La mostra di Venezia festeggia i 75 anni

cinemaLa Mostra del cinema di Venezia, il più antico festival cinematografico del mondo, si appresta a tagliare il traguardo dei 75 anni e lo vuole festeggiare nel migliore dei modi. E’ vero che prima del Leone d’Oro, nel 1929 sono arrivati gli Oscar. Ma l’Academy Award premia i film della passata stagione, mentre a Venezia, sin dal 1932, concorrono pellicole inedite.

L’edizione numero 75 della Mostra di Venezia, diretta da Alberto Barbera e organizzata dalla Biennale di Venezia presieduta da Paolo Baratta, si terrà dal 29 agosto all’8 settembre, e il programma è ricco di eventi e di grandi nomi. Ne citiamo subito due: l’attrice Vanessa Redgrave e il regista David Cronenberg, entrambi Leone d’Oro alla carriera.

Presidente della giuria internazionale che assegnerà il Leone d’Oro, e gli altri premi, è il regista Guillermo del Toro, Leone d’Oro l’anno scorso per “La forma dell’acqua”, vincitore anche di quattro Oscar. Gli altri componenti sono Sylvia Chang, Trine Dyrholm, Nicole Garcia, Paolo Genovese, Malgorzata Szumowska, Taika Waititi, Christoph Waltz, e Naomi Watts.

Non potendo citare tutti i 3.311 titoli iscritti nelle diverse sezioni (disponibili nel sito della Mostra), ne abbiamo scelto pochi (speriamo anche buoni) pescando tra la Selezione Ufficiale, con 21 pellicole in concorso per il Leone d’Oro e le altre sezioni.

armadilloRiteniamo di assoluto rilievo The Other Side of the Wind, il capolavoro perduto di Orson Wells, Suspiria di Luca Guadagnino, l’arrivo di Lady Gaga, la serie western dei fratelli Coen, l’Armadillo di Zerocalcare, lo sbarco sulla Luna, i girasoli di Van Gogh e pochissimi altri titoli, sicuri di avere trascurato tante pellicole meritevoli tanto quelle che andiamo a citare.

Partiamo dai tre film italiani in corsa per il Leone d’Oro: Capri-Revolution, Suspiria e What You Gonna Do When The World’s On Fire.

Il più atteso, anche a livello internazionale, è sicuramente Suspiria di Luca Guadagnino, quasi obbligato a bissare il grande successo di “Chiamami col tuo nome”, Oscar 2018 a James Ivory per la migliore sceneggiatura non originale.

SUSPIRIA 02Suspiria è il remake del film di Dario Argento, uno dei capolavori che hanno fatto la storia del cinema e che dal 1977 infesta gli incubi di milioni di spettatori. Nel cast Dakota Johnson, Tilda Swinton e Jessica Harper, che ha recitato nel film di Argento ma in una parte diversa. Tra i produttori anche Amazon Studios.

Capri-Revolution di Mario Martone, con Marianna Fontana, Reinout Scholten van Aschat, Antonio Folletto e Donatella Finocchiaro. Nel 1914, prima dell’entrata in guerra dell’Italia, un gruppo di artisti nordeuropei arriva a Capri e, colpito dalle bellezze naturali dell’isola, decide di fondarvi una comunità.

What You Gonna Do When The World’s On Fire è un documentario sul razzismo negli Stati Uniti del sud realizzato da Roberto Minervini. L’interesse del regista si focalizza sulla comunità afro-americana di Baton Rouge in Luisiana, che dal 5 al 17 luglio del 2016 è stata teatro di una serie di morti e violenze a sfondo razziale.

Sempre in concorso, ma nella sezione Orizzonti, un cinecomic italiano: La Profezia dell’Armadillo, dell’esordiente Emanuele Scaringi, con Simone Liberati, Valerio Aprea, Laura Morante e Claudia Pandolfi. La storia è tratta dal primo libro di Zerocalcare, il nuovo grande talento del fumetto italiano con circa 700mila vendute in libreria.

L’anteprima mondiale di The Other Side of the Wind il capolavoro incompiuto di Orson Welles, è forse l’evento più straordinario, il colpo gobbo di Venezia 75. Girato tra il 1970 e il 1976 l’ultimo e quasi perduto film del grande regista, interpretato da John Huston, Oja Kodar, Peter Bogdanovich, Susan Strasberg e Norman Foster, non era mai stato completato per mancanza di fondi.

A distanza di tanti anni, il film arriva nelle sale grazie a Netflix, che ha acquistato i diritti, negativi compresi, e finanziato la post produzione.

Alla proiezione seguirà il documentario They’ll Love Me When I’m Dead di Morgan Neville, che racconta gli ultimi 15 anni di vita di Orson Wells, comprese le vicissitudini vissute durante le riprese di The Other Side of the Wind.

Attesa anche per il film in concorso che aprirà la mostra: First Man (Il primo uomo) di Damien Chazelle (Oscar 2017 al miglior regista per “La La Land”) con Ryan Gosling, Jason Clarke e Claire Foy. La storia di Neil Armstrong, il primo uomo a mettere avere sulla Luna il 20 luglio 1969, con la missione Apollo 11. “Un piccolo passo per un uomo, ma un grande balzo per l’umanità”, con buona pace dei no sbarco, no vax, no tap, no tav, no tutto, terrapiattisti, complottisti di varia estrazione, e di quelli che lo sbarco non c’è mai stato ma lo ha girato Kubrick a Hollywood, eccetera.

Gli Usa batterono l’Urss nella corsa alla conquista dello spazio proprio con l’Apollo 11, e il film di Chazelle potrebbe essere uno dei candidati di peso per i prossimi Oscar, giusto per celebrare una delle tante facce dell’ “America First”.

In concorso anche una delle coppie d’oro del cinema che non disegna la televisione: i fratelli Ethan e Joel Coen che ritornano con il tanto atteso The Ballad of Buster Scruggs. Nel cast Tim Blake Nelson, James Franco, Liam Neeson e Tom Waits. Storie western che meno classiche di così non si può, dato che al timone c’è la coppia più originale, creativa e irriverente del cinema. Una serie, divisa in sei episodi, che sarà trasmessa da Netflix ma che speriamo arrivi anche sul grande schermo.

22 July di Paul Greengrass con Anders Danielsen Lie e Jonas Strand Gravli, è la storia di una strage di stampo neonazista decisamente ignobile. Il 22 luglio 2011 nell’isola di Utøya, in Norvegia, si sta svolgendo un campo estivo organizzato dalla Lega dei Giovani Lavoratori (i Socialisti non si sono estinti neanche nel Nord Europa) quando il terrorista Anders Breivik apre il fuoco uccidendo 69 ragazzi tra i 14 e i 20 anni. Qualche ora prima Breivik aveva fatto saltare un’autobomba nel centro di Oslo, di fronte all’ufficio del primo ministro, causando 8 morti e più di 200 feriti.

Con At Eternity’s Gate, Julian Schnabel racconta gli ultimi e tormentati anni della vita di Vincent Van Gogh, interpretato da Willem Dafoe. Il grande pittore olandese, morto suicida a 37 anni, è l’autore di capolavori che hanno fatto la storia dell’arte, fra cui i leggendari e costosissimi quadri che hanno per soggetto i girasoli.

Personalmente ci ricorda qualcosa questo Acusada di Gonzalo Tobal, con Leonardo Sbaraglia, Mariana Espósito e Inés Estevez. La migliore amica di Dolores, una giovane studentessa, viene assassinata e lei è l’unica accusata. Mentre i media ne fanno l’assassina perfetta, i genitori si occupano di organizzarne la difesa.

Con Zan (Killing), il regista Shinya Tsukamoto, famoso per la serie di Tetsuo, lascia i temi horror/cyberpunk per raccontare la storia di un ronin, un samurai senza padrone che, nella metà dell’Ottocento, vive il tormentato passaggio verso la modernità del Giappone. Protagonisti due star del cinema orientale: Sosuke Ikematsu e Yu Aoi.

Fuori concorso ma attesissimo da torme di fan un remake con precedenti illustri: A Star is Born, di e con Bradley Cooper, al suo debutto come regista, con la popstar Lady Gaga che interpreta una giovane promessa della musica. La pellicola è il terzo remake del film “È nata una stella”, diretto nel 1937 da William A. Wellman. Lady Gaga interpreta il ruolo già portato sullo schermo da star come Janet Gaynor, Judy Garland e Barbra Streisand.

Spazio anche a un Evento speciale televisivo, con la proiezione in anteprima dei primi due episodi de L’amica geniale, prodotta da HBO, Rai Fiction e Timvision, regia di Saverio Costanzo. Serie ispirata ai romanzi di Elena Ferrante, che hanno ottenuto uno strepitoso successo in libreria.

Contrariamente a Cannes, Venezia presenta anche produzioni televisive che non saranno proiettate in sala. Così come i colleghi francesi, anche gli esercenti italiani hanno espresso la loro contrarietà per la presenza nel cartellone di film che usciranno direttamente in streaming.

Secca la replica di Alberto Barbera, direttore della Mostra: “Francamente non ho capito perché il comunicato degli esercenti mi chiami in causa: non ho voce in capitolo su marketing e distribuzione di un film. Non posso entrare nel merito della distribuzione e dell’esercizio”. Sulla possibilità di boicottare i film in streaming come ha fatto Cannes, la Barbera ha risposto: “Non ci penso nemmeno. Il compito di un festival è difendere, promuovere, segnalare l’esistenza di film meritevoli. Il problema della distribuzione non mi riguarda, non ho competenze e sarebbe da parte mia un’attività indebita”.

Antonio Salvatore Sassu

“Arte, cultura e sport” manifestazione ad Assisi

assisiAd Assisi, presso la Sala della Conciliazione nello storico palazzo del Comune, alla presenza del sindaco, Stefania Proietti, s’è svolta “Assisi per i giovani 2018. Arte, cultura e sport”. Manifestazione organizzata dall’Associazione di promozione sociale “Tota Pulchra” (che vuol  promuovere la cultura dell’ arte come mezzo di miglioramento della società, e dar modo a nuovi talenti d’esprimersi): con la collaborazione appunto del Comune di Assisi, da sempre impegnato in iniziative di dialogo interreligioso e interculturale. “Un appuntamento – ha precisato Stefania Proietti – caduto esattamente 2 anni dopo la visita alla nostra città di Papa Francesco, per l’ VIII Centenario del Perdono di Assisi (l’indulgenza plenaria concessa nel 1216,  per i giorni 1 e 2 agosto, a tutti i fedeli, da Onorio III su richiesta di  San Francesco, N.d. R.). E che, in linea col pensiero di questo Pontefice ( volto a promuovere la personalità dell’ uomo nella sua completezza, difetti inclusi) , per iniziativa s di “Tota Pulchra” vuol diffondere la cultura dell’arte e dello sport, specie tra i giovani”.

L’ evento ha preannunciato in qualche modo la XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi: che si terrà, sul tema «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale», a ottobre prossimo, come stabilito dal Pontefice nella recente Assemblea sinodale sulla famiglia. “Una manifestazione che Tota Pulchra – ha precisato il Presidente, Mons. Jean Marie Gervais , membro del Capitolo Vaticano – ha organizzato quest’anno per la seconda volta, dopo che , nel 2017, fummo tra le poche associazioni   a rispondere all’appello  di Papa Francesco agli artisti affinché, attraverso il loro ingegno creativo, la società si riappropri di quell’identità perduta in un’epoca contraddistinta dall’assenza di valori. Da qui abbiamo avuto,  allora, l’idea d’ una  “Giornata mondiale sull’Arte dello scarto e degli scartati”:  in linea sempre  col  pensiero del Santo Padre, dove centrale è il rifiuto della “cultura dello scarto”, di quel consumismo frenetico che, a livello planetario, finisce col farsi alibi per le peggiori ingiustizie sociali e ambientali”.

Sono intervenute – in un dibattito moderato dalla criminologa Immacolata Giuliani -le principali associazioni promotrici dell’ iniziativa insieme a Tota Pulchra.  Come la casa editrice “Ars Illuminandi”, con un messaggio del presidente Pasquale Giannoni: “casa  con cui- ha precisato Mons. Gervais, autore, tra l’altro, col giornalista Alessandro Notarnicola, del libro “Benedetto XVI. L’arte è una porta verso l’infinito”, sul pensiero artistico di Papa Ratzinger, Fabrizio Fabbri ed. – stiamo collaborando per importanti progetti editoriali. Ad esempio sulla storia dei Borbone, e per il V centenario della morte del grande Leonardo da Vinci, che cadrà nel 2019”. L’associazione “Fare ambiente”, “movimento ecologico europeo” , rappresentata da Anna Zollo, responsabile dell’ Ufficio Studi e ricerche ( “Nati nel 2017, abbiamo gruppi di volontari del “Laudato Si'”, ispirantisi appunto al forte messaggio ecologista di S. Francesco, soprattutto all’idea della sostenibilità; e abbiamo proposto al ministero della Pubblica Istruzione di introdurre anche l’educazione ambientale come materia obbligatoria nelle scuole”).
Fabrizio Mignacca, psicoterapeuta, presidente di “Progetto vittime”, associazione che cura, da piu’ punti di vista, la tutela delle vittime di reati violenti, a proposito di sport ha affascinato il pubblico con una dettagliata ricostruzione della mitica partita Argentina-Inghilterra ai mondiali del 1986, in cui un Diego Maradona allora al massimo della sua parabola incarnò lo spirito di rivalsa del suo Paese dopo la sconfitta nella guerra delle Falkland. Andrea Cicini, Capo Divisione sport del gruppo “Hdrà”, ha preannunciato, tra l’altro, il decollo d’un progetto dell’agenzia per il recupero e la riqualificazione funzionale del porto di Ostia (attualmente sotto sequestro da parte della magistratura per irregolarità amministrative).

Gli artisti Francesca Capitini, pittrice, Simone Gabriele, pittore e restauratore, e Alan Pascuzzi, scultore, si sono soffermati, rispettivamente, sui lavori d’affresco della chiesa parrocchiale di Torchiagina, frazione di Assisi ( ideati dal dinamico parroco Michele Giura, e finanziati interamente da famiglie della zona), su varie iniziative artistiche in corso attualmente ad Isola Liri (Frosinone) e sull’ importante mostra d’arte  in onore della Vergine Maria programmata da Tota Pulchra per dicembre prossimo.

Fabrizio Federici

Assisi, “Tota Pulchra” per la Giornata dell’arte

assisi“Assisi per i giovani 2018. Arte, cultura e sport”. Questo il tema dell’evento che si terrà sabato 4 agosto, dalle ore 11, presso la Sala della Conciliazione all’interno dello storico Palazzo del Comune di Assisi. L’ evento anticipa la XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi che si terrà, sul tema «I giovani, la fede e il discernimento vocazionale», a ottobre prossimo: come stabilito dal Pontefice nella recente Assemblea sinodale sulla famiglia, e secondo i contenuti dell’Esortazione Apostolica post-sinodale “Amoris Laetitia”.Il tutto rientra, osserviamo, nella speciale attenzione di Papa Francesco I per un mondo giovanile che, in un contesto internazionale sempre piu’ difficile, ha bisogno di recuperare un’identità religiosa, e culturale, ispirata anzitutto ai valori della solidarietà e del senso di comunità: la sola che possa aiutarli nel cammino di conoscenza di sé e verso la realizzazione della propria vocazione personale nella Chiesa e nel mondo.
L’evento culturale di Assisi è promosso e organizzato dall’ Associazione di promozione sociale “Tota Pulchra” ( che, nata da pochi anni, vuole anzitutto promuovere la cultura dell’ arte come mezzo di miglioramento della società, e dar modo a nuovi talenti d’esprimersi): con la collaborazione del Comune di Assisi, da sempre impegnato in iniziative di dialogo interreligioso e interculturale . Altre importanti realtà associative che daranno il loro contributo sono “Fare Ambiente. Movimento Ecologista Europeo”, presente con la partecipazione del Presidente Vincenzo Pepe, e “Ars Illuminandi”, rappresentata dal Presidente Pasquale Giannoni. A seguire, interverranno gli artisti presenti, tra cui Francesca Capitini ( pronipote del mitico Aldo, l’antifascista nonviolento amico di Carlo Rosselli e del Mahatma Gandhi, e inventore delle Marce per la pace Perugia -Assisi) e Alan Pascuzzi, scultore italo-americano.
Tota Pulchra è stata l’unica associazione nazionale a raccogliere l’invito di papa Francesco: che, ad agosto dell’anno scorso, ha lanciato un appello agli artisti affinché, attraverso il loro ingegno creativo, la società si riappropri di quell’identità perduta nel flusso incessante d’ un’epoca contraddistinta dall’assenza di valori; e che, inesorabilmente, ha perso il rapporto originario con la bellezza del creato. L’idea della “Giornata mondiale sull’Arte dello scarto e degli scartati”, secondo le indicazioni di Mons. Jean Marie Gervais, presidente di Tota Pulchra, in linea col desiderio espresso dal Santo Padre (centrale, nel pensiero di Papa Francesco, è il rifiuto della “cultura dello scarto”, di quel consumismo frenetico che inquina persino i rapporti interpersonali, e, a livello planetario, finisce col farsi alibi per le peggiori ingiustizie sociali e ambientali) nasce per dar vita, gradualmente, a un secondo Rinascimento. Un Rinascimento dell’arte e e della cultura che non scarti nulla, che si ricolleghi idealmente al Primo e sappia mettere a confronto tutta l’umanità “in un dialogo aperto e spontaneo tra passato e presente, creando una nuova forma di bello proiettata verso un futuro di libertà espressiva che appartiene a tutti”. Proprio la città di Assisi, madrina della manifestazione per il secondo anno di fila, rappresenta il viatico di questo rinnovato rapporto tra arte, bellezza e fede cristiana.
Da ricordare che Mons. Jean Marie Gervais, insieme al giornalista Alessandro Notarnicola, ha pubblicato il volume Benedetto XVI. L’arte è una porta verso l’infinito. Teologia Estetica per un Nuovo Rinascimento, edito da Fabrizio Fabbri. Il libro raccoglie la concezione artistica del “Pontefice emerito”, Benedetto XVI, sin dai tempi in cui era cardinale. Inoltre, per il secondo anno consecutivo, l’evento vedrà la partecipazione anche della giornalista Tiziana Lupi, che, insieme a Papa Francesco, ha scritto l’ altro libro-documentario sull’arte Papa Francesco. La mia idea di arte (ed. Mondadori – Musei Vaticani). Libro in cui Papa Bergoglio esprime chiaramente il suo punto di vista su ciò che deve essere l’arte: testimone credibile della bellezza del Creato, strumento di evangelizzazione e di contrasto della cultura dello scarto.

Fabrizio Federici

Sanità. Medici in Italia, una carenza preoccupante

medici

Dal Nord al Sud d’Italia, oggi è un continuo rincorrersi di notizie sulla progressiva carenza di medici negli ospedali pubblici e in tutto il nostro sistema sanitario: una vera emorragia, causata anzitutto dal progressivo pensionamento dei medici in carica, dei quali il 51,5% ha già più di 55 anni. Le proiezioni da qui al 2025 dicono che più di 40.000 medici andranno in pensione (soprattutto medici di famiglia); mentre da qui al 2022, calcolando anche i nuovi laureati e specializzandi, e anche se dovesse verificarsi uno sblocco totale del turnover, ci sarà comunque un “buco” di più di 11.000 dottori.

L’emorragia deriva non solo dal pensionamento: dal 2012 al 2017, ad esempio, ben 24.651 dirigenti medici hanno lasciato il servizio sanitario per i più vari motivi (inclusi anche trasferimenti all’estero e passaggio a più remunerativi impieghi privati). In particolare, la carenza di dottori riguarderà soprattutto medici di base e anestesisti; e poi igienisti, patologi clinici, internisti, chirurghi, nefrologi e riabilitatori.

L’ AMSI, Associazione Medici di origine Straniera in Italia, lancia il suo allarme per questa carenza di medici e altri professionisti nel settore della sanità italiana: viste anche le numerose richieste che arrivano all’ associazione da cliniche private e ospedali, dal sud al nord .
Sono state più di 100 le richieste dall’inizio del 2018. Maggiormente vengono dal nord (Piemonte, Lombardia, Veneto): dove sono richiesti ortopedici, pediatri, anestesisti, medici di famiglia, specialisti presso gli ospedali, medici sul territorio e presso i centri di pronto soccorso, guardia medica e 118. Tanti medici di origine straniera si presentano presso le strutture, e possono lavorare quando si tratta di chiamate dirette a tempo determinato in ospedali, e a tempo indeterminato nelle cliniche private. Poi, però, non possono sostenere nessuna selezione, a causa del requisito della cittadinanza italiana, obbligatoria per poter sostenere concorsi presso le strutture pubbliche.

“Siamo molto preoccupati per questa carenza di medici e professionisti della sanità in Italia, e dalla mancanza di soluzioni e di programmazione per colmare questa carenza, ormai europea e mondiale”, dichiara il prof. Foad Aodi, fondatore dell’ AMSI e delle Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai) e del Movimento internazionale “Uniti per Unire”. Per Aodi, “urge affrontare le questioni dei concorsi per i professionisti della sanità d’ origine straniera, del numero chiuso presso le Università, della programmazione del numero di specialisti presso le scuole di specializzazione, in base alle esigenze di oggi. Bisogna anche risolvere i problemi inerenti ai turnover e ai medici in pensione”
“Esprimiamo inoltre solidarietà e vicinanza a tutti i cittadini colpiti da episodi di razzismo e discriminazione, ormai in aumento”, prosegue Aodi. “Questi episodi sono più del 35 per cento rispetto all’ anno scorso, secondo il nostro sportello congiunto Amsi, Co-mai e Uniti per Unire: vedi i casi del collega del Senegal Ibrahima Diop e della giovane atleta italiana Daisy Osakue, vittima nei giorni scorsi dell’ ennesima e deprecabile aggressione razzista. Le nostre associazioni Amsi ,Co-mai e Uniti per Unire sono impegnate costantemente nel promuovere e sostenere iniziative contro il razzismo: opponendosi nettamente a chi , quotidianamente, semina odio tra gli esseri umani”

“Il ruolo degli stranieri in Italia – continua Aodi – in realtà è fondamentale, soprattutto nei settori della sanità, dell’agricoltura, dell’edilizia, dell’ elettronica,della gastronomia, delle badanti e colf . Con l’Amsi abbiamo potuto verificare – grazie ad un nostro accurato studio – come, negli ultimi dieci anni, il numero dei medici di nazionalità italiana è sensibilmente sceso ed è stato in parte bilanciato dalla presenza dei medici stranieri: ma non negli ospedali, o come medici di famiglia (sempre per la problematica dei concorsi). Ribadiamo il nostro #No al razzismo e #Si al rispetto dei valori umani e ad una campagna d’informazione contro #intolleranza cieca e per fini politici” .

Aodi conclude ribadendo che gli italiani non sono un popolo di razzisti, ma stanno solo vivendo una fase molto difficile dal punto di vista sociale, politico, economico e dell’ integrazione. Adesso tocca alla politica riaffermare il principio della buona convivenza e della tolleranza e del rispetto reciproco.

Fabrizio Federici

Ahed Tamimi, plauso delle comunità arabe in Italia

palestinese

E’ stata rilasciata ieri, dopo 8 mesi di carcere, Ahed Tamimi, la ragazza palestinese, di soli 17 anni, arrestata mesi fa dopo aver schiaffeggiato e picchiato un soldato israeliano fuori della propria casa, nel villaggio di Nabi Saleh in Cisgiordania, e divenuta rapidamente un simbolo della resistenza palestinese all’occupazione israeliana. Ahed ha dichiarato più volte d’aver aggredito i soldati israeliani per aver visto, lo stesso giorno, uno di loro colpire in testa, con un proiettile di gomma, suo cugino Nour, di 15 anni. Ma molti israeliani accusano la famiglia di Ahed e i palestinesi d’aver sfruttato l’ immagine della ragazza a scopi solo di propaganda; il ministro israeliano della Pubblica istruzione, il conservatore Naftali Bennett, ha dichiarato addirittura che la ragazza e il cugino, coinvolti negli scontri, “meritavano di finire in prigione a vita”.

Quanto il caso di Ahed sia divenuto, negli ultimi mesi, scottante per il Governo israeliano traspare anche dal fermo, due giorni fa, di Jorit Agoch, artista napoletano d’origini olandesi che a Betlemme, sul muro che divide Israele dalla Cisgiordania (muro da tempo decorato da opere di vari street-artists, tutte sul tema del conflitto israelo-palestinese), stava realizzando proprio un grande ritratto della ragazza: insieme ad altri 2 giovani, uno palestinese e l’altro italiano, Agoch (che risiede nel comune campano di Quarto) è stato prontamente rilasciato, a condizione però dell’espulsione da Israele.

La Co-mai, Comunità del Mondo Arabo in Italia, insieme ai presidenti delle varie comunità arabe aderenti e all’organizzazione “Cili- Italia” (“Confederazione Internazionale Laica Interreligiosa”), esprime grande soddisfazione per la liberazione di Ahed Tamimi. Il presidente della Co-Mai e fondatore di Cili -Italia, prof. Foad Aodi, ribadisce la << solidarietà ed il sostegno al popolo palestinese e alla creazione di Gerusalemme capitale della Palestina. E nessuno tocchi #Alaqsa. >> Ahed Tamimi , divenuta un simbolo per la lotta palestinese, è stata ricevuta dal Presidente Abu Mazen, che ha ribadito che la resistenza continuerà.

“Siamo molto contenti e soddisfatti per la liberazione di Tamimi, diventata ragazza-simbolo della lotta per i diritti umani e per la democrazia. Auspichiamo che adesso possa vivere in tranquillità con la sua famiglia – continua Aodi- e che presto possa assistere alla liberazione di tutti i prigionieri palestinesi. Ci auguriamo che presto possa riprendere il dialogo in favore del processo di pace tra israeliani e palestinesi, per l’ interesse comune . Infine rilanciamo ancora il nostro appello per la popolazione di Gaza, priva ormai di cibo, acqua ed energia elettrica nelle misure necessarie per la vita quotidiana: oltre che dei più elementari mezzi sanitari, indispensabili per soccorrere la gente”, conclude Aodi.

Fabrizio Federici

Spiaggia della Pelosa: 20mila cicche raccolte

Spiaggia Pelosa

20mila cicche di sigarette raccolte in un solo mese dai contenitori posizionati nelle aree attrezzate e riservate ai fumatori. E’ questo il primo segnale positivo della bontà dei primi interventi varati dal Comune di Stintino per contrastare il degrado della spiaggia de La Pelosa, considerata tra le più belle al mondo grazie alla sua finissima sabbia bianca e alle trasparenze del mare color turchese.

“Un progetto di cui andiamo fieri e che ha fatto parlare di sé in tutta Italia – ha dichiarato il sindaco di Stintino, Antonio Diana – da molti considerato, inoltre, un esempio di salvaguardia da imitare”.

Il regolamento sull’utilizzo dei litorali, approvato dal consiglio comunale nel maggio scorso, e di cui abbiamo già scritto in un precedente servizio, ha introdotto alcune importanti regole, con relative multe ai trasgressori, come l’uso della stuoia, il lavaggio di oggetti e piedi all’uscita dalla spiaggia, divieto di fumare se non in zone riservate e attrezzate realizzate dal Comune, e di buttare le cicche, i mozziconi delle sigarette, nella sabbia.

Importante anche il lavoro dei vigilantes non solo per controllare il rispetto del regolamento, ma anche per contrastare l’approccio supercafonal di troppi bagnanti che trattavano La Pelosa non come un gioiello da difendere e da preservare, ma come un luogo da usare e abusare a proprio piacimento, mettendone a rischio la sopravvivenza.

Tra le regole introdotte da questa estate, e ben accolte dalla stragrande maggioranza dei bagnanti che giornalmente affollano la spiaggia della Pelosa, c’è appunto quella del divieto di fumo in spiaggia e la possibilità di fumare soltanto nelle aree attrezzate, allestite dal Comune a ridosso della spiaggia.

cicche raccolteLa settimana scorsa i raccoglitori sono stati svuotati e puliti. Il risultato è stato notevole: nei sacchetti sono state gettate oltre 20mila cicche di sigaretta. Se i raccoglitori non ci fossero stati, almeno l’80 per cento dei mozziconi sarebbe finito nella sabbia della Pelosa, come succedeva sino all’estate scorsa.

Una bella notizia anche per l’ambiente della Pelosa perché il filtro delle sigarette, a seconda del materiale con cui è fatto, impiega anche due anni per decomporsi. Senza dimenticare che il mozzicone è considerato un rifiuto tossico “dimenticato” proprio perché non sempre si prende in considerazione quanto è pericoloso per l’ambiente.

Il piano di salvataggio non solo de La Pelosa, ma più in generale delle spiagge e dell’ambiente del territorio comunale di Stintino, comprende diversi progetti per un totale di 18 milioni di euro. I primi lavori in programma sono proprio quelli che prevedono lo smantellamento della strada asfaltata nel tratto compreso tra il Gabbiano e la Pelosetta per ripristinare l’assetto originale della duna alle spalle della spiaggia. Dal 2020 sarà vietato l’accesso alle automobili e la strada asfaltata sarà sostituita da una passerella pedonale in legno montata su pali. Prevista anche un’area di parcheggio ma lontana dalla Pelosa perché l’accesso in spiaggia sarà consentito solo ai pedoni, alle biciclette e ai mezzi elettrici. Lavori importanti che costeranno circa 5 milioni di euro, interamente finanziati dalla Regione Sardegna, e che inizieranno a ottobre dell’anno prossimo.

Antonio Salvatore Sassu

ITS 2018, una notte dedicata alla creatività

its-coverUna notte dedicata alla creatività: ITS 2018 ha celebrato il talento internazionale in un evento con più di 700 ospiti. Una sedicesima edizione, quella della manifestazione triestina ITS che ha raccolto oltre 900 progetti creativi da 80 nazioni e che ha presentato nella serata i suoi 30 incredibilmente coraggiosi finalisti.
Nella nuova location del Magazzino 42 di Trieste, tutt i i personaggi più in vista del fashion system internazionale hanno seguito la sfilata dei finalisti fashion e si sono immersi nei progetti più creativi di accessori, gioielli e di ITS ARTWORK, concept competition di pura espressione artistica, ideata da Swatch.
“Congratulazioni a tutti i finalisti, per me siete tutti vincitori: siete la ragione per cui siamo qui” ha detto Barbara Franchin in apertura delle premiazioni, uno dei momenti più attesi della serata. Sul palco con lei la conduttrice televisiva Victoria Cabello, un’amica storica di ITS, che ha portato un’ulteriore ondata di energia e freschezza creativa..

Mario Valtaneda

Natalità e immigrazione, dati controcorrente

natalitaUno dei temi più discussi negli ultimi anni, legato al fenomeno dell’immigrazione, riguarda il tasso di natalità, che secondo alcuni sarebbe più alto nelle coppie d’ origine straniera che in quelle italiane. Una ricerca curata dall’ AMSI, Associazione Medici di origine Straniera in Italia, e dal Movimento internazionale “Uniti per Unire” in collaborazione col docente universitario Claudio Manna, fornisce altre interpretazioni, grazie anche ai piu’ recenti dati ISTAT sull’argomento.

Secondo, infatti, il Prof. Claudio Manna, ginecologo ed esperto di infertilità nonché docente, a Tor Vergata, di tecniche di Fecondazione assistita, ed esponente di Uniti per Unire, bisogna valutare il quoziente di natalità (QN) , ossia il numero dei nuovi nati, per anno, ogni mille residenti. Dal 2011 al 2016, il QN in Italia è sceso da 9 a 7,8. In particolare, nel Lazio è stato di 8,1, mentre nel centro e nel nord Italia 7,7, e 7, 8 al sud. In Trentino-Alto Adige, invece, è di 9,5; mentre a Bolzano, è addirittura di 10,4. Il prof. Manna snocciola anche con precisione i numeri del tasso di fecondità, ossia il numero medio dei figli per le donne residenti in Italia in un anno. Dal 2011 al 2015 è sceso costantemente da 1,44 a 1,35: in particolare, nel Lazio il tasso di fecondità totale nel 2015 è risultato pari a 1,32 , cioè meno di quello nazionale. Nelle italiane, però, il numero di figli/donna è calato da 1,32 a 1,27 (-0,05), mentre nelle straniere è sceso da 2,36 a 1,94 ( -0,42, ossia quasi 10 volte di più).
Quindi l’opinione secondo cui al tasso di natalità italiano contribuisca maggiormente la quota dei nati da coppie straniere non corrisponde al vero. E’ interessante chiedersi il perché di questi decrementi, specie nelle straniere: Manna pone l’accento anche sull’ annoso problema dell’ infertilità, che può contribuire alla denatalità nonostante le terapie più avanzate, in quanto “la necessità, a volte, di ripetere cicli di trattamento per la fecondazione assistita può comportare sentimenti di frustrazione, impotenza, sfiducia, sino anche ad una vera e propria depressione”. Allora, sempre secondo Manna, “fondamentale è l’ascolto attento del medico specialista nell’infertilità; per affrontare al meglio queste problematiche, che possono danneggiare anche il rapporto di coppia”.
La statistica dell’ infertilità a livello internazionale è compresa tra il 15 e il 20%, ma in Italia potrebbe essere maggiore, in quanto l’età media della donna al primo figlio è di 31 anni, la più elevata in Europa. L’ età della donna, infatti, incide moltissimo sulla fertilità naturale e artificiale. L’inquinamento ambientale e lo stress sono altri fattori che possono abbassare molto la fertilità, femminile e maschile.
La proposta di Amsi e Uniti per unire, allora, riguarda la prevenzione, da realizzarsi con una corretta informazione e ricerca sui fattori più rilevanti che influiscono su fertilità e sterilità; insieme all’ aggiornamento e alla collaborazione interprofessionale e interdisciplinare, che deve indirizzare verso cure sempre più personalizzate e centri di sicura qualità.
Il fondatore di AMSI e Uniti per Unire, prof.Foad Aodi, medico fisiatra, esprime prima di tutto solidarietà agli immigrati e immigrate che soffrono o muoiono durante il tragitto della speranza nel mare; e annuncia la ricerca condotta dalle associazioni e comunità di origine straniera aderenti al Movimento Uniti per Unire, che conferma che anche le donne immigrate negli ultimi 10 anni fanno meno figli ( meno di 2 per coppia), a causa delle crescenti difficoltà economiche, della disoccupazione e dell’ aumento dei divorzi, specie nelle coppie sposate tra connazionali del mondo arabo e del Sudamerica. Anche la diversa struttura sociale dell’ Italia potrebbe influire su quest’ andamento, dando alle donne piu’ autorità, autonomia e coraggio di decidere il loro futuro, sia nel matrimonio che sul piano del lavoro. Le residenti in Italia, infatti, fanno figli in età più tarda rispetto alle loro amiche e cugine dei loro Paesi d’ origine: che si sposano all’ età di 19-24 anni e fanno 4 figli per coppia, dimostrando minori problemi di fertilità.

Fabrizio Federici

Google pronto a unire gli Usa e l’Europa

content_small_google_dunantUn lunghissimo cavo sottomarino che collegherà gli Stati Uniti e l’Europa, nello specifico il centro di Google in North Virginia con quello belga. Il colosso Google si prepara a costruire il primo cavo transatlantico proprietà esclusiva di una società che non sia di telecomunicazioni. Il progetto Dunant, una dedica al premio Nobel e fondatore della Croce Rossa Henri Dunant, mira a offrire “connessioni cloud altamente sicure, a bassa latenza, con elevata larghezza di banda” in mare aperto. “Dunant aggiunge capacità di rete attraverso l’Atlantico, completando uno dei percorsi più trafficati su Internet e supportando la crescita di Google Cloud”, ha scritto in un post Jayne Stowell, negoziatore strategico dell’infrastruttura globale di Google.
Sarà disponibile nel tardo 2020 e si aggiunge alla lista di cavi sottomarini che, privatamente o come parte di un consorzio di aziende, Google ha introdotto per supportare i propri servizi. Duncant è il secondo, il primo, Curie (dedicato a Marie Curie, Nobel per la fisica nel 1903), sarà attivo e funzionante già l’anno prossimo, nel 2019, e collegherà Los Angeles al Cile.

Allergia al sole? Può trattarsi di porfiria

parassitosiUn gruppo di patologie ereditarie, rare e poco conosciute, con una varietà di sintomi e segni che le rende particolarmente complicate da diagnosticare: sono le porfirie, malattie legate a un deficit di uno dei diversi enzimi nella catena metabolica dell’eme. Le conosceremo meglio con l’aiuto della prof.ssa Maria Domenica Cappellini, Docente di Medicina Interna all’Università degli Studi di Milano e direttore dell’Unità di Medicina Generale e del Centro Malattie Rare presso la Fondazione Ca’ Granda Policlinico di Milano, che da oggi risponderà alle domande relative a queste patologie nel servizio “L’esperto risponde”.

La prof.ssa Cappellini, come tutti gli altri esperti italiani di malattie rare che si sono resi disponibili, presterà questo servizio con modalità totalmente gratuita. Il consulto online, ad ogni modo, è da intendersi a solo scopo informativo e in nessun caso può costituire la prescrizione di un trattamento, sostituire la visita specialistica o il rapporto diretto con il proprio medico curante. Le risposte alle domande dei pazienti saranno rese pubbliche sul sito stesso.

“Le porfirie cutanee – spiega l’esperta all’Osservatorio Malattie Rare – sono caratterizzate da manifestazioni croniche, in seguito all’esposizione alla luce solare o ultravioletta, che porta alla formazione di bolle ed escoriazioni come conseguenza dell’accumulo di sostanze fotosensibili chiamate porfirine. Questi pazienti, già da bambini, spesso ricevono una diagnosi di allergia al sole. Le forme più comuni sono la protoporfiria eritropoietica e la porfiria cutanea tarda: il fattore scatenante, oltre alla luce, può essere un’infezione virale o l’assunzione di un farmaco. La protoporfiria eritropoietica si distingue dalla seconda variante per le manifestazioni meno caratterizzate da lesioni, bensì da bruciore e tensione cutanea”.

“Le forme cutanee sono debilitanti e limitano molto la vita quotidiana dei pazienti, perché i devono preoccuparsi costantemente di non avere delle parti del corpo esposte al sole, e utilizzare creme solari a protezione molto alta. Le forme acute, invece, possono avere anche dei lunghi intervalli di benessere, ma l’attacco acuto può essere molto grave e a volte a rischio sopravvivenza”.

Per le porfirie cutanee non ci sono terapie risolutive a parte la protezione dai raggi del sole, ma è possibile praticare dei salassi per ridurre l’accumulo di porfirine. Nelle forme acute è utile, per tamponare l’attacco, un’infusione di soluzione glucosata (zucchero), mentre nei casi più gravi attualmente si somministra arginato di ematina, che arresta la catena di produzione delle porfirine. Per le porfirie epatiche acute è inoltre in corso uno studio sperimentale su un farmaco, il givosiran, che utilizza un principio interessante, quello dell’RNA interference, che va appunto a interferire sulla sintesi delle sostanze che provocano la malattia, le porfirine. Questo trial di fase III, chiamato ENVISION, è in corso sia negli Stati Uniti che in Italia, nei Centri di Milano e Modena”.

Quelle acute sono le forme più severe di porfiria. “Sono malattie sistemiche: si dividono in porfiria acuta intermittente, variegata e coproporfiria (una via di mezzo tra cutanea e acuta) e determinano manifestazioni come dolore addominale acuto, parestesie, nausea, diarrea e ipertensione. La diagnosi nell’evento acuto è estremamente importante, perché se non si sospetta l’ipotesi di porfiria, il paziente potrebbe finire sul tavolo operatorio, ad esempio, per un intervento di appendicite. Inoltre, se non si interviene immediatamente, il quadro clinico può diventare severo e a volte fatale. Perciò occorre sempre inserire le porfirie nella diagnostica differenziale, e prestare attenzione a un segno che rivela la patologia: il colore delle urine, quasi fluorescente se esposte alla luce ultravioletta. Il trigger, la causa scatenante, è quasi sempre un farmaco, spesso un anestetico, o un’infezione. Circa nel 10% dei casi, il coinvolgimento del fegato può portare a cirrosi e in qualche caso a epatocarcinoma”.