Insieme, presentati i candidati in Calabria

rosa ambraSi è svolta, lunedì 12 febbraio al municipio di Malvito, la presentazione della candidatura alla “Camera dei Deputati” di Francesca Rosa D’Ambra, amministratrice di Malvito e Vicesegretaria nazionale della FGS.

Durante l’ evento, è intervenuto: Walter Maccari,  Presidente del comitato “Insieme per la Valle dell’Esaro”, che ha definito la Lista Insieme come un gruppo di forze politiche rappresentate dal PSI, dal Partito dei Verdi e dall’Area Civica di chiara matrice prodiana. Inoltre, ha ricordato ai presenti le grandi conquiste del socialismo nel Paese e in Calabria come il potenziamento della sanità pubblica, migliorando di fatto la salute della popolazione; lo statuto dei lavoratori, basata sulla tutela della libertà e dignità dei lavoratori e i trasporti pubblici. Poi è intervenuto Francesco Meringolo membro del consiglio nazionale del PSI, che ha elencato i risultati ottenuti negli ultimi 5 anni di governo: dal biotestamento, all’anticipo pensionistico per i lavori usuranti; ha sottolineato le maggiori risorse alla scuola aggiunti a 180 mila insegnati in più entrati in organico; la legge sui reati ecologici, la reintroduzione del Falso in Bilancio, la legge contro il caporalato e così via.

La manifestazione è continuata con Franz Caruso, Segretario  provinciale del partito, che definisce il termine socialista come la difesa delle classi deboli e degli umili e ha sottolineato come non debbano esistere differenze tra ricchi e poveri.

E’ poi intervenuta, tra gli applausi, la Candidata alla Camera dei Deputati, Francesca Rosa D’Ambra che ha proposto di investire sui giovani e sui beni culturali e di realizzare con forme nuove e adeguate una società piena dei valori di libertà, di giustizia, di progresso e di uguaglianza.

L’ evento si è concluso con l’intervento di Luigi Incarnato candidato del centrosinistra nel collegio uninominale di Castrovillari, già noto per la battaglia condotta in passato sulla Diga dell’Esaro. “La politica è passione – ha continuato Incarnato – e credenza  vuole che significhi impegnarsi a risolvere i problemi della società.”

Un ringraziamento, da parte di tutti i presenti e in particolare da D’Ambra è andato al Sindaco di Malvito Pietro Amatuzzo che portando i suoi saluti ai presenti ha sottolineato l’orgoglio della sua amministrazione nell’avere tra le sue file una consigliere candidata al Parlamento della Repubblica Italiana.

Il Presidente Sandro Pertini soleva dire: “Oggi servono due qualità: l’onestà e il coraggio” e da Malvito possiamo affermare che è venuta fuori l’onesta della classe dirigente socialista e il coraggio di provarci non rinunciando alle proprie idee.

Francesca Chinigò
Comitato “Insieme per i Bacini dello Ionio cosentino

A Sant’Anna di Stazzema l’anagrafe antifascista

sant'anna di stazzema“Chi non è antifascista non è degno di fare parte della comunità democratica italiana”. Lo ha detto il segretario del Pd, Matteo Renzi, al sacrario delle vittime della strage nazista di Sant’Anna di Stazzema (Lucca) sottoscrivendo l’adesione all’anagrafe antifascista. “Oggi vorremmo dare un messaggio forte – ha aggiunto il segretario dem – senza polemica, per dire che troviamo necessario aderire a un elenco di quelli che dicono che il nazifascismo è stato il male assoluto e che se c’è un luogo simbolo quello è Sant’Anna di Stazzema, e purtroppo non è il solo”.

Con Renzi, nel luogo dell’eccidio che nel 1944 costò la vita a 560 persone una delegazione del Pd composta dai ministri Maurizio Martina, Graziano Del Rio, Andrea Orlando, Valeria Fedeli e il presidente del partito Matteo Orfini. Ma anche i giovani democratici. Dopo un omaggio al cippo commemorativo nella piazza della Chiesa, il gruppo guidato dall’ex Presidente ha raggiunto l’Ossario delle vittime, dove ha incontrato e salutato i superstiti dell’Eccidio e i familiari. Poi la firma (digitale, su tablet), nell’anagrafe antifascista di Stazzema.

Una risposta diretta nel mezzo della campagna elettorale a Matteo Salvini, che aveva detto: “Mi limiterei all’anagrafe canina”, dichiarandosi contro tutti i regimi e contro la violenza.

“Non si tratta solo di un’iniziativa simbolica”, ha spiegato il sindaco di Stazzema Maurizio Verona, fautore dell’anagrafe che da dicembre a oggi ha raccolto oltre 33mila adesioni.

127 anni fa nasceva un gigante: Pietro Nenni

nenni-legge-lavantiIl 9 febbraio 1891, a Faenza nacque un uomo destinato a fare la storia italiana. Si chiamava Pietro Nenni, e fin da bambino, dimostrò di avere carattere A 7 anni conobbe il suo battesimo politico. Era il 1898 ed erano in corso i moti per la fame. Uomini e donne protestavano e assaltavano i forni, e quando la cavalleria iniziò la carica contro di loro, il piccolo Pietro sentì per la prima volta lo sdegno per le ingiustizie della società.

E pensare che sarebbe potuto diventare prete. Entrò infatti nell’istituto “Maschi Opera Pia Cattani”, ma questo non arrestò il suo interesse per la politica. Dopo aver scritto sui muri dell’istituto “Viva Bresci”, l’anarchico che aveva ucciso il re Umberto I, ne venne definitivamente espulso nel 1908 dopo per aver partecipato ad uno sciopero di agricoltori.

Lo stesso anno, iniziò la sua carriera da pubblicista scrivendo il suo primo articolo sul Popolo di Faenza. La prima bandiera politica che decise di adottare fu quella del Partito Repubblicano. È in quei mesi che nacque un’amicizia che sarebbe diventata una guerra. Nenni infatti conobbe Benito Mussolini, un giovane che allora dirigeva il giornale socialista Lotta di Classe, per cui Pietro scrisse alcuni articoli. È noto l’episodio che vede i due lottare insieme contro la guerra in Libia, dichiarata nel settembre del 1911. Arrestati per lo stesso motivo, condivisero in carcere la stessa cella per un anno e quindici giorni. La prigione non frenò minimamente il temperamento del giovane Pietro, che continuò la sua attività di giornalista.

La crisi della sua identità repubblicana giunse dopo la prima guerra mondiale. Pietro infatti era a favore dell’interventismo e si arruolò come volontario. Subito dopo la conquista di Gorizia la moglie Carmen diede alla luce la sua terza figlia, chiamata a buon auspicio Vittoria. Tuttavia, in generale l’esperienza della guerra fu molto forte e portò Pietro a riflettere sulle sue idee interventiste. Per questo, si allontanò dal Partito Repubblicano e iniziò a frequentare i circoli socialisti. L’anno della svolta definitiva fu però il 1920, quando, per attività giornalistiche, compì un viaggio nel Caucaso e conobbe il mondo sovietico. È allora che decise definitivamente di lasciare il Partito Repubblicano.

Dopo lo sdegno per l’assalto di un gruppo di fascisti alla sede dell’Avanti! Nenni decise di sposare ufficialmente la causa socialista. Iniziò quindi a lavorare da Parigi come corrispondente per il quotidiano socialista, di cui, nel 1923 divenne direttore.

Oggi ricordiamo il 127esimo anniversario della sua nascita ma anche quel percorso forse non lineare ma pieno di passione e ricco di esperienze che lo hanno portato a capire quale fosse, per lui, la giusta parte da cui combattere, ma sempre con lo stesso obiettivo: la giustizia sociale.

La sua carica, la sua incredibile onestà e fierezza lo hanno condotto non solo alla guida del Partito Socialista, ma anche tra gli uomini che hanno guidato il paese nel delicatissimo periodo del dopoguerra, periodo a cui Nenni giunse non senza essere coinvolto in tragedie personali, come l’esilio e la perdita della figlia Vittoria, morta ad Auschwitz. Nel dopoguerra, per citare solo alcune delle sue battaglie, si schierò per la repubblica, per il mantenimento del Fronte Democratico Popolare con i Comunisti, contro l’ingresso dell’Italia nel Patto Atlantico, che non vedeva affatto come uno strumento di pace. La sua ultima battaglia fu invece quella per il divorzio. La prima quella forse più entusiasmante: con una determinazione che tradiva le sue origini, si batté per la Repubblica, considerato come unico baluardo democratico possibile dopo il vergognoso fallimento della monarchia; quindi, da ministro per la Costituente portò il Paese alla costruzione di una Carta che nacque non solo sorretta da una grande tensione ideale ma anche accompagnata da uno studio delle scelte così approfondito da far impallidire i recenti tentativi di revisione (o forse sarebbe meglio dire, manomissione).

Amato dagli amici, rispettato dagli oppositori, Nenni si spense il primo gennaio 1980. Per chi volesse portargli un fiore, oggi riposa al cimitero del Verano a Roma.

Giulia Clarizia
Blog Fondazione Nenni

Vivà, un libro per ricordare la figlia di Nenni

viva nenniLodevole ed efficace iniziativa della Fondazione Pietro Nenni di venerdì 2 febbraio 2018 per la presentazione del libro “VIVA’ (III edizione) presso un locale della sede UIL di Bologna. Sono intervenuti l’autore Antonio Tedesco, Mauro Chiarini del Centro Pietro Nenni di Bologna, Giuliano Zignani segretario generale UIL Emilia Romagna, Carlo Fiordaliso vice presidente della Fondazione Pietro Nenni oltre un numeroso pubblico che ha riempito la saletta messa a disposizione dalla UIL.

E’ stata rievocata la travagliata vita di Pietro Nenni e della sua famiglia con particolare riferimento alla tragica fine della figlia Vittoria (VIVA’), arrestata, incarcerata in Francia e deportata dai nazisti nel campo di concentramento di Auschwitz dove è morta. Durante il dibattito che è seguito sono stati sottolineati i comportamenti comuni a tanti socialisti noti e meno noti che per non tradire gli ideali socialisti con fierezza e fermezza hanno subito intimidazioni, umiliazioni, privazione anche della libertà personale che in diversi casi hanno causato la morte come è successo a VIVA’.

In evidenza l’intervento di una ragazza presente tra il pubblico che riferiva come nei testi scolastici, così come nei cosiddetti “organi di informazione” questi avvenimenti vengano taciuti o citati solo per alcuni, di conseguenza una informazione canalizzata e troppo di parte. Solo pubblicazioni come questa portano un contributo alla conoscenza dei fatti che altrimenti andrebbe disperso e del tutto ignorato dai giovani.

L’intervento sopra citato mi rammenta una analoga affermazione fatta alcuni anni fa da un laureando di Bologna che partecipava alla presentazione del pregevole libro di Ugo Intini “Avanti! un giornale, un’epoca”. Dichiarava che stava presentando la tesi sulla vita di Sandro Pertini che conosceva quasi esclusivamente come Presidente della Repubblica Italiana. Nell’approfondire lo studio sulla vita, il pensiero politico e l’azione meritoria di Pertini, aveva conosciuto meglio ed in modo più esauriente la storia del Partito Socialista Italiano, rimanendone favorevolmente colpito. Ambedue i giovani erano concordi nell’affermare che riproporre oggi gli ideali e l’azione del Partito Socialista per la democrazia, la libertà, l’uguaglianza con la conseguente difesa dei lavoratori e del lavoro e la tenacia unita alla fermezza con la quale si è operato per oltre un secolo non sono temi e comportamenti ormai desueti, ma degni di lode e meritevoli di maggior diffusione soprattutto oggi che il degrado delle idee e disinvolti stili di vita anche all’interno delle istituzioni procurano non solo malumore e disinteresse tra i giovani ma conseguenze funeste. Pertanto sono encomiabili e degni di diffusione queste iniziative e la pubblicazione di testi come quelli sopra citati.

Paolo Lorenzini

Premiati alla Camera i ragazzi più green d’Italia

La tutela dell’ambiente e della salute, la sicurezza del territorio e il coinvolgimento attivo dei cittadini più giovani nella vita dei quartieri e delle città. Sono i temi principali toccati nel corso della cerimonia, che si è tenuta nella mattinata del 5 febbraio, nella Sala della Regina di Palazzo Montecitorio con gli studenti vincitori della XXV edizione del concorso nazionale “Immagini per la Terra”.

greencrossNell’ambito dell’incontro, focalizzato sulle best practice ambientali, ovvero sulle migliori esperienze didattiche e formative sperimentate dai docenti della scuola Italiana, oltre 200 studenti hanno avuto modo di illustrare i lavori realizzati nel corso dello scorso anno scolastico sui temi dell’ecologia, dal sistema di compostaggio a ciclo chiuso messo a punto dai ragazzi dell’Istituto comprensivo “Casale 3”, in provincia di Alessandria, all’inchiesta per la valorizzazione del fiume Oreto messa a punto dall’Istituto comprensivo “Maredolce” di Palermo, dove di recente la Ong ambientalista, insieme agli insegnanti e al Comune, ha creato un’area verde all’interno del cortile della scuola, un’aiuola della legalità in memoria dell’ex alunno Claudio Traina, agente della scorta del giudice Borsellino, e di tutte le vittime di mafia.

Ad affiancare il presidente di Green Cross Italia Elio Pacilio nella consegna dei premi (1.000 euro da impiegare in un progetto di tutela ambientale e una targa ricordo) la conduttrice Rai Valentina Petrini, il divulgatore scientifico Valerio Rossi Albertini e l’attrice Miriam Candurro, nelle vesti di ambasciatrice dei progetti dedicati al mondo della scuola e ai giovani.

Il presidente della Ong ha sottolineato l’importanza del sostegno da parte di istituzioni e aziende nel favorire forme di cittadinanza attiva tra i giovani: «È giunto il momento di scommettere sui giovani, sulle loro potenzialità, sulla loro capacità creatività, che può esprimersi soprattutto sui banchi di una scuola sempre più aperta e attenta al territorio», ha detto nel corso della cerimonia, ringraziando la Ministra Fedeli per l’impegno profuso con il Ministero dell’Istruzione nella promozione dell’iniziativa e il presidente di Acqua Lete Nicola Arnone per il sostegno in questa particolare fase di crisi economica, che vede sempre più in bilico la giusta combinazione fra benessere privato e coesione sociale.

A conclusione dell’incontro Pacilio ha lanciato la nuova collaborazione con l’Enea – Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, nell’ambito della XXVI edizione del concorso “Immagini per la Terra” e della campagna “Italia in Classe A”, promossa dal Ministero dello Sviluppo Economico, che nei prossimi mesi si potenzierà con una serie di attività di comunicazione, sensibilizzazione e divulgazione su tutto il territorio nazionale per promuovere l’uso ottimale dell’energia tra gli studenti e diffondere il concetto stesso di efficienza e sostenibilità.

Insieme. Iniziativa per il collegio Arezzo-Siena

giorgiDavanti ad un folto pubblico in cui spiccava ben marcata la presenza socialista, si è tenuta a Siena alle ore 14.30 presso la Sala della CIA di via delle Arti la prima iniziativa elettorale della lista INSIEME alla presenza del sen. Riccardo Nencini candidato nella quota unonominale per il Collegio Arezzo-Siena del Senato.
Al tavolo della presidenza oltre a Nencini erano presenti i candidati della quota proporzionale nella Ciroscrizione Siena-Arezzo. Grosseto Francesco Giorgi (capolista) Rossana Pallassini, Gianluca Annulli, Graziano Cipriani capolista al Senato nella quota proporzionale del Collegio Arezzo- Siena. Completava il numero degli eligendi Sauro Vignozzi candidato nella Circoscrizione della Valdera nella quota proporzionale.
Dopo gli onori di casa fatti dal Segretario Provinciale Giorgio Del Ciondolo la parola è passata a Riccardo Nencini che ha riassunto in maniera chiara e succinta le ragioni della lista, i temi della campagna elettorale ed i possibili scenari del dopo voto.
Dopo è stata la volta di tutti gli altri candidati che si sono presentati e che sono scesi nel dettaglio spiegando le ragioni che li hanno spinti ad accettare la sfida elettorale ed effettuando una serie di valutazioni sui temi piu’ urgenti e cogenti in Italia.
Successivamente è stata la volta delle domande da parte di alcuni dei presenti rivolte essenzialmente a Nencini il quale ha risposto nella sua duplice veste di Segretario Nazionale e di candidato non mancando di toccare alcuni aspetti propri del Minstero dei Trasporti nel quale riveste il ruolo di Vice Ministro per le infrastrutture.
Con le risposte di Nencini si è dunque chiusa la serata prima uscita senese della lista INSIEME.

Fabrizio Manetti

Fallimento Del Tongo, Nencini: “Istanze al Mise”

Del-Tongo-tegoleto

“Solidarietà ai lavoratori della Del Tongo, la più grande industria di cucine dell’aretino, dichiarata fallita dal tribunale di Arezzo con una sentenza. Si tratta di un altro duro colpo per l’economia, non solo di questo territorio ma di tutta Italia”.Così Riccardo Nencini, segretario del Psi e promotore della Lista “Insieme”, candidato nel collegio uninominale del Senato di Arezzo e Siena per il centrosinistra, a margine di un incontro elettorale a Firenze.

“I sindacati stanno valutando le linee da intraprendere per la vertenza. I lavoratori, ben 60, al momento risultano sospesi. Tra le ipotesi vagliate, quella dell’esercizio provvisorio. Sono disponibile a incontrare quanto prima i lavoratori e i sindacati per portare io stesso le loro istanze al Mise”

Intanto nella storica azienda si sta svolgendo una assemblea dei lavoratori. La storica azienda specializzata nella produzione di cucine, con sede a Tegoleto nel comune di Civitella in Valdichiana (Arezzo), è stata dichiarata fallita due giorni fa dal tribunale di Arezzo. I sindacati stanno valutando le linee da intraprendere per la vertenza, i lavoratori al momento risultano sospesi. Tra le ipotesi vagliate quella dell’esercizio provvisorio. Il tribunale di Arezzo infatti sta valutando la possibilità di attivare questa procedura che consentirebbe all’azienda, per adesso ferma, di riprendere il lavoro, con la sessantina di dipendenti rimasti, sotto la guida dei curatori fallimentari. Il giudice delegato al fallimento, Antonio Picardi, la sta valutando come uno scenario concreto, anche perchè la Del Tongo più rimane inattiva e più perde di valore, danneggiando pure i creditori. La decisione definitiva, d’accordo coi curatori, entro una decina di giorni. Intanto a prevalere è l’angoscia per i lavoratori. “C’erano tanti ordini da evadere, c’era uno spiraglio che si stava aprendo, c’erano manifestazioni di interesse: impensabile potesse finire così” commenta dalla Cgil Antonella Pagliantini, uno dei sindacalisti a incontrare i circa 50 dipendenti dell’azienda. “Ci sono aziende disposte a collaborare – ha spiegato – ma si tratta di vedere se concentrate solo su alcuni rami d’azienda”. Di fronte i dipendenti: fino alla decisione dei curatori semplicemente sospesi, nessuno li ha licenziati nè tanto meno sono stati loro a mollare.

Nasce il comitato Insieme per il Vibonese

insieme_definitivoNasce in vista delle elezioni del prossimo 4 marzo il Comitato Territoriale “Insieme per il Vibonese” che avrà lo scopo di divulgare il programma, organizzare incontri sul territorio e supportare i candidati della lista “Insieme” (Psi- Verdi-Area Civica) in coalizione col PD. I candidati nel collegio Plurinominale Calabria 02 – Camera – sono il già Segretario Provinciale Psi Gian Maria Lebrino di Nicotera e la giovane socialista Elisa Vittoria Greco di Maierato. Queste le dichiarazioni dei due giovani Candidati alla prima campagna elettorale:

“Abbiamo voglia di dare un contributo al territorio e per tanto siamo scesi in campo con l’impegno e l’umiltà di sempre. Le risposte date la crisi che ha colpito l’Italia e l’UE in questi anni, hanno destabilizzato la nostra democrazia e minato il benessere, l’ambiente la salute e i posti di lavoro dei cittadini oltre a restringere le prospettive di uno sviluppo economico sostenibile alla portata di tutti. Queste politiche hanno provocato reazioni cariche di rabbia, che danno spazio a risposte semplicistiche, spezzano la coesione sociale, dimenticano valori e diritti, costruiscono muri e aprono la strada a politiche autoritarie e inefficaci. Il rischio di consegnare il Paese a una destra estrema o a forze populistiche dividerebbe ancora di più l’Italia e non saprebbe affrontare davvero squilibri e diseguaglianze crescenti è, dunque, quanto mai concreto. E’ necessario costruire un’alternativa. La lista Insieme parte da qui. Dall’idea che le diseguaglianze e l’impossibilità apparente di risolverle non sono un prezzo da pagare al progresso, ma sono la causa del malessere. Che il grande progetto di un’Europa unita non è un’utopia, ma uno strumento di democrazia, pace, diritti, qualità della vita e valorizzazione delle diversità. Che l’approccio ecologista può essere uno strumento formidabile per il rilancio dell’economia e di un modo di vivere, di consumare, di muoversi, di produrre che sia coerente con la lotta ai cambiamenti climatici e la necessità di ridurre la pressione sulla natura.”

Parole positive arrivano anche dai componenti del Comitato Curigliano e Domenico Tomaselli i quali dichiarano: “ La possibilità di poter avere dei candidati socialisti è la prova del fatto che il Psi nel vibonese è una forza politica presente e organizzata, che più volte nei periodi precedenti alle elezioni si è spesa per i cittadini e per il territorio dentro e fuori dai palazzi. Abbiamo intenzione di continuare con la coerenza di sempre”.

A “Casa Nathan” il ricordo di Franco Cuomo

cuomo 2Alla sala convegni di “Casa Nathan” (il complesso polifunzionale realizzato pochi anni fa, in uno stabile vicino Viale delle Medaglie d’Oro, dal Grande Oriente d’Italia, come centro convegni e manifestazioni), è stato ricordato, a poco più di dieci anni dalla morte (2007), Franco Cuomo, giornalista, scrittore e autore di teatro. Proprio all’ “Avanti!”, Cuomo aveva collaborato tanti anni: ricoprendo – per incredibile coincidenza storica – lo stesso posto, di responsabile della pagina culturale, che tanti decenni prima era stato di Antonio Gramsci (al quale, tra l’altro, egli aveva dedicato la pièce teatrale “Compagno Gramsci”).

Carlo Ricotti, docente di Storia delle istituzioni politiche alla LUISS, ha ricordato anzitutto il saggio di Franco “I dieci…” (2006), minuziosa ricostruzione dell’ iter accademico (purtroppo, anche postfascismo) di quei docenti universitari che, nell’ estate del 1938, avevano firmato il “Manifesto per la difesa della razza”, fornendo una pseudocopertura scientiifca ai filonazisti deliri razziali del tardofacismo. “Saggio che – ha precisato Ricotti – ebbe il merito d’ avviare un nuovo filone di ricerca, centrato appunto sulle napoleoniche carriere e le incredibili protezioni che costellarono la vita di questi docenti e tanti loro collaboratori e simpatizzanti”. Santi Fedele, docente all’ Università di Messina, s’è concentato, invece, sulla passione di Cuomo per la storia medioevale, e specialmente degli ordini cavallereschi e dei Templari (la cui vicenda, poi, rappresenta un po’ uno dei “miti fondativi” della Massoneria, non solo italiana).

Alberto Cuomo, figlio di Franco, tra gli organizzatori del “Franco Cuomo International Arward” (premio che, ogni autunno, viene assegnato a personalità meritorie della cultura, dell’ arte, della società civile), a proposito dei Templari ha evidenziato anche la loro forte carica d’ attualità: “specialmente quello che, nelle intenzioni di quest’ Ordine, era un piano universale di pace, in primo luogo con l’ Islam (si pensi alla vittoriosa “crociata” di Federico II di Svevia, che, grazie a un accordo col Sultano, nel 1223 aveva portato al riconoscimento della piena libertà di culto in Terrasanta e al suo temporaneo reinserimento nell’ orbita occidentale, N.d.R.). Piano il cui fallimento, per la miopia e la crudele avidità di molti governanti d’ allora, in primo luogo Filippo il Bello di Francia, portò alla soppressione dell’ Ordine e al ritorno, in Medioriente, di quel caos geopoltiico destinato a sfociare, a lungo termine, nel dominio degli interessi imperialistici, sino alla guerra “di tutti contro tutti” di oggi”.

Riprendendo gli studi di Cuomo sui Templari, Dino Fioravanti, responsabile del Servizio Biblioteca del Grande Oriente d’ Italia, ha ricordato la loro fisionomia di Ordine essenzialmente militare; e messo in guardia dalle tante informazioni errate su questo tema circolanti soprattutto in Rete e su testi poco seri. Soffermandosi, poi, sulla coerenza e onestà intellettuale di Franco: “Che in ogni momento della vita testimoniò personalmente l’importanza d’ esser sempre pronti a rimettere in discussione le proprie convinzioni e il proprio corso, quando necessario”. “Proprio come fa il protagonista del romanzo di Cuomo, finalista al premio Strega 1990, “Gunther d’ Amalfi cavaliere templare”, ha sottolineato Filippo Grammauta, presidente dell’ Accademia Templare: “Gunther è un templare di ritorno in Europa dalle Crociate, che perde ogni certezza, ogni fiducia anche in sè stesso, ritrovando poi la forza attraverso l’amore e un nuovo interesse per la vita. E che, al tempo stesso, non dimentica la dura disciplina imposta ai Templari dalla loro Regola: che aveva centinaia di articoli e scandiva la loro vita quotidiana con ritmi simili, in realtà, a quelli dei cistercensi”.

Sergio Masini, ricercatore storico, s’è soffermato, invece, sull’ ultimo romanzo di Cuomo, “Il tradimento del Templare”: il cui protagonista, Esquinn de Floryan, è un po’ un “antiGunther”, il cui tradimento dell’ Ordine risulta in un certo senso necessario per permettere a quest’ultimo, attraverso la “Via crucis” che gli imporrà Filippo il Bello con la connivenza del debole Papa Clemente V, di purificarsi uscendo dal decadimento morale degli ultimi decenni del secolo XIII. “Mentre da tutta l’opera di Cuomo emerge una concezione profonda della libertà, ma anche della responsabilità, dell’uomo:per questo, cogliendo appunto il senso piu’ profondo degli scritti di Franco, definirei la nostra natura col termine, piu’ che di “uomini del dubbio”, di “uomini della ricerca e della responsabilità”: che poi conducono, chiaramente, al dubbio nel senso migliore e piu’ costruttivo del termine”.
Chi scrive, infine, ha ricordato la fraterna amicizia con Franco, conosciuto, negli anni ’80, appunto alla redazione dell’ “Avanti!”.Ricordando la sua capacità, come giornalista e ricercatore storico, d’ andare sempre oltre le “verità precostituite” , i clichès di comodo: vedi, ad esempio, nel luglio 1981, un articolo di Franco per l’ “Avanti”, nel centenario della pubblicazione di “Pinocchio”, evidenziante le indubbie, sorprendenti analogie tra la suia figura e quella di Cristo ( anche Pinocchio è figlio d’un falegname, vuole farsi Uomo e deve affrontare tutta una serie di prove iniziatiche, culminanti anch’ esse in un sacrificio e una resurrezione finale; Collodi, del resto, era massone). Mentre negli anni ’90, Cuomo pubblicava, su un settimanale d’ attualità, una documentata inchiesta sulle origini della mafia: origini che non vanno ricercate solo in Sicilia e nei tempi moderni , dal ‘500 in poi, ma assai prima e altrove. Cioè in quelle associazioni segrete, a sfondo anche esoterico, contigue alla criminalità comune e agganciate al potere politico, nate in realtà in Germania e iniziate a diffondersi, in Sicilia e in tutto il Sud,.già addirittura con l’invasione normanna. Pur essendo fortemente laico, infine, Franco riservò molto interesse anche alle figure di vari santi cattolici ( Santa Rita, ad esempio, di cui scrisse una biografia); mentre non esitò a partecipare anche a varie iniziative culturali di scuole cattoliche (ma con rigore fortemente laico) come l’ Istituto “Santa Maria” di Roma, a Viale Manzoni.

Fabrizio Federici

Sanità. Un confronto aperto tra le istituzioni

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Si svolgerà il 7 febbraio mattina, presso il Comune di Cerveteri, il Convegno “Sanità, Comuni e Territorio: Servizi, Prospettive e Cooperazione Internazionale”, organizzato in partnership dall’Ordine dei Medici e degli Odontoiatri di Roma e Provincia, dal Comune di Cerveteri e dalla ASL Rm4. Obbiettivi: confronto aperto tra le istituzioni per un’analisi sulla Sanità di ieri, oggi e domani e sulla collaborazione tra ospedali e territorio, nella valorizzazione della cooperazione internazionale e della solidarietà come strumenti di dialogo e conoscenza tra le civiltà.

Partecipano e sono promotori dell’iniziativa, il Sindaco del Comune ospitante, Alessio Pascucci, il Prof. Antonio Magi, Presidente dell’Ordine dei Medici di Roma, il Prof. Foad Aodi, consigliere dello stesso Ordine e membro del “Focal Point” per l’integrazione in Italia per l’Alleanza delle Civiltà -UNAoC (organismo ONU), e Carmela Matera, Direttore sanitario della ASL Rm4, in rappresentanza del Direttore generale, Giuseppe Quintavalle.
Nel corso dell’evento, aperto a tutti i rappresentanti istituzionali, ai professionisti della Sanità, ad ambasciate, associazioni, sindacati, e ai cittadini, sarà redatto il Manifesto programmatico dal titolo ” Sanità- Comuni-Cooperazione Internazionale”. Parte così la sfida dell’ Ordine dei Medici di Roma di far entrare la sanità nelle case di tutti i cittadini, rafforzando il rapporto col territorio e le istituzioni. Altra priorità è quella di internazionalizzare l’ Ordine promuovendo iniziative di cooperazione internazionale: strumento di conoscenza e dialogo tra le civiltà. Oltre a ciò, l’ Ordine e i partner si propongono d’ intensificare la collaborazione con la FNOMCeO (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri), e anche col suo neoComitato Centrale, eletto uiltimamente a Roma: al quale i promotori del Convegno rivolgono gli auguri più sinceri, estesi anche agli eletti nella CAO Nazionale (Commissione Albo Odontoiatri) di FNOMCeO.

Fabrizio Federici