Scevarolli, straordinario impegno politico

Gino ScevarolliNella notte di sabato 25 marzo, è morto Gino Scevarolli, figura eminente della politica  e delle istituzioni mantovane e italiane.
La camera mortuaria è già stata allestita ed aperta alle visite  presso le “sale commiato” delle Onoranze Funebri Maffioli in viale Circonvallazione Sud (“Spolverina”) al n. 4 – Levata di Curtatone. Il funerale si svolgerà lunedì 27 marzo alle ore 15.00 presso la Chiesa di Santa Maria del Gradaro in Mantova (via Gradaro).
Dopo la cerimonia funebre, la cara salma sarà tumulata presso il Cimitero Monumentale degli Angeli (Mantova).

La biografia di Gino Scevarolli è lo straordinario itinerario sindacale, politico ed istituzionale percorso da questo “buon socialista” in quarant’anni di impegno onesto, fecondo e generoso. Itinerario iniziato nella più lontana e minuscola sezione socialista mantovana, quella di Malcantone di Sermide, e conclusosi ai vertici della Repubblica Italiana.
Gino Scevarolli, di Emilio e Maria Brunini, nasce a Santa Croce di Sermide il 6 maggio del 1930.
Le sue origini sono contadine.

Non ancora ventenne, fonda a Malcantone la sezione socialista della quale è segretario.
Nelle elezioni amministrative del 1956 è eletto consigliere comunale di Sermide.  Abbandona l’attività contadina per svolgere quella sindacale, prima quale collaboratore del suo maestro ed amico Lino Panzetta nella Coltivatori Diretti, successivamente nella CGIL (agli inizi presso la Camera del Lavoro di Sermide e poi quale dirigente provinciale della Federmezzadri).
Nel 1959 (su richiesta di Eugenio Dugoni, di Alceo Negri e del Nucleo Aziendale Socialista dei Ferrovieri) passa all’impegno diretto nel Partito quale quadro dirigente della Federazione socialista mantovana.

Il primo incarico amministrativo lo ricopre nel 1962 in qualità di Presidente dell’Ospedale di Roncoferraro, su richiesta dei compagni di quella “forte” area socialista.
Nel 1964 è eletto Consigliere Provinciale, proprio nel collegio di Roncoferraro, e quindi designato quale Assessore ai Lavori Pubblici e Vice Presidente della Provincia.
Sono di quegli anni anche l’ impegno nel Consiglio di Presidenza dell’Autobrennero e la nomina a Commissario della CARIPLO nel settore del credito e del risparmio.
Nel 1967 è segretario politico della Federazione di Mantova del PSI.
Nel 1970 si svolgono in Italia le prime elezioni nelle Regioni a statuto ordinario e Scevarolli viene eletto Consigliere regionale e, per l’intero corso della prima legislatura, assume l’incarico di Assessore all’Artigianato. Viene rieletto in Regione Lombardia anche nel 1975 ed è Presidente della Commissione Sanità e Servizi sociali.

Nel 1979 è eletto, nel Collegio di Mantova, Senatore della Repubblica. Viene rieletto nello stesso collegio nel 1983; mentre nelle elezioni del 1987 è vincitore nel Collegio di Ostiglia. Assume nel corso della X legislatura repubblicana l’incarico di Vice Presidente Vicario del Senato, che manterrà anche nella successiva legislatura sino al 1994. Contemporaneamente è membro della Direzione Nazionale del PSI e della Commissione Parlamentare bicamerale per le riforme istituzionali.
Il 24 ottobre del 1994 il Presidente della Repubblica gli conferisce la massima onorificenza dello Stato, quella di Cavaliere di Gran Croce.

Gino Scevarolli continuerà a svolgere la propria testimonianza politica nel suo ufficio di Mantova, in via Sant’Anna al numero 1, sino al 2013. Costretto successivamente per ragioni di salute ad una vita più ritirata, dispone affinché in quegli ambienti abbiano gratuitamente sede il Centro Studi di Formazione Politica (che per volontà degli aderenti viene intitolato alla sua persona) e la stessa Federazione Provinciale del P.S.I.: fisicamente, cioè, in via S.Anna 1  vive quel che resta oggi della grande tradizione socialista a Mantova.

Grillo a Roma e Raggi nella bufera… della neve

grillo romaBeppe Grillo da Genova arriva a Roma “blindata” per il vertice Ue del 25 marzo. Virginia Raggi dalla capitale a sorpresa va sulle Dolomiti. Il garante del M5S ha partecipato a un convegno alla Camera sull’acqua pubblica e ha giocato a tutto campo sulla scena politica nazionale e su quella romana. La sindaca della città è andata in vacanza sulle Alpi di Siusi in Alto Adige per riposarsi: sci, neve, aria pulita e boschi per combattere la stanchezza e lo stress di lunghi e travagliati mesi di lavoro. Non ha avuto un attimo di tregua da quando è stata eletta sindaca di Roma lo scorso giugno: scandali giudiziari piovuti sulla giunta cinquestelle, dimissioni a catena degli assessori, funzionamento a singhiozzo del trasporto pubblico e della nettezza urbana.
È stata una partenza repentina. Lunedì mattina prima una rapida apparizione all’”Edicola” di Fiorello, una foto guancia a guancia assieme al comico, quindi via di corsa verso l’Alto Adige. Ha staccato la “spina” lasciando al vice sindaco Luca Bergamo la complicata incombenza di affrontare una settimana molto impegnativa in Campidoglio: le nomine, la discussione sul cambio della guardia all’assessorato all’Urbanistica dopo le dimissioni di Paolo Berdini, il nuovo progetto per lo stadio della Roma a Tor di Valle.
L’assenza ha fatto scalpore. Gli attacchi delle opposizioni sono arrivati a valanga, duri soprattutto quelli del Pd capitolino. La sindaca grillina della capitale ha replicato su Facebook: «Sarò fuori di città per qualche giorno di riposo con la famiglia». Un mese fa aveva avuto un leggero malore ed era stata curata all’ospedale San Filippo Neri: «Ho dato ascolto ai medici che mi avevano prescritto di staccare un po’ dopo sette mesi di lavoro senza pausa». È stata immortalata in una foto mentre in treno, assieme al figlio piccolo, era in viaggio. Quella fotografia, intrusiva della sua vita privata, proprio non le è piaciuta: «Non è politica» ma «è sciacallaggio». Non ha partecipato nemmeno alla commemorazione dell’eccidio nazista delle Fosse Ardeatine. Il Pd capitolino ha attaccato: per la prima volta un sindaco è assente. Lei dalle Dolomiti ha replicato sempre con lo stesso termine: «Sciacallaggio».
Virginia Raggi conta di rientrare a Roma per partecipare domani alle celebrazioni dei 60 anni di vita dell’unità europea. Ci saranno i capi di Stato e di governo di 27 nazioni per ricordare la nascita della Cee il 25 marzo del 1957 proprio nella città eterna. La sindaca non vuole e non può mancare a questo rilevante appuntamento.
Tuttavia mentre la prima cittadina dell’urbe scia sulle nevi delle Dolomiti, la tensione sale vorticosamente in Campidoglio. Il problema più urgente è il pronunciamento del consiglio comunale straordinario sul nuovo impianto di calcio. L’accordo di un mese fa ha dimezzato le cubature da costruire attorno allo stadio di Tor di Valle e adesso c’è la necessità di modificare con una nuova delibera quella originaria approvata da Ignazio Marino, il precedente sindaco.
Torna a soffiare il pessimismo. Si parla di uno slittamento dei lavori. L’assessore all’Urbanistica Luca Montuori è fiducioso: «Staremo nei tempi». La Roma, però, che ha consegnato in Campidoglio le carte del nuovo progetto, non vede rosa. James Pallotta, che aveva previsto la posa della prima pietra quest’anno e la conclusione dei lavori entro il 2020, è pessimista. Il presidente della società giallorosa è sconfortato: «Lo stadio avrà sfortunatamente un anno di ritardo».
Assente la Raggi, presentissimo Grillo. Il capo del M5S non è venuto a Roma solo per partecipare al convegno sull’acqua pubblica. C’è sul tappeto il problema della travagliata navigazione della sindaca della capitale e quello delle critiche dall’interno dei pentastellati al deficit di democrazia interna. Il comico-leader politico, che in passato ha ammesso gli errori della Raggi, è tornato a difendere la prima cittadina in una intervista al ‘Corriere del Ticino’: «Roma è così complicata che ha un urgentissimo bisogno di soluzioni semplici. E Virginia Raggi si sta impegnando per trovarle». Ha anche usato il pugno di ferro con i dissidenti interni: «Chi non è d’accordo si faccia un altro partito». Comunque «la democrazia non se la canta e se la suona da solo nessuno, tantomeno io».
Grillo, con il vento in poppa dei sondaggi elettorali dopo la scissione del Pd, fa il mattatore in politica come in teatro. Non può permettersi il crollo della giunta Raggi nella città eterna, proprio adesso che potrebbe essere a portata di mano il sogno di conquistare il governo dell’Italia nelle prossime elezioni politiche, all’inizio del 2018 o anche prima.

Rodolfo Ruocco

Sfoglia Roma

Seduta su Marra e Romeo, la Raggi va in vacanza

WCENTER 0TQCBJRNDO Paolo Rizzo Ag.Toiati Presentazione candidati del M5S elezioni Sindaco di Roma, Virginia Raggi Paolo Rizzo/Ag.Toiati

La sindaca Virginia Raggi ha deciso di trascorrere qualche giorno in montagna con il figlio. Seguendo il consiglio dei medici del San Filippo Neri che l’hanno visitata qualche settimana fa. Via dal Consiglio Comunale e dall’aula Giulio Cesare per infilare gli sci.

La seduta di domani riguardava le vicende giudiziarie che coinvolgono l’amministrazione capitolina e la stabilità della Giunta. Quella del 23 marzo lo stadio della Roma. La sindaca tornerà a Roma nel week-end per la celebrazione dei trattati di Roma.

Virginia Raggi è stata fotografata in treno insieme al figlio e all’ex marito Andrea Severini. Gli scatti sono accompagnati da una domanda: “La Raggi in settimana bianca?”. Il primo a dare la notizia su Facebook è stato Marco Zonetti, l’ex attivista 5Stelle e cronista di Affari italiani.

“Sarò fuori città per qualche giorno di riposo in compagnia della mia famiglia. Ho dato ascolto alle parole dei medici che mi avevano prescritto di staccare un po’ dopo sette mesi di lavoro senza pausa. Non credevo che si potesse arrivare a tanto ma ho visto che sono già uscite delle foto rubate che ritraggono me e mio figlio in viaggio. Sono utilizzate da qualcuno strumentalmente per fare polemica. Ma questa non è politica. È sciacallaggio”. La replica della Sindaca.

La capogruppo del Pd Michela Di Biase insorge: “Da mesi attendiamo in aula un chiarimento relativo ai fatti, saliti agli onori della cronaca, che hanno interessato il suo staff e la stessa giunta. L’audizione sull’argomento è iscritta all’Odg della seduta dell’Assemblea Capitolina di domani. E l’annuncio della Raggi di un break di riposo a partire da oggi è un modo del tutto anomalo e poco istituzionale di informare della sua assenza i consiglieri comunali. È evidente che sui temi riguardanti le vicende dello staff della prima cittadina, le revoche e le nomine dei nuovi assessori, non siamo disponibili a ricevere comunicazioni da altri che non sia la sindaca stessa. A nessuno può essere negato il bisogno di seguire i consigli dei medici, ma la concomitanza di una sua insostituibile presenza in aula avrebbe consigliato maggiore riguardo istituzionale”.

Tutti abbiamo avuto bisogno di staccare la spina. Tutti avremmo voluto prenderci qualche giorno libero dal lavoro. Compatibilmente con gli impegni lavorativi. Ma nessuno di noi si azzarderebbe ad andare in vacanza quando è programmata una riunione importante o una scadenza. Si chiama senso del dovere. Il senso del dovere che hanno i romani che tutte le mattine si alzano per andare a lavorare, affrontando una città che sembra una giungla, attendendo ore alle fermate degli autobus o paralizzati in mezzo al traffico. Il senso del dovere che sembrano avere tutti tranne la sindaca di Roma Virginia Raggi. Oltre a un senso di responsabilità nei confronti di tutti i cittadini che l’hanno votata. Non pervenuto neanche questo.

Chissà se Beppe Grillo ha autorizzato le ferie della Sindaca. Nel frattempo la città continua a essere nel caos. Chi autorizzerà ai romani le ferie per riprendersi da questi mesi di malgoverno?

Valentina Bombardieri
Blog Fondazione Nenni

Congresso di Roma
un momento straordinario

immagineI delegati Lebrino e Tomaselli della Federazione Provinciale di Vibo Valentia
del Psi saranno Roma per rappresentare il vibonese. È un congresso straordinario e arriva in un momento straordinario. L’esito del referendum ci consegna un Paese diviso, una politica inconcludente e una sinistra senza culture di riferimento. Chiunque si interessi delle vicende politiche si accorge che non esiste più la cristallizzazione del voto e che esiste sempre meno il partito di riferimento. Spesso si vota la lista civica che s’immagina più vicina al proprio modo di pensare o per quello schieramento che in una determinata battaglia ha assunto una certa posizione e che, puntualmente, dopo le elezioni scompare.

“L’Italia nel 1993 festeggiava la fine della prima repubblica e accoglieva festeggiando una seconda repubblica inconcludente che ha lasciato solo il ricordo di un grande Paese, economicamente forte e di caratura internazionale”. Sono queste le parole del Segretario provinciale Giovanni Maria Lebrino il quale analizza il fenomeno politico dei nostri giorni in questo modo : “Il bipolarismo è fallito, le correnti populistiche avanzano, oggi più che mai si assiste a un ritorno a quei partiti identitari e ideologici, come quello socialista, che sono ancora ciò nonostante portatori di valori di democrazia e diritti – aggiunge il Segretario – non è un caso che si sente di nuovo parlare di socialismo, non è un caso la presenza di socialisti nei consigli comunali e provinciali sul territorio calabrese”.

Il socialismo calabrese è attivo, questo è dimostrato ad esempio anche dalla frequente presenza del Segretario nazionale Riccardo Nencini in Calabria nelle vesti di Vice Ministro alle Infrastrutture il quale, tra l’altro il 9 marzo ultimo scorso a Palazzo Gagliardi di Vibo Valentia ha dato ascolto alla rappresentanza dei portuali di Gioia Tauro e ha tenuto una convention all’Università Magna Graecia sulla mobilità, spiegando quali fondi e quali strategie il governo vuole attuare in Calabria e nel Mezzogiorno.
“Saremo al Congresso per contribuire a determinare la linea politica del Psi con una particolare attenzione al vibonese e non solo per prendere atto di alcune scelte” asserisce il Coordinatore della Federazione dei Giovani Socialisti vibonesi Domenico Tomaselli.

Terremoto, presentati gli emendamenti socialisti

conferenza stampa terremoto“E’ scaduta martedì scorso la possibilità di presentare emendamenti in commissione Ambiente, dove oggi è iniziata la discussione del decreto legge sul terremoto che arriverà in aula il 21 marzo prossimo”.

Così Oreste Pastorelli, deputato del Psi, che ha presentato in commissione Ambiente alla Camera 12 proposte di modifica al decreto legge che prevede interventi urgenti in favore delle popolazioni colpite dagli eventi sismici 2016 e 2017.

“In linea con la proposta di legge del Psi che prevede l’istituzione di zone economiche speciali nei comuni terremotati – ha aggiunto Pastorelli –  ho presentato alcuni emendamenti al decreto terremoto che vanno nella stessa identica direzione. La priorità, come sosteniamo da mesi, riguarda l’occupazione. Per questo ho proposto che le imprese che si insedieranno nel cratere entro il 31 dicembre 2018 – siano esse di natura industriale, artigianale, commerciale o agricola – siano esentate dal pagamento dell’IVA. Al tempo stesso, però, dovranno mantenere la propria attività all’interno dei territori colpiti dal sisma sino alla fine del 2033, assumendo il 60 per cento di personale residente nelle province terremotate”.

 “Le imprese inoltre – prosegue il parlamentare socialista – per i periodi indicati potranno usufruire delle esenzioni da IRES, IRPEF, IRAP, IMU, imposte sui trasferimenti di terreni e fabbricati, oltre alla riduzione dei contributi sulle retribuzioni da lavoro dipendente a carico delle aziende del 50 per cento sui contratti a tempo indeterminato. Una sforbiciata netta, che potrebbe davvero far ripartire il territorio. Chiaramente ho proposto di avviare potenziamento del trasporto pubblico locale al fine di favorire la ripresa e supportare la sostenibilità ambientale e sociale della ricostruzione e del rilancio delle attività economiche. Mi preme poi sottolineare – conclude Pastorelli – l’importanza che avranno gli istituti scolastici nella fase di ricostruzione: per questo ho presentato degli emendamenti che per il prossimo anno scolastico prevedono l’assegnazione in via prioritaria dei posti vacanti ai docenti di ogni ordine e grado che hanno la residenza nei comuni terremotati”.

Psi, svolta l’Assemblea Provinciale del Trentino

pietracci

Alessandro Pietracci

Si è tenuta ieri l’Assemblea Provinciale del PSI del Trentino, in vista del Congresso nazionale straordinario del partito che si terrà a Roma il 18 e 19.

A conclusione di un vivace dibattito, introdotto dalla relazione del vice segretario Bruno Degasperi, è stata nominata la delegazione trentina, composta da Nicola Zoller, Bruno Degasperi, Ilda Sangalli Riedmiller,  Marco Libardi e Alessandro Pietracci.

Nel corso della discussione è emersa, la comune preoccupazione per l’attuale scenario storico che vede l’avanzare del nazionalismo (altrimenti detto populismo o sovranismo) in opposizione ai partiti tradizionali, socialisti e conservatori. La sinistra, divisa quasi su tutto, non soltanto in Italia, fatica a trovare una via alternativa stabile e rassicurante, che le consenta di conquistare nuovi spazi, soprattutto tra i giovani e tra le fasce più deboli della società e non si è ancora individuata una visione complessiva capace di superare le questioni legate alla “crisi della globalizzazione” ormai conclamata. Probabilmente saranno gli eventi a decidere anche sul successo o sul fallimento di intere impostazioni politiche, che hanno consentito all’Europa di avere anni di pace e di progresso.

L’Italia si trova in una congiuntura difficilissima. È possibile che nei prossimi mesi l’incertezza politica si aggiunga all’emergenza economica e soprattutto finanziaria che richiederebbe governi stabili e maggioranze coese. La compostezza e la sobrietà del Governo Gentiloni, a cui va il nostro appoggio, non basteranno. Le elezioni tuttavia, in qualunque data cadranno, rischiano di condannare il paese all’ingovernabilità e alla precarietà. La sinistra dunque ha una nuova responsabilità storica ma, come al solito litiga al suo interno. La crisi determinata dal voto referendario del 4 dicembre impone a tutti una fase di profonda riflessione politica, anche al PSI che è chiamato a definire la sua strategia e le sue proposte. Tra le priorità programmatiche   provvedimenti sulla giustizia, sul lavoro, sulla povertà, sulle migrazioni. Oggi però manca una struttura istituzionale forte, a cominciare dalla legge elettorale che, pur se modificata in maniera positiva dalla Corte Costituzionale, potrebbe essere migliorata con l’introduzione di un piccolo premio di maggioranza alla coalizione che ottiene più voti. Per quel che riguarda la situazione locale noi socialisti siamo intervenuti molto spesso per stigmatizzare la litigiosità interna e le difficoltà intrinseche ai tre partiti principali del centro sinistra autonomista. La situazione interna a queste forze politiche è lontanissima dall’essere tranquilla o pacificata. Il rischio è quello di creare sempre di più il malcontento dei cittadini e perdendo quel vasto consenso che ha caratterizzato la politica trentina di questi ultimi due decenni.

Impossibile fare un discorso completamente esaustivo perché il complesso della situazione è talmente ingarbugliato da prevedere che, all’avvicinarsi delle elezioni provinciali di novembre 2018, la conflittualità sarà molto elevata e pericolosa. Resta il nostro appello alla responsabilità, a mettere da parte personalismi e rincorse alla candidatura alla guida della Provincia.

In questi ultimi mesi di legislatura l’attenzione dei cittadini sarà rivolta ancora di più ai provvedimenti concreti della Giunta. Vanno rivendicate le azioni positive anche quelle che destano malumore tra la gente ma che pure sono indispensabili per il futuro, come per esempio la riorganizzazione del settore sanitario, nuovo ospedale compreso. La Giunta ha operato bene per quanto riguarda la scuola e il lavoro, ma occorre fare di più nel campo della sicurezza, dell’innovazione e soprattutto provvedimenti in favore delle giovani generazioni.

Il PSI in proposito auspica che le forze politiche della coalizione vogliano incontrarsi da subito per trovare alcuni punti fondamentali da presentare ai cittadini come idee innovative su cui chiedere ancora la fiducia, indicando gli obiettivi che abbiamo per il Trentino del futuro.

#DecideRoma, Associazioni contro gli sgomberi

decideromaOggi pomeriggio le realtà socioculturali a rischio sgombero trainate dalla rete Decide Roma si sono ritrovate tutte insieme al Campidoglio per protestare contro gli sgomberi emanati dal Comune. Gli ‘sfratti’ ordinati dalla famigerata delibera 140 della Giunta Marino e dalla pressione indebita della Corte dei Conti, con incredibile ritardo la Giunta Raggi è riuscita a rispondere con un atto che in sostanza ripropone la stessa 140, ordinando di proseguire gli sgomberi, partendo sì dalle realtà commerciali, ma proseguendo prima o poi con le realtà sociali e associative. Il terzo settore chiede una rivoluzione culturale, mettendo in primo piano il “valore sociale”, ieri infatti è arrivata una proposta di delibera per la Sindaca in cui si chiede entro quattro mesi di definire con un’apposita commissione prima di dare mandato ai vigili urbani e agli ufficiali giudiziari di allontanare altre associazioni dai locali di proprietà del Campidoglio.
“Sono 113 – si legge in una nota della Cgil di Roma e del Lazio e del Sunia Cgil di Roma e del Lazio – le realtà sociali di Roma a un passo dalla chiusura per effetto della delibera 140 della giunta Marino, riconfermata dalla giunta Cinquestelle con la delibera del 22 febbraio. L’attività di recupero crediti, iniziata dai magistrati della Corte dei Conti subito dopo il caso affittopoli, rischia di essere controproducente, a discapito di luoghi di produzione di cultura che si sono contraddistinti negli anni per la loro utilità sociale, in particolare nelle periferie”.
A rischio infatti sono realtà storiche come il teatro dell’Orologio (con alle spalle 36 anni di attività), chiuso dai vigili del fuoco per la mancanza di un’uscita di sicurezza; sigilli al Rialto Sant’Ambrogio, la sede del movimento sull’acqua pubblica; Il Celio Azzurro, asilo nato grazie a un gruppo di volontari nel 1990 a cui sono stati chiesti cinquemila euro al mese e 250mila euro di debiti pregressi; La scuola popolare di musica di Testaccio, nata nel 1976 a cui si chiede un milione di euro di affitto arretrato; A rischio anche l’Accademia filarmonica romana a via Flaminia. Infine molti centri sociali storici noti da sempre nella Capitale per il loro apporto culturale e d’inclusione come la Torre, Casetta Rossa, e le sedi di Sant’Egidio a via Anicia e a Ostia, e il circolo Gianni Bosio, e il centro curdo Ararat.
Il numero di fascicoli aperti dal vice procuratore regionale Guido Patti è però in continuo aggiornamento, così come gli avvisi di sfratto che i funzionari capitolini, a loro volta terrorizzati da una possibile accusa di danno erariale, continuano a diramare. Nel calderone è finito di tutto: l’insegnamento gratuito dell’italiano agli immigrati e ai richiedenti asilo, l’assistenza ai senza fissa dimora, ludoteche per bambini disagiati.

Ludopatia, TAR respinge ricorsi di Lottomatica

ludopatiaIl TAR di Brescia respinge i ricorsi dei concessionari Lottomatica SPA, Lotterie nazionali SRL e Lotto Italia SRL contro il Regolamento per il contrasto alla ludopatia del Comune di Bergamo: il Comune di Bergamo esce quindi vincitore dai ricorsi presentati dalle principali concessionarie di gioco del nostro Paese, società che contestavano la possibilità del Sindaco di Bergamo di limitare il consumo di gioco sul territorio comunale. “È un risultato di grande importanza, e non solo per il Comune di Bergamo”, commenta il sindaco Giorgio Gori.
Eccezione fanno invece il 10eLotto e i Gratta&Vinci venduti nelle tabaccherie, secondo il TAR, che su questo punto ha accolto il ricorso della Federazione Italiana Tabaccai: secondo il Tribunale regionale, i due giochi non possono essere soggetti a limitazioni da parte di un ente locale perché erogati in regime di monopolio. “Ma un conto è il 10&Lotto, che ha effettivamente queste caratteristiche – spiega il sindaco Gori – e un conto sono i Gratta&Vinci, che come tutti sanno possono essere acquistati ovunque, anche nelle edicole, nei bar, nei supermercati; pensiamo dunque che la loro esenzione dal regolamento sia frutto di una svista da parte del Tribunale.”
“Ciò detto – prosegue il sindaco di Bergamo – già oggi la Giunta comunale tornerà ad approvare il Regolamento per il contrasto della ludopatia, identico al precedente salvo che per l’esclusione del 10&Lotto, e lo trasmetterà al Consiglio comunale perché sia approvato già nella prossima seduta.”

Terremoto. Dal Psi ddl per esenzione imposte

Terremoto Amatrice
Martedì 7 marzo il Psi presenterà la sua proposta di legge per l’istituzione di una No Tax Area nei territori colpiti dai recenti terremoti. L’appuntamento è per le ore 14.30, presso la sala stampa della Camera (Via della Missione), a Roma. Il provvedimento, a prima firma del deputato Oreste Pastorelli e sottoscritta da 32 deputati di diversi gruppi parlamentari, prevede la creazione di una Zona Franca Urbana e di una Zona Economica Speciale per i comuni inseriti nel cratere degli ultimi decreti legge del Governo.
Con i parlamentari socialisti Pia Locatelli, Oreste Pastorelli ed Enrico Buemi, a chiedere l’esenzione totale dalle imposte per famiglie e imprese terremotate ci saranno alcuni dei sindaci dei comuni colpiti. Parteciperanno, quindi, alla presentazione della proposta di legge il primo cittadino di Amatrice, Sergio Pirozzi, il sindaco di Accumoli Stefano Petrucci, il sindaco di Cittareale Francesco Nelli e il sindaco di Camerino Gianluca Pasqui. Presente anche il rettore dell’università di Camerino, Flavio Corradini, che insieme ai docenti dell’ateneo marchigiano ha contribuito a redigere la proposta di legge.

Tempo di Bacco,
vino sì, ma buono!

Enogastronomia-Città-del-vino“Vino sì, ma buono”! Come non essere d’accordo con questo telegrafico ma esauriente incipit? La risposta è scontata – mentre non lo sono alcuni avvenimenti che riguardano la “cronaca enologica”! Innanzitutto si riscontra un cliente fortuito (o habitué) cambiato rispetto a un tempo. Anzi, è mutato “l’abbordaggio” verso il vino e l’enologia – ora intesi come “soggetti” da comprendere, e non come episodica “bevuta” da sorseggiare distrattamente! Adesso, chi si accosta “al prodotto” è forte di un’indubbia consapevolezza, e desidera documentarsi sino in fondo su ciò che si accinge a portare a casa. E non è tutto! Accanto al piacere di informarsi, non manca sensibilità nei riguardi della tanto “reclamizzata” moderazione. “Bere responsabilmente” – è sempre più una condotta spontanea, e non effetto coercitivo dell’alcol test! Insomma, verso il vino c’è desiderio di conoscenza in complicità dell’autocontrollo!

Discutendo di vino ci si chiede però quando si predilige assaporarlo, e vale a dire notizie e minuzie sul consumo! Parrebbe che sia più beneaccetto ai pasti, soprattutto quando non si ha il pungolo di tornare al lavoro (magari in auto). A tal proposito i week end sono i momenti più gettonati, nel senso che si può bere “un bicchiere” in paga tranquillità. Nella maggior parte delle tavole italiane “il nettare bacchico” non scarseggia, anzi. Non di rado si predilige un vino generico (già da tavola) e rosso-fermo quale “modello” dominante – senza optare per vini realisticamente dispendiosi. Attenzione: bere un vino dal costo misurato non vuol dire giocoforza affidarsi a un articolo di scarsa qualità, ci mancherebbe!

L’importante è esser edotti che una variante di pregio detiene attributi che ne giustificano il costo, per certo, quando non è oltremodo esoso. “Saltellando” sul terreno mutevole dei numeri, come poco fa rivelato, “il rosso” taglia come un bolide il traguardo delle preferenze; ciononostante, egualmente in pole position “troviamo” le bollicine, che negli ultimi lustri hanno ottenuto un successo eclatante – salutato con soddisfazione da aziende e produttori. Spesso si tratta di spumante Made in Italy, anche se il fascino dello champagne con cui “far il botto” nelle circostanze altisonanti continua per la sua strada.

Alcune considerazioni relative all’acquisto! Un po’ alla volta è scemata la consuetudine di comprare “a casaccio” – mentre è cresciuto il costume di affidarsi a brand attestati, e cioè a un prodotto che dà incondizionate garanzie. Evidentemente a trentun anni da quella che fu “la pagina” più infausta del settore (lo scandalo del vino al metanolo del 1986, che attestò un tragico “bollettino” di 23 morti accertati e parecchie gravi intossicazioni), l’utenza ha appreso che il vino è sì un alimento “nobile”, dalle assonanze storico-culturali peculiari, tuttavia va anteposto con oculatezza, soprattutto dove ci sono manifeste garanzie. I luoghi dove più è acquistato sono i punti vendita della grande distribuzione organizzata (GDO), le cantine del territorio, i produttori consorziati, oppure in enoteca – sorta di tempio aureo dedicato a Bacco, anzi – a ciò che per antonomasia vien magnificato come il rampollo della divinità, cioè il vino.

Possiamo così asserire – come disamina allargata – che si beve con parsimonia ambendo all’aspetto qualitativo, anche se si tratta di una selezione da consumare a pasto! Nonostante il trend, permane una certa attenzione nei confronti del costo – della serie – di “virtù” ma che non sia un colpo apoplettico per il portamonete! Altra cosa che potrà incuriosire il lettore è l’interesse verso il “Wine sharing”, in soldoni la possibilità – fuori casa – di condividere una o anche più bottiglie di “top Wines” con altri commensali. Una sorta di assaggio allargato – per capirci – organizzato con maestria dal “padrone di casa”, e capace così di stuzzicare gli ospiti con un sorso esclusivo! Il vino prestigioso non ha ovviamente costi “popolari” – poiché la qualità va sempre onorata con moneta sonante. Comunque, se un locale offre agli astanti l’opzione di stappare delle bottiglie d’annata condividendo la spesa – ecco che anche il nettare più aristocratico (e agognato) diventa una chance da afferrare!

Quello del vino è un pianeta rigoglioso che si presta a innovazioni e archetipi, che hanno il fine di elargire svariate soddisfazioni ed emozioni. Basti pensare alla sempre più massiccia diffusione delle applicazioni e dei software dedicati esclusivamente al vino (Wine App), e scaricabili on line dagli “enonauti” alla ricerca di questa o di quell’etichetta! In parole povere, esiste “il vino per tutti”, per ogni esigenza e per ogni tasca. Merito anche dell’informazione, che sempre più dà spazio all’argomento, con recensioni, schede dettagliate e segnalazioni tematiche. Inoltre – “Deo gratias” alle molteplici rassegne, fiere e kermesse, che attirano pubblico persino da località lontanissime.

A tal proposito, va ricordato che a Verona, il prossimo 9 aprile ci sarà il rendez-vous annuale con Vinitaly – giunto alla 51esima edizione, e a tutti gli effetti sorta di “Olimpo” per chi si occupa di vini (giornalisti, esperti, produttori e aziende del settore), ma anche per i tanti che coltivano il desiderio di assaggiare vini di qualità! In epilogo – “vino sì, ma buono” – oltre che auspicio condivisibile – si preannuncia come tangibile fondamento – visto le buone notizie che arrivano da un settore in evidenza, che “acciuffa” sempre di più consenso e partecipazione. Vino certo che sì, strizzando comunque l’occhiolino alla moderazione, al bere intelligente e animato da buon senso – come accennato in apertura di articolo!

Stefano Buso