Distorsioni a sinistra

Se scrivo “guerra di civiltà lanciata dai terroristi islamici” gli ortodossi della sinistra mi bacchettano e stravolgono in “guerra di civiltà tra musulmani e cristiani” (io peraltro non sono religioso). Se parlo di “guerra ispirata a una interpretazione radicale o estrema dell’Islam” mi bacchettano lor signori perché il terrorismo non sarebbe ispirato a nessuna religione. E scambiano un’interpretazione estrema con l’Islam come viene interpretato dai più. Se osservo che “l’intervento in Iraq e il non intervento in Siria non sono certo gli unici elementi che hanno fatto esplodere il terrorismo”, visto che l’11 settembre del 2001 non c’era la guerra né in Iraq né in Siria, allora difendo la guerra di Bush. E magari anche il non intervento di Obama. Ma quest’ultimo é più popolare. Se sostengo che era giusto combattere per espropriare al terrorismo il territorio occupato i parolai della sinistra obiettano di essere contrari a tutte le guerre, dunque bisognava lasciare in vita lo stato islamico. Se affermo che la Spagna, il Belgio, la Francia, e anche l’Italia non hanno attaccato e bombardato nessuno, i custodi del vero asseriscono che anche questi paesi in quanto occidentali sono complici. Fornendo una lettura di comprensione del razzismo all’incontrario. Sono complici in quanto occidentali, cioé infedeli. E una giustificazione folle al terrorismo degli sgozzatori. Se scrivo che la Fallaci aveva ragione sulla debolezza culturale dell’Occidente e sui fini del terrorismo, allora ho sposato in toto le tesi della Fallaci. E per questo sono islamofobo e anche razzista. Sapete che vi dico, illustri signori che forgiate la Bibbia della teologia di sinistra? Voi siete assai peggio di tutti gli eretici che nella storia hanno sempre avuto ragione. Dopo. Molto dopo. Troppo dopo. E siete i principali responsabili delle sconfitte di una sinistra a vocazione minoritaria.

Come Pertini

E’ tanta l’assurdità nel paragone Di Maio-Pertini che non volevo scriverne. Poi leggo il surreale articolo sulle analogie dei due di Sebastiano Messina su Repubblica e non resisto. Eravamo tutti contenti quando Di Maio aveva dichiarato che i progenitori dei Cinque stelle erano la Dc, Berlinguer e Almirante. La nostra esclusione ci aveva inorgoglito. Io ce l’ho con Di Maio oggi solo perché ha aggiunto a quella meravigliosa triade di progenitori Sandro Pertini, includendo un socialista senza neanche un preavviso. Naturalmente guardandosi bene dal citarlo come dirigente del Psi e anche direttore dell’Avanti, ma recuperandolo come presidente della Camera. Poteva evitarlo. Sentirsi come Pertini perché si é vice presidenti della Camera é un po’ da presuntuosi. Anche nella più modesta versione del vice. Poi il cantore del Pinochet venezuelano poteva almeno limitarsi a sottolineare l’unica concreta analogia col vecchio presidente, e cioè lo scranno. Purtroppo. D’altronde se proprio volessimo adattare lo schema usato oggi da Messina agli altri protagonisti della politica italiana, insomma, il suo paragone desterebbe ugualmente una certo qual rimpianto. Sottosegretario alla presidenza abbiamo la Boschi, prima c’é stato Giuliano Amato, agli Esteri Moro, Andreotti, De Michelis e oggi Alfano, presidente della Camera Nilde Iotti e oggi la Boldrini, del Senato Fanfani e Spadolini e oggi Grasso. Devo continuare? Prima in Venezuela, caro Di Maio, ci sarà stato Pinochet, ma oggi c’é Maduro. Che é un cognome, non un aggettivo. E in Cile magari Chavez e oggi la Bachelet. E allo stadio San Paolo un giovane steward con le palle… Mi viene un brivido alla schiena.

Ciao Nani, un medico di professione pittore

E’ morto Nani Tedeschi, un medico, di professione pittore. Lo avevo conosciuto negli anni settanta e spesso ero stato a casa sua a Cadelbosco, tra quadri, giornali e cenere delle sue sigarette. Si parlava di politica e di arte. Lui era iscritto al Psi e alle feste dell’Avanti raramente mancava il suo contributo con scritte, dipinti, copertine. E trovate, spesso geniali. Nani é stato protagonista di molteplici esposizioni delle sue opere che lo hanno reso celebre e amato, dotato com’era di quella simpatia e buonumore tipicamente emiliani. L’ultima volta che fummo gomito a gomito fu alle elezioni del 1992, quando Nani mi diede una mano in una faticosissima campagna elettorale e disegnò la copertina del libro su Prampolini, di Renato Marmiroli, che volli pubblicare. Poi volle rintanarsi nella sua casa di campagna, con la sua amata consorte e molti animali che adorava, e da più di vent’anni ci eravamo persi di vista. Resta viva la sua arte, apprezzata in mezza Italia e anche all’estero. Che non finisce qui. Adesso, pensa che fortuna, puoi dipingere anche il tuo paradiso, caro Nani…

La democrazia Madura

Il presidente del Venezuela ha posto le premesse per la sua dittatura. Ha sciolto il parlamento dove l’opposizione aveva la maggioranza, ha colpito i moti di piazza provocando 120 morti e centinaia di arresti, ha messo il bavaglio al giudice che l’aveva sott’occhio, ha convocato elezioni (le opposizioni protestano per i brogli) per eleggere una Costituente al fine di cambiare la costituzione, ha riassunto in sé tutti i poteri politici, sociali, giudiziari. Eppure anche in casa nostra ha fatto proseliti a sinistra in nome del chavismo, che si vuole derivato del guevarismo, che si vuole derivato del leninismo, che si vuole derivato del marxismo. Tra i maduri ovviamente Bertinotti, ma anche Vendola e ovviamente Diego Fusaro, il filosofo televisivo che parla a comando. Se qualcuno gli rivolge l’interrogativo in stile Zucchero:”Per colpa di chi?”, lui risponde subito “dell’imperialismo americano”. E’ uno spasso. Ma sarà vivo o parla al suo posto un automa? Intanto parte della sinistra ex eskimo barba e capelli lunghi ha trovato finalmente un nuovo epigono delle vecchie teorie. Che importa sia un po’ tiranno? Ce l’ha cogli Usa? E allora viva la democrazia Madura. E, per dirla alla Marenco, lo sciopero nella scola dell’Angola…

Misteri Bolognesi

In occasione dell’anniversario della strage alla stazione di Bologna, il Consiglio comunale del capoluogo felsineo ha ricordato il ferale avvenimento con una seduta straordinaria alla presenza del ministro Galetti, storico discepolo di Pier Ferdinando Casini, entrambi bolognesi. Ma all’inizio del discorso del ministro il presidente del’Associazione delle vittime Paolo Bolognesi assieme a tutti i familiari presenti ha abbandonato l’aula in segno di protesta. Bolognesi ha dichiarato: “Non abbiamo nulla contro il ministro ma egli rappresenta un governo scorretto”. Si riferiva a provvedimenti previdenziali ancora carenti e a una desecretazione degli atti che procede a rilento. Resta il fatto che Paolo Bolognesi siede alla Camera dei deputati e rappresenta il Pd che del governo “scorretto” é grande parte. Gli manterrà il voto di fiducia o lascerà anche l’aula di Montecitorio?

Il selvaggio Corona

Utilizzato dalle televisioni, penso più per il suo aspetto da primitivo che per le sue imprese alpine e i suoi libri, Mauro Corona ha reagito a un tentativo di furto nella sua abitazione da parte di tre ragazzi impugnando un’accetta e rincorrendo i malcapitati per ammazzarli. Anzi squartarli. Dice di essere di sinistra ma che la proprietà é sacra. Dichiara che avrebbe accettato di fare trent’anni di galera, ma che se avesse accalappiato i tre, anzi i quattro, precisa, perché uno faceva il palo, per loro non ci sarebbe stato scampo. Corona non reagisce con una pistola, o con un coltello. Lui usa l’accetta come gli Apaches, come i cannibali del Madagascar. D’altronde, selvaggio per selvaggio, non mi sarei stupito se, una volta ammazzati i tre o quattro, Corona li avesse anche mangiati….

Prestipino e le razze italiane

Lei, la giovane, ma non giovanissima, Patrizia Prestipino, deputata pidina, assai naif ma che Renzi avrebbe volentieri portato a più alti incarichi, ha voluto controbattere alle polemiche suscitate dall’istituzione del dipartimento “mamme”, che neppure la mammista Dc aveva avuto l’ardore di creare. Dicono che la Prestipino sia responsabile di un altro dipartimento innovativo, quello dedicato agli animali, istituito dopo la svolta animalista di Berlusconi, attraverso la Michelina Brambilla. E forse confondendo cani e mamme ha risposto alle polemiche sostenendo che é giusto “difendere la razza italiana”. Che poi non ë diversa da quella francese e tedesca. Sarebbe stato dunque più corretto definire la razza come “ariana”. Ma i precedenti di questa difesa sono stati piuttosto drammatici. So bene che l’intento della Prestipino non era questo. So bene che si é solo trattato di un errore di definizione. Tuttavia questa difficoltà all’uso del linguaggio corretto, che é purtroppo ormai diffuso e va oltre gli strafalcioni geografici e storici dei Cinque stelle, induce a bocciare parte della nostra classe politica. D’altronde una volta i politici italiani si formavano sul campi di battaglia e leggendo libri di storia e filosofia, oggi escono dai tavoli borbottanti delle Leopolde…

Napoleone ad Auschwitz

Ci mancava questa ennesima gaffe a cinque stelle. Parlando di Macron il Dibba (come lo chiama il capocomico della compagnia) ha citato la vittoria, grande quanto effimera, di Napoleone scambiando Austerlitz, la cittadina tedesca in cui le truppe napoleoniche sconfissero quelle austro-russe il 2 dicembre del 1805, con Auschwitz, nota al mondo per il terribile campo di sterminio nazista. Nulla di nuovo sotto il sole. D’altronde Dibba avrebbe già rinunciato a correre per la presidenza del Consiglio accontentandosi del ministero degli Esteri, retto in passato da Saragat, Nenni, Moro, Andreotti. Insomma un ripiego accettabile. Se l’ignoranza verrà premiata non vorremmo avere un rappresentante dell’Italia all’estero che attribuisce al generale Bonaparte lo sterminio degli ebrei. Potremmo davvero complicare i nostri rapporti transalpini. D’altronde già il candidato alla presidenza del Consiglio, ex steward del Napoli, Gigino Di Maio l’aveva combinata grossa attaccando il presidente del Consiglio e paragonando l’Italia “al Venezuela di Pinochet”. Con lui al governo c’é anche il rischio di alterare i rapporti con l’America latina. Si metterebbero in tanti a ridere di noi. D’altronde quando comanda un comico é destino…

Contrada innocente, stato italiano colpevole

Ci son voluti venticinque anni per concludere l’odissea giudiziaria di Bruno Contrada accusato e condanato per concorso esterno in associazione mafiosa. Bruno Contrada, ex dirigente della polizia di stato, numero tre del Sisde, capo della mobile di Palermo, nonché capo della sezione siciliana della Criminalpol, é stato arrestato la vigilia di Natale del 1992, accusato di essere esponente di quella zona grigia tra Stato e mafia, dopo i delitti Falcone e soprattutto Borsellino, quest’ultimo intento a indagare proprio sula materia. Contrada si é subito dichiarato innocente. I processi non si contano e nel 2007 Contrada é stato definitivamente condannato a dieci anni di prigione. Nel 2011 e nel 2012 é stata respinta l’istanza di revisione del processo e Contrada é rimasto in carcere fino al 2012. Il 13 aprile del 2015, dopo che l’anno prima la stessa Corte aveva condannato lo stato italiano perché, nonostante le sue condizioni di salute, non aveva concesso a Contrada gli arresti domiciliari, la Corte europea dei diritti dell’uomo ha condannato lo stato italiano per avere applicato retroattivamente una legge (verrà fatto anche per Berlusconi). In seguito alla condanna dello stato italiano é iniziato l’iter per la revisione del processo ancora negata il 18 novembre del 2015. Poi gli avvocati di Contrada hanno presentato due domande di revoca della condanna, per due volte respinta dalle Corte d’appello e definitivamente accolta dalla Cassazione solo pochi giorni fa. E questa persecuzione che dura da 25 anni e che ha tolto la voglia di vivere a un uomo che ha adesso 86 anni la chiamano giustizia. Vergogna.

Il candidato che voleva abolire la morte

Ne hanno parlato i giornali. Ma é il caso di tornarci su. Questo signor Torre, piacentino, presenta una lista alle comunali con un programma tra l’allucinazione e la demenza: abolizione della morte. Poi creazione in pieno centro di un vulcano, che serva come attrazione turistica ma pure come pista da sci e smaltimento dei rifiuti. Quindi risoluzione del traffico rendendo navigabile il centro storico, costruzione di un muro per evitare che quei rompicoglioni di Pontenure arrivino e rovinino la razza piacentina, Viagra gratuito per chi ha più di 45 anni, sostituzione dell’acquedotto con un vinodotto. E via di questo passo. Lui si presenta come un mago o un prestigiatore d’alto bordo con un cilindro alla Rino Gaetano. Non parla, sentenzia. Tutti capiscono che gioca con la follia. Invece in parte non ci fa. Ha una malattia rara e genetica fin dalla nascita, una sorta di distonia che gli blocca i movimenti. E’ stato operato recentemente e adesso vive con due computer a pile piantati nel petto che rischiano di scaricarsi ogni quattro o cinque anni. Nel frattempo ha deciso di sfidare il mondo, la logica, la razionalità e il buon senso. Presentandosi alle comunali di Piacenza. Ha avuto successo, raccogliendo il 4.28 per cento. Oltre 1800 piacentini che sperano nell’immortalità? No. Cittadini che dimostrano non solo che viviamo in un altro mondo. Ma anche, forse, fuori dal mondo. Più che psicanalizzare il candidato bisognerebbe psicanalizzare gli elettori. Messa in altro modo potremmo anche sostenere che quasi il 96 per cento degli elettori piacentini preferisce morire. Una città di depressi?