9 anni fa il rogo degli operai della Thyssen

Il 6 dicembre 2007 Antonio Schiavone, Giuseppe Demasi, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rosario Rodinò, Rocco Marzo, Bruno Santino, muoiono lavorando alla Thyssen-Krupp di Torino investiti da olio bollente e dopo 12 ore di lavoro.


murales_thyssenkrupp_6ThyssenKrupp: 9 anni fa quel rogo nella nostra anima

Ricorre oggi l’anniversario del rogo della ThyssenKrupp: era il 6 dicembre 2007. Uno degli incidenti più gravi sul lavoro della contemporanea storia italiana.

Le vittime furono sette, tutti giovani morti in seguito a gravissime ustioni. La ThyssenKrupp è una delle più grandi multinazionali dell’acciaio in Europa ed arrivò a Torino negli anni Novanta. Nel 2005 era stata decisa la chiusura degli impianti italiani, ma un incendio nella struttura non lo permise. Due anni dopo, nel 2007, furono licenziate molte persone e i pochi rimasti furono costretti anche a sobbarcarsi turni anche di dodici ore di lavoro al giorno.

Le prove antincendio non si svolgevano più venendo continuamente rinviate. Fino alla mezzanotte del 6 dicembre 2007 quando accadde l’irreparabile ma non l’imprevisto considerate le condizioni della fabbrica. Un grande incendio colpì la linea 5 dell’acciaieria. Otto operai intervennero per domarlo, ma vennero investiti da una fatale fiammata. Alcuni morirono subito, altri dopo giorni di agonia e interventi chirurgici in ospedale. La loro età andava dai 26 ai 37 anni. Solo uno degli otto si salvò: Antonio Boccuzzi, parlamentare del Pd. La linea 5 era quella che si occupava della cottura e del decapaggio dell’acciaio. Un reparto giudicato ad alto rischio di incidenti, ma a quanto pare dai dirigenti non al punto da considerare vitali le prove antincendio e di conseguenza irresponsabili le decisioni con le quali venivano continuamente rinviate.

Nel lavoro il rischio zero in assoluto non esiste ma in Italia non sembra essere nemmeno perseguito come obiettivo visto che siamo uno tra i un paesi con il più alto tasso di infortuni mortali (solo di pochi giorni fa le tre vittime del porto di Messina: stavano pulendo la cisterna di una nave; di dieci giorni fa, invece, la morte di un lavoratore impegnato in una cava di marmo a Carrara dopo che ad aprile altri due avevano perso la vita nella cava Antonelli; a settembre un operaio dell’Ilva di Taranto addetto alle pulizie industriali è stato schiacciato da un rullo). Quell’incidente, un rogo nella nostra anima di cittadini, non fu l’ultimo, ma ci può aiutare a riflettere e a rilanciare la battaglia sulla sicurezza sui luoghi di lavoro a partire dalle attività più rischiose come quelle legate all’edilizia dove, al contrario, gli standard sono stati abbassati attraverso l’uso (e la copertura) massiccia di voucher e la “fuga” dal contratto nazionale. Tanto va fatto per mantenere e garantire la sicurezza sul lavoro.

Due anni dopo la tragedia, nel 2009, la Corte d’Assise di Torino ha accolto le richieste d’accusa. L’amministratore delegato della ThyssenKrupp Italia venne condannato a sedici anni e sei mesi di reclusione per omicidio volontario. Era la prima volta che un tribunale riconobbe come un reato grave un incidente sul lavoro. Ma l’illusione di una pena esemplare per coloro che non rispettano le regole relativamente alla sicurezza sul lavoro durò poco. In appello a febbraio 2013 il reato di omicidio volontario non fu riconosciuto nei confronti dell’amministratore delegato Harald Espenhahn e per gli altri le pene vennero ridotte (a sette anni per Gerald Priegnitz e Marco Pucci, nove per Daniele Moroni, otto e mezzo per Rafaele Salerno e otto per Massimo Cafuer). La conclusione della vicenda giudiziaria si è avuta il 13 maggio scorso quando la Cassazione ha condannato a nove anni e otto mesi Espenhahn, a sei anni e dieci mesi Pucci e Priegnitz, a sette anni e sei mesi Raffaele Salerno e a sei anni e otto mesi Cosimo Cafuer.

Federica Pagliarini

Blog Fondazione Nenni

Cancro, Pinto (AIOM): “Basta con le ‘finte’ cure”

cibi-anti-cancro-586x390Ogni giorno in Italia si scoprono quasi mille nuovi casi di cancro. Nel nostro Paese si stimano circa 363mila nuove diagnosi di tumore tra gli uomini e circa 169mila tra le donne in base ai dati forniti dall’Associazione italiana registri tumori. Il Professor Pinto, Presidente dell’Associazione italiana oncologia medica esprime preoccupazione sul ruolo dei media.

“Curare il cancro con semi, diete miracolose od oli guaritivi è pura fantascienza. Queste ‘cure alternative’ rappresentano mistificazioni che non hanno fondamento scientifico e che talora portano ad abbandonare la strada maestra, e cioè ad abbandonare le cure di dimostrata efficacia In questo senso i media giocano un ruolo importante perché veicolare messaggi sbagliati o dare voce a “cure” non scientificamente valide induce a comportamenti sbagliati in chi è affetto da un tumore, e che sta vivendo una fase della propria vita di grande fragilità. Purtroppo il tumore richiede interventi tempestivi e affidarsi quindi a scelte sbagliate in molti casi può configurarsi come un rischio molto serio, che può arrivare fino a compromettere una guarigione o i vantaggi in sopravvivenza”.

Torino, protesta dei migranti dopo i petardi

torinoOre di tensione a Torino. Alcune centinaia di migranti hanno protestato davanti alle palazzine dell’ex MOI, in modo piuttosto violento secondo alcuni testimoni, al coro di “Italiani razzisti!”.
Nei pressi dell’ex villaggio olimpico (ex MOI), da più di 3 anni occupato da circa 1.300 migranti per i quali il comune ha in programma da tempo uno sgombero, i profughi raccontano invece di essere spaventati. Mostrano le tracce che le fiammate delle bombe carta di ieri sera hanno lasciato sui muri e sulle porte.
Prima del raduno di protesta di stamattina che ha bloccato Via Giordano Bruno infatti vicino all’ingresso della sala scommesse Match Point, alle spalle della ferrovia che porta alla stazione di Torino Lingotto e su cui affaccia parte dell’ex MOI: sono esplose due bombe carta, secondo altri testimoni due grossi petardi. Nella sala c’erano diversi scommettitori per seguire la partita tra Napoli e Dinamo Kiev, che hanno pensato a una sorta di rappresaglia per quanto accaduto alcuni giorni fa, quando erano stati fatti scoppiare altri petardi davanti al bar Sweet, frequentato dagli ultras del Torino e che si trova non molto distante dallo Stadio Olimpico.
Gli uomini della digos hanno comunicato al procuratore vicario, coordinatore del gruppo che si occupa di ordine pubblico, Paolo Borgna, i disordini della scorsa notte ma non sono state fatte identificazioni di persone per
evitare di alimentare le tensioni. Il tentativo è di riportare prima possibile la calma nella zona per procedere con il piano di sgombero secondo i vecchi programmi. Per domani è stato fissato un vertice in procura nel quale discutere dell’opportunità di rinforzare il presidio delle forze dell’ordine all’ex Moi e delle strategie per arrivare almeno alla primavera senza che si verifichino incidenti.

Piemonte. Allerta per rischio idrogeologico

A causa del persistere del maltempo la Protezione civile regionale ha attivato la fase di PRE – ALLARME per monitorare l’evento previsto dal Centro funzionale Regionale che, per le prossime 36 ore indica un’allerta arancione, di moderata criticità per rischio idrogeologico e idraulico con possibili allagamenti e fenomeni franosi. Le zone interessate dall’allertamento arancione sono al nord, nel novarese e verbano e biellese, Toce, Val Chiusella, Valle Cervo, Val Sesia; nel torinese le zone dell’Orco, Lanzo, bassa Valle Susa Maltempo Centro Sude Sangone, sono interessate, nel cuneese, alessandrino a astigiano, la Valle Tanaro, Belbo, Bormida e Scrivia, mentre nel resto del Piemonte è prevista un’allerta gialla.

La Protezione Civile regionale invita comunque tutti a consultare gli aggiornamenti dei prossimi giorni che verranno emessi sui siti istituzionali,

http://www.regione.piemonte.it/protezionecivile/

e https://www.arpa.piemonte.it/news/allerta-arancione-per-rischio-meteoidrogeologico

Asma e Bpco, in aumento in anziani e donne

asma-bronchialeSono circa 5,5 milioni gli italiani che soffrono di BPCO (Broncopneumopatia cronica ostruttiva); 3 milioni quelli interessati dall’asma; più di 300mila chi è malato invece di asma grave. Tutte le fasce d’età sono interessate, ma la maggiore incidenza, con un aumento proprio negli ultimi mesi, si verifica negli anziani. In aumento anche l’incidenza di BPCO nelle donne. Per i prossimi mesi, però, la situazione non migliorerà: gli specialisti, infatti, prevedono un ulteriore incremento della sensibilizzazione allergica, un ampliamento dei soggetti interessati per esposizione al fumo, un incremento ostruzione bronchiale cronica da inquinanti.

IL CONGRESSO – È in corso, sino al 19 novembre, presso l’Hotel NH Marina di Genova, il consueto congresso internazionale “Highlights in allergy and respiratory diseases”, presieduto dal Prof. Giorgio Walter Canonica. Oltre 500 gli specialisti che interverranno durante la tre giorni di lavori. Tra gli argomenti che saranno trattati durante il congresso si tratterà di innovativi approcci terapeutici e anche di novità in fatto di immunoterapia, nuovi dati relativi all’asma, progressi tecnologici per affrontare i disturbi respiratori, orticaria e allergie alimentari.

“L’obiettivo di questo congresso – spiega il Prof. Canonica – è quello di mettere in risalto le principali novità in fatto di malattie allergiche e delle relative logiche. Quest’anno saranno con noi alcuni rappresentanti della WAO World Allergy Organization ed importanti rappresentanze provenienti da Spagna, Regno Unito, Germania, Polonia, Venezuela e Stati Uniti”.

FOCUS SULL’ASMA E SULLA BPCO – “Durante il congresso ampio spazio sarà dato ad asma e Bpco, grazie alle nuove terapie che saranno presentate proprio in questa sede, tra farmaci biologici e diagnostica molecolare. Due nuove molecole, nei prossimi mesi sul mercato, saranno fondamentali nella gestione e nella cura di queste, e arriveranno nei primi mesi del 2017. Ma una nuova medicina è in arrivo, anche se tarderà un poco, prima della sua messa in commercio: ma permetterà di modificare radicalmente lo scenario della terapia nei confronti dell’asma grave, con importanti benefici per il paziente e per la spesa pubblica”.

I nuovi farmaci in arrivo sono anticorpi monoclonali: Mepolizumab e Benralizumab, Reslizumab, (anti IL5); Dupilumab ( anti IL4 -13). In sperimentazione monoclonali anti IL5 nella BPCO.

ADERENZA SOLO DEL 13% – “Scarsa l’aderenza alle terapie continuative consigliate dai medici – spiega Fulvio Braido, Dirigente Medico dell’Ospedale San Martino di Genova – soltanto una persona su dieci svolge correttamente la terapia (13%). Circa il 60% dei pazienti, invece, fa terapia occasionale o a cicli. Tra coloro che decidono di saltare la figura dello specialista si sottolinea un abuso di vasocostrittori e antistaminici di prima generazione per il trattamento della rinite. Scarsa l’attenzione nei casi di rinite come aggravante o prodromo dell’asma. Spesso trascurate anche le infezioni bronchiali ricorrenti ritenute eventi a sé stanti e non dipendenti da patologia di base come BPCO o asma”.

Piemonte. Pagati debiti senza aumento tasse

sanita-piemonteDal 1° gennaio 2017 la Regione Piemonte non sarà più sottoposta al piano di rientro per il pagamento dei debiti della sanità accumulati prima dell’insediamento dell’attuale Giunta.

Ad annunciarlo è stato il presidente della Regione nel corso di una conferenza stampa tenuta questa mattina con il vicepresidente e gli assessori alla Sanità e alle Politiche sociali.

Il presidente ha dichiarato che l’accordo raggiunto ieri con il Ministero dell’Economia permette di raggiungere uno degli obiettivi più importanti della sua amministrazione senza dover ricorrere ad inasprimenti fiscali. Il rispetto nel giro di dieci anni dei parametri concordati consente alla Regione di tornare ad avere piena disponibilità nella gestione delle risorse per gli investimenti, a cominciare dal completamento delle strutture di Verduno e Nizza Monferrato, e di poter operare sul fronte del personale socio-sanitario, tema già affrontato con le organizzazioni sindacali. Non dover più rispettare i vincoli del piano di rientro vuole anche dire, ha poi sottolineato il presidente, poter continuare a lavorare con ancora più responsabilità e senso del rigore per migliorare la qualità dei servizi offerti ai cittadini. Infine, ha ringraziato il Governo per l’accordo raggiunto e le forze di maggioranza del Consiglio regionale per il sostegno garantito per ottenere questo fondamentale risultato.

E’ toccato al vicepresidente ed assessore al Bilancio e Finanze il compito di illustrare nel dettaglio i termini di un’intesa che permetterà di portare i pagamenti dei fornitori della sanità a 60 giorni, in linea con le richieste europee, e di pagare in dieci anni il miliardo e mezzo di euro di debiti secondo il seguente programma: 65 milioni annui nel 2017 e nel 2018, 113 milioni annui dal 2019 al 2022, 923 milioni tra il 2023 ed il 2026.

L’assessore alla Sanità ha dal canto suo evidenziato che, dopo aver razionalizzato i servizi e ridotti gli sprechi di gestione, per la sanità piemontese, si apre ora una fase nuova caratterizzata dalla possibilità di dare risposte sempre più adeguate ai bisogni di salute dei cittadini da parte di un sistema che presente comunque tante eccellenze, forse così riconosciute più a livello nazionale che locale. Inoltre, ha ritenuto di ringraziare i dipendenti delle aziende sanitarie che, pur in un periodo complesso di riorganizzazione e razionalizzazione, hanno continuato a lavorare con il massimo impegno garantendo al Piemonte di rimanere ai primi posti della classifica nazionale per la qualità delle cure erogate.

Infine, l’assessore alle Politiche sociali ha dichiarato che senza piano di rientro si potranno liberare risorse ammontanti a 74 milioni di euro per il finanziamento dei cosiddetti extraLea, da destinare in particolar modo all’assistenza domiciliare degli anziani non autosufficienti (i cosiddetti assegni di cura) ed alle fragilità sociali, con particolare riguardo ai pazienti psichiatrici.

Firme false. M5S Sicilia nei guai, tace

m5s-siciliaI parlamentari regionali del M5S all’Assemblea regionale siciliana sono stati sentiti dalla Procura, come persone informate sui fatti, nell’ambito dell’inchiesta sulle firme false alle amministrative del 2012 a Palermo. È stata la deputata Ars Claudia La Rocca a decidere di raccontare ai pm quanto accaduto la notte in cui furono copiate le firme false per permettere la presentazione della lista alle comunali del 2012. Un clima di omertà incredibile ha avvolto questa vicenda, venuta fuori a tre anni di distanza, dopo l’archiviazione di una prima indagine, grazie all’attivista Vincenzo Pintagro. Ma a scoperchiare il vaso è stata la deputata la Rocca che non ha atteso la convocazione dei magistrati: c’è andata lei spontaneamente. Brutta storia per i pentastellati, da sempre in prima linea sulla ‘trasparenza’, che ora si ritrovano l’ennesima macchia nera in uno scandalo che coinvolge decine di esponenti ad ogni livello del movimento: dalla candidata a sindaco alle elezioni 2017 Samantha Busalacchi, alla deputata nazionale Claudia Mannino, entrambe indicate come due delle persone che hanno materialmente falsificato le firme dei cittadini.
Il reato ipotizzato dal Procuratore aggiunto di Palermo per gli indagati è previsto dall’articolo 90, del Testo Unico del 1960, secondo cui vengono perseguiti coloro che formano falsamente liste di elettori o di candidati o altri atti destinati alle operazioni elettorali.
L’indagine, coordinata dal Procuratore aggiunto Bernardo Petralia e dal pm Claudia Ferrari, ha subito una accelerazione nei giorni scorsi, dopo le prime audizioni degli inquirenti. Sono stati sentiti alcuni firmatari che non avrebbero riconosciuto le loro firme accolte nel 2012 per le comunali.

Ilario Chiaventi a dieci anni dalla scomparsa

Il 12 novembre 2006 a soli 56 anni moriva Ilario Chiaventi, anima del socialismo mantovano nel difficilissimo periodo post tangentopoli. In un momento in cui la città di Mantova guarda al futuro con coraggio, determinazione e una visione nuova delle possibilità offerte dall’Europa e dalle sfide globali, è molto pertinente ricordare chi, in un passato recente ma già altro, aveva sempre creduto nell’Europa e, soprattutto, nell’Europa delle nuove generazioni, non certo in quella attuale delle burocrazie e del fiscal compact. Non è retorico quindi, oggi, rivolgere un pensiero a Chiaventi, che aveva scommesso e puntato sui giovani, sul loro indispensabile contributo, nella cultura come nell’impresa e nel sociale, nel dare speranza alla città e al suo sviluppo.

chiaventiLa Federazione Provinciale del PSI, a dieci anni dalla sua prematura scomparsa ricorda un “politico di razza”, talora intransigente ma generoso, la cui azione amministrativa, civile e culturale è stata, purtroppo interrotta, bruscamente senza poter essere portata a termine, in modo compiuto. Il suo spirito, la sua volontà e forza, il suo acume politico e umano, hanno lasciato un segno certo e sono stati un esempio di vigorosa passione riformista.

Per dare a Ilario Chiaventi il meritato risalto, nelle prossime settimane, il Comune di Mantova dedicherà alla sua figura un evento ad hoc.

Michele Chiodarelli

Forlanini, si aspetta ancora la riqualificazione

forlaniniSi riapre il caso delle strutture fatiscenti a Roma. Otto anni dopo la chiusura del Forlanini, un enorme complesso sanitario a ridosso del centro di Roma appena sopra il quartiere di Trastevere, la Regione Lazio che ne è proprietaria ha stabilito che l’area dovrà essere destinata ad accogliere uffici pubblici. Tuttavia pare che l’ospedale sia ancora ‘funzionante’. “Se la Regione vuol far credere che il Forlanini sia chiuso non date retta: il cuore pulsante dell”azienda è attivo più che mai, lavora, produce, manda avanti la barca in avaria… con un trattamento peggiore di quello che si potrebbe riservare agli animali”. Lo dichiara il presidente di Assotutela Michel Emi Maritato che spiega: “ci riferiamo agli impiegati, ai tecnici, agli operai confinati in una palazzina ancora attiva, dopo la chiusura del corpo centrale dell”ospedale. Circa 300 persone rimaste in condizioni precarie, in uno stabile privo di manutenzione, con i soffitti che crollano, gli impianti elettrici fatiscenti, i termosifoni spenti e gli ascensori bloccati, causa conclusione dell”appalto di manutenzione. Alcuni operatori si sono perfino visti addebitate dalla Regione Lazio il costo di lampadine sostituite. Un vero scandalo” tuona il presidente. “In tutto questo cosa fa il volitivo direttore D’Alba? Lui nulla ma noi vigileremo sulla salute dei dipendenti e sulla corretta fruizione dei servizi pubblici, in primo luogo le cartelle cliniche”.
Intanto si è calcolato che per ristrutturare una struttura così grande, costruita negli anni Trenta e abbandonata in gran parte da otto anni, servirebbero almeno 280 milioni.
Lo scorso 19 luglio la Uil Lazio ha organizzato la fiaccolata «Riprendiamoci il Forlanini» per sollecitare la Regione a non mandare in malora né a vendere la struttura. Con la Uil – rappresentata dal segretario generale Carmelo Barbagallo e dal segretario regionale della Uil Roma e Lazio Paolo Dominici – hanno sfilato centinaia di cittadini, associazioni, comitati di quartiere e medici e personale dell’ex nosocomio. “Uno degli ospedali più grandi d’Europa – spiega Dominici – versa in uno stato di degrado e abbandono”. È questo il Forlanini oggi. Un ex ospedale punto di riferimento dell’intero Paese dismesso e dimenticato.
Una “cittadella della pubblica amministrazione”, era l’idea per il Forlanini che la giunta di Nicola Zingaretti ha approvato a settembre, che dovrebbe accogliere nei 170 mila metri quadrati di superfici coperte uffici di ogni genere, dai ministeri agli assessorati regionali o comunali. Ma nel mentre sono già stati spesi 280 milioni, ovvero la stessa cifra ora necessaria alla sua ristrutturazione, per la nuova sede della Provincia di Roma.

Olindo Guerrini, poeta
e grande romagnolo

casa-del-poetaLa storia della letteratura italiana è rigonfia di nomi autorevoli che sono stati presto dimenticati o relegati fra gli ingegni minori dei nostri narratori. Uno di questi che visse a cavallo tra Ottocento e Novecento è Olindo Guerrini, conosciuto nei testi scolastici più con lo pseudonimo di Lorenzo Stecchetti che col suo vero nome.
I ricordi studenteschi vanno subito a quella vena di tristezza con la quale disegnava tutte le sue malinconie passando poi a versi di una spiritosaggine ed argutezza sorprendenti.
Nacque a Forlì il 4 ottobre 1845 ma crebbe a Sant’Alberto piccolo centro del ravennate, nel quale amava spesso ritornare. Il 21 ottobre di quest’anno ricorreva il primo centenario dalla morte.
La sua vera attività di scrittore, poeta e satiro arguto, nonché inventore anche di ricette per cucina con l’utilizzo dei rimasugli poveri, la espletò a Bologna dove dirigeva la Biblioteca universitaria. Università ove ebbe la cattedra Giosuè Carducci fino alla morte avvenuta nel 1906. Ed è qui che lo conosce e vi lega una solida amicizia. Fu grande amico anche di Pellegrino Artusi, con cui condivideva l’amore per la cucina.
Fu assessore comunale a Ravenna, e avviò il locale corpo dei Vigili del Fuoco; fu Console del Touring Club Italiano; fu grande appassionato di bicicletta, ed effettuò diversi viaggi in bici – anche assieme al figlio – nell’Italia settentrionale.
Da qualche mese si è costituita a Sant’Alberto nella sua casa, ora museo, l’Associazione Amici di Olindo Guerrini, a cui si devono alcune delle iniziative più importanti (fra cui nel mese di ottobre una mostra, un convegno e un’edizione critica dei Sonetti romagnoli) che coordina il calendario delle manifestazioni.olindo-guerrini
“Poeta italiano – si legge nella scheda biografica dell’enciclopedia Treccani – compilò anche alcune opere erudite (La vita e le opere di G. C. Croce, 1908). Sotto lo pseudonimo di Lorenzo Stecchetti, che egli presentò come un giovane morto di tisi, pubblicò Postuma (1877), Polemica e Nova polemica (1878), versi che costituirono il manifesto del Verismo poetico italiano”.
Quella di Guerrini è una delle voci che si oppongono allo stanco sentimentaleggiare del tardo Romanticismo italiano. Abile polemista, dalle accese punte anticlericali, Il poeta battagliò a lungo contro di esso. Guerrini fu un fecondo verseggiatore dal gusto goliardicamente incline alla beffa e allo scandalo”.
Le cronache dell’epoca e il materiale museale nella raffinata residenza di Sant’Alberto ce lo regalano come un personaggio vanitoso che seppe districarsi da professionista anche nell’arte della fotografia, della musica e della pittura: un piccolo paesaggetto agreste in una teca questa propensione macchiaiola lo rivela.
Alcuni oggetti, come svariate pipe di foggia originale che si faceva fare su ordinazione e una nutrita biblioteca che vantava di aver letto tutta, sono la cornice di un personaggio troppo in fretta relegato in soffitta, anche se i suoi Amici tenacemente dopo cento anni dalla morte a questo non si rassegnano.

Guerrino Mattei