“Tota Pulchra” e i progetti per Messico e Libano

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Nella sala centrale dell’Oratorio del Gonfalone (nota specialmente per gli splendidi affreschi delle “Storie della Passione di Cristo”, opera di artisti tardocinquecenteschi come Federico Zuccari e altri), presso Via Giulia, nel Centro storico di Roma, l’associazione “Tota Pulchra”, che dal 2016 si occupa d’ arte in quanto manifestazione, nell’ uomo, della bellezza divina e mezzo di cambiamento sociale, ha organizzato ultimamente una serata di musica, arte e poesia. Aperta da Mons. Jean-Marie Gervais, Prefetto del Capitolo vaticano e Presidente dell’ associazione, la serata ha permesso di presentare al pubblico i progetti di “Tota Pulchra” per il prossimo anno: riguardanti, specialmente,. Messico e Libano.

Sul palco, introdotti dal giornalista Marco Carbone e coordinati dai bravi Valerio Monda e Luca Alberto Di Laudo, rispettivamente primo e secondo assistente di “Tota Pulchra”, si son alternati i vari oratori. “In Messico – ha precisato il musicista Gianmarco Lorusso – siamo riusciti a organizzare, a , sul Pacifico, un’ “orchestra-escuela” che prende letteralmente dalla strada i ragazzi poveri, i “meninos de rua”, dandogli da mangiare e, soprattutto, un’istruzione. Il 4 gennaio sarò nuovamente là, per un grande concerto con la partecipazione di questi ragazzi: un’iniziativa umanitaria di questo rilievo ha bisogno, chiaramente, del sostegno di voi tutti”.
In Libano, invece, l’iniziativa di “Tota Pulchra” riguarda il monastero di Sant’ Elias ( il nome originario, Ilia, indica il profeta Elia della Bibbia) di Kahlounieh, dell’ Odine maronita libanese, fondato nel 1766 e andato distrutto nella guerra civile terminata solo nel 1990. L’ associazione sta cercando d’ assecondare gli sforzi del monastero per risorgere: sia come centro di dialogo interreligioso e interculturale (negli anni ’70 vi funzionava una scuola per 400 studenti, di tutte le comunità religiose, specialmente druse e cristiane) che come polo di sviluppo economico, basato soprattutto su attività agricole con le piu’ moderne tecnologie bio ed eco-correlate. “Speriamo – spiega Monsignor Gervais – d’ avviare i lavori entro la prima metà del 2018: chiaramente, un progetto del genere richiede cospicui investimenti, e tra poco partirà una forte campagna di finanziamento. I monaci, aiutati da associazioni private, stanno cercando di raccogliere fondi, ma la cosa richiederà tempo, anche per i problemi politici. In complesso, però, gli stessi drusi e tutti i libanesi capiscono che la presenza cristiana in Libano è storicamente importante, essenziale nella sua stessa fisionomia di terra da sempre portata al dialogo tra culture e religioni diverse (cristiana maronita e di altre confessioni, musulmana sunnita, scita, drusi)”.
Dopo l’esecuzione di brani musicali da parte di vari interpreti, Veronica Piraccini, docente di Pittura all’ Accademia di Belle Arti di Roma, ha presentato il suo dipinto “Il mio Gesù'”: opera inedita ( presentata, ultimamente, solo alla chiesa di S.Paolo alla Regola) realizzata, per contatto diretto con la Sindone di Torino, con la tenica della “pittura impercettibile” ( basata su speciali pigmenti impercettibili , inventati dalla stessa artista, che fan sì che l’opera non sia visibile alla luce naturale, ma appaia nella sua completezza solo al buio, con l’ausilio di speciali lampade).
Michele Santangelo, presidente dell’associazione “Percorsi di luce-Il cammino lucano”, ha parlato dell’ itinerario di culto mariano in Basilicata organizzato in vista anche del 2019: che sarà anche l’anno, appunto, degli itinerari su base religiosa e culturale, e vedrà Matera capitale europea della cultura. Luca Maria Spagnuolo ha recitato e commentato lo straordinario ultimo canto del “Paradiso” dantesco, aperto dalla celebre invocazione alla Madonna; mentre Alessandro Di Liberto, esperto di geopolitica, s’ è’ soffermato sulle grandi opportunità che per l’ Italia, specialmente meridionale, si stanno aprendo oggi col ritorno del baricentro economico mondiale, dopo cinquecento anni, verso l’ Oriente, con la nuova “Via della seta” aperta da una Cina fortemente proiettata ormai nel Mediterraneo.

Fabrizio Federici

I vincitori del premio Franco Cuomo

franco-cuomo2-500x353Alla sala Zuccari di Palazzo Giustiniani, son stati premiati i vincitori della IV edizione del “Franco Cuomo International Award”: l’importante premio dell’ associazione Ancislink intitolato allo scrittore, giornalista e drammaturgo Franco Cuomo, scomparso esattamente dieci anni fa, nell’estate del 2007. All'”Avanti!“, Cuomo aveva lavorato per anni: ricoprendo, per singolare scherzo della storia, lo stesso ruolo di responsabile della pagina culturale che, decenni prima, era stato di Antonio Gramsci: quello stesso Gramsci cui aveva dedicato una delle sue più belle e appassionate pièces teatrali.
Il teatro era uno dei primi (in senso sia cronologico, che d’ importanza) amori di Franco: che, però, si definiva soprattutto un giornalista scrittore (non certo un semplice cronista), sul modello di Hemingway e, in casa nostra, Dino Buzzati. Al teatro aveva dato opere importanti, come “Faust o Margherita” (rappresentato con Carmelo Bene), “Romeo e Giulietta” (portato in scena ancora con Bene e Roberto Lerici) , “Il caso Matteotti” (ispiratore, in seguito, del celebre film del ’73 di Florestano Vancini). Mentre come scrittore e saggista, Cuomo, un po’ come Giorgio Albertazzi, era affascinato dal Medioevo “anarchico” ed esoterico-libertario, quello dei Templari (“Il tradimento del Templare”, è stato uno dei suoi ultimi romanzi: per non parlare di “Gunther d’Amalfi, cavaliere Templare” (finalista allo Strega 1990), dei catari, dei Rosacroce. Per i più reconditi anfratti del Medioevo europeo, Franco aveva una vera e propria passione, espressa in questi romanzi, in saggi come “Gli Ordini cavallereschi nel mito e nella storia” e in articoli controcorrente su quotidiani e periodici vari (ne ricordo, in particolare, uno davvero illuminante, che ribaltava le opinioni tradizionali sulle origini della mafia presentando prove incontrovertibili della sua parziale derivazione dagli invasori normanni!).Chi scrive,aveva avuto occasione di conoscere Franco nel 1980-’81, frequentando, da ragazzo alle prime armi del giornalismo, appunto la redazione dell’ “Avanti!”, nella vecchia sede di Piazza Indipendenza; e ne aveva apprezzato la profonda cultura e la grande umanità, appena dissimulata da un carattere un po” particolare, non sempre facile da decifrare.
In questa IV edizione del “Franco Cuomo International Award”. vincitori sono stati , per la sezione Letteratura, il magistrato e scrittore Giancarlo De Cataldo, e, ex-aequo, il Rettore dell’Università Roma 3 Luca Pietromarchi (autore, ultimamente, d’ un’edizione critica in italiano delle celebri favole seicentesche del La Fontaine): che, ritirando il premio, ha annunciato ufficialmente il progetto di un nuovo Polo universitario di Roma 3 ad Ostia (dedicato alle discipline del mare e per lo sviluppo dei sistemi satellitari), come concreto antidoto al degrado morale e ambientale della zona. Per il Teatro, Antonio Calbi, Direttore dello Stabile di Roma, autore non solo di grandi spettacoli, ma anche di spettacoli-progetto, vere e proprie riflessioni collettive sul futuro, come “Ritratto di una Capitale ” e “Ritratto di una Nazione”. Insieme a lui, lo spettacolo teatrale “Mediterri-Amo…”, andato in scena a ottobre scorso a La Pergola di Firenze (con incassi devoluti all’ UNHCR, l’importante agenzia ONU per il soccorso alle vittime dei conflitti.Per l’ Arte, il premio è andato agli artisti Oliviero Rainaldi e Marco Tirelli; per il Giornalismo e Saggistica, alla giornalista del TG1 mattina Adriana Pannitteri, e per la Saggistica allo storico Agostino Giovagnoli, autore d’una documentata “Repubblica degli italiani” (Laterza, 2017), cavalcata nella storia del dopoguerra ,sino al cruciale venticinquennio da Tangentopoli a Gentiloni (1992-2017).
La giuria, composta da personalità come Giuseppe Marra, Maurizio Scaparro, Giancarlo Bosetti, ha conferito, infine, alcuni premi speciali a personalità distintesi per un particolare impegno civile: come Padre Giulio Albanese, missionario comboniano e giornalista specializzato sul Terzo Mondo, il Generale Angiolo Pellegrini, comandante della sezione Antimafia di Palermo dal 1981 al 1985, e lo scrittore portoghese Francisco de Almedida Dias.
“Son molto grato all’Ancislink e alla giuria per il successo che quest’iniziativa sta riscuotendo”, dice Alberto Cuomo, figlio dello scrittore e presidente del Premio: “Questo premio ha lo spirito giusto; è un’occasione per selezionare il meglio che la nostra società riesce ad esprimere”.

Ikea Corsico. L’Italia non è un Paese per mamme

ikeaMarica Ricutti, 39 anni. Una donna che da 17 anni lavora nello stabilimento Ikea a Corsico, in provincia di Milano. Una donna separata, con due figli di 10 e 5 anni, di cui l’ultimo disabile. Successivamente ad un cambio di mansioni Marica aveva fatto presente all’azienda che non avrebbe potuto rispettare gli orari imposti proprio a causa del bimbo piccolo, per cui la donna usufruiva dei permessi connessi alla legge 104. Sarebbe stato impossibile coordinare l’ingresso al lavoro alle 7 con le cure necessarie al piccolo. Il responsabile dell’azienda, preso atto della necessità della lavoratrice le aveva detto che non ci sarebbero stati problemi. La donna poi, come ha raccontato al quotidiano “La Repubblica” è stata rimandata da un referente all’altro, senza ottenere alcuna risposta in merito alla sua richiesta. Fino a che Marika ha deciso di osservare gli stessi orari che faceva prima del cambio di mansione, dalle 9 del mattino fino a fine turno. La settimana scorsa l’azienda l’ha licenziata. Le ha inviato una lettera comunicandole il licenziamento in tronco perché “venuto meno il rapporto fiducia con la dipendente, che in due occasioni si sarebbe presentata in orari diversi da quelli concordati”.

L’Italia si sa, non è un Paese per donne. L’occupazione femminile a giugno ha toccato la percentuale record del 48,9% è ancora molto inferiore alla media europea del 62,5%. Ma non è neanche un Paese per mamme. Nel 2016 secondo l’Ispettorato nazionale del lavoro il 78% delle richieste di dimissioni ha riguardato lavoratrici madri e nel 40% dei casi la motivazione è dettata da tre ragioni: assenza di parenti di supporto, mancato accoglimento al nido ed elevata incidenza dei costi di assistenza al neonato.

In Svezia la situazione è ben diversa. Il congedo di maternità o paternità ammonta a 480 giorni a stipendio intero; sono previsti permessi retribuiti per accudire i figli malati fino ai 12 anni per un totale di 120 giorni in un anno; per ogni figlio fino ai 16 anni è previsto un assegno mensile di 100 euro; l’istruzione scolastica è gratuita fino ai 19 anni. Nel nostro Paese invece alle neo mamme spettano cinque mesi di congedo obbligatorio retribuiti totalmente, a cui si possono aggiungere, su richiesta ed entro i 12 anni di età del figlio, ulteriori sei mesi retribuiti al 30%.

Qualche mese fa alcune Manager Ikea raccontavano alla rivista Marie Claire quanto fosse facile lavorare nell’azienda svedese e conciliare la loro vita da mamma. Le intervistate raccontavano di promozioni ottenute dopo la maternità, di orari flessibili ed elastici e di una amministrazione entusiasta del loro doppio ruolo. Sulla carta di una rivista una realtà che appare ben lontana da quella stessa azienda che ha licenziato una dipendente madre per non aver rispettato gli orari del turno.

Valentina Bombardieri
Blog Fondazione Nenni

Radicali: finalmente ok a referendum su Atac

Atac

Questa mattina è finalmente arrivata la conferma ufficiale dagli uffici comunali: il referendum “Mobilitiamo Roma”, per la messa a gara del servizio di trasporto pubblico nella capitale, si terrà la prossima primavera. Ne danno notizia i Radicali. “Sarà un’occasione storica per tutti i romani, che potranno pronunciarsi in prima persona su uno dei temi che tocca in modo più diretto la loro vita: quello della loro libertà di movimento nella città, che attualmente viene loro negata da una situazione disastrosa che è sotto gli occhi di tutti “.Così in una nota congiunta Riccardo Magi e di Alessandro Capriccioli, rispettivamente segretario di Radicali Italiani e di Radicali Roma.

“La strada indicata non soltanto dal nostro referendum e dai più di 30mila cittadini che l’hanno sottoscritto, ma dalle indicazioni nazionali ed europee e negli ultimi giorni anche dall’antitrust, è quella delle gare – sottolineano i Radicali – e quindi dell’apertura alla concorrenza: contro la quale hanno operato, per decenni e in modo trasversale, i meccanismi clientelari che hanno portato la capitale in un baratro senza fondo”. Ora si apre una nuova fase: come lo statuto prevede, la Sindaca Raggi avrà tempo fino al 31 gennaio per fissare la data della consultazione cittadina, e nel frattempo la Commissione per i Referendum dovrà stilare il regolamento per la disciplina degli spazi di informazione nella campagna elettorale referendaria.

“E’ arrivato il momento di superare le posizioni ideologiche che contraddistinguono anche questa amministrazione, e di fare il massimo affinché la volontà dei cittadini possa esprimersi in modo libero e consapevole – concludono -, al di là dei posizionamenti e con l’obiettivo di valorizzare al massimo la partecipazione popolare e il perseguimento del vero “bene comune”: l’efficienza del servizio offerto ai cittadini, e non la difesa a oltranza di interessi particolari e corporativi”.

Luigi Grassi

Libero Battistelli, repubblicano di G.L.

Fra i principali esponenti del movimento, a 80 anni dalla morte nella guerra di Spagna, è giusto ricordare il bolognese Luigi “Libero” Battistelli.

libero battistelliRicorda Alessandro Galante- Garrone (cfr. ristampa anastatica dei Quaderni di Giustizia e Libertà): «Nell’agosto 1929 a Parigi, in casa di Alberto Tarchiani, si erano riuniti attorno a Carlo Rosselli e a Lussu, appena evasi da Lipari, alcuni fuorusciti. Come lo stesso Tarchiani ci ha raccontato nelle pagine che precedono questa ristampa, mentre gli amici discutevano sul nome e sul programma da adottare per il nuovo movimento […] Raffaele Rossetti, l’audace e generoso affondatore della Viribus Unitis (nave ammiraglia della flotta militare austriaca, ndr) che era con loro mormorava tra sé il verso carducciano “ultime due superstiti. Giustizia e Libertà”. La reminiscenza piacque, e il nome fu scelto: quasi a ribadire la volontà di ricongiungersi alla tradizione mazziniano-garibaldina del Risorgimento.».

Nato nel 1893, Battistelli si riconobbe in gioventù negli ideali mazziniani, si iscrisse al PRI e fu amico del socialista Giuseppe Massarenti di Molinella. Si laureò presso l’Università di Bologna in giurisprudenza nel 1919 con una tesi su I lasciti per l’anima e per le opere di culto. Con l’amico Mario Bergamo assunse la difesa dei lavoratori agricoli di Molinella nella causa che li opponeva ai grandi proprietari terrieri.

Nel 1924 Emilio Caldara, già sindaco socialista di Milano, aveva incontrato Mussolini. Si ipotizzava una possibile collaborazione in vista di un corporativismo moderatamente democratico e socialista. Il caso Caldara provocò una forte polemica da parte di Rosselli (cfr. Quaderni di G.L. n. 2, 25/5; n.9, 13/7; n.14, 17/8; n.17, 6/9, 1924).

Battistelli, analizzando il discusso attentato a Mussolini, che costò la vita a Bologna nel 1926 al giovane Anteo Zamboni, giunse alla conclusione che (non essendovi il benché minimo indizio che potesse far risalire a una qualche organizzazione antifascista) forse gli ideatori e i mandanti fossero stati gli stessi agrari fascisti della Val Padana, insofferenti della procedura troppo lenta e dell’eccessiva cautela diplomatica seguita da Mussolini per giungere al potere assoluto.

Nel 1927 l’irruzione di fascisti nel suo studio professionale, che venne devastato e distrutto, convinse Battistelli a espatriare. Si trasferì a Rio de Janeiro, aderì alla LIDU ( lega italiana dei diritti dell’uomo) ,divenne membro del comitato centrale del movimento Giustizia e Libertà e strinse amicizia con gli anarchici Nello Garavini ed Emma Neri.

Nel 1932 collaborò alla rivista Studi Sociali di Luigi Fabbri e fu in corrispondenza con Emilio Lussu e Camillo Berneri. Nello stesso anno e nel successivo pubblicò alcuni articoli sui Quaderni di Giustizia e Libertà. Nel fascicolo IV (settembre 1932), dal titolo significativo Disarmo e Stati Uniti di Europa osservava che, se la pace è obiettivo comune di ogni uomo, il fascismo è forse il regime politico che più teme la guerra, perché potrebbe segnare la sua fine. Le conferenze per il disarmo fallirono per un irrazionale ottimismo permeato di retorica. La creazione di una federazione europea (o mondiale) presuppone però un certo grado di omogeneità politico-sociale e occorre: «far sì che, dall’interno delle singole nazioni, la volontà non solo di pace, ma di giustizia, si orientino verso un ideale comune e informino di questo ideale la struttura politico-sociale dei singoli stati.». Il tema degli Stati Uniti di Europa sarebbe poi stato al centro delle riflessioni dei principali uomini di G.L. e nel 1936, a Radio Barcellona, Carlo Rosselli avrebbe pronunciato la profetica frase: «Non esiste altra politica estera, Stati Uniti di Europa… il resto è catastrofe.».

Nel fascicolo VII del giugno 1933, nell’articolo dal titolo Breve svolgimento di alcuni TEMI proposti da G.L., Battistelli concordava con le recenti critiche mosse alla socialdemocrazia e originate dagli esperimenti di governo in Germania e Austria. Vedeva le ragioni dell’insuccesso nel carattere religioso del marxismo in genere. «Das Kapital» osserva Battistelli «può essere interpretato, come possono essere interpretati: la Bibbia, Il Vangelo, Il Corano. Le interpretazioni possono dare origine a confessioni diverse (socialdemocratici e comunisti, come sadducei e farisei, cattolici e protestanti, halafiti e sciiti) tacciandosi a vicenda di eresia. Ma non può essere discusso. Il carattere religioso di un movimento, però, se rappresenta una forza espansiva di prim’ordine… costituisce un ostacolo gravissimo al suo adeguarsi alla realtà. La sconfitta vera, dove vi è stata, ha colpito in sostanza le ideologie liberali, democratiche, umanitarie, che i socialdemocratici si erano assunti il compito di difendere. La religiosità, carattere distintivo del Marxismo, si incontra particolarmente intensa nel comunismo. Religiosità intensa, fanatica, intollerante da cui l’odio implacabile contro il pagano e l’infedele (il borghese), ma l’odio ancora più implacabile contro l’eretico (il socialdemocratico, l’anarchico). Rispetto all’Italia il movimento Giustizia e Libertà sembra appunto rispondere alla realizzazione empirica di quell’aggiornamento , che la revisione dottrinaria del marxismo e quella assai più avanzata e assai meno necessaria dei socialismi a-marxisti devono operare nel campo teorico.».

Nel 1935 Carlo Rosselli iniziò una polemica contro gli esiliati che coinvolse gli antifascisti e lo stesso Mussolini. Da Rio de Janeiro, Battistelli scrisse a Rosselli: «O esiste (tra i giovani in Italia) l’accordo sui programmi più o meno sistematici e completi intorno ai quali si raggruppano gli antifascisti emigrati, e la rivoluzione, da chiunque fatta, segnerà il trionfo di tali programmi […], o tale accordo non esiste, perché i rimasti in Italia e le nuove generazioni non accettano tali programmi. E allora, se una rivoluzione sarà da loro compiuta, non sarà la nostra.». (cfr. Discussioni sull’esilio, 29/1/1935).

Nel fascicolo dei Quaderni di G.L. del 23/8/1935 in “Osservazioni sullo sport” Battistelli sottolineava l’importanza delle discipline sportive per le classi popolari come giovamento per irrobustire fisici indeboliti dai lavori ripetitivi degli operai. Invitava però i lavoratori a evitare la retorica dello sport di regime che poteva allontanare dall’impegno politico antifascista.

Quando scoppiò la guerra di Spagna e gli internazionalisti accorsero a difendere la Repubblica, le corrispondenze dal fronte, in particolare quelle di Umberto Calosso, crearono un vero entusiasmo nei lettori. Anche Libero Battistelli si convinse della necessità di rientrare dal Brasile e affiancare i suoi vecchi amici che vedeva descritti come eroi mitici. Nel settembre 1936 fu incorporato nella Brigata Garibaldi agli ordini di Randolfo Pacciardi. Fu nei primi mesi del 1937 che la Brigata Garibaldi ebbe i maggiori successi.

Quando nello stesso anno la maggioranza degli anarchici della Colonna decise di ritirare la fiducia al nuovo comandante Orlandini perché di origine cattolico-popolare, Camillo Berneri tentò invano di farli recedere dalla decisione per il rischio di perdere la necessaria solidarietà di Giustizia e Libertà per l’anarchismo di Catalogna. I comunisti della Colonna solidarizzarono invece con la decisione di sfiduciare il comandante Orlandini, contribuendo così alla dissoluzione della Colonna. Rosselli allora tentò un nuovo nome che, pur inserito in una formazione a maggioranza anarchica, battezzò “ Brigata Matteotti”.

A tentare un’intesa con la Brigata Garibaldi si impegnò Alberto Cianca, partito per il fronte spagnolo in temporanea sostituzione di Carlo Rosselli, che era rientrato in Francia per curare la sua flebite. Si rendeva così necessario un nuovo comandante per le forze militari di G.L.

Il 16/6/1937 Battistelli fu gravemente ferito da una mitragliatrice mentre era al comando del I° Battaglione della Brigata Garibaldi e morì poco dopo, a distanza di soli 10 giorni dall’assassinio dei fratelli Carlo e Nello Rosselli a Bagnoles-de-l’Orne. I contrasti all’interno delle forze repubblicane sarebbero state certamente fra le cause determinanti della sconfitta e descritte poi con passione civile e precisione di cronaca dagli scritti di Arthur Koestler e George Orwell, oltre che dai diari di Aldo Garosci e Nicola Chiaromonte.

Emilio Lussu non riuscì a trattenere la commozione nel ricordare i compagni caduti, da Fernando De Rosa ai giellisti Libero Battistelli e Renzo Giua. Silvio Trentin invece in Giustizia e Libertà (cfr. anno V, 2/7/1937) onorò Battistelli ricordando i tre aspetti del militante, ormai divenuto eroe, che definì: «paladino dell’ideale, per 1) la fede nella rivoluzione come strumento per l’innalzamento della dignità umana 2) l’impegno per realizzare l’unità rivoluzionaria del popolo italiano 3) l’intransigenza nel porsi come antitesi irriducibile al fascismo.». Tutte caratteristiche che lo resero vero fratello politico e di pensiero di Carlo Rosselli.

Dopo la seconda guerra mondiale il Comune di Bologna intitolò a Libero Battistelli una via del centro storico. Nell’ottantesimo anniversario della morte, però, nessuno ha sentito la necessità di ricordarne la figura potente e inconciliata.

Torna Esotericarte al Teatro Vittoria di Roma

5-esotericamente_origTorna il 27,28 e 29 novembre al Teatro Vittoria di Roma, Esotericarte, lo spettacolo teatrale, scritto ed interpretato da Elio Crifò, che sta attraversando le piazze ed i teatri italiani, con la partecipazione straordinaria di Vittorio Sgarbi. Dallo spettacolo è stato tratto l’omonimo libro, disponibile in libreria e negli store online.
Il lavoro ripercorre i misteri dell’Arte italiana Medievale, contribuendo a riscoprirne la bellezza ed i contenuti che si celano dietro di essa, in un viaggio attraverso esoterismo, simbologia e numerologia.
L’obiettivo dell’autore è dunque quello di mettere a fuoco i messaggi ed i contenuti esoterici racchiusi all’interno di imponenti e meravigliose cattedrali, di raffinati mosaici, di dipinti famosi in tutto il mondo, ma di cui conosciamo in realtà davvero poco, cercando di tracciare una strada che possa fare luce su un mondo che abbiamo davanti agli occhi ma che non sappiamo vedere né comprendere.
“Perché abbiamo Cattedrali con la filosofia del tre? O palazzi con giochi geometrici, proporzione auree e disposizioni astrali e cosmologiche? Perché abbiamo una grande quantità di opere, ricoperte da simboli alchemici, gnostici, cabalistici che ancor oggi risultano incomprensibili e misteriosi? Eppure è strano! In un Paese come il nostro che pullula di fratelli massoni, grandi studiosi di esoterismo, simbolismo, numerologia, cabala… e nessuno che riesca a decifrare quasi nulla? È strano! Come nelle stragi, esistono depistaggi anche nella storia dell’Arte”.
Il lettore, così come lo spettatore, viene avvicinato, grazie al lavoro dell’autore, a tematiche ed aspetti della Nostra Arte spesso trascurati, rispetto ad un periodo storico a lungo erroneamente sottovalutato e definito “buio” per l’umanità. Il lavoro di Crifò ha in questo senso anche la funzione di rivalutare il medioevo dimostrando come esso fosse tutt’altro che un periodo oscuro, e come anzi, seguisse una strada propriamente “illuminata” dalla luce della conoscenza spirituale ed ermetica.
Il volume è costituito dal testo teatrale ed arricchito da un ampio impianto fotografico ed illustrativo, e presenta un approccio semplice e diretto nei confronti del lettore, che viene coinvolto in prima persona, quasi fosse realmente davanti ad uno spettacolo.
“Esotericarte è un viaggio ‘pulp’ nell’Arte, che parte dai mosaici di Ravenna e si conclude sulla tomba di Dante… a Ravenna, compiendo così una narrazione esoterica circolare!”.

PROSSIMI SPETTACOLI:
27-28-29 Novembre 2017 presso Teatro Vittoria – Roma – ore 21.00
Per info e biglietti: www.teatrovittoria.it

Nota biografica
Elio Crifò (Roma, 1970) è autore, regista ed attore teatrale, e si è fatto notare recentemente grazie a La Classe DiGerente, spettacolo teatrale che si potrebbe definire d’inchiesta, fondato su un autentico spirito di ricerca, e che mette a nudo le verità che si celano dietro la dis-informazione operata scientemente da chi detiene il potere politico ed economico.
Si diploma nel 1996 all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico e segue seminari con Susan Strasberg, Federico Tiezzi, Agustì Humet. Nel 1998 si classifica primo al “Corso-concorso speciale di perfezionamento in recitazione per il cinema” della Scuola Nazionale di Cinema. Come attore teatrale ha lavorato con Oreste Lionello, Gabriele Lavia, Lando Buzzanca, Pier Francesco Pingitore, Carlo Croccolo, Giancarlo Sepe, Giancarlo Cobelli, Ivana Monti, Giorgio Albertazzi.
Per il cinema ha recitato, tra gli altri, nei film Nessuno di Francesco Calogero (con S. Castellitto, R. Carpentieri, R. De Francesco), Esercizi di Stile di Pino Quartullo (con M. Wertmüller e E.S. Ricci), L’Amore di Marja di Anne Ritte Ciccone. Per la televisione ha preso parte alle fiction Onore e rispetto 3, Faccia d’angelo, Carabinieri 5, Bang bang.
Ha scritto numerosi testi per il teatro tra cui Tutto è male quel che finisce bene nel 2001 e Ciano per il Teatro Vittorio Emanuele di Messina. Per il teatro ha diretto: due opere di Eschilo, Agamennone nel 2004 (vincitore del premio “Carola Fornasini”) e Le Coefore nel 2005 (vincitore a Helsinki dello scambio culturale internazionale promosso dall’accademia della cultura di Finlandia), Orestea con Oreste Lionello nel 2007 e Sogno di una notte di mezza estate di W. Shakespeare (in coregia con Emilio Bonucci) nel 2013.
Negli anni 2013, 14 e 15 ha messo in scena la Classe Digerente 1, 2 e 3. Un testo per creare un ponte di comunicazione con la classe dirigente – editi da Terre Sommerse

La Regione Puglia punta sulla Cultura

Piano-Strategico-Cultura-Puglia-e1478527443819Dieci anni (2017-2026) e 400 milioni di euro di investimenti in cultura. Con questi numeri, che appartengono al “PIIIL Cultura”, la Puglia inaugura la seconda edizione della Manifestazione “All Routes Lead to Rome”, Evento Ufficiale dell’Anno Mondiale del Turismo Sostenibile per lo Sviluppo, proclamato dall’Organizzazione Mondiale del Turismo (UNWTO) presso le Nazioni Unite.
La Puglia è la prima Regione in Italia ad aver redatto un Piano strategico decennale della cultura, che sarà presentato venerdì 17 novembre nel Salone delle Conferenze di Palazzo Massimo, nel corso del Workshop “Verso l’Economia della Felicità – PIIIL Cultura in Puglia”.
«La cultura – dichiara Loredana Capone, Assessore al Turismo della Regione Puglia – come strumento per governare lo sviluppo e la crescita, come traino per l’economia. Con PIIIL abbiamo voluto mettere in campo una vera e propria rigenerazione del sistema e del settore culturale. Una strategia, una visione che non solo ribaltasse lo stereotipo della cultura come hobby a vantaggio di una consapevolezza ben diversa, ovvero che la cultura è innanzitutto lavoro, ma riconoscesse alla programmazione delle attività e alla fruizione degli spazi comuni il valore fondamentale dell’opportunità del confronto e della condivisione».
Prodotto, Identità, Innovazione, Impresa e Lavoro. Sono questi i 5 temi del Piano, che ha l’obiettivo di sviluppare il prodotto culturale, di valorizzare l’identità del territorio, di costruire una nuova cultura d’impresa, di puntare su innovazione, internazionalizzazione, formazione e di generare lavoro e buona occupazione. Un Progetto che promuove e auspica il pieno coinvolgimento del tessuto produttivo, la partecipazione delle comunità e la formazione di partenariati pubblico-privati.
Con questo Piano si intende, per la prima volta a livello nazionale, adottare un metodo di piena partecipazione delle Istituzioni e di tutti gli attori della filiera culturale. Realizzare una pianificazione strategica e operativa, prevedendo un monitoraggio costante della stessa e consentendo l’ottimizzazione di risorse e risultati.
«Insieme agli operatori, alle imprese, alle associazioni di categoria, alle Istituzioni e ai cittadini, – continua Loredana Capone – abbiamo avviato un percorso che intendiamo mettere a sistema come metodo di governo. Il nostro essere comunità è la nostra forza. Lo abbiamo fatto anche per il turismo. E proprio dal binomio cultura/turismo passa il futuro delle economie mondiali. Nulla più dell’elemento culturale può determinare, infatti, l’identità di un territorio. E, oggi, i turisti hanno i palati sopraffini e al viaggio del mero divertimento in oasi di bellezza sempre uguale preferiscono il viaggio dell’esperienza che si affida alle emozioni dei luoghi».
La Puglia, partendo da un patrimonio inestimabile di bellezze naturali e antiche vie di storia, cultura e pellegrinaggio, mira a destagionalizzare l’offerta turistica, non puntando solo su un turismo balneare, ma ampliando e sviluppando un’offerta più autentica, esperienziale e di alta qualità. É una regione da vivere 365 giorni all’anno grazie all’inestimabile e unico patrimonio di bellezze.
Questi elementi di rilevante importanza emergeranno nel corso dell’incontro che sarà diviso in due parti. La mattina, a partire dalle 10,30, la giornata sarà aperta dall’Assessore al Turismo della Regione Puglia Loredana Capone e dal Presidente del Teatro Pubblico Pugliese Carmelo Grassi, seguirà una tavola rotonda dal titolo “La pianificazione strategica in campo culturale”, coordinata da Claudio Bocci, direttore di Federculture.
Nel pomeriggio, a partire dalle 14,30, i lavori riprenderanno con l’intervento del Direttore del Dipartimento Turismo della Regione Puglia Aldo Patruno e seguiranno le presentazioni dei temi trattati nel Piano e saranno illustrati i Bandi regionali su attività culturali, spettacolo dal vivo e audiovisivi.
La Regione con questo Piano Strategico punta sulla valorizzazione della cultura per uno sviluppo veramente sostenibile, che vede al centro il benessere per rendere le persone, residenti o turisti che siano, più consapevoli e un po’ più felici.

Umbria. Legge contro gli sprechi alimentari

giornata_sprechi_alimentariI consiglieri regionali Carla Casciari (Pd) e Silvano Rometti (SeR) esprimono soddisfazione per l’approvazione in Aula della legge della quale sono stati promotori che promuove le attività di donazione e distribuzione a fini di solidarietà sociale di prodotti alimentari, non alimentari e farmaceutici. Per Casciari e Rometti “l’Umbria con oggi è una regione più etica e civilmente impegnata”.
“Con la presente proposta di legge si intendono perseguire a livello regionale diverse finalità e obiettivi: ridurre degli sprechi e la produzione di rifiuti, secondo le normative nazionali ed europee vigenti, e in conformità coi principi dell’economia circolare; favorire il recupero e la donazione a fini di solidarietà sociale delle eccedenze alimentari, compresi i prodotti agricoli in campo, gli alimenti a fini medici speciali e gli alimenti senza glutine a favore delle persone che si trovino in stato di indigenza o disagio sociale; favorire il riutilizzo e la donazione di prodotti farmaceutici a fini di solidarietà, secondo quanto previsto dalla normativa vigente; promuovere l’insediamento dei centri di riuso; contribuire alle attività di ricerca, informazione e sensibilizzazione sulle materie oggetto della presente legge”.

L’atto prevede la costituzione di reti operative, promosse dai Comuni in forma singola o associata, il cui compito sarà quello di raccogliere i prodotti alimentari e non, ritirati o rimossi dalla distribuzione primaria ma ancora idonei al consumo, ma anche i pasti non consumati preparati dai servizi di ristorazione collettiva, e i prodotti farmaceutici, per
ridistribuirli a fini di solidarietà sociale a favore delle persone che si trovino in situazioni di disagio sociale. Faranno parte della rete, oltre ai comuni, i soggetti della grande distribuzione organizzata, i servizi di ristorazione collettiva, gli organismi dei terzo settore, le associazioni di volontariato e di assistenza, gli enti caritatevoli, le associazioni di categoria e gli operatori dei settori non alimentari, nel rispetto della
normativa vigente. Tra le iniziative della Regione ci sarà ogni anno una “Giornata regionale contro gli sprechi alimentari”; campagne di comunicazione dei dati raccolti in tema di recupero alimentare e riduzione degli sprechi; la promozione di percorsi didattici presso le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado finalizzati alla sana alimentazione, alla produzione alimentare ecosostenibile, alla riduzione degli sprechi; la
formazione dei soggetti partecipanti alle reti operative di gestione delle eccedenze alimentari. Un ruolo importante è previsto per l’Auri (Autorità umbra rifiuti e idrico), delegata a comporre le linee guida per i Comuni anche per quanto riguarda la riduzione della tariffa sui rifiuti alle aziende che donano. Previsti anche criteri premiali per le imprese che garantiscono attività di recupero e donazione delle eccedenze alimentari ai soggetti donatari e per le amministrazioni locali che predispongono bandi specifici.

“I principi ispiratori della proposta di legge sono quelli propri dell’economia circolare, ovvero quel modello di sviluppo che sostiene il prolungamento del ciclo di vita dei prodotti ponendo l’accento sulla sostenibilità, ambientale, economica ed etica, in tutte le fasi di produzione di un bene fino al suo ultimo utilizzo possibile anche a seguito di recupero e riuso. In Umbria esistono già alcune esperienze portate avanti con lungimiranza e responsabilità da enti caritatevoli, istituzioni locali, associazioni di volontariato, terzo settore ed imprese. I contenuti dei documenti redatti a livello sovranazionale trovano riscontro puntuale nella legge nazionale ‘166/2016’ (Disposizioni concernenti la donazione e la distribuzione di prodotti alimentari e farmaceutici a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi). La legge, ad un anno dalla sua approvazione, ha già fatto registrare un aumento del 20 per cento delle donazioni da parte della grande distribuzione che ha trovato in questa legge uno strumento snello e semplice per donare le proprie eccedenze.

“Facebook ci blocca
per troppa attività”

BLOCCO-FACEBOOK“Azione bloccata”. Facebook è uno strumento di comunicazione digitale tanto potente quanto prepotente. Improvvisamente stamattina mi è comparso sullo schermo del computer questo strano messaggio inviato da Facebook: “Azione bloccata”.

Da mesi mettiamo su alcuni gruppi di Facebook degli articoli di www.sfogliaroma.it, il nostro foglio d’informazione su internet, ma oggi non è stato possibile, l’accesso è stato vietato. Cosa succede? L’avviso semplicemente annuncia: “Ti è stato temporaneamente impedito di iscriverti e pubblicare nei gruppi. La restrizione durerà fino al 15 novembre alle ore 7:49”.  È indicato il periodo di sospensione (“fino al 15 novembre”), è precisato perfino l’orario, compresi ore e minuti fino a quando durerà il blocco (“ore 7:49”). All’inizio non si capisce il perché. Poi c’è un’aggiunta: “Se ritieni di visualizzare questo messaggio per errore, comunicacelo”. Seguita da una precisazione: la pubblicazione è stata bloccata perché un articolo “sembra uno spam”.

Abbiamo subito contestato il blocco e l’errore a Facebook, comunicando che il post era un articolo e non uno spam, tuttavia è stato inutile. La risposta è stata del tutto formale: il post verrà esaminato “nuovamente per verificare se non rispetta i nostri Standard della community e ti invieremo un messaggio qui in Messaggi di assistenza se avremo un aggiornamento”. Poi sono seguite due frasi kafkiane: “Questo blocco non può essere rimosso per alcun motivo”; “Per evitare che ti venga impedito di usare nuovamente la funzionalità, fanne un uso più moderato o interrompi il comportamento in questione (ad es. invia meno messaggi al giorno)”.

In sintesi: 1) la nostra contestazione dell’errore non serve a nulla perché comunque “Questo blocco non può essere rimosso per alcun motivo”; 2) in realtà il motivo del blocco è la grande attività di www.sfogliaroma.it su Facebook (“fanne un uso più moderato…”).

Mi è venuto di pensare alle partire di calcio. Quando un calciatore, fuoriclasse compresi, commette un fallo particolarmente grave si può arrivare all’espulsione e alla sospensione dal gioco per una o più giornate. Ma in questo caso c’è “una sospensione” per oltre una settimana perché l’arbitro (già, qui chi è l’arbitro?) punisce il calciatore non perché commette un fallo ma perché gioca troppo e fa troppi gol. Nel nostro caso non c’è alcun motivo vero di sospensione, non ci sono falli da punire. Un assurdo burocratico alla Franz Kafka.

Facebook è un colosso mondiale dell’industria digitale, è uno dei più grandi e potenti gruppi globali. È un’azienda multinazionale statunitense stimata oltre 500 miliardi di dollari, una cifra enorme, circa 30 volte superiore alla manovra economica decisa dal governo Gentiloni per il 2018. È mai possibile che Facebook appellandosi ai “nostri Standard della community” (Standard con la S maiuscola come il Sistema) mantenga la sospensione del blocco non prendendo atto dell’errore? È mai possibile che Facebook sia una grande isola indipendente autoregolamentata nell’importantissimo regno delle comunicazione web? In Italia ci sono solo la Camera dei Deputati o il Senato ad avere il diritto a delle regole speciali di autogestione (la cosiddetta autodichia) del tutto autonome dalla comune legislazione. Ma i due rami del Parlamento sono espressione della volontà popolare manifestata con le elezioni.

Le stranezze sono tante. L’”Azione bloccata” riguarda solo la possibilità di pubblicare articoli sui gruppi Facebook, ma www.sfogliaroma.it può continuare a lanciare i suoi post sulla sua pagina della rete amministrata dall’azienda statunitense. Un paradosso enorme. È come se l’Enel, all’utente in regola, avesse bloccato la corrente elettrica solo a una parte della casa: nello studio ma non nella cucina!

L’”azione bloccata” da Facebook, anche se solo parzialmente, è un bel danno per il nostro foglio artigianale d’informazione digitale. Da più di sei mesi scriviamo e mandiamo su internet un “taccuino” di notizie e di analisi che sta riscuotendo un notevole successo di lettori. L’informazione, definita preziosa nei solenni proclami, può essere azzoppata in questo modo?

R.Ru.
(Sfogliaroma)

Nel Lazio corsi d’italiano gratuiti e riconosciuti

integrazione-scuolaL’Associazione Interculturale GRIOT (A.I.G.), in collaborazione con il Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti (CPIA)4, organizza un incontro di sensibilizzazione, a Roma domenica 12 alle 16,30 in via San Martino della Battaglia, 9 “Il sussurro della conoscenza,” per informare i cittadini migranti sulle opportunità per l’apprendimento della lingua italiana.
I corsi offerti sono gratuiti e riconosciuti e danno il diritto di richiedere la carta di soggiorno di lungo periodo. A chi ha più di 16 anni e non conosce bene l’italiano ci sono corsi gratuiti di lingua italiana offerti dai Centri Provinciali per l’Educazione degli Adulti (CPIA) di Roma.

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