Riflessione sul futuro dell’integrazione a Roma

intereligiosoLa paura dell’ altro, che non conosciamo,e il presunto stigma della diversità si vincono solo con la conoscenza e il rispetto reciproco. Questo il messaggio principale emerso dalla manifestazione, svoltasi a Roma, al Teatro “delle Valli” di Montesacro: per iniziativa del .Movimento internazionale Uniti per Unire, l’Associazione Medici di origine Straniera in Italia(AMSI), le Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai), la Confederazione internazionale Unione medica Euro Mediterranea(U.M.E.M), le Asl Roma 4 e Roma 5, la Onlus “Emergenza Sorrisi” (attiva nella cooperazione sanitaria, specialmente per l’infanzia, con Libia, Siria, Iraq e altri Paesi) e altre istituzioni e associazioni.

Una manifestazione caratterizzata appunto dal rilievo dato alle iniziative per lo sviluppo dei servizi socio-sanitari (nell’ottica, fedele alla Costituzione, della salute come diritto universale dell’uomo, prescindente da nazionalità, lingua, fede religiosa ); e al dialogo interreligioso e interculturale come mezzo per abbattere i muri dell’ intolleranza e del pregiudizio.

In apertura, il dr.Giuseppe Quintavalle, Direttore della ASL Roma 4 e Commissario straordinario della Roma 5, ha ricordato la storica tradizione di Roma come città multietnica e dalla grande capacità d’accoglienza; e, più in generale, dell’ Italia come Paese dove – a causa appunto del continuo interscambio demografico, religioso, culturale – il razzismo non è mai allignato, e dove l’ Italia, con il suo SSN, sta garantendo il diritto alla salute a tutti i cittadini. “Come facciamo e vogliamo proseguire a fare – ha precisato Quintavalle – con gli “Ambulatori Amsi per stranieri” nei territori delle Asl Roma 4 e Roma 5″.
“L’Italia e’ molto amata nei nostri Paesi di origine, e molto apprezzata per le politiche dell’integrazione; e non e’ stato mai considerata un paese razzista. Ci sono state, però, anche in tempi recenti, proposte di leggi dal profumo discriminatorio “, ha ricordato Foad Aodi, medico fisiatra , fondatore di AMSI e Uniti per Unire e Consigliere dell’ OMCeo di Roma: ” leggi che ipotizzavano ruoli di “medici spia” e “presidi spia”, e che con le nostre associazioni abbiamo fortemente combattuto, sensibilizzando Parlamento e forze politiche. Sappiamo bene che l’immigrazione è un problema complesso, certo non risolvibile col buonismo generico “, ha proseguito Aodi. “Appunto per questo abbiamo cercato di facilitare in ogni modo l’integrazione fra italiani e immigrati disposti a partecipare alla crescita del “sistema Italia”, aprendo anzitutto , dal 2000 in poi, una rete di ambulatori a Tivoli, Civitavecchia e altri centri del Lazio. Oggi siamo tutti riuniti qui, ed esprimiamo condoglianze ai familiari del giornalista italiano Antonio Megalizzi, e di tutte le vittime del terrorismo: a cui abbiamo dedicato un minuto di silenzio in apertura della manifestazione”.
Sempre di servizi e diritti ha parlato .Stefano Canitano, Consigliere OMCeO di Roma, che ha portato i saluti del Presidente, Antonio Magi: ribadendo che l’ Ordine ha in corso numerose iniziative a favore del patto tra medici e pazienti, per porre fine alle aggressioni ai professionisti della sanità e far arrivare l’Ordine dei Medici in tutti i municipi e comuni di Roma e Provincia. Maria Concetta Romano, assessore alle Politiche sociali e sanitarie del III Municipio, ha illustrato le iniziative dell’amministrazione locale per l’ apertura di piu’ strutture sanitarie ( secondo il principio “Le persone al centro di tutto”, e nel 40mo anniversario della fondazione del SSN ), portando il saluto del presidente Giovanni Caudo: e ha concordato col presidente Aodi di portare nel III Municipio iniziative congiunte con le associazioni da lui presiedute, sui temi integrazione e immigrazione.

La scrittrice Marika Campeti ha presentato il suo romanzo “Il segreto di Vicolo delle Belle” : centrato sui temi sia dell’ integrazione che dell’ incontro, e ambientato a Terracina ( con flashback sulla storia recente della città, specialmente il terribile bombardamento del 4 settembre 1943, appena un giorno dopo l’armistizio di Cassibile fra Italia e angloamericani) e in Marocco: sul quale varie donne arabe e italiane, relatrici comprese, hanno espresso giudizio positivo, per il messaggio che trasmette a favore del dialogo interreligioso e interculturale.

Il dibattito ha focalizzato numerose proposte per lo sviluppo di servizi socio-sanitari , cooperazione internazionale , dialogo interreligioso , centri antiviolenza di genere, istruzione e informazione. Per valorizzare la buona convivenza e combattere pregiudizio, solitudine, paura, povertà, violenza, mali del secolo.

Fabrizio Federici

Lavare i cervelli è un’arte. Ecco la “bibbia”

Attuale, anzi, attualissimo: pare scritto ieri e invece sono passati ben 90 anni, un anno-luce al nostro tempo virale in cui se stiamo lontani dalla rete un giorno ci pare di essere invecchiati un anno.

E’ segno che le intuizioni d38-Propagandaei grandi non hanno tempo, anzi, lo sfidano apertamente. Poi, l’uso che se ne fa, l’etica usata nell’attuarle è tutt’altra cosa.

“Propaganda” (L’arte di manipolare l’opinione pubblica), di Edward Bernays, pp. 160, euro 11.50 (collana “La mala parte”) è un classico del suo genere e vi servirà per vendere di tutto, a cominciare da voi stessi.

Si tratta di piccoli saggi molto sostanziosi e di struttura polisemica che spiegano in modo “scientifico”, e nelle moderne democrazie, come far fumare le donne “sebbene dovessero essere piacenti, non dovevano avere l’aspetto di modelle” e che chi non se l’accende è retrò.

Ma anche come vendere una merce qualsiasi, convincere la gente dell’importanza dell’istruzione, come si imposta una campagna pubblicitaria e piazzare un brand appena uscito, ecc.

Forse quelli che ci lavano il cervello, che ci riempiono la mail di fake-news che diventano virali con i like e le condivisioni, le leggende metropolitane spacciate per certezze cartesiane, gli stregoni che stroncano i vaccini, l’antimodernità che pulsa viscida intorno a noi, la scienza relativizzata, i ciarlatani che ci imboniscono, gli hacker e gli influencer manco sanno dell’esistenza di Bernays.

O forse lo tengono sul comodino e ogni tanto ci danno una sbirciatina.

Fatto sta che queste teorie oggi sono applicate nella maniera più perversa possibile e l’uomo è diventato esso stesso una merce, nelle mani di pr astuti, psicologi diabolici, pubblicitari mefistofelici, stilisti che si ammantano di arte posticcia (sfruttando i bambini a un dollaro al giorno), guru che ci vendono l’effetto placebo.

E siamo ostaggi di creativi la cui stessa parola contiene un suono sinistro. E tutto questo canagliume che usa così bene le nuove tecnologie ci ha fatto smarrire il libero arbitrio, per cui più vogliamo esaltare la nostra unicità e più siamo massa ebete di consumatori di spazzatura, come il ragno che più si dimena nella ragnatela e più si intrappola e si intruppa nella massa.

Mentre i decisori politici tengono bordone o stanno a guardare.

E. Louis Bernays (“padre delle pubbliche relazioni”) a un certo punto parla di bonificare l’etimologia del termine propaganda, a cui vorrebbe restituire “un’aura di rispettabilità”, avvertendone tutta la minacciosa ambiguità.

Oggi bisognerebbe ridare semantica e dignità al termine “comunicazione”, con cui si intendono un certo numero di furbastri che ci propinano rubbish d’ogni genere, politico incluso. Ma delle menzogne non rende conto nessuno.

Francesco Greco

 

“Dopo Dio”? Non c’è altro che Dio o il nichilismo

dopodio

Perdute le ideologie, distrutti i partiti (oggi va l’antipolitica e i Masanielli arruffapopoli), disarticolate le Costituzioni (enunciano principi inapplicati e vuoti), disidratati i monoteismi e le confessioni religiose (vendono le chiese a patto che non ne facciano moschee e il clero è preda dei suoi istinti animali e delle sue stesse tempeste ormonali).

Relativizzata ogni autorità, deriso il padre e messa sul marciapiede la madre, sfatta la scuola e disfatta la famiglia, nuove divinità incombono all’orizzonte.

Se l’uomo a una sola dimensione non vuole consegnarsi ai disvalori, ai nuovi feticci, alle icone sgualcite (tutti prodotti dalla secolarizzazione), non resta che Dio.

Non quello delle lacerazioni, delle contraddizioni insanabili, delle Inquisizioni e i roghi, delle colonizzazioni, degli imperi, i troni e le dominazioni, ma il Dio delle origini, delle radici, intravisto nei secoli da Sant’Agostino, San Francesco, da Giordano Bruno, da G. C. Vanini. E se vogliamo anche da questo Papa.

Un Dio nuovo, altro da sè, per far pace con se stessi, riconciliarsi con gli altri, l’Universo, gli universi.

“Dopo Dio”, di Peter Sloterdijk, Raffaello Cortina Editore, Milano 2018, pp. 326, euro 20, 00 (Edizione italiana a cura di Gianluca Bonaiuti, sobria traduzione dal tedesco di Silvia Rodeschini, collana “Scienza e Idee” diretta da Giulio Giorello) fa alla bisogna, aiuta molto e, come direbbe Cioran, “è meglio di niente”, sennò non resta che il nichilismo, il cupo baratro della disperazione.

Francesco Greco

Diritti universali, i 70 anni della dichiarazione Onu

HUMANRIGHT

Settanta anni fa l’ONU proclamava la “Dichiarazione universale dei diritti umani”. Oggi, l’Università Giustino Fortunato e la Lega italiana per i Diritti dell’Uomo (Lidu), hanno celebrato a Benevento il 70° anniversario (1948 – 10 dicembre – 2018) dell’importante proclamazione dell’Onu all’umanità, organizzando un convegno che ha visto, tra gli altri, la partecipazione straordinaria dell’On. Valdo Spini, presidente dell’Associazione delle Istituzioni Culturali italiane.

Il convegno, che si è svolto nell’Aula Magna dell’Ateneo telematico, è iniziato alle ore 10.30. Aperto a tutti, è stata un’occasione importante per riflettere in modo particolare sul riconoscimento della dignità di tutti gli esseri umani.

Su questa premessa, infatti, si è articolato l’intervento di Valdo Spini che, in una nota diffusa da UniFortunato, ha affermato: «Mi piace ricordare il profondo significato del primo paragrafo della “Dichiarazione”, dove si afferma che “il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti eguali e inalienabili costituisce il fondamento della libertà, della pace e della giustizia nel mondo. Questa dignità oggi la vediamo calpestata in mille modi, sia nei confronti degli uomini che, ancor più, delle donne. In paesi avanzati come il nostro la violenza contro le donne costituisce una piaga inaccettabile. Assistiamo a molteplici violazioni dei diritti umani e questo avviene in nome di intolleranze religiose, di intolleranze etniche, per l’affermazione di supremazie, di smania di dominio e di potere all’interno delle singole nazioni. Costruzioni che sembravano indiscutibili, come l’Unione Europea, l’istituzione che ha assicurato la pace in Europa, che ha affermato un modello sociale molto avanzato, vengono invece messe in discussione. È estremamente importante ricordare i contenuti della Dichiarazione universale dei diritti umani, farla parlare anche oggi in termini di libertà, di uguaglianza di diritti, di dignità delle persone».

Nel convegno sono intervenuti anche Luigi Diego Perifano, presidente del Comitato L.I.D.U. di Benevento ed il Magnifico Rettore dell’UniFortunato, Alessandro Scala.

Il senso della manifestazione è stato, dunque, che i Diritti universali dell’uomo non possono essere soltanto belle enunciazioni sulla carta, ma debbono essere sempre vivi nell’azione quotidiana. La pace è la condizione essenziale di primaria importanza, perché dove c’è una guerra non ci sono diritti umani, ma solo terrore, distruzione e morte.

S. R.

Piemonte, accordo per specializzandi in Medicina

Foto Matteo Corner - LaPressecronacaMilano 4 09 2012 Esame di ammissione alla facoltà di medicina all'università statale di Milano Nella Foto un momento del Test

Foto Matteo Corner

Grazie a un accordo raggiunto nei giorni scorsi fra Regioni e Governo, gli specializzandi in Medicina all’ultimo anno potranno partecipare subito ai bandi di concorso delle aziende sanitarie pubbliche e verranno assunti a tempo indeterminato una volta conseguito effettivamente il titolo di specializzazione.

L’intesa, contenuta all’interno della Legge di bilancio, prevede anche un aumento delle borse di studio erogate a livello nazionale, sulla base degli specifici fabbisogni delle Regioni. Dal prossimo anno, dunque, i corsi di specializzazione in Medicina delle università italiane avranno 900 posti in più. Per il Piemonte si tratta di oltre 70 posti supplementari.

“Sono due novità importantissime per il sistema sanitario nazionale e per la sanità piemontese – ha annunciato oggi pomeriggio l’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta, rispondendo a un’interrogazione presentata in Consiglio regionale -. I nostri ospedali, che da anni soffrono per la carenza di medici, potranno contare finalmente su un numero consistente di nuovi specialisti e salvaguardare così i servizi. Tuttavia, l’aumento delle borse di studio è importante ma non ancora sufficiente per rispondere alle esigenze delle Regioni. Abbiamo chiesto un incremento di 2.600 posti, speriamo che in sede di dibattito parlamentare il numero possa crescere”.

Per quanto riguarda il Piemonte, ci sarà la possibilità per circa 350 specializzandi in Medicina all’ultimo anno di partecipare fin da subito ai bandi di concorso della sanità pubblica. In più, il numero delle borse di studio assegnate annualmente aumenterà del 20%, passando dalle attuali 400 (390 già finanziate dallo Stato più 10 aggiuntive della Regione Piemonte) alle 470 del prossimo anno.

I giornali continuano
a perdere copie

giornali

La Rai si è subito adeguata al ribaltone politico del 4 marzo, stendendo il tappeto rosso per garantire la passerella ai nuovi padroni della politica italiana, ma il resto dell’informazione non ha fatto meglio. Noiosi, verbosi, prevedibili, i giornali – che a differenza della Rai non possono contare sul canone – continuano a perdere copie e le edicole a chiudere i battenti. Certo, la crisi dell’informazione cartacea non è solo italiana, ma negli altri paesi dell’Occidente la discesa è meno veloce. La causa principale è l’informazione online che è rapida e – soprattutto – gratuita. Ma i siti Internet sono zeppi di notizie false “fake news” e – comunque – di informazioni non verificate.

Il dibattito sulla bassa qualità dei giornali gratuiti e sui pericoli per la democrazia derivanti dall’online è di grande attualità in tutto il mondo. Il 25 novembre, il quotidiano Repubblica ha organizzato una manifestazione al teatro Brancaccio per difendere la carta stampata e la “libertà d’informazione”.

Due settimane prima, il 13 novembre, i giornalisti italiani – insieme alla cosiddetta “società civile” – erano scesi in piazza in varie città italiane per il “flash mob”: “Giù le mani dall’informazione”. Rispondendo così all’appello della Fnsi e dell’ordine dei giornalisti a sostegno della libertà di stampa e contro gli attacchi ai giornalisti. Reazioni sacrosante che, però, rischiano di diventare rituali e finiscono spesso per assomigliare a certe manifestazioni dell’Anpi. Almeno fino a quando noi giornalisti professionisti non affronteremo seriamente il problema della qualità dell’informazione dei nostri giornali.

Già, perché noiosi, verbosi, timidi e prevedibili come oggi sono in gran parte stanno diventando sempre più inutili e irrilevanti. Per dirla tutta, le “fake news” non sono prerogativa esclusiva di Internet, ma appaiono senza problemi su quotidiani e periodici di carta. Che cosa sono, se no, le decine e decine di dichiarazioni propagandistiche postate sui social dai leader politici e rilanciate in prima pagina dai quotidiani come se fossero notizie?

E vogliamo parlare di Salvini che viene servito dai giornali in tutte le salse? Come leader della Lega, come vicepremier, come ministro dell’Interno e persino come “tecnico” aggiunto del Milan, visto che si è messo a dare consigli all’allenatore Gattuso sui cambi dei giocatori durante una partita ed è stato intervistato sul delicato argomento.

Oppure vogliamo parlare di Di Maio, adesso coinvolto nello scandalo familiare? Con suo padre che faceva lavorare in nero alcuni dipendenti e adesso dice che Luigi era sì socio dell’azienda ma non era operativo e non ne sapeva nulla. Insomma, Luigi Di Maio sarebbe stato azionista di un’azienda a sua insaputa. Qualche giornale ha approfondito la vicenda? Qualche cronista è stato messo a scavare? No. I quotidiani si sono limitati a pubblicare e commentare le dichiarazioni del padre del “leader politico” di Cinquestelle.

E allora? Non c’è da meravigliarsi se le vendite di giornali vanno in picchiata. Gli ultimi dati sono spaventosi. Con il Corriere della Sera poco sopra le 200 mila copie vendute in edicola, e poi: Repubblica 156 mila, Stampa 112 mila, Messaggero 80 mila, Giornale 53 mila, Giorno 45 mila. Il Fatto del simpatizzante pentastellato Marco Travaglio è poco sopra le 30 mila copie e il Manifesto, storico quotidiano “comunista”, è precipitato sotto le diecimila.

Felice Saulino
(Sfogliaroma)

Stella McCartney, per la sposa con amore

sposa stella

Stella McCartney sposa il segmento wedding all’insegna del green e del prezzo democratico. La designer inglese ha lanciato Made with Love, la sua prima collezione bridal per la primavera 2019. I 17 modelli confermano la consueta anima ‘verde’ del brand grazie all’utilizzo della viscosa sostenibile, che affianca una versione moderna dei tessuti tradizionalmente utilizzati dall’industria della moda, tra cui pizzo e chiffon. Il primo abito Stella McCartney Made with Love, una creazione ispirata a quella realizzata su misura per la Duchessa del Sussex Meghan Markle durante le sue nozze, era stato svelato in occasione dell’apertura del nuovo store londinese in Old Bond Street. I modelli si contraddistinguono anche per un prezzo democratico, l’entry price è infatti di 675 sterline. All’interno di ogni capo viene ricamata una targhetta blu con un messaggio personale della stilista, in linea con la tradizione secondo cui le spose devono indossare qualcosa di colore blu. La collezione è disponibile da questo mese in selezionate boutique Stella McCartney, su Net-a-Porter e in alcuni department store, tra cui Nordstrom, Saks Fifth Avenue, Harrods e Selfridges. Nel corso del tempo la Stella McCartney made with Love si arricchirà di nuovi capi e accessori.

“Plutonio”. Fare luce sul traffico di rifiuti radioattivi

PLUTONIO 30-11-2018 loc

Venerdì 30 novembre alle ore 17.30 presso la sala “Federica Monteleone” del Consiglio Regionale, sarà presentato il libro “Plutonio. Navi a perdere, vincerà chi avrà l’ultima bomba” scritto dalla giornalista free lance Monica Mistretta, che si occupa prevalentemente di Medio oriente e traffico di armi, e dal Presidente aggiunto onorario della Corte di Cassazione Carlo Sarzana di Sant’Ippolito. Si parlerà di uno dei più grossi misteri mondiali, scaturito dall’indagine affidata ad un PM della Procura di Reggio Calabria, il dr. Francesco Neri, che con il suo pool di investigatori ha cercato di fare luce sul traffico di rifiuti radioattivi ed il contrabbando di plutonio. Nell’indagine morì il Capitano di corvetta Natale De Grazia.

La coraggiosa giornalista svela segreti fino al momento sepolti nel tempo e gli interventi di paesi stranieri che sul quel traffico hanno sviluppato i loro loschi affari, con l’ingerenza di servizi segreti ufficiali e deviati. Il libro, come dimostrano parecchi inquietanti “segnali” che ne hanno accompagnato la stesura e la lavorazione, risulta altamente pericoloso per chi oggi vuole nascondere le verità di quell’indagine, le morti del capitano De Grazia e della giornalista Ilaria Alpi e l’abbattimento dell’aereo Itavia al largo di Ustica. Nella prefazione al libro, il giudice Carlo Palermo scrive: “Un contributo prezioso per comprendere le occulte (e occultate) chiavi della nostra tormentata storia, ancora lontana dall’essere compiutamente scritta”.

Alla presentazione del libro, coordinata dal direttore di lentelocale.it Gianluca Albanese, interverranno la giornalista Monica Mistretta, il magistrato Francesco Neri, il presidente del Circolo culturale Anassilaos Stefano Iorfida e l’editore di Città del Sole edizioni Franco Arcidiaco. L’evento è patrocinato dal Presidente del Consiglio Regionale della Calabria on.le Nicola Irto e dal Ministro dell’Ambiente Sergio Costa che ha inviato un messaggio di saluto.

Tunisia, maggiore parità di diritti tra uomo e donna

EVIDENZA-Violenza-donne

Le Co-mai, Comunità del Mondo Arabo in Italia, l’AMSI, Associazione Medici di origine Straniera in Italia e il Movimento internazionale “Uniti per Unire” condannano senza ambiguità qualsiasi violenza sulle donne in Italia, nei Paesi Euro- mediterranei e in tutto il mondo..

“È vergognoso e incomprensibile come, ancora oggi, nel 2018, si continui a parlare di violenza sulle donne, senza rispettare i loro legittimi diritti, che rappresentano una delle migliori conquiste della democrazia e della civiltà. Da lodare la Tunisia, dove venerdì 23.novembre è stata avanzata una proposta di legge in favore dell’ uguaglianza nell’ eredità tra maschi e femmine ” , dichiara il fondatore dell’ AMSI e delle Co-mai, Prof.Foad Aodi, medico fisiatra e membro del Focal Point per l’integrazione in Italia per l’ Alleanza delle Civiltà-UNAOC,Organismo ONU.

“In occasione della Giornata internazionale contro la Violenza sulle Donne, appena trascorsa, vogliamo esprimere la nostra solidarietà a tutte le donne nel mondo che hanno subito violenza. Tra loro ricordiamo le tante immigrate violentate ingiustamente durante i “tragitti delle speranze” . Ricordiamo la vergogna delle “ spose bambine” e delle piccole vittime dei pedofili. Ricordiamo le donne che hanno subito mutilazioni genitali femminili, le giovani che spesso non possono vivere come le loro coetanee , le donne che non possono studiare, lavorare o guidare per colpa di leggi ingiuste. Le donne che hanno meno diritti degli uomini ,le donne che portano il velo per costrizione imposta da altri ed anche tutte quelle che non riescono a realizzare i loro sogni per colpe non loro“, conclude Aodi. Il quale invia una precisa richiesta alle istituzioni : “Rafforzare ed ampliare i centri d’ascolto multilingue presso le Asl ed i Municipi, per prevenire la violenza sulle donne, sia mentale quanto fisica , sostenendo chi sta in difficoltà e chi ha avuto il coraggio di denunciare. E’ necessario non farle sentire mai sole”.

Sulla stessa lunghezza d’ onda Nicola Lofoco, portavoce e responsabile del dipartimento scrittori del movimento Uniti per Unire: “ I diritti delle donne vanno sempre tutelati e difesi. Il nostro movimento sarà sempre in prima fila per sostenere la causa di chi è stato ingiustamente vittima di violenza. Siamo impegnati con dedizione al dialogo inter-religioso ed alla collaborazione tra i popoli, e saremo sempre al fianco di tutte le donne, di qualsiasi religione esse siano” . Dalila Sahnoune, membro della Co-Mai e mediatrice culturale a Cerveteri, è in totale accordo: “ Nella mia esperienza di mediatrice interculturale ho avuto modo di seguire la comunità musulmana. Ho notato che una piccola parte delle donne è molto remissiva ,chiusa, impaurita ed insicura . Alcune di loro non hanno potere decisionale , anche sui loro bisogni, o per chiedere una semplice visita medica. Questa per me è violenza mentale. Quello che vorrei dire alle donne è: reagite, svegliatevi, non nascondetevi, fatevi aiutare dalle istituzioni e dalle associazioni sociali, perché non bisogna vergognarsi, la violenza patriarcale e culturale non è colpa vostra. Unite possiamo reagire e combattere “.

Federica Battafarano , vice presidente del “Movimento Uniti per Unire” e Assessore alle politiche culturali e sportive del Comune di Cerveteri, dichiara che “Bisogna lavorare ancora moltissimo sulla prevenzione culturale e sociale. In questi anni sono stati fatti dei passi in avanti importanti e diffusi, sia in termini di sensibilizzazione che di attenzione mediatica. Nonostante questo, bisogna investire sulla formazione e sull’ educazione sin dalla prima infanzia, per trasmettere già ai più piccoli i valori del rispetto e della parità tra i due sessi. Dobbiamo batterci contro il Decreto Pillon, che ci porta indietro di 40 anni, contro ogni forma di discriminazione e violenza, e non arretrare di un solo passo nella difesa dei diritti fondamentali”.

Fabrizio Federici

Calzature, torna l’inverno e il rock ’90 di Mjus

MJUS FOTOMjus in questo inverno sfoggia un’anima romantic rock, sposando uno stile che stupisce e fa convivere in sé elementi agli antipodi.

Lo spirito ruvido del rock ingentilito da elementi più femminili; gli anfibi british style, rigorosamente ispirati alla moda degli anni ’80/90, e i grintosi biker boot, di taglio fortemente maschile, si arricchiscono di delicati dettagli appartenenti al mondo del glamour come fiocchi, borchiette, catene argentate e fantasie animalier.

Anche i più cittadini chelsea boot e le stringate mostrano, nonostante il volume importante, un lato più raffinato e chic grazie agli eleganti inserti. Infine, gli iconici stivaletti al polpaccio con tacco a cono sono proposti in versione metal con borchie e fibbie per un look super aggressive.

Mario Valtaneda