Il giovane Bassani tra fascismo e antifascismo

Lorenzo Catania, L'Italia fragile raccontata da BassaniAlberto Cavaglion, noto studioso dell’ebraismo, ha scritto che, “diversamente da Italo Calvino, Bassani non possedeva il pathos della distanza: semmai era condizionato dall’eccessiva vicinanza con i protagonisti dei suoi racconti. Era poi evidente che tendesse ad allontanare da sé incongruenze e cedimenti che in parte erano stati anche suoi”. Qui Cavaglion sembra alludere alla lettera di condoglianze di Bassani indirizzata a Vanni, il figlio maggiore di Nello Quilici, per la morte del padre, avvenuta a Tobruk il 28 giugno 1940 per un incidente aereo in cui perse la vita anche Italo Balbo: “Caro Vanni, non puoi credere come ti sia vicino] in questo tuo grande dolore. Ero le[gato a tuo padre con] vincoli di amicizia e di gratitudine.[…]Il giorno stesso che partì per la Libia – la mattina – fui a casa tua, a trovarlo: e ti giuro che mai mi parve come allora tanto ricco di umana bontà, tanto generosamente libero nei suoi giudizi, tanto amico.[…]Ti prego, caro Vanni, di essere forte, di sopportare le conseguenze di questa disgrazia con serenità e fermezza. So come siano vuote e inutili le mie parole: ma vorrei che tu sapessi uscire da questi momenti non abbattuto ma fortificato, e soprattutto degno di tuo papà. E che tu credessi fermamente alla mia amicizia.” Nello Quilici, direttore del “Corriere Padano”, era stato protettore del letterato in erba Bassani, che sulla terza pagina di quel giornale, strumento istituzionale di propaganda del regime, aveva esordito con il racconto III Classe. Al tempo delle leggi razziali, Nello Quilici, nell’articolo “La difesa della razza”, apparso sulla rivista “Nuova Antologia” del 16 settembre 1938, pur rifiutando la “persecuzione antigiudaica”, definita “ingiusta e stupida”, sentiva la necessità “della difesa della razza ariana contro l’elemento ebraico che non soltanto è inammissibile ma anche contrastante con l’elemento italiano”. Certo, a prescindere da questa lettera piena di affetto e di dolore, incongruenze e cedimenti verso il fascismo da parte di Bassani ci furono e non ci sorprendono, perché comprensibili e giustificabili nella biografia di un giovane che proveniva da una famiglia che, come tante altre famiglie ferraresi, si era fatta sedurre dalle sirene del regime. Lo rivela Bassani stesso in una conferenza sull’antifascismo da lui tenuta al Teatro Comunale di Bologna nel 1961: “Io, per esempio, uscivo da una famiglia perfettamente allineata ai tempi. Mio padre, lui, aveva preso la tessera del fascio addirittura nel ’20.[…] Uscivo da una famiglia di questo tipo: ebraica e fascista. Ma sia ben chiaro: infinite altre famiglie ebraiche erano a quell’epoca come la nostra[…]Eravamo dei piccoli borghesi, caratterizzati, anche noi, dagli stessi difetti, dalle stesse colpe, dalle stesse insufficienze della contemporanea piccola borghesia moderata cattolica.[…] Dopo il 1938, dopo le famigerate leggi razziali, quasi tutti capirono, naturalmente. Ma prima di questa data fatidica, ripeto, fra gli ebrei italiani dominava il conformismo più totale”. Le incongruenze e i cedimenti di Bassani verso il fascismo amareggiarono a posteriori lo scrittore, come evidenzia un passo del Giardino dei Finzi-Contini, dove l’io narrante dice alla giovane Micòl: “Comunque, due anni fa, quando a Ca’ Foscari ci sono stati i Littoriali, ti ringrazio di non esser venuta. Sinceramente. La considero la pagina più nera della mia vita”. Se è pertanto legittimo affermare che incongruenze e cedimenti del giovane Bassani verso il fascismo ci furono, difficile è invece stabilire l’esatta cronologia dell’antifascismo dello scrittore, perché su questo momento della biografia bassaniana non abbiamo documenti inoppugnabili, ma per lo più testimonianze orali e interviste rilasciate dall’autore: ”L’incontro a Bologna con Carlo Ludovico Ragghianti [ punto di riferimento dei dibattiti tra le giovani reclute dell’antifascismo] avvenne nel ’37, se non ricordo male, e per me significò moltissimo. Dal giovane letterato che ero, mi trasformò in breve tempo in attivista politico clandestino.”. Non credo perciò che sia pienamente accettabile l’idea che i prodromi dell’antifascismo di Bassani facciano data a partire dal 1936, come sostiene lo storico Alessandro Roveri, che nella lettera di solidarietà del futuro scrittore al suo vecchio professore di latino e greco Francesco Viviani, allontanato dal liceo Ariosto per motivi politici, coglie termini che si rifanno agli ideali del movimento Giustizia e Libertà: “Mi è grato ora ricordare in questo momento doloroso queste Sue elette qualità, e tanto più perché è per esse soprattutto se sono cresciuto ad oggi, uomo, nella pienezza dell’anima aperta a ogni bellezza; ad ogni altezza; uomo nell’amore sconfinato che porto alla libertà e alla giustizia”. E nemmeno l’idea che, ancora prima delle leggi razziali, nel 1937, Bassani aderisca alla lotta antifascista, militando nel partito d’Azione. È certo che a spezzare il percorso esistenziale e intellettuale di Bassani, le relazioni che egli aveva con la migliore borghesia cittadina, furono le leggi razziali emanate dal fascismo nel settembre del 1938.

Lorenzo Catania

Axelero recensioni
sul digital 4.0

axelero-recensioni

La nuova rivoluzione economica digitale è ormai alle porte, se non fa già parte della nostra realtà. E’ di questa opinione la maggioranza degli analisti che seguono l’andamento dell’economia italiana e non solo, e che studiano i flussi economico-occupazionali della nostra nazione. Quella che oggi viene chiamata, con un termine ormai abusato, economia 4.0 promette di cambiare completamente il nostro modus operandi, in ogni ambito della vita sociale e lavorativa. Le ultime recensioni raccontano che una grande percentuale delle popolazione italiana è direttamente coinvolta in questa rivoluzione, o come fruitori passivi, la maggior parte, o come lavoratori del settore. Secondo l’opinione di axelero, la digital company italiana che dedica parte dell’attività alla formazione tramite la sua academy dedicata (axeleroacademy.it il sito di axelero dedicato alla formazione), nei prossimi anni il rapporto fra lavoratori e utilizzatori è destinato a ribaltarsi. E ciò è quello che sperano anche tanti giovani d’oggi, le cui opinioni in merito sono tutte rivolte in questa direzione.

Recensioni axelero sulla cultura digitale

Lo sperano anche tutti coloro che hanno a cuore l’Italia, in quanto la strada a livello mondiale è ormai tracciata, e la nostra nazione sconta ancora un certo gap rispetto ai partner europei e d’oltreoceano. Il vero problema che sottolinea axelero è quello della differenza di formazione tra i nostri lavoratori e quelli stranieri. Se si analizzano i dati che provengono dagli istituti di statistica e li si confronta con quelli di altre nazioni, si nota come la differenza culturale in ambito digitale sia ancora piuttosto ampia. Ad oggi le recensioni sulle competenze richieste nel digital parlano di un ventaglio di possibilità in continua crescita, a riprova di un interesse sempre più pressante.

Il digital, e l’economia che vi ruota attorno, è spesso visto come un problema per l’occupazione. Le opinioni in merito sottolineano come l’introduzione di macchinari “intelligenti”, che non hanno bisogno di aiuto umano per funzionare, possano sostituire le persone. E’ qui che sta la vera sfida della prossima rivoluzione 4.0 secondo axelero, che mette in luce come nelle nazioni che prima dell’Italia hanno iniziato a percorrere questa strada, i tassi di crescita del PIL hanno fatto registrare dei progressi paragonabili a quelli pre-crisi. Anche in Italia le recensioni delle aziende che si stanno digitalizzando contrastano con l’opinione comune, dettata più che altro dalla paura del futuro.

Opportunità per i giovani: la recensione di axelero

I numeri confortano chi da tempo con le proprie opinioni sottolinea le opportunità che si possono cogliere perseguendo questa strada. Chi ha già intrapreso la via del rinnovamento registra i primi risultati, con tassi di crescita molto interessanti. Non è un caso che le recensioni dei giovani in merito all’evoluzione verso l’economia 4.0 siano entusiaste, potendo essi sfruttare a proprio vantaggio i nuovi scenari che si potranno aprire. Tuttavia anch’essi hanno necessità di una preparazione specifica che manca anche ai cosiddetti “nativi digitali”, che spesso sono dei grandi fruitori di tecnologia, senza capirne potenzialità e opportunità. A loro axelero dedica una sezione della sua academy, ideale per creare nuovi talenti in quelle professioni digitali che ormai sono sempre più richieste dal mercato. Ecco, dunque, che trovano risposta le preoccupazioni dei più in ambito occupazionale, basti pensare ai tassi di crescita che questo settore sta avendo in tutto il mondo e anche in Italia. La problematica, tutta italiana, è proprio che spesso mancano le competenze, e questo frena uno sviluppo che potrebbe essere la vera svolta per l’uscita stabile dalla crisi.

L’economia digitale può rappresentare una grande opportunità per la sviluppo economico italiano che ancora stenta a riprendersi dopo la crisi che ha investito tutto il mondo industrializzato. Le recensioni sui dati statistici confortano chi si è già incamminato verso la strada dell’evoluzione digitale, tuttavia ancora molto si deve fare, soprattutto nell’ambito della formazione. Investire sul capitale umano, diviene la vera chiave del successo, per cercare di colmare il gap culturale.

 Luigi Grassi

Medici per rimborso scuola specializzazione

Domani, 25 luglio, è l’ultimo giorno per aderire all’azione collettiva lanciata da Consulcesi per il rimborso degli anni di scuola di specializzazione non pagata tra il 1978 ed il 2006. In quegli anni ai medici che frequentavano una scuola post-laurea non è stato garantito il corretto trattamento economico, ora riconosciuto – attraverso continue sentenze – a migliaia di camici bianchi.

Foto Matteo Corner - LaPressecronacaMilano 4 09 2012 Esame di ammissione alla facoltà di medicina all'università statale di Milano Nella Foto un momento del Test

Boom di adesioni alla nuova azione collettiva di Consulcesi sulla scia della campagna “37 milioni in 37 giorni”, attraverso la quale sono stati consegnati in tutta Italia assegni di rimborso firmati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri in favore di quanti si sono specializzati tra il 1978 ed il 2006 senza ricevere il corretto trattamento economico, così come previsto dalle direttive Ue in materia (75/362/CEE, 75/363/CEE e 82/76/CEE). In meno di un mese oltre 5mila medici hanno scelto di rivolgersi alla realtà leader nell’assistenza legale in sanità per recuperare quelle somme che lo Stato aveva negato durante la scuola post-laurea in Medicina. E per assicurare a tutti gli aventi diritto la possibilità di reclamare il proprio rimborso, Consulcesi ha deciso di prorogare la scadenza per aderire alla prossima azione collettiva, spostandola dal 15 al 25 luglio 2017.

Durante la campagna “37 milioni in 37 giorni” – che ha avuto il suo momento clou con l’evento di Modena nel quale sono stati consegnati oltre 3 milioni di euro ai medici dell’Emilia Romagna (in allegato le testimonianze) –, sono stati rimborsati complessivamente più di 1100 camici bianchi da Nord a Sud. Le Regioni più “rimborsate” sono state Lazio, Lombardia e Campania, dalle quali è fin qui arrivato anche il maggior numero di adesioni per la nuova azione collettiva: in totale rappresentano il 42% dei nuovi ricorrenti (15% Lazio, 15% Lombardia e 12% Campania).

34 IN ABRUZZO: € 1.060.516,96
16 IN BASILICATA: € 493.668,62
51 IN CALABRIA: € 1.626.421,72
96 IN CAMPANIA: € 3.138.160,14
97 IN EMILIA ROMAGNA: € 3.100.848,12
17 IN FRIULI VENEZIA GIULIA: € 532.417,04
222 NEL LAZIO: € 7.567.742,73
44 IN LIGURIA: € 1.253.634,46
178 IN LOMBARDIA: € 5.772.385,77
22 NELLE MARCHE: € 769.554,04
4 IN MOLISE: € 143.438,75
69 IN PIEMONTE: € 2.384.552,09
53 IN PUGLIA: € 1.652.933,31
18 IN SARDEGNA: € 553.523,96
81 IN SICILIA: € 2.460.395,88
67 IN TOSCANA: € 1.971.656,26
28 IN TRENTINO ALTO ADIGE: € 846.349,45
20 IN UMBRIA: € 639.531,26
4 IN VAL D’AOSTA: € 142.343,68
49 IN VENETO: € 1.628.981,18

Una platea imponente che si aggiunge ai migliaia di medici ai quali Consulcesi ha già fatto riconoscere oltre 530 milioni di euro. Una cifra elevata, ma destinata a crescere ulteriormente nelle prossime settimane visto che sono attese nuove sentenze e sul tema la giurisprudenza è ormai consolidata. In questo quadro e, di conseguenza, di fronte ad una continua emorragia di fondi pubblici da tempo si ragiona su un accordo transattivo per scongiurare un esborso complessivo superiore ai 5 miliardi di euro. Questo è quanto previsto anche dal Ddl 2400, attualmente in discussione al Senato, ma ancora arenato nelle Commissioni perché le modifiche proposte (spesso, paradossalmente, proprio da chi rappresenta i medici) hanno finito con “allargare le maglie” delle richieste, allungando i tempi e minando la sostenibilità economica del provvedimento.

«Continuiamo a rimborsare medici in tutta Italia con cifre imponenti – afferma Massimo Tortorella, Presidente di Consulcesi – e, con grande soddisfazione, restituiamo non solo le somme dovute ma anche dignità a quei professionisti che negli anni della specializzazione sono stati penalizzati dalla mancata applicazione delle direttive Ue. Molti di loro, peraltro, spesso erano costretti a trovare delle occupazioni in quello che doveva essere il loro orario di riposo per potersi mantenere. Per loro, questo rimborso diventa anche un vero e proprio momento di riscatto, atteso ancora da tanti colleghi ai quali suggeriamo di attivarsi per non perdere questo diritto, messo a rischio dai ravvicinati termini prescrittivi. Sebbene i nostri legali ritengano che in assenza di una norma attuativa, secondo i principi stabiliti dalla Cassazione, i termini di prescrizione non inizino a decorrere, invitiamo i medici specialisti a tutelarsi per far valere il diritto al rimborso, già riconosciuto a migliaia di medici. Per farlo è possibile seguire due strade: produrre un atto interruttivo gratuito oppure avviare l’azione legale, aderendo alla prossima azione collettiva, prorogata appunto al 25 luglio. A disposizione mille consulenti che rispondono al numero verde 800.122.777 e direttamente sul sito internet www.consulcesi.it».

Organizzare la festa perfetta, consigli e idee

festa festaEstate, si sa, è sinonimo di festa: aumentano le temperature e anche le occasioni per divertirsi insieme. A chi non piace essere invitato a una festa?! L’idea di esserne l´organizzatore, invece, a volte può spaventare: ecco alcune dritte per organizzarne una indimenticabile per ogni invitato. Che si tratti della festa di compleanno del tuo bimbo, dell’addio al nubilato della tua migliore amica o semplicemente di una reunion estiva tra amici, due sono gli ingredienti base di cui ci si deve munire: tempo e dettagli.

Fondamentale iniziare con i preparativi con un po’ di anticipo rispetto alla data fissata così che ci si possa dedicare anche ai dettagli, che renderanno unica la festa e troppo spesso vengono tralasciati.

Nello scegliere il giorno della festa non si deve dimenticare chi sono gli invitati e le loro necessità: prediligere il pomeriggio per bambini e ragazzi e la sera, preferibilmente di un giorno prefestivo, se gli ospiti sono adulti.

Stabiliti giorno e orario dell’evento, va deciso il luogo. In questo periodo la location migliore che si possa scegliere è senza dubbio il proprio giardino, non importa quanto grande.

In alternativa, non vanno sottovalutati terrazze e salotti: sono necessarie solo alcune sedie e poltroncine e poi via libera ai cuscini!

Essenziali sono candele e lanterne: dopo il tramonto contribuiranno a creare un’atmosfera davvero unica!

Da mangiare, niente di impegnativo: d’estate le parole d’ordine sono fresco e finger food, stuzzichini da mangiare anche in piedi.

A fare la differenza saranno piatti, bicchieri e tovaglioli: supereroi per i compleanni dei maschietti, principesse per quelli delle femminucce; il rosa, con tutte le sue tonalitá, è il colore per eccellenza degli addii al nubilato e per i baby-shower (feste di benvenuto per bimbi in arrivo) rosa o azzurro.

Non vanno dimenticate cannucce colorate o decorate, bandierine da appendere e barattoli da riempire con caramelle gommose per i più golosi.

Moltissime altre idee originali per dettagli unici sono rintracciabili su siti web dedicati come www.festemix.com . 

Non esiste festa senza musica, e una festa è perfetta anche grazie alla musica giusta: prepara una playlist qualche giorno prima e usala come sottofondo mentre si mangia e per divertirsi, magari sulle note degli Abba, se il tema della festa sono gli anni ’70.

Tra un ballo e uno stuzzichino, tutti con cappellini, occhiali, baffi e coroncine: è il momento del photoboot.
Servirà una cornice di legno (quella del quadro che è finita in soffitta perché non sta bene con il nuovo divano è perfetta!) o di carta; decorata con fiori o appesa a un ramo con del tulle colorato, tutti correranno a mettersi in posa per scattare tante fotografie, con i gadget in linea con lo stile della festa.

Da non dimenticare è l’invenzione di un hashtag da usare per condividere sui social network le foto dell’evento per poi comunicarlo agli invitati scrivendolo su una lavagnetta che sarà ben visibile.

Originale è anche l’idea di scattare foto istantanee, su cui scrivere la data dell’evento così ogni invitato si porterà a casa un simpatico ricordo.

Organizzare la festa perfetta è possibile, e con i dettagli come alleati, più semplice di quanto si pensi e perfino divertente!

Molise, il treno che
non risolve i problemi

treno-swingSiamo stati all’inaugurazione del nuovo treno swing, treno emblema delle nuove ferrovie molisane, treno da anni annunziato, perso, ritrovato, inseguito, finalmente materializzato. Treno emblema anche per questo, della volontà di cambiare, delle speranze frustrate e infine, dal fondo della stazione, appare e si avanza. Simbolo a tutto tondo di quel che vorremmo essere e non riusciamo e infine un piccolo punto fermo, piccolo, ma l’abbiamo messo. L’atmosfera che si respirava ci è apparsa questa, indubbiamente di festa ma con la gioia della soddisfazione, contenuta, senza enfasi, anche nei brevi e pochi discorsi delle autorità; potrebbe anche essere il clima di una svolta, chissà!

E così, senza retorica che sarebbe stata del tutto fuori luogo, il primo swing del Molise ha assunto, a noi pare, un valore che va oltre quello materiale e dell’evento. Anche noi abbiamo vissuto quest’atmosfera per il nuovo treno, risultato di un lungo impegno, di una rivendicazione anche nostra più larga, progettuale, ostinata e non priva di speranza, ma non inconsapevole di come il cammino sia lungo e difficile.

In questo quadro registriamo le dichiarazioni dell’Assessore Nagni e del Presidente Frattura confermanti la volontà di perseguire il disegno di un sistema di trasporto basato sulla valorizzazione e rinascita del patrimonio rotabile con il finanziamento disponibile per elettrificare la linea da Roccaravindola a Isernia e poi Isernia Boiano e poi… E’ la nostra idea di sempre, noi ci saremo a vigilare, sollecitare, a lottare in maniera democratica, nonviolenta, dialogante, esigente!

Ciò detto resta il quotidiano. Il nuovo treno non risolve i problemi del trasporto ferroviario in Molise. Trenitalia, con il nuovo contratto di servizio ha accettato regole più esigenti ma restano tra i tanti due problemi che poniamo da tempo, fondamentali per la gestione della tratta ancora affidata a un parco rotabile vetusto: l’officina o un punto di manutenzione a Campobasso per le riparazioni, il ritorno del DCO (Direzione Centrale Operativa) per la gestione del movimento sulla nostra linea a binario unico.

Vogliamo fare cose non da poco, noi ci stiamo, ma intanto non facciamo cose semplici, ostacolate per “burocratiche chiusure”, cose che tutti intendono come sagge e adeguate alla bisogna.

Filippo Poleggi

Presidente Movimento Consumatori

Vaccini, attivo il Call Center della ASL Roma 1

vaccini_coverUn numero di telefono, un indirizzo di posta elettronica e un pool misto di operatori di front-office e sanitari a disposizione dei cittadini che si trovano alle prese con le novità introdotte dal Decreto Legge n. 73/2017 recante “Disposizioni urgenti in materia di prevenzione vaccinale”. Questi gli strumenti messi in campo dalla ASL Roma 1, per venire incontro alle esigenze delle famiglie dei 130mila bambini in fascia target presenti sul territorio.

Il Call Center della ASL Roma 1

Il Call Center si potrà raggiungere dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 17 attraverso il numero telefonico dedicato 06.6835.4666 oppure via e-mail all’indirizzo vaccinazioni@aslroma1.it per avere:

• Informazioni relative a cosa fare, come, dove e quando;
• Attestazioni delle vaccinazioni già effettuate ai fini della consegna all’istituto scolastico, mediante un apposito modulo di richiesta;
• Prenotazioni di appuntamenti in uno dei centri vaccinali aziendali, con rilascio attestazione di “prenotazione vaccinale”, valida ai fini dell’iscrizione all’anno scolastico 2017/2018.

Il servizio – sottolinea il Direttore Generale della ASL Angelo Tanese – vuole essere un punto di riferimento per le famiglie, in grado di fornire un supporto rapido, competente e facilmente accessibile, per semplificare l’attuazione del D.L. n.73. Quindi l’invito che rivolgo ai nostri residenti è di non sentirsi smarriti davanti agli obblighi introdotti dal Decreto ma di contattare la ASL, per ottenere una assistenza e una informazione diretta su tutto quello che occorre per l’iscrizione scolastica.

36 giorni senz’acqua per i rom di Castel Romano

Riportiamo e pubblichiamo il comunicato dell’Associazione Nazione Rom e la richiesta finora passata inosservata sulla mancanza di servizi idrici alle porte della Capitale

campo romNonostante le denunce di Sabaheta Hamidovic, rappresentante dei Rom, Sinti e Caminanti (RSC) dagli studi di Quinta Colonna su Rete 4 e quelle di Marcello Zunisi legale rappresentante dell’Associazione Nazione Rom (ANR), nonostante gli interventi della Prefettura di Roma Capitale della Protezione Civile e di Acea, avvenuti sabato scorso, la situazione del campo di Castel Romano, al centro del processo di Mafia Capitale, rimane drammatica.
I container in lamiera, dove vivono bambini, anziani, decine e decine di famiglie, sono privi del piu’ importante elemento della vita, l’acqua. Da 36 giorni è completamente assente il servizio di fornitura idrica.
Il campo di Castel Romano è situato 30 chilometri fuori dal centro abitato, su una landa desolata, nel mezzo di un vero e proprio deserto sulla Pontina. I suoi abitanti devono fronteggiare giornate meteo da «bollino rosso» senza acqua. Enorme il rischio sanitario. La loro vita è in pericolo. Si registrano i primi casi di scabbia tra i bambini. I terreni su cui sono istallate le abitazioni appartiene a Salvatore Buzzi.
La Polizia Municipale di Roma Capitale, coordinata dal Comandante Lorenzo Botta, si è recata sul posto giovedi e venerdi 22 e 23 giugno 2017 accertando la drammaticità della situazione. Allertate le istituzioni, gli uffici del Dipartimento delle Politiche Sociali di Viale Manzoni, l’Assessore Laura Baldassarre, il Sindaco Virginia Raggi, il Vicecapo di Gabinetto Marco Cardilli, i dirigenti Angelo Marra e Michela Micheli.
La Prefettura, tramite il dott. Massimo Grimaldi, ha interessato Protezione Civile ed Acea per provvedere all’immediata rifornitura di acqua: sabato sono state distribuite delle bottigliette di acqua, solo ad una parte del campo, questo risulta invece diviso in quattro settori. Le famiglie e le persone, ridotte allo stremo dalla mancanza di acqua, hanno litigato tra loro per averle.
Acea, la municipalizzata di Roma Capitale, ha scoperto una inquietante realtà. E’ il Geometra Roberto Bellinzaf a raccontarla telefonicamente al legale rappresentante dell’ANR : «nel campo di Castel Romano non esiste un contatore ne una fornitura diretta. I container dove abitano le famiglie sono servite tramite un utente separato, un importante soggetto privato che se pur fornito della necessaria cubatura di acqua preferisce tenersela per se lasciando le famiglie a secco»
Solo stamani il funzionario di Roma Capitale Fabrizio Fraternali dell’Ufficio RSC si è recato sul posto per poi ripartire. Il campo di Castel Romano rimane senza acqua, un vero deserto al quale sembrano condannate centinaia di persone.
ANR si è da tempo rivolta ad ANAC Autorità Nazionale Anticorruzione denunciando le gravi mancanze delle istituzioni capitoline e nazionali. Il stesso Governo di Paolo Gentiloni è stato formalmente messo sotto accusa. L’Unione Europea ha inviato all’Italia la somma di euro 2.146.000.000 (PON Metro e PON Inclusione 2014 – 2020) per garantire inclusione sociale di senza fissa dimora e RSC, ma nei campi si muore o si rischia di morire.
Chiediamo un intervento immediato ed urgente per garantire soccorso alle famiglie di Castel Romano ed un intervento della Magistratura per ripristinare lo Stato di Diritto. È in corso un’azione di pura barbarie, violenza, corruzione, razzismo, volta alla negazione della vita di RSC. I nostri diritti devono essere rispettati, siamo esseri umani e la legge è uguale per tutti.

Associazione Nazione Rom

L’Amsi e la Giornata Mondiale del Rifugiato

rifugiatoPer la Giornata Mondiale del Rifugiato del 20 giugno, l’Associazione Medici di Origine Straniera in Italia, AMSI, rinnova il suo appello a favore della “cittadinanza temperata” (cioè, in sintonia col ddl attualmente all’esame delle Camere, la concessione della cittadinanza ai figli, nati in Italia, di immigrati ormai da anni residenti legalmente qui, e a condizione che compiano tutto un percorso formativo sulla storia, la cultura e l’ordinamento giuridico italiani) lanciando il Manifesto #SanitàeMulticulturalismo. Il documento è frutto delle proposte e iniziative dei professionisti della sanità, italiani e d’ origine straniera, che si son messi in gioco per migliorare insieme il SSN, sentendo l’esigenza d’ associare la medicina alla conoscenza culturale e religiosa, e di rafforzare i servizi socio-sanitari in vista d’ un’immigrazione qualificata e programmata.

Tra i punti sollevati: garantire il diritto alla cura universale; contrastare le cure “fai da te”; sì a una legge europea sull’ immigrazione che si muova sui 2 binari politiche di accoglienza e integrazione- rispetto dei doveri civili, nella garanzia della sicurezza per tutti i cittadini; promuovere la ricerca e l’innovazione; autorizzare a livello nazionale la pratica della circoncisione; creare un albo specializzato per i mediatori culturali; promuovere l’aggiornamento professionale, con corsi ECM, su tematiche d’attualità; contrastare la medicina “difensiva” (fenomeno, questo, tipico dei Paesi industrializzati, che – causa la scarsa fiducia reciproca medici-pazienti, causa ogni anno spese elevate per interventi di avvocati e una massa di esami clinici, in realtà spesso inutili, prescritti dai medici ai pazienti “per precauzione”) con un’ alleanza tra i pazienti ed i professionisti della sanità; e tanti altri ancora, anche per contrastare l’isolamento e la radicalizzazione verso il terrorismo, stile “franco-britannico”, dei giovani con disturbi della personalità e dell’identità.
Il manifesto, promosso da AMSI, Unione Medica Euro Mediterranea – UMEM, Movimento internazionale “Uniti per Unire”, Fimmg Lazio, “Emergenza Sorrisi – Doctors for Smiling Children” Onlus, con la collaborazione di Fimmg Nazionale, Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai), e di varie confederazioni Internazionali, ambasciate, comunità straniere, scuole e associazioni, è stato annunciato ufficialmente nel corso del Congresso nazionale dell’AMSI.

Centrato sul tema “Patologie vertebrali: dalla diagnosi al trattamento riabilitativo” (primo convegno del XVIII corso d’aggiornamento internazionale e interdisciplinare dell’AMSI stessa), e svoltosi a Roma. presso la Clinica “Ars Medica”. Han partecipato a questo evento oltre 100 professionisti della sanità, italiani e d’origine straniera, che si son confrontati, con accreditamento ECM, su importanti temi scientifici, deontologici, medico-legali e sociali.

“Oggi il ruolo del medico e del professionista della sanità deve rappresentare una chiave per la conoscenza tra i popoli e le culture, e anche per le buone pratiche dell’integrazione”, dichiara a conclusione del Congresso, Foad Aodi, medico fisiatra, “Focal Point” per l’integrazione in Italia per l’ Alleanza delle Civiltà UNAoC ( organismo ONU), e fondatore di AMSI e UMEM. “Ci auguriamo – aggiunge – che i rifugiati trovino un’Italia e un’ Europa pronte a curare e ad accogliere chi fugge dal suo Paese a causa della guerra, e a promuovere la conoscenza, l’informazione, lo scambio socio-sanitario e l’aggiornamento professionale, come ribadito nel nostro Manifesto. Diciamo #Iussolitemperato, per consentire ai figli degli immigrati d’ ottenere la cittadinanza italiana – punto che abbiam già piu’ volte sollevato in passato – dopo aver sostenuto un ciclo scolastico, e dopo aver approfondito la cultura, la lingua e la storia italiane. Solo così contribuiremo a combattere quella crisi d’identità e quel senso di inferiorità di cui soffre il 50% dei giovani immigrati che non hanno la cittadinanza italiana” (chi voglia aderire, e contribuire ulteriormente al “Manifesto”, scriva a www.unitiperunire.org o www.amsimed.org ).

A valorizzare il lavoro di AMSI e dei 60 mila professionisti della sanità (medici, infermieri, fisioterapisti, farmacisti, odontoiatri, psicologi) d’ origine straniera operanti in Italia, il messaggi di saluto e di sostegno del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che “si riferisce all’impegno profuso dalla stessa Associazione nell’ambito della cooperazione e del dialogo tra i popoli, nonchè all’opera prestata nell’assistenza agli immigrati e ai rifugiati”. Sostegno e apprezzamento per le attività di AMSI sono stati espressi anche da Barbara Mangiacavalli, Presidente dell’IPASVI; e dal Ministro plenipotenziario Enrico Granara, coordinatore per gli Affari Multilaterali del Mediterraneo e del Medio Oriente presso il MAE, che ha ricordato -in qualità di supervisore alla Farnesina delle attività della RIDE, Rete Italiana per il Dialogo Euro-mediterraneo – “il prestigioso incarico onorifico, conferito da due anni a questa parte al prof. Aodi dal Ministero degli Affari Esteri, di testimoniare – a beneficio dell’Alleanza delle Civiltà delle Nazioni Unite – le buone pratiche che egli realizza in prima persona, e che contribuisce a realizzare sul piano dell’accoglienza e dell’integrazione in Italia, attraverso il suo operato nell’AMSI, nella CO-MAI e in UNITI per UNIRE. Il contributo di testimonianza del prof. Aodi – prosegue il Ministro in una lettera – è stato e continua ad essere importante, soprattutto in relazione ai suoi frequenti interventi in stampa e in televisione, specie in occasione di fatti che si impongono all’opinione pubblica. Momenti in cui è essenziale richiamare tutti ad avere uno spirito razionale, ogni qualvolta si affrontino temi complessi come i flussi migratori e le inevitabili connessioni con i problemi dell’ordine pubblico”.

Nel corso del Convegno è stato riconfermato all’unanimità l’ufficio di Presidenza dell’Amsi. “Sosteniamo il messaggio di multiculturalismo portato avanti con coraggio dai medici di AMSI, UMEM e FIMMG”, ha dichiarato Massimo Sabatini, portavoce di UMEM e membro del Consiglio Direttivo di FIMMG Lazio; “crediamo che il lavoro svolto dal medico di famiglia in Italia sia fondamentale per garantire a tutti i cittadini il loro diritto universale alla salute. Per questo invitiamo a nostra volta i medici ed i professionisti della sanità a informarsi e a conoscere i pazienti, nel rispetto delle loro diversità culturali e religiose, e rafforzando il rapporto di fiducia che hanno con loro”. “Vogliamo lavorare insieme, mettendo in gioco le nostre competenze e esperienze per portare avanti lo scambio socio-sanitario e la cooperazione tra i professionisti della sanità di tutto il mondo”,aggiunge Fabio Massimo Abenavoli, coordinatore del Dipartimento Cooperazione Internazionale di “Uniti per Unire” e presidente di “Emergenza Sorrisi-Onlus”.” Solo creando occasioni di confronto tra gli operatori e i medici che provengono dai vari Paesi possiamo consentire alla medicina e alla scienza di progredire nella direzione della ricerca e anche della solidarietà”.

In questo contesto, e proprio come incentivo all’innovazione e alla tecnologia, l’azienda multinazionale BTL-Italia. col Centro Studi Accademico Scientifico Culturale B-Academy, attraverso le parole dei suoi delegati, Dr. Antonio Forte, Dr. Sandro Camagna e Dr. Daniele Morfino, ha ribadito il suo sostegno alle attività di aggiornamento professionale di AMSI e UMEM. Presentando il presidio sanitario S.I.S., Sistema Super Induttivo, del quale si sta valutando l’efficacia – con risultati promettenti – come strumento di terapia antalgica (con l’emissione di campi magnetici ad alta intensità). E’ seguito l’intervenuto del Dr. Diego Pizzicaroli, Presidente di A.S.S.O (Associazionismo Sindacale Solidale Organizzato): per ribadire l’adesione di questa Confederazione e delle realtà affiliate al Manifesto #SanitàeMulticulturalismo, veicolandone il messaggio nel mondo sindacale e delle imprese, italiane ed europee.

Fabrizio Federici

Congresso Amsi, Sanità e multiculturalismo

mediciSi svolgerà il 17 giugno a Roma, presso la Clinica “Ars Medica” in Via Ferrero di Cambiano, il Congresso dell’AMSI, Associazione Medici d’origine Straniera in Italia, centrato sul tema “Patologie vertebrali. Dalla diagnosi al trattamento riabilitativo”: evento aperto a tutti i professionisti della sanità, italiani e d’ origine straniera, che si confronteranno esponendo le loro relazioni, con accreditamento ECM.
Continua così il lavoro portato avanti, da oltre 16 anni, dall’AMSI a favore dello scambio socio-sanitario, della cooperazione e dell’integrazione, e che ha visto organizzare oltre 500 convegni e congressi, nazionali e internazionali, arricchiti dalla recente istituzione dell’Unione Medica Euro Mediterranea – UMEM, realtà che conta migliaia di rappresentanti e delegati provenienti da vari Paesi euro-mediterranei. Nel corso dell’evento, i i professionisti della sanità partecipanti lanceranno il Manifesto #SanitàeMulticulturalismo, promosso da AMSI, UMEM, Movimento internazionale Uniti per Unire, Fimmg Lazio, “Emergenza Sorrisi – Doctors for Smiling Children” Onlus, con la partecipazione di ambasciate, ONG, comunità straniere in Italia, scuole e associazioni varie.
.Questo documento raccoglie le proposte di tutti i medici e gli operatori sanitari che spontaneamente si son voluti sentire parte di questa ricerca; ne emergono temi d’attualità che legano inscindibilmente la Sanità alla conoscenza culturale e religiosa, sollevati sulla base delle esperienze ricollegabili ai diversi Paesi e alle diverse culture, religioni e specializzazioni.
“Diamo il nostro contributo alla Sanità multiculturale con un manifesto che ci rappresenta e che speriamo possa migliorare il Sistema Sanitario Nazionale, dando un concreto spunto di cooperazione”, dichiara Foad Aodi, Presidente e Fondatore di AMSI e UMEM. “Il manifesto – aggiunge – sarà particolarmente ricco grazie al contributo di tutti coloro che han collaborato alla sua stesura, ed è il frutto delle esperienze dei nostri movimenti, di tante associazioni e comunità che operano a livello nazionale e internazionale. Per noi #Sanitàemulticulturalismo rappresenta il miglior farmaco per curare il populismo, per abbattere i muri della paura da una parte, la chiusura e l’isolamento di certe comunità e di alcuni cittadini immigrati dall’altra: contrastando la radicalizzazione dei “lupi solitari” e, allo stesso tempo, le strumentalizzazioni politiche degli immigrati e dei rifugiati. Proprio la medicina, infatti, insieme al dialogo, diventa lo strumento per eccellenza di apertura contro la paura e la chiusura. I punti che abbiamo messo in evidenza, poi, sono, a nostro avviso, i pilastri della sanità di oggi: aggiornamento professionale; telemedicina; prevenzione; scambio socio-sanitario; cooperazione internazionale; collaborazione inter-professionale; analisi delle patologie emergenti; sviluppo dei centri d’ascolto, comunicazione e informazione sui servizi sanitari nel rispetto delle diversità culturali e religiose, contrasto della medicina difensiva con una maggior alleanza tra medici e pazienti, e altri”.
“Il confronto e il dialogo multiculturale e multidisciplinare, da sempre caratteristica distintiva di AMSI ed UMEM, arricchisce i contenuti scientifici e propone un modello di collaborazione scientifica innovativo”, dichiara Pier Luigi Bartoletti, Segretario di Fimmg Lazio e Vicesegretario nazionale della Fimmg, “L’impegno di tutti i sanitari insieme, di qualsiasi origine, religione o colore di pelle”, aggiunge Fabio Massimo Abenavoli, presidente di “Emergenza Sorrisi – Doctors for Smiling Children” Onlus, e coordinatore del dipartimento Cooperazione internazionale di Uniti per Unire, “crea una sinergia fortissima contro ogni emarginazione, estremismo e intolleranza, e favorisce un vero percorso di benessere e integrazione”.
Anche Carlos Britos, Presidente del FOPEX (Forum peruanos en el exterior Italia – Europa) e coordinatore nazionale Comitato Immigrati in Italia (C.I.I.), esprime il suo sostegno nei confronti dell’iniziativa: “Come parte del processo dell’ immigrazione in Italia, attualmente ci sono milioni di persone immigrate che rivelano di avere veri bisogni socio-sanitari. Questo implica una risposta attraverso una formazione di medici, infermieri e altri operatori sanitari, per poter fornire prestazioni nel rispetto della nuova società, multietnica e multiculturale, italiana”.
Daniele Di Clemente, medico, esponente dell’ Ufficio di presidenza di Uniti per Unire e UMEM, aggiunge: “La problematica del contenzioso tra medici e pazienti, la cosiddetta “malpractice”, o medicina difensiva, affligge l’intero comparto sanitario causando un forte incremento annuale della spesa sanitaria (dato, questo, dimostrato da numerose ricerche). Per combattere e ridurre la medicina difensiva bisogna instaurare un’alleanza forte, di dialogo e fiducia, tra pazienti e professionisti della sanità, inclusi i pazienti di origine straniera: cercando di superare anche le differenze linguistiche, e rispettando la loro cultura e la loro religione”.

La vergogna di 1993
e l’estraneità del racconto

1993 la serieHo aspettato a commentare il film Sky “1993” perché ho voluto vedere tutte le otto puntate. Ho resistito fino alla fine. Non ne potevo più. Da parte mia, che quel periodo di storia ho vissuto in prima fila o quasi, posso solo rimarcare un’assoluta estraneità del racconto con la situazione del tempo. Si intrecciano nel film di Sky quattro storie soprattutto, che nulla hanno a che fare con quel che è accaduto. La prima è quella di una sensuale, provocante e giovane ragazza (parla sempre con l’espressione di chi sta provando un orgasmo), Veronica Castello, bella assai, interpretata da Miriam Leone, che si concede un po’ a tutti per fare carriera (chi mai l’avrebbe rifiutata?). Parliamo di dirigenti di Mediaset, della Rai, imprenditori, deputati, giornalisti, editori. Francamente una così nel 1993 non l’ho mai incontrata. E aggiungo, sinceramente, anche un purtroppo. Nemmeno la sorella, giornalista d’assalto che vuole le notizie in anteprima e per questo intreccia una relazione con un addetto ai lavori di Mani Pulite, ha poi un comportamento molto diverso. Solo un po’ più intellettualmente giustificato. Veronica ha un breve momento di pentimento e di spinta emotiva per uno scrittore al quale aveva demandato il racconto della sua vita. E’ solo un raptus di ritorno alla normalità, subito sedato.

La seconda storia è quella di Pastore, un aiutante del “grande Di Pietro”, ammalato di Aids, che si butta a capofitto nella battaglia contro la corruzione nella sanità, dove compare anche il sangue infetto (sic). Dunque tra le tante malefatte dei corrotti di Tangentopoli è inserita anche quella di avere partorito l’Aids, contratta anche dalla ragazza con la quale Pastore sviluppa una relazione (ma pare che stavolta i politici non c’entrino, perché lei confessa di avere avuto un rapporto con uno sconosciuto bassista di uno sconosciuto complesso musicale). Prima Pastore (anche lui un latin lover) aveva amoreggiato anche con la figlia di un noto imprenditore sanitario (che andava naturalmente alle feste dell’Avanti!) suicida, ma in realtà ucciso da un ricattatore. La terza storia è quella di Pietro Bosco, uno scapestrato nullafacente che prende a cazzotti di notte alcuni delinquenti e viene promosso deputato da Bossi. Questo Bosco, uno che ce l’ha duro, vuol rappresentare il leghista della prima ora. E’ lui (in realtà è Orsenigo) ad alzare il cappio alla Camera, boffonchia, urla, rubacchia, si fa orchestrare da un vecchio democristiano, naturalmente si concede a Veronica anche in amplessi dentro Montecitorio, scopre le trame del suo superiore che frequenta travestiti. Uno lo finge morto per mero opportunismo e carrierismo politico. Insomma ne combina di tutti i colori.

La peggior figura, però, la fa Gianfranco Miglio, che si fa infinocchiare da tale stratega, che prima lo induce a guerreggiare con Bossi, poi lo vende al senatur. Un pirla di qualità questo Bosco milanes de la bovisa. La quarta storia è la più tragica. Il dottor Notte, Stefano Accorsi, gelido funzionario Fininvest, è un ex sessantottino in disuso. Un arrivista senza scrupoli. Un freddo delinquente, di rara intelligenza criminale. Uno che sorride sempre cattivo come la matrigna di Biancaneve. Prima uomo di Berlusconi, poi, scaricato dal cavaliere, frequentatore e consigliere di D’Alema, si macchia di due delitti. Conosce il carcere, pare si innamori di una donna, che lo aveva massaggiato all’ospedale per disturbi alla schiena. Non alla testa. Lei scopre la sua vocazione criminale e lo fredda proprio alla fine dell’ultima puntata. Una buona azione. Ammazzare anche il regista e chi ha scritto i testi non sarebbe stato da meno. Resta un problema forse irrisolvibile. Quando si mischia storia e fantasia si cucina un piatto immangiabile. La storia comprime la fantasia e quest’ultima distorce la storia. Meglio, molto meglio film come il Processo di Norimberga o The Eichmann show, dove i racconti si svolgono sulla base della piena corrispondenza coi verbali. La fantasia meglio lasciarla ai romanzi d’avventura. Non ci saranno le fantastiche acrobazie sessuali di Veronica Castello, ma il rispetto della realtà sì. E non è poco quando si parla di eventi realmente avvenuti.

Mauro Del Bue