Wind Music Awards: ‘besitos’, tanti premi e nuove ‘categorie’

conti-e-incontradaNuova edizione dei “Wind Music Awards”, condotta sempre insieme da Vanessa Incontrada e Carlo Conti; all’insegna della tradizione, nella forma consona. Dai “besitos” della Incontrada ai bacetti sulle labbra scambiatisi a fine puntata dai due presentatori. Se gli ascolti sono stati un po’ in calo, intorno al 18% di share (18,1%) e con una percentuale di spettatori inferiore ai 4 milioni di spettatori (pari circa a 3.752.000 spettatori), non sono diminuiti invece i premi assegnati. Nella prima puntata incetta ha fatto Claudio Baglioni (anche per il suo Sanremo condotto quest’anno) in particolare, con quasi una decina di premi ricevuti; nella seconda gli ha fatto eco in particolare Coez. Poi, nella serata d’esordio, c’è stata Laura Pausini che ha presentato il nuovo singolo. Ma a tutti quanti gli ospiti sono stati assegnati molti più riconoscimenti degli anni passati. Quello che è buono, dall’altro lato, è che sono stati forniti anche per categorie nuove: innanzitutto a veterane come Fiorella Mannoia, ma pure per la sua veste di produttrice, non solo per la sua musica; il premio le è venuto da parte dell’Associazione fonografici: “non solo come artista raffinata e di grande successo, ma anche nella sua veste di produttrice indipendente”. Del resto anche il singolo che ha cantato, “I miei passi”, è un pezzo dal sound insolitamente pseudo-elettronico. Oppure quello ad Enrico Brignano per il suo spettacolo teatrale, ribadendo e sottolineando l’importanza di una tale forma di arte, il teatro appunto, esempio di massima levatura di cultura; il comico ha ricevuto lo speciale premio “Biglietto d’oro” per la stagione teatrale 2017/2018, che ha raccolto addirittura 161.853 spettatori al suo spettacolo “Enricomincio da me”. Inoltre da rilevare l’attenzione ai giovani, come Federica Carta (premiata per il suo album), che si è esibita prima con Shade in “Irraggiungibile” e poi con la band dei La Rua (di “Amici”, composta da: Daniele Incicco, William D’Angelo, Davide Fioravanti, Nacor Fischetti, Alessandro “Charlie” Mariani e Matteo Grandoni) in “Sull’orlo di una crisi d’amore”: la canzone unisce folk e rock e la voce di Federica le si adatta benissimo – ha spiegato Daniele -. Il brano, con l’altro singolo “Molto più di un film”, anticipa il secondo album della cantante romana arrivata terza al talent di Maria de Filippi lo scorso anno (a cui partecipò lo stesso gruppo de La Rua); inoltre c’è stata anche l’uscita di un libro (“Mai così felice”) dal titolo quanto mai indicativo dello stato attuale che sta vivendo e un ruolo come conduttrice del programma di Rai Gulp “Top Music”; oltre all’essere impegnata nella colonna sonora della nuova serie di Disney Channel “Penny On M.A.R.S.” (in onda dallo scorso 7 maggio alle ore 20.10). Tuttavia questa edizione ha regalato anche attenzione ad artisti stranieri, come quello internazionale rumeno: Mihail, con il suo splendido singolo “Who you are”.

Inoltre particolarmente importanti, tra i premi assegnati (come quello Fimi a Baglioni o della Siae), quello per il live a Coez e l’altro – sempre all’artista romano – (oltre ai WMA per “Le Luci della città”, per “Faccio un casino”, per il singolo “La musica non c’è”), ancor più inedito: il premio dei Produttori Musicali Indipendenti italiani (PMI); con la seguente motivazione: “per la ricerca e lo sviluppo delle nuove tendenze musicali italiani”. Il premio per il live, inoltre, va a pochi e a riceverlo è stata una cantante del calibro di Elisa. Due momenti hanno poi colpito. Quando per la premiazione dei TheGiornalisti, per il live, dopo che si sono esibiti in “Completamente” e in “Riccione”, hanno fatto salire Giorgia, una bambina loro fan che ha cantato interamente tutte le loro canzoni. Dopo, sicuramente, la performance di Ermal Meta in “Dall’alba al tramonto” ha molto convinto il pubblico. Da sottolineare il premio del WMA per il singolo “La Cintura”, che ha ottenuto niente di meno che il platino digitale, ad Alvaro Soler. E quello a Fabri Fibra: il premio Earone per il maggior numero dei passaggi in radio. Se la pioggia ha “danneggiato” la prima serata, la seconda è stata “rovinata” dal blackout che ha colpito l’intera Rai.

Il successo di tali artisti e di simili brani ci fa venire in mente che i Wind Music Awards sono sempre più il nuovo “Music Summer Festival”, tanto che potremmo coniare il neo nome di Wind Music Summer Awards e che tra due settimane, ovvero martedì 26 giugno, ci sarà un altro appuntamento chiamato Wind Music Awards-Summer condotto da Federico Russo e Marica Pellegrinelli; i due sono stati ospiti della seconda e ultima puntata dei Wind Music Awards, condotta da Vanessa Incontrada e Carlo Conti. Proprio il presentatore, infatti, sarà impegnato martedì prossimo (19 giugno) con “Con il cuore-nel nome di Francesco”, come ogni anno in diretta direttamente da Assisi. Infine si è trovato spazio anche per fornire uno sguardo sulla musica a tutto tondo, ricordando più volte l’altro importante appuntamento (già preannunciato da un anno a questa parte) con: “Pino è”, omaggio a Pino Daniele; tanto che si è concluso con la canzone (in cui si è esibito Biagio Antonacci) “Napule è”: perché Pino è Napoli e Napoli è colori di emozioni. Infatti, non a caso, molti sono stati gli artisti che gli hanno voluto rendere un tributo tra cui c’era anche Ornella Vanoni, che ha detto che una parola che associa al grande artista scomparso è proprio “emozioni”: quelle che ha sempre regalato al pubblico. Alcuni rapper come J-Ax e Clementino lo hanno voluto ringraziare perché ha regalato loro l’ultima canzone che abbia scritto prima di scomparire. Il primo ha, poi, associato la sua musica alla poesia, non solo per la melodiosità che la contraddistingue, ma perché la musica come la poesia è eterna: “Muore il poeta, ma non la sua poesia perché essa è eterna come la vita”, immortale pertanto. Elisa ha inoltre voluto raccontare un aneddoto: adorava (come lei, nello stesso posto anni dopo) sedersi su una panchina in un giardino che un giardiniere sistemava tutte le mattine e guardare nel vuoto all’orizzonte senza parlare, muto perché amava il valore e l’importanza del silenzio, il suo ‘rumore’, la sua valenza così come il peso delle pause tra una parola e un’altra, pregno di significato e in grado di fornire valore aggiunto, maggiore senso alle cose e alle parole stesse. Altri artisti, più giovani, hanno voluto riportare l’emozione di esibirsi al suo fianco, rimarcando la sua enorme e profonda umanità, in grado di mettere tutti subito a suo agio con una risata e un sorriso di solidarietà; la sua voglia di collaborare con più artisti possibili e contaminare il genere musicale delle sue canzoni e della sua produzione artistica. Tra i nomi che vi hanno preso parte: Claudio Baglioni, Giorgia, Emma, Alessandra Amoroso, Il Volo, oltre ai già citati Biagio Antonacci, Ornella Vanoni, J-Ax e Clementino, per citarne solo alcuni e i principali suoi “amici” più stretti e confidenziali. Non sono mancati, infatti, anche reperti d’epoca, filmati che riproducevano sue antiche esibizioni oppure interviste o curiosità più inedite. Molte curiosità sono state svelate in una piazza gremita dove non tutti i fan, purtroppo, sono riusciti ad entrare.

Peligro presenta il suo nuovo album di brani inediti “Mietta sono io”

peligroStasera, mercoledì 13 giugno, PELIGRO presenterà il suo nuovo album di inediti “MIETTA SONO IO” a LA FELTRINELLI RED di Milano (Viale Sabotino, 28), alle ore 19.00. Tra un brano e l’altro l’artista parlerà del suo disco, prodotto da Marco Zangirolami, disponibile in digital download e sulle principali piattaforme streaming (distribuito da Artist First).

L’album è un racconto introspettivo del rapper milanese, che si è dovuto mettere in discussione e ha dovuto superare alcuni suoi limiti per riuscire a scoprire un lato di sé finora nascosto.

“MIETTA SONO IO” è stato anticipato in radio dal singolo “LA PARTE MIGLIORE”, il cui video è online al seguente link https://youtu.be/g9yg8I6Yvgw.

«Questo è probabilmente l’album più introspettivo che abbia mai realizzato – dice Peligro – Mentre scrivevo sono entrato in contatto con dei lati di me che forse c’erano sempre stati, ma che avevo sempre ignorato. L’incontro con questo “nuovo me” mi ha, in un certo senso, stravolto, dandomi una nuova immagine di quello che sono».

Questa la tracklist dell’album: “Intro (Cronache di noi)”, “Devo andare”, “Mille vite”, “Sorrisi altrove”, “La parte migliore”, “Male e bene”, “La cosa sbagliata”, “Affini”, “Proprio come me”, “Caffeina”.

Peligro, all’anagrafe Andrea Mietta, è un rapper milanese classe ’92. Appassionato di musica fin da piccolo, comincia a dedicarvisi all’età di 14 anni. Nel 2011 scrive il suo primo album, “Scontento”, il cui coordinamento artistico è affidato al produttore argentino Hernan Brando (Hotel Buena Vida). Nel 2012 pubblica “Ep-Centro”, realizzato in collaborazione con due rapper della scena milanese (Rike e Seppiah). I 6 brani contenuti nell’EP sono stati interamente scritti e registrati in una singola notte. Nel 2013 esce il suo secondo album, “Musica dannata”, diretto nuovamente da Hernan Brando. Il 2 marzo 2015, Peligro pubblica “Training Camp Pt.1”, prima parte dell’omonimo mixtape, la cui seconda parte, “Training Camp Pt.2” viene pubblicata il 14 aprile 2015. La pubblicazione della terza ed ultima parte dell’album, “Training Camp Pt.3”, avviene il 4 giugno. L’8 aprile 2016, Peligro pubblica il suo terzo disco ufficiale, “Tutto cambia”, distribuito da Artist First e nell’estate porta in giro per l’Italia il suo lavoro salendo su importanti palchi come quello del Deejay On Stage a Riccione, quello del MEI di Faenza e quello del Tour Music Fest di Roma. Il 16 dicembre 2016 esce l’EP “Assoluto” (Artist First), nuovamente prodotto da Hernan Brando. Nel 2017 ha partecipato all’Emergenza Festival, evento dedicato alla musica emergente a livello mondiale, arrivando sino alle semifinali, che si sono tenute il 4 maggio a Milano. Sempre nello stesso anno Peligro si esibisce in altri eventi importanti come quello della FluoRun di Milano, del Premio Lunezia (sezione Nuove Proposte) a Roma e Marina di Carrara, del Deejay On Stage a Riccione e su palchi storici come quello della Locanda Blues di Roma e del Bundalinda di Brugherio, oltre a portare in giro per la Lombardia il suo repertorio con il rapper Kodiak e il dj Dany Rio.

Cittadella Music Festival a Parma la prima edizione dal 21 al 23 giugno

2Manydjs2_previewIl Maestro Ennio Morricone, Ms. Lauryn Hill, Apparat, 2ManyDjs, Digitalism. A vedere la lineup si capisce subito che, nonostante si tratti di una prima edizione, il Cittadella Music Festival si candida subito a diventare uno degli appuntamenti più importanti di questa e delle prossime estati. Dal 21 al 23 giugno Parma, Capitale Italiana della Cultura 2020, ospita una nuova manifestazione di carattere internazionale in una location d’eccezione che ritorna a vivere dopo anni di silenzio: la Cittadella, fortezza monumentale, innalzata alla fine del ‘500 per volontà del Duca Alessandro Farnese, con un parco nel centro della città emiliana e nel cuore dei suoi abitanti. Data di partenza simbolica il 21 giugno, solstizio d’estate: nel giorno in cui l’Europa celebra la Festa della Musica, Parma si conferma come un punto di riferimento internazionale per la musica contemporanea tenendo alto, al tempo stesso, il prestigio di un luogo legato a Verdi, Pizzetti e Toscanini.

Organizzato da Inside Out Agency e Shining Production, in collaborazione con Comune di Parma, Parma, io ci sto!, Fondazione Teatro Regio di Parma e Regione Emilia-Romagna, insieme ai partner Chiesi Farmaceutici, Davines e Pinko e allo sponsor tecnico Gruppo Zatti, la prima edizione del Cittadella Music Festival sarà anche un’ulteriore occasione per i tanti turisti in viaggio lungo la Penisola di visitare una città ricchissima dal punto di vista storico-artistico e dalla grande tradizione enogastronomica.

Il battesimo della manifestazione è affidato alla bacchetta di un compositore che tutto il mondo ci invidia, il Maestro Ennio Morricone. Il 21 giugno farà tappa al Cittadella Music Festival il “60 Years of Music World Tour”, che celebra i 60 anni di carriera del compositore romano. Sotto la sua direzione un’orchestra di 100 musicisti e un coro di circa 80 elementi eseguiranno un programma completamente nuovo: “Per questa tournée ho pensato ad un programma aggiornato che naturalmente comprende alcuni grandi classici come le musiche degli amati western di Sergio Leone e ‘Mission’, ma a parte questo nella sua totalità il concerto sarà un’esperienza molto differente rispetto ai concerti del passato. Prevedo di inserire nel programma le musiche composte per Quentin Tarantino e alcuni brani composti per i western di Sergio Leone che non ho mai diretto nelle tournée precedenti.”

Il 22 giugno il Cittadella Music Festival ospita l’unica data italiana di una delle artiste più amate al mondo, Ms. Lauryn Hill. L’esclusivo concerto al Cittadella Music Festival anticipa una lunghissima serie di show in tutto il mondo a celebrazione dei 20 anni di “The Miseducation of Lauryn Hill”. L’album, ormai leggendario, la consacrò nel 1998 come la regina della black music con oltre 19 milioni di copie vendute e 5 Grammy Awards.

Grande chiusura il 23 giugno nel segno dell’elettronica, protagonisti i migliori ambasciatori nel mondo della più ricercata club culture. Per un esclusivo audiovisual dj set da Berlino arriva Apparat, al secolo Sascha Ring, alfiere dello stile europeo e artista fra i più trasversali. La sua popolarità ormai travalica i territori del clubbing fino ad arrivare al cinema: scelto da Mario Martone nel 2014 come autore della colonna sonora de “Il giovane favoloso”, il musicista tedesco ha vinto il premio Piero Piccioni alla 71esima mostra Internazionale del Cinema di Venezia.

Dal Belgio 2manydjs, duo sulla cresta dell’onda della club culture più alternativa da più di 20 anni. Costola dei Soulwax, i fratelli David e Stephen Dewaele sono fra i producer più innovativi della scena internazionale grazie ai loro dj set spettacolari e divertentissimi. Tutto nasce dall’idea geniale di mixare assieme delle combinazioni impensabili di generi come l’house, il rock, l’electro e l’hip hop. Veri e propri creatori del bastard pop i 2manydjs sono capaci di creare bootleg impressionanti e di tendenza come “As Heard on Radio Soulwax” dove il mash up avviene tra Green Velvet e i Led Zeppelin, le Destiny’s Child e i Nirvana, le Salt’n’Pepa e gli Stooges. Ogni anno sono regolarmente tra gli headliner dei festival più importanti al mondo: dal Coachella al Sónar, da I Love Techno a Benicassim.

Da Amburgo arrivano infine i Digitalism, duo elettronico tra le realtà più acclamate e festose del clubbing mondiale, che porteranno sul palco il loro dj set. Esponenti della scena new rave e unici tedeschi il cui stile rivela una vicinanza al french touch, i Digitalism hanno all’attivo collaborazioni con Julian Casablancas degli Strokes e remix per Depeche Mode, White Stripes e Daft Punk.

Leone Sinigaglia tra musica popolare e alpinismo

leone sinigalliaMusicista e compositore italiano, Leone Sinigaglia (1868-1944) fu vittima dell’Olocausto per la sua origine ebraica. Più che per questa peripezia egli deve essere ricordato per il talento musicale e per la dedizione alla tradizione strumentale italiana. Fece parte infatti della schiera di compositori che nella seconda metà del XIX secolo cercarono di valorizzare questa tradizione attraverso un’originale fisionomia stilistica, insieme al direttore d’orchestra umbro Luigi Mancinelli (1848-1921), al violinista bresciano Antonio Bazzini (1818-1897), al bolognese Stefano Golinelli (1818-1891), al siciliano Francesco Paolo Neglia (1874-1932) e all’emiliano Giovanni Rinaldi (1840-1895), autori di una interessante musica pianistica. Il musicologo e antifascista Massimo Mila, autore di una prestigiosa storia della musica (1963 e 1977) e di una serie di scritti di montagna raccolti in un ponderoso volume (1992), descrive bene la figura di Leone Sinigaglia, il suo talento musicale, la passione per l’alpinismo e la dedizione nella raccolta delle vecchie canzoni popolari del Piemonte.

Cresciuto in una ricca famiglia della borghesia subalpina, Leone Sinigaglia frequentò l’ambiente culturale di Torino, dove strinse amicizia con insigni intellettuali come Galileo Ferraris, Cesare Lombroso e Leonardo Bistolfi. Frequentò l’Università di giurisprudenza, studiò le lingue straniere, ma la sua predilezione fu la musica, coltivata a Torino più che in altre parti d’Italia. Ventenne compose la «Romanza op. 3» e l’anno successivo la «Serenata provenzale» del librettista e compositore Arrigo Boito. Dopo gli studi musicali di pianoforte e violino, egli frequentò l’ambiente musicale di Milano, divenendo amico del grande violinista bresciano Antonio Bazzini (1818-1897), che lo stimolò a completare la formazione musicale nei grandi centri musicali d’Europa. Così soggiornò in varie città europee: dal 1894 fu a Vienna dove fu influenzato da Johannes Brahms riguardo alla cosiddetta musica assoluta e dal 1900 a Praga dove apprese da Antonin Dvořák la «freschezza del canto popolare nelle sue elaborazioni di motivi piemontesi» (M. Mila, Breve storia della musica, Torino 1977, p. 281).
Ritornato nel 1901 a Torino, Sinigaglia si stabilì a Cavoretto dove trascrisse nel decennio successivo circa 500 canti popolari piemontesi, recuperando quelli mancanti negli studi di Costantino Nigra, autore dei famosi «Canti popolari del Piemonte» editi nel 1888 dopo una vita dedicata alla loro raccolta cominciata nel 1854.

Le composizioni di Sinigaglia attrassero grandi direttori come John Barbirolli, Wilhelm Fütwangler e Arturo Toscanini, che nel 1903 eseguì le sue «Danze popolari piemontesi», arricchite alcuni anni dopo con la suite sinfonica ed edite nel 1914 dalla prestigiosa casa editrice Breitkopf & Härtel, la più antica del mondo per spartiti musicali. Le accurate stampe degli spartiti contenevano brani come «La pastora fedele», «Il maritino», «La sposa morta» e «La bella al molino». Dedito alla musica e allo studio, Sinigaglia manifestò anche un vivo interesse per la letteratura, senza avvertire la minaccia proveniente dal fascismo verso le famiglie ebraiche. Nel 1936 egli concluse la propria attività di compositore con l’ultima sua opera: la Sonata in sol maggiore per violino e pianoforte op. 44.

Le leggi razziali, emanate due anni dopo da Mussolini, infersero un duro colpo alla sua famiglia, sottoposta a una serie di soprusi e angherie di ogni sorta. La sorella Alina (1867-1944), sposata Segre, trovò rifugiò nell’ospedale Mauriziano grazie all’amico partigiano Luigi Rognoni (trentunenne nel 1944) mentre la loro villa ubicata a Cavoretto fu devastata dai fascisti. Prima di essere deportato nel campo di concentramento di Auschwitz, Sinigaglia fu colpito da infarto il 16 maggio 1944, proprio nel giorno in cui i nazi-fascisti fecero irruzione nella sua abitazione per arrestarlo: 19 giorni dopo moriva anche la sorella Alina.

La sepoltura nel cimitero cittadino valse a Sinigaglia l’attribuzione di una via nel quartiere Barriera di Milano e il 31 maggio prossimo la dedica dei giardini di Cavoretto dove compose quasi tutte le sue opere e visse gran parte della sua vita. Dopo la morte l’amico Luigi Rognoni tenne viva la sua memoria, lasciando la biblioteca al Conservatorio di Torino. Sulla vicenda biografica del compositore torinese hanno indagato Gian Luca La Villa e Annalisa Lo Piccolo in un interessante volume intitolate «Leone Sinigaglia, la Musica delle alte vette» (Gabrielli, S. Pietro in Cariano-Verona 2012, pp. 118), i quali hanno richiamato la sua passione di alpinista e scalatore delle Dolomiti.

 Nunzio Dell’Erba

Massimo Sergi presenta il suo primo successo da solista: “Walkaround”

Copertina cd walkaroundWalkaround è il primo album solista di Massimo Sergi, artista di formazione prevalentemente di tipo organista, orientatosi in un secondo momento verso il vasto spettro sonoro del solo pianoforte.
Questo suo esordio si muove in un range musicale molto esteso, tra sottili venature jazz ed evidenti richiami classici, passando per alcune eleganti soluzioni pop e rarefatte malinconie, atmosfere tragiche ma sempre votate alla riflessione intima.
Questo album è suddiviso in due parti. La prima consiste in dodici pezzi eseguiti dal solo pianista; nella seconda, invece, Massimo Sergi si avvale della collaborazione di due artisti Stefano Pontani blasonato chitarrista già al servizio di band di prog e jazz quali Ezra Winston, Anagramma, Vu-Meters e Matilda Mothers Project nonché Gianluca Livi, componente degli Anno Mundi, gruppo hard rock romano, e coinvolto, nel progetto Walkaround, come ingegnere del suono.
Questo cd è una passeggiata a bordo di un pianoforte, attraverso i sentieri più semplici e profondi dell’esistenza umana, soffermandosi davanti a piccole cose o persone all’apparenza poco significative, ma che, a loro volta, proseguono il cammino della propria vita.
L’opera sottolinea, inoltre, i momenti più bui e profondi dell’esistenza umana, come la perdita dell’amore e l’affievolimento dei sentimenti come è possibile percepire dai brani Lost Love, Strangers Again, o ne celebra l’importanza come in (Almost) All About Us e No Distance; invece in altri brani come Studio n. 1 è evidente l’impronta di modelli classici.
Il brano Walkaround è una passeggiata a se stante, fatta in una mattina di primo autunno, preludio di una ciclica rinascita.
Nella seconda parte dell’album ci sono dei brani in cui le note melodiche del piano si fondono con degli effetti digitali e con la chitarra elettrica, creando una melodia irripetibile: Lost Love ne rappresenta l’esempio migliore.
L’album è pubblicato da Terre Sommerse, nella collana Terre Sonore.
Ma senza dare ulteriori anticipazioni vi invitiamo ad ascoltare questo irripetibile progetto che vi catapulterà in un mondo surreale fatto di suoni ed emozioni uniche!

#GiffoniRapContest 2018 lo spin off musicale del Giffoni Film Festival

gmcSi chiama GiffoniRapContest lo spin off musicale del Giffoni Film Festival 2018 che si svolgerà, dal 20 al 28 Luglio, presso la Giffoni Music Arena di Piazza F.lli Lumière di Giffoni Valle Piana (Sa). Una vera e propria “RapCall”, la prima del genere in Italia, con l’obiettivo di selezionare quattro artisti campani e quattro nazionali da inserire nel programma ufficiale dei concerti che saranno parte integrante della 48esima edizione del Giffoni Film Festival.

Giffoni Experience torna così a dedicare al suo pubblico live emozionanti, coinvolgendo i migliori nomi del panorama musicale italiano grazie all’importante partnership siglata con Radio105. In attesa di scoprire gli artisti che solcheranno il palco del Giffoni Music Concept forte è stata la volontà di riservare uno spin-off ad un genere che sempre più appassiona il pubblico di ogni età: il Rap.

Il contest avrà come selezionatori musicali Max Brigante (Radio 105): “Ho passato vent’anni della mia vita a raccontare la scena Urban italiana. Cambiano le facce, cambiano i suoni, ma resta immutata l’urgenza creativa. Anche il percorso che fa è sempre lo stesso. Parte dal basso per arrivare in alto” e Don Joe (tra i più importanti produttori e Dj in Italia): “La musica rap in Italia è ormai un genere consolidato e di successo. Ne ho vissuto diverse fasi ma questo è senza dubbio un momento di splendore”.

Un segnale di grande attenzione che il più importante evento per ragazzi del mondo offre alle realtà creative giovanili del territorio regionale e nazionale, con l’intento di valorizzare i fermenti artistici emergenti, offrendo loro uno dei palchi più qualificati per la nuova scena musicale italiana. La RapCall è rivolta esclusivamente ai musicisti e cantanti di estrazione Urban, Rap e Trap, di età compresa tra i 18 e i 40 anni, che possono proporsi sia in formazione che da solisti.

L’invio delle candidature potrà avvenire da oggi fino alla mezzanotte del 15 Giugno. Il 25 Giugno verranno annunciati i nomi degli artisti selezionati che si sfideranno durante il Giffoni Music Concept. A giudicarli una commissione composta da professionisti del settore, giornalisti e i partecipanti alla Masterclass Music 2018.

Premio per il vincitore: il supporto al suo progetto discografico con la pubblicazione di un singolo in digitale con la produzione di Don Joe, l’ufficio stampa di MN Italia, e un passaggio radiofonico su Radio 105 nella trasmissione 105 Mi Casa di Max Brigante.

Le modalità di iscrizione:

Inviare email con oggetto “nome della band + RapCall” a musica@giffonifilmfestival.it con una breve descrizione del progetto, un brano tramite mp3 o un link (youtube, spotify, soundcloud, bandcamp), due numeri di telefono, scheda tecnica, due fotografie.

Ulteriori informazioni su www.giffonifilmfestival.it

Giffoni è da sempre aperto alle novità del mondo musicale con l’intento di offrire ai ragazzi esperienze uniche e dirette con i grandi nomi del panorama nazionale ed internazionale: nel corso degli anni personaggi come Patti Smith, Pino Daniele, Gianna Nannini, Franco Battiato, Negramaro, Jovanotti, Shaggy, Ligabue, Giovanni Allevi, Carmen Consoli, Max Gazzè, Elio e le Storie Tese, Fedez, Enzo Avitabile, Giorgia, Club Dogo, Coez, Emis Killa, Clementino, Rocco Hunt e molti altri si sono confrontati con i giffoners.

Vinile, la rivista bimestrale di Musica presenta i dischi del ’68

vinile13_ipad-1__793x1024_È in edicola il nuovo numero di “Vinile”, la rivista bimestrale che racconta la musica in modo nuovo, con un approccio storico, approfondito, ricco, in 132 pagine a colori, patinate.

È intanto attiva la pagina facebook ufficiale della rivista, all’indirizzo Vinilemag, ricca di news e anticipazioni.

Sul nuovo numero si parla del 1968, che, a distanza di 50 anni, è ancora vivo nella memoria e nelle discussioni. Se ne parla ad esempio con una ipotetica colonna sonora tutta italiana, costruita riascoltando 20 album pubblicati in quell’anno. Da Fabrizio De André a Marisa Sannia, dai Gufi all’Equipe 84 e poi i dischi di Sergio Endrigo, Duilio Del Prete e Caterina Bueno ma anche quelli di complessi ormai dimenticati come i Barrittas e i Ribelli.

Sempre riguardo al 1968, sul bimestrale, arrivato al 13° numero, si può trovare una gustosa retrospettiva di come venivano rappresentate dalla stampa giovane le “ragazze dei capelloni”, le icone femminili che hanno contribuito allo sdoganamento di nuovi costumi. Patty Pravo, Caterina Caselli e le altre ragazze beat, tutte insieme, colorate.

Intorno al 1968 cominciava anche la carriera di uno dei più amati e rigorosi complessi inglesi del periodo storico del prog mondiale, i Van Der Graaf Generator. Nelle pagine di “Vinile” l’intera discografia italiana completamente illustrata. E riccamente illustrata è anche la discografia dei vinili di Elio e Le Storie Tese. Con aneddoti e note dettagliate, tutti i dischi del più dissacrante complesso italiano.

Ed ancora: due generazioni di cantastorie a confronto, Alessio Lega e Mirkoeilcane, protagonisti di altrettante interviste.

E poi Lucio Battisti. E’ difficile immaginare quanti suoi dischi siano stati pubblicati fuori dai confini nazionali. Solo dall’album “La batteria, il contrabbasso, eccetera” del 1976, sono stati estratti una trentina di 45 giri per i mercati europei e sudamericani. Copertine inedite, anche pacchiane a volte, tutte insieme in un album coloratissimo.

Completa questo numero della rivista la discografia italiana di Leonard Cohen, con l’elenco di tutte le cover realizzate nella nostra lingua, l’anteprima dell’attesa autobiografia di Miranda Martino e l’analisi di un rivoluzionario giradischi, presente anche in copertina. E poi, come sempre, una ricca sezione di recensioni di dischi nuovi, in buona parte dedicati alla musica italiana emergente.

“Vinile” è storie di musica, collezioni, emozioni.

“Vinile” vuole raccontare gli artisti e le loro opere, i contesti in cui sono nate. Raccontare i retroscena, i segreti, le storie inedite, i dischi noti e meno noti.

“Vinile” si rivolge, certo, ad appassionati e collezionisti, ma gli argomenti che tratta e il modo in cui lo fa riguardano tutti quelli che amano la musica, aldilà del supporto fisico o “liquido” che possono usare per ascoltarla.

“Vinile” è un prezioso riferimento per i collezionisti, grazie allo spazio che dedica alla ricostruzione delle discografie, alle quotazioni, alle rarità.

“Vinile” è realizzata da autori competenti e appassionati, fra i quali molte storiche e importanti firme della critica musicale italiana.

La rivista è pubblicata dal Gruppo editoriale Sprea S.p.A. di Milano.

Piano City Milano torna dal 18 al 20 maggio, il Festival che unisce la città

Due Pianoforti004Piano City Milano 2018 cresce e si rinnova come la città che lo ispira. Oltre 50 ore di musica e 470 concerti confermano la ricchezza e la qualità dell’offerta musicale, coinvolgendo i luoghi storici del festival e spazi sempre nuovi, simbolo di una metropoli dalle tante identità e caratterizzata dal continuo cambiamento. Dai due Piano Center alla Gam e in Palazzina Liberty, la mappa dei concerti consentirà agli spettatori di conoscere i tanti quartieri che compongono l’anima corale della città, o di lasciarsi guidare dai tanti generi musicali che per tre giorni trasformano Milano in una grande sala da concerto. Con la direzione artistica di Ricciarda Belgiojoso e Titti Santini, la settima edizione di Piano City Milano è in realtà la prima di un nuovo corso nella ‘storia’ di una delle più amate manifestazione diffuse di Milano: la neo-nata Associazione ‘Pianocity Milano’ ha infatti stretto con il Comune un accordo di collaborazione per la realizzazione dell’iniziativa nei prossimi tre anni all’interno del palinsesto “Yesmilano”, che riunisce sotto lo stesso format di comunicazione tutte le più importanti manifestazioni e iniziative promosse dal Comune e diffuse in tutta l’area metropolitana.

Anche quest’anno sono tantissimi gli appuntamenti prodotti direttamente dal festival, dai programmi speciali dedicati ai grandi compositori, alle Piano Lesson, alle elettrizzanti maratone notturne.
Piano City Milano si apre con Aziza Mustafa Zadeh, star internazionale capace di offrire al mondo una raffinata rielaborazione della tradizione musicale del suo paese, l’Azerbaijan. Nelle sue mani convergono la passione e l’estro del mugam, tradizionale forma di improvvisazione musicale azera, e l’energia del jazz occidentale. Venerdì sera sul main stage della GAM Galleria d’Arte Moderna – Villa Reale Aziza Mustafa Zadeh porterà il patrimonio delle sue radici persiane, arricchito da Liszt, Schumann e Bach, e dalle sonorità di Keith Jarrett e Bill Evans.
Piano City Milano è un progetto di Associazione Piano City Milano con Comune di Milano, a cura di Ponderosa Music&Art e Accapiù; con il sostegno di Intesa Sanpaolo e dei partner tecnici Steinway & Sons, Yamaha, Fazioli, Furcht/Kawai, Griffa & Figli, Bösendorfer, Passadori Pianoforti, Steingraeber & Söhne,Tagliabue, Tarantino Pianoforti e AIARP che mettono a disposizione gli strumenti. Si rinnova anche per l’edizione 2018 la partnership con il Corriere della Sera e ViviMilano.

“Piano City Milano – ha spiegato il sindaco Giuseppe Sala – è a tutti gli effetti la colonna sonora per eccellenza e d’eccellenza che pervade la nostra città in primavera: ne racconta la vivacità, l’eleganza, l’apertura e l’amore profondo per l’arte, in ogni sua forma e declinazione. Tutto ciò fa di questa manifestazione un appuntamento imperdibile per cittadini e turisti che, di anno in anno sempre più numerosi, apprezzano sia l’immediata semplicità di fruizione garantita da performance musicali e concerti organizzati in tutta Milano sia i luoghi – noti e meno noti – che li ospitano”.

Da sempre luogo di incontro e punto di riferimento per il pubblico di Piano City Milano è il Piano Center, dove la musica risuona ininterrottamente per tutto il festival. Al polo museale GAM PAC e nel parco di Villa Reale le giornate di sabato 19 e domenica 20 si animano con i concerti al laghetto, al giardino e nella Sala da Ballo all’interno della GAM.
Dal pomeriggio sul Main Stage si alternano i grandi protagonisti della scena internazionale:
Sabato dalle 19 si esibiranno Alberto Pizzo, funambolo del jazz e della melodia napoletana, la giovane pianista cubana Marialy Pacheco, prima donna ad aver vinto il premio Montreux solo piano Competition e Django Bates in un vulcanico concerto bebop; chiude Sebastien Tellier, dandy postmoderno e icona francese della musica electro-pop.
Domenica dalle 19 suoneranno il musicista e compositore inglese Arthur Jeffes, Asli Kilic con un programma dedicato a Chopin e Scriabin, e Davide Cabassi con musiche di Beethoven.
Vinicio Capossela chiuderà la settima edizione di Piano City Milano con un programma speciale “voiceless”: dalle 22.30 suonerà le sue canzoni in un concerto per piano solo, e racconterà la storia dei suoi pianoforti, in omaggio al piano e alla città che lo ospita da quasi 30 anni.
Vinicio Capossela torna a Piano City Milano a sette anni dal concerto che ha inaugurato la prima edizione del festival, nel 2012.

Per la prima volta Piano City Milano ha anche un Piano Center notturno. A Palazzina Liberty venerdì 18 e sabato 19 due Piano Night uniscono la tradizione del pianoforte alla sperimentazione dell’elettronica. Grazie alle sue ampie vetrate, questo gioiello dell’Art Nouveau crea un’unica atmosfera tra il dentro e il fuori, nel Parco Formentano, dove il pubblico potrà godersi la musica tramite l’utilizzo di cuffie wireless SILENTSYSTEM.
Venerdì 18 Red Bull Music presenta Rrose, musicista dalla spiccata verve creativa, Seth Horvitz nella sua veste femminile, che porterà a Palazzina Liberty la musica dance elettronica di Charlemagne Palestine. Segue il concerto di Niklas Paschburg, a soli 23 anni capace di incantare il pubblico con le sue melodie fatte di suoni ipnotici tra musica neoclassica ambient ed elettronica. Poi Gianluca di Ienno, che pensando ad autori come Ligeti e Debussy porta un programma con elettronica e improvvisazioni. Chiude Maja Alvanovic con i notturni contemporanei di Respighi, Nešić, Mompou.
Sabato 19 inaugura la seconda Piano Night il classicismo contemporaneo di Poppy Ackroyd, pianista e compositrice londinese dal sound brioso e accattivante. Dalla Francia arriva Guillaume Poncelet, con un concerto ispirato al suo recente album “88” suonato in piano solo, insieme a brani inediti e improvvisazioni alla Keith Jarrett. Alle 2.00 il brasiliano Vitor Araújo con Villa-Lobos e Zé; segue Shai Maestro Solo, pianista israeliano, tra i più originali protagonisti del panorama jazz contemporaneo. Infine la kazaka Angelina Yershova con il suo ultimo album “Resonance Night” porta a Piano City Milano il suo talento per la contaminazione, tra classica, contemporanea, pop ed elettronica.

Altri due concerti arricchiscono il programma delle notti: venerdì 18 alle 0.30 a Eataly Milano Smeraldo Davide Santacolomba esegue brani di musica classica e colonne sonore, sabato 19 dalle 21 a Santeria Social Club con Michele Fedrigotti una tre ore per dare voce all’anima di Chopin.

Con il sorgere del sole, la musica risveglia la città con due suggestivi concerti sull’acqua. Ai Bagni Misteriosi sabato 19 alle 5 Piano City Milano presenta Pianolink Silent Wifi Concert con Andrea Vizzini: musiche di Bach, Beethoven, Satie, Chopin, Liszt e Debussy in un concerto per pianoforte silenzioso su una pedana galleggiante. Un’esperienza di totale coinvolgimento dove la musica arriva alle orecchie del pubblico tramite cuffie wireless.
Domenica 20 l’appuntamento con l’alba è alle 5 all’Idroscalo con le dolci melodie dell’ucraino Pol Solonar; in collaborazione con Circolo Magnolia.

Per la sua settima edizione Piano City Milano propone una serie di programmi monografici speciali, fino a nove ore consecutive:

A un secolo dalla scomparsa di Debussy le sue meravigliose sonorità sono accostate a musiche di altri grandi compositori dell’epoca: sabato 19 dalle 11 alle 18 alla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli un programma interamente dedicato al grande compositore; in collaborazione con il Conservatorio G. Donizetti di Bergamo e con Amadeus Factory.
Una rara esecuzione dell’integrale delle sonate di Schubert, quelle complete e i frammenti, con l’introduzione di Luca Ciammarughi: domenica dalle 10 alle 19 al Portico dell’elefante del Castello Sforzesco con Stefano Ligoratti, Emanuele Delucchi, Maria Clementi, Sandro De Palma, Luca Ciammarughi, Gabriel Tancredi Nicotra, Ali Hirèche, Francesco Libetta e Costanza Principe.
Alla Casa degli Atellani sabato 19 alle 11 Gianluca Luisi esegue tutte le Suite francesi di Bach. Vincitore del prestigioso concorso Internazionale J.S.Bach di Saarbrucken-Wurtzburg, Luisi è uno dei massimi interpreti mondiali del grande compositore tedesco.
Tutta la musica per pianoforte di Satie in una non stop di otto ore. Sabato 19 dalle 11 alla Six Gallery, Nicolas Horvath ci guiderà nelle atmosfere sonore del geniale precursore di tanta musica del nostro tempo.
Domenica 20 alle 10.30 alla Triennale di Milano la produzione pianistica di Ligeti viene eseguita dai giovani Pianisti Call for Young Performers, masterclass di Maria Grazia Bellocchio. In collaborazione con Divertimento Ensemble.
Otto concerti dedicati al Novecento Italiano, tra swing e rinnovamento antiromantico di inizio secolo. Alla Triennale di Milano sabato dalle 11.30 si esibiranno i vincitori del Premio Internazionale Giuseppe Martucci Lorenzo Bevacqua e Naomi Tistarelli.

Alle 14 omaggio a Daniele Lombardi con Duo Miroirs e alle 16.30 il concerto di Andrea Rebaudengo con musiche di Niccolò Castiglioni e Paolo Castaldi.
Fondazione Prada torna ad essere polo centrale del palinsesto di Piano City Milano: in occasione della mostra “Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918-1943”, domenica 20 alle 11 un concerto dedicato alla generazione dell’Ottanta con Gilda Buttà e Victoria Terekiev, e alle 12.30 il concerto di Enrico Intra dedicato allo Swing in Italia negli anni ’30.
Altri due concerti mostrano le corrispondenze tra autori italiani e non: alle 14 Emanuele Torquati esegue Busoni e Griffes, alle 15.30 Anna D’Errico suona musiche di Oppo e Debussy.
Il programma alla Fondazione Prada si chiude con il concerto delle 19 con Ciro Longobardi e musiche di Ferrari.

Piano City Milano torna a offrire lezioni di pianoforte rivolte a tutti. Sei Piano Lesson tenute dai grandi maestri svelano la faccia nascosta dello strumento, le storie dei protagonisti della tradizione pianistica, gli aneddoti e i trucchi del mestiere. In collaborazione con il Corriere della Sera.
Lo storico Teatro Gerolamo, la ‘piccola Scala’ di Milano recentemente restituito alla città, ospiterà quattro incontri domenica 20 maggio. Primo appuntamento alle 10 con Aquiles delle Vigne, che dedica la sua Piano Lesson alle ultime sonate di Beethoven. Tra i più autorevoli concertisti e didatti del pianoforte, delle Vigne coinvolgerà alcuni giovani pianisti in un confronto tra esecuzioni per comprendere l’ultimo Beethoven. Alle 12.30 incontro con Django Bates, artista eclettico dalla sottile ironia british, protagonista della rinascita del jazz europeo degli anni Ottanta; figlio di un collezionista di musica popolare rumena e africana, è cresciuto sviluppando modi eclettici di fare musica. Alle 14 Piero Rattalino, celebre saggista e critico musicale, ci mostra come affrontare gli Studi di Chopin come pezzi lirici. Alle 16.30 Gabriele Baldocci, brillante pianista, noto anche per il duo stabile con Martha Argerich, mostra come improvvisava Liszt. Sabato 19 alle 10.30 alla Triennale di Milano, Ettore Borri racconta i diversi intenti del tocco pianistico nel Novecento.
Sabato 19 alle 17 a Santeria Social Club, Arthur Jeffes invita il pubblico a comporre insieme a lui una canzone con un pianoforte e un laptop.

Piano City Milano prosegue la sua tradizione di manifestazione diffusa, riconfermando luoghi che sono ormai nel cuore del pubblico ma anche allargando la sua rete di concerti in spazi inediti:
In collaborazione con Intesa Sanpaolo, le gallerie, le storiche filiali e luoghi non convenzionali come il caveau di una banca si aprono a concerti di musica classica, pop e rock.
La filiale di via Verdi ospita un’anteprima di Piano City Milano, venerdì 18 alle 17.30, a poche ore dal concerto inaugurale: Davide Locatelli si esibirà in una rivisitazione per piano solo di brani che hanno fatto la storia del rock. Sabato 19 alle 10 alla filiale di piazza Diaz musiche di Debussy con Marco Cecchinelli; alle 11.30 Elpidia Giardina presenterà un omaggio ai Genesis nella filiale di piazza Cordusio.

Grazie a Volvo, car partner di Piano City Milano, presso Volvo Studio Milano, nuovo luogo d’incontro inaugurato dal brand automobilistico svedese nella zona di Porta Nuova, cinque concerti di musica classica e contemporanea sotto la scenografica riproduzione di un’aurora boreale. Primo appuntamento sabato 19 alle 18.30 con l’improvvisazione jazz di Luigi Bozzolan; alle 20 è la volta di Dardust e del suo immaginario elettronico di matrice Nord Europea; dalle 22 il concerto del musicista, dj e tastierista dei Subsonica Boosta. Domenica 20 alle 11 Isabella Turso e alle 12.30 Yuko Ito.

Sul Rooftop Red Bull, tra i tetti del Naviglio Grande e del Naviglio Pavese, sabato 19 quattro concerti tra musica classica e contemporanea accompagnano il pubblico di Piano City Milano dal pomeriggio fino al tramonto. Dalle 17 suoneranno Guido Coppin, Maria Ausilia di Falco, Genny Basso e Vincenzo Parisi.

Per la prima volta la musica di Piano City Milano entra nell’Archivio di Stato e nell’Orto Botanico Città Studi grazie al programma Aperti per voi del Touring Club Italiano. Sabato 19 dalle 12 l’Archivio di Stato ospita una rassegna per due pianoforti con Annibale Rebaudengo e Giovanna Tamburrino, Barbara Tolomelli e Alfredo Castellani, Elio Marchesini e Ricciarda Belgiojoso, Takuya Otaki e Marianne Abrahamyan. All’Orto Botanico Città Studi alle 19 concerto di musica classica con Francesco Mazzonetto.

Domenica 20 dalle 10.30 all’Archivio di Stato ancora una giornata di musica con gli allievi della Civica Scuola di Musica C. Abbado.

Si confermano anche per questa edizione le collaborazioni con i più prestigiosi premi pianistici nazionali e internazionali. Sabato 19 e domenica 20 si alterneranno nel giardino e al laghetto della GAM la vincitrice del Concorso Pianistico Internazionale Rina Sala Gallo Maddalena Giacopuzzi e i vincitori del Premio Venezia Marco Rizzello, Federico Gad Crema, Francesco Granata, Giulia Loperfido. Domenica 19 alle 12.30 Nathalia Milstein, primo premio al Concorso Internazionale Axa Di Dublino 2015, esegue brani di Schumann sul pianoforte gran coda Tallone della Fondazione Gioventù Musicale d’Italia, strumento ospitato nella Sala da Ballo della GAM grazie alla collaborazione con Piano City Milano.
Tra i concerti nel parco Franck Ciup e Laurent Ferlet, celebri in Francia per i loro spettacoli sulle musiche da film.

Anche l’edizione 2018 di Piano City Milano rivolge un’attenzione particolare al tema dei diritti e dell’inclusione sociale. A Casa Emergency, la nuova sede dell’associazione fondata da Gino Strada e oggi spazio aperto alla città per la promozione di una cultura di pace, sabato 19 quattro concerti tra musica classica, jazz e contemporanea. Dalle 11 si esibiranno Alessandro Curti, Simone Sgarbanti, Mariano Bellopede e Nico Morelli.

Tra gli spazi inediti di questa edizione anche il Memoriale della Shoah, con il concerto di musiche armene di Heghine Rapyan domenica 20 alle 11; la Biblioteca degli Alberi ai giardini di Porta Nuova – aperta in anteprima per Piano City Milano grazie alla collaborazione con la Fondazione Riccardo Catella – sabato 19 e domenica 20 accoglie il pubblico per due giornate di concerti con i giovanissimi talenti dell’Accademia di Imola; via della Spiga, che domenica 20 si trasformerà in un palcoscenico a cielo aperto per Mario Mariani, Hélène Berger, Alberto Tafuri, Simone Quatrana.

Al Museo Teatrale alla Scala, in occasione dei centocinquant’anni dalla scomparsa di Gioacchino Rossini, sabato 19 alle 20 Vincenzo Balzani tiene un concerto sul celebre pianoforte di Liszt conservato al Museo, con brani di Rossini, Liszt e Thalberg.

A City Life, a piazza Tre Torri, tra i grattacieli simbolo della nuova Milano, domenica 20 alle 18.30 il pubblico potrà farsi trascinare dai ritmi jazz, blues e boogie-woogie di Silvan Zingg, carismatico musicista che ha suonato con grandi nomi come BB King e Chuck Berry. Sabato 19 dalle 11.30 con Francesco Alessandro Meloni e Kosta Jevtic musica classica e contemporanea nel nuovo shopping center progettato da Zaha Hadid.

mare culturale urbano, centro di produzione artistica e di innovazione culturale, ospita concerti e laboratori per adulti e bambini, tra cui il workshop di Ekland Hasa sulla musica tradizionale albanese.

BASE Milano ospita quattro concerti tra cui domenica 20 alle 19 l’appuntamento con MATITA, un ensemble composto da piano elettrico e disegnatori ritmici: un tavolo microfonato, amplificando il suono prodotto da matite, penne e pennarelli, restituirà al pubblico un momento sonoro e visivo allo stesso tempo.

Alla Rotonda della Besana sabato 19 alle 18 si esibirà il duo coreano Duo Vivid e alle 20 Matthew Lee con musiche rock e pop.
Domenica 20 torna l’orchestra dei cinquanta Toy Piano: nata con Michael Nyman che per loro ha scritto The otherwise very beautiful Blue Danube Waltz, aggiunge al repertorio in C di Terry Riley, il brano che ha reso popolare il minimalismo musicale. Quattro appuntamenti alle 10, alle 12, alle 14 e alle 15 tutti seguiti da un laboratorio per i più piccoli per imparare a suonare il toy piano. In collaborazione con Ricordi Music School.
Domenica 20 dalle 16 alle 21, con i giovanissimi talenti dell’Associazione Pianofriends una rassegna dedicata al Concerto per pianoforte e orchestra che va dalle origini ai brani tardo-romantici più famosi, dove la parte dell’orchestra è eseguita dal secondo pianoforte.

Tornano gli appuntamenti itineranti e nelle case private che fin dalla prima edizione hanno conquistato il pubblico di Piano City Milano:

Gli House Concert e i Concerti in cortile sono da sempre il cuore della manifestazione. Sessanta concerti arricchiscono il palinsesto di questa settima edizione grazie ai tanti milanesi che hanno voluto partecipare attivamente mettendo a disposizione case e cortili privati. Tra i protagonisti di questi appuntamenti Arrigo Cappelletti, Tommaso Boggian, Eougen Galanov, Vincenzo Culotta.

La musica on the road di Piano City Milano invaderà la città con i concerti itineranti di Piano Tram, Piano Bici e Piano Tandem.
In collaborazione con ATM torna Piano Tram: domenica 20 maggio dalle 11 alle 18.30 dieci corse musicali sui binari del centro città a bordo degli storici tram milanesi per offrire al pubblico concerti di ogni genere: dalla musica classica al jazz, dal blues alla musica contemporanea.
Piano Bici quest’anno arriva a Parco Trotter, grazie alla collaborazione con Lacittàintorno. Otto giovani pianisti si muoveranno all’interno del parco sostando ogni volta in un luogo diverso e offrendo al pubblico un repertorio vastissimo, dalla classica al jazz, dal rock alle colonne sonore.
Piano Tandem porterà la musica itinerante di Piano City Milano al Parco Nord e al Parco delle Cave. Sabato 19 al Parco Nord a partire dalle 12 musica classica e jazz; domenica 20 al Parco delle Cave dalle 12 musica pop, classica e colonne sonore.

Roberto Prosseda tiene un concerto di musica classica al Pedalpiano: un pianoforte con pedaliera di tipo organistico collegata a una seconda cordiera. Appuntamento, in prima assoluta a Milano, domenica 20 alle 21 all’Auditorium LaVerdi.

A cura del Conservatorio di Musica “G. Verdi” di Milano e in collaborazione con il Conservatorio di Musica “V. Bellini” di Palermo, alla Triennale di Milano sabato 19 alle 16 concerto di musica classica di Gabriele Laura; segue alle 19 Carmen Sottile, musicista giovanissima e già vincitrice di numerosi premi, che suonerà musiche di Liszt e Chopin.
La collaborazione tra i Conservatori di Milano e Palermo nasce dalla più ampia sinergia tra le due città, nata nel corso di un’edizione zero di Piano City Palermo a settembre 2017 e che si ripeterà a ottobre 2018 in collaborazione con Comune di Palermo e Teatro Massimo.

Alla Fondazione Adolfo Pini, che da sempre partecipa alla manifestazione, i concerti di Monica Zhang, Samuele Rizzuto, Daniele Martinelli, Elisabetta Formenton, Alberto Chines, Laura Stuani, Alberto Forino, Ilaria Cavalleri, Oscar Del Barba.

In collaborazione con Glamour, in piazza Gae Aulenti sabato 19 alle 20 musica jazz con Stefania Tallini e Cettina Donato; domenica 20 alle 20 concerto di musiche originali di Roberta Di Mario.

Piano City Milano arriva anche oltre i confini della città. Uno straordinario programma “Fuori Porta” con decine di concerti con pianisti e generi sempre diversi raggiunge il pubblico anche nella Villa Reale di Monza, sul lungolago di Como, all’Aeroporto di Malpensa e in moltissimi comuni tra cui Settimio Milanese, Peschiera Borromeo, Cassano d’Adda e Gorgonzola.

Ancora tanti altri luoghi e concerti da scoprire: Cascina Linterno tra le migliaia di lucciole che affollano il parco; il quartiere di Portello con musicisti come Francesco Buffa, Dynamico Duo, Gerolamo Ciulla; The Westin Palace Milan con Arturo Stàlteri; il Passante Ferroviario Vittoria con Antonio Zambrini; l’Humanitas San Pio X con Davide Montalenti, Palazzo Marino con Gaia Sokoli, Maria Clementi e Nicola Losito; e tanti altri ancora.
La prenotazione per gli House Concerts e i Concerti in cortile avviene attraverso il sito www.pianocitymilano.it/programma, a partire dal 7 maggio. Per i City Concert le prenotazioni aprono il 24 aprile alle 14. Per tutti i concerti consultare il sito internet della manifestazione per le modalità di partecipazione.

Informazioni
www.pianocitymilano.it/
mail: info@pianocitymilano.it
Facebook: www.facebook.com/PianoCityMilano
Instagram: @pianocitymilano
YouTube: www.youtube.com/PianoCityMilano

Vittorio De Scalzi torna sulle scene musicali. In arrivo un album di inediti

Vittorio De Scalzi

Vittorio De Scalzi

Esce domani, 20 aprile, “Come acqua chiara”, il brano che anticipa “L’attesa”, l’album di inediti di Vittorio De Scalzi (in uscita il 27 aprile per FermentiVivi/Aerostella). Dopo 50 anni di carriera sui palchi di tutto il mondo, il leader e fondatore dei New Trolls presenta un album di inediti eclettico e multiforme, interamente composto, arrangiato, interpretato e suonato da lui.

“Come acqua chiara è un brano a cui tengo molto – racconta Vittorio De Scalzi – con una melodia che vuole insinuarsi con prepotenza nelle orecchie di chi ascolta. È un pezzo in cui alla battuta incalzante della chitarra, si sovrappongono come naturale tappeto musicale, le tastiere, per sottolineare al meglio questa storia di rabbia sui fatti del presente, ma ricca di incrollabile fiducia nel futuro”.

L’album l’attesa è composto da 10 tracce che attraversano stili e mood differenti: dall’intimo brano di apertura che dà il titolo all’album si passa dal country-folk di squali alle volute incertezze della rarefatta non si puo’; dall’atmosfera ipnotica di giorni di vento alle suggestioni carnali di una parola, passando per il travolgente ritornello di come acqua chiara o per il delicato omaggio di pino, uno struggente blues dedicato all’indimenticabile Pino Daniele. L’album affronta anche delicati argomenti come l’esistenza di una divinità superiore come in anima senza padroni o temi specifici del blues come in ordinary pain e in you were trusting me, brani cantati in inglese.

Vittorio De Scalzi_foto2Vittorio De Scalzi nasce a Genova nel novembre del 1949 e da allora la sua vita e la sua carriera si suddividono in due diverse anime artistiche. Quella ribelle e contestatrice della fine degli anni sessanta che lo ha portato a fondare la band dei New Trolls; e l’altra, quella del cantautore che lui ha sempre coltivato dentro di sé aspettando il momento giusto per liberarla.

Durante la sua carriera è passato da alcune esperienze di rock progressive – da non dimenticare il mitico “Concerto Grosso” riuscito esperimento di fusione fra rock e musica barocca– a varie collaborazioni con De André o ancora alla composizione di canzoni per artiste del calibro di Ornella Vanoni, Mina o Anna Oxa.

Nel 2017 ha festeggiato al teatro San Carlo di Napoli i suoi cinquant’anni di carriera in un grande concerto presentato da Fabrizio Frizzi con la partecipazione di grandi nomi della storia della musica italiana.

Note in biblioteca. Incontri musicali ad ingresso gratuito a Roma

g_SDF1847©StefanoDeliaRiprende “Note in Biblioteca”, la serie di incontri musicali della IUC ad ingresso gratuito nelle biblioteche di Roma, che già lo scorso anno è stata accolta con grande favore dalla cittadinanza.

Il fine di questa iniziativa è di avvicinare alla musica dal vivo il pubblico che vive in zone periferiche della città, dove le occasioni di questo tipo sono molto rare. I nove appuntamenti si svolgono il venerdì sera e il sabato mattina presso le biblioteche “Ennio Flaiano”, “Villa Leopardi” e “Vaccheria Nardi” e sono affidati a giovani musicisti già avviati ad un brillante futuro e ad altrettanto giovani specializzandi in Musicologia dell’Università “La Sapienza”, che presenteranno le musiche in programma.

Si inizia venerdì 13 aprile 2018 alle 20.30 nella Biblioteca “Ennio Flaiano” (via Monte Ruggero 39, tel. 0645460431) con il duo The Sound Pills, formato da Piera D’Isanto (voce) e Marco Silvi (tastiera). Sono in programma alcune delle canzoni più celebri di sempre, a cominciare da Summertime di George Gershwin. Poi People Are Strange dei Doors, Je so pazz’ di Pino Daniele, Munasterio e’ Santa Chiara di Galdieri/Barberis. Inoltre due canzoni popolari: Nenia Grika nell’antico dialetto greco parlato in alcune zone del Salento e Grizzly Bear, un canto di lavoro afroamericano. Marco Silvi e Piera D’Isanto interpretano anche due canzoni scritte da loro stessi, Stridente e Fafoluccia. La guida all’ascolto è di Monica Marziota.

Nato tre anni fa, il duo The Sound Pills sfida le distanze stilistiche e temporali e mette in comunicazione brani provenienti dai più disparati repertori musicali, creando una tessitura sonora intensa e originale e regalando nuova vita a melodie antiche tramite l’uso di effetti e looper. L’obiettivo dei due musicisti è offrire all’ascoltatore delle vere e proprie “sound pills”, pillole sonore, perle differenti e preziose, che vanno a formare una collana musicale ricca e inaspettata, spingendosi oltre le semplici catalogazioni dei diversi generi musicali per scoprire che la Musica, pur parlando lingue differenti, conserva sempre unico e intatto il messaggio della sua inequivocabile bellezza.

Questi incontri musicali della IUC sono in collaborazione con Sapienza Università di Roma e Biblioteche di Roma.

INFO per il pubblico: tel. 06 3610051/52 – www.concertiiuc.it – botteghino@istituzioneuniversitariadeiconcerti.it