anni celebrati con la mostra di Maurizio Galimberti

modaLa Maison Enrico Coveri compie 45 anni: quale migliore occasione per una rilettura d’autore dell’enorme patrimonio creativo e stilistico di Enrico? La Maison Coveri ha infatti affidato a Maurizio Galimberti, fotografo di fama internazionale, l’incarico di rileggere l’archivio storico della Maison: un progetto innovativo e suggestivo che, per la prima volta nella sua carriera, mette a confronto Galimberti con il mondo della moda. E per la prima volta Coveri affida il suo mondo all’interpretazione di un obbiettivo fotografico.

 “Ho capito la portata straordinaria della visione estetico-esistenziale di Enrico Coveri, tra futurismo e pop art. Così potente, così innovativa, così carica di energia da non avere ancora esaurito tutto il suo potenziale, tutto il suo slancio” afferma Maurizio Galimberti, che ha lavorato insieme a Francesco Martini Coveri alla realizzazione di questo progetto. “Da tempo ci domandavamo come raccontare Enrico in modo nuovo, in un modo che non eravamo ancora riusciti a fare. Ma ci perdevamo negli archivi senza trovare la via per uscirne. Ci voleva qualcuno che rileggesse il mondo Coveri con codici diversi. Quando ho incontrato Maurizio Galimberti ho capito che la persona giusta era lui” dichiara Francesco. Il risultato? I tasselli che mancavano alla figura del grande stilista, di cui Galimberti ha fatto emergere una sensibilità fanciullesca e il legame profondo con la famiglia, in un percorso che ripercorre i passi di Enrico davanti e dietro le quinte. Il progetto prevede una cinquantina di opere che confluiranno in una mostra itinerante, che sarà presentata a Firenze, a Palazzo Coveri, il 12 giugno 2018.

moda
,

Prestiti: nel 2017 oltre 98 mln per pagare le ferie, boom under 30

Urlaubsgeld und Ersparnisse für ein UrlaubLe vacanze estive sono ormai alle porte e anche in Italia si diffonde sempre di più l’abitudine di ricorrere alle società finanziarie per non rinunciare al meritato riposo, tanto che, secondo le stime di Facile.it e Prestiti.it, nel 2017 è di oltre 98 milioni di euro il valore dei prestiti personali erogati per pagare viaggi e vacanze.
Dall’esame di un campione di oltre 110.000 domande di prestito personale presentate fra il 01 gennaio 2017 ed il 31 marzo 2018* i due portali hanno calcolato che chi lo scorso anno si è rivolto ad una società del credito per pagare le vacanze, ha chiesto in media 4.140 euro da restituire in 39 rate (poco più di 3 anni). Valore che, peraltro, nel primo trimestre del 2018 è cresciuto del 15,6%, raggiungendo quota 4.787 euro.
Aumentano gli under 30
L’analisi delle domande di prestito personale ha portato alla luce un dato particolarmente significativo; dal 2016 al 2017 è diminuita di 2 anni e mezzo l’età media di chi si è rivolto a una finanziaria per pagare le ferie, passando da 40 anni e 1 mese a 37 anni e 6 mesi. Una riduzione su cui ha avuto un ruolo determinante l’aumento della percentuale di richieste presentate dagli under 30, più che raddoppiata nel corso di 1 anno; se nel 2016 solo il 15,4% delle domande di prestito personale per cui si esplicitava la finalità “viaggi e vacanze” facevano capo a un giovane con meno di 30 anni, nel 2017 la percentuale è salita al 32,8%.
«Per chiedere ed ottenere un prestito da una società del credito è fondamentale poter contare su una posizione lavorativa stabile o, in alternativa, su un garante», spiega Andrea Bordigone, Responsabile BU prestiti di Facile.it. «L’aumento delle richieste di prestito provenienti dagli under 30 va quindi letto positivamente e contestualizzato all’interno di un generale miglioramento delle condizioni lavorative dei giovani, di un atteggiamento più fiducioso verso il futuro, nonché di una maggiore consapevolezza finanziaria.».
I dati emersi dall’analisi dimostrano ancora una volta come anche in Italia si stia sviluppando un atteggiamento di maggiore consapevolezza rispetto alle possibilità offerte dal credito al consumo e, sia pur gradualmente, ci si stia muovendo da un modello tipico del passato “spendo se posso pagare tutto subito” a uno di matrice anglosassone “beneficio del pagamento rateale per non gravare eccessivamente sul mio budget e, al contempo, non dover rinunciare al bene o al servizio che finanzio”.
«Oggi chiedere un prestito da 4.000 euro da restituire in 3 anni» – continua Bordigone – «significa ottenere una rata mensile di circa 115 euro**, spesa sostenibile anche per un giovane».
Le altre fasce che più richiedono questa tipologia di prestito personale sono coloro che hanno un’età compresa tra i 30 e i 39 anni (28,6%) e quelli tra i 40 e 49 anni (22,7%).
A presentar domanda di prestito è stato nel 75% dei casi un uomo, mentre lo stipendio medio dichiarato in fase di richiesta è pari a 1.518 euro, anche se permangono le differenze tra i richiedenti uomini, che in media dichiarano uno stipendio di 1.559 euro e le donne, con uno stipendio di 1.391 euro.
Per quanto riguarda la posizione lavorativa dei richiedenti, il 77% è un dipendente privato a tempo indeterminato, il 12% un lavoratore autonomo o libero professionista.

CCDU minori. Mai più bambini da “latte” strappati alle famiglie

bambini piccoliSi sono conclusi oggi presso la sede dell’INPEF di Via dei Papareschi i lavori preliminari del Tavolo tecnico per la definizione delle linee guida “Indicatori per la Responsabilità Educativa: la Patente del Genitore”, con la stesura di un primo testo programmatico con obiettivi ambiziosi ma realizzabili vista la caratura dei professionisti che ne fanno parte, pedagogisti familiari, psicologi, assistenti sociali, ma anche rappresentanti delle istituzioni e delle più illustri associazioni nel campo della tutela minorile.

Sia al lancio dell’iniziativa sia nel corso del Tavolo tecnico, la Professoressa Vincenza Palmieri ha sottolineato come l’iniziativa sia nata sulla spinta di episodi drammatici che hanno visto dei bambini appena nati strappati dalle braccia delle mamme mentre li stavano allattando – “bambini senza latte” li ha definiti la Professoressa. La legge italiana non consente che un bambino di pochi anni venga strappato dalle braccia di una mamma neanche quando questa viene tradotta in carcere, eppure succede che alcuni Giudici decidano di sottrarre questi bambini alle mamme solo perché sono fragili, il che è una doppia discriminazione. L’ultima segnalazione ricevuta dal nostro Comitato riguarda una mamma il cui bambino non è ancora nato: la mamma è già stata informata del fatto che il suo bambino, quando nascerà, verrà mandato in adozione!

“Siamo orgogliosi e soddisfatti dei risultati ottenuti nella prima fase del Tavolo tecnico a cui il nostro Comitato ha aderito con entusiasmo.”

Afferma Paolo Roat, Responsabile Nazionale Tutela Minori del Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani che ha rappresentato il Comitato nel Tavolo tecnico. Che continua:

“La presenza di professionisti competenti ci ha permesso di estrapolare gli aspetti e le aree su cui intervenire per la predisposizione di un documento che permetta agli operatori del settore di districarsi in questo settore delicato al fine di prevenire decisioni drammatiche. Sono felice di aver potuto portare l’esperienza di 470 famiglie che si sono rivolte a noi, in particolare per quanto riguarda le perizie psichiatriche soggettive che spesso sono la base di provvedimenti di allontanamento che potrebbero essere evitati.”

Secondo la Professoressa Vincenza Palmieri, consulente tecnico di parte e Presidente dell’Istituto Nazionale di Pedagogia Familiare che ha organizzato le Giornate di Studio e proposto l’istituzione del Tavolo:

“Quello che inizialmente poteva apparire un risultato a lungo termine si sta tramutando, grazie alla volontà di tutti i partecipanti, in una realtà di veloce attuazione. In tanti anni di lavoro come consulente tecnico mi sono sempre trovata ad affrontare casi di abuso spesso verificatesi per mancanza di strumenti da parte degli operatori coinvolti o per mancanza di conoscenza di questi strumenti, pertanto avevamo un’assoluta necessità di semplificare il lavoro di tutti, e attraverso questo contribuire al diritto fondamentale di ogni bambino che è quello di crescere nella propria famiglia.”

Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani (CCDU) Onlus

Gay Village, inaugurazione della XVII Edizione, madrina Ilenia Pastorelli

Città Dell'Altra Economia_Gay Village 2018 - CopiaGiovedì 31 Maggio 2018 alle ore 21.30 il Gay Village apre il sipario sulla sua XVII Edizione e lo fa nel cuore pulsante della Roma testaccina, lì dove nacque nel lontano 2002, nel segno della giovinezza, della romanità e soprattutto del talento, come quello indiscusso di Ilenia Pastorelli, madrina della stagione, vincitrice come Miglior Attrice Protagonista del David di Donatello nel 2016 con il pluripremiato “Lo chiamavano Jeeg Robot” di Gabriele Mainetti.

In apertura della festa non mancheranno i saluti delle istituzioni comunali, l’atteso arrivo dell’Onorevole Stefania Pezzopane che dal palco del villaggio lancerà il suo messaggio d’amore contro la discriminazione e il bullismo, seguita dai saluti del Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, grande amico e sostenitore della manifestazione arcobaleno più importante d’Italia.

Ad accogliere gli ospiti si sarà la coppia di padrone di casa Imma Battaglia e Eva Grimaldi che, insieme all’ineguagliabile Pino Strabioli, daranno il benvenuto anche a Giovanni Ciacci reduce dal programma “Ballando con le Stelle”, dove con il ballerino Raimondo Todaro, si è classificato finalista con non pochi dissensi per la partecipazione come coppia di uomini al noto talent Rai.

Prima della mezzanotte si scalderanno le piste del villaggio con la presentazione della nuova sigla a cura di CUT, un vero e proprio invito al divertimento esteso a tutti, compreso alla Sindaca Virginia Raggi ricordata dal personaggio Virgy interpretato dall’attrice Liliana Fiorelli. A seguire ci sarà la presentazione delle nuove stage direction a cura di AKKADEMI, Andrea Pacifici e Gabriele Riccio, che coordineranno i corpi di ballo nell’arco della stagione e che nella serata inaugurale danzeranno sulle note del dj Cristiano Colaizzi in Happy Floor, mentre nel Guest Floor comincia la sua avventura il direttore artistico Fabio Di Domizio, che accoglierà i tanti party internazionali nell’arco dell’estate. In occasione del grande opening party, il Gay Village ha il piacere di ospitare MASTERBEAT Party, direttamente da Los Angeles e per la prima volta in Italia. Ad aprire il palco ci penserà il social webstar e dj MANUEL COBY, preziosa novità delle console rainbow.

Fascino a rotelle. Commedia oltre l’idea romanzata della disabilità

petaccia-simonaSarà Palermo, capitale della cultura 2018, a ospitare la prima nazionale di “Fascino a rotelle“: Commedia teatrale che spazza via tutte quelle convenzioni sociali che dipingono i disabili come poveretti da compatire o single per scelta di qualcun altro.

L’opera, scritta da Dario Scarpati (Attore e Regista) e liberamente ispirata all’abruzzese Simona Petaccia, (Giornalista e Presidente della onlus Diritti Diretti), andrà in scena il 26 e il 27 maggio 2018 al Teatro Sant’Eugenio di Palermo (Piazza Europa, 39/40), nell’ambito degli eventi organizzati per celebrare il 10° compleanno di Diritti Diretti.

Si tratta di una commedia incentrata su Marta: una donna con disabilità che, con astuzia e sex-appeal, riesce sempre a ottenere ciò che vuole dal marito Luigi (interpretato dallo stesso Scarpati).

Attraverso sotterfugi e giochi di parole affidati ai due sposi assieme a una vicina indiscreta e a un bizzarro architetto, l’autore trasforma la narrazione del quotidiano e la manifestazione dei personaggi in un copione dalla profonda simbologia componendo un lavoro teatrale che, con ironia, supera l’idea dell’integrazione tra “abili” e “disabili” perché la dà per scontata.
Quello che l’autore porta in scena è l’interazione tra persone, ognuno con i propri contrasti e le proprie debolezze. Con “Fascino a rotelle”, infatti, si vivono la vanità, la passione, la paura, la maldicenza, l’avarizia, il dilettantismo ecc. In una parola: La realtà.

«Questo perché – dichiara Scarpati – troppo spesso le persone con disabilità vedono ancora scambiare i propri partner per badanti o, quando dicono di essere fidanzati/sposati, devono rispondere alla solita domanda: “Ah, anche lui/lei è disabile?”. La mia commedia scavalca, invece, l’idea romanzata della disabilità mostrando al pubblico che, come succede a tutti, l’affettività delle persone con disabilità ha tante sfaccettature. Probabilmente, proprio questa è la sua forza perché sfoglia la vita di una coppia, senza sottolineare che una persona si muove con la carrozzina e l’altra no. Al contrario, in varie scene, le difficoltà quotidiane vengono trasformate in sorrisi».

«Sono davvero felice di tenere a battesimo questa commedia – afferma Petaccia – poiché è un bel progetto di comunicazione, nato quasi per gioco due anni fa. È, infatti, un’opera che imita la vita perché nata a seguito di avances che mi ha rivolto un uomo dopo aver assistito a un convegno sul turismo accessibile a Matera, definendomi appunto “Fascino a rotelle”. C’era Dario con me e, assistendo alla scena, ha tratto ispirazione per la stesura del suo copione. Ne sono rimasta entusiasta appena me lo ha inviato, anche se il personaggio di Marta a me ispirato è proprio una simpatica canaglia».

Gli altri interpreti della commedia sono: Laura Gestivo (Marta), Luciano Cucinotta (Architetto), Miriam Mandosi (Sig.ra Picciuoli).