Radio Rock festeggia i suoi 33 anni il 28 Luglio a Villa Ada

radio rock 2Radio Rock 106.6 compie gli anni, spegnendo ben 33 candeline. Era il 1984, infatti, quando fece per la prima volta la sua comparsa nell’etere romano.
Da allora ha seguito una crescita esponenziale, offrendo agli ascoltatori uno spazio radiofonico che rappresentasse anzitutto l’ardita mission di declinare il Rock in tutte le sue forme, rispettandone linguaggi e lifestyle.

Anche quest’anno la storica emittente romana coglierà quest’occasione per festeggiare con un imperdibile evento il 28 Luglio – a partire dalle 19:00 – nella suggestiva cornice del laghetto di Villa Ada – contestualmente alla rassegna “Villa Ada Roma Incontra il Mondo – Villaggi possibili”.

Appassionati ed ascoltatori potranno così avere la possibilità di incontrare tutti gli speaker di Radio Rock ed assistere ad uno spettacolo con i live dei migliori artisti della scena romana e nazionale come: Charlotte Cardinale, Mimosa Campironi, La Scala Shepard,Folcast, I Santi Bevitori, The Castaway, Daniele Coccia Paifelman, Piotta e 666. A seguire, dj set a cura di Tatiana Non-dj Selecta fino a tarda notte.

Radio Rock presenta III conferenza di “Rocksofia” con Igor Sibaldi

Dopo il successo dei primi due appuntamenti su Pink Floyd e Bruce Springsteen, l’emittente romana – in collaborazione con l’associazione Tlon – apre di nuovo al pubblico le sue porte, il 23 luglio, per un approfondimento filosofico sulla musica.

radio rockRock e Filosofia. Un binomio vincente per Radio Rock 106.6, che domenica 23 lugliotornerà con il terzo appuntamento di “Rocksofia” – la serie di conferenze sulla musica rock. In seguito alla seguitissima prolusione dello scorso 28 giugno – incentrata sull’impegno sociale di Bruce Springsteen -, questa volta l’emittente romana apre i suoi studi al pubblico per un incontro sulla “Filosofia di certe canzoni”, con Igor Sibaldi.

Il noto filosofo avanzerà una disamina delle canzoni capaci di cambiare noi stessi e che nel tempo hanno saputo raccontare la protesta e la voglia di bellezza o di felicità.

Squadra che vince non si cambia. Ed infatti Radio Rock è ancora in tandem con l’associazione Tlon nell’organizzazione dell’evento. Insieme hanno strutturato la serata in modo certosino:

Programma:
ore 20:30: degustazioni enogastronomiche curate da Magnolia Eventi;

ore 21:30: conferenza di Igor Sibaldi sulla “Filosofia di certe canzoni – Come alcuni capolavori di musica hanno interpretato il mondo”.

A seguire: musica dal vivo con la Banda dell’UKU, trio ukulele e voce.

Appuntamento nella sede di Radio Rock 106.6, in Via Rodolfo Gabrielli di Montevecchio 4/6 – nella zona post-industriale del quartiere romano di Portonaccio.

Per iscriversi: http://tlon.it/sibaldirock/

Wind Summer Festival. Oltre la musica con il Premio Unlimited Summer

wind-summer-festival-ph-danilo-d-auria-1Anche quest’anno una nuova edizione del Summer Festival, in diretta da piazza del Popolo a Roma. Per quattro serate come al solito. Quest’anno, però, lo sponsor ufficiale non è più la Coca-Cola ma la Wind. Cambia nome in Wind Summer Festival, ma non la conduzione di colei che, ormai, ne è diventata l’icona emblematica: Alessia Marcuzzi, che con la sua presentazione frizzante ha dato un’impronta fresca al festival musicale. Questa manifestazione è un po’ diventata casa sua. Sul palco in jeans, canottiera bianca e giacca morbida, il suo abbigliamento dice questo: casual molto più che elegante, per dare vicinanza e senso di ‘comunanza’ e non ‘istituzionale’. Il pubblico in piazza è un ospite gradito da trattare con cura. L’atmosfera di amicizia è più forte, anche perché la sensazione di gara è andata di molto scemando rispetto allo scorso anno. Il 2017, infatti, non solo ha portato una nuova radio-partner (105 invece che 102,5); anche i co-conduttori sono rinnovati e Angelo Baiguini e Rudy Zerbi non ci sono più, “sostituiti” da Daniele Battaglia e Nicolò De Vitiis. E, in più, lo sponsor ufficiale della Wind ha fatto del neo Wind Summer Festival una nuova versione dei Wind Music Awards, presentati da Carlo Conti e Vanessa Incontrada in diretta dall’Arena di Verona; non solo per gli ospiti presenti (che coincidono per molti versi), ma per la minore preponderanza data alla competizione, che passa quasi in secondo piano rispetto al lancio di ‘ultimissime’: notizie in anteprima anche a carattere più personale e non solo artistico. Non c’è più infatti “la canzone della serata”, ma solo quella “dell’estate” finale, decretata al termine delle quattro puntate. Anche la gara dei giovani ha visto (almeno nella prima puntata) poco spazio dedicato: è passata molto in rassegna rapida; si affrontavano Amara, con la sua delicata e impegnata “Grazie”: un inno alla vita e un ringraziamento per ogni cosa ricevuta, un invito ad apprezzare tutto ciò che ci arriva e a vivere sino in fondo intensamente ogni momento; una sorta di testo simile al “Grazie mille” di Max Pezzali (che tra l’altro è stato il primo ad esibirsi con la sua “Le canzoni alla radio”, quanto mai adatta alla circostanza). Dall’altra parte il duo de “I desideri” con la loro “Uagliò”. Alla fine ha vinto il rap tutto ritmo ed energia (in stile Rocco Hunt) de “I desideri” appunto. Peccato per Amara, di nuovo un po’ penalizzata e non apprezzata in toto: forse le parole sono forti (in quanto cantautrice di talento), ma la melodia che sceglie non è così incisiva.
Lo avevamo detto che il Coca Cola Summer Festival sarebbe dovuto cambiare per non rischiare di cadere in un impasse. E infatti molte modifiche innovative sono state apportate. Migliorative o peggiorative non sta a noi giudicare né criticare. Ci pare sicuramente positiva l’introduzione del Premio Unlimited Summer, per gente comune che ha saputo superare e dato prova di essere capace di andare oltre i propri limiti. Un esempio sicuramente positivo fornito.
Di certo è sempre più forte il peso della Wind, che surclassa altri operatori telefonici quali ad esempio la Vodafone. Tra l’altro quest’ultimo, proprio in concomitanza delle serate di registrazione a piazza del Popolo a Roma a fine giugno (poi trasmesse in tv a luglio, come consuetudine), aveva lanciato un’offerta per fruire della musica in streaming su cellulare senza consumare giga: Vodafone Pass Music (tra i servizi inclusi, inoltre, anche Radio 105 e la stessa 102,5), ‘pass’ come ‘passion’, che sicuramente ben descrive ciò che fa vivere il Summer Festival. Ed è in nome di questa passione che unisce tutti gli artisti (come accaduto già ai Wind Music Awards), che i cantanti hanno partecipato quasi per annunciare le ‘ultimissime’ novità che li riguardano più da vicino e non esclusivamente discografiche. Per cui Fabio Rovazzi fa (in diretta) la videochiamata a Mia (la figlia della Marcuzzi), che non fa che cantare ed ascoltare tutto il giorno questo brano per invitarla a sentire anche altra musica. Gianna Nannini annuncia l’uscita del nuovo disco, prevista per il 27 ottobre prossimo, anticipando solo il titolo che sarà “Amore gigante”. J-Ax e Fedez, in duetto con “Senza pagare”, festeggiano il 2017 come un anno straordinario, il loro anno fortunato, anche e soprattutto per i traguardi personali: il primo è diventato papà il secondo sposerà la ‘sua’ Chiara. Giusy Ferreri si mostra orgogliosa e raggiante con il suo pancione e spiega, radiosa, che sarò una femminuccia e si chiamerà Beatrice e scalcia forte a ritmo di musica: una nuova cantante doc? Nina Zilli rivela che il nuovo singolo “Mi hai fatto fare tardi” non è che un’”anteprima” del disco previsto per il primo settembre. I Tiromancino spiegano, tramite Federico Zampaglione, di essere divisi a metà tra il progetto discografico con il successo di “Dove tutto è a metà” e quello editoriale di un nuovo libro di cui Zampaglione stesso è co-autore. La novità assoluta è rappresentata dallo spopolare sul palco (forse per la prima volta) anche di musica per i più piccoli, con Cristina D’Avena e le sue sigle di cartoni animati, in un medley dei suoi più grandi successi (di ieri e di oggi): “da “Mila e Shilo”, a “Occhi di gatto” a “L’arrembaggio” a “L’estate migliore che c’è”. Per il resto non sono mancati: Elisa con “Gli ostacoli del cuore”. Giorgia con la sua “Credo”, estratta dall’album “Oro nero” che ha definito “sincero”. Francesco Renga e la sua “Nuova luce”. Paola Turci con “La vita che ho deciso”. Fabrizio Moro e il nuovo singolo “Andiamo”. Alex Britti, tornato con “Stringimi forte amore”. Fiorella Mannoia con “Siamo ancora qui”, che concluderà il tour il 17 settembre all’Arena di Verona, per poi partire a novembre per l’Europa (Londra, Parigi, Bruxelles). Giovani come Riki e la sua “Polaroid” (vero tormentone estivo). Oppure il trio di Benji e Fede con Annalisa in “Tutto per una ragione”. O il duetto assolutamente riuscito di J-Ax con Nek in “Freud”. i ‘ritornati’ The Kolors e la loro “Crazy”. O ancora, star internazionali come LP e la sua “Strange”. Od Ofenbach e “Be mine”, che ha fatto ballare tutti. O Jax Jones e “You don’t know me”. Il vero momento di spettacolo lo ha offerto Gabry Ponte, con la sua nuova “Tu sei”, con una coreografia sofisticata e tanti effetti scenografici, tutto ritmo da dj e ballo, con cui ha cercato di far scatenare il pubblico con musica disco, che va sempre forte d’estate; affiancato da Favji e Giulia Penna.

ll mestiere della vita. Tiziano Ferro dopo il tour live all’Olimpico di Roma

tizianoferro“In un mondo abituato al volume alto e che non ha più tempo per ascoltare nessuno ho risposto cosi, a voce bassa con una canzone che parla di quelli che a un certo punto hanno bisogno di tirare le somme”. Così Tiziano Ferro sul suo sito ufficiale parlava e descriveva la sua ultima fatica del nuovo album “Il mestiere della vita”, annunciato dal brano “Potremmo ritornare”. La frase, infatti, descrive tutto l’obiettivo dell’intero disco, non solo del primo brano (che dà il titolo al cd) o del secondo citati, che sono emblematici del lavoro che ha creato. Guardarsi intorno, descrivere la società che lo circonda in cui vive, ‘il mondo in cui tutto corre veloce, si è sempre di fretta e non si ha più tempo per l’altro’ parafrasando le sue parole. E non solo l’amore. Cercare di dare risposte a chi cerca punti di riferimento e certezza, tentando di orientarsi nel caos e di fare ordine nella confusione, di fare il quadro della situazione, di ritrovarsi e capirci qualcosa nel disorientamento frastornante di una società che dà fin troppi stimoli e pressioni. Bisogno di chiarezza (“di tirare le somme” -come dice lui -) da fare con umiltà (“a voce bassa”), stile che lo contraddistingue. Tutto questo ha cercato di fare. E il carattere principale della sua esibizione live, durante la tappa del tour allo stadio Olimpico di Roma, é stata la semplicità. Quest’ultima connotazione riconducibile all’intimità peculiare del tono del suo concerto. Il cantante di Latina (ha ringraziato tutti gli affezionati venuti da lì) vuole che ogni data sia ‘sua’ e dei suoi fan. Non invita artisti per duetti (cosa insolita apparentemente, ma Ferro non lascia nulla al caso) forse anche per questo, ma non si risparmia. Quest’anno soprattutto in particolare. Il 30 giugno il live é partito con una sorta di pensiero riflessione dedicato al suo pubblico, un regalo con cui ha voluto parlare di cosa sia l’amore: quel sentimento che non ferisce mai né toglie la dignità. Anzi il contrario. E ‘il mestiere della vita’ è un po’ anche quello di ‘salvaguardarlo’ non dimenticandoci mai questo. Poi ha cominciato a cantare in carrellata tantissimi brani da tutti i suoi album. Il primo ovvio proprio “Il mestiere della vita” estratto dall’omonimo cd. Il colore preponderante del concerto é stato un po’ il fucsia, ma anche molte luci colorate di viola, giallo, azzurro molto accese. Mentre tutte le canzoni estratte dal disco uscito in questo 2017 hanno visto dominare il verde e filmati in cui lui è come venisse proiettato in un’altra dimensione tridimensionale e più ‘digitale’, meno ‘analogica’. Dal punto di vista melodico assolutamente ritmo accelerato e intenso, velocissimo per dirla con la sua “Lento/veloce”, per una quantità davvero innumerevole di testi, ma soprattutto sonorità più elettroniche e acustiche a rivisitare un po’ le versioni originali. Molti cambi d’abito, ma innanzitutto si è voluto fermare un attimo per riflettere su una battaglia vinta: quella ai terroristi che vorrebbero impedire e ostacolare questi mega eventi di ‘massa’. E se duetti non ce ne sono stati, un ospite d’eccezione sì, una sorpresa che Ferro ha voluto fare a tutti gli spettatori partecipanti, una sorta di duetto sui generis che ha fatto della tappa del 30 giugno un evento assolutamente particolare e unico nel suo genere. Tiziano ama stupire evidentemente e c’è perfettamente riuscito. Inaspettatamente, dopo aver rivolto (nella data del 28) un ringraziamento speciale a un ‘eroe buono’ quale Francesco Totti (e detta da un laziale non è affatto poco), che ha dato un esempio non solo per il mondo del calcio con la sua umanità e generosità, per il bene che é riuscito a costruire, ricordando un dovere che hanno tutti quelli come lui, lo ha invitato direttamente al concerto. Il cantante di Latina non si è limitato al ringraziamento speciale, ma lo ha fatto intervenire e salire con lui sul palco per dare un messaggio di speranza. Un impegno di solidarietà con alle spalle lo stand Avis: ovvero in anagramma ‘visa’ come una carta di credito con cui vestirsi e tesserarsi di ‘vicinanza solidale’ in segno di amicizia e fratellanza, “valore assoluto” per citare l’omonima canzone di Ferro di un ‘principio assoluto’ fondamentale di uguaglianza. Non c’è differenza tra laziale e romanista, esiste solo Roma, capitale e caput mundi di ‘quello che tutti al mondo chiamiamo universalmente amore’ nella sua forma più alta e nel senso più cast del termine. Totti non aveva parole, ma ha rubato apparentemente la scena per un po’ a Tiziano seppur visibilmente e fortemente emozionato. Poi Ferro ha stemperato l’atmosfera. Tensione sfogata da Totti con un semplice “grazie”. Quasi fosse venuto lì per rivedere ancora una volta la città che tanto gli ha voluto bene, per dare quel 10 ( e lode dovremmo dire citando il 10e lotto della pubblicità di cui è protagonista), per rammentare -come dice nello spot- che “per vincere occorre partire con il piede giusto” quello usato da lui per fare goal, ma anche da Ferro nella copertina del suo “The best of” (del 2014), in cui scalcia con la testa china mentre sorride quasi a ironizzare e ridere e sorridere dei guai e vivere tutto con più leggerezza. Due campioni insieme. Davvero. Spettacolo migliore non poteva esserci. Un solo commento possibile: tanto di cappello. Ed, infatti, non a caso, dopo l’apparizione di Totti, Tiziano ha concluso la sua esibizione con un inchino con la testa a fine canzone, quasi a significare di ringraziare inchinandosi davanti a tanta bontà d’animo di una bella persona come Francesco: “allora lo dico io che tuo papà é davvero un grande”, ha detto parlando rivolgendosi ai figli Cristian e Chanel sul palco con loro. Ma anche rimasto affascinato davanti allo splendore dello scenario che gli si apriva di fronte con luci di cellulari accese a fare atmosfera. Ed anche dal pubblico alcuni fan, non rimasti indifferenti alla magia del momento, hanno replicato il gesto spontaneamente, d’istinto, a specchio in automatico. Una festa che neppure un po’ di pioggia e di maltempo hanno potuto e sono riusciti (fortunatamente) a guastare e rovinare. A proposito di momenti topici (o epici dovremmo dire citando la canzone ‘Epic’ di Tiziano) sicuramente uno é stato quando si è esibito nella cover di “Mi sono innamorato di te”, brano che ‘sente’ molto. Sarebbe stato bello se avesse cantato la rivisitazione di “Arrivederci Roma”, magari reinterpretandola con Totti. Se una cosa é mancata é stato un ultimo calcio di pallone (possibilmente autografato anche dai due perché no?) al pubblico da parte di colui che resterà per sempre il Capitano simbolo della Roma, perché la fede calcistica é come la passione per la musica: una sorta di fede di tipo religioso quasi che non svanisce mai neppure finita “un’esperienza”. E tanta musica continuerà ancora a regalare Tiziano Ferro in giro per tutta Italia e all’estero durante la sua tournée.

Ba. Co.

Il grande rock dei Deep Purple. Ian Gillan
si racconta

gillan2Cortese, divertito, appassionato. È uno Ian Gillan lontano dallo stereotipo delle rock star insolenti quello giunto nella sede romana di Radio Rock 106.6, per un’esclusiva intervista di circa un’ora e mezza con la speaker Jelena Milic ed il cantante della band Urock Umberto Sulpasso – che già nello scorso aprile lo aveva intervistato in Portogallo.

Lo storico cantante inglese ha ripercorso la sua cinquantennale carriera a partire da “Infinite”, l’ultimo album dei Deep Purple, che verrà presentato al pubblico italiano con tre live a Roma, Bologna e Milano – rispettivamente il 22, 26 e 27 giugno. “Ogni show sarà diverso dall’altro – ha rassicurato. Suoneremo molti brani di “Infinite”, ma anche pezzi storici come “Strange kind of woman”, “Space Truckin’”, “Lazy” e “Smoke on the water”. In più daremo molto spazio all’improvvisazione”.

Se riguardo al futuro della band Gillan ha mantenuto un alone di mistero – “Non sappiamo se questo sarà il nostro ultimo album” -, non ha però esitato ad individuare le canzoni meglio riuscite della sua carriera: “Tutte quelle in cui sono riuscito a scrivere melodie e testi in 10 o 20 minuti, come ‘Child in time’, nata da un’idea di Jon Lord dopo aver ascoltato ‘  Bombay Calling’ degli It’s a Beautiful Day; o anche “Highway Star”, concepita nel corso di un’intervista”.

Non sono poi mancati momenti più scanzonati, in cui il frontman dei Deep Purple ha precisato la posizione della band riguardo al mito del “Sesso, droga e Rock’n’roll”: “Per noi non è masi stato così. Non mi sono mai fatto una canna fino ai 38 anni, al massimo fumavamo e bevevamo. Le ragazze, poi, venivano conquistate da manager e tecnici che lavoravano con noi”.

Ian Gillan si è quindi congedato dagli ascoltatori di Radio Rock 106.6 non lasciando molte speranze riguardo ad un possibile ritorno sul palco con Ritchie Blackmore – primo chitarrista dei Deep Purple -: “Non escludo nulla, ma è molto complesso. È come un divorzio: tu ti sei divorziato da tua moglie, ti sei messo con un’altra donna e c’è gente che viene a chiederti di tornare insieme alla tua ex per una notte. È molto difficile, ma con Ritchie non c’è nessun rancore”.

Il podcast dell’intervista integrale

Tiziano Ferro da sold out! Ritmo ‘lento o veloce’? Decide(rà) il pubblico

Tiziano Ferro live: scopre ‘il mestiere della vita’ scrivendo con la sua stilografica l’incanto di dare ‘il conforto’.
Ed anche a Roma, allo Stadio Olimpico il 28 e 30 giugno, ‘potremo ritornare’ a godere della sua musica per un tour da una venatura particolarmente romantica. Sarà ‘lento o veloce’? Decide(rà) il pubblico.

tiziano ferroUn nuovo singolo “Lento/Veloce” che sta spopolando. Un videoclip e un duetto del pezzo che ha cantato con Carmen Consoli, con cui ha instaurato una recente collaborazione in “Il conforto”. Il neo sostegno a “Save the children” e la sua canzone storica “Il regalo più grande” ‘donata’ per lo spot della Vodafone. Un futuro da imitatore e un tour che lo attende: due date all’Olimpico di Roma (il 28 e 30 giugno), di cui la prima già sold out e la seconda con pochi posti disponibili rimasti. Che altro può attendere Tiziano Ferro? Uno scenario lo ha aperto la sua partecipazione alla trasmissione di Virginia Raffaele “Facciamo che io ero”. Durante la sua apparizione ha cantato in “Joyful joyful”, pezzo gospel che gli ricorda i suoi esordi nei cori di Chiesa; ma soprattutto ha chiesto alla comica, imitatrice e presentatrice di fare un programma insieme. Non male. Ma per Ferro un’opportunità sarebbe proprio un tour nei teatri con uno spettacolo con intermezzi comici e, soprattutto, dove portare cover gospel, con cui potrebbe fare un nuovo disco insieme a qualche inedito (o perché non un intero disco unplugged?). Non solo la musica gospel gli riesce perfettamente, ma anche l’ambientazione del teatro e del musical, della recitazione affiancata all’imitazione. E in questo Virginia Raffaele sarebbe perfetta anche perché, con la sua voce, può permettersi perfino qualche duetto. Se Tiziano non dimentica le origini e una linea musicale di genere più tradizionale, é comunque sempre attento alle nuove tecnologie. Ben descrive l’universo della musica sui social, diffusa tramite Internet e il web in “My steelo”, in cui dice “a 16 anni hai già un video in rete”: un riferimento che offre una doppia lettura; ai giovani talenti prodigio premiati (come del resto Ferro stesso) ai Wind Music Awards per i milioni di visualizzazioni che riescono a fare, ma fa intravedere anche una connotazione negativa. Oggi postiamo di tutto sui social e in rete, senza che ci sia più privacy né rispetto della persona: stiamo parlando del bullismo e cyberbullismo, i cui casi aumentano sempre di più così come i connessi suicidi, a seguito delle umiliazioni subite, tanto che anche “Porta a porta” vi ha dedicato una puntata e l
di recente è stata approvata la nuova normativa più stringente al riguardo. Perché allora, per un artista della sua sensibilità, non scrivere un testo ad hoc su tale tragico fenomeno in ricordo delle vittime e far partire una campagna di sensibilizzazione di cui farsi promotore e portavoce? Un tormentone incentiverebbe la diffusione del messaggio. La campagna potrebbe partire dalla sua città di Latina stessa, magari con un duetto o una collaborazione con il piccolo talento di “Ti lascio una canzone” Simone Iouè: con cui potrebbe fare persino una canzone (a prescindere dal cyberbullismo) sul racconto della storia (autobiografica per entrambi) di un bimbo che riesce a realizzare il suo sogno di cantare e mostra tutte le difficoltà e le vicissitudini che ha dovuto affrontare. Ma per promuovere la problematica del (cyber)bullismo, soluzione migliore sarebbe coinvolgere associazioni già impegnate in merito: tipo l’ACBS (Associazione contro il bullismo scolastico), fondata nel febbraio 2015 dal ventenne Vincenzo (con il fratello Giuseppe e una decina di altri giovani), per tutte le vittime di tale atteggiamento vessatorio e di cui è stato vittima egli stesso. Per ricordare che, come si legge sul sito, “il coraggio è quello che ci vuole per alzarsi e parlare; ma il coraggio è anche quello che ci vuole per sedersi ed ascoltare” (Winston Churchill) e poi che “la comunicazione non è (tanto o solo) quello che diciamo, ma quello che arriva agli altri” (Thorsten Havener). Ed a proposito di campagne solidali, perché non scrivere qualcosa per “Save the children”? Di storie non ne mancherebbero: dal tema dei migranti, della povertà, della guerra, dei bimbi stranieri e del loro diritto all’istruzione; per educare con e attraverso la musica, in cui essi stessi si rifugiano per trovare una speranza. A parte qualche collaborazione black e soul che non guasterebbe, sarebbe importante per l’artista -a nostro avviso- approfittare dei 90 anni di Avis quest’anno (di cui lui è da anni sostenitore) per parlare della malattia e della salute (ispirata a qualche vicenda vera e che potrebbe ‘regalare’ a una nuova serie di “Braccialetti Rossi” per la colonna sonora, che ne gioverebbe perché quasi costruita ad hoc, senza considerare il fatto di poter contare su un nome importante e garanzia di qualità); anche in vista del prossimo centenario. E Ferro sa che la musica è uno strumento e un veicolo importante per smuovere le coscienze. Lo stesso termine inglese ‘steel’, racchiuso in ‘steelo’ significa ‘(d’)acciaio (inossidabile)’, ovvero qualcosa che resta indelebile e lascia un segno intangibile che resiste nel tempo. Un po’ a richiamare lo slogan di Avis che, come ogni anno, sarà presente ad ogni tappa del suo tour: “comunicare il mio unico vero valore assoluto”, a richiamare un altro dei suoi successi racchiusi nell’ultimo album, “Il mestiere della vita”. Perché il ‘mestiere della vita’ è anche questo: diffondere il valore assoluto per eccellenza che è la solidarietà. Quest’ultimo un principio morale che lui contribuisce a scrivere con una sorta di penna stilo-grafica (la pronuncia della prima parte è la stessa della parola inglese ‘steel’ di ‘steelo’) immaginaria. D’altronde se l’anagramma di ‘Avis’ è ‘vasi’, i suoi dischi e le sue tournée con i suoi successi equivalgono un po’ come a piantare in tanti vasi numerosi semi ‘solidali’ e preziosi. Ed anche questo contribuisce a creare nella musica di Ferro una venatura più romantica che ‘Potremo ritornare’ a godere nelle tappe romane del live tour (del 28 e 30 giugno), che di sicuro sarà un “Incanto”.
E allora a questo punto dovrebbe sollevarsi un grido al coro di: “Senza scappare mai più”, per non fuggire più davanti né continuare ad essere indifferenti di fronte a soprusi, vessazioni, ingiustizie, discriminazioni e ogni atto di violenza (e non solo di cyber-bullismo). Questo è davvero “Epic”(o), come la sua vita (in bilico), come un libro -come canta nell’omonima canzone del suo ultimo cd. Per andare avanti e non restare ‘indietro’ nella lotta e in queste battaglie sociali ancora da vincere continuando la battaglia.

Barbara Conti

“Con il cuore nel nome di Francesco”: riscoprire
la solidarietà e la pace

conilcuoreTornata, come ogni anno, “Con il cuore-nel nome di Francesco”. In diretta da Assisi. “Sempre con San Francesco nel cuore” – come ha detto a conclusione di trasmissione Carlo Conti, di nuovo alla conduzione del programma in questa suggestiva location. Da subito è stata forte l’impronta che anche quest’anno avrebbe avuto: seguire l’esempio di San Francesco. Per insegnare la solidarietà (con tanti progetti solidali), ma soprattutto per parlare di pace (di cui c’è quanto mai bisogno), di religione e, in particolare, di fede. Con una testimonianza inedita d’eccezione: quella di Max Laudadio. Fede come fratellanza. Un’unione che nasce anche grazie alla forza e alla potenza della musica. E poi, da qualche mese, Assisi ha un altro nuovo santuario (inaugurato il 20 maggio scorso): il secondo si chiama “Santuario della Spogliazione” (non a caso), perché qui c’è stato un uomo che si è spogliato di tutto per trovare la vera gioia e la purezza della e nella bellezza. Si tratta della chiesa di Santa Maria Maggiore, l’antica Cattedrale della città serafica dove venne battezzato San Francesco. Il suo gesto emblematico (compiuto davanti al padre Pietro di Bernardone per rimanere nudo come Cristo) ci ricorda come anche la Chiesa intera debba spogliarsi di tutto ciò che è futile ed effimero e seguire il cammino indicato dal percorso cominciato con questa scelta, apparentemente di rinuncia ma in realtà di enorme ricchezza spirituale ed interiore, di San Francesco. Per ritrovare, appunto, un più alto senso di moralità e gratificazione più intime – ha sottolineato mons. Domenico Sorrentino, arcivescovo di Assisi.

Meglio “Con il cuore” non poteva cominciare. La vera notizia è la vera esplosione di entusiasmo portata da Francesco Gabbani. Già album d’oro per il cd “Magellano”, multi-platino per il singolo “Occidentali’s karma” ai Wind Music Awards (condotti dallo stesso Conti con Vanessa Incontrada), ha fatto ballare tutti: suore, preti, sacerdoti e molti religiosi divertiti. Soprattutto il successo che gli ha regalato la vittoria all’ultimo Festival di Sanremo (stiamo parlando di “Occidentali’s karma” ovviamente, una sorta di vero inno alla fratellanza anche) è stato un trionfo, la cui esibizione qui ad Assisi ha fatto danzare decine di bambini, che lo hanno circondato e voluto abbracciare e che hanno intonato a memoria la melodia, di cui conoscevano tutte le parole (come anche i sacerdoti del resto, con le mani in alto verso il cielo). Tra l’altro Francesco Gabbani (un nome che lo lega ancor di più al messaggio del programma e al posto) sarà in concerto a Spoleto il 31 luglio prossimo, con una tappa del suo tour, una delle zone più colpite dal sisma. Non a caso uno dei progetti solidali promossi da “Con il cuore” è trovare fondi per la ricostruzione di San Pellegrino a Norcia: meglio e più bella di prima perché alcune attività sono ferme, c’è meno lavoro e la gente rischia di andare via da qui per trovare un’occupazione e poter ricominciare e questo sarebbe un altro terremoto – hanno spiegato – c’è un’emergenza assistenziale e abitativa a Norcia, dove si intende realizzare un centro polifunzionale. Altri riguardano le mense francescane a Milano e le missioni francescane in Africa e Nigeria ad esempio. Per diffondere l’accoglienza, non abbandonare le zone terremotate, ma anche creare inclusione. Per riconciliarci e guardare avanti insieme. Come ha detto Papa Francesco: “avere occhi nuovi per guardare i nostri fratelli”; lo straniero, il diverso, l’altro, non più visto come un problema, ma un’opportunità, una risorsa. Ed a tale riguardo, a proposito di Sanremo e fratellanza, come non citare il progetto “Saremo italiani” da “Sanremo italiano”, per insegnare l’italiano agli stranieri africani attraverso le canzoni italiane. Un concorso con le tre migliori portate qui nel programma in diretta da Assisi. Una di queste, la più importante forse, è stata “Felicità” (della coppia Al Bano e Romina Power): “Affinché sia (felicità appunto) quello che speriamo possano trovare qui nel nostro Paese”. Quando è stato regalato a Carlo Conti il libro sulla visita di Papa Bergoglio a Castel Nuovo di Porto, sono state ricordate le parole che pronunciò: “siamo diversi, siamo differenti, abbiamo culture differenti, ma siamo fratelli e vogliamo tutti vivere in pace e in armonia, in serenità”.

Ciò ci fa comprendere la portata religiosa di un messaggio evangelico di stampo moderno. Per questo Gabbani ha deciso di esibirsi subito in “Amen”. A seguire, Giorgia stessa ha portato qui ad Assisi il suo ultimo singolo “Credo”: “credo nelle persone, anche se in questo periodo è difficile avere e dare fiducia agli altri –ha commentato la cantante-; credo, poi, nel ‘sentire’, che è quello che non si vede, né tocca, qualcosa di intangibile, ma vero, che c’è” – ha aggiunto -, ringraziando per “quest’atmosfera che si respira che ti obbliga a guardarti dentro (in profondità) più che fuori”. Ma non è finita qui. Illustrando il progetto delle mense per i poveri (e dell’Emporio solidale) a Milano si è detto che “dà voglia di fare qualcosa per l’altro, per regalare un sorriso e un po’ di pace”. E si è sfiorata, così, l’altra parola chiave della serata: pace. Così ecco il contributo di testi quali la canzone di Paolo Vallesi e Amara, “Pace” appunto: “In nome dell’amore e della libertà, la pace per ritornare a dare un senso a questa umanità” – esorta il brano -. E poi “Pace” è anche il titolo del nuovo album di Fabrizio Moro, che ha cantato “Portami via”, il suo brano sanremese.

Ed è la stessa descrizione di tre affreschi, raffiguranti varie tappe della vita di San Francesco, ad illustrare nel migliore dei modi ed esplicitamente il suo messaggio evangelico appunto. Quello di Giotto in cui dona il suo mantello a un nobile decaduto richiama i nuovi poveri di oggi, che sono sempre di più; e, se le nuove povertà aumentano, occorre donare qualcosa di sé all’altro, questo è l’invito. Il secondo è quello del crocifisso di San Damiano, in cui lui comincia a riparare con le sue mani la Chiesa: è un nuovo stile di vita, con cui avvicina i giovani e lo fa edificando nella fratellanza; costruire qualcosa tenendo fisso lo sguardo su Gesù e rivolto a Dio per creare insieme fraternità. Il terzo è quello sul naufragio in Dalmazia: Francesco si imbarca da clandestino e alla fine del viaggio restano solo le sue provviste; lui che era un problema all’inizio, ora è una risorsa. Così come lo straniero, il diverso, non è un problema, ma un’opportunità.

Ma il vero senso della fede è venuto da Max Laudadio. A 44 anni –ha raccontato- si è trovato a pregare per la prima volta. Era sempre stato, prima di allora, ateo, non si aspettava la conversione e la “rivelazione”. La scoperta della fede è avvenuta proprio il giorno della nomina di Papa Francesco a Pontefice. Da non credente era lì con la sua famiglia, come spettatore ad assistere. Ma già sapeva che si sarebbe chiamato Francesco, aveva avuto “un’illuminazione”, “un’intuizione”. Lo confessò alla moglie senza troppa convinzione. Pensò si trattasse di una coincidenza. Quando dovettero decidere se far fare la comunione alla figlia Bianca, con la moglie non erano d’accordo di far prendere questo sacramento alla figlia. Poi acconsentirono. Quando andò ad accompagnare Bianca a pregare e confessarsi, incontrò Don Silvano, un parroco di 80 anni: è stato lui ad insegnargli che il Vangelo è qualcosa che si applica alla quotidianità, nelle piccole e semplici cose. Da quel momento è cambiato tutto dal giorno alla notte nella sua vita. “Bisogna eliminare lo stereotipo del cristiano un po’ ‘sfigato’ –ha rincarato Laudadio-. Il cristiano è qualcuno che fa”. E lui “ha scritto delle canzoni che sono preghiere, con parole importanti e molto profonde” –ha aggiunto Conti-. Un gesto emblematico perché spesso “chi crede, si vergogna” di mostrarlo –ha proseguito il conduttore. “Mentre bisogna fare: mettetevi sempre in campo e in gioco” –è stato l’appello di Max-. “Uno con un cognome così non poteva che avere un altro destino se non quello di fede”, ha commentato Conti. Laudadio ha cantato il suo brano “Liberi”, in cui si dice che si è “liberi di scegliere”, il proprio destino e quale cammino seguire.

La fede, la religione, l’amore di Dio, la solidarietà, la fratellanza sono come la pianta dell’ortica –ha spiegato Padre Enzo: simbolica perché spesso malvista, disprezzata, viene calpestata e strappata, ma più la si calpesta e più cresce e si rafforza.

Questo è quanto più vero e lo si vede tanto più attraverso i progetti umanitari, che ogni anno di più vengono creati e incrementati. Quest’anno c’è stato quello in Colombia, da parte della Custodia Provinciale dell’Ordine dei Frati Minori Conventuali, per costruire e rendere efficace una casa di cura per circa 40 anziani indigenti. E poi la realizzazione di un centro aggregativo a Norcia, quale punto di ritrovo e di socializzazione e di un presidio di sicurezza utilizzabile in situazioni di emergenza per poterla gestire ed affrontare meglio, evitando momenti di ‘crisi’ e di disagio come accaduto nei mesi scorsi. A cui si aggiunge quella del Centro formativo in Libano per 70 bimbi siriani e libanesi tra i 3 e i 17 anni (ma anche per 70 mamme e papà che non hanno potuto studiare) con disturbi psicologici, cognitivi o comportamentali, formati da 30 insegnanti della regione del Keserwan (che a loro volta hanno seguito corsi ad hoc per prepararsi). E ancora la mensa francescana di Assisi con il supporto della Caritas diocesana, per 300 famiglie, che vedrà entro questo mese di giugno partire il servizio di distribuzione di alimenti anche per il Comune di Bettona (e l’obiettivo è di allargare sempre più il campo d’azione ai territori circostanti e confinanti). Oppure quella di Milano ad opera della Fondazione Opera San Francesco per i Poveri Onlus e di 143 volontari, destinata a senzatetto italiani e stranieri (per creare ancor di più inclusione appunto). Inoltre tutte le attività di sviluppo integrale della persona della Comunità dei Frati Minori Conventuali e delle Suore Francescane Missionarie di Assisi (presenti entrambi a Longiano), con l’Associazione di Volontariato “Homo Viator. Per l’umanità in crescita” Onlus. Dunque, se già di per sé è un traguardo che si sia giunti alla 15^ edizione di “Con il cuore-nel nome di Francesco”, il fatto di donare non solo per le mense francescane in Italia, ma anche per le missioni francescane all’estero amplifica la cassa di risonanza di un evento sempre più cosmopolita e mondiale, internazionale e universale. Per portare beneficienza ai più bisognosi e promuovere i valori francescani di pace, solidarietà e fraternità, alla base dell’azione dell’associazione “Francesco d’Assisi un uomo un fratello”. Perché, come disse San Francesco: “Finché abbiamo tempo, operiamo il bene!”. E donare è molto più facile e gratificante che ricevere. “C’è più gioia nel donare che nel ricevere” è, infatti, lo slogan del programma per oltre “14 anni di bene annunciato, raccolto e donato”. Ma anche di coraggio. Ed è stato Marco Masini, esibendosi nella canzone tributo di omaggio a Giorgio Faletti (presentata a Sanremo nella serata delle cover”) “Signor tenente” a voler evidenziare che “la musica ha il potere e il dovere di assorbire il coraggio di chi ce l’ha veramente” avuto e l’ha messo in tutto ciò che ha fatto (per sé e per l’altro). Presentato l’ultimo singolo dell’artista “Tu non esisti”, Conti ha voluto ricordare l’appuntamento con il memorial e concerto-tributo per omaggiare Pino Daniele di giugno 2018 allo Stadio San Paolo di Napoli “Pino è”.

Barbara Conti

WMA (Live): gossip e scoop, non solo musica.
Le news più cool

wind-music-award-arena-2016S-coop è cool; una rima quasi perfetta. Questo è accaduto all’ultima edizione dei Wind Music Awards. Infatti l’espressione che meglio potrebbe caratterizzarla è: “ma questo è uno scoop!”. A pronunciarla Vanessa Incontrada, che da tempo (come quest’anno) li presenta al fianco di Carlo Conti. Se la coppia di conduttori è una conferma, sono molte invece le novità sensazionali, anche esclusive, date in anteprima durante la trasmissione. Per il programma la prima di esse è costituita dai nuovi premi istituiti dei Wind Music Awards Live per la maggiore presenza di spettatori ai concerti. Poi il fatto che la manifestazione non è finita dopo le due serate conclusive del 5 e 6 giugno scorsi: ce ne sarà una terza infatti; solamente che, altro cambiamento, ci saranno altri due presentatori alla guida: l’appuntamento è per il 23 giugno prossimo con Giorgia Surina e Federico Russo, protagonisti in chiusura della seconda puntata dell’ufficiale passaggio di testimone. Come nelle migliori staffette. Per una maratona musicale per la serie, dunque, ‘non c’è due senza tre’; per la prima volta nella storia dei Wind Music Awards. Ma non solo musica e riconoscimenti in questa edizione speciale dei WMA, poiché le anticipazioni non sono mancate. Ma partiamo dai premi più tradizionali e di maggiore prestigio, che non si possono non elencare. Artista internazionale dell’anno è stato decretato Luis Fonsi per la sua ‘Despasito’; per la gioia di Vanessa Incontrada, che si è concessa qualche lezione di spagnolo: la parola che dà il titolo al tormentone dell’artista significa ‘lentamente’; ma altri ospiti internazionali da citare sono stati Clean Bandit (con la sua “Symphony”), Ofenbach (con “Be mine”), Lenny (con “Hello”), Charlie Puth (con “Attention”) e Imagine Dragons (con “Thunder”), Rockabye.
Ed a proposito di star internazionali, non potevano non essere premiati cantanti come Eros Ramazzotti (30 anni di carriera) o Zucchero (dal 21 al 25 settembre in tour all’Arena di Verona con cinque date), che hanno ricevuto dei riconoscimenti speciali con incisa la loro prima canzone registrata e depositata alla Siae. Oppure Biagio Antonacci, che ha annunciato l’uscita di un disco di inediti il prossimo 10 dicembre e che in alcune città ha dovuto raddoppiare le date del tour; ha voluto dedicare il premio al “coraggio di tutti coloro che continueranno a frequentare certi posti, nonostante ci sia chi cerchi di guastare le feste”: fuor di metafora, tutti gli attentati violenti e terroristici come quello accaduto a Manchester per il concerto live di Ariana Grande. Così come Emma, che ha presentato il suo ultimo singolo “You don’t love me (no, no, no)” e che ha voluto ringraziare per il WMA Live “tutte le persone che amano la musica, non solo la mia, ed andare ai concerti perché significa vivere ed emozionarsi”; il che ha richiamato un po’ le scritte apparse sul videoclip di chiusura di prima puntata con la canzone di Renato Zero: ‘Liberate la gioia’ e ‘Amore per tutti’. È stato lui ad affermare con fermezza: “il mondo ha bisogno di esempi e noi artisti dobbiamo darglieli”.
E un WMA Live è andato anche ad Elisa ed Alessandra Amoroso. La prima ha parlato delle tappe del suo tour all’Arena di Verona (che ha intitolato “Together here we are”), che saranno tre serate completamente diverse l’una dall’altra ovvero tre show molto peculiari a tutti gli effetti (il 12-13 e 15 settembre): la prima tutta pop-rock, la seconda acustica-gospel, la terza supportata da un’orchestra sinfonica di più di 40 elementi. Ed ha presentato il nuovo singolo “Bad habits”. La seconda ha dedicato il premio a tutto il suo staff, la sua ‘big family’: “ormai siamo una sorta di famiglia itinerante, che abbiamo costituito in questi dieci anni di carriera, costruendo un legame forte su cui si basa quest’unione e che durerà a prescindere da tutto”. E non è un caso che tutte (Elisa, Emma ed Alessandra Amoroso) si siano ritrovate insieme sul palco dei WMA. Premio Speciale Arena di Verona (da Assomusica) per lo spettacolo qui all’Arena di Verona appunto per “Amiche in Arena”, organizzato da Fiorella Mannoia per festeggiare i 40 anni di carriera di Loredana Berté in cui si sono ritrovate 16 artiste ad omaggiarla; le cantanti che hanno partecipato all’evento, poi, hanno fatto una raccolta fondi (pari a circa 150mila gli euro) contro il femminicidio e la violenza sulle donne.emma-amoroso-300x225
Ma due sono i premi speciali che hanno caratterizzato la seconda puntata dei WMA Live 2017. Premio Speciale Wind Digital Music Award a J-Ax e Nek per “Freud”, quali artisti che hanno venduto più in digitale. E il secondo ha incassato anche il WMA Earone (in collaborazione con Assomusica) per i maggiori passaggi in radio per “Laura non c’è”, canzone che festeggiava i vent’anni di successo. Dunque il primato d’importanza della radio, che non si può dimenticare né trascurare ancora assolutamente -come ha ricordato Nek -, ma sempre più associato al mondo dei social e della Rete, di Internet, del Web e del digitale appunto. Un mondo della musica che cambia, ma sempre vincente. A tale riguardo, a proposito di collaborazioni inedite, non si può non citare quella di Gianni Morandi con Fabio Rovazzi in “Volare”; se quest’ultimo da appassionato di cinema sogna di fare il suo primo film, l’altro è rimasto colpito dalla sua capacità di ottenere centinaia di migliaia di visualizzazioni con i precedenti singoli “Andiamo a comandare” e “Tutto molto interessante”. Il featuring molto particolare di “Volare” ha spopolato: la relativa clip ha incassato fino a 28 milioni di visualizzazioni. Altra collaborazione inedita è quella di Max Pezzali con Nile Rodgers in “Le canzoni alla radio”. Viceversa, per quanto concerne il fatto di spopolare con le visualizzazioni in digitale, impossibile non citare i due casi esemplari di Riki (disco d’oro in una settimana con “Polaroid”) e Thomas (soli 17 anni, anche lui disco d’oro per “Normalità” in meno di sette giorni).
Due i WMA anche per Carlo Conti: per la compilation di Sanremo 2017 (che ha voluto condividere con Maria De Filippi e Maurizio Crozza) e per lo spettacolo che ha portato in giro per l’Italia con Giorgio Panariello e Leonardo Pieraccioni: i tre saranno il 29 luglio al Lucca Summer Festival e poi il 6 agosto al Teatro Antico di Taormina, per volare successivamente a New York.
E non è l’unico evento da non perdere. Il conduttore ha voluto annunciare il concerto-tributo a Pino Daniele, nel giugno del 2018 (a tre anni dalla sua scomparsa), allo stadio San Paolo di Napoli. Si intitolerà “Pino è”, annunciato con una locandina ed un brevissimo teaser. Per ora non si sa di più.
Non è la sola novità inedita comunicata. La prima e più rilevante è venuta proprio dai Modà, band italiana dei record dell’anno e disco di diamante. Francesco Silvestre ha rivelato che, dopo la conclusione del tour, il gruppo si prenderà una pausa perché lui sta lavorando alla regia e alla sceneggiatura di un film. Poi un regalo per i fan. Il 9 giugno è uscito un estratto di “Passione maledetta”, ma da quella data cominceranno anche le riprese per un video in cui saranno presenti tutti i fan, cui sarà dedicato. Annuncio sensazionale anche per un’altra storica band: quella dei Pooh, 50 anni di carriera e non smettono di stupire; è stato Stefano D’Orazio a rendere noto che convolerà a nozze con la sua compagna dal 2007, Tiziana Giardoni (49 anni), il giorno del suo compleanno: il prossimo 12 settembre. Un matrimonio a 69 anni e una dichiarazione come è stato per Fedez con Chiara Ferragni; sempre qui all’Arena di Verona. “Loro erano 50 anni che mi dicevano ‘metti la testa a posto’… e alla fine mi sono convinto”, ha commentato l’ex batterista dei Pooh.
Ma anche Rocco Hunt, che il 19 marzo è diventato papà, ha voluto dedicare il premio al figlio di due mesi e mezzo: ha iniziato a soli 11 anni a fare e vincere concorsi di freestyle e ora per lui un nuovo importante traguardo (personale e privato) raggiunto. Con tutte queste sorprese e rivelazioni che dire? “Il nostro album si intitola ‘Notte magica’ e certe notti magiche possono avvenire solo qui all’Arena di Verona: un posto davvero speciale”, -per dirla con Piero de “Il Volo” (altri protagonisti dei WMA). Ed a proposito di “certe notti” non è stato assente neppure “il re del live”, come lo ha ribattezzato Vanessa Incontrada: Luciano Ligabue. Tra gli altri artisti presenti Sfera Ebbasta, Umberto Tozzi (premiato per il successo di “Ti amo”); Massimo Ranieri (per “Se bruciasse la città”), Ermal Meta, Raphael Gualazzi, Mario Biondi, Sergio Sylvestre (che ha dedicato il premio vinto al padre). E poi Giorgia, che ha spopolato con la sua “Oro nero” e con l’ultimo singolo “Credo”, che si preannuncia un tormentone. Tutti lì a ricordare –come ha rimarcato Carlo Conti- che “deve trionfare sempre (comunque) la parola ‘Amore’”. Se qualcuno è stato assente, è molto probabile che lo ritroveremo nella terza serata del 23 giugno prossimo, dove molti di coloro che si sono già esibiti non è da escludere che possano ritornare. Non possiamo darvi anticipazioni né certezze, ma c’è da scommettere che c’è da aspettarsi una sola cosa: tante altre inedite sorprese. Perché, in fondo, la musica è quella fonte di energia che ti sa sempre stupire e sa sempre portare quel velo di novità e curiosità molto cool, che è il vero appeal anche per una trasmissione come i Wind Music Awards.

Viva i WMA, che potrebbero essere le iniziali di W la Musica e l’Amore.

Barbara Conti

Margherita Traversa inaugura il Festival “Il Pianoforte nel ‘900”

Il primo dei cinque appuntamenti del “Pianoforte del ‘900” è martedì 13 giugno alle 21.00 al Teatro dei Conciatori (Roma, via dei Conciatori 5).

pianoforteMargherita Traversa dedica interamente questo suo concerto a Maurice Ravel, che nei primi anni del ‘900 ha inventato per il pianoforte un nuovo mondo sonoro, scoprendo che dai tasti bianchi e neri può nascere un’infinita varietà di colori, di magiche rifrazioni, di risonanze misteriose, di preziosità sensuali, e aprendo la strada a un modo totalmente nuovo di usare quello stesso strumento che aveva emozionato e commosso l’animo romantico.

In Jeux d’eau il pianoforte ha un suono liquido e le note sono come gocce iridescenti. In Gaspard de la nuit diventa il custode dei misteri inquietanti della notte, fa sorgere la visione raccapricciante di un impiccato che penzola dal patibolo mentre lontane campane suonano a morto, appare e scompare piroettando come un folletto capriccioso. In Miroirs si trasforma nel canto malinconico di uccelli immaginari, fa la caricatura della serenata di un ridicolo cantore spagnolo. La ricchezza di colori e di effetti sonori di queste pagine pianistiche è tale che ce n’è per un’intera orchestra e in effetti il compositore spesso li trascrisse per una grande compagine sinfoniche.

Queste – e altre – musiche per pianoforte di Ravel saranno eseguite da Margherita Traversa, che si è perfezionata con grandi maestri, a Napoli col mitico Vincenzo Vitale, a Roma con i prestigiosi Carlo Zecchi e Guido Agosti e a Vienna col venerato Jörg Demus, e ora prepara a sua volta nuove leve di pianisti al Conservatorio “Santa Cecilia” di Roma. Le affermazioni in numerosi concorsi nazionali e internazionali sono state il viatico di una carriera concertistica che l’ha portata a suonare da solista o con l’orchestra in prestigiosi teatri in Italia e all’estero, dalla Spagna alla Svezia e dalla Norvegia al Brasile, e a registrare e incidere per emittenti radio e tv e case discografiche.

Sono tutti giovanissimi gli altri pianisti del festival, che proseguirà il 18 giugno alle ore 18 con Sergio De Simone (musiche di G. Ligeti, A. Berg, P. Boulez, C. Debussy), il 20 con Alessandro Stella (musiche di A. Pärt, P.Vasks, V. Silvestrov), il 22 con Vincenzo Furio (musiche di J. Adams, L. Berio, C. Vine, S. Gubajdulina, S. Prokof’ev) e il 25 con Massimo Spada (musiche di M. Castelnuovo-Tedesco, I. Albéniz, C. Debussy, N. Kapustin, L. Godowsky).

All’Auditorium prosegue One Space, One Sound con la mostra su Tina Allori

Tina AlloriLa mostra di Simone Cametti è il dodicesimo appuntamento del progetto espositivo della Fondazione Musica per Roma dedicato all’arte del suono per lo spazio AuditoriumArte: One Space / One Sound.
Tina è un progetto espositivo costruito attorno alla figura di Tina Allori, una cantante italiana che debuttò alla radio negli anni Quaranta lanciando motivi di grande successo come Notte e dì, Ancora ci credo e Potessi rivivere la vita. La mostra si struttura come una sorta di mappa che, tramite opere video, grafiche e scultoree, evidenzia le tappe della vita e degli spostamenti di Tina per il mondo. L’artista costruisce un percorso attorno alla canzone di Tina da lui registrata all’interno di una cava norvegese di

Larvikite, una pietra vulcanica caratterizzata da una particolare iridescenza dovuta alla presenza di micro cristalli, che il marito di Tina scelse come lapide che ricordasse sua moglie. L’artista rende così omaggio a Tina Allori mirando a unire la sfera affettiva e professionale della cantante in un luogo dedicato alla musica quale è l’Auditorium.

Progetto One Space/One Sound
One Space/One Sound è un progetto espositivo periodico sull’arte del suono concepito da Fondazione Musica per Roma per lo spazio AuditoriumArte. Il progetto è rivolto a installazioni che hanno il suono come loro componente fondamentale, sia per la relazione con lo spazio che per la relazione con l’immagine visiva, scavalcando così la separazione tradizionale, oramai obsoleta, tra discipline artistiche diverse. Tratto comune di quest’arte del suono è proprio l’intrinseca relazione tra suono, l’esperienza visiva e la percezione architettonico/spaziale.