Scrive Luciamo Masolini:
Cassola nel centenario
della sua nascita

Carlo Cassola non ha certo bisogno di presentazione essendo uno tra i più illustri autori della nostra letteratura. Nato a Roma il 17 marzo 1917 – ne è in atto infatti il centenario -, trascorse però quasi tutta la sua esistenza in Toscana (la madre era volterrana), luogo da lui amatissimo e che, non a caso, userà spesso come sfondo per i suoi più noti racconti. Ma Cassola non era soltanto uno straordinario romanziere, al quale attribuirono importanti riconoscimenti – tra cui anche il Premio Strega -, egli fu pure un convinto pacifista. Alla materia dedicò infatti diversi saggi ed anche un’associazione, la “Lega per il Disarmo Unilaterale”, che mosse i primi passi a Firenze nel 1977 (dall’unione con la Lega socialista per il disarmo unilaterale dell’Italia) e alla quale abbinò poi un mensile, “L’Asino”. Nel secondo numero del primo anno (1980) di questo periodico antimilitarista, Cassola scrisse una lettera rivolta al presidente Sandro Pertini, “Ma chi svuota questi arsenali?”, dove in più punti affiorano alcune marcate delusioni. Lo scrittore secondo i suoi principi avrebbe, difatti, preferito un presidente molto più distaccato dall’ambito militare, come per esempio le Forze Armate.

La sincera missiva terminava con queste suppliche: “(…) On. Pertini, lei può fare davvero qualcosa per la causa della pace. Non dubito che questa parola susciti un’emozione in lei, come la parola antimilitarismo, che è lo stesso della parola socialismo. Lei ha detto di voler essere il presidente di tutti gli italiani. Ma d’italiani ce ne siamo di tutti i colori, cominciando da quella che è la distinzione fondamentale, tra fascisti e antifascisti. Io mi auguro che voglia essere il Presidente solo di questi ultimi; solo di quella parte di italiani, che poi sono la grande maggioranza, i quali si richiamano ai valori del socialismo, vale a dire della pace. Essi vogliono essere protetti, innanzitutto, da una politica demenziale che assicura una cosa sola: la fine del mondo. So quello che lei può obiettarmi, che questa politica demenziale è già cominciata e tanto vale attenersi ai suoi dettami.

Ma se questi dettami sono suicidi? Noi intendiamo chiamare a raccolta tutti coloro che non si rassegnano a un così fallimentare esito politico: cominciando dall’antimilitarista e socialista on. Pertini”. Oggi, a distanza, vista la sempre più aggrovigliata situazione internazionale nella quale ci troviamo, fra l’altro di così difficile risoluzione, possiamo senz’altro dire che quei saggi e quegli accorati suoi appelli furono davvero preveggenti. Uno di questi, “La rivoluzione Disarmista” (Rizzoli, 1983), nel cui titolo è già ben chiaro ciò che consideriamo essere il manifesto pacifista dell’autore de “La ragazza di Bube”, è stato ora sottoposto ad un nuovo vaglio. Dal quale ne è derivato un piccolo libretto, ma dal contenuto alquanto consistente. Del resto colui che ne ha realizzato l’approfondito e aggiornato esame – con quella sua solita attenta ed esperta cura – è uno dei migliori maestri della nonviolenza in Italia, Alberto L’Abate. Un serio attivista che incarna veramente la nonviolenza, avendone fatto il motivo principale della sua stessa vita. E’ stato pure collaboratore di Aldo Capitini e di Danilo Dolci. Le ventiquattro pagine formanti l’interessante studio sono suddivise in nove capitoletti, tra i quali: “Il libro di Cassola”, “L’impegno per la pace di Cassola”, “Il rischio di morte nucleare è sempre attuale?”, “Come portare avanti la rivoluzione nonviolenta e disarmista?”, “Alcuni passi avanti verso questa rivoluzione”, “Lo strapotere dei militari”, “Come lavorare per superare la violenza strutturale?” ed altri ancora. Ben cinquantasei sono invece le note esplicative, che incrementano ancora di più la già alta qualità del testo.

L’opuscolo, venduto al prezzo di dieci euro – e che comprende però anche il saggio cassoliano in questione –  i cui proventi andranno a favore di iniziative nonviolente nel nostro Paese, è accompagnato da un avviso a mo’ di presentazione nel quale, tra le altre cose, si legge:”(…) Gli aderenti attuali della Lega – quella sopramenzionata, nda -, su ispirazione di Hessel, il grande partigiano antinazista francese padre dei movimenti di lotta nonviolenta – Stéphane Hessel due anni prima del sua morte, avvenuta (nel 2013) all’età di 96 anni, aveva scritto il pamphlet “Indignatevi!”. Un testo assai significativo e di grande successo, fortunatamente tradotto anche in italiano, nda – (…), hanno dato vita ad una coalizione “Disarmisti Esigenti” che, all’interno della Campagna internazionale per l’abolizione delle armi nucleari, sta cercando di fare approvare dalle Nazioni Unite la messa al bando di queste armi…”. “Riflessioni su ‘La rivoluzione Disarmista’ di Carlo Cassola”, che è il titolo di questo recente studio di L’Abate, curato dal Centro di documentazione del Manifesto Pacifista Internazionale (trovantesi presso la Casa per la Pace “la Filanda”, a Casalecchio di Reno), è una breve critica ma svolta – lo ribadiamo – sempre con tanta competenza. Le cui belle riflessioni ci ricordano quanto siano importanti i valori della pace e quanto, al di là di tutto, sia comunque un bene tentare di poterli fare propri.

Luciamo Masolini

Scrive Giovanni Alvaro:
Berlusconi come il buon vino…

Chi si è trovato a seguire Berlusconi, ospite di Porta a porta, ha avuto la possibilità di assistere ad una vera e propria lezione di alta politica. Malgrado le punture di spillo dei due giornalisti, invitati a ‘stuzzicarlo’, il Cavaliere ha dimostrato che ‘più invecchia e più è buono come il vino’: non una sola sbavatura, nemmeno domande lasciate cadere, né tentennamenti e farfugliamenti sulla situazione politica e sul dopo elezioni.

Vittima di congiure di palazzo, destinatario di una condanna subìta dopo essere stato sottratto al suo ‘giudice naturale’, estromesso dal Senato con una legge incostituzionale perché prevede la pena afflittiva anche se quando sarebbe stato commesso il reato, la legge Severino non c’era ancora, Berlusconi continua ad essere al centro della politica perché è, comunque, un politico di elevata statura o, più semplicemente, è un vero statista. E da vero statista non cerca il successo personale ma quello che può aiutare il Paese e, per ciò, rilancia l’alleanza delle forze moderate.

La base indiscutibile messa a fuoco è, infatti, l’alleanza delle forze di centrodestra (Forza Italia, Lega, Fratelli d’Italia ed altri piccoli raggruppamenti), con l’obiettivo di una nuova vittoria come quelle registrate per battere ‘la gioiosa macchina da guerra’ dei comunisti a guida occhettiana, o quelli guidati da D’Alema e Bersani che, aldilà delle ideologie, hanno avuto, ed hanno, una concezione del governo del Paese che tarpa le ali alla ripresa perché basata sulle tasse, solo tasse e sempre tasse. Se però nessuno vincerà le elezioni potrà farsi come in Germania un governo di coalizione. Ma un Governo tra M5S e PD sarebbe una vera iattura. Non resta che l’ipotesi di larghe intese per bloccare, così, un possibile governo di tassatori e di incapaci.

Vincere, però, non è un’operazione impossibile. Berlusconi ne è convinto. Bisogna, innanzitutto, crederci ed essere in grado di parlare chiaro alla gente. Da una parte c’è, infatti, la rapina contro chi, con sacrifici ha costruito qualcosa, ma viene additato come un corrotto o un corruttore. Le imprese subiscono questo trattamento pur creando lavoro e ricchezza; ma lo stesso trattamento subiscono i cittadini che, con mille sacrifici, sono riusciti a costruirsi, o a comprarsi, la propria casetta, quella che periodicamente è oggetto di attenzione da parte dei tassatori di sinistra.

Il Cavaliere ha scodellato tutto il programma di Forza Italia che ha al centro la riduzione delle tasse con l’ipotesi della flat tax, ha illustrato la posizione negativa sul ‘Ius soli’, ha ricordato la vergogna delle primavere arabe, i successi contro l’immigrazione concordata con Gheddafi, e poi la necessità non più rinviabile della riforma della giustizia, e infine sul garantismo (la Raggi non deve dimettersi per un’eventuale iscrizione nel registro degli indagati, ma dovrebbe farlo per la sua palese incapacità), mentre ha indicato decisamente il nuovo pericolo per l’Italia rappresentato dai Movimento 5 stelle che è un’accozzaglia di parvenu senza arte né parte non avendo fatto nulla nella società prima dell’elezione grillesca.

Del resto, dice il Cav, gli ‘stessi Di Maio e Di Battista prima di diventare ‘onorevoli’ erano semplici disoccupati’ e han fatto saltare il ‘banco’ con il voto segreto che, per un errore tecnico, diventò palese squinternando i loro propositi ch’erano quelli di addebitare ad altri la bocciatura della legge chiamata tedeschellum con il rinvio delle elezioni. Essi mentre gridavano ai quattro venti che volevano votare subito non hanno voluto perdere nè la pensione e neanche lo stipendio per altri 9 mesi (chissà infatti quanti di essi potranno riavere il lauto stipendio ottenuto con la lotteria di Grillo).

Intanto l’attenzione, ci ha ricordato Berlusconi, deve essere diretta ai ballottaggi di Domenica 25. Saranno certamente una cartina di tornasole sul nuovo vento che deve, e può, spirare sull’Italia.

Giovanni Alvaro

Scrive Manfredi Villani:
Milano, risorsa urbanistica verde

Da ieri e nei prossimi venti anni la Città Metropolitana di Milano è interessata per la riqualificazione degli scali ferroviari urbani delle Ferrovie dello Stato.Giovedì 22 giugno 2017 è stato firmato l’accordo di programma per la riqualificazione dei 7 scali ferroviari milanesi.Hanno sottoscritto una risorsa urbanistica verde il Sindaco di Milano,il Presidente della Regione Lombardia e l’Amministratore Delegato delle Ferrovie dello Stato.L’accordo dovrà essere ratificato dal Consiglio Comunale di Milano nel giro di un mese.Rispetto a precedenti accordi ipotizzati dalla Giunta di Pisapia la quota di verde pubblico negli spazi interessati è aumentata fino al 65% della superficie totale dei 7 scali,ovvero 675mila metri quadri di verde in più della superficie metropolitana.I punti chiave dell’accordo,sottoscritto presso lo Scalo Farini,costituiscono il più grande piano di rigenerazione urbana che riguarderà Milano nei prossimi 20 anni,uno dei più grandi progetti di ricucitura e valorizzazione territoriale in Italia e in Europa.Le tematiche prioritarie riguardano,oltre al verde e spazio pubblico,la realizzazione della Circle Line,gli oneri ed extraoneri,volumetrie ed indice di edificabilità medio,il documento di visione strategica redatto dagli Uffici Comunali con il supporto del Politecnico di Milano,nonchè i masterplan per le fasi attuative. I sette scali suddetti riguardano i siti ferroviari Farini,Greco,Lambrate,Rogoredo,Porta Genova e San Cristoforo che insieme occupano una superficie di 1250mila metri quadri,di cui circa 200mila rimarranno a funzione ferroviaria.La parte residuale di area riguarda interventi di raccordo della Circle Line,le volumetrie destinate a funzioni non residenziali,a residenza sociale e convenzionata.Le suddette aree dei 7 scali dismessi rientrano tra i beni immobili trasferiti all’Ente Ferrovie dello Stato costituito nel 1985 con la Legge n,210 del 17/05/1985,parte del patrimonio su cui le FS hanno piena disponibilità secondo il regime civilistico della proprietà privata.Per gli scali FS,il Sindaco di Milano Giuseppe Sala ha commentato sul Corriere della Sera di oggi:E’ un buon accordo.L’accordo recepisce le richieste indicate lo scorso novembre 2016 dal Consiglio Comunale e le istanze emerse durante il lungo percorso di partecipazione e dibattito pubblico che ha visto il coinvolgimento di oltre 60mila persone.

Manfredi Villani

Scrive Celso Vassalini:
Piazza delle Loggia,
Brescia non si è mai arresa

Egregio Direttore,

Brescia non si è mai arresa. A più di 43 anni dall’esplosione della bomba che causò 8 morti e oltre 100 feriti c’è finalmente una verità acquista e definitiva sulla strage di piazza Loggia. La fine di un percorso infinito, una pagina che si chiude e un segnale di riscatto per le istituzioni. Il nostro Stato, sia pur con colpevole ritardo, ha saputo finalmente onorare i propri caduti, pagare, almeno in parte, i propri debiti. Gratitudine per tutti gli uomini e le donne delle istituzioni che hanno permesso di arrivare alla verità. Ora con la cicatrice nel cuore contribuire a tramandare la memoria collettiva di questo tragico evento. Violenza, terrorismo, pulsioni antidemocratiche possono manifestarsi ancora e in forme diverse dal passato: combatterli in nome della civiltà e della convivenza è un compito che appartiene alle nostre Città ferite. Ora quello che è stato un cruccio per oltre quarant’anni può trovare la pace desiderata.

Celso Vassalini

Scrive Antonio Ciuna:
Ius soli, la pericolosa politica
degli speculatori

Gentile Direttore Mauro Del Bue,

L’avvicinarsi delle  probabili elezioni politiche,con un certo anticipo rispetto alla scadenza naturale della XVII Legislatura del nostro Parlamento ( 2018),fa ondeggiare  in maniera disordinata le nostre forze politiche e tradizionali e della destra e della Lega nonché dei populisti che, per convenienza,sono spesso di pensiero cangiante .

Il  “casus belli”,per modo dire,che ha originato in Parlamento una pretestuosa e rissosa polemica fra i parlamentari,per soli finii pubblicitari, è stata la discussione in Aula della legge ” JUS SOLI”. In breve tale legge riconoscerebbe ai minorenni extracomunitari nati in Italia da genitori stranieri,di cui almeno uno di essi risulta residente nel nostro Paese da almeno 5 anni,o che gli stessi minorenni hanno frequentato per non meno di 5 anni le scuole italiane, di essere riconosciuti cittadini italiani.

Il negare o postergare ulteriormente a detti bambini il diritto della cittadinanza italiana è fuori da ogni logica e non tutela per nulla gli interessi dei nostri concittadini, anzi l’atteggiamento ostile della Politica speculativa  e non lungimirante, potrebbe provocare in avvenire instabilità e conflitti sociali nel nostro Paese.

 Premesso che detti minorenni non potranno mai essere espulsi  dall’Italia e, in conseguenza, il permanere a lungo nella posizione di apolide,è foriera di gravi pericoli per l’intera comunità nazionale.

 Detti giovani, mortificati per il mancato riconoscimento di parte dei loro diritti universali, potrebbero essere nel tempo oggetto di attenzione da parte e delle organizzazioni  terroristiche islamiche e dei comuni criminali per incrementare il lucroso spaccio degli stupefacenti o per compiere atti criminosi contro le persone e il patrimonio.

Da alcune forze politiche è stato detto anche, in maniera impropria, che l’approvazione della legge non è urgente,quando il disegno di legge è stato portato in Parlamento per l’approvazione da oltre un decennio.

Ciò che più sconcerta e la mutevole presa di posizione di alcune forze politiche, le quali in passato, pur  dichiarandosi convinti assertori e difensori dei diritti umani,in tempi recenti ,a seguito del verificarsi dei gravi atti di terrorismo di origine dell’estremismo islamico e della preoccupante migrazione dei popoli verso l’Europa dai paesi poveri o in guerra,per istinto innato di conservazione e inconsciamente si è creata nella maggior parte delle popolazioni dell’Europa e in altre nazioni del mondo un senso di preoccupante ostilità verso dette popolazioni dei migranti.Cavalcare e speculare politicamente il dissenso popolare per ottenere maggiori affermazioni elettorali, è una pessima e pericolosa politica.

E’ dovere quindi della politica responsabile approvare quanto prima la legge “JUS SOLI” e nel contempo spiegare al popolo in modo dettagliato che i diritti umani, già riconosciuti dalle Nazioni Unite,devono essere sempre rispettati nell’interesse di tutti. L’integrazione di detti giovani creerà nel  loro animo un senso di gratitudine e di riconoscenza verso la loro Patria Italia e saranno in futuro anche dei buoni e operosi cittadini italiani..

Ricordo che durante l’occupazione degli alleati del territorio nazionale (1943 – 1945) molti soldati dell’esercito americano nati negli Stati Uniti da genitori di origine siciliana,anche se parlavano un dialetto arcaico, in buona parte incomprensibile erano orgogliosi di essere americani e molti di essi sacrificarono la loro vita in guerra per la loro Patria.

Il problema grave e reale è l’incessante afflusso dei popoli migranti dall’Africa e dall’Asia occidentale verso le Nazioni Europee  che si affacciano nel Mediterraneo. E’ dovere dell’Europa e in particolare delle Nazioni Unite fronteggiare al più presto e ad ogni costo il problema delle migrazioni  di massa . Per non creare in futuro gravi instabilità sociale nei Paesi dell’Europa meridionale è di vitale importanza regolare i flussi migratori.

Antonio Ciuna

Scrive Manfredi Villani:
Ius soli, gazzarre ignobile

Finalmente la politica fa scendere in campo i vescovi per lo Ius Soli.Dalla pagina 121 di Televideo apprendiamo che Monsignor Nunzio Galantino,segretario generale della CEI,parlando alla Repubblica delle idee,ha toccato molti temi fra i quali lo Ius Soli.Afferma che i partiti sono contrari per interessi personali.Inoltre “siamo preoccupati per come si sta affrontando il problema persino in Aula con gazzarre ignobili” e sul tema c’è chi ha cambiato idea e ora fa politica unicamente per rincorrere il proprio successo.Conclude asserendo: Noto che la politica partitica spesso insegue l’anti-politica ma i problemi si risolvono con buona politica.Una risposta spiazzante,rivolta al Monsignor Galantino da Roberto Calderoli (Lega),declama:Raramente dalla CEI abbiamo sentito prese di posizione altrettanto dure davanti ai problemi che affliggono gli italiani.Stupisce la netta presa di posizione della CEI che invoca l’approvazione della legge che regola la cittadinanza ad almeno un milione d’immigrati,conclude il suddetto Vice presidente del Senato.Un tempestivo chiarimento,contro la palese diatriba di Calderoli sullo Ius Soli,è stato diffuso dal Presidente del Senato Grasso nei termini:La CEI si è sempre distinta nella difesa dei deboli e non merita questi attacchi.C’è ancora qualcuno-aggiunge Grasso-che non crede si possa difendere contemporaneamente chi è disoccupato e chi è migrante.Fin qui la cronaca di Televideo.Mi preme integrare la narrativa come segue:In occasione della Giornata mondiale del Rifugiato è stato diffuso da Save the Children un chiaro atlante dei minori stranieri soli.Da gennaio 2011 a dicembre 2016 sono sbarcati in Italia 62672 minori senza adulti di riferimento.Sono loro i protagonisti minori stranieri che vanno regolarizzati con la cittadinanza italiana.Si sappia che l’81% dei minori soli ha tra i 16 e i 18 anni,ma aumentano gli arrivi di giovanissimi e di ragazze.Dopo aver percorso “la via dell’inferno”nel deserto giungono in Libia dove,in attesa di un imbarco,subiscono per settimane o mesi percosse,stupri o toture da parte dei trafficanti.Ecco perchè, con questo mio scritto, ritengo opportuno esporre una visione d’insieme dei drammi che i minori si sono lasciati alle spalle e delle durezze subite per raggiungere il continente Europa.

Manfredi Villani

Scrive Giovanni Alvaro:
La Corte europea
e il caso Berlusconi

Ho ancora in testa le vergognose parole di Guglielmo Epifani pronunciate alla viglia della riunione della Giunta del Senato incaricata di esprimere il proprio orientamento sulla decadenza di Silvio Berlusconi dal Parlamento, in forza della legge Severino: «Domani in giunta del Senato – dichiarò – il Pd metterà la parola fine all’avventura politica di Silvio Berlusconi». Parole sprizzanti soddisfazione e orgoglio per i numeri che non potevano non centrare l’obiettivo, ma anche perché ciò poteva avvenire quando l’ex socialista era Segretario Nazionale del PD.

A parte il fatto che comunque Berlusconi non ha mai abbandonato la politica ora siamo vicini alla possibile riabilitazione da parte della Corte europea dei diritti umani che deve valutare il ricorso del Cav contro la legge Severino che, prevedendo la retroattività penale, è diventata, chiaramente, una legge dall’inconfondibile marchio di natura nazista o comunista poco importa. A nulla vale fare i sottili e, arrampicandosi sugli specchi, parlare di sanzione amministrativa quando la decadenza dal seggio senatoriale è una sanzione afflittiva così grave da potersi applicare solo su reati commessi dopo l’entrata in vigore della legge in questione.

Ma l’occasione offerta dalla fissazione della data, il 22 novembre prossimo, nella Grande Camera della Corte alsaziana, ci spinge a ripercorrere, soprattutto per offrire ai giovani una informazione, veritiera e utile, su ciò che è avvenuto per arrivare ad una condanna. Va subito anticipato che già, su identiche ipotesi di reato, la terza sezione specializzata in reati fiscali della Cassazione aveva assolto il Cavaliere da identici ipotesi di reato. Era pacifico che per la terza volta la stessa Sezione non poteva non arrivare allo stesso risultato dell’assoluzione.

A quel punto entra in scena la Corte di Appello di Milano che segnala che la prescrizione scatterà il 1’ agosto del 2013 dando la stura ai giornaloni italiani che sparano a zero contro detta ipotesi di prescrizione. Si rende, pertanto, subito necessario insediare una Sezione estiva che viene affidata al Giudice Esposito che scodella una sentenza di condanna. Tutto legittimo? Non è così. Perché la prescrizione sarebbe scaduta il 26 settembre successivo. Berlusconi viene sostanzialmente tolto al ‘giudice naturale’ in modo truffaldino per affidarlo alle cure dalla Sezione Estiva.

Ottenuta la condanna la sinistra forcaiola decide di espellere Berlusconi, definitivamente, dal Senato usando una legge incostituzionale che prevedeva, come prevede ancora, la sanzione anche per reati antecedenti alla sua approvazione che fa gloriare l’Epifani di turno. La sostanza è che non avendolo potuto battere politicamente la sinistra ha tentato di farlo fuori dalla politica né più né meno di come avrebbe potuto farlo o un regime autoritario o la stessa mafia che, semplifica lo scontro, eliminando semplicemente gli avversari.

Non pensa la sinistra che anche questo suo modo di usare la politica stia alla base del degrado istituzionale? Che essa abbia una responsabilità storica imperdonabile per come ha abusato del potere ottenuto? Non sarà facile uscire dal pantano creato ma certamente non sarà la sinistra forcaiola a poterlo fare. Berlusconi riabilitato serve anche a questo.

L’Italia ha bisogno di qualche statista ancora esistente e non sa che farsene di populismi e di incapacità di governo. E’ sperabile che la Corte di Strasburgo, anche alla luce di casi col marchio PD già affrontati e risolti, decida sui fatti, non si faccia avviluppare dai tentacoli sinistri che possono arrivare fino ad essa, e cancelli una vera e propria vergogna.

Giovanni Alvaro

Reggio Calabria

Scrive Luigi Mainolfi:
La superficialità diseducativa dell’informazione

Quando ero studente delle Superiori, incominciai a leggere un giornale (Il Mattino) e un settimanale (l’Espresso , appena nato), per colmare le mie lacune e per capire quello che avveniva e quello che sentivo. Avevo sempre a portata di mano il vocabolario, perché la mia lingua era più il dialetto che l’italiano. Avevo intuito che tali strumenti mi avrebbero aiutato a non essere escluso dalle discussioni con i più fortunati, di me. Da allora, non ho mai smesso, anche se sostituii Il Mattino con il Corriere della Sera e con l’Avanti e l’Espresso, quando cambiò formato, con Mondo Operaio, Azione Sociale, Critica Sociale , ecc..

Queste pubblicazioni diventarono  la mia Bibbia. Nella seconda Repubblica, restai con il Corriere.  Da alcuni anni, l’attrazione va scemando, perché  non trovo più firme  di uomini liberi e preparati, soprattutto LIBERI. Le pagine culturali fanno più pubblicità per le case Editrici  che formazione. I kilogrammi di supplementi ti fanno capire che sei  considerato più un consumatore che  non un lettore. A ciò, si aggiunge quello che Ferruccio  de Bortoli ha evidenziato: “Tra i giornalisti c’è la cultura di non disturbare il manovratore, per non essere indicati come quelli,  che  remano contro il Paese”. Aggiunge che non gli piace questo conformismo. Nella prima Repubblica  l’informazione formava. Nei confronti televisivi , si toccava con mano l’effetto dell’informazione.  Oggi,  si tocca con mano la  funzione compromissoria della grande stampa e incomincio a preferire,  oltre ad Avanti online, mensili e libri di economia.  Con la speranza di  “veder cadere” qualche  articolo interessante, leggo ancora il Corriere della Sera. Dove  sono giornalisti, che possono essere considerati  eredi    di  Ansaldo,  Arfè,   Barzini, Montanelli, Biagi e di tanti altri?

Questo sfogo è la conseguenza della constatazione di una superficialità  diseducativa. Se, nei confronti  televisivi, tranne qualche eccezione, non si riesce a tappare la bocca a parlamentari ignoranti, di chi  o di che cosa  è la colpa?  Da molti anni, si parla di crisi economica e di globalizzazione.  Quanti ne parlano con competenza? Bisogna uscire dal campo della  cosiddetta  politica,  per avere argomenti  utili a capire. Gli economisti  sono concordi  nel ritenere che le ultime recessioni economiche siano nate da tracolli di borsa.  La crisi del 2009 fu provocata dai mutui ; quella italiana, del 2011, dallo crisi dello spread.  La più famosa delle crisi, quella del 1930, fu provocata dal crollo di Wall Street.  Purtroppo, i politici  si sono limitati a constatare il fatto, senza affrontare le cause  dei tracolli di borsa.  Non tutti dopo crisi sono stati affrontati allo stesso modo. Dopo la crisi del 1929, Roosevelt  si fece promotore del Compromesso fordista e anche in Europa  si presero le contromisure, per  neutralizzare le cause. In Italia  Mussolini, grazie a qualche suo ex compagno socialista  prese provvedimenti più efficaci di quelli che abbiamo conosciuto dopo il  2009 e il 2011. Allora, la politica prevalse sulla finanza. Adesso, la Finanza ordina ai Governi il da farsi.  Sta scomparendo l’economia reale, mentre in ogni famiglia c’è una persona,che  vende prodotti finanziari e non si accorge che è un bracciante, che lavora alla giornata.

  La politica si dovrebbe preoccupare.  Chi  ha studiato i cicli economici, sa che ci sono alcuni settori economici, che hanno un grande effetto moltiplicatore, sia positivo  che negativo. La durata dei cicli ( periodi), quando la quasi totalità dell’economia era reale era di molti decenni. Man mano che la finanza da strumento è stata utilizzata come settore economico , la durata dei cicli si è ridotta  enormemente. Non si esce da una crisi che ne intravede un’altra. Le crisi vengono  provocate anche dal comportamento delle persone, che, vittime dei messaggi funzionali alla persuasione occulta, seguono senza saperlo  percorsi creati dai poteri forti.  Alcuni  analisti fanno derivare i tracolli in borsa da un effetto, chiamato “effetto gregge”.  Si riferiscono  ai comportamenti  delle masse, che pensano di essere libere e sono gregge.  Un  esempio illuminante è dato dalla bolla dei Tulipani, del 1637. Oggi, i mercati sono molto più grandi  e invasivi del passato. Ed è sempre  più la finanza a dettare i ritmi dell’economia, e non viceversa. Con la globalizzazione, il gregge è diventato più numeroso. E, i pastori, non amano il gregge, ma  pensano  solo a tosare la lana.

  Luigi Mainolfi

Scrive Luciano Masolini:
In ricordo dei fratelli Rosselli
80 anni dopo

In ricordo dell’ottantesimo anniversario del martirio dei fratelli Rosselli, avvenuto in terra francese il 9 giugno 1937, la città di Firenze, sede dello storico Circolo a loro intestato (fondato nel 1920), ha dato vita proprio il giorno 9 – presso l’Archivio di Stato – ad una mostra-documentaria, “I fratelli Rosselli: una famiglia tra Risorgimento e antifascismo” che, salvo proroghe, si concluderà il prossimo 23 giugno. Per quello che ho visto, posso dire che si tratta di una esposizione alquanto ben allestita e dall’abbondante materiale tutto molto interessante, tra cui anche alcune cose che non erano mai state messe in mostra prima d’ora. Per chi vuole avere qualche notizia in più sulla mostra consiglio di rintracciare – nell’archivio dell’Avanti! – il commento che Andrea Malavolti ha fatto (sempre il 9 giugno) al tempestivo articolo del nostro direttore, intitolato ” Rosselli ottant’anni dopo”. Nello stesso giorno e nello stesso luogo dove è avvenuta l’inaugurazione della mostra – che suggerisco di andare a vedere – si è pure tenuto un pubblico incontro, “A ottant’anni dall’uccisione dei fratelli Carlo e Nello Rosselli ritorna a Firenze l’Archivio Rosselli”, a cui hanno preso parte varie personalità. Tra le quali anche Valdo Spini, presidente della “Fondazione Circolo fratelli Rosselli” e direttore degli omonimi ed imperdibili “Quaderni”. Nel suo intervento, ponendo l’attenzione sull’attualità dei due encomiabili fratelli antifascisti ha esortato a seguirne l’esempio: “(…) Oggi ai cittadini non viene chiesto di fare il sacrificio che hanno fatto i fratelli Rosselli – ha detto -, ma viene chiesto loro di essere cittadini responsabili e avere rispetto per la cosa pubblica e perché no impegnarsi per la politica (…). Poi riferendosi a chi esercita la politica ha inoltre aggiunto: “(…) Per i politici l’insegnamento può essere quello che si può stare anche in minoranza se le idee sono giuste e che bisogna impegnarsi totalmente per una politica di serietà, di preparazione e di grande onestà e coerenza. Se i politici seguiranno l’insegnamento dei Rosselli, le persone riconquisteranno fiducia nella politica”. E’ un auspicio particolarmente importante questo di Valdo Spini, che non possiamo che condividere ed anche apprezzare tantissimo. Pur sapendo quanto sia così difficile mettere in pratica tali sensati insegnamenti dobbiamo, comunque, fare sempre del nostro meglio. Anche perché un cittadino o un politico responsabile (se lo è veramente) è sicuramente molto meglio di uno indifferente.

Luciano Masolini

Scrive Andrea Malavolti:
Trump indagato, prospettiva molto pericolosa

Il procuratore speciale Robert Mueller, che guida l’inchiesta sul ruolo della Russia nelle elezioni presidenziali statunitensi del 2016, starebbe indagando sul presidente Usa Donald Trump per “ostruzione alla giustizia”.

L’indiscrezione pubblicata dal Washington Post, che cita “fonti anonime”, aprirebbe una prospettiva molto pericolosa per Trump. Se Mueller, spiega Repubblica, dovesse appurare che il presidente Usa ha fatto pressioni su Comey (l’ex direttore del Fbi licenziato da Trump) per insabbiare le indagini sul generale Flynn in merito al Russiagate o che il presidente ha mentito, potrebbe decidere di incriminare Trump. La situazione politica americana si è inoltre complicata dopo l’attentato compiuto da un estremista anti-Trump che ieri ha sparato contro Steve Scalise, capogruppo dei Repubblicani alla Camera dei Rappresentanti. Scalise è stato ferito dall’attentatore (è stato operato all’anca e la situazione rimane seria) così come altre quattro persone, tra cui due uomini della scorta del politico repubblicano, che sono ricoverati in gravi condizioni.

L’aggressore era un sostenitore del democratico Bernie Sanders che ha subito condannato l’atto: “Il vero cambiamento – le parole di Sanders riportate da Repubblica – può accadere solo attraverso l’azione non violenta”.

Andrea Malavolti