Sante Tugnolo. Sindaco dell’alluvione

sante-tugnoloOggi, 15 febbraio 2017, ci ha lasciato Sante Tugnolo, figura storica del socialismo polesano. Nato nel marzo del 1929, poco più che ventenne, come nuovo Sindaco di Adria appena eletto nelle amministrative di giugno, si trova ad affrontare la devastante alluvione del novembre 1951. Una tragedia che si accanisce su un territorio povero, appena uscito dalla seconda guerra mondiale, che ritarderà in modo indelebile lo sviluppo per tutti gli anni a seguire. Una esperienza che segnerà la vita di Tugnolo e che racconterà in un libro, “I giorni dell’acqua”, pubblicato solo nel 2005. In quei giorni, a fianco del giovane Sindaco, una presenza costante, importane, una figura che Tugnolo non smetterà mai di ringraziare, quella della senatrice Lina Merlin. Li vediamo insieme nella foto, con stivaloni ai piedi, testimoni di un matrimonio celebrato anche nei giorni dell’acqua.lina merlin tognolo

Diploma di Geometra, persona sobria, pacata, sempre lucida, mai sopra le righe, iscritto da sempre al PSI, il suo partito, la sua ultima tessera, quella del 2016, porta il nr 1513, Sante Tugnolo, Gigi per gli amici e compagni, non ha mai fatto mancare il suo impegno come socialista, nel sindacato, la CGIL, nell’Azienda Sanitaria Locale, nella società. La sua disponibilità non è mai venuta meno ed è stato un riferimento prezioso, una presenza fondamentale durante le vicende di tangentopoli.

Con lui se ne va l’ultimo dei grandi padri del socialismo adriese, lasciando un vuoto immenso.


I GIORNI DELL’ACQUA” Prefazione di Antonio Lodo
Poco più che ventenne, Sante Tugnolo era “il più giovane sindaco d’Italia” quando visse da protagonista primo l’evento capitale dell’alluvione, lo sconvolgimento che nel novembre 1951, mentre da qualche anno il Paese e il nostro Polesine si stavano laboriosamente e faticosamente ricostruendo, avrebbe radicalmente pesato sulla vicenda recente della nostra millenaria Città. […]
Nella memoria adriese egli è rimasto il “Sindaco dell’alluvione” non tanto per la scontata associazione del nome dell’evento, ma soprattutto perché in quel drammatico frangente il suo giovanile protagonismo si è rivelato e arricchito fino a guadagnarsi il merito e il credito di chi davvero, nel senso più alto, ha saputo rappresentare a incarnare, per così dire, la propria Comunità.
Da allora Tugnolo ha rievocato, raccontano, spiegato tante volte quelle vicende d’altri tempi, dal sapore quasi biblico (il termine, nella sua iperbole, non ci pare fuori luogo); ha recuperato la memoria dei momenti più importanti, talora solenni, e degli episodi minori e quotidiani; degli uomini potenti e autorevoli (ma anche, vedremo, autoritari) e dei cittadini umili ma dignitosi, tenaci e spesso coraggiosi; dei problemi generali e di grande portata sociale e delle esigenze minute e della vita comune di ogni giorno. Avendo avuto la fortuna – e il merito – di una vita civilmente e politicamente lunga, attiva, proficua, ha potuto nutrire il suo racconto del senso complessivo degli eventi anche sul piano politico e sociale, senza per altro perdere i tanti risvolti umani, le tante piccole/grandi difficoltà ed emergenze, senza minimamente cancellare l’eco di quei giorni.
Tugnolo ha infine deciso, dopo interviste, articoli, testimonianze occasionali, di raccogliere e consegnare in forma distesa, completa, le sue note, il suo diario di quei giorni, preoccupandosi soprattutto – come accenna nella premessa – di mantenere la verità
Più immediata, rinunciando a ricostruzioni postume o a giustificazioni aggiustate a posteriori. Ed ha giustamente scelto il titolo de “I giorni dell’acqua”, a significare la condivisa sensibilità, anche nell’evocativa espressione popolare, della sua esperienza con quella dei suoi concittadini. Qui sta, a mio parere, un essenziale pregio di queste memorie.
Le pagine del diario ci restituiscono personaggi importanti quali , su tutti, il commissario governativo Giuseppe Brusasca e l’onorevole Lina Merlin, ciascuno a suo modo fortemente e generosamente impegnato nell’opera di soccorso e ricostruzione, si soffermano ripetutamente sui fatti e sul clima di allora rievocando le notizie confuse se non fuorvianti, le approssimazioni e la percezione errata dei fenomeni da parte degli organi istituzionali, le ansie e lo sbigottimento dell’arrivo dell’acqua, quella notte del 17 novembre, insieme col crescente senso di impotenza  di fronte all’abbattersi della sciagura, e gli sgomberi dalle case e dalla Città; e di raccogliersi anche fisicamente nel Municipio – davvero casa comune di tutti, oltre che domicilio per settimane del Sindaco – delle persone e degli sforzi per resistere, soccorrere, aiutare, provvedere a tutti  bisogni.
Raccontano, le pagine, delle varie forme di aiuto, i lanci aerei di viveri e genere di conforto, l’arrivo della nave di aiuti dall’Urss, l’assegno di un milione dal Vaticano, i contributi raccolti dagli operai di Colleferro: e nel racconto si respira in qualche modo l’aria del tempo, la reciproca diffidenza, se non ostilità, fra i rappresentanti dei due mondi che si fronteggiavano negli anni della ”guerra fredda” . E non manca il legittimo ricordo critico di Tugnolo su certe scelte, per esempio sulle decisioni di indirizzare le acque della rotta, sull’incredibile argomentazione usata dal potere politico per tentare di espropriare Sindaco e Consiglio Comunale delle loro prerogative, o sulle visite delle massime cariche dello Stato in luoghi fisicamente estranei al dramma dell’alluvione. E testimoniano anche, queste pagine, della tenacia e della volontà di ripresa degli Adriesi, dell’attaccamento alla Città degli sfollati, degli episodi di solidarietà provenienti da tante parti. Colpisce il fatto, tenendo conto dei tempi e di altre successive calamità del nostro Paese, che appena due mesi dopo l’invasione delle acque riaprirono le scuole e l’ospedale riprese la sua piena funzionalità.

Torna Olio Capitale. Come scegliere la qualità

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Non è un mistero sapere che il condimento più in auge della nostra dieta sia l’olio di oliva extravergine, tuttavia siamo davvero in grado di sceglierne uno di comprovata qualità, e con quali criteri attuiamo l’opzione nei confronti di questo insostituibile ingrediente? I consigli da elargire sono molteplici e tutti da annotare – in primis – leggere con attenzione le etichette, quindi diffidare di un olio a basso prezzo, senz’altro indirizzarsi sull’extravergine e in più parecchi altri accorgimenti che sono un vero sostegno per il consumatore! Altra cosa importante – non disertare o storcere il naso dinanzi ad appuntamenti di rilievo come Olio Capitale…

Dal 4 al 7 marzo, a Trieste, prenderà il via giustappunto Olio Capitale – rinomata fiera intitolata alle migliori produzioni di olio extravergine d’oliva – giunta all’edizione numero undici! Proprio così, una lunga serie di rassegne dedicate a un ingrediente imprescindibile che ogni giorno troneggia sulle nostre tavole. L’evento è in sé invogliante non solo per gli addetti ai lavori ma anche per il consumatore – sempre più “sul chi va là” relativamente alla genuinità dei prodotti, e alquanto interessato ad assistere a kermesse o a fiere dedicate all’agrofood. Di sicuro, si tratta di un modus operandi oculato per aggiornarsi e allo stesso tempo di promozione e di valorizzazione per le aziende. Di conseguenza fiera non solo come “vetrina” statica – bensì quale archetipo dinamico dove intraprendere lesti percorsi di assaggio, che poi permettono di formulare sensazioni individuali. D’altronde, oramai, qualsiasi evento “open” scorre nella profetica rotta della reciprocità, e vale a dire al passo con il trend della comunicazione contemporanea!

Olio Capitale “spiega le vele” nel capoluogo giuliano – una connessione naturale verso Est e contesto chiave per “flirtare” con nuovi mercati, e perciò con elettrizzanti occasioni! Del resto è sufficiente osservare l’assetto geografico della città alabardata per evincere che è un avamposto cruciale per le attività di promozione e di scambio. L’esposizione avrà così luogo in uno scenario appetibile, oltremodo di un appeal effettivamente unico. Il pretesto di essere alla manifestazione offre lo spunto per far due passi in città, magari partendo da Piazza Unità d’Italia – mirabile gioiello urbanistico – quindi, senza fretta, “esplorare” una realtà esclusiva e coinvolgente. Da non perdere la vista mozzafiato su Trieste che si può godere da Opicina – raggiungibile con la funicolare da Piazza Oberdan. Tutto ciò senza negarsi all’inappuntabile gastronomia locale declinata in molteplici golose ricette e infinite bontà!

A ogni buon pro, ritornando all’happening in questione – cosa sarà “offerto” ai privilegiati ospiti? Si tratta di un’opportunità tangibile per entrare in contatto con l’olio extravergine e tutto il seguito che lo contorna – in un rendez-vous che ospita e mette sotto i riflettori centinaia di aziende del settore provenienti da ogni dove! Non mancheranno le migliori realizzazioni e tantissimi brand tra oli DOP, IGP, biologici, italiani, stranieri, fruttati intensi, medi e leggeri. Ed essere in fiera equivale trovarsi tete à tete con esperti qualificati, che conoscono a menadito la materia e i prodotti esposti – oltre a mostrare disponibilità e attenzione nei confronti degli astanti. Tutto ciò permette di soddisfare ogni curiosità, di intraprendere precisi excursus gustativi, che hanno il fine di insegnare a selezionare un buon olio d’oliva extravergine. Di fare, in soldoni, del training qualificato che è a tutti gli effetti un cadeau tecnico-culturale utilissimo!

D’altro canto far proprie le imprescindibili competenze “sull’extravergine”, i “precetti” relativi alla sua lavorazione – comprese virtù, attributi e caratteristiche – diventa occasione come poche, diciamocelo chiaramente! Nei fatti, quanto appreso potrebbe essere poi non poco utile nella vita giornaliera! Spesso, invero, insorgono dubbi e affanni innanzi all’acquisto di un olio d’oliva – quando siamo al supermercato o in un negozio – perciò acquisire pertinenti “istruzioni per l’uso” è per certo una scelta avveduta. Indubbiamente, un consumatore più smaliziato oltre a essere consapevole nell’attuare le proprie preferenze è altresì più fiducioso su ciò che sta acquistando. L’idea che l’olio extravergine sia una garanzia di bontà e purezza è ampiamente diffusa, tuttavia incontri come Olio Capitale sono allettanti proprio perché non si smette mai di conoscere, e in più chance per “toccar con mano” l’effettivo epilogo (l’olio extravergine) di ricerca meticolosa e duro lavoro. Appuntamento a Trieste, in fiera – dove il feeling con il prodotto olio è assoluto – celebrando, legittimamente, una splendida icona del Made in Italy.

Stefano Buso

Listopoli: Barra decisiva nella vittoria della Valente

Antonio Bassolino e Valeria Valente

Antonio Bassolino e Valeria Valente

Valeria Valente vinse le Primarie del centrosinistra nel 2016 contro Bassolino grazie al grande risultato ottenuto a Napoli Est e Napoli Ovest: le due periferie estreme regalano la vittoria alla deputata. A Napoli est determinante l’appoggio dei consiglieri comunali Antonio Borriello e Bobo Esposito. Proprio in due seggi della zona orientale la Valente raccoglie 891 voti contro i 204 di Bassolino. Ma Vero e proprio boom a Barra dove l’ex assessore comunale raccoglie ben 1109 voti contro i 422 dell’ex presidente della Regione nei 4 seggi della sezione.  E proprio a Barra venne sostenuta fortemente dalla sezione locale del PD e dal proprio segretario Salvatore Madonna, attualmente unico indagato del caso Listopoli a Napoli.

Salvatore Madonna nasce nel 1974. Dopo il diploma di ragioneria, inizia a lavorare come impiegato nel settore del trasporto pubblico locale. Nel 1989 ha conseguito il diploma di formazione politica con la Democrazia Cristiana. È stato vice segretario del circolo di Barra nel Partito Popolare e con la Margherita. Attivista sindacale della Cisl dal 97 al 2000, viene eletto nel 2006 consigliere municipale alla 6ª Municipalità. Attuale segretario del circolo Pd di Barra, viene candidato ed eletto consigliere nella lista dello stesso partito alle elezioni comunali del 2011 ed è stato uno dei forti sostenitori della candidatura dell’On. Valeria Valente a Sindaco a Napoli. Ma ieri l’ex consigliere PD in una nota stampa si autosospende dai democrat partenopei: “In relazione alle vicende che mi vedono interessato, pur ritenendo di non aver commesso alcuna irregolarità ed in attesa che la mia posizione venga chiarita, ritengo opportuno autosospendermi dal Partito Democratico”. Così la nota del consigliere Pd, Salvatore Madonna. Secondo quanto si apprende infatti, il democrat è il primo iscritto nel registro degli indagati, nell’ambito dell’inchiesta sui candidati ignari in alcune liste a sostegno di Valeria Valente del Pd alle ultime amministrative a Napoli. Secondo le prime ricostruzioni, il democrat avrebbe autenticato le firme false per ‘Napoli Vale’. Nelle prossime ore riceverà un invito a comparire: per gli inquirenti è importante sentirlo al più presto. Salvatore Madonna, tuttavia, presumibilmente non sarà l’unico iscritto. La stessa Valente è stata ascoltata dai pm come persona informata sui fatti. La deputata e consigliera comunale a Napoli da giorni ha sottolineato di non essere coinvolta nel caos delle firme false e soprattutto che è essa stessa “parte lesa”.

Francesco Brancaccio

Napoli, Listopoli: Valente convocata in procura

ListopoliSalvatore Madonna, esponente del Pd, questo è il primo iscritto nel registro degli indagati dell’inchiesta Listopoli a Napoli del pm Stefania Buda, titolare dell’indagine coordinata dal procuratore aggiunto Alfonso D’Avino. Attualmente risultano nove il numero di candidati inseriti a loro insaputa nelle liste per le elezioni comunali del 2016.

L’accusa per il Madonna, all’epoca dei fatti consigliere del Partito Democratico, avrebbe vistato le firme di tutti i nove candidati «a loro insaputa» di Napoli Vale, una delle liste civiche a sostegno della candidatura del deputato partenopeo del PD Valeria Valente. Le accettazioni di candidatura autentificate delle nove firme avvennero tutte il 6 maggio, penultimo giorno per la presentazione delle liste. Gli inquirenti stanno esaminando tutti gli atti acquisiti nei giorni scorsi negli uffici elettorali del Comune dagli investigatori della Guardia di Finanza della sezione di polizia giudiziaria della procura, guidati dal colonnello Luigi Del Vecchio.

Gli unici casi di irregolarità accertati sono quelli relativi alle candidature della lista associata al nome della Valente, mentre sarebbero stati esclusi illeciti, ipotizzati nei giorni scorsi, riguardanti un candidato di Pensionati d’Europa, che appoggiava Gianni Lettieri del centrodestra, e uno della lista che faceva riferimento a Marcello Taglialatela, di Fratelli d’Italia.

Prevista per domani pomeriggio 9 febbraio 2017 intanto in procura si presenterà Valeria Valente, convocata dal pm Buda come persona informata dei fatti. Un interrogatorio che si configura come un passaggio chiave per l’accertamento dei fatti.

Francesco Brancaccio

Roma, primo incontro-formazione per farmacisti

farmacistaIl 12 febbraio 2017 a partire dalle ore 9:30 Capsula, il laboratorio creativo dei farmacisti, presenterà il primo corso di formazione presso la sede Sartoretto Verna a Roma, in via Trionfale.

Ormai sono anni che si cerca di utilizzare un metodo di comunicazione atto a garantire al cliente la possibilità di scelta, senza l’utilizzo di termini o tipi di comunicazione che non mirano al punto focale, ma confondono l’acquirente. Questa strategia non è per tutti e bisogna saperla pianificare bene per applicarla, ma riesce più d’ogni altra a fidelizzare il cliente creando “passaparola”. Si tratta della tecnica più potente oggi per diventare la prima scelta nella mente dei clienti, quando si pensa alla cura e al benessere della persona.

Durante gli incontri, sarà possibile apprendere gli strumenti per realizzare una Farmacia Vincente e sostituire le proprie “lance spuntate” con nuove invincibili armi di vendita! I relatori della giornata: Luca Sartoretto Verna, Paolo Piovesan, Luca Russo, Giacomo Calzolari e Maria Palmieri saranno gli oratori di questo primo incontro.

Si parlerà dell’evoluzione della comunicazione, ovvero come si passa da una comunicazione commerciale a quella professionale: non si cercherà più di attirare l’attenzione attraverso l’uso di colori, texture grafiche, messaggi di vendita, che intorpidisco il cliente, senza comunicare il vero senso del prodotto, bensì si cercherà di utilizzare un tipo di comunicazione professionale che sa incuriosire ed intrattenere e resta impressa nella mente delle persone.

Colasurdo e i femminielli di Mamma Schiavona

marcello colasurdoArcigay Torino organizza, a CasArcobaleno, due giornate dedicate a Mamma Schiavona, la Madonna di Montevergine alla quale la comunità LGBTI campana è profondamente legata. In occasione dell’importante appuntamento sarà presente Marcello Colasurdo, cantore, interprete, profondo conoscitore della tradizione campana legata al mondo della Tammurriata e alle ritualità pagane ad esse associate.
Venerdì 10 febbraio alle 19.00 conferenza e mostra fotografica Femminielli e Mamma Schiavona; a seguire, alle 20.00 apericena mentre alle 21.30 concerto I Poppuli e Luca Barrotta con la grande partecipazione di Marcello Colasurdo.
“La Festa della Candelora, conosciuta come Festa dei Femminielli, viene celebrata in molte località della Campania mescolando sincretismo religioso e ritualità pagana” spiega Francesca Puopolo, Presidente di Arcigay Torino. “Come ricorda Marcello Colasurdo, non c’è maschio che non sia femmina e non c’è femmina che non sia maschio; Marcello, mentre guida i femminielli durante la salita della scala santa al Santuario dedicato alla Madonna di Montevergine, intona canti di devozione per il Culto delle Sette Sorelle, che narra l’allontanamento di Mamma Schiavona, considerata tra tutte la più brutta perché nera. Secondo la leggenda” continua Francesca Puopolo “durante l’ascesa al Monte, Mamma Schiavona divenne la più bella e la più miracolosa. Il monte è il medesimo che videro molti secoli prima i Coribanti, preti eunuchi di Cibele, sul quale la grande madre Terra costruì il suo tempio; i sacerdoti si eviravano ritualmente per offrire il loro sesso in dono alla dea e rinascere con una nuova identità. Si vestivano con abiti femminili di seta gialla, arancione, rosa e altri colori sgargianti. Si truccavano pesantemente gli occhi e attraversavano in gruppo le città in processioni orgiastiche accompagnate da canti, balli e suoni di tamburo. Nel 1256 d.C. due giovani omosessuali, in seguito allo scandalo provocato dalla loro relazione, furono portati sul Monte affinché morissero di freddo e di stenti; Mamma Schiavona salvò i due ragazzi che poterono, così, continuare ad amarsi. Questa leggenda” conclude Puopolo “nelle sue molteplici varianti, accompagna la comunità LGBTI nella venerazione per la Madonna di Montevergine e, nel giorno della Candelora, il culto pagano torna in vita nella liturgia devozionale, i tamburi cominciano a suonare, si prega, si canta e si balla. Gradino dopo gradino si percorre la scalinata, si attraversa la navata della chiesa e si va ad onorare Mamma Schiavona”.
Sabato 11 febbraio dalle 15.00 alle 18.00, a CasArcobaleno, verrà organizzato il workshop La gestualità contadina e pagana nella tammurriata condotto da Marcello Colasurdo e Elvira Rita Gorga. Un viaggio nell’antichità attraverso le gestualità nella danza, dal mondo pagano a quello contadino.

Listopoli Napoli, spunta nuova falsa candidatura

EVIDENZA_Finanza-Napoli“Andremo fino in fondo, perché i fatti che stanno venendo fuori sono molto gravi e le indagini dovranno accertare se si tratti o meno di episodi isolati, ma anche tutti i soggetti eventualmente coinvolti, a qualsiasi livello”. Queste sono le prime dichiarazioni del procuratore aggiunto Alfonso D’Avino sulle indagini sulla lista civica“ Napoli Vale” . Sembra destinato a crescere il numero di persone candidate a loro insaputa dopo che la Guardia di Finanza ha acquisito, negli uffici elettorali del Comune di Napoli, una serie di atti relativi alle accettazioni di candidature. Proprio grazie a questi atti si è potuto verificare coloro che hanno autenticato gli atti relativi alle candidature. Si tratta di tre persone Salvatore Madonna, Tonino Borriello – già coinvolto nello scandalo delle primarie per avere dato la famosa monetina per votare a una elettrice – ed Enzo Varriale, che tuttavia è di un’altra lista, i Moderati, alleati della Valente, di cui è segretario regionale. All’epoca dei fatti tutti e tre consiglieri comunali e quindi «ufficiali pubblici» abilitati alla funzione notarile di certificare la veridicità dei candidati . ecco l’elenco completo della lista “Napoli Vale” a sostegno del candidato a sindaco del comune di Napoli Valeria Valente.

Lida Viganoni, Giuseppe Noschese, Valeria Aniello, Teresa Argentieri, Anna Astuni, Serena Balestra, Pasquale Bellocchio, Donatella Biondi, Gaetano Brancaccio, Salvatore Buglione, Antonietta Canfora, Nunzia Cangiano, Raffaele Capasso, Silvio Ceneri, Ciro Cuomo,Rosa Dati,Federica De Stefano, Antonio Esposito, Giuseppe Forte, Daniele Goglia, Paola Gonnella, Lucio Improta, Antonio Infante, Maria La Rocca, Valentina Lauro, Barbara Mancusi Barone, Guido Walter Mariani, Claudia Marino,
Mariarosaria Marino, Pasquale Marino, Vincenza Massa, Luigi Mazzotta, Sara Noviello, Fortunata Pagano, Fabrizio Romano, Giuseppe Sciarrillo, Annachiara Sereni, Luana Sigillo, Enrica Silvestri, Umberto Sorrentino.

Intanto sempre grazie alle documentazioni delle spese elettorali richieste dalla Corte d’Appello un Avvocato napoletano scopre di risultare nella lista incriminata. L’avvocato Donatella Biondi che sceglie le pagine del quotidiano Il Mattino per raccontare la sua disavventura . «Qualche settimana fa mi è arrivata dalla Corte d’Appello una richiesta di documentazione delle spese elettorali. Ma quali spese, ho pensato, se io non ho mai neanche pensato di candidarmi? – spiega il legale – La lettera, però, parlava chiaro: al collegio di garanzia elettorale risultava il mio nome nella lista Napoli Vale, quella di Valeria Valente. Sono andata in internet e ho scoperto di figurare effettivamente nell’elenco delle persone da votare. Non ci potevano essere dubbi: la data di nascita corrispondeva. Allora ho preso contatti con la segreteria dell’ex aspirante sindaco». Il racconto prosegue ed è degno di un pessimo libro di spionaggio: «Ho parlato con una segretaria e quella mi ha sbrigativamente spiegato che dovevo riempire il modulo segnalando che non avevo affrontato spese. E vorrei vedere, ho replicato, non mi sono mai candidata… Ho insistito e lei ha detto che mi avrebbe fatto ricontattare. I giorni passavano e il telefono non squillava. Il termine fissato dalla Corte d’appello, quindici giorni, stava per scadere: allora sono andata in tribunale e ho spiegato la strana vicenda di cui ero stata vittima. Ma non era finita. Qualche giorno dopo sono stata ricontattata dalla segreteria della Valente che mi ha fissato un appuntamento. In un ufficio? Nemmeno per idea. Ho incontrato la persona che si è presentata in nome della politica in piazza Municipio, nei pressi del mio studio, davanti al Mc Donald. Un uomo con il cappellino in testa e gli occhiali scuri: adesso difficilmente sarei in grado di riconoscerlo. Mi ha porto il modulo destinato al comitato di garanzia elettorale della Corte d’appello chiedendomi di firmarlo. Io gli ho spiegato che se lo avessi fatto avrei implicitamente ammesso di essermi candidata, pur non essendomi mai presentata ad alcuna competizione elettorale. Glielo ho ripetuto tre o quattro volte, poi sono andata via».

Intanto grazie ad una nota stampa della stessa Valente ora la magistratura conosce il famoso Mister X uscito dalle dichiarazioni dell’avvocato Biondi. Si tratta di Gennaro Mola, che presto verrà ascoltato dalla magistratura per far luce nell’inchiesta listopoli che sta tenendo con il fiato sospeso diversi dirigenti di partito.

Francesco Brancaccio

Campania: riqualificare
i beni tolti alla camorra

Vincenzo-De-LucaSi è svolta oggi l’inaugurazione del nuovo Centro Riabilitativo per la salute mentale di Casal di Principe. Ma la vera novità è che questo Centro nasce da un bene confiscato alla camorra. Da villa simbolo della potenza economica del clan dei Casalesi, costruita a immagine di quella di Toni Montana in Scarface, a “Centro Riabilitativo per la salute mentale”: è la “radicale trasformazione” della villa di Walter Schiavone, esponente di spicco della camorra casertana e fratello del capoclan Francesco “Sandokan” Schiavone, in carcere da anni. Il bene, che si trova a Casal di Principe, venne sequestrato, la prima volta, 23 anni fa. Fu poi acquisito dallo Stato e ora diventerà, grazie ai fondi regionali, un punto di riferimento per la comunità e per quanti hanno problemi mentali. Erano presenti all’inaugurazione  il governatore della Campania Vincenzo de Luca Renato Natale, sindaco di Casal di Principe, Mario De Biase, direttore generale dell’ASL Caserta, Raffaele Cantone, presidente dell’Anac e dei tre magistrati che disposero la confisca, ovvero Maria Vittoria Foschini, Diego Marmo e Francesco Cananzi (oggi al Csm).  Il primo ad intervenire è stato quello del Presidente della Regione Campania De Luca «Questo bene restituisce dignità al popolo di Casal di Principe, il 90 per cento dei cittadini casalesi sono persone perbene. C’è uno slancio positivo in queste terre», ha spiegato il governatore Vincenzo Da Luca che ha anche annunciato il finanziamento di 13 milioni di euro e l’apertura di un centro di compostaggio ai Regi Lagni di Casal di Principe un nuovo progetto per contrastare sempre più le ecomafie”.
L’opera di ristrutturazione della ex villa di via Tasso ribattezzata «Scarface» – per la celebre scala inquadrata nel film con Al Pacino che Schiavone volle riprodurre a Casal di Principe – è costata 1,2 milioni di euro, gestiti dall’agenzia Agrorinasce “La villa – afferma Giovanni Allucci, amministratore delegato di Agrorinasce, il Consorzio che gestisce beni confiscati – ora è un simbolo del contrasto alla camorra attraverso la confisca dei beni patrimoniali, ma nel futuro dovrà diventare un simbolo nel riutilizzo sociale e pubblico dei beni confiscati alle mafie. Per questo motivo, oggi, abbiamo pensato di fare una prima festa ringraziando la magistratura e le forze di polizia che hanno operato su questi territori”. Per l’occasione sarà inaugurata la mostra fotografica “C’era una volta…Hollywood” di Mario Spada, fotografo nazionale che ha seguito anche le riprese del film Gomorra, alcune delle quali sono state girate proprio nella villa di Schiavone. Le operazioni di recupero e di valorizzazione del bene sono state affidate dagli amministratori del Comune di Casal di Principe già nel 2003 ad Agrorinasce; da quel momento è cominciato l’iter per la ricerca fondi conclusosi definitivamente nel 2007, quando è stato siglato l’Accordo di Programma per l’importo di 1,5 milioni di euro tra l’ASL di Caserta, in qualità di soggetto gestore, la Seconda Università di Napoli, stazione appaltante, la Facoltà di Architettura di Aversa, in qualità di progettista, il Comune di Casal di Principe, proprietario del bene, Agrorinasce, e la Regione Campania, soggetto finanziatore attraverso l’utilizzo dei fondi FAS.

Francesco Brancaccio

Ostia. Casapound aggredisce ragazzo

Momenti di tensione a Roma davanti una delle sedi della Ue tra esponenti di Casapound, che appoggiano il movimento dei Forconi, e le forze dell'ordine, Roma, 14 dicembre 2013. ANSA/WEB SITO CASAPOUND +++NO SALES EDITORIAL USE ONLY+++

Continua a preoccupare il clima di odio e violenza che imperversa Roma. Le scorribande di Casapound, un’organizzazione neofascista, spesso restano impunite, ma continuano a crescere in maniera spaventosa.

Un giovane di Ostia, Diego Gianella, attivista di Alternativa Onlus, associazione territoriale che si occupa di clochard e vittime di racket e prostituzione, è stato picchiato in un parcheggio alla luce del giorno, da cinque militanti di Casapound.

Durante la prima tappa di #RomaAscoltaRoma, svolatasi ieri pomeriggio presso la sala Consiliare del X Municipio, il giovane ha provato a entrare dall’entrata principale, ma gli è stato impedita con la forza da militanti di Casapound, che lo hanno seguito nel parcheggio e picchiato violentemente.

Tutto questo poco lontano dal Municipio dove erano presenti le forze dell’Ordine che pare non sia siano accorti dell’aggressione, avvenuta di giorno. Il ragazzo dopo il pestaggio ha due costole rotte e quindici giorni di prognosi, e ha anche sporto denuncia ai carabinieri di Ostia.

Scandalo liste, disabile candidata a sua insaputa

disabileCome prevede la prassi dopo una candidatura alle elezioni, la Corte di Appello invita ogni candidato a presentare un rendiconto delle spese e dei contributi (se ricevuti) per svolgere l’attività di campagna elettorale. Proprio per una notifica da parte Corte di Appello, ad una 23enne di Napoli, che osservava il non adempimento alla presentazione del rendiconto, ha portando alla luce uno spiacevole quanto fastidioso storia .

Il fatto singolare in questa storia è che la ragazza, non si è mai candidata alle elezioni, o quantomeno non aveva idea di essere stata candidata, evidentemente a sua insaputa, nella lista civica Napoli Vale-Valeria valente sindaco, la candidata del PD alle ultime elezioni.I genitori della ragazza, affetta da sindrome di down, si sono recati a Palazzo San Giacomo in cerca di chiarimenti, e hanno scoperto che la figlia non sarebbe l’unica inconsapevole candidata inserita nelle liste.

Appresa la notizia i genitori hanno subito esposto regolare denuncia presso i carabinieri sottolineando una evidente falla all’interno del sistema di identificazione delle candidature.

Anche Toni Nocchetti presidente di un associazione onlus dei diritti dei disabili è intervenuto sulla triste vicenda invitando la magistratura a fare chiarezza «In questa storia l’unica certezza è rappresentata dal fatto che una donna è stata inconsapevolmente candidata. Un episodio molto grave che mi auguro non venga sottovalutato. Poiché viviamo in un Paese che ha delle regole, spetterà alla magistratura farle rispettare. Auspico, dunque, che la Procura vada fino in fondo individuando i responsabili e tutelando così i diritti di Federica e della sua famiglia ma anche di altre persone che sembra abbiano subìto la stessa spiacevole sorte».

Nel frattempo la deputata Pd partenopea Valeria Valente rilascia le sue prime dichiarazioni affidandole a Facebook: « Nelle prossime ore tramite i miei legali presenterò una richiesta di accesso agli atti e, dopo aver studiato le carte, un esposto in Procura per chiedere che venga fatta piena luce sull’intera vicenda. Com’è evidente, sono totalmente estranea ai fatti. È inaccettabile, però, qualsiasi ombra. Sono indignata. Se qualcuno ha sbagliato o se qualcuno sta provando a gettare fango deve risponderne. In entrambi i casi, o anche se semplicemente si trattasse di un malinteso, sono comunque parte lesa in questa vicenda. A uscirne danneggiata è la mia immagine pubblica. E io – avverte – non ci sto a finire in questo tritacarne». Nelle prossime a fornire spiegazioni per fare luce su questa spiacevole storia dovranno essere i veri protagonisti della lista civica “Napoli Vale” come la capolista Lida Viganoni, che però attualmente non risponde al telefono, o come Giorgio Lanzaro, coordinatore del comitato elettorale di Valente.

Francesco Brancaccio