IL REPLICANTE

conte primo piano

Tanto fumo per nulla. La bozza Ue sull’immigrazione sarà accantonata. Il presidente del consiglio Conte spiega la sua versione: “Ho appena ricevuto una telefonata dalla Cancelliera Angela Merkel, preoccupata della possibilità che io potessi non partecipare al pre vertice di domenica a Bruxelles sul tema immigrazione. Le ho confermato che per me sarebbe stato inaccettabile partecipare a questo vertice con un testo già preconfezionato. La Cancelliera ha chiarito che c’è stato un “misunderstanding”: la bozza di testo diffusa ieri verrà accantonata”, ha scritto ancora Conte nel post che conclude così: “Ci vediamo domenica a Bruxelles!”.

Un messaggio di invito a una politica di interesse comune è arrivato da una portavoce della Commissione europea a margine della conferenza stampa del commissario alla Migrazione Dimitris Avramopoulos. “Condividiamo la preoccupazione dell’Italia” sulla proposta che riguarda i movimenti secondari dei migranti”. “La bozza della dichiarazione di domenica sarà riequilibrata prima del vertice, si tratta solo di una bozza per la discussione”. L’impostazione tra Italia e altri è differente. Da noi si alza la voce per ottenere il contentino da poter spendere internamente per una manciata di voti e di consenso in più. Come se fossimo con il piattino in mano a chiedere maggior considerazione. Ma i risultati concreti non si ottengono con le dichiarazioni stampa ma ai tavoli che contano. Lì non li può gridare. Lì conta il peso e la credibilità politica ed anche economica di un paese.

Il premier Giuseppe Conte in un post su facebook, soffermandosi sul vertice di domenica a Bruxelles, ha affermato che in quella sede “al centro della discussione sull’immigrazione ci sarà la proposta italiana e se ne discuterà insieme alle proposte di altri Paesi. L’incontro non si concluderà con un testo scritto, ma solo con un summary sulle questioni affrontate e sulle quali continueremo a discutere al consiglio europeo della prossima settimana”. Una dichiarazione che chiude un giro costruito ad arte dalla propaganda di Salvini che con indosso la maschera da uomo forte giorno minaccia tutti ventilando la possibilità dell’assenza italiana al vertice. Insomma le parole di Conte non sono altro che la replica di quelle di Salvini, che al momento sembra essere l’unico a dettare la linea al governo mettendo sempre più in ombra sia il premier che il vicepremier Di Maio.

Intanto c’è accordo fra i paesi Visegrad e Vienna sulla gestione frontiere. Il premier ungherese, Viktor Orban, a Budapest, a margine dell’incontro dei paesi dell’Est Europa con l’Austria ha auspicato che “dopo il semestre di presidenza austriaca, l’Europa sia più forte, una comunità più equa di quello che è oggi. E che la Ue sia più sicura, queste sono le speranze che abbiamo in comune”, ha affermato Orban. “Ci sono anche temi in cui non vediamo consenso” con Vienna, “come ad esempio le quote. Ma adesso non vogliamo forzare su questo argomento, vogliamo sottolineare invece i punti di assenso”, ha detto ancora il premier ungherese Viktor Orban a Budapest a margine dell’incontro dei Visegrad cui oggi ha partecipato anche il cancelliere austriaco Sebastian Kurz.

Sullo sfondo si profilano altri scontri. Altri 350 migranti soccorsi all’alba di oggi sono diretti verso le coste europee a bordo della nave della Ong tedesca battente bandiera olandese, Lifeline. “Non saranno accolti in Italia” ha tuonato Salvini, sempre duro con i deboli. “Avete fatto un braccio di forza contravvenendo alle indicazioni della Guardia costiera e italiana e libica. Bene questo carico ve lo portate in Olanda”. Così – in diretta Facebook dal suo ufficio al Viminale il ministro dell’Interno. E ancora: “Le navi Ong di questi pseudovolontari – ha ribadito Salvini – nei porti italiani non metteranno più piede ma anche le nostre navi militari e della Guardia costiera, che meritoriamente continuano a salvare vite umane, staranno più vicine alle coste italiane. Non possono fare più da sole. Ci sono altri che devono intervenire, la Tunisia, Malta, Francia, Spagna”.

Mario Muser

RISPOSTA COMUNE

europa sbarchiL’Unione europea stavolta è pronta a discutere con l’Italia, dopo l’incontro tra la Cancelliera Angela Merkel e il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, si cerca una linea comune da tenere sugli sbarchi dei migranti. Domenica si terrà a Bruxelles un vertice straordinario e informale, in vista del Consiglio europeo che si terrà il 28 e 29 giugno. All’inizio era prevista la partecipazione di quattro Paesi: Germania, Francia, Italia e Spagna. Ma – dalle ultime indiscrezioni – è stato allargato a Grecia, Bulgaria ed Austria. Non è escluso che nelle prossime ore, la lista possa essere ulteriormente aggiornata. I dettagli del vertice saranno discussi oggi a Roma da Donald Tusk che incontrerà sia il capo dello Stato Sergio Mattarella, che il premier Giuseppe Conte. Ma il capo del Viminale, Matteo Salvini, non vuole sentirsi ‘escluso’ e ha fatto subito sapere che nel pomeriggio vedrà il premier Giuseppe Conte con il quale “è in perfetta sintonia” e lavoreranno alla proposta italiana che presenteranno all’incontro. “Abbiamo un incontro oggi pomeriggio con il presidente Conte, ci sarà una proposta italiana al vertice informale sui migranti, il problema non è respingere all’interno dell’Unione, ma usare uomini e soldi per difendere i confini europei”, aggiunge il leader della Lega, all’incontro ci sarà anche l’altro Vicepremier, Luigi Di Maio.
Nella prima bozza della proposta diffusa ieri del Consiglio si introduce, su proposta dell’Italia e con il sostegno dell’Alto commissario per i rifugiati Onu Filippo Grandi, il concetto di “piattaforme di sbarco regionali, in stretta collaborazione con l’Unhcr e l’Oim”. Ossia centri “per gestire quanti prendono la via del mare e sono salvati nel corso di operazioni di ricerca e salvataggio”. Dovranno servire per distinguere tra i migranti economici e quanti necessitano di protezione, “riducendo l’incentivo ad imbarcarsi per viaggi pericolosi”, domani la bozza verrà esaminata (ed eventualmente aggiornata) dagli ambasciatori dei 27 Stati membri.
Ma c’è un altro punto sul quale preme il ministro degli Interni italiano ministro, d’accordo con quello della Migrazione dei Paesi Bassi Mark Harbers che ha incontrato a Roma, i rimpatri più veloci nei paesi di provenienza.
Berlino e Parigi sembrano concordare al momento la necessità di sostenere l’Italia proprio per non creare una spaccatura a livello europeo proprio sulla questione migranti, tuttavia sia Merkel che Macron non faranno un passo indietro sul trattato di Dublino e i migranti saranno rispediti al Paese che ha effettuato la prima registrazione (di solito l’Italia).
Mentre da Parigi la risposta è stata piuttosto ‘formale’ verso Roma, Berlino appariva più disponibile a dare una mano, ma in questi giorni la Cancelliera si ritrova davanti ai problemi interni della Grosse Koalition. Il ministro degli Interni tedesco, Horst Seehofer, ha dato l’ultimatum sui migranti. Il capo della Csu ha annunciato che la Merkel deve trovare un accordo con la Ue entro due settimane oppure “do il via ai respingimenti”.
Eppure proprio oggi nella giornata mondiale del rifugiato, in quella che appare un’emergenza arrivano dati in contrasto con la percezione comune sugli sbarchi, così come evidenziato dall’Ocse.
“Per la prima volta dal 2011, i flussi migratori verso i Paesi dell’Ocse sono in leggera diminuzione, con l’ingresso di circa 5 milioni di migranti permanenti nel 2017 (contro 5,6 milioni ne 2016)”. Nessun emergenza, dunque secondo l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico. “Questa tendenza – ha aggiunto l’organismo internazionale – si spiega essenzialmente attraverso la riduzione dell’accoglienza dei rifugiati, legata a una forte riduzione delle richieste d’asilo, con circa 1,2 milioni di richieste d’asilo registrate nel 2017 contro 1,6 milioni nel 2016”. L’Ocse fa sapere che mentre “si allontana il picco della crisi dei rifugiati, periodo durante il quale la principale sfida consisteva nel fornire aiuto d’urgenza ai richiedenti asilo e ai nuovi rifugiati, entriamo in una fase complessa di promozione dell’integrazione di chi resta”. A questo punto, ha scritto l’organismo, i leader politici devono far fronte “a due sfide principali: la prima è gestire lo stesso processo d’integrazione senza turbare il mercato del lavoro. Il secondo è rispondere alle preoccupazioni riguardanti l’uso abusivo dei canali di migrazione nonché la percezione che un numero crescente di lavoratori stranieri soggiorna o lavora illegalmente nei Paesi di accoglienza”.

PERICOLO RAZZISMO

salvini rom

La nave governativa rischia di infrangersi sullo scoglio più grande: il razzismo. Come previsto, la politica migratoria del ministro Salvini sconquassa l’Europa e mette in imbarazzo i 5 Stelle. Prima il cambio di rotta di Aquarius e la polemica con la Tunisia che “importa galeotti”, ora il censimento della popolazione Rom. Il leader leghista, che vola nei sondaggi, è il vero padrone del Governo. E la linea sovranista sembra pagare.

Malgrado le proteste giunte da ogni dove, ieri Salvini ha provato ad ammorbidire la sua posizione (senza riuscirci) sugli “zingari”. L’omologo grillino, davanti a telecamere e taccuini ha tentato di gettare acqua sul fuoco: “Mi fa piacere che Salvini abbia smentito ogni ipotesi di schedatura o censimento perché se una cosa non è costituzionale non si può fare”. Il problema è che oggi Salvini ha rincarato la dose: “Censimento dei Rom e controllo dei soldi pubblici spesi. Se lo propone la sinistra va bene, se lo propongo io è razzismo. Io non mollo e vado dritto!”. E via col solito slogan: “Prima gli italiani e la loro sicurezza”. Di Maio costretto in un angolo.

Una cosa è certa. A tanti italiani sembrano piacere le posizioni assunte da Salvini. E mentre il presidente del Consiglio tace, sulla questione è intervenuta prepotentemente la vicenda drammatica di Caserta: tre giovani in auto che al grido “Salvini, Salvini” hanno sparato colpi di pistola ad aria compressa contro un gruppo di immigrati. Un gesto infame che potrebbe portare a casi di emulazione. In questo clima è lecito domandarsi pure cosa succederà alle 519 persone (e un cadavere) che sbarcheranno a Pozzallo. Tutti migranti salvati da varie imbarcazioni in navigazione nel Mediterraneo. Difficilmente il ministro dell’Interno potrà “dirottare” anche quest’imbarcazione. Lo sbarco è in programma per domattina al massimo. Fino all’ultimo, però, ci si può aspettare di tutto.

Per la crisi migratoria i prossimi giorni saranno decisivi. A fine mese andrà in scena il vertice Ue nel quale i grandi leader continentali getteranno le basi sul programma da tenere. Secondo il commissario europeo Moscovici “l’accusa di inazione, di lassismo dell’Europa, è un’accusa completamente di parte” ha detto rivolgendosi a Salvini. Il politico francese ha affermato che “siamo in un momento in cui questa crisi si sta affievolendo. Ciò che dobbiamo cercare di fare è proseguire questa diminuzione in modo ordinato e comune”. Insomma, l’Europa va in un senso opposto rispetto all’Italia. L’auspicio è che a un certo punto le strade si possano incontrare.

F.G.

POVERA ITALIA

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Nel 2017, 2,7 milioni di persone in Italia sono state costrette a chiedere aiuto per il cibo da mangiare. La situazione è emersa dal rapporto Coldiretti intitolato: “La povertà alimentare e lo spreco in Italia”, presentato alla giornata conclusiva del Villaggio della Coldiretti ai Giardini Reali di Torino. Secondo la Coldiretti ad avere problemi per mangiare sono dunque oltre la metà dei 5 milioni di residenti che, secondo l’Istat, si trovano in una condizione di povertà assoluta.

La Coldiretti ha precisato: “Nel 2017 circa 2,7 milioni di persone hanno beneficiato degli aiuti alimentari attraverso l’accesso alle mense dei poveri o molto più frequentemente con  pacchi alimentari  che rispondono maggiormente alle aspettative dei nuovi poveri (pensionati, disoccupati, famiglie con bambini) che per vergogna prediligono questa forma di aiuto piuttosto che il consumo di pasti gratuiti nelle strutture caritatevoli. Sono appena 114mila quelli che si sono serviti delle mense dei poveri a fronte di 2,55 milioni che invece hanno accettato l’aiuto dei pacchi di cibo sulla base dei dati sugli aiuti alimentari distribuiti con i fondi Fead attraverso l’Agenzia per le Erogazioni in Agricoltura (Agea)”.

“Se si vuole ritrovare la missione originaria della sinistra – è il commento su Facebook di Luigi Iorio, responsabile del Psi per le politiche per il lavoro – bisogna ricominciare a comprendere le difficoltà di questo tempo. Capire il perché quasi tre milioni di cittadini si ritrovano alle mense per poveri. Comprendere le ragioni di una povertà sempre diffusa, connettersi alle paure e alle difficoltà di chi non arriva a fine mese. Solidarietà e lotta alla povertà – conclude – devono essere la mission dei socialisti nel 2018, il resto è solo tattica, confusione e caccia a poltrone”.

Più specificatamente la Coldiretti ha segnalato: “Tra le categorie più deboli degli indigenti si contano 455mila bambini di età inferiore ai 15 anni, quasi 200mila anziani sopra i 65 anni e circa 100mila senza fissa dimora. Contro la povertà si attiva la solidarietà con molte organizzazioni attive nella distribuzione degli alimenti, dalla Caritas Italiana al Banco Alimentare, dalla Croce Rossa Italiana alla Comunità di Sant’Egidio. E si contano ben 10.607 strutture periferiche (mense e centri di distribuzione) promosse da 197 enti caritativi impegnate nel coordinamento degli enti territoriali ufficialmente riconosciute dall’Agea che si occupa della distribuzione degli aiuti”.

La Coldiretti ha spiegato: “Di fronte a questa situazione di difficoltà sono molti gli italiani attivi nella solidarietà a partire da Coldiretti e Campagna Amica che dal Villaggio #stocoicontadini di Torino hanno lanciato per la prima volta l’iniziativa della ‘spesa sospesa’ a favore della Caritas. Si tratta della possibilità di fare una donazione libera presso i 150 banchi del mercato per fare la spesa a favore dei più bisognosi. In pratica, si mutua l’usanza campana del “caffè sospeso”, quando al bar si lascia pagato un caffè per il cliente che verrà dopo. In questo caso frutta, verdura, formaggi, salumi e ogni tipo di genere alimentare raccolto vengono consegnati alla Caritas che si occupa della distribuzione alle famiglie in difficoltà.

Il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, ha dichiarato: “In un’occasione di incontro tra campagne e città come è il Villaggio Coldiretti non potevamo non pensare a chi in questo momento vive grandi sofferenze a causa della crisi economica che ha colpito duramente soprattutto le fasce più deboli della popolazione. E’ però necessario intervenire anche a livello strutturale per rompere questa spirale negativa aumentando il reddito disponibile di chi oggi vive sotto la soglia di povertà”.

Oltre al lodevole spirito di solidarietà che dovrebbe sopperire le emergenze, il presidente della Coldiretti ha sposato la tesi, portata avanti da questo giornale in più occasioni, sulla necessità di mettere in atto una più equa distribuzione della ricchezza come prevede l’ideologia socialista.

Salvatore Rondello

AFFAIRE DI STADIO

stadio romaL’affaire-stadio cresce. Così come si allunga la lista degli indagati. Anche Giovanni Malagò finisce sul taccuino della Procura di Roma. Il presidente del Coni avrebbe favorito la costruzione dell’impianto sportivo di Tor di Valle in cambio di “utilità” destinate al genero. A mettere nei guai il numero uno dello sport italiano è stata un’intercettazione. Nella conversazione con Luca Parnasi – l’imprenditore accusato di corruzione e finanziamento illecito – si evincerebbe la richiesta di Malagò di migliorare la situazione professionale del fidanzato della figlia Ludovica. Secondo gli inquirenti, la dimostrazione dell’accordo tra il costruttore e Malagò è rappresentata nel cambio di opinione del Coni, inizialmente scettico, sul progetto dello stadio. All’improvviso la struttura fu giudicata “conforme”. Nonostante i dubbi precedenti. Il presidente del Coni ha comunque smentito ogni coinvolgimento nella vicenda.

La caccia della pm Barbara Zuin e dell’aggiunto Paolo Ielo si allarga, dunque. E si fa sempre più grossa. Membri del Governo, come il sottosegretario Giorgetti, possono vantare una solida amicizia con Parnasi. Amicizia che sarebbe sfociata in finanziamenti alla fondazione vicina alla Lega. Circa 200 mila euro per la campagna elettorale delle politiche. Anche i rapporti con il Movimento 5 Stelle sarebbero strutturati. Soprattutto con Luca Lanzalone, il presidente grillino di Acea finito in manette. A leghisti e pentastellati Parnasi avrebbe garantito anche i biglietti per accedere alle partite della Roma. “I grillini sono miei sodali – si legge in un’intercettazione di Parnasi – qui il Governo lo sto facendo io. Se vincono loro è fatta”.

La posizione peggiore, per ora, è quella del Movimento 5 Stelle. Da sempre cavalieri senza macchia, da un paio di giorni l’esercito che fa capo a Di Maio ha scoperto il garantismo. Meglio tardi che mai. In compenso indagini, arresti e rinvii a giudizio andranno spiegati agli elettori, che hanno già iniziato a storcere il naso. In cima alla lista c’è naturalmente Virginia Raggi. La sindaca, che dovrà presentarsi davanti a un giudice la settimana prossima per rispondere alle accuse di falso, oggi si è recata in Procura. A piazzale Clodio è stata ascoltata dai magistrati come persona informata dei fatti. Raggi ieri sera ha voluto precisare di sentirsi “parte lesa” e di non essere coinvolta nella storia dello stadio. A essere messa in discussione dall’opinione pubblica, tuttavia, non è mai stata la sua onestà, ma la sua capacità amministrativa.

Sulla vicenda, l’ex vice ministro dei Lavori Pubblici Riccardo Nencini, ha ricordato quanto potrebbe essere importante regolamentare il rapporto tra Istituzioni e portatori di interessi particolari. “Non dico – ha affermato il leader Psi – che una legge sulle lobby, quale quella che ho immediatamente ripresentato a inizio legislatura, avrebbe risolto il problema, ma almeno avrebbe messo in imbarazzo quei parlamentari protagonisti di cene e incontri segreti con quei portatori di interessi noti alle cronache di questi giorni”. Quanto alla questione politica, secondo Nencini la sindaca Raggi e il premier Conte sono “due capi senza testa benché rappresentino i grillini ai vertici delle Istituzioni più importanti. Il sindaco non sa chi sia Lanzalone, sostiene che le sia stato imposto; il secondo zoppica dietro i due vice delegando loro i dossier più significativi”.

Anche Enrico Buemi, responsabile Giustizia del Psi e senatore nella XVII Legislatura ha commentato la vicenda entrando nel merito di quanto detto da Di Maio. “Il premio ammesso da Di Maio nei confronti di Lanzalone – ha detto Buemi – al di là della vicenda giudiziaria riguardante la costruzione del nuovo stadio della Roma, sulla quale manteniamo un atteggiamento garantista di presunzione di non colpevolezza fino al passato in giudicato, mette in risalto un aspetto che non ha bisogno di conferme giudiziarie”. “Il fatto che Di Maio riconosca che l’incarico di Presidente dell’Acea sia stato un regalo fatto a un dirigente del M5s – ha continuato – pone una domanda a cui si deve dare risposta non solo da parte del M5s ma anche da parte della Procura di Roma”, ha aggiunto Buemi. “ È lecito che il sindaco di una città ammetta che la nomina le sia stata imposta da altri che non hanno responsabilità pubblica alcuna nella gestione della città di Roma?”, ha continuato Buemi. “Qui non si tratta di non riconoscere il tempo per il cambiamento ai nuovi governanti. Il cambiamento che c’è stato è nella sfrontatezza di assumere atteggiamenti di illegalità diffusa”, ha concluso Buemi.

F.G.

AMICI COME PRIMA

macron-conte

Dopo che la tensione tra Francia e Italia era salita alle stelle, oggi si apre una tregua tra i due paesi con le cancellerie impegnate a far tornare i rapporti a un livello di normalità. Nella notte tra il presidente Conte e il presidente francese Emmanuel Macron vi è stata una lunga e cordiale telefonata. Confermata la visita di Conte che sarà domani a Parigi. Il presidente francese – si legge in una nota diffusa dall’Eliseo – nel corso del colloquio telefonico ha “sottolineato di non aver mai fatto alcuna dichiarazione con l’obiettivo di offendere l’Italia e il popolo italiano”. “Il Presidente francese – si legge in una nota – e il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte hanno confermato l’impegno della Francia e dell’Italia a prestare i soccorsi nel quadro delle regole di protezione umanitaria delle persone in pericolo”.

Il presidente francese nel colloquio ha detto di “aver sempre difeso la necessità di una maggiore solidarietà europea con il popolo italiano”: lo si legge in una nota dell’Eliseo. “L’Italia e la Francia – prosegue la nota – devono approfondire la loro cooperazione bilaterale ed europea per condurre una politica migratoria efficace con i Paesi d’origine e di transito, attraverso una migliore gestione europea delle frontiere e attraverso un meccanismo europeo di solidarietà e di assistenza dei rifugiati”.

Con Macron, ha detto Conte, “siamo tutti e due consapevoli che Italia e Francia lavorino fianco a fianco, anche con gli altri partner Ue”. Conte è tornato sulla chiamata con il presidente francese: “c’è stato un chiarimento in cui ha precisato che le espressioni ingiuriose rivolte all’Italia e al popolo italiano” non erano state da lui pronunciate. Conte ha ribadito che i toni con Macron erano “molto cordiali”.

Il premier italiano ha anche ricordato che nell’incontro con Macron si parlerà anche della modifica “del Regolamento di Dublino, come pure dell’unione bancaria e monetaria”. “Quel che pensiamo – ha detto la ministra per gli Affari europei Nathalie Loiseau – è che l’Europa non sia stata abbastanza vicina all’Italia nella crisi migratoria. Il peso dell’accoglienza e dell’esame delle domande di asilo ha poggiato troppo sull’Italia, ci sarebbe voluta una presenza europea molto più forte. Bisogna mettere a punto un meccanismo europeo per aiutare l’Italia, un’idea che la Francia ha sempre difeso, e per fare questo dobbiamo lavorare insieme”.

Ma Di Maio continua a puntare i piedi e a fare i capricci: “Finché non arriveranno le scuse” dal Presidente francese Macron, “noi non indietreggiamo” aveva detto questa mattina il ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico, Luigi Di Maio, a Rtl, spiegando che “questo deve essere chiaro per questa vicenda e per il futuro” circa i prossimi tavoli che ci saranno in Europa. “È finita l’epoca in cui si pensava che l’Italia la puoi sempre abbindolare”, ha sottolineato. “Scuse o non scuse – ha detto il Ministro degli Interni Salvini – bado alla sostanza non alla forma. Bene il chiarimento con la Francia”. Mentre da Moavero, ministro degli etseri, i toni sono più pacati: “Tocca alla Francia vedere di riportare a toni più urbani le sue dichiarazioni sulla questione migranti”. “Per quanto riguarda invece le questioni di fondo – ha aggiunto Moavero – dobbiamo discuterne nelle sedi europee”.

ANNUNCI PERICOLOSI

BANDIERE UE ITALIA

Il debutto del governo italiano in Europa è di quelli che non passano inosservati. Dopo la decisione di Salvini di chiudere i porti, dopo la diatriba con Malta e il “soccorso” spagnolo alla Aquarius, da diversi Paesi europei si è levato un coro di critiche contro la politica migratoria del governo giallo-verde. Dalla Francia hanno definito “vomitevoli” le posizioni del leghista e in Spagna si ipotizza che l’Italia abbia in qualche modo violato il diritto internazionale. Conte, Salvini e Di Maio hanno già rispedito al mittente le accuse e ora chiedono le scuse a Parigi. Alla luce degli ultimi sviluppi nelle relazioni tra l’Italia e la Francia il ministro dell’Economia Giovanni Tria ha deciso di cancellare il viaggio a Parigi, dove avrebbe dovuto incontrare l’omologo Bruno Le Maire. Lo confermano fonti governative. Resta confermato invece l’incontro di domani a Berlino con il ministro delle Finanze Olaf Scholz. La decisione del titolare di via XX settembre sarebbe giunta mentre il ministro stava per raggiungere l’aeroporto dove avrebbe preso il volo per Parigi nel primo pomeriggio.

A preoccuparsi degli effetti dello scontro in atto è il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi. Persona accorta e prudente, cresciuta nelle istituzioni europee e grande conoscitore delle dinamiche interne all’Unione. Il ministro degli Esteri ha convocato alla Farnesina l’ambasciatore di Francia in Italia per avere chiarimenti sul durissimo giudizio espresso dal portavoce di En Marche. Moavero ha sottolineato come le accuse della Francia “compromettono le relazioni”. Il ministro, si legge in una nota della Farnesina “ha chiarito che simili dichiarazioni stanno compromettendo le relazioni tra Italia e Francia. I toni impiegati sono ingiustificabili, tenuto conto che da molti mesi ormai il nostro paese ha pubblicamente denunciato l’insostenibilità dell’attuale situazione di latitanza di un approccio coordinato e coeso a livello europeo circa la gestione dei flussi migratori, rispetto ai quali l’Italia non si è mai tirata indietro. Comprendo – fa sapere Moavero Milanesi – che anche uno Stato amico e alleato possa dissentire dalle posizioni di un altro Stato, ma tale dissenso dovrebbe essere espresso in forme e modi coerenti con tale rapporto di amicizia, in particolare tenendo a mente che anche in tempi recenti l’Italia non ha fatto mancare alla Francia il proprio aiuto per fornire la necessaria assistenza a persone migranti”.

Oggi è stato il giorno dell’intervento di Salvini al Senato per una informativa su Aquarius. “Macron passi dalle parole ai fatti e domani mattina accolga i 9mila migranti che si era impegnato ad accogliere”. Ha detto il ministro dell’Interno sottolineando che la Francia ha accolto solo 340 dei 9.816 migranti che dovevano essere ricollocati in tre anni. “La Francia ci dice che siamo cinici – ha aggiunto – ma dal 1 gennaio al 31 maggio ha respinto alle frontiere 10.249 persone, comprese donne e bambini disabili”.

“Giusto e condiviso sdegno per le dichiarazioni francesi” è giunto anche dall’ex premier, Romano Prodi, in un’intervista a InBlu Radio. “Dire quello che ha detto il governo francese – ha aggiunto Prodi – è intollerabile soprattutto da parte di un governo che ha causato l’inizio di questa tragedia. La guerra in Libia l’ha fatta la Francia. Noi ci siamo incredibilmente accodati, non ho mai visto qualcuno fare un guerra contro i propri interessi”. “La Francia in questi anni – ha concluso Prodi – ha gestito le cose in Libia con iniziative assolutamente proprie non curandosi degli interessi generali. Macron, in questo unico caso, non ha fatto altro che mettere insieme le forze politiche italiane”.

Redazione Avanti!

BOCCIATO IN DIRITTO

AQUARIUS“Toccherebbe al presidente del consiglio dei ministri vigilare sul rispetto delle convenzioni internazionali da parte del Paese che è stato chiamato a governare. Conte non lo ha fatto. Si è piegato al diktat di Salvini contravvenendo ad accordi internazionali e allo spirito costituzionale”. Lo ha detto Riccardo Nencini, segretario del Psi commentando l’evolversi della vicenda della nave Aquarius. “Proprio lui che da anni insegna ai ragazzi la forza del diritto. Se uno, uno solo dei suoi studenti avesse maneggiato il diritto con la sua stessa discrezionalità – ha concluso Nencini – sarebbe stato buttato fuori dalla seduta d’esame”.

Intanto prosegue la traversata dei 629 migranti a bordo della Aquarius e delle navi della Marina italiana che saranno a Valencia tra sabato e domenica. Si registra nelle stesse un nuovo naufragio che sarebbe avvenuto a 20 miglia dalle coste libiche. Lo scrive la Ong Sea Watch sul suo profilo Twitter sottolineando che la nave – che si trovava davanti alla Libia – si sta dirigendo nella zona. Il naufragio, aggiunge la Ong, “ci è stato segnalato da un assetto della Marina statunitense, che ha tratto in salvo dall’acqua 40 persone e conferma 12 cadaveri

Il ministro Salvini riferirà mercoledì in Aula al Senato per rispondere all’informativa chiesta dal capogruppo del Pd al Senato Andrea Marcucci. Una vicenda che ovviamente ha riflessi in tutta europa. Attacchi all’operato del governo italiano sono infatti arrivati da più parti. E l’esecutivo prova a respinge le critiche l’Italia: “Le dichiarazioni intorno alla vicenda Aquarius che arrivano dalla Francia – si legge in una nota di Palazzo Chigi – sono sorprendenti e denunciano una grave mancanza di informazioni su ciò che sta realmente accadendo. L’Italia non può accettare lezioni ipocrite da Paesi che in tema di immigrazione hanno sempre preferito voltare la testa dall’altra parte”.  La Francia ha infatti attacco molto duramente l’Italia. Emmanuel Macron ha parlato nella riunione di gabinetto del governo Secondo il portavoce della presidenza, Benjamin Griveaux, il capo dello stato ha denunciato che, secondo la legge marittima, “in caso di difficoltà, i paesi con la costa più vicina” a una nave che lancia una richiesta di soccorso “hanno la responsabilità’ di rispondere”.

La questione migrazione insomma si è arrivata in Europa. Per il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani “è strategica perché è a rischio l’intera Ue, se non si affronta e non si risolve questo problema rischiamo di vedere fallire tutto il progetto”. “La misura è colma, non possiamo più aspettare, perché avremo decine e decine di casi come quelli che stiamo vedendo in questi giorni e con l’estate la situazione peggiorerà. Quindi bisogna intervenire, a breve a medio e a lungo termine”, ha aggiunto. “Prima dell’estate andrò in Niger e poi spero in Libia”.

Sulla stessa linea il commissario europeo alla Migrazione Dimitris Avramopoulos: “Nessuno crede” che quanto accaduto con la nave Aquarius “sia solo una responsabilità italiana, maltese o spagnola. E’ una responsabilità europea e richiede una risposta europea”. Così il commissario europeo alla Migrazione Dimitris Avramopoulos. “L’incidente dell’Aquarius dimostra che il nostro lavoro non è finito e non lo sarà presto. Dobbiamo essere preparati. Non ci possiamo permettere si ripeta un nuovo 2015, abbiamo bisogno di un approccio comune strutturato, con solidarietà e responsabilità condivisi”.

Chi plaude all’operato dell’Italia è inceve l’Ungheria. Il primo ministro ungherese Viktor Orban, quello del reticolato anti-immigrati per intenderci, ha affermato che che si tratta di “un grande momento che potrebbe davvero portare cambiamenti nella politica europea sulle migrazioni”. La sua prima reazione quando ha sentito la notizia, ha detto, è stata “finalmente!”. È stato “così deprimente”, ha aggiunto, ascoltare per anni che le frontiere marittime dell’Europa non possono essere difese, al punto “che praticamente passa la voglia di vivere”.

ALTO MARE

aquarius

La nave Aquarius, con 600 migranti a bordo, sarà accolta dalla Spagna. L’Italia ha chiuso i propri porti ed è venuta meno ad uno dei principi fondanti della sua storia: la solidarietà. L’Aquarius sarà accolta dalla Spagna a Valencia. Lo ha annunciato il primo ministro socialista Pedro Sanchez che ha annunciato che il suo Paese permetterà alla nave di attraccare a Valencia. “È nostro obbligo aiutare ad evitare una catastrofe umanitaria e offrire un porto sicuro a queste persone”, ha detto il premier Sanchez.

“Salvini con la vicenda della nave Aquarius – ha dichiarato Enrico Buemi, responsabile giustizia del Psi e già Senatore nella XVII Legislatura – si è infilato in un tunnel che, finita la campagna elettorale, dovrà essere affrontato e risolto. Fra qualche giorno il caso della nave in mezzo al mare e senza viveri, con bambini e donne incinte, e l’isolamento internazionale in cui si sta infilando lo obbligheranno a tornare con i piedi per terra perché non esiste un politico, per quanto spregiudicato e per quanto vi sia un Paese disorientato e sordo, che ha perso il senso della sua Storia e della sua tragedia di popolo di migranti, che non debba fare i conti con la realtà”.

“Non esiste -ha continuato Buemi – in una situazione di fenomeni di migrazioni epocali, determinati da guerre, crisi economiche, epidemie e grande povertà, uomo di governo che possa contrastare il fenomeno in maniera adeguata senza la collaborazione degli Stati confinanti e, in particolare, senza risolvere il problema della Libia – ha spiegato Buemi – che ancora oggi non ha affrontato la questione della sua ricostruzione interna e senza la quale vi è un immenso varco aperto per cui non c’è Salvini di sorta che impedirà le tragedie in mare di migliaia di migranti. La soluzione, dunque, non è il respingimento ma adeguate politiche di accoglienza e di relazioni positive con gli Stati europei che, invece di essere presi a pesci in faccia, devono collaborare con l’Italia per risolvere la questione di una equa distribuzione dei flussi migratori”.

“Se in Italia fosse ancora in vigore la legge Turco-Napolitano, invece che la famigerata Bossi-Fini, che tanti guai ha creato, ci sarebbero flussi legali e immissioni controllate. La chiusura totale all’immigrazione legale porta alla immigrazione clandestina. I demagoghi di tutto il mondo si possono unire e fare tutto il chiasso che vogliono, e raggiungere anche grandi risultati elettorali, ma dovranno inevitabilmente tornare a fare i conti con la realtà di un mondo che si muove da dove si sta peggio a dove si sta meglio”, ha concluso Buemi.

L’ Aquarius è in navigazione nel canale di Sicilia da tre giorni con 629 migranti a bordo, tra cui minori, bambini e donne incinte. La svolta è arrivata con l’apertura da parte della Spagna e del premier socialista ha fatto in modo, anche dopo il pressing di Onu e Ue, che le ragioni umanitarie prevalessero sulle tattiche politiche e la nave fosse fatta attraccare ‘subito’. Il premier Giuseppe Conte, in visita alle zone terremotate, aveva “chiesto un gesto di solidarietà da parte dell’Ue su questa emergenza. Non posso che ringraziare le autorità spagnole per aver raccolto l’invito”. E ha spiegato che la decisione della Spagna va “nella direzione della solidarietà”. Solidarietà invece negata da parte Italiana con il premier che si è comunque trovato a subire una decisione imposta da un proprio ministro senza che fosse chiaro quale fosse la posizione del premier in proposito.

Il commissario europeo Dimitris Avramopoulos su Twitter ha appreso con soddisfazione la decisione del premier socialista: “Diamo il benvenuto alla decisione del governo spagnolo di permettere a nave Aquarius di sbarcare a Valencia per ragioni umanitarie. Questa è la vera solidarietà messa in pratica, sia verso questo queste persone disperate e vulnerabili, che verso Stati membri partner”. Nel frattempo altri migranti sono stati salvati a largo della Libia. Si tratta di circa 800 persone che, secondo quanto si apprende, sono state recuperate da imbarcazioni italiane e internazionali. Le operazioni di soccorso si sono concluse in piena notte.

E il ministro dell’Interno Matteo Salvini dopo le polemiche sulla nave Aquarius, ha scritto su twitter: “Oggi anche la nave Sea Watch 3, di Ong tedesca e battente bandiera olandese, è al largo delle coste libiche in attesa di effettuare l’ennesimo carico di immigrati, da portare in Italia. L’Italia ha smesso di chinare il capo e di ubbidire, stavolta c’è chi dice no”. Intanto una seconda nave si sta avvicinando alle nostre coste.

IL CANE È VIVO

conte salvini di maioNon sarà facile ma non è impossibile. Il governo Conte – intendo l’alleanza tra Salvini e Di Maio – cercherà di cancellare il confine politico destra/sinistra. Lo ritengono un cane morto, un residuo del vecchio secolo da cui liberarsi in fretta. I tre hanno promesso una ‘politica del fare’ fondata sui bisogni del popolo, una trasposizione nel nostro tempo degli slogan della Francia della rivoluzione. Nulla di buono.

E però, se è complicato inserire i Grillini nelle categorie tradizionali, non c’è dubbio che la Lega, per sua stessa ammissione, per alleanze, per collocazione nello scenario europeo, sia un movimento di destra e dei più estremi. Ostenta una pancia razzista e non se ne lamenta, propone una riforma fiscale che avvantaggia i più ricchi, è giustizialista. Resta il fatto che il crinale destra/sinistra va ripensato. Profondamente ripensato. Qui e in Europa. Migrazioni e globalizzazione hanno fatto affiorare nuovi problemi che con la consuetudine non possono essere affrontati. La sinistra è ovunque in crisi, arranca attorno a basse percentuali elettorali, rispetto ai grandi temi che travagliano le famiglie è afona. Resto al mio paese. In Parlamento ci sono due opposizioni – una di sinistra, l’altra di centro destra – ma nessuna delle due costituisce ad oggi un’alternativa credibile. A me sta a cuore la prima. E sono preoccupato.

C’è chi ritiene che “ha da passa’ a nottata”, tanto prima o poi l’alleanza esplode. Non può durare un governo che trasporta a Palazzo Chigi un protagonista del Grande
Fratello con un Presidente del Consiglio che prende ordini da Di Maio. Non sarà così. L’alleanza ha una sua solidità, poggia sul ‘Vaffa..’ grillino, si allargherà a comuni e regioni prossimamente al voto. Spero di sbagliarmi. Voglio dire che è un errore aspettare, urge organizzarsi.

L’Alleanza per la Repubblica che i socialisti hanno proposto intende creare un largo fronte riformista che ridisegni la cornice in cui la sinistra italiana si muove. E nel ridisegnarla non si può partire che dai due pilastri su cui si fonda il socialismo: eguaglianza e libertà. Le carte si possono mescolare come volete ma da qui la sinistra deve passare. Il punto non è rinunciare a una collocazione politica ma ridefinirne i contenuti.

Un paio di esempi. Da oltre un secolo chi pensa alla sinistra pensa alla classe operaia, considerata il lato debole della società. Non è più così. Le fragilità crescono tra i laureati che si arrabattano alla ricerca di lavoro, tra gli esodati cinquantenni, tra i pensionati al minimo, tra professionisti e divorziati maschi. Tra i giovani e i giovanissimi dal futuro incerto. Di loro, soprattutto di loro, la politica deve occuparsi. C’è di più. La chiusura dentro i confini nazionali è destinata a provocare conseguenze deleterie. Senza un’Europa forte, nella globalizzazione scompariamo. Meno investimenti, insufficiente ruolo nelle relazioni internazionali, meno lavoro. E però il problema esiste. Già. Come tutelare una tradizione di comunità, come non essere spazzati via da una modernità che spesso non comprendi, come dare voce a spaesati e naufraghi senza che la nostalgia approdi al rancore e alla rabbia. Abbandonare la strategia degli ipermercati e tutelare il piccolo negozio di paese è utile? Proteggere la piccola impresa è utile? Conferire il voto amministrativo ai sedicenni per legarli di più e meglio alle comunità locali e avviare un percorso civico è utile? Penso sia necessario.

Abbiamo sbagliato a confidare nell’idea di un progresso perpetuo dimenticando chi restava indietro. Non solo per ragioni economiche, per cultura.
Da qui bisogna ripartire. Presto.

Riccardo Nencini