Genova al ballottaggio.
Il PSI saluta Marco Doria

genovaChe nel 2012, nella galassia politica genovese aleggiasse una consonanza politico-culturale tra il nuovo Sindaco e il PSI, si percepì subito, nonostante l’amaro risultato del Psi che non raggiunse il quorum per accedere al Consiglio Comunale. E’ un sapore gradevole ciò che caratterizza il rapporto tra Sindaco e Socialisti, un dialogo sincero pur condito da “dure” critiche sullo stato sociale e sul “Futuro di Genova”. Con questi presupposti una delegazione del PSI di Genova si è recata da Marco Doria – Sindaco ancora qualche giorno ( visto che ha deciso di non ricandidarsi) per un saluto di fine mandato. Appena eletto fu proprio Marco Doria a riaffermare virtù e attitudini del gradualismo riformista dei Sindaci di matrice Socialista. Per noi Socialisti ricordare le capacità istituzionali di Fulvio Cerofolini e il riformismo moderno e consequenziale del Prof. Giuseppe Pericu, nella Genova che -tra 2001 e il 2004- ridiventa “capitale” è di fatto una bella rosa rossa all’occhiello della città. Marco Doria appena eletto, in una commemorazione su Fulvio Cerofolini disse: “Mi ispirerò alla capacità riformatrice e di governo di Fulvio Cerofolini Socialista e antifascista”. Un uomo che va ricordato non solo perché ha saputo difendere la dignità delle istituzioni, ma per le sue scelte amministrative moderne, favorevoli al decentramento. Cerofolini come Sandro Pertini Presidente della Repubblica, in quel periodo hanno saputo traghettare l’Italia fuori dal tunnel del terrorismo governando da socialisti, salvaguardando cioè le istituzioni e nel contempo interpretando il vento del cambiamento che in quegli anni soffiava impetuoso nel nostro Paese. Entrambi devono essere un esempio per tutti noi”. Nello studio del prof. Marco Doria ci sono, Giuliano Pennisi, Presidente del PSI; Roberto Vucas, Presidente del Centro Giacomo Matteotti; Riccardo Oliva nuovo segretario Provinciale della Federazione di Genova; e l’ex segretario Corrado Oppedisano che nella difficile tornata elettorale del 2012 affidò ad Angela Burlando il duro compito di rappresentare il PSI genovese alle primarie, convergendo poi su Marco Doria al ballottaggio. Cenni storici che segnano un percorso di battaglie leali e condivise. Come gli orientamenti per il Futuro di una città in crisi, le spinte a risollevare le potenzialità della città, il dibattito sulla sinistra da rigenerare nell’unità, per il bene dell’intera collettività genovese. “Pur non essendo presenti in consiglio comunale – dice Giuliano Pennisi i Socialisti sono sempre stati leali partner del Sindaco. Sempre hanno messo a disposizione capacità e competenze tracciate e visibili nella storia di Genova, pre/post Colombiane. Critiche sullo stato sociale e costruttiva sulle emergenze del Lavoro e dell’impresa per un nuovo Welfare, sono sempre state consegnate al Sindaco in modalità contributo, rispettando le istituzioni ad ogni livello e il loro difficile operato”. Si ricorda quando i Socialisti e i Radicali presentarono al Sindaco Doria un elaborato per l’istituzione del Registro delle coppie di fatto; l’attuazione dei decreti statutari comunali finalizzati all’iniziativa popolare; i Bobby di quartiere con presenza h24 di Agenti della Polizia Municipale nelle antiche circoscrizioni. L’indefettibile rilancio della mobilità cittadina e infrastrutturale, integrativa su zone troppo scoperte dai servizi pubblici e dal ritardo di una rete subway insufficiente. Genova internazionale guarda ai fenomeni migratori globali con grande attenzione mentre il Sindaco appoggiava, sin da subito, l’ipotesi avanzata da Corrado Oppedisano per l’istituzione – ex novo – di un Consiglio per la Cooperazione internazionale e solidarietà per dare coesione, progetto e affidabilità alle decine di OSC e ONG della città. Venne istituito con delibera del Consiglio Comunale quale parte integrante delle politiche di cooperazione del Comune di Genova. Un nuovo soggetto del Comune, modello di inclusione e cittadinanza globale aggiornato ai disposti della nuova legge sulla cooperazione – parte integrante della politica estera del nostro paese -. Una bella chiacchierata con il Sindaco che si conclude con un caro saluto all’uomo “libero”, al Prof Marco Doria, con gli auguri cordiali di tutta la Federazione Socialista di Genova. E mentre si va via riaffiora il monito Socialista del Presidente Carlo Da Molo quando ricordava che in politica “far parte delle istituzioni è fondamentale se si lotta per il bene comune, per lo sviluppo dell’intera società”. – I Socialisti a Genova – pur non facendo parte delle attuali istituzioni – hanno dato il loro contributo con presenza critica e propositiva seria, partecipando alla vita politica e sociale della città. Oggi l’esclusione, le disuguaglianze l’indifferenza, rabbia e disprezzo anti-istituzioni, l’anti-politica, l’astensionismo, il disagio socio-economico, i fenomeni globali che si sovrappongono, le tensione conseguenti, la mobilità di milioni di persone nel pianeta, sono questioni aperte -davanti a noi- schierate come l’esercito di Sauron, pronto a dare battaglia. Per questi motivi continuare il lungo viaggio alla ricerca di una migliore coesione politica, evoluta ai tempi, che garantisca pari diritti a tutti i cittadini del pianeta è un rinnovato impegno per tutti i Socialisti. Dar vita ad una capacità di rilancio, ad una evoluzione possibile della politica è un duro lavoro, da riprendere subito in città, nel paese, in Europa. Chissà, forse il Prof. Marco Doria -prima o poi – su questi temi, lo rincontreremo.

Corrado Oppedisano

Bankitalia: in Sicilia l’economia è ferma

Lunghe code e laboratori con gli studenti durante la 20/a Edizione di IOLAVORO presso il Palalpitour di Torino, 6 aprile 2016 ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

La Banca d’Italia ha presentato a Palermo il rapporto annuale su “l’Economia della Sicilia”.

Nel comunicato della Banca d’Italia sul rapporto per l’importante Regione d’Italia, si legge: “In Sicilia la ripresa economica, iniziata nel 2015, è rimasta debole e non si è ancora diffusa alla generalità dei settori produttivi; i redditi e i consumi delle famiglie sono aumentati nel corso del 2016 in misura contenuta e la crescita dell’occupazione si è interrotta nel secondo semestre. Nonostante che la domanda aggregata abbia esercitato uno stimolo ancora modesto all’accumulazione, gli investimenti delle imprese sono aumentati, beneficiando della riduzione dei costi di finanziamento e dei nuovi incentivi fiscali introdotti dal Governo. Negli anni della crisi si era ampliato il divario in termini di reddito pro capite con le aree più sviluppate del Paese e i principali indicatori economici si erano contratti in misura significativa e superiore alla media nazionale; nel 2016 il PIL in termini reali è rimasto ancora inferiore ai livelli pre-crisi di circa 12 punti percentuali, rispetto ai 7 punti dell’Italia.
La ripresa dell’attività produttiva che aveva caratterizzato il 2015 si è attenuata nel corso del 2016, con dinamiche settoriali eterogenee. Nell’industria, il cui apporto al valore aggiunto regionale si è notevolmente ridotto negli anni della crisi, l’attività ha ristagnato. Le esportazioni sono diminuite per tutti i maggiori comparti ad eccezione dell’agroalimentare, confermando una performance di medio periodo della Sicilia sui mercati esteri nel complesso deludente se paragonata alla crescita della domanda proveniente dai mercati di sbocco. Nelle costruzioni, dopo il lieve recupero del 2015, sono emersi nuovi segnali di indebolimento della congiuntura. Soltanto nel settore dei servizi è proseguito il miglioramento ciclico, trainato dalla crescita, pur moderata, dei consumi delle famiglie siciliane e dal buon andamento del turismo.
Per il complesso delle imprese negli ultimi anni si è registrato un miglioramento della redditività operativa, che era fortemente diminuita fino al 2012, e un rafforzamento della struttura finanziaria, con una riduzione del grado di indebitamento e un allungamento della durata media dei finanziamenti. Tali dinamiche, dipese anche dall’uscita dal mercato di imprese meno solide e molto indebitate, si sono associate nell’ultimo anno a una ripresa degli investimenti favorita dal calo dei costi di finanziamento e dagli incentivi fiscali. Ciò non si è del tutto riflesso nell’andamento dei prestiti bancari, che hanno continuato a ridursi per le imprese del settore edile e del manifatturiero, a fronte di un aumento per le aziende dei servizi, anche in connessione con la congiuntura più favorevole del settore.
Per il complesso delle imprese negli ultimi anni si è registrato un miglioramento della redditività operativa, che era fortemente diminuita fino al 2012, e un rafforzamento della struttura finanziaria, con una riduzione del grado di indebitamento e un allungamento della durata media dei finanziamenti. Tali dinamiche, dipese anche dall’uscita dal mercato di imprese meno solide e molto indebitate, si sono associate nell’ultimo anno a una ripresa degli investimenti favorita dal calo dei costi di finanziamento e dagli incentivi fiscali. Ciò non si è del tutto riflesso nell’andamento dei prestiti bancari, che hanno continuato a ridursi per le imprese del settore edile e del manifatturiero, a fronte di un aumento per le aziende dei servizi, anche in connessione con la congiuntura più favorevole del settore.
Dopo il buon andamento dell’anno precedente, nel 2016 la crescita del numero di occupati ha subito una battuta d’arresto; sono comunque aumentate le ore lavorate per addetto. È aumentata l’occupazione a tempo pieno mentre è diminuita quella a tempo parziale; nei confronti della media nazionale, in Sicilia resta più elevato il ricorso a forme flessibili di lavoro. L’incremento del tasso di disoccupazione, sul quale ha influito una maggiore partecipazione al mercato del lavoro, non ha interessato i giovani tra 25 e 34 anni, per i quali il dato rimane comunque su livelli molto elevati, e i lavoratori in possesso di laurea o titoli superiori. Questi ultimi, rispetto ai lavoratori meno istruiti, in caso di perdita di lavoro dipendente hanno beneficiato, negli ultimi anni, di una probabilità più alta di trovare un nuovo impiego e di farlo in tempi più rapidi.
Dal 2015 il reddito e i consumi familiari sono tornati ad aumentare moderatamente, dopo le forti contrazioni degli anni precedenti che avevano colpito soprattutto le famiglie meno abbienti. La spesa per beni durevoli è cresciuta, in particolare per le auto. Nel mercato degli immobili residenziali, nonostante l’accelerazione delle transazioni, i prezzi hanno continuato a flettere; le quotazioni in Sicilia si confermano su valori notevolmente inferiori a quelli medi nazionali.
In presenza di un livello dei tassi di interesse storicamente molto contenuto, le famiglie hanno fatto maggior ricorso all’indebitamento per finanziarie le proprie spese; nel 2016 sono cresciuti i prestiti per gli acquisti di immobili e il credito al consumo. Le migliori condizioni praticate sui mutui hanno favorito anche la ricontrattazione di quelli stipulati in passato, con una riduzione dell’onere dell’indebitamento. La preferenza delle famiglie per gli investimenti facilmente liquidabili ha favorito la ricomposizione dei depositi verso i conti correnti; tra gli altri strumenti finanziari, sono cresciuti solamente quelli del risparmio gestito.
In linea con la tendenza nazionale è proseguito il processo di razionalizzazione degli sportelli bancari, diminuiti di quasi un quinto dal 2009. La riconfigurazione della rete distributiva, che ha interessato quasi esclusivamente gli intermediari di maggiore dimensione, ha comportato anche una riduzione degli addetti ed è stata accompagnata da una maggiore diffusione dei servizi di home banking. Nel 2016 si è interrotto il calo dei prestiti bancari all’economia regionale; il credito concesso dalle banche di maggiore dimensione ha continuato a diminuire mentre sono cresciuti i finanziamenti delle altre banche. Si sono manifestati alcuni segnali di miglioramento della qualità del credito, ma gli indicatori di rischiosità si confermano peggiori rispetto a quelli medi italiani e l’incidenza delle sofferenze accumulate durante la crisi rimane ancora elevata, nonostante che negli ultimi anni sia ripresa l’attività di dismissione dei crediti deteriorati dai bilanci delle banche.
Nel triennio 2013-15 le spese delle Amministrazioni locali siciliane si sono ridotte; la spesa sanitaria, che costituisce la componente più significativa della gestione corrente, è cresciuta in misura contenuta, proseguendo la tendenza al rallentamento avviata con l’adozione dei Piani di rientro dal deficit. Le entrate correnti sono aumentate per effetto soprattutto dei tributi propri; nei Comuni a vocazione turistica l’imposta di soggiorno ha rappresentato un’importante risorsa finanziaria. Nonostante che il debito delle Amministrazioni locali siciliane si sia ridotto in termini assoluti, il suo rapporto rispetto al PIL resta su valori superiori a quello medio delle Amministrazioni locali presenti in Italia”.
In Sicilia, il blocco dei piani paesaggistici ha provocato una paralisi degli investimenti. Circa due miliardi di investimenti sono praticamente inutilizzati e l’economia resta ferma. La situazione congiunturale permane a livelli inferiori della media nazionale.

Vaccini. Italia ha 43% casi di morbillo in UE

Vaccini-sanzioni mediciI casi di morbillo che sono verificati in Italia rappresentano il 43% d’Europa. Sono i dati diffusi dell’Oms per l’anno 2017 secondo i quali sono 5.483 i casi di morbillo riportati nella regione europea. “In anni recenti, la copertura vaccinale in Italia per tutti i tipi di vaccini sta mostrando tendenze stagnanti o in certe aree persino declinanti” lo sottolinea, in una lettera inviata alla Commissione Sanità del Senato, impegnata nelle audizioni sul decreto vaccini, l’Ufficio europeo dell’Organizzazione mondiale della sanità. L’ufficio regionale dell’Oms Europa esprime, inoltre, “preoccupazione per la situazione attuale e per l’espansione dei casi di morbillo e di altre malattie prevenibili sul territorio Italiano”. Però c’è un lato positivo in quanto l’Oms riconosce gli “importanti sforzi dell’Italia per invertire questo trend”.

Infatti l’intevento italiano sulle vaccinazioni obbligatorie non è passato inosservato a livello

internazionale. “Il direttore regionale dell’Oms Europa, Zsuzsanna Jakab, plaude al ministero della Salute che ha intrapreso un intervento attivo” a tutela della salute delle comunità, “chiudendo i gap” in termini di immunità. L’Oms Europa sottolinea l’accelerazione dell’intervento italiano “per

bloccare la trasmissione del morbillo ed è pronta a offrire tutto il necessario supporto tecnico per aiutare il miglioramento dei tassi di copertura vaccinale nel Paese e arrivare a un controllo della

malattia”.

Rivolgendosi ai membri della Commissione Igiene e sanità del Senato, l’Oms Europa ricorda che il Piano di azione globale per i vaccini approvato nel 2012 dall’Assemblea mondiale della sanità

ed il Piano Strategico Globale per il Morbillo per il 2012-2020 “prevedono l’eliminazione del morbillo, della rosolia e della sindrome da rosolia congenita”. Nel 2016, la regione delle Americhe è stata certificata come prima al mondo ad aver eliminato il morbillo. Ma l’eliminazione sia del morbillo che della rosolia è una delle priorità dei 53 Stati membri dell’ufficio regionale dell’Oms per l’Europa: “A oggi il morbillo sta circolando in molti Paesi della regione Europea, inclusa l’Italia”.

Nella missiva si sottolinea che la vaccinazione è “uno degli interventi di sanità pubblica di maggior costo-beneficio”. E che in Europa un report pubblicato nel 2011 “mostra che 15 dei 27 Paesi dell’Unione Europea (più Islanda e Norvegia) non hanno un sistema di vaccinazione obbligatorio. I rimanenti 14 stati hanno almeno una vaccinazione obbligatoria nel loro programma sanitario”. Inoltre “la vaccinazione contro la poliomielite è obbligatoria sia per bambini che per adulti in 12 Paesi; le vaccinazioni contro difterite e tetano sono obbligatorie in 11 e quella contro l’epatite B in 10 Paesi”.

Quanto alla vaccinazione contro il morbillo, la posizione ufficiale dell’Oms “raccomanda il controllo della storia vaccinale di ogni bambino per l’iscrizione a scuola. I bambini senza prova evidente di aver ricevuto due dosi di vaccino per il morbillo – continua l’Oms Europa – dovrebbero essere vaccinati”.

Anche perché “le strategie di vaccinazione legate all’iscrizione scolastica hanno dimostrato di essere efficaci in molto Paesi per evitare epidemie nelle scuole e ottenere un’alta copertura vaccinale. In base alle informazioni disponibili all’ufficio regionale Europeo dell’Oms, 12 paesi europei nel 2015 richiedevano la prova di vaccinazione per l’iscrizione scolastica”. Non solo. “E’ estremamente importante dare informazioni basate su dati reali di benefici e sicurezza dei vaccini – ricorda l’Oms Europa – in modo che si possano prendere decisioni consapevoli per sé e per i propri figli”. Infine l’ufficio regionale dell’Oms Europa plaude all’attuale “importante sforzo per fermare la trasmissione del morbillo in Italia” e rimane a disposizione per offrire “supporto tecnico necessario al nostro Paese, per migliorare la copertura vaccinale e raggiungere il controllo della malattia e i target di eliminazione”.

Iniziativa del Psi
in memoria di Matteotti

MatteottiReggio Calabria. Su iniziativa del partito Socialista italiano federazione di Reggio Calabria, ripristinata la targa commemorativa in ricordo di Giacomo Matteotti nei pressi del monumento ai caduti, Lungomare Italo Falcomatà. Di seguito nel salone del Lampadari di palazzo San Giorgio, il memoriale dal titolo “Omaggio a Matteotti” dedicato al deputato socialista, martire per la libertà, alla presenza del sindaco della Città Metropolitana Giuseppe Falcomatà, del presidente del consiglio comunale di Reggio Calabria Demetrio Delfino, del delegato alla Cultura del comune di Reggio Calabria Franco Arcidiaco, dello storico Antonino Romeo, del consigliere comunale in quota Psi Antonio Ruvolo, dell’assessore comunale al Bilancio, Irene Vittoria Calabró, del segretario provinciale reggino del partito socialista Giovanni Milana e della componente della commissione Toponomastica del comune di Reggio Calabria, Francesca Leotta di cui si riportano alcuni passaggi dell’articolato intervento sul parlamentare socialista e antifascista:

matteotti

“Matteotti fu un politico colto, raffinato, una figura lucida, poliedrica e straordinaria nell’Italia che si batte per l’idealità socialista nel primo quarto del Novecento; inoltre seppe comprendere e cogliere l’essenza del fenomeno fascista che altri dirigenti politici sottovalutarono e tentò di contrapporsi con strenuo impegno al fascismo nascente.
All’indomani delle elezioni dell’aprile del 1924, all’apertura dei lavori in Parlamento, toccò a Matteotti levare la sua voce di protesta contro la legge elettorale, la violenza fascista nei confronti degli oppositori e il risultato conseguito. Fu ucciso dopo il discorso in Parlamento che è rimasto una delle più importanti testimonianze di coraggio e di rispetto delle istituzioni della nostra storia. In quella seduta del 30 maggio 1924, con precisione da contabile, ma con l’indignazione di un vero democratico, elencò le violenze, le aggressioni e le intimidazioni messe in atto dalle bande fasciste durante le elezioni politiche volute da Mussolini, dopo la promulgazione della legge Acerbo che avrebbe visto la vittoria del listone fascista. Chi parlava quel giorno alla Camera era il segretario del Partito Socialista Unitario nato dopo l’espulsione del gruppo riformista dal PSI.
Di quell’intervento, Matteotti conosceva la pericolosità, tanto da prevederne, al termine, in aula, la sua prossima fine con le parole profetiche: “il mio discorso l’ho fatto, ora preparate voi il discorso funebre per me”.
L’assassinio di Matteotti servì a definire il progetto di Mussolini. Eliminato fisicamente l’unico politico che lo aveva messo in difficoltà, con il silenzio complice del re, iniziò quel tragico ventennio che sembrò dare agli italiani una crescita economica e sociale che tutti auspicavano e che invece portò il paese nel baratro della guerra e dell’occupazione nazista.
Dal male non può nascere il bene, senza la democrazia non può esserci nessuna crescita reale dell’economia e della società. A 93 anni di distanza dal sacrificio di Matteotti, martire per la libertà, il suo insegnamento resta valido e importante. Senza democrazia, nessuna crescita è duratura e non ci sarà mai né sviluppo né progresso.
Ma ricordare Matteotti oggi, è il modo migliore che abbiamo per rendere omaggio e giustizia ad una via spesa a fianco dei lavoratori e dei più umili.
Si è calato tra la sua gente, tra le persone in carne ed ossa che vivevano lo stato di miseria e sfruttamento della sua terra, nel Polesine. Studiava, approfondiva e tra la gente, con la gente, cercava soluzioni, lottava, spiegava, proponeva. La sua condizione di benestante e le molte cariche pubbliche rivestite, non lo spinsero mai a chiudersi in una torre d’avorio. Sempre insieme ai lavoratori, nei loro quartieri, alla testa delle loro manifestazioni, nei comuni presso i quali ricopriva la carica di consigliere. Era lui che pagava in prima persona e fisicamente, il prezzo delle sue scelte e anche e soprattutto per questo era considerato dai lavoratori che gli tributavano un gran rispetto: lui era con loro, condividesse o meno le azioni che aveva deciso di intraprendere. Matteotti tradusse sempre la sua azione e i suoi convincimenti anche in un rispetto assoluto per le istituzioni. Se l’impegno politico era la traduzione concreta di principi etici personali, le istituzioni nelle quali la politica trovava modalità espressive, erano sacre.
La figura di questo grande socialista deve essere quindi un punto di riferimento e non un ricordo nostalgico perché la coerenza che lo ha contraddistinto, contraddistingue pure l’azione di ogni persona impegnata nella cosa pubblica, nella politica, quella con la P maiuscola che ha come punti di riferimento i diritti dei cittadini e la promozione del benessere della comunità. Amministrare vuol dire innanzitutto servire, ma non i propri interessi bensì il bene comune…ed è questo che fece Matteotti”.

Un Appello a sostegno del metodo scientifico

scienzaÈ stato presentato questa mattina, presso la Sala Nassirya del Senato della Repubblica, l’appello promosso e sottoscritto da accademici, ricercatori, scienziati, cittadini e politici, a favore della scienza e del metodo sperimentale quale strumento critico per migliorare la conoscenza e stimolare lo sviluppo sociale ed economico. A firmarlo, ad oggi, numerosi scienziati e accademici di fama internazionale, oltre ad alcuni politici tra cui: Maria Chiara Carrozza, Mariastella Gelmini, Luigi Compagna, Pietro Paganini, Raffaello Morelli, Antonio Pileggi, Stefano De Luca, Maurizio Vernassa.
Perché questo appello? Perché il crescente condizionamento delle decisioni dei cittadini attraverso l’emotività e i pregiudizi rischia di limitare le nostre libertà e di ridurre il nostro benessere. Nasce così l’esigenza di una comunità di persone di unirsi per rivendicare un principio sacrosanto: quello dell’importanza della conoscenza scientifica dei fatti che ha portato nei secoli alla nascita della società dell’informazione. Eppure oggi questa società fa contare sempre meno i fatti e i risultati della scienza, e fa sempre più guidare le scelte dei cittadini dai pregiudizi e dalle emozioni. È stata definita l’epoca della post-verità, proprio in riferimento al suo distacco dai fatti reali.
Ma non è certamente la maggiore sovranità dei cittadini a preoccupare i firmatari dell’appello. Ciò che li allarma è che i cittadini decidono sempre più assumendo per vere informazioni che non lo sono: basta che corrispondano alla personale visione del mondo. Non siamo più abituati, né tantomeno ci viene insegnato a leggere i fatti secondo il metodo sperimentale della scienza ma ci aggrappiamo alle informazioni rientranti nella nostra visione del mondo, senza discuterle, quasi per rafforzare ognuno la propria identità. Viceversa l’esperienza storica ci insegna che chiudere la propria mente alle reali condizioni del mondo peggiora sempre i rapporti del convivere nella diversità e porta a regredire in termini di libertà e di benessere.
“La scienza è lo strumento con il quale l’uomo ha sviluppato la conoscenza e ci ha permesso di accrescere le nostre condizioni di benessere e prosperità. Paradossalmente, nell’età dell’informazione e di Internet, stregoni moderni che sfruttano le emozioni piuttosto che la ragione sono riusciti ad emarginare la scienza. Promuovere il metodo sperimentale a livello pubblico, partendo dalle scuole, è fondamentale per consentire ai cittadini di compiere scelte libere” – afferma Pietro Paganini, promotore dell’appello insieme alla prof.ssa Maria Chiara Carrozza. A fargli eco la Professoressa Carrozza: “Quella che stiamo vivendo è una fase delicata nella quale sta cambiando molto il rapporto tra capitale e lavoro e dove siamo obbligati a ripensare la scuola e il suo ruolo attraverso un progetto scolastico nuovo capace di proporre una visione globale e di rendere le nuove generazioni più consapevoli e capaci di fare delle scelte”.
“Questo Appello – ha aggiunto Raffaello Morelli, uno dei suoi primissimi promotori – non tratta un argomento settoriale bensì è la componente portante di un’azione politica per mettere al centro della vita democratica il ruolo del cittadino, che avanza le sue proposte in base ai fatti, confligge secondo le regole e sceglie con il voto indirizzi e persone di governo innescando il cambiamento e impedendo le incrostazioni conformiste e oligarchiche”.
Doveroso, infine, secondo il Senatore Luigi Compagna sottoscrivere questo appello “perché richiama ai principi cardine del liberalismo”. “Non dobbiamo permettere – ha detto Compagna – che il diritto alla falsa notizia inquini il funzionamento del diritto alla cittadinanza e quindi l’esercizio della democrazia”, continua Campagna, sottolineando la necessità di rendere più autonome nelle scelte le nuove generazioni. “Credo si debba trasformare il documento in mozione per chiedere al Ministro dell’Istruzione una commissione di alto profilo che inizi a pensare e a introdurre nel dibattito pubblico il fatto di non poter più prescindere dall’adottare il metodo scientifico”.
L’appello contiene un invito a tutti gli insegnanti affinché nell’esercizio delle proprie funzioni utilizzino il metodo critico così da stimolare gli studenti a confutare quanto viene loro trasmesso; un invito a tutte le scuole, al di là delle linee guida ministeriali, affinché sollecitino il dibattito critico sui fatti, piuttosto che la falsificazione delle ipotesi interpretative, e a promuovere percorsi adatti a diffondere il metodo sperimentale, che ad oggi è lo strumento più efficace per rispettare il ritmo del tempo; un invito a tutti i direttori delle testate e gli operatori dei social media, a favorire il controllo dei fatti e il dibattito in base al metodo sperimentale; un invito più generale rivolto a tutti gli italiani che navigano, scambiano opinioni e si confrontano, affinché riflettano prima di esternare i loro assunti, sforzandosi di verificare e confutare quello che hanno letto e sentito, nel segno critico del metodo sperimentale.

Mantova. “Fiamma” eletta con il Fascio Littorio

Le sorprese (elettorali) non finiscono mai. A Sermide e Felonica, provincia di Mantova, in Consiglio comunale è stata eletta la candidata Sindaco del movimento neofascista “Lista dei Fasci italiani del lavoro” Fiamma Negrini, 20 anni. Il partito locale ha raggiunto il 10.41% dei consensi, riuscendo a conquistare il suo seggio.


fiamma-negrini-696x652All’armi, siam fascisti: si candida e la votano pure

Lei si chiama Fiamma (nome evocativo) Negrini; si è presentata in provincia di Mantova (Sermide e Felonica) come candidata-sindaco, è stata eletta ottenendo il 10,41 per cento dei voti (334). Tutto bene? Mica tanto. Perché la giovane ragioniera si è presentata con la lista “Fasci Italiani del Lavoro”. Dice qualcosa? E dice qualcosa il fatto che il papà, Claudio Negrini, manifesti su Facebook grande simpatia per una certa destra tanto da riproporre lo slogan “Boia chi molla” associato, per chi non lo sapesse o lo avesse dimenticato, a una delle più torbide e sanguinose rivolte scatenate agli inizi degli anni Settanta in Italia (Reggio Calabria, una inquietante alleanza di piazza tra fascisti e aree della criminalità organizzata)? Il caso è stato denunciato dal quotidiano “la Repubblica” e ha incontrato la lodevole attenzione del presidente della Camera, Laura Boldrini, che ha segnalato la questione al ministro dell’Interno, Marco Minniti. Perché, ancora una volta per chi si fosse distratto o avesse dimenticato, la ricostituzione del partito fascista è vietata dalla Costituzione (la stessa che la stragrande maggioranza degli italiani ha confermato il 4 dicembre 2016) e dalle successive leggi applicative; inoltre la presentazione delle liste con quei riferimenti erano vietate dalle “istruzioni” emanate dal Viminale per l’accettazione delle candidature. Certo non si può parlare di distrazione visto che quella lista era stata presentata nel 2002, 2007 e 2012. La morale di tutto questo è avvilente. Come italiani ogni giorno manifestiamo indignazione per la classe politica e l’accusiamo di ricordarci il passato, la Prima Repubblica in particolare, espressioni di disappunto manifestate probabilmente anche dal signor Negrini e dalla sua figliola, Fiamma.
Ma la Prima Repubblica, così vituperata, nasce dalla Resistenza e se la Resistenza non ci fosse stata difficilmente il signor Negrini e la figliola Fiamma avrebbero potuto presentarsi con una lista con il simbolo socialista o comunista o del Partito d’Azione (certo, questo pensiero ai due farà sicuramente venire l’orticaria, malanno comunque curabile). La realtà è che pensando al futuro, alcuni in questo paese finiscono per ricadere nel peggior passato, per giunta nel disinteresse generale, anche di coloro che dovrebbero controllare il rispetto della legge. E, d’altro canto, da tempo in Italia si agitano organizzazioni (anche “sdoganate” da partiti che sono stati e sognano di tornare al governo, come la Lega Nord) i cui esponenti si definiscono “fascisti del terzo millennio”. L’augurio è che si torni ad applicare la legge in maniera puntuale e severa, partendo dai Negrini (padre e figlia) e continuando con tutti quelli che al fascismo (dittatura che è stata instaurata in questo Paese non nella vicina Svizzera) si ispirano.

Blog Fondazione Nenni

Marcello Sajeva, battagliero e leale

Ci ha lasciato questa mattina a Palermo, il compagno Marcello Sajeva, socialista e decano del Coni, malato da tempo. Lo scorso febbraio era stato eletto presidente della Figest di Palermo (Federazione italiana giochi e sport tradizionali del Coni), una sua creatura, una delle principali federazioni che operano a 360 gradi nella promozione delle attività sportive di base. Non solo Coni: Sajeva era un noto dirigente socialista che per circa un quarantennio è stato presidente dell’Aics di Palermo, l’ente di promozione culturale e sportiva del Psi.


 

marcello sajevaMi piace ricordare Marcello Sajeva come un esempio di vita socialista.
Un uomo che si è molto dedicato all’associazionismo nel campo sociale e sportivo.
Ha sempre lavorato con grande impegno verso i giovani partendo dal principio che tutti dovevano e potevano avere le stesse occasioni e che era il merito quello che si doveva premiare.
È stato certamente un socialista nel cuore e nel cervello che per lunghi anni aveva condotto anche una vita di partito e di battaglie politiche. Spesso per chi come me frequenta la sua abitazione l’incontrarsi era un modo di riprendere discussioni del tempo in cui la vita di partito era vissuta realmente e formava le giovani generazioni. Ricordava con grande precisione gli avvenimenti più importanti della vita politica siciliana e del ruolo dei socialisti in Sicilia. Non escludendo anche il dibattito all’interno del partito spesso, anche duro nel dibattito, ma mai portata avanti per spirito di sopraffazione. Negli ultimi tempi aveva avuto anche quella che per lui è stata una soddisfazione personale: proprio lui che si era sempre dedicato ai giovani aveva visto il figlio Roberto eletto segretario nazionale dei Giovani Socialisti. Nessuno di noi si aspettava di vederlo scomparire in poco tempo anche se preso da un male che per molti versi è spesso imbattibile.
È un giorno di grande tristezza per chi lo ha conosciuto ma certamente è destinato a restare nei cuori di tutti quelli che gli hanno voluto e gli continueranno a volergli bene.

Carlo Vizzini,

Presidente del Psi

 

Salsa di pomodoro?
Quanto mi piaci!

E capitò che un gran simpaticone mi chiese se ci fosse un dettame inattaccabile sulla quantità di pomodoro con cui “nappare” la pastasciutta. Certo che no – gli risposi! Il piacere di cospargere la pasta con tutto il pomodoro che più ci pare (e piace) è davvero uno dei pochi sfizi ancora rimasti. E credete, ce ne sono davvero pochini in circolazione…
pomodoro 2La pastasciutta – calda e al dente – è piacevole con un’infinità di condimenti e salse –, cosa tra l’altro “verbalizzata” di recente proprio su queste pagine in un articolo a mia firma. Ed è così: in qualsiasi “abito” sia proposta la pasta è a dir poco superlativa. Tuttavia, quando è condita con dell’insuperabile sugo di pomodoro cucinato a fuoco lento – allora sì che diventa un bocconcino da leccarsi i baffi! Salsa omonima che per quanto se ne dica dev’essere preparata con ossequio e pertinenza. Non vorrete mica condire fusilli, rigatoni, pennette o gli immortali spaghetti con uno sparuto mestolino di pelati centrifugati o schiacciati maldestramente? Ma non esiste! La salsa (o sugo) di pomodoro è uno di quei precetti inamovibili che noi gastronomi spesso e volentieri citiamo, e che nei fatti non vanno per alcun motivo messi in discussione. E se qualcuno oserà dirvi che per cuocere del pomidoro non serve poi chissà quale attenzione, o peggio – che il “re” di tutti i sughi non è più al centro della galassia culinaria, beh, simpaticamente mandatelo a quel paese!
Qualora dovesse essere inviata un’astronave nello spazio alla ricerca di nuovi mondi e civiltà, al suo interno – oltre alle parecchie testimonianze atte a documentare lo scibile umano – dovrebbe essere inclusa la ricetta della passata di pomodoro. Sicuramente, una volta afferrata la bontà del nostro… italico sughetto – gli alieni verrebbero quanto prima a farci visita, se non altro per assaggiare un piatto di bucatini espressi intrisi di pomodoro. Però non si tratta solo di fantascienza, poiché la succulenza del “sugo scarlatto” è fortunatamente nota. E mangiare all’italiana è sinonimo di benessere e raffinatezza. A parte l’ingrediente in oggetto, le molteplici ricette della gastronomia tricolore sono magnificate e assaporate a qualsiasi latitudine del globo. Del resto non importa che si tratti di pizza, lasagne, risotto, scaloppine o una tagliata speziata – perché ovunque la cucina nazionale è un trend cementato e senza rivali. Persino in località ove per tradizione si mangia bene il cosiddetto “italian food” è più che apprezzato. E ti pareva, manco a farlo apposta la pietanza che stuzzica più di tutti è proprio la pasta al sugo, in particolar modo gli spaghetti!
Sia però chiaro! Anche se “in altro luogo” la ricetta deve essere pari-pari a quella che prepariamo noi italiani, secondo le nostre indiscutibili tradizioni culinarie, poiché, più di qualcuno trovandosi “oltremare” ha assistito a bizzarri allestimenti che più ad avvicinarsi alla nostra pastasciutta potevano per lo più essere inquietanti protagonisti di un horror movie. Per quanto concerne la rinomata quantità di salsa con cui “coprire” la pasta, come premesso, non vi sono indicazioni granitiche! Qualcuno ama addirittura affogarla completamente nel sugo, nel senso che ne usa in abbondanza. Altri prediligono l’equilibrio tra pasta e salsa, quindi non esagerano più di tanto con il rosso condimento. E c’è persino chi è un inguaribile “avaro”, e vale a dire che “sporca” la pasta con un lillipuziano cucchiaino di sugo – manco fosse una reliquia medievale da preservare sine die. Da non credere – non c’è proprio eufonia; da un lato chi esagera da far sembrare la pastasciutta una sorta di zuppa al pomodoro, dall’altro chi la gusta praticamente “ectoplasmica”, e cioè candida come un lenzuolo.
Il nostro consiglio è il seguente. Preparare una buona salsa di pomodoro seguendo le indicazioni della ricetta classica – reperibile ovunque, e vale a dire nei tomi di cucina o anche on line. Se amate personalizzarla fatelo ma con nutrito scrupolo, nel senso che va benissimo creare qualcosa di “alternativo” – persino partendo da una semplice salsa di pelati imbastita in un battibaleno, ma con acume.
Spadellate poi la pasta (cotta al dente!) con una quantità di sugo congrua, successivamente servite il tutto su un piatto piano completando con un altro po’ di salsina (basta poca), un filo tenue di olio evo e qualche foglia di basilico sminuzzata, che dona sapore e colore all’ensemble.
Il resto sono mere dicotomie, tuttavia, in questo caso, a noi interessano non poco i sempre buoni “spaghi al pomodoro” con la quantità di sugo che più ci piace però evitando di esagerare, senza cioè realizzare una preparazione palesemente pacchiana. Del resto – cosa recitava l’antico adagio che sin da bimbi ci ha martellato le tempie sino allo sfinimento? Il troppo stroppia – eccome se…!

Stefano Buso

Borghi, in cammino
con le guide ambientali

La Via degli Abati in Emilia Romagna

La Via degli Abati in Emilia Romagna

Dal 2 al 5 giugno l’Italia si metterà in cammino attraverso borghi, sentieri alpini e appenninici, centri storici fantasmi, siti archeologici, località minori ricche di fascino con il vasto programma delle Giornate Nazionali delle Guide Ambientali Escursionistiche. L’evento, inserito da Legambiente Nazionale nel calendario di Voler Bene all’Italia, contribuisce con il ricavato delle donazioni libere alla realizzazione di progetti under 35 di micro-impresa per il rilancio del comparto turistico ambientale e zootecnico nelle regioni terremotate. Saranno a disposizione 500 guide per 200 eventi di cui 50 nell’Italia centrale.

Nella conferenza stampa di presentazione, numerose testimonianze hanno illustrato l’iniziativa. Stefano Spinetti Presidente Nazionale delle Guide Ambientali Escursionistiche, ricorda quanto siano stati colpiti duramente gli allevatori che necessitano di un sostegno anche attraverso la valorizzazione delle bellezze storiche e naturalistiche del nostro Paese, grande museo a cielo aperto.

Edoardo Zanchini vice Presidente Nazionale di Legambiente, dichiara che coinvolgere i turisti in ‘camminate solidali’ lungo le aree naturali danneggiate contribuirà a frenare il calo di visitatori, aggravato dai danni alle infrastrutture e al patrimonio architettonico, valorizzando borghi e territori. Il turismo ambientale, infatti, può e deve rappresentare un volano per l’economia del nostro Paese dando nuovo impulso alle località appenniniche. Riattivare un turismo dolce in queste aree è la scommessa che Legambiente e Aigae hanno fatto, firmando un protocollo d’intesa. Le passeggiate contribuiranno alla raccolta fondi La Rinascita ha il Cuore Giovane, a sostegno dei giovani imprenditori che hanno deciso di restare dove sono nati.

Petra d'Etruria nel Lazio

Petra d’Etruria nel Lazio

Mauro Orazi coordinatore per il Lazio, illustra un programma suggestivo: la piramide etrusca a Bomarzo, il parco archeologico dell’Appia Antica, passeggiate sensoriali nella foresta del Circeo, il family trek nella Valle dei Santi, le grotte di Collepardo, un’opera idraulica etrusca alle porte di Roma, il Museo del Fiore nella Riserva Naturale di Monte Rufeno. Nella capitale trek urbano nel parco di Monte Mario percorrendo l’ultimo tratto della Via Francigena, escursione astronomica sul Tevere.  I misteri della seconda guerra mondiale e della guerra fredda si potranno scoprire nel bunker con gallerie cementificate fatto costruire da Mussolini sotto il Monte Soratte.

Raffaele Capponi coordinatore per l’Umbria, ricorda che una bellissima escursione offrirà una splendida vista su Norcia e il Piano di Santa Scolastica costeggiando i borghi di Savelli, S. Marco e Nottoria colpiti dal sisma, ma si visiteranno anche l’Isola Polvese sul Trasimeno e le antiche strade da Rocca Deli al Castello di Roviglieto con apertura straordinaria della Rocca.

Leonardo Perrone coordinatore per le Marche trascina con la suggestione di vigne, prati, valli fluviali, borghi attraversati da Arquata del Tronto a Santa Maria in Pantano, in cui si vedranno gli scavi di un luogo di culto risalente agli antichi Umbri lungo la valle del fiume Giordano ma anche un lago estinto e pascoli con cavalli allo stato brado. A Matelica l’abbazia dimenticata di Santa Maria De Rotis con le carbonaie e ville imperiali fino ad ammirare il tramonto sulla vetta del Monte S. Vicino, mentre la vista spazia dal mare agli Appennini.

Anello di Monte Mileto - Abruzzo

Anello di Monte Mileto, Abruzzo

Salvatore Costantini coordinatore dell’Abruzzo sottolinea che la missione delle guide ambientali escursionistiche è quella di rilanciare il comparto del turismo naturalistico in tutte le zone dell’Italia centrale, valorizzandone la memoria storica. Gli appuntamenti nella regione abruzzese spaziano dalle visite nei borghi ai sentieri di montagna, dai boschi, alla costa. Le fonti della Majella, la splendida faggeta di Val di Fondo, un anfiteatro glaciale con testimonianze storico-antropologiche. Si percorreranno anche due tratti del Cammino di San Tommaso, itinerario lungo 320 km che unisce la Basilica di San Pietro di Roma alla Basilica di San Tommaso Apostolo di Ortona, ove sono conservate reliquie dei due apostoli.

Sicilia-il castagno più antico d'Europa

Sicilia, il castagno più antico d’Europa

In Sicilia, fa notare la coordinatrice Violetta Francese, l’attrazione turistica ai piedi dell’Etna è il castagno più grande e antico d’Europa, detto dei cento cavalli, che estende la sua chioma imponente sul territorio da 4000 anni. Il suo primato è stato riconosciuto dal botanico torinese Pevronal.

La presentazione si conclude con la testimonianza di Vienna Cammarota, guida campana, che da sola e senza ausilio tecnologico ripeterà a piedi il Grand Tour di Wolfgang Goethe del 1786. Partendo da Karlovy Vary nella Repubblica Ceca il 28 Agosto, attraverserà Boemia, Baviera e Austria sempre a contatto con la natura e la gente, concludendo il viaggio in Abruzzo (e non in Sicilia come Goethe) per trasmettere il messaggio ai popoli europei e ai turisti stranieri che in Abruzzo si può e si deve tornare.

Puglia, Polignano a Mare

Puglia, Polignano a Mare

Anche un’altra guida AIGAE è in cammino, Marco Saverio Loperfido, partito con la moglie Marina ed il cane Bricco il 1 maggio dal Lazio per giungere a Bruxelles il 18 ottobre dove saranno ricevuti dal Presidente Antonio Tajani, per portare al Parlamento Europeo le istanze, i progetti, i desideri dei popoli terremotati e un diario quotidiano delle esperienze vissute.

L’intero diario giornaliero di Marco, Marina e Bricco sarà sul blog Paese Europa. Tutti gli eventi sul sito di Italiaguide.

Tania Turnaturi

Il congresso su Biochimica e Biologia Molecolare

biochimica“La biochimica italiana dopo diversi anni torna ad incontrarsi nella regione Campania e più precisamente a Caserta, dove – come spiega il professor Paolo Vincenzo Pedone, dell’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e presidente del Congresso – faranno la loro apparizione scienziati di grande livello nazionale e internazionale”.
Il congresso coinvolgerà infatti ricercatori di università e di enti di ricerca nazionali che si occupano di tematiche scientifiche nel campo della Biochimica, ma anche di ricercatori stranieri di riconosciuto profilo scientifico tra cui il Professor Kurt Wüthrich, premio Nobel per la chimica nel 2002.

Labozeta Spa, azienda leader nella progettazione e realizzazione di laboratori scientifici sarà tra gli sponsor dell’evento: “È un onore per noi poter offrire il nostro contributo ad una iniziativa nobile,importante e di ampio respiro internazionale”, afferma Giancarlo De Matthaeis, presidente di Labozeta Spa. “La nostra azienda ha da sempre un’attenzione particolare non solo alla progettazione, alla sicurezza e alla sostenibilità, ma soprattutto al risultato finale che un laboratorio scientifico può esprimere nei vari settori scientifici. Siamo altresì certi – conclude De Matthaeis – che questo tipo di incontri possano apportare nuovi stimoli e nuova linfa vitale ad un mondo straordinario come quello della ricerca italiana, di cui sicuramente si parla ancora troppo poco.”
Al congresso sono previste 6 sessioni plenarie e 4 sessioni parallele su tematiche riguardanti struttura e funzione di proteine; trasduzione del segnale e controllo della crescita, del differenziamento e dell’invecchiamento cellulari, bioenergetica, biochimica della nutrizione e ambientale, enzimi e vie metaboliche, trascrizione genica ed epigenetica, proteomica e biotecnologie molecolari.