Top & Flop. Higuain show, Sassuolo bocciato in inglese

La Juventus passa 2-0 a Cagliari con una doppietta dello spietato attaccante argentino, ora capocannoniere del campionato con Dzeko (ma non fategli tirare più i rigori). Vincono le prime della classe, tranne Lazio e Milan che pareggiano 1-1 nel posticipo di lunedì. Chievo trascinato da una tripletta del proprio attaccante nella vittoria 3-1 sul campo del Sassuolo. Caos a Pescara: Oddo se ne va, anzi no. Vediamo i top & flop di questa giornata

higuainTOP – 3. Radja Nainggolan. Risponde sul campo da vero trascinatore della Roma alle critiche (esagerate e inutili) dopo che qualche “tifoso” giallorosso aveva pubblicato su Internet un video a tradimento in cui il centrocampista belga, fermato all’uscita di un locale, confessava il suo odio verso la Juventus. I moralisti si sono scandalizzati, ma cosa c’era di male? Sul campo Nainggolan sblocca la partita che i ragazzi di Spalletti vincono 2-0 a Crotone. La Juventus però resta lontana.

  1. Gonzalo Higuain. I bianconeri restano appunto saldamente in testa alla classifica grazie al successo esterno per 2-0 a Cagliari. Protagonista l’attaccante argentino con una doppietta: ora i gol in campionato sono 18, esattamente come quelli di Edin Dzeko. Se la lotta al titolo sembra quasi chiusa, quella per la corona di capocannoniere è apertissima.

    1.  Roberto Inglese. Giustiziere due settimane della Lazio, l’attaccante del Chievo si conferma bomber di trasferta. Ma questa volta si supera: la vittoria 3-1 dei veneti sul campo del Sassuolo porta la sua firma con una spettacolare tripletta. E poco importa se dopo pochi minuti dal calcio d’inizio aveva fallito un calcio di rigore: Inglese si porta a casa il pallone e tanti complimenti.

FLOP – 3. Ciro Immobile. L’attaccante della Lazio si rende protagonista della più antica regola del calcio: gol sbagliato, gol subito. Nel finale della gara contro il Milan, che i biancocelesti vincevano 1-0, il centravanti campano fallisce un gol a tu per tu con Donnarumma e pochi secondi dopo, puntuale, arriva l’1-1 di Suso. In passato ci ha abituati a essere più freddo sotto porta.

    2. Mato Jajalo. L’errore del centrocampista del Palermo nel secondo gol dell’Atalanta (che ha vinto 3-1 in casa dei siciliani) è lo specchio della stagione negativa dei rosanero: un banalissimo passaggio in mezzo al campo clamorosamente sbagliato, un regalo di Natale per il “Papu” Gomez che sigla senza problemi la nona rete personale in campionato. Quando si lotta per la salvezza certe disattenzioni sono inammissibili.

      1. Albano Bizzarri. È un peccato, perché il 39enne portiere del Pescara è reduce da ottime stagioni con il Chievo. Ma quest’anno, sarà l’età, sta combinando una serie di disastri infiniti. Nella goleada subita dagli abruzzesi a Torino (vittoria 5-3 dei granata) l’estremo difensore argentino compie due papere sui gol di Belotti e Ljajic. Si fa fatica a capire perché non venga data fiducia al secondo portiere, Fiorillo, protagonista l’anno scorso di un ottimo campionato da titolare. Al termine della gara il tecnico Massimo Oddo, in lacrime durante il match per l’ennesima umiliazione (il Pescara è ultimo, praticamente già in B e senza una vittoria sul campo), si è dimesso ma la sua decisione è stata respinta dopo 24 ore dalla società, intenzionata a proseguire con l’ex campione del mondo del 2006.

Francesco Carci

Rugby 6 Nazioni: Irlanda 63 Italia 10. Una partita senza storia

Italia Irlanda foto 2Grande giornata di spettacolo sabato scorso a Roma, dove Italia ed Irlanda si sono sfidate nel secondo turno del Torneo 6 Nazioni di Rugby. Nonostante la giornata non fosse proprio tra le più belle, abbastanza fredda e con un sole che faceva capolino solo a tratti, numerosi tifosi dai colori azzurri ed altrettanti dai colori verdi sono convenuti allo Stadio Olimpico per assistere al confronto tra gli Azzurri e la squadra del Trifoglio. Il pronostico, dopo il primo turno, era tutto a favore degli ospiti, che solo una volta, nel 2012, sono caduti sotto i colpi degli Azzurri in 17 edizioni del Torneo.  A dirigere il team arbitrale il neozalendese Glen Jackson che si rivelerà molto equilibrato nelle sue decisioni e favorirà il gioco quanto più possibile. Il coach irlandese Schmidt modifica poco prima del calcio di inizio la sua formazione: il tallonatore Scannel al posto del capitano Best e la fascia di capitano ad Heaslip.

Si comincia e l’Irlanda è subito in attacco. Una mischia ordinata vede protagonisti Ghiraldini, Lovotti e Cittadini ma gli ospiti sono già stabilmente a pochi metri dalla meta, che sfiorano all’8′ con l’ostica ala avversaria Zebo. Dagli spalti si leva, e sarà l’unica volta, il grido di incitamento “Italia Italia”. Solo tre minuti dopo, sarà l’altra ala avversaria, Earls, ad infilare la difesa azzurra; trasformazione di Jackson e siamo già sotto di 7 punti. Nei primi 12 minuti di gioco l’Italia praticamente non ha visto palla ed ha fatto già quattro falli.

L’Italia riesce finalmente a portarsi nella metà campo avversaria e ad ottenere un calcio di punizione a causa di una ostruzione avversaria: Carlo Canna non si spaventa, batte e spedisce l’ovale tra i pali. Al 15′ Italia 3 – Irlanda 7. Gli ospiti però sono intenzionati a far vedere chi abbia il coltello dalla parte giusta e non mollano un secondo. Il Trifoglio si riporta vicino alla nostra meta e prima carica caparbiamente con Ryan e Murray, poi va dritto per dritto con Henshow ed infine arriva alla meta con la furia di Stander, senza dubbio miglior giocatore in campo. Solita trasformazione di Jackson e al 17′ siamo Italia 3 – Irlanda 14. Riprendiamo il gioco e proviamo a rompere il muro verde ma un piede fuori di Padovani dà all’Irlanda ha l’opportunità di ripartire con una touche laterale.  Gli avversari di lì a poco sono ancora in zona rossa, allargano sapientemente il gioco e l’ovale finisce nelle mani di Earls, che lo porta ancora una volta in meta; trasforma Jackson ed al 27′ il parziale è Italia 3 – Irlanda 21. Ormai gli ospiti hanno preso il largo, ma nessuna meta è stata finora soffice per i giocatori irlandesi, come dimostrano i numerosi placcaggi. E noi ci crediamo ancora. Gli azzurri con uno scatto di orgoglio si buttano in avanti e, finalmente, siamo sulla linea di meta dell’Irlanda. Un’entrata fallosa di spalla da parte degli avversari ci consegna la prima ed ultima meta tecnica della partita che viene trasformata da Carlo Canna. Al 31′ Italia 10 – Irlanda 21. Ma l’Irlanda non ci sta ed intende andare a riposare con un confortante vantaggio: passano solo tre minuti ed arriva la meta dell’inarrestabile Stander, seguita a ruota dalla trasformazione di Jackson. E’ la quarta meta per gli Irlandesi, che così guadagnano anche il primo punto di bonus supplementale nella classifica del Torneo. Dopo un paio di sterili tentativi di Favaro e Mbandà andiamo negli spogliatoi sul parziale Italia 10 – Irlanda 28. L’Irlanda è molto più forte fisicamente, come dimostra il possesso palla al 69%. L’Italia appare dominata dai loro portatori di palla Stander e Ryan che vincono inesorabilmente le collisioni ed avanzano facilmente. La nostra difesa è costretta a stringere, lasciando scoperta l’estremità del campo; le ale avversarie hanno in tal modo gioco facile ed ai lati del campo prendiamo le mete.

Il secondo tempo riprende con l’Irlanda nuovamente subito in attacco. Gli ospiti non hanno nessuna intenzione di togliere il piede dall’acceleratore, mentre l’Italia va in caduta verticale. Basti sottolineare che nella seconda frazione di gioco non segneremo alcun punto, mentre gli irlandesi porteranno a casa ben 5 mete. Gli avversari si permettono anche qualche cameo, come quando Gilroy prova a salvare una palla dal fallo laterale, ed in qualche modo ci lasciano giocare, fino a quando il nostro gioco è inoffensivo. Aspettano il definitivo crollo azzuro, che arriva inesorabilmente. E così, soprattutto per la felicità dei supporter del Trifoglio, vedremo delle corse cinematografiche da parte dei giocatori irlandesi verso la meta: memorabili quelle sul finale di Gilroy e Ringrose. Non trovano praticamente più resistenza da parte degli azzurri, ormai al limite.

Finisce Italia 10 – Irlanda 63. E’ la più pesante sconfitta di sempre contro questa squadra. Il nostro coach Connor O’Shea aveva detto che voleva una squadra in grado di giocare per  80 minuti, in grado di lottare ad ogni gara nella consapevolezza che a questi livelli o si è presenti fisicamente e mentalmente nella gara o si rischiano legnate. Ebbene purtroppo dobbiamo constatare, pur tenendo conto delle differenze tra gli Azzurri e le altre squadre del 6 Nazioni, tutte di ranking superiore, che ancora l’obiettivo è lontano. Se da un lato l’Italia ha mostrato la volontà di attaccare, ed ha fatto vedere anche qualcosa di interessante quando aveva in mano l’ovale, è soprattutto in difesa che abbiamo mostrato tutte la nostra debolezze, soprattutto fisiche. L’Irlanda ha giocato con grande intensità ed ha dato una grande lezione di rubgy agli Azzurri. Ora  ci aspettano due settimane di riposo e poi appuntamento il 25 febbraio a Twickenham per la sfida Inghilterra – Italia.

Al. Sia.

Sei Nazioni, aleggiano
i vecchi fantasmi
del rugby italiano

Sul rugby italiano, quasi fosse un destino inellutabile, aleggiano vecchi fantasmi. Il primo turno del Sei Nazioni, inizialmente colmo di tante belle attese ha, invece, registrato un match giocato “parzialmente”, solo 25 minuti con l’intensità dovuta ed i restanti pressoché assenti, riproponendo palesi incapacità di continuità e, ancor più grave, l’inattitudine di “finire” l’avversario ansimante concedendo lo slancio di ribaltare i ruoli. Si ricorda l’innesperienza internazionale della squadra, si indica l’arbitro e i suoi “lapsus”. Tutti consapevoli che la maratona di Conor O’Shea è appena iniziata, ma, nei modi, quanto visto contro il Galles, diciamo, non è stato particolarmente confortante. Il crollo verticale nel secondo periodo è terrificante, la fallosità che ha tempestato l’intera gara italiana rasenta il dilettantismo. Due aspetti tanto frustranti quanto difficili da scagionare. Oggi gli Azzurri tornano in campo ancora allo Stadio Olimpico, fischio inizio 15,25 e diretta tv Dmax dalle14,45, per il riscatto e azzerare la gare di sei giorni or sono.

Di fronte l’Irlanda che, nonostante l’assenza di Sexton, non può essere messa in discussione o, ancor più, sminuita per la sconfitta contro la Scozia di una settimana fa. Un incidente di percorso sapientemente provocato dalla tattica scozzese. Kearney, Murray, Zebo, Best, sono gli stessi uomini che in autunno hanno battuto All Blacks e Australia e con Leinster, Ulster, Muster, i colori delle “Provincie” di appartenenza, padroneggiano nel Pro12. Lo stesso torneo dove Zebre e Benetton sono fanalini di coda.

Ventisettesimo scontro diretto tra l’Italia ed il XV in maglia verde, com’è possibile percepire, vede un rendiconto tutto sbilanciato a favore del “Trifoglio” con quattro vittorie italiane, ultima datata 2013 proprio all’Olimpico, e ventidue irlandesi. Chiaramente l’Irlanda, mira al bottino pieno con obiettivo portare a casa i cinque punti in palio.

Il Ct O’Shea conosce perfettamente la realtà irlandese avendo indossato la maglia verde del “Trifoglio” trentacinque volte tra il 1993 ed il 2000. Sarà, quindi, una sfida nella sfida, preparata minuziosamente chiedendo al gruppo una grande partita. Il dettato è mantenere la concentrazione e fare massima attenzione ai dettagli, non concedere occasioni agli avversari, soprattutto alle supersoniche gambe dei trequarti, e obbligatoriamente ordine e disciplina, ordine e disciplina. Allora il XV italiano vede un aggiustamento rispetto al primo turno. Quattro i ricambi. Recuperati in mischia il fortissimo flanker Favaro e la seconda linea Van Schalkwyk, a garantire maggiore abrasività, e l’esperienza di Ghiraldini, a tallonatore, come guida per la prima linea. La fisicità e duttilità di Esposito, in sostituzione di Bisegni, darà un importante contributo sulla fascia destra del reparto arretrato. Tutto serve al fine di migliorare, compreso il “gioco” d’inserire l’esplosività di Campagnaro solo nel secondo tempo, se pur sia il giocatore più in forma del gruppo, per sfaldare le maglie irlandesi. Questa non la falliranno e, tuttalpiù, si potrà dire che di più non si poteva fare.

ITALIA: 15 Padovani; 14 Esposito, 13 Benvenuti, 12 McLean, 11 Venditti; 10 Canna, 9 Gori; 8 Parisse (cap.), 7 Favaro, 6 Mbanda’; 5 Van Schalkwyk, 4 Fuser; 3 Cittadini, 2 Ghiraldini,1  Lovotti. A disposizione: 16 Gega, 17 Panico, 18 Chistolini, 19 Biagi, 20 Steyn, 21 Bronzini, 22 Allan, 23 Campagnaro. Commissario Tecnico: Conor O’ Shea

A disposizione: 16 Gega,17 Panico, 18 Chistolini, 19 Biagi, 20 Steyn, 21 Bronzini, 22 Allan, 23 Campagnaro.

IRLANDA: 15 R. Kearney; 14 Earls, 13 Ringrose, 12 Henshaw, 11 Zebo; 10 P. Jackson, 9 Murray; 8 Heaslip, 7 O’ Brien, 6 Stander; 5 Toner, 4 D. Ryan; 3 Furlong, 2 Best (cap.), 1 Healy. A disposizione: 16 Scannell, 17 McGrath, 18 J. Ryan, 19 Dillane, 20 van der Flier; 21 Marmion, 22 Keatley, 23 Gilroy. Commissario Tecnico: Joe Schmidt

ARBITRO: Glen Jackson (Nuova Zelanda)

CALENDARIO 2ª giornata

Roma 11 febbraio 2017, ore 15:25 UTC+1
Italia  –  Irlanda, Stadio Olimpico, Arbitro: Glen Jackson

Cardiff
11 febbraio 2017, ore 16:50 UTC Galles  –  Inghilterra, Millennium Stadium, Arbitro: Jérôme Garcès

Saint-Denis
12 febbraio 2017, ore 16:00 UTC+1 Francia  –  Scozia, Stade de France, Arbitro: Jaco Peyper

classifica

Si assegnano 4 punti in caso di vittoria e 2 in caso di pareggio, più un punto supplementare alle squadre che segnano almeno quattro mete e uno a quelle che perdono con uno scarto compreso entro le sette lunghezze

Si assegnano 4 punti in caso di vittoria e 2 in caso di pareggio, più un punto supplementare alle squadre che segnano almeno quattro mete e uno a quelle che perdono con uno scarto compreso entro le sette lunghezze

Rugbying Class

Torneo 6 Nazioni di Rugby: Italia placcata e sconfitta dal Galles

Italia Galles 1La nazionale italiana di rugby ha giocato contro il Galles nella partita di esordio del Torneo Sei Nazioni 2017. Anche se le statistiche non erano a nostro favore – in 24 confronti disputati l’Italia ha vinto solo 2 volte – numerosi tifosi azzurri sono convenuti allo Stadio Olimpico di Roma per sostenere la nostra nazionale. Lo stadio, che risultava riempito solo per tre quarti, vedeva anche una discreta rappresentanza dei supporter gallesi, alquanto riconoscibili con i loro colori rosso sgargiante.
Dopo i saluti del Presidente Mattarella ai singoli giocatori schierati in campo, l’arbitro irlandese Doyle fischia il calcio di inizio. Il Galles parte subito bene e tenta di allargare il gioco ma trova la resistenza della nostra nazionale, ben disposta in campo dal commissario tecnico Conor O’ Shea, al suo esordio nel torneo come allenatore azzurro. Passano pochi minuti ed ecco la prima occasione per il Galles, che potrebbe segnare i primi tre punti battendo un calcio di punizione. Invece la trasformazione non riesce, l’Italia prende fiducia e comincia a resistere ordinatamente agli assalti gallesi. Al 13’ un passaggio verso l’esterno all’ala Williams rischia di rompere le difese: interviene Canna con uno splendido placcaggio. Italia Galles 2
Fino al 20’ il Galles è stabilmente in attacco. Un boato “Italia, Italia” si leva dagli spalti dello stadio Olimpico, sedicesimo giocatore in campo. Le cose iniziano a mettersi bene per la nostra nazionale, Padovani prima ed il capitano Parisse poi, corrono verso la linea dei 22 metri. Al 25’ l’Italia con Parisse arriva ad appena un metro dalla meta, poi Cittadini viene placcato alto. Grazie alla pressione che esercitiamo, in particolare sul pilone gallese Nicky Smith, otteniamo una punizione a pochi metri dalla meta avversaria. Decidiamo di andare per il bersaglio grosso e preferiamo la mischia ordinata al calcio piazzato. La scelta paga ed al 28’ il nostro mediano di mischia Edoardo Gori segna la prima meta della partita, accolta da un urlo di gioia e liberazione dallo Stadio Olimpico. Segue la trasformazione di Carlo Canna: Italia 7 – Galles 0. I gallesi provano a ripartire con una maggiore fisicità e, se al 35’ Ball viene respinto, la pressione monta ed induce i nostri al fallo: l’estremo Halfpenny non perdona ed indirizza l’ovale tra i pali. Il Galles accorcia le distanze ed il primo tempo si conclude con un lusinghiero Italia 7 – Galles 3.
La seconda frazione di gioco riprende con un Galles molto più determinato. Intanto ha smesso di piovere, dettaglio di non poco conto, perché consente alle superiori capacità tecniche del Galles di emergere. L’Italia gioca in difesa, passano pochi minuti e commettiamo fallo: vediamo la seconda linea Jake Ball che, sanguinante, deve ricorrere alle cure del medico. Concediamo così un’altra possibilità al piede di Halfpenny, che tira il calcio di punizione, non sbaglia ed infila l’ovale tra i pali: al 46’ Italia 7 – Galles 6. Da qui in avanti l’Italia sarà completamente subordinata al Galles e così al 52’ Doyle fischia un nuovo calcio di punizione per i gallesi, che lo realizzano e si portano in vantaggio: Italia 7 – Galles 9. Al 53’ è un brutto errore in difesa di Padovani ad annientare le residue velleità azzurre. E così i gallesi tirano con il solito Halfpenny un nuovo calcio di punizione: l’ovale sembra teleguidato e finisce inesorabilmente tra i pali: al 55’ Italia 7 – Galles 12. Ma ormai la nostra nazionale sembra disorientata psicologicamente, oltre che debole fisicamente. Il piazzamento in campo non tiene ed i gallesi iniziano a dilagare con folate offensive che li portano per tre volte in meta: al 60’ con Davies, al 66’ con Williams ed al 77’ con North, sempre trasformate da Halfpenny. Ed è proprio quest’ultima la meta più bella che vale il biglietto pagato dagli spettatori: l’ala gallese North recupera l’ovale nei pressi della propria linea dei 22 metri e poi praticamente percorre tutto il campo in solitario resistendo ad un paio di strenui tentativi di placcaggio della difesa azzurra fino a tuffarsi e portare la palla in meta. L’Italia, negli ultimi venti minuti di gioco, prova a riportarsi in attacco con un paio di accelerazioni di Parisse prima e di Campagnaro e Bisegni dopo, ma sono solo sterili tentativi che si interrompono davanti all’organizzazione ed alla fisicità dei giocatori gallesi. All’ 80’ il Galles sfiora la quarta meta e per poco non ottiene il bonus che da quest’anno il torneo assegna a chi realizza quattro mete in una partita. Finisce Italia 7 – Galles 33.
Italia Galles 3Nel primo tempo l’Italia soffre ma sa anche far male al Galles: gli azzurri tengono il campo, con una difesa ordinata, una buona tattica di gioco di piede ed una discreta capacità di avanzamento coordinata. Nel secondo tempo vengono meno le forze, sia fisiche che psicologiche, e l’Italia perde la sua disciplina, si sfalda e negli ultimi venti minuti consente di fatto ai Gallesi di dilagare. Troppe le infrazioni commesse dagli azzurri, ben 16 rispetto alle 5 infrazioni gallesi. Possesso palla fermo al 39%; solo 84 palloni portati rispetto ai 145 dei Gallesi. Tra i migliori in campo, per palle portate e metri guadagnati, vi sarebbe stato Padovani, se non fosse per il brutto errore difensivo commesso in una fase di gioco molto delicata.
L’Italrugby 2016 targata Brunel ci aveva fortemente deluso: lo scorso anno abbiamo terminato il Sei Nazioni all’ultimo posto a quota zero punti. Ci auguriamo che la gestione O’Shea si riveli migliore della precedente. Il prossimo appuntamento degli azzurri con il Sei Nazioni è per sabato 11 febbraio all’Olimpico di Roma quando l’Italia sfiderà l’Irlanda.

Al. Sia.

Rugby oltre lo sport.
Con il Sei Nazioni, arrivano
150 anni di storia

Italia-6-Nazioni-2016-rugby-foto-federugby-twitterDici Sei Nazioni, dici “grande rugby”. Nomini il Sei Nazioni e parli di centocinquant’anni di storia portati con giovanile eleganza che vanno oltre lo sport e riproponendo la tradizione in avveneristiche iconiche arene, sposta masse che gremiscono i centri di Londra, Parigi, Dublino, Edimburgo, Cardiff e, chiaramente, Roma. Nei pub come nei bistrot, nei drinking hole o nelle pizzerie, una stregoneria, che va ben oltre qualsiasi saggio sociologico o antropologico, amalgama inossidabilmente una popolazione eterogenea per lingua, classe sociale e credo religioso, insomma, che nulla accomuna ma legata, fraternamente, dal “cromosoma” ovale. Niente, anche di “quasi simile”, accade in qualsiasi altro sport. Il Sei Nazioni è un grande evento del terzo millenio che non può esimenrsi dall’essere un grande business ed ecco ruotare intorno un dedalo commerciale ad oliare gli ingrannaggi del meccanismo. Dai salatissimi diritti televisi ai ricercatissimi gadget, dalla vendita dei biglietti agli sponsor oltere ai pacchetti turistici “all inclusive”, portano nelle casse dell’organizzazione “Six Nations” svariati milioni di euro e pounds. Cinque milioni si sposterebbero verso la squadra che si aggiudica il “Gran Slam” che tradotto sarebbe rimanere imbattuti nei cinque match. Si vince per la gloria, si vince per l’oro. Insomma il pane e le rose!

La kermesse che prende il via oggi pomeriggio, tutta teletrasmessa in diretta Dmax, non deluderà e sarà foriera di spettacolo.  II Torneo nr 18 parte con il botto. Ad Edimburgo si gioca la partita iniziale con il derby celtico fra Scozia ed Irlanda e subito dopo il big match, al Twickenham Stadium, si scontrano Inghilterra e Francia, un appuntamento mai scontato fra nemici da sempre dove si buttano le basi per la possibile vittoria finale.

Per vedere gli Azzurri si dovrà, invece, attendere il posticipo domenicale.

L’era O’Shea avrà ufficialmente inizio alle 15 all’Olimpico contro il Galles.

Sarà l’ennesimo anno zero per il rugby italiano, quello della profonda, intima, quanto indispensabile trasformazione, del giusto viatico verso un progetto professionistico a trecentosessanta gradi che ottenga l’evoluzione dell’intero movimento. La “rivoluzione” O’Shea ha, quindi, un suo preciso disegno vuole un Italia protagonista. Pre questo chiede “solo” che sia la migliore Italia di sempre con prestazioni superiori che possano tenere in partita gli Azzurri sino alla fine con qualsiasi avversario. Il coach irlandese ha in agenda sia obiettivi a medio lungo termine, vedi i prossimi mondiali che si disputeranno fra due anni, sia a brevissimo come questo Sei Nazioni. Sicuramente il primo match contro un Galles capace di mettere in seria difficoltà chiunque, ricco d’importanti individualità e un immenso gioco di squadra, sarà un test vero e potrà fornire i primi reali responsi sullo stato dell’arte. Ventiquattro gli scontri diretti fra le due compagini con ventuno successi gallesi, due azzurre e un entusiasmante pareggio a cardiff nel 2006. La scelta del XV è stata attenta proponendo, in pratica, un mix tecnico-tattico dove per i primi quaranta minuti ci saranno gli uomini che più hanno giocato fra loro negli ultimi test novembrini tenendo in serbo per la seconda partedell’incontro l’esperienza e le qualità di unomini importanti come Ghiraldini, Minto, Campagnaro. Ma arginare le offensive di Halfpenny, Webb e compagni sarà cosa ardua. Infatti, rispetto alle prestazioni dello scorso novembre, servirà qualcosa di più concreto. Dovrà essere una squadra sempre concentrata e compatta, dalla difesa massiccia e predisposta a repentini capovolgomenti di fronte.

Le aspettattive, per l’ennesima volta, sono tante e dopo tante delusioni servirà un XV competitivo, dalla mentalità vincente e pronto all’abnegazione fintanto l’ovale saltella sul manto erboso.

Insomma quello di cui si ha necessità è di una vera squadra di rugby … fusse che fusse la vorta bona?

ITALIA 15 Padovani; 14 Bisegni, 13 Benvenuti, 12 McLean, 11 Venditti; 10 Canna, 9 Gori; 8 Parisse (c),

7 Mbandà, 6 Steyn; 5 Biagi, 4 Fuser; 3 Cittadini, 2 Gega, 1 Lovotti. CT Conor O’Shea

A disposizione: 16 Ghiraldini, 17 Panico, 18 Ceccarelli, 19 Furno, 20 Minto, 21 Bronzini, 22 Allan, 23 Campagnaro

GALLES 15 Leigh Halfpenny; 14 George North, 13 Jonathan Davies, 12 Scott Williams, 11 Liam Williams; 10 Dan Biggar, 9 Rhys Webb; 8 Ross Moriarty, 7 Justin Tipuric, 6 Sam Warburton; 5 Alun-Wyn Jones (capitano), 4 Jake Ball; 3 Samson Lee, 2 Ken Owens, 1 Nicky Smith. CT Rob Howley

A disposizione: 16 Scott Baldwin, 17 Rob Evans, 18 Tomas Francis, 19 Cory Hill, 20 James King, 21 Gareth Davies, 22 Sam Davies, 23 Jamie Roberts.

Top & Flop.
Falcinelli show, la Lazio fallisce il test d’Inglese

La Juventus vince 2-0 sul campo del Sassuolo e approfitta dei passi falsi di Roma (sconfitta a Genova dalla Sampdoria) e Napoli (solo 1-1 in casa contro il Palermo). L’Inter ottiene la settima vittoria consecutiva e scavalca al quarto posto la Lazio, beffata all’Olimpico dal Chievo. In coda poker del Crotone all’Empoli grazie a una tripletta del proprio attaccante, protagonista della nostra graduatoria. Vediamo i top & flop di questa giornata

falcinelliTOP – Al terzo posto Gonzalo Higuain. L’attaccante argentino ha aperto le marcature nel successo 2-0 della Juventus al Mapei Stadium contro il Sassuolo: il Pipita è andato a segno per la sesta partita consecutiva. Se i bianconeri in estate hanno deciso di pagare la clausola al Napoli di 94 milioni un motivo ci sarà. Al secondo posto Roberto Inglese del Chievo. La vittoria dei gialloblu (dopo 4 ko di fila) per 1-0 in casa della Lazio porta la sua firma. Dura la vita per questi tipi di attaccante: di palloni pericolosi ne arrivano pochi, ma sta proprio nella loro bravura concretizzare le uniche azioni. E Inglese proprio così ha fatto, gelando i biancocelesti al 90’. Nota di merito anche per il portiere dei veneti, Stefano Sorrentino, che con una serie di grandi parate ha mantenuto la propria porta imbattuta. Sul gradino più alto c’è Diego Falcinelli. Finalmente un pomeriggio di festa per il Crotone, che ha superato 4-1 l’Empoli riaccendendo le speranze salvezza, con i toscani ora distanti 8 punti. L’attaccante dei calabresi ha segnato una tripletta, portandosi così il pallone a casa, e con i suoi gol l’impresa di restare nella massima categoria potrebbe non essere più un miraggio per la squadra di Nicola.

FLOP – Da protagonista a San Siro a colpevole al San Paolo. Parliamo di Lorenzo Insigne: reduce dal gran gol la scorsa giornata contro il Milan, l’attaccante campano ha fallito una rete fatta nel finale della gara pareggiata 1-1 dal suo Napoli contro il Palermo. Per la squadra di Sarri un brutto passo falso e niente aggancio alla Roma in classifica alle spalle della Juventus. Al secondo posto il difensore della Roma, Thomas Vermaelen, con la collaborazione di Luciano Spalletti. Il tecnico giallorosso ha infatti preferito non rischiare il greco Manolas perché diffidato ed a rischio squalifica in vista della prossima gara contro la Fiorentina se avesse rimediato un cartellino giallo. Risultato: in campo il calciatore belga, visibilmente fuori forma, che ha combinato una serie di disastri nella sconfitta 3-2 contro la Sampdoria. Una scelta sciagurata, sicuramente lontana dalla mentalità di una grande squadra. Al primo posto, tornando a Napoli-Palermo, il portiere dei siciliani, Josip Posavec. Parliamo di un classe ’96, che in stagione ha dimostrato anche buone parate, però la papera sul gol del pareggio di Mertens è davvero incredibile: tiro debole che però l’estremo difensore sloveno si è fatto scivolare goffamente sotto le gambe. C’è da dire che Posavec poi si è riscattato con un paio di ottime risposte, ma i rosaneri, senza il suo errore, potevano fare il colpo grosso.

Francesco Carci

Top & Flop. Fattore Stadium per la Juventus. Matri è tornato Mitra

I bianconeri superano 2-0 la Lazio ottenendo il successo consecutivo numero 27 tra le mura amiche. Tiene il passo la Roma (1-0 al Cagliari) e il Napoli (2-1 al Milan a San Siro). L’Inter vola con la sesta vittoria consecutiva, in coda Palermo, Crotone e Pescara hanno un piede in Serie B. Vediamo i top & flop di questa giornata.
matriTOP – Al terzo posto Paulo Dybala. L’argentino riscatta la brutta prestazione di Firenze con un gran gol dopo pochi minuti che mette subito in discesa la gara della Juventus contro la Lazio. La migliore risposta, sua e dei bianconeri. Al secondo posto Blerim Dzemaili del Bologna. Il 2-0 dei felsinei al Torino porta la sua firma con una doppietta: se il centravanti Destro fatica a trovare la via rete, ci pensa il centrocampista svizzero a togliere le castagne dal fuoco per la squadra di Donadoni. A proposito di doppietta, merita il primo posto Alessandro Matri, che segna due gol nella vittoria del Sassuolo 3-1 a Pescara. Da applausi la seconda rete, con un delizioso pallonetto: per l’attaccante classe ’84 sono 4 gol nelle ultime 2 giornate.

FLOP – Al terzo posto Adem Ljajic. Nessun disastro in particolare, ma ennesima prestazione sottotono per l’attaccante serbo del Torino, fortemente voluto in estate da Mihajlovic. Peccato perché con Belotti e Iago Falque i granata potrebbero contare, sulla carta, su uno dei migliori tridenti del campionato. Giornata da dimenticare per i portieri. Al secondo c’è Gigio Donnarumma: il baby prodigio del Milan non è esente da colpe sui due gol che permettono al Napoli di espugnare San Siro. Il talento rossonero si rifà nel secondo tempo con un paio di parate che evitano un passivo più pesante alla squadra di Montella, ma per una volta è protagonista negativo. Fa però peggio Albano Bizzarri del Pescara: incredibile l’errore dopo pochi minuti nella gara contro il Sassuolo sul gol di Matri. Già la situazione è disperata per gli abruzzesi, almeno dai giocatori di maggiore esperienza (Bizzarri ha 39 anni) non ci si aspettano papere simili. Ma se la salvezza della squadra di Oddo è un miraggio (-12 dall’Empoli) la colpa sicuramente non è solo sua.

Francesco Carci

Top & Flop. Nainggolan-Dzeko: il bello e il brutto della Roma

I giallorossi passano 1-0 a Udine grazie a un gol gioiello del centrocampista belga e approfittano del quarto ko stagionale della Juventus, sconfitta a Firenze. Tengono il passo Napoli, Lazio e Inter, in coda i giochi sembrano già fatti. Vediamo i top & flop di questa giornata.
naingolanTOP – Al terzo posto Christian Puggioni. Il portiere della Sampdoria è stato decisivo nell’opaco 0-0 dei blucerchiati in casa contro l’Empoli, parando un calcio di rigore al georgiano Mchedlidze. In generale, l’estremo difensore dei liguri non sta facendo rimpiangere l’assenza (prolungata) del titolare Viviano. Da gregario a protagonista. Al secondo posto Marco Borriello, ex ingrato. Nello spettacolare 4-1 del Cagliari al Genoa, il 34enne attaccante ha realizzato una doppietta alla sua ex squadra, trascinando così i sardi ad un importante successo. C’è chi lo dava ormai per finito, invece l’attaccante campano si sta prendendo le sue rivincite. Al primo posto c’è Radja Nainggolan, decisivo con un bellissimo gol nel successo per 1-0 della Roma a Udine. Il premio andrebbe dato a tutta la squadra giallorossa: la difesa prende meno gol, Strootman e Rudiger sono completamente recuperati, Fazio ed Emerson Palmieri piacevoli sorprese e, in generale, Spalletti ha dato la giusta filosofia a una squadra che nelle scorse stagioni si esaltava per nulla. Ora lo scudetto (Juventus a -1 con una gara in meno) non è utopia.

FLOP – Al terzo posto Paulo Dybala. Non è solo lui il colpevole della sconfitta della Juventus a Firenze, però l’attaccante argentino è apparso fuori forma, mai nel vivo del gioco e, nei minuti finali, ha fallito una buonissima occasione per il potenziale 2-2. Forse le voci dell’interessamento di Real Madrid e Barcellona, con il rinnovo del contratto che tarda ad arrivare, lo stanno disturbando. Al secondo posto Adem Ljajic: grave il suo errore dal dischetto in Torino-Milan. Sul punteggio di 2-0, se l’ex interista avesse calciato meglio il rigore, il punteggio sarebbe andato in cassaforte per i granata. Bravo Donnarumma a neutralizzare la conclusione, bravi i rossoneri a rimontare nel secondo tempo, ma inevitabile tiratina d’orecchie al calciatore serbo. Ma a proposito di rigori, ha fatto peggio dagli 11 metri Edin Dzeko in Udinese-Roma. Buon per lui che i giallorossi hanno vinto, perché l’attaccante bosniaco ha calciato un penalty inguardabile, con la palla terminata altissima e, di conseguenza, scatenando l’ironia impietosa sul web.

Francesco Carci

Serie A. Top & Flop: vincono le big, la Lazio non resta ‘Immobile’

Turno favorevole per le prime 7 della classe: tutto facile per la Juventus, successi nel finale per Milan, Inter, Napoli e Lazio che ritrova dopo oltre due mesi i gol del suo bomber. In basso 3 punti d’oro per l’Empoli nello scontro diretto contro il Palermo. Vediamo i top & flop di questa 19esima giornata, l’ultima del girone d’andata.

immobileTOP – Al terzo posto Ivan Perisic: decisiva la doppietta dell’esterno croato nel successo 2-1 dell’Inter sul campo dell’Udinese. Un bel segnale: i nerazzurri non dipendono soltanto dai gol di Icardi. A proposito di doppiette, al secondo posto troviamo il “Papu” Gomez: nel 4-1 dell’Atalanta sul campo del Chievo l’argentino firma una doppietta in 23’ che spiana la strada per l’importante vittoria degli orobici. Ma merita il primato Ciro Immobile che, grazie a un gol da vero centravanti, regala proprio nei minuti finali 3 punti d’oro alla sua Lazio, bloccata fino ad allora sullo 0-0 da un generoso Crotone. L’ex attaccante del Torino non segnava dal 30 ottobre: con il nuovo anno il digiuno è finito.

FLOP – Restando su Lazio-Crotone, il compito per i biancocelesti poteva essere più agevole se nel primo tempo Lucas Biglia avesse segnato il rigore che invece ha spedito sulla traversa (probabilmente sta ancora tremando). Dall’argentino, sul gradino più basso del podio, un grazie speciale a Ciro Immobile. Al secondo posto Pepe Reina: fa ancora discutere l’episodio in Napoli-Sampdoria in cui, sul punteggio di 0-1, è stato espulso il difensore doriano Silvestre, reo di aver disturbato il portiere azzurro durante il rinvio. Per l’argentino secondo giallo e cartellino rosso, ma è sembrato chiaro da subito che il contatto fosse minimo e decisamente accentuato con furbizia dall’estremo difensore spagnolo. Gli azzurri di Sarri vincono 2-1 all’ultimo secondo e negli spogliatoi scoppia l’ira del presidente blucerchiato, Massimo Ferrero, che ora chiede a gran voce la moviola in campo. E infatti al primo posto troviamo gli arbitri, probabilmente con la testa ancora alle vacanze natalizie. Oltre a questo errore in Napoli-Sampdoria di Di Bello, si fa fatica a comprendere perché non sia stato dato da Rizzoli un rigore solare al Genoa nella partita contro la Roma (contatto Strootman-Rigoni), vinta 1-0 a Marassi dai giallorossi. Weekend da dimenticare per i nostri fischietti.

Francesco Carci

Top & Flop. Napoli Torino: Mertens show, il poker
è servito

mertensIl Napoli supera 5-3 il Torino, l’attaccante belga segna 4 gol: con la tripletta a Cagliari della scorsa giornata fanno 7 reti in una settimana, numeri incredibili. La Juventus vince la sfida scudetto contro la Roma ed è già campione d’inverno. In basso, importanti vittorie di Empoli e Palermo. Vediamo i top & flop di questa 17/a giornata.

TOP – Al terzo posto Aleksandar Trajkovski del Palermo. Nella pazza partita a Marassi contro il Genoa, i siciliani hanno vinto 4-3 al 90’ (e perdevano 3-1 a metà del secondo tempo) grazie proprio a un gol dell’attaccante macedone, entrato in campo da pochi minuti. Il merito è anche dei compagni e del tecnico Corini che ha azzeccato la sostituzione, ma la firma della rete decisiva è la sua: un successo che stoppa così la preoccupante striscia di 9 ko consecutivi. Ora la salvezza per i siciliani non è più un miraggio. Sul secondo gradino Gonzalo Higuain. E’ stato il Pipita a decidere la sfida scudetto tra Juventus e Roma, segnando un grandissimo gol su cui il portiere Szczesny (il migliore dei giallorossi) nulla ha potuto. I bianconeri salgono così a +7 su De Rossi e compagni e possono preparare al meglio la gara di Supercoppa Italiana, il 23 dicembre a Doha contro il Milan. Ma il primo posto è tutto di Dries Mertens. Il suo poker nel 5-3 del Napoli al Torino è stato spettacolare, in particolare l’ultimo dei quattro gol, realizzato con un delizioso pallonetto. Appena una settimana fa l’attaccante belga aveva siglato una tripletta sul campo del Cagliari: è lui il protagonista assoluto della Serie A.

FLOP – Al terzo posto Pepe Reina. Era e sarà uno dei leader del Napoli, ma nel secondo gol del Torino (realizzato da Rossettini) compie una papera sulla punizione di Ljajic, facendosi sfuggire il pallone. Fortuna che è stato un episodio inutile ai fini del risultato. Al secondo posto Josip Ilicic. Il fantasista sloveno della Fiorentina è irriconoscibile rispetto all’anno scorso, soprattutto dagli 11 metri. Nella stagione scorsa aveva realizzato tutti i rigori, mentre quello fallito contro la Lazio (ben parato da Marchetti) è il secondo errore: smarrito. Al primo posto Mattia Perin. Non tanto per i 4 gol subiti dal Palermo, ma il portiere del Genoa si è fatto espellere nel finale per una plateale spinta ai danni dell’attaccante dei siciliani Nestorovski. Un gesto non violento, ma assolutamente ingenuo che l’arbitro non poteva non punire con il cartellino rosso.

Francesco Carci