Manfredi Villani:
Ferrovie, investire nella sicurezza

Un treno merci che viaggiava sulla tratta PAVIA-ALESSANDRIA, tra Lomello e Mede, mercoledì 17 ottobre alle 19,30 corse un brutto rischio: prese fuoco il locomotore. Il treno era carico di propilene. Tempetivo l’intervento dei vigili del fuoco, che scongiurò la catastrofe. Dalla motrice del locomotore uscivano fiamme che se avessero raggiunto quelle cisterne il propilene sarebbe esploso facendo scomparire Mede(PV). Il rischio di esplosione fu elevato; solo il rapido intervento dei vigili del fuoco, che spensero le fiamme evitando che intaccassero le cisterne, scongiurò la catastrofe.Il treno merci stava viaggiado da Sannazzaro dè Burgundi in direzione Alessandria, quando in prossimità di Castellaro, a cinquecento metri dalla stazione di Mede e a due passi da diverse abitazioni, le fiamme si alzarono dal locomotore e uscirono dai finestrini.

Il macchinista fermò il convoglio. Due operatori, di 58 e 52 anni, attraversarono il vagone motore saturo di fumo per raggiungere gli estintori e tentare di spegnere l’incendio, prima di mettersi in salvo. I due uomini furono soccorsi dal 118 e portati al Policlinico San Matteo di Pavia per una lieve intossicazione.I vigili del fuoco, arrivati da Mede, Voghera, Mortara e Robbio, con sei equipaggi, evitarono che le fiamme raggiungessero le cisterne piene di gas altamente esplosivo. Erano 14 cisterne di gpl che avrebbero provocato una violenta esplosione. Tragedia sfiorata.Per fortuna l’incendio venne circoscritto in breve tempo e la zona subito bonificata. Nessuna abitazione lungo la ferrovia venne evacuata. Rfi (Rete Ferroviaria Italiana del Gruppo Ferrovie dello Stato), competente per l’infrastruttura,segnalò che si trattava di un principio di incendio circoscritto al locomotore le cui cause sono in fase di accertamento. La motrice e i carri cisterna sono stati rimossi.

Evitato il disastro non guasta rammentarela strage di Viareggio del 29 giugno 2009, quando un treno deragliò in piena città e il gas bruciò un quartiere, con trentadue morti e tantissimi feriti. La vicenda di Mede conferma la necessità di procedere nelle Ferrovie dello Stato ad un significativo cambiamento organizzativo inteso a realizzare una maggiore efficienza delle attività manutentive dell’Unità Manutenzione Mezzi Rotabili (UMMR).

Mi riferisco ai principali aspetti di cambiamento:-Un nuovo sistema di manutenzione preventiva basato sulla percorrenza effettiva dei rotabili e non su intervalli di tempo predeterminati-nuovi dispositivi automatici per l’accertamento veloce delle anomalie e dei guasti e per stabilire, in assenza si guasti, l’esecuzione di interventi preventivi differenziati in base all’effettivo stato di usura e rischio guasto. L’incendio sul locomotore dimostra l’esistenza di altre carenze delle officine ferroviarie, mancata applicazione del projet management e del reporting di revisione delle procedure manutentive e maggiori interventi di aggiornamento del personale di macchina. Per la centralità indiscussa del trasporto ferroviario è d’uopo rivolgere al neofita Amministratore Delegato Gianfranco Battisti, lo stimolo a consolidare la leadership ed il fattore umano nella Direttiva sulla Sicurezza.

Manfredi Villani

Scrive Simone Magro:
Unire il Paese per superare il clima di odio

4 marzo 2018: elezioni politiche italiane. Il Movimento 5 Stelle ottiene il 32% dei consensi, il Centro-destra il 37% e il Centro-sinistra il 22%. Questi sia alla Camera che al Senato. Dopo quasi 3 mesi, il Movimento 5 Stelle e la Lega firmano il contratto di governo, lo stesso governo definito dagli esponenti dei due partiti come il Governo del cambiamento.

1 Giugno 2018: Viene nominato Presidente del Consiglio dei Ministri l’avvocato Giuseppe Conte, figura proposta dai 5 Stelle sulla quale ha trovato il benestare della Lega.

Le rispettive campagne elettorali sono state il miglior mezzo per ottenere maggiori consensi. Adesso penserete: “Cosa c’è di male?”. Nulla, se non fosse per il fatto che hanno basato le loro propagande su odio, disinformazione e fake news. Non è un caso che la maggior parte dei loro elettori siano persone in larga parte ignoranti in materia che ne fanno dei loro partiti d’appartenenza un qualcosa per cui tifare, non da votare. Si discute di politica come se si stesse parlando di un Napoli-Juventus qualunque. Trovano nei maggiori esponenti dei movimenti d’appartenenza figure eroiche, manco fossero “Principi” (citando Machiavelli). Quanti elettori, di ispirazione comunista o comunque di sinistra, hanno votato i 5 Stelle? Davvero l’opinione pubblica crede che il Movimento sia un partito a favore delle classi più deboli? E allora come è possibile che questo partito abbia istituito un’alleanza di governo con la Lega, la quale propone la Flat Tax (ammesso che questa possa diventare realtà). Davvero avrebbero lasciato in mare più di 600 migranti per una settimana, prima che arrivassero in Spagna, dove sono stati accolti?

Spesso si legge come la stessa Spagna finga di essere solidale, date le barriere di Ceuta e Melilla presenti in Nord Africa. Molti dimenticano che in Spagna da quasi un mese vi è un nuovo governo, non più quello conservatore di Rajoy ma quello socialista di Sanchez (ateo, tra l’altro), il quale provvederà a rimuovere quei dolorosi fili spinati situati ai confini.

Non è nemmeno vero che l’Italia è il paese che ospita più migranti (la Germania, ad esempio, ne occupa molti di più di quanto si possa pensare. E parliamo di milioni, non di migliaia). Se poi si vuole discutere anche di questo tema, se ci si ritrova in questa situazione è anche grazie al Trattato di Dublino firmato dall’allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e approvato dai suoi alleati leghisti.

Quella del buon vecchio Salvini è pura propaganda, anche se vi è da ammettere che ha fatto un lavoro straordinario. Ha portato un partito, quale la Lega Nord, dal Nord al Sud, non più locale ma nazionale. In poche parole, dapprima i meridionali e poi gli africani. Ha soltanto spostato l’orizzonte verso un altro sud.

L’anima di questo governo è proprio Salvini. Lui ha la voce grossa, a differenza dei 5 Stelle (con Di Maio leader) che sembrano esserne l’ombra e con consensi che i Grillini stanno perdendo sempre più a favore, ovviamente, della Lega. Anche alle precedenti amministrative del 10 giugno la Lega ha ottenuto più voti a differenza degli altri. Cosa faranno i pentastellati adesso? Di questo passo, verrebbero schiacciati dalla Lega e probabilmente dalla stessa coalizione di centro-destra che, non dimentichiamo, è ancora in piedi. La verità è che i 5 Stelle sono incapaci di governare, non hanno le basi per farlo. Vivono una costante campagna elettorale, come la Lega, ma quest’ultima sa come gestirla al meglio, mettendo in atto anche politiche (come quella dell’immigrazione) dure e forse anti-etiche, ma accontentando comunque i propri elettori.

Negli ultimi giorni si sta parlando della questione “vitalizi”. Molte pagine, frequentate da seguaci del Movimento, parlano di questo tema affermando che, ad esempio, PD e FI si oppongono a questa riforma perché impauriti che possano perdere i loro privilegi.

Mentre la maggioranza di Forza Italia si astiene dal voto (questo è quanto affermano), la maggioranza dei dem si dice pronta non solo a votare per l’abolizione ma è decisa ad avanzare la pdl Richetti, respinta dal Senato lo scorso dicembre e pronta a ritornare in linea.

Uno dei tanti consigli che può esservi dato è quello di verificare, da fonti autorevoli, tutto ciò che viene letto e compreso dai vari articoli sparsi sul web. Si può ripartire da questo per rendere il paese unito, con le varie ideologie politiche (com’è giusto che sia), ma distaccandosi da tutto quel clima di odio che purtroppo oggi, in Italia, la fa da padrone.

Simone Magro

Scrive Luigi Mainolfi:
Il peso delle parole

Rappresentanti di Partiti parlano, con disinvoltura, di Uscire dall’E.U., di Sovranismo, di Reddito di cittadinanza, di Dittatura della BCE, di Pensioni e di tanti altri argomenti. Dopo aver svolta la propria arringa, sorridono soddisfatti, dimostrando di non porsi il problema dell’effetto delle loro argomentazioni, sugli ascoltatori. Penso che un politico, non debba mai essere banale, né inconcludente. Deve avere una visione chiara e complessiva della società e dei vari problemi. Un popolo è un insieme di tante famiglie. Immaginiamone una del ceto medio: avrà un’abitazione di proprietà, lo stipendio del capofamiglia, del risparmio in BTP o simili, dei figli all’Università o in cerca di occupazione e un anziano, bisognoso di cure. Se allarghiamo lo sguardo a tutta l’Italia, c’è di che preoccuparsi. Secondo la ricerca ASviS, ci sono 5 milioni di persone (8,4% dell’intera popolazione) in condizioni di povertà assoluta, che sono potenziali destinatari del Reddito di cittadinanza. Destinare 780 euro all’8,4% degli italiani, non significa fare sviluppo. Ci vogliono altre conquiste concettuali. Per esempio, la politica estera, che ha avuto sempre una grande importanza per l’economia di un Paese, occupa le menti dei politici attuali? Da quanti anni, a differenza degli altri Paesi, non se ne parla? Del ruolo dell’Italia nel mondo globale, chi ne parla? Ho l’impressione che per gli attuali politici, il mondo finisca a Bonn. Perché non si capisce che parlare di Europa Unita, non significa parlare di politica estera? Ho l’impressione che esaurito l’effetto propagandistico del Contratto, si incominci a capire che “ non si possono fare i conti, senza l’oste”. Continuare a sfruttare la cecità del popolo, utilizzando l’inesistenza di un’opposizione intelligente, non porta lontano. Questo metodo, rischia di portare l’Italia al fallimento economico , che è propedeutico allo scivolamento verso la logica di Modaro, che fa cercare consensi con le mance ai poveri e indicando un nemico: Modaro indica gli Stati Uniti e i nostri indicano l’Europa. Il metodo populistico viene utilizzato per distrarre gli elettori dai veri problemi che la politica non riesce a risolvere e che vanno aumentando. Un’altra difficoltà deriva dalla difficoltà a capire il rapporto tra i vari aspetti della società. In un periodo in cui l’economia, padrona del mondo, è quella virtuale , un batter d’ali, relativo ad un settore,può provocare un terremoto negli altri. Un aumento dello spread provoca effetti nel mondo finanziario, che danneggiano società e famiglie, nel mentre favoriscono i possessori delle “armi finanziarie e tecnologiciche”. Le variazioni dello spread dipendono anche dal prestigio internazionale di cui gode la classe politica di un Paese; dai messaggi lanciati dai poteri economici, anche senza fini politici, perché le incertezze politiche sono alleate di quelli che vendono tranquillità ( anche se sono false). Gli affaristi cercano e creano le condizioni favorevoli e il nostro Paese sta diventando un comodo alleato. Facciamo parlare i numeri, dietro i quali ci sono fatti e sofferenze.1) Dal 1° gennaio 2018, 10.000 euro di BTP sono diventati 8.500 Euro; quelli in titoli di Stato della Germania sono diventati 10.075 Euro; quelli in Azioni USA, 11.388 euro; quelli in Azioni Giappone, 10.884 Euro . Questa riduzione di valore dei BTP, oltre a far diminuire il valore del risparmio delle famiglie, indebolisce anche i portafogli delle Banche e delle Assicurazioni. Un ulteriore danno per quelli, che hanno stipulato una polizza vita, un Fondo pensione o una polizza-investimento. Di questi danni nessuno parla e si perde tempo a ripetere: euro si, euro no. Ovviamente, se c’è chi perde, ci sarà uno che vince, come avviene nel gioco dello “zicchinetto”. L’Euro non c’entra. 2) In Italia, per avviare un’impresa bisogna fare 65 passaggi in 26 sportelli ( tempo e denaro). 3) Nei giorni scorsi, sono partite 620 lettere di licenziamento dall’ASL. NA 1. 4)Vaste zone stanno vivendo una desertificazione demografica e nessuno dimostra di avere un programma per bloccarla. 5) Una scuola affidata a degli analfabeti, che non sono in grado di fare orientamento. Anzi, ho l’impressione che non si capisca nemmeno coso voglia dire fare orientamento e cosa ci voglia per farlo seriamente. Intanto si producono qualifiche non in sintonia di quelle che lo sviluppo tecnologico lascia intravedere. 5) Il costo della politica è spaventosamente alto. Nessuno fa una considerazione. Noi giudichiamo i parlamentari degli altri Paesi, senza pensare che gli altri possano giudicare i nostri e senza immaginare quello che pensano, quando vedono ignoranti remunerati più dei loro. 6) Quante volte abbiamo letto del giudizio negativo sui nostri sindacati da parte di opinionisti stranieri. Sia per la qualità del loro lavoro sia per le pensioni, che si sono costruite, con il consenso di una classe politica vigliacca e incompetente. 7) La sudditanza della politica al Vaticano e òla ghara a chi è più sottanifero, come dice il mio amico filosofo NicolaTerracciano.

Luigi Mainolfi

Scrive Luigi Mainolfi:
Tre sono i potenti: ‘O Papa, ‘O Re e chi nun tene niente

Una Legge, un Decreto o una qualsiasi decisione governativa dovrebbero essere la conclusione di valutazioni non estemporanee, non populiste, non clientelari, non da guerrafondai sociali e non imposte dalle lobby. La politica, arte nobile, tende a far migliorare le società, perciò non deve mai abbandonare la funzione pedagogica verso il popolo. Il verbo educare, nel corso della storia politica, è stato usato molte volte e da persone di diverso orientamento. Sono convinto che la politica debba educare, non accontentare. La storia politica è piena di esempi, che lo dimostrano. Le forze politiche dovrebbero essere sempre modelli culturali che si confrontavano, con il ragionamento e con l’esempio, non con le accuse personali, né con atteggiamenti caritatevoli. Nel passato, i bluff e le fake news non erano di moda. Ogni partito faceva proposte in sintonia con il suo modello di Paese.

Le forze politiche sapevano che per fare il bene della società, bisognava sconfiggere cattiva mentalità e cattiva cultura. Se era famosa l’espressione “l’uomo è lupo per l’altro uomo”; se Jhon Gay scrisse “L’arte del mendicante”, che ispirò “L’Opera da tre soldi” di Brecht ; se tanti altri autori hanno scritto opere per descrivere difetti degli uomini, ci dovevano essere la volontà di vedere migliorare le condizioni sociali. Perciò, secondo me, é sbagliato pensare che tutte le persone siano buone, altruiste, sincere ed innocenti. Quando sento opinionisti, parlamentari-nominati e rappresentanti di partito, parlare come seguaci di Maria Teresa di Calcutta, penso: “sono fessi, furbi o pensano alla pagnotta? I vari pensatori, che, nei secoli passati, diedero vita alla varie scuole di pensiero, da alcuni decenni, non vengono più nominati. Essi aspiravano a creare “società di anime”; ad eliminare le povertà, non con la carità, ma con lo sviluppo; creare ascensori sociali per consentire alle classi povere di poter diventare classe media. Ispirarono la nascita di partiti, strumenti per coinvolgere le masse, per poter concretizzare “le buone intenzioni” e far evolvere le coscienze. Partiti, che gareggiavano democraticamente per la conquista dei consensi.

L’Europa è stata la parte del mondo più fertile e più produttrice di sviluppo culturale e politico. Non è per grazia ricevuta, se è la parte del mondo “più attraente”. Purtroppo, da quasi un trentennio, il nostro Paese mi è messo a scivolare verso il basso, avvicinandosi ai Paesi populisti del Sud America. In quale Paese civile, l’argomento di lotta politica è stata la ROTTAMAZIONE, degli avversari e dei compagni di partito? Questa parola, per Renzi diventò un mantello, per coprire il nulla progettuale e la sudditanza verso le Banche, l’alta Finanza e la Massoneria (Verdini). Dopo aver provocato grandi danni, la rottamazione, come tutte le cose stupide, si è rivolta contro il suo creatore. Inoltre, è stato facile, ai nuovi arrivati, proporre una rottamazione più ampia e più attraente: vitalizi, pensioni alte, numero dei Deputati e dei Senatori. Renzi cambiò lo stile per cercare consensi: dare mance ( gli 80 euro al mese), distrarre e alzare il dito al cielo per indicare la luna ed altre furbate. La stessa logica ha partorito il “reddito di cittadinanza”. Appagare le aspettative di milioni di poveri, porta milioni di voti. La proposta, però, oltre ad essere furbesca, è dannosa, diseducativa, antieconomica e seminatrice di astio tra categorie sociali. Come deve reagire un laureato, che, se è fortunato, è costretto ad accettare 500 euro al mese, anche lontano da casa? Come deve reagire un laureato del sud, che se ha fortuna di trovare lavoro al Nord, deve spendere oltre alla metà dello stipendio per il fitto di un monolocale? E come devono reagire i giovani, che non possono realizzare i loro sogni?

Di esempi di questo genere ne potrei fare infiniti. Di fronte a problemi immensi, si propone una cosa alla napoletana: “il reddito di cittadinanza”. Tralascio il modo ridicolo con il quale si vuole gestire. In un paese, in cui abbondano i falsi poveri, l’ISEE diventa uno strumento per legittimare scorrettezze. Quante persone usano auto intestate ad altri? Quante persone hanno un appartamento in un comune, mentre un familiare ha una residenza fasulla in un altro, cosa che gli consente di avere una “casa popolare”? Fino ad due anni fa, la casa popolare dava diritto anche ad un credito fiscale. Temo, che, nel futuro prossimo, invece di preoccuparsi della sicurezza delle persone e delle famiglie, lo Stato sprecherà energie per controllare le false povertà. Un Paese, che lascia degradare l’ambiente, con conseguenze catastrofiche (frane, inquinamento, allagamenti, incendi, ecc.), non poteva scegliere il metodo dei “cantieri di lavoro” per sorvegliare e “curare” il territorio? Secondo me, l’aspetto più negativo di questa decisione è il far aumentare la velocità verso “il potere della povertà” e il disagio della classe media. Ci domandiamo:- Il vero sviluppo quando arriverà?

Luigi Mainolfi

Luciano Masolini :
L’omofobia sconfitta per referendum

Un fatto senz’altro più che positivo avvenuto in questi ultimi giorni è quello riguardante la consistente sconfitta dell’omofobo referendum svoltosi lo scorso fine settimana (esattamente nei giorni 6 e 7) in Romania. In questo Stato non esistono ancora, purtroppo, né leggi sulle unioni civili né tantomeno sul matrimonio tra persone dello stesso sesso. Ma il forte timore che tutto questo un giorno possa avverarsi (ed io lo spero vivamente) ha spinto una larga parte del mondo religioso – soprattutto quello ortodosso -, appoggiato (ahinoi!) pure dai socialdemocratici, a mettere le mani avanti.

Così sono arrivati ad indire un referendum, con il quale si andava chiedendo un’apposita modifica alla propria Costituzione. E cioè che il matrimonio non debba avvenire tra due generici coniugi (così come ivi scritto), ma bensì molto più rigorosamente e più specificamente (questa la frase che intendevano sostituire) tra un uomo e una donna. Il quorum però non è stato raggiunto, anzi. Pur tuttavia, per quanto fortunatamente i tanti oscurantisti non abbiano centrato – grazie alla maggioranza del popolo romeno – il loro retrivo bersaglio, su tale votazione rimane ugualmente un bruttissimo alone. Tra i promotori del mancato referendum risulta infatti, come ho già accennato, pure il Partito socialdemocratico. Un appoggio questo, davvero in controtendenza ed anche assai spiazzante.

Gli europarlamentari socialisti hanno difatti giustamente protestato e preso le dovute distanze. Credo però che non sia affatto una misura sufficiente. Ormai il Partito “socialdemocratico” romeno è infatti indegno di rimanere a far parte della grande famiglia socialista europea. A questo punto espellerlo sarebbe quindi, a mio avviso, probabilmente la cosa più sensata e migliore da fare.

Luciano Masolini

Scrive Fabio Baroni:
Giornata internazionale contro la pena di morte. Una riflessione

10 ottobre: giornata mondiale contro la pena di morte. Siamo nel 2018, eppure siamo ancora qui a far campagna abolizionista, dato che esistono ancora 57 paesi nel mondo che la applicano. Ma perché abolirla? Perché è sicuramente uno strumento inefficace. Lo dimostra la storia con i suoi enormi fallimenti, dall’Inquisizione ai vari “tribunali rivoluzionari”, agli stessi Stati Uniti, dove la pena di morte non ha portato ad una dissuasione dal commettere reati gravi.

A volte la stessa pena di morte viene comminata con delle motivazioni assurde, come i 7 paesi del mondo (Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Iran, Nigeria, Mauritania, Sudan, Yemen) che nel loro ordinamento giudiziario hanno la pena di morte “per chi si macchia del crimine di omosessualità”. Una cosa a dir poco raccapricciante. Molto spesso, in alcuni paesi, la condanna a morte avviene dopo processi sommari, in cui nemmeno vengono riconosciuti i diritti basilari dell’imputato. Un’altra motivazione è dovuta al rischio di clamorosi errori giudiziari, ai quali non si potrebbe porre rimedio in caso di esecuzione dell’imputato. Anche qui, nella storia, si trovano casi da far stringere il cuore, come il caso di George Stinney, ucciso (perché questo è il termine giusto) a 13 anni nel 1944 con la sedia elettrica e riconosciuto innocente solo pochi anni fa. Reputo, inoltre, che la pena di morte sia un insulto al percorso di civiltà che l’umanità ha sempre portato avanti. Uccidere un uomo perché ha ucciso un altro uomo, vuol dire perdere due uomini.

Abbiamo creato nei secoli un diritto sempre più complesso, ma non in senso negativo, affinché ci fosse il giusto equilibrio tra diritti dell’imputato e diritti della parte lesa. La pena di morte cancella entrambi, creando una scia di dolore, odio, rancore e risentimento che non finisce più (come nella logica della vendetta). L’uomo deve veder riconosciuto il proprio diritto alla vita, anche di fronte ad enormi sbagli. Per questo io sono convinto che la pena di morte non sia una “soluzione accettabile”, non è giustizia, ma è solo barbarie e voglio dire con forza (sapendo benissimo che nei soli Stati Uniti il 42% della popolazione rimane a favore). No alla pena di morte.

Fabio Baroni

Scrive Adalberto Andreani:
Il pericolo della destra

Gentile Direttore,
Anche le ultime elezioni Brasiliane, confermano il pericolo dell’ascesa di una destra militare in America latina, e nazionalista in Europa. Si tratterebbe di reiterare esperienze storiche superate, datate, fallimentari, legate alle guerre ed al dramma nazi-fascista della  2 Guerra Mondiale. I giovani non sanno la Storia perché la nostra generazione non l’ha insegnata loro. HISTORIA MAGISTRA VITAE…è stato un disegno premeditato e doloso non avvertire i giovani del ritorno del fascismo e nazismo.

E’ un disegno doloso e criminale sfasciare l’Europa ed il sogno di Spinelli e tanti altri per e degli  STATI UNITI d’Europa.

Del resto nel mondo gli USA non riescono più ad incarnare il modello di sviluppo del far west, cioè della scoperta di MONDI NUOVI e di contro la popolazione terrestre aumenta a dismisura, le risorse non ci sono per tutti, e la CINA si contrappone sempre più agli USA sul terreno del modello di sviluppo.

In questo contesto, in Europa proliferano gli irresponsabili, ignoranti. L’unica speranza per la pace mondiale difatti è una Europa socialista-democratica e cristiana, come negli anni 70, che costituisca una via autonoma tra la Cina ed il modello USA attuale, che non è più purtroppo. Oggi, quello che fu per noi Europei agli inizi del 1900 e cioè il mito della libertà.

Adalberto Andreani
Rieti

Scrive Massimo Ricciuti:
Il sovranismo e la lezione texana

Ok. Lo spread è a trecento. I giornalisti sono da togliere dai piedi. La realtà è un’opinione (e su questo c’è da discutere) ed è vera solo quella espressa dal governo. In effetti, dopo quello che sta accadendo ormai in tutto l’occidente, ci sarebbe davvero da fare un’unica cosa seria: rimettere in discussione le antiche teorie analitiche e affrontare di petto un mondo inedito che scappa via dal futuro. Ma per fare questo occorre coraggio, cultura e molta ma molta umiltà. Chiariamo subito che da soli non si va da nessuna parte. Occorre procedere a una ridefinizione delle culture politiche e avviarsi lungo una strada piena di incognite ma obbligata.
In Brasile fallisce il ciclo “socialista” iniziato da Lula e torna la destra tipica del sud america. Quella che ama i generali, i golpe, gli assassini (anche nella nostra europa comincia a andare di moda trovare giornalisti/e , di solito provenienti da est, uccisi perché non hanno taciuto). Ma, nello specifico sudamericano, bisogna ammettere che c’è sempre stata una fortissima tendenza verso forme di personalismo estremo che si trasformano in una sorta di culto della personalità che si declina a sinistra o a destra. E’ la formula perònista, tipica di quel continente. Un populismo “lavorista” o “militarista”. Che però ci fa riflettere su cosa stia succedendo anche qui, da noi. Possiamo dire che in fondo si tratta di un superamento del razionalismo illuminista da cui discendono tutte le nostre classiche teorie politiche. Abbiamo sempre pensato che l’uomo agisse (e votasse) in base a un ponderato esame dei suoi interessi. Invece non è più così. E’ evidente che vi sono altri aspetti dell’umano che sollecitano pulsioni più profonde e, addirittura, ancestrali. Ecco l’entrata in scena delle narrazioni millenaristiche, fortemente identitarie e che fanno leva su quello che abbiamo non nelle tasche, non nella testa, ma nel buio più profondo dell’anima. Ci sono altri aspetti dell’ “umano” cui le destre riescono a cogliere e a strumentalizzare. Cosa fare? Cominciamo con l’evitare che le pulsioni identitarie continuino a persistere anche nelle nostre categorie politiche. Destra e Sinistra esisteranno sempre. Ma mentre la destra ha preso a costruire un’egemonia rimettendosi in gioco e spiazzando tutti, dalle nostre parti si continua a mettere i puntini sulle i e a fare il gioco di chi è più puro e duro quando invece sarebbe doveroso cogliere questa crisi epocale per produrre una grande opportunità di cambiamento. Incominciando dal socialismo liberale e riformista e poi coinvolgendo anche tutto l’asse che comprende l’ALDE e le culture ambientaliste (dal momento che è in atto una rivoluzione che riguarda la trasformazione del lavoro e del rapporto lavoro-uomo-ambiente).
Infine , per gli amichetti sovranisti e fautori dell’uscita dall’euro, ecco una storiella.
Nel 1837 , la Repubblica del Texas, appena proclamata, emise le sue prime banconote. Non disponendo di riserve auree, lo Stato (sovrano) prometteva di pagare ai portatori di queste banconote un interesse del 10 per cento annuo. Nel 1839, il valore di un dollaro dello Stato “sovrano” texano era sceso in poco più di un anno a 40 dollari statunitensi. Di lì a poco la “gente” si ribellò al governo e iniziò a premere per chiedere l’annessione del Texas agli Stati Uniti. Nel 1845, quando il Texas rinunciò alla sua “sovranità” e entrò a far parte dell’Unione, il dollaro texano aveva recuperato gran parte del suo valore raggiungendo i livelli degli altri Stati confederati. Infine, nel 1850, gli Stati Uniti cancellarono i 10 milioni di dollari di debito pubblico del Texas.
Studiate, sovranisti, studiate.

Massimo Ricciuti

Scrive Celso Vassalini:
Lo scarto tra legalità e moralità

Egregio Direttore,
“L’arresto di Mimmo Lucano apre ancora di più lo scarto tra legalità e moralità. Il pericolo è questo. Quando la legalità si separa dalla moralità le regole diventano vuote, repressive, diventano strumento d’ingiustizia, persecutorie, arrivano come lancette sull’ora della vendetta punitiva. Così, Mimmo Lucano viene arrestato dopo che il “capo del governo”, di fatto, l’aveva liquidato definendolo “uno zero”. Mimmo Lucano è il primo dei tanti sindaci e dei tanti del volontariato sociale che entrano nell’elenco di proscrizione per aver concesso il “reddito di umanità”, a costo zero, a chi viene dal deserto e dal mare di guerra e miseria. Mimmo è di quelli che si sentono ripetere tante volte “chi te lo fa fare”.

Lui non è un corrotto, non ha ricevuto tangenti, ha ridato vitalità ad una cittadina calabrese svuotata dall’emigrazione e sull’orlo dell’abbandono. È una storia bella quella di Mimmo, fa parte del racconto di quell’Italia di don Milani, P.P.VI, di Levi, di Gramsci, di Giovanni XXIII … sono tanti i nomi da elencare, i tanti di una religiosità laica che corrisponde all’impegno dei legami civili per libertà. È di quelli che credono in una comunità senza confessioni, perché si raccolgono intorno all’umanità e diventano “illegali” quando le regole del diritto negano le relazioni di giustizia o quando il rancore vince sulla sul sentimento. Nietzsche distingueva lo “spirito di vendetta” dal quello del “ritorno”. Ripenso spesso a quella pagine della sua “genealogia della morale” insieme alla chiusura del suo “Al di là del bene e del male” con quelle pagine dedicate al “genio del cuore”. Mimmo è un genio del cuore. Sì, perché è al di là del “bene e del male”, al di là del “buonista” e “cattivista”. Il “genio del cuore” è fuori dell’ordinario, è dell’operare straordinario di chi «costantemente vive, vede, ascolta, sospetta, spera, sogna cose fuori dell’ordinario; che viene colto dai suoi stessi pensieri quasi dal di fuori, dall’alto e dal basso, come da quel genere di avvenimenti e di fulmini che è ‘suo proprio’; e forse è egli stesso una tempesta che avanza gravida di fulmini, un uomo fatale, intorno al quale c’è sempre un brontolio …» Mimmo è un genio del cuore. Non è un buonista, è al di là del bene e del male.

La storia lo consegna a un fuori pista, è uno che mostra altre strade, facendo vedere altre percorsi. Nella mia esperienza mi sono convinto presto ad usare l’espressione “luoghi d’eccezione” invece di “periferie” e “scuole a rischio”. Ho capito che dove non è possibile il percorso curriculare e quello “normale” si possono fare cose eccezionali che portano a ripensare la norma stessa delle regole. Ho capito che tra normalità ed eccellenza, c’è l’eccezionalità, c’è la mia Italia del Meridione, dove la legalità non tutti se la possono permettere e dove c’è chi sceglie la strada più breve dell’illegalità della violenza e della corruzione e chi invece sceglie la via più severa della moralità, dell’onestà senza interesse personale. Li si fanno cose che non escono semplicemente dalle regole dell’oppressione, qui fanno cose che portano a regole di relazioni, fanno comunità di un paese, di una cittadina, di un rione, attivando associazioni di legalità fatta di legami. Sono le comunità della volontà, quella di cittadini senza confini, senza esclusioni per il diritto di abitare e vivere coltivando il luogo di nascita, perché dove si approda si nasca. La mia cultura mi parla spesso della “credenza”. È una parola che fa grappolo di significati legati l’uno all’altro.

La “credenza” è anche il mobile dove si conservano le provviste, per i giorni non visti, per le visite dell’avvenire. C’era anche l’espressione “morso della creanza” per dire dell’avanzo che si lasciava per chi veniva in ritardo o come ospite inatteso e bisognoso. Anche il nostro chiamare i bambini “creature” mantiene la stessa radice di significato. Credere e creare stanno insieme. Ripensavamo alle parole di Pino Daniele e come lui cantautori/poeti dei vari dialetti linfa del nostro Paese, che hanno avuto la straordinaria invenzione di mettere in musica i nostri modi di dire quotidiani. Quando un paese perde la credenza non si sa più dove sta, perde la sua stessa identità, la sua cultura. Il rancore è la via più breve, perché sempre la violenza è la strada più breve per aggregarsi. Il rancore è di chi si sente solo ed è lasciato solo, perché solo ad essere isolati si è controllati dall’autorità di chi “non guarda in faccia a nessuno”.

La facilità del fare non è però la felicità dell’operare. Dal latino so che “opera” significa “le cose che sono necessarie”, sono le “provviste”, quelle che fanno credenza, perché solo l’opera produce cultura, solo l’opera fa avvenire, fa futuro, è raccontabile a quelli che vengono, facendo comunità di una società comune. Voglio andare anch’io in questi giorni sotto casa di Mimmo Lucano per dirgli che ci credo anch’io.

Celso Vassalini

Scrive Rino Capezzuoli:
Non consegnare l’Europa alle destre

Si avvicinano le elezioni per il parlamento europeo ma le forze politiche dei singoli stati non riescono a guardare oltre il proprio orticello nazionale e non vedono come le erbacce sovraniste stiano sommergendo l’intera Europa. Infatti è facile prevedere nel nuovo parlamento un forte numero di deputati di estrema destra contro l’unità europea contro ogni apertura agli immigrati in un Europa razzista antisociale che rinnega i propri principi di umanità e di solidarietà. La domanda è :che fine hanno fatto le forze europeiste transnazionali facenti capo alla cosiddetta sinistra?
Ormai è sempre più chiaro a tutti i cittadini convinti europeisti che le prossime elezioni europee saranno la cartina di tornasole sul modo di affrontare il tema dell’immigrazione all’interno dell’Europa e nei paesi di provenienza. Le destre e le forze razziste continueranno a far propaganda sulla paura “del’invasione”degli extracomunitari e sul fatto che essi delinquono e che gli indigeni europei devono aver la precedenza “prima gli italiani” I fatti ed i numeri ci dicono che siamo ben lontani da questa “propaganda”percepita ma non reale.Gli europei sono circa 500 milioni l’1% di extracomunitari sarebbero circa 5 milioni di persone da accogliere
cioè un numero insignificante. Il vero problema per le forze europeiste è il modo di dar corso alle politiche di integrazione ed ai contenuti di una politica per l’unità europea. Quanto accaduto a Riace al netto di ciò che stabilirà la magistratura dimostra che si può accogliere in modo positivo e far di ciò elemento di solidarietà di lavoro e di rinascita dei nostri territori abbandonati. Certi casi vanno enfatizzati contro ogni strumentalizzazione delle destre e la sinistra deve essere con le sue strutture, sindacati, case del popolo,ecc.. il veicolo di questa nuova politica di accoglienza tra i nostri concittadini. Dobbiamo superare diversità, muri e darci regole per essere più uguali e non più diversi a cominciare da una politica fiscale più omogenea tra i vari stati europei diffidando della Russia che non vede di buon occhio una nazione unica europea ai propri confini sia degli Usa con cui è in atto una competizione finanziaria, tecnologica e di mercato concorrenziale, tenendo conto che l’africa piena di materie prime è il nostro principale sbocco commerciale

Rino Capezzuoli