La scelta di Dell’Utri e noi

Marcello Dell’Utri non é un detenuto come gli altri. Condannato a sette anni di carcere, arrestato nel 2014 a seguito di un tentativo di latitanza in Libano, dopo tre anni scontati tra Parma e Rebibbia gli é stato diagnosticato recentemente un tumore, ma al momento gli sono stati rifiutati, anche in via transitoria, i domiciliari per potersi curare. Per questo l’ex senatore di Forza Italia ha iniziato un duro sciopero della fame e delle terapie, rassegnandosi alla morte. Nessuno fiata. Non ho ascoltato parole ferme e di denuncia né dei compagni radicali (Dell’Utri aveva partecipato al Congresso di Rebibbia del Partito radicale transnazionale) né del suo vecchio amico Berlusconi. Al di là delle responsabilità penali di Dell’Utri, al di là (come non sarebbe neppure il caso di ricordare) delle differenze politiche, vorrei lanciare qui un grido dall’allarme per le sorti di un uomo che si trova in pericolo di vita. La pena di morte in Italia é stata abolita oltre cent’anni fa, oggi il diritto di curarsi nel modo migliore dev’essere garantito a tutti. Altrimenti alla pena di morte si sostituisce la morte per scelta. Nell’indifferenza generale.

Quelli che …

Quelli che vanno con Di Pietro e D’Alema perché non sono stati candidati, oh yeee….
Quelli che quando vedono Renzi rimpiangono Bersani, oh yeee…
Quelli che… é tutta colpa di Nencini, oh yeee.
Quelli che aspettano Pisapia, oh yeeeeeee….

Quelli che quando passa la Camusso devono inchinarsi e dire viva l’articolo 18, oh yeee.
Quelli che… ci manca solo la Falcone e Montanari e poi abbiamo preso il palazzo d’Inverno, oh yeee.
Quelli che sperano che il Psi non presenti nessuna lista per dire che l’avevano detto prima loro, oh yee.
Quelli che dicono che Renzi é di deeestraaaa, oh yeeeeeeee….

Quelli che volevano la lista socialista, poi la lista, poi sono andati in lista (con altri), oh yee…
Quelli che erano in movimento e poi si sono rotti perché andavano troppo veloci, altrove, oh yee.
Quelli che Di Pietro é cambiato, che D’Alema é cambiato, che anche Vendola e forse Fratoianni sono cambiati…, oh yee.
Quelli lì che ce l’hanno con noi…. e io lo so il perché, oh yeeee…

Tavecchiopoli

Tavecchio si é dimesso. Solo uno sprovveduto poteva pensare di restare al suo posto. La verità é che non si capisce perché sia stato nominato. Non aveva la cultura per potere rappresentare il calcio italiano. Se ne va nel modo peggiore, accusando tutti e non prendendosi la responsabilità su niente. Anche Ventura esce molto male e non solo per il disastro sportivo. Non dimettersi per introitare 700mila euro in più é molto triste e la dice lunga sull’etica di questo sport. Ho conosciuto da vicino il mondo dello sport anche a livelli più bassi. A parte qualche ammirevole eccezione ne ho ricavato la sensazione che sia molto peggio, per egoismi, ipocrisie, gelosie, smanie di protagonismo del mondo politico. Che ci sia un vero ministro dello sport coi poteri di tutte le altre nazioni, che si formi una nuova generazione di dirigenti, che si approvi una radicale riforma del calcio, che si costruiscano nuovi impianti sia per lo spettacolo sportivo (col modello inglese) sia per il calcio di base, tutto questo é adesso indispensabile. Magari con un presidente della Federazione che parli correttamente l’italiano. Di Tavecchio e di tutta la Tavecchieria se ne deve fare a meno. Che non si cambi solo il direttore d’orchestra, dunque, ma tutta l’orchestra o lo sport più popolare della penisola non uscirá dalla sua grave crisi. Abbiamo dimezzato il pubblico allo stadio dagli anni ottanta, mentre gli altri paesi europei, nonostante la televisione in diretta, lo hanno aumentato (soprattutto la Germania e l’Inghilterra), per due mondiali siamo usciti alla prima fase, non abbiamo sconfitto (con provvedimenti inutili e irrazionali come i biglietti e gli abbonamenti nominativi e le tessere del tifoso che non esistono altrove) la delinquenza, non abbiamo finanziato a dovere gli impianti di base, non abbiamo introdotto lo sport nelle scuole e nelle università, non abbiamo approvato una radicale riforma dei campionati. Cosa ha fatto il governo del calcio italiano in questi anni e non parlo solo della Federazione? Ha dormito e occupato poltrone. Basta. Bene le dimissioni di Tavecchio, ma via anche tutta Tavecchiopoli.

Squalificate Angelo Parisi

Squalificatelo come gli ultras della Lazio. Parlo di un grillino e del suo linguaggio di odio. Questo Parisi, candidato a divenire assessore regionale, qualora Cancelleri vincesse le elezioni in Sicilia, ha scritto su Facebook che, qualora la Corte dichiarasse incostituzionale la legge elettorale, il capogruppo del Pd Rosato dovrebbe “essere bruciato vivo”. Non é accettabile questo linguaggio barbaro, che testimonia la violenza insita nei progetti dei Cinque stelle. Più che una legge Fiano sulla propaganda in memoria del vecchio fascismo, qui servirebbe una legge che impedisce l’uso della violenza verbale, per uomini politici, giornalisti, scrittori. Minacciare di morte merita più di una condanna politica. Che questo Parisi, come i tifosi laziali, che vanno allo stadio e non in Parlamento, sia costretto a stare per un po’ lontano dal suo scranno parlamentare. Impari un linguaggio parlamentare, poi, dopo un esame scritto e orale, ritorni dov’é stato eletto, anzi nominato da Grillo…

Inviato da iPad

Stai sereno Matteo…

Mentre Renzi continua il suo giro d’Italia ferroviario, appare chiara la sua volontà di smarcarsi dal governo, tanto che i ministri renziani, a cominciare da Delrio e dal suo Lotti, e naturalmente la Boschi (ufficialmente ammalata, ma senza giustificazione del padre o di chi ne fa le veci), non si sono presentati al Consiglio del ministri che doveva designare Visco alla Banca d’Italia. Ora, é evidente che il Pd é un partito di governo, anzi il partito del governo, e che l’elettorato apprezzerà o meno i risultati dei suoi governi, guidati da Letta, Renzi e Gentiloni, più che le parole e i distinguo. Non riesco a decifrare gli intenti di Renzi che ad occhio paiono solo quelli di indebolire Gentiloni. Un conto però era quello di indebolire Letta per prendergli il posto, altro conto è quello di indebolire Gentiloni alla vigilia delle elezioni. Un istinto suicida? O solo l’intenzione di mettere bastoni nelle ruote al troppo forte Paolo, oggi di gran lunga il più amato degli italiani, pensando di ricostruirsi una verginità perduta? Oltretutto, conti alla mano, appare evidente che Renzi é in minoranza nel governo e che nonostante la sua posizione contraria alla conferma di Visco, il governatore l’ha sfangata lo stesso con l’appoggio del presidente del Consiglio e della Repubblica. Una bella dimostrazione di debolezza. Sullo sfondo, come uno spettro che si agita dietro ogni vicenda politica, le elezioni siciliane e il risultato che appare poco rassicurante per il Pd. A questo punto verrebbe voglia di dire: “Stai sereno Matteo”. Perché se le cose dovessero andar male si annuncia bagarre ai pani alti del Nazareno…

Chi di spada ferisce di forcone perisce

Il giovane e scapigliato Di Battista, simbolo del grillismo movimentista, ne ha combinata un’altra delle sue. Dopo avere sbagliato citazioni storiche ha sbagliato folla e davanti a Montecitorio si é messo ad arringare un gruppo di forconi scambiandoli per grillini. Costoro, esterefatti, lo hanno letteralmente mandato a vaffa… linguaggio che il Dibba conosce bene. Compreso l’errore, il malcapitato é fuggito in camicia scavalcando le transenne coi forconi del generale Pappalardo (già deputato Psdi nella prima Repubblica) che gli urlavano ladro. Scena da incorniciare col detto: “Chi di spada ferisce, di forcone perisce”…

Gori e Fiano su Mussolini

Il sindaco di Bergamo Gori, candidato in pectore alla presidenza della Lombardia per il Pd-centro sinistra, é alle prese con una questione davvero spinosa. Pare che il suo comune si sia scordato di cancellare la cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, concessa nel 1924 su pressione del Pnf. Ovvio che Bergamo non fu l’unica città, ma tutte le altre hanno scelto, dopo la Liberazione, di provvedere. Oddio, l’onorato cittadino era morto nel 1945. Ma adesso Fiano, che in nome dell’antifascismo più intransigente, sta facendo il suo giro d’Italia per bacchettare chiunque si opponga alla sua legge, non poteva restare indifferente. E ha contestato duramente Gori, accusandolo di mantenere la cittadinanza a un “assassino”. Gori ha ribattuto che la storia può essere di monito e anche quell’atto può risultare utile alla causa. Resta un paradosso. Che Mussolini possa ancora essere cittadino onorario di Bergamo e Craxi non possa avere neppure una piccola via che lo ricordi, é una vergogna. Questo, ragazzi, é il paradosso dei paradossi…

Sette piccoli indiani a Cinque stelle

Si fa un gran parlare di queste primarie grilline per l’individuazione del candidato premier, che hanno solo valore formale. In Italia non si vota per eleggere il presidente del Consiglio, ma per eleggere il Parlamento che a sua volta non elegge un premier, ma vota la fiducia a un governo con a capo un primo ministro scelto dal presidente della Repubblica. Ma lasciamo perdere, perché quest’ambiguità ce la portiamo dietro dal 1994, dalla nascita della cosiddetta seconda Repubblica, mai nata. E ora pare già morta. Siccome il buon Giggino Di Maio é candidato a vincere nessuno dei cosiddetti big del partito ha accettato la sfida. Con Di Maio corrono un portiere delle giovanili del Napoli di cui Giggino era steward e raccattapalle, suo cugino che lavora in Svizzera, una ex fidanzatina di Torre Annunziata, suo zio di Nola, il suo prosciuttaio sotto casa che ha chiesto in cambio la maglia di Insigne, il commercialista di Grillo che certificava i bilanci, falsi, dei suoi spettacoli, la segretaria licenziata da Di Battista e uno degli assessori (a scelta) allontanati dalla Raggi. Di Maio festeggerà la vittoria senza gara, dopo il sacrificio dei sette piccoli indiani (e non ne rimase nessuno…) offrendo a tutti gli altri una cena a Posillipo. Coi soldi del Monopoli…

I grillini rinunciano alla pensione ma se la tengono

Sapendo che non è possibile rinunciare a quel che il Parlamento ha deciso in termini di previdenza e ossessionati dai loro slogan contro i cosiddetti privilegi della casta, i grillini hanno annunciato che rinunceranno alla pensione così come prescritta dalle norme approvate. Si tratta di una pensione contributiva che scatta dopo i 65 anni e che ammonta a meno di mille euro. Enorme privilegio, dopo l’abolizione dei vitalizi, che dal 2012 non vengono più erogati. Non contenti mai di nulla, adesso la Grillo band fa leva sull’ignoranza. Che bravi i grillini a rinunciare a quel che non rinunceranno. Resta per me un mistero quella parte del Pd che insegue questa follia. C’un vecchio proverbio indiano che dice: “Facile è cavalcare la tigre, molto difficile è scendere dalla tigre quando è in corsa”. I due Matteo non credo siano mai stati neppure a cavallo…

Distorsioni a sinistra

Se scrivo “guerra di civiltà lanciata dai terroristi islamici” gli ortodossi della sinistra mi bacchettano e stravolgono in “guerra di civiltà tra musulmani e cristiani” (io peraltro non sono religioso). Se parlo di “guerra ispirata a una interpretazione radicale o estrema dell’Islam” mi bacchettano lor signori perché il terrorismo non sarebbe ispirato a nessuna religione. E scambiano un’interpretazione estrema con l’Islam come viene interpretato dai più. Se osservo che “l’intervento in Iraq e il non intervento in Siria non sono certo gli unici elementi che hanno fatto esplodere il terrorismo”, visto che l’11 settembre del 2001 non c’era la guerra né in Iraq né in Siria, allora difendo la guerra di Bush. E magari anche il non intervento di Obama. Ma quest’ultimo é più popolare. Se sostengo che era giusto combattere per espropriare al terrorismo il territorio occupato i parolai della sinistra obiettano di essere contrari a tutte le guerre, dunque bisognava lasciare in vita lo stato islamico. Se affermo che la Spagna, il Belgio, la Francia, e anche l’Italia non hanno attaccato e bombardato nessuno, i custodi del vero asseriscono che anche questi paesi in quanto occidentali sono complici. Fornendo una lettura di comprensione del razzismo all’incontrario. Sono complici in quanto occidentali, cioé infedeli. E una giustificazione folle al terrorismo degli sgozzatori. Se scrivo che la Fallaci aveva ragione sulla debolezza culturale dell’Occidente e sui fini del terrorismo, allora ho sposato in toto le tesi della Fallaci. E per questo sono islamofobo e anche razzista. Sapete che vi dico, illustri signori che forgiate la Bibbia della teologia di sinistra? Voi siete assai peggio di tutti gli eretici che nella storia hanno sempre avuto ragione. Dopo. Molto dopo. Troppo dopo. E siete i principali responsabili delle sconfitte di una sinistra a vocazione minoritaria.