Dal 23 agosto al via “Circeo Film Arte Cultura”

Proiezioni di lungometraggi, corti sul mare, incontri pubblici con personaggi del mondo del cinema, cultura, musica, sport, moda e la presenza, tra gli altri, di Ambra Angiolini, Alessio Boni, Luca Barbarossa, Maria Grazia Cucinotta, Marco Giallini, Rolando Ravello, Alessio Bernabei, Ricky Memphis, Primo Reggiani, Anna Foglietta, Lillo Petrolo, Ninni Bruschetta ed Enrico Brignano.

Circeo Film Arte Cultura 2017 locandinaSi tiene a San Felice Circeo (Latina) da mercoledì 23 a sabato 26 agosto 2017 il Circeo Film Arte Cultura, kermesse culturale promossa dal Comune di San Felice Circeo, in due location prestigiose e suggestive, Piazza Luigi Lanzuisi e, per gli eventi speciali, Vigna la Corte. La rassegna – a ingresso gratuito fino a esaurimento posti – è realizzata in collaborazione con l’associazione culturale Four Events, il coordinamento artistico di Francesca Piggianelli e la direzione artistica del regista Paolo Genovese. Conduttrici della rassegna Tosca D’Aquino, Matilde Brandi e Flora Canto.

Tra gli artisti attesi – del mondo del cinema, della cultura, dello sport, della musica e della moda – oltre al regista e “padrone di casa” Paolo Genovese, Ambra Angiolini, Enrico Brignano, Alessio Boni, Maria Grazia Cucinotta, Marco Giallini, Marco Belardi, Anna Foglietta, Ricky Memphis, Francesco Apolloni, Roberto Capucci, Ninni Bruschetta, Rolando Ravello, Primo Reggiani, Francesco Montanari, Lillo Petrolo, Luca Barbarossa, Enrique del Pozo e tanti altri.

La serata di apertura di domani, mercoledì 23 agosto, alle ore 19:00 prevede, presso il Cinema Anna Magnani, la presentazione della rassegna, alla presenza di artisti e istituzioni, per illustrare il programma e i lavori del concorso “Corti del Mare”. Alla presenza di Piero Villaggio, che ricorderà il padre Paolo e con il direttore di Cinema e libri, Giovanni Fabiano, sarà presentato il Premio Paolo Villaggio 2018 – Un libro per il cinema. Villaggio e Fabiano riceveranno in serata il Premio Speciale per la Letteratura. In apertura, l’omaggio al grande cinema italiano con la proiezione di “Figli del set”, alla presenza della scrittrice e produttrice Carlotta Bolognini e di Saverio Vallone. Alle ore 21:00, in piazza Luigi Lanzuisi, le premiazioni alle eccellenze italiane e internazionali con i premi all’attore e cantante spagnolo Enrique del Pozo, il Premio per la musica ad Alessio Bernabei – ex frontman del gruppo Dear Jack e Premio della critica giornalistica al programma tv Amici – e il Premio speciale per lo sport al pugile Emiliano Marsili, già Campione mondiale dei pesi leggeri IBO e Campione europeo dei pesi leggeri EBU. In chiusura, alla presenza di Ambra Angiolini, che riceverà il premio come Miglior Attrice dell’Anno, proiezione del film di Michele Placido, “7 minuti”, che riceverà il Premio per il Miglior film sociale. Giovedì 24 agosto, nei giardini di Vigna La Corte, incontro speciale con Marco Giallini e Paolo Genovese intervistati da Gianluigi Superti e a seguire le Sinatra’s Mood’s con Alessandro Di Cosimo che si concluderà con un brindisi e con la possibilità per il pubblico di intrattenersi con gli ospiti. In serata, in piazza Lanzuisi, proiezione del corto sul mare “Goccia”, alla presenza della regista Serena Di Marco e dell’attore Gianmarco Bellumori, e a seguire, alla presenza del regista Roberto Capucci e degli attori Ricky Memphis, Primo Reggiani, Francesco Apolloni e Francesco Montanari, proiezione di “Ovunque tu sarai”, divertente road-movie che verrà premiato come Miglior Opera Prima. Special guest della serata, Lillo Petrolo. Venerdì 25 agosto alla Vigna La Corte, intrattenimento musicale con Simone Coppi e a seguire l’incontro speciale con l’attore Alessio Boni, presentato da Flora Canto e a seguire brindisi. In serata, alla presenza degli special guest Luca Barbarossa e Rolando Ravello, in piazza, proiezione del campione di incassi “Perfetti sconosciuti”, alla presenza del regista Paolo Genovese e degli attori Anna Foglietta e Marco Giallini. In chiusura di rassegna, sabato 26 agosto, alle ore 19:00 presso Vigna La Corte, con l’intrattenimento musicale del Federico Anselmucci Trio, l’incontro speciale con l’attore Ninni Bruschetta, presentato da Flora Canto. Dalle ore 21:00, in piazza, le premiazioni che vedranno sul palco Maria Grazia Cucinotta e Nando Moscariello (che saranno premiati per la loro attività come fondatori della scuola di cinema Action Academy), il Premio per il Miglior Artista Maschile dell’anno, Alessio Boni, il produttore Marco Belardi, la giovane stilista Raffaella Frasca, che riceverà il Premio per la Moda; Gennaro Marchese (premiato per il trucco e parrucco) ed Enrico Brignano, che riceverà il Premio Speciale Cinema Tv e Commedia e sarà omaggiato con la proiezione del film “Ci vediamo domani”, commedia di Andrea Zaccariello.

“Sarà una vera e propria Festa del Cinema – dichiarano gli organizzatori – dove i colori dell’arte si andranno a mescolare alle emozioni dei film. Verranno omaggiate le eccellenze del mondo del cinema con produttori, registi, attori e sceneggiatori. Un grande evento e una vetrina per raccontare i film e i loro protagonisti con i quali condivideremo degli incontri e dei dibattiti per entrare nel vivo delle diverse maestranze”. La rassegna è patrocinata da: Mibact – Direzione Generale Cinema; Regione Lazio; Comune di San Felice Circeo; Roma Lazio Commission.

L’esercito a Castelfusano. Meglio tardi che mai

pineta bruciata 1A Castelfusano arriva l’esercito per difendere quel poco di pineta che è rimasta sul litorale di Roma. L’impiego dei militari ventiquattro ore al giorno per pattugliare la pineta, è stato deciso nel corso di una riunione in Prefettura alla presenza del prefetto Paola Basilone, della sindaca Virginia Raggi, dei vertici militari di Roma e del comandante provinciale dei Vigili del Fuoco. Ad annunciare la decisione, presa “d’intesa con la sindaca con i vertici delle forze di Polizia”, è una nota della Prefettura.

A chiedere l’impiego di altre forze dell’ordine nella pineta, a fronte degli incendi, era stata di recente la stessa Raggi. “Questa mattina si è tenuta una riunione presieduta dal prefetto di Roma per verificare l’esito degli interventi svolti dagli enti e dalle amministrazioni impegnate a fronteggiare l’emergenza incendi – si legge nella nota -. All’incontro, che fa seguito alla riunione svoltasi il 10 luglio scorso, hanno partecipato, tra gli altri, la sindaca di Roma Capitale, il Comandante della Brigata ‘Granatieri di Sardegna’, il Questore di Roma, il Comandante provinciale dei Carabinieri e il Comandante provinciale dei Vigili del Fuoco. In particolare, per quanto concerne gli interventi a tutela della Pineta di Castelfusano, d’intesa con la Sindaca di Roma Capitale e con i vertici delle forze di Polizia, si è convenuto l’impiego di personale militare destinato “h24″ al pattugliamento della pineta, in raccordo con la Centrale Operativa Interforze già attiva per il controllo della zona. I militari – spiega la Prefettura – potranno così offrire un prezioso supporto al sistema definito con le linee guida di sorveglianza, vigilanza e spegnimento incendi adottate lo scorso mese di giugno”.

Una decisione forse tardiva visto il numero impressionante di incedi che si sono “accesi” negli ultimi giorni rendendo la pineta, polmone verde del litorale romano, un vero e proprio cumulo fumante di ceneri, tanto da farlo sembrare uno scenario marziano. “Meglio tardi che mai” scrivono in una nota il coordinatore Nazionale dei Verdi Angelo Bonelli e Guglielmo Calcerano, co-portavoce di Roma.

“A Castelfusano arriva l’esercito dopo che sono andati a fuoco 200 ettari. Probabilmente sarebbero stati meno se la sindaca Raggi si fosse mossa con più tempestività”. “Una decisione – continuano – che si doveva prendere da mesi. È la dimostrazione che questa sindaca ha i riflessi molto lenti e che lei e i suoi collaboratori non hanno memoria di ciò che è accaduto in questa città e di quelle che sono state le esperienze positive di contrasto agli incendi- proseguono Bonelli e Calcerano- Ricordiamo alla Raggi che negli anni precedenti, dopo il disastro del 2000, su richiesta del Sindaco di Roma, a cui compete per legge la gestione e manutenzione della Pineta di Castel Fusano, ai primi focolai di incendio si chiedeva l’intervento tempestivo dell’esercito, cosa accaduta solo oggi a un mese esatto dal primo incendio del 2 luglio”.

Province, ora intervenire
per evitare disagi

Dl ProvinceMentre alcune forze politiche in Veneto e Lombardia hanno già iniziato la propria campagna elettorale puntando su un inutile e costoso “referendum per l’autonomia”, a Roma la maggioranza parlamentare, a seguito delle richieste dei territori, ha approvato il cosiddetto “Decreto sul Mezzogiorno”.

Il Decreto, anche grazie al sostegno dei deputati del PSI (che però lamentano una scarsa attenzione del Governo alle aree terremotate), contiene per il 2017 un ulteriore finanziamento alle Province ed alle città metropolitane. Finanziamento che risponde positivamente alle richieste dei territori e delle province venete e che permetterà per il 2017 di porre rimedio ai tagli della legge 56 del 2014. La cosiddetta legge Del Rio che riduceva i fondi agli Enti Locali per il biennio 2017/2018 mettendoli in grave difficoltà. Alle Province e alle Città metropolitane delle Regioni a statuto ordinario, per l’esercizio delle funzioni fondamentali di cui all’articolo 1 della legge 7 aprile 2014, n. 56, viene così attribuito un contributo complessivo di 100 milioni di euro per l’anno 2017, di cui 72 milioni di euro a favore delle Province e 28 milioni di euro a favore delle città metropolitane.

Resta il problema dei finanziamenti per il 2018 (dal 2019 i tagli della legge Del Rio dovrebbero cessare).

Il PSI del Veneto sollecita quindi i suoi Parlamentari ad intervenire al più presto affinché i disagi sofferti quest’anno dalle nostre Province non abbiano a ripetersi.

Luca Fantò

Psi Livorno a Congresso.
L’impegno per la città

Stamani si è tenuto il 4^ congresso provinciale del PSI di Livorno.
Dopo la relazione del segretario uscente Aldo Repeti, che ha spaziato dai temi di carattere nazionale fino alle questioni della città e della provincia, sono intervenuti il vicesegretario regionale Francesco Giorgi ed il componente della direzione nazionale Marco Andreini. Il dibattito che ha visto numerosi interventi, si è centrato sul punto proposto dal segretario uscente Repeti circa l’esigenza di stimolare il PD e realtà civiche verso la costruzione di una seria alternativa riformista di governo, politica e programmatica, alla deriva populista che rischia di travolgere la provincia di Livorno dopo la vittoria dei 5 stelle in città.

Avversione netta e totale a coalizioni o alleanze che abbiano come collante l’avversione al PD ed al suo segretario Renzi. Ampia disponibilità di confronto sul terreno di una ampia condivisione di una prospettiva di sviluppo per il Paese e per la provincia livornese.
livorno
Il PSI sarà impegnato sin dalle prossime settimane nella definizione e nel confronto su alcuni temi caldi come la questione dell’ospedale di Livorno, di quello di Piombino e Cecina, sulla tematica della Darsena Europa nell’ottica dello sviluppo portuale a fronte dell’autorità unica Piombino Livorno ed infine sulla tematica dello smaltimento dei rifiuti sfuggendo alle facili e demagogiche posizioni di chi propone soluzioni ideologiche sganciate dalla realtà e finalizzate al tirare la volata al movimento 5 stelle.

Sul piano regionale è stata avanzata una netta critica nei confronti del Presidente Rossi a fronte dell’incoerente ed ambiguo doppio ruolo di presidente di una giunta monocolore PD e di leader di una formazione che fa dell’avversione al PD il proprio tratto identitario.
Il congresso si è chiuso con l’approvazione della relazione politica e conseguente rielezione all’unanimità di Aldo Repeti come segretario provinciale.
Su sua proposta e sempre all’unanimità è stato eletto anche il direttivo provinciale così composto: Alberto Rossi, Marco Bertini, Fausto Bonsignori, Sonia Baronti, Piero Conti, Paolo Bientinesi, Jonnhy Calderini, Stefano Ferrini, Marco Bonicoli, Claudio Potenti, Nedo Di Batte, Anna Maria Bellini, Giuliana Grifoni, Carla Lucarelli, Gilfredo Batistini, Angelo Pedani, Lorenzo Ristori, Mauro Terreni, Giampaolo Barabaschi, Stefano Fiori, Bruno Pistolesi, Graziano Luppichini, Vito Tota, Luciano Guidotti, Flavio Lombardi, tutti gli amministratori in quota PSI della provincia di Livorno.

La commissione di garanzia è composta da Leonardo Casorio, Wladimiro Lorenzini e Gianfranco Balestri.

L’acqua vale più dell’oro
e va salvaguardata

Siamo davvero sicuri che chiudere i rubinetti della Capitale o altrove sia la soluzione a un problema forse più antico dell’acqua stessa? È quanto si chiedono in molti da Nord e a Sud –, visto che siccità, penuria idrica e depauperamento della stessa non sono eventi “straordinari” ma si ripetono da lustri senza trovare una soluzione definitiva…

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Chi ha buona memoria ed evoca i tempi che furono, sa che nel nostro Paese l’acqua – patrimonio dell’umanità – è sempre stata un gran rompicapo. Persino nei periodi non emergenziali, quando cioè non si prospettavano limitazioni nell’erogazione, era sotto gli occhi dell’opinione pubblica l’atavica tragedia dello scialo idrico. Tubazioni troppo obsolete perciò da sostituire, dispersione ovunque ma anche e soprattutto enorme spreco. Già, perché in questo nostro Paese zeppo di contraddizioni ma anche di numerose risorse e peculiarità – manca una insopprimibile cultura in relazione all’acqua – intesa come capitale atemporale da salvaguardare.
Basti pensare a quanto prodigioso liquido lasciamo scorrere dal rubinetto solo per lavarci i denti e ciò in media tre volte al giorno. Ma anche per la doccia quotidiana dove l’acqua sperperata non si quantifica, o al numero di volte in cui tiriamo lo sciacquone del water incuranti dello spreco. Questo, perché se da un lato è giusto segnalare le criticità e lamentarsi (meglio sarebbe con fine costruttivo, sempre), a casa nostra dovremmo attuare delle efficaci riflessioni e cambiare le abitudini in relazione al consumo del vitale liquido.
Nemmeno nell’abbondanza (ammesso che sussista quando si parla d’acqua) lo spreco va giustificato, figurarsi in un contesto come il nostro dove, per l’appunto, gli impianti presentano aspetti di evidente spinosità e il clima è mutato nell’arco di pochi decenni innescando periodi di piogge esigue e lo scioglimento dei ghiacciai, che sono una naturale scorta di acqua potabile. E purtroppo, alla fine, si giunge alla resa dei conti, che equivale al razionamento diffuso – per inciso – dai rubinetti non esce più nulla! In parecchie località d’Italia l’acqua manca del tutto oppure viene data a ore alterne – come se le persone dovessero pianificare la loro vita ed esigenze in base alla disponibilità idrica. Un’assurdità, ma tant’è! E così avviene che più di qualcuno non riesca nemmeno a farsi una doccia mordi e fuggi dopo una giornata di lavoro, in piena estate – quando la necessità di lavarsi aumenta a dismisura causa caldo e sudore.
Purtroppo a soffrire non sono solo persone che pur senz’acqua devono ugualmente pagar le bollette, ma anche l’agricoltura e le relative piantagioni, i cui prodotti rischiano di andare a ramengo, oppure quando il raccolto viene “graziato” con l’impiego di irrigazioni supplementari subisce un rincaro non indifferente, che sarà poi una nuova batosta per il consumatore. Naturalmente la lacunosità si riflette altresì su tantissimi beni al consumo come, ad esempio, l’acqua venduta in bottiglia diventata super gettonata, e per tutti quei prodotti alimentari preparati impiegando, tra l’altro, l’inestimabile fluido. Insomma, la pochezza idrica condiziona l’intero comparto produttivo perché sin da sempre l’acqua è vita e fonte della stessa.
A ogni modo fare della spiccia demagogia in questo momento oltre che insensato è prettamente fuori luogo, anzi sarebbero gradite delle proposte concrete da parte di tutti. Infatti, un settore produttivo estremamente di rilievo come l’agricoltura è in indicibile sofferenza ed è perciò condivisibile la presa di posizione del Ministro Martina “attiviamo fondo solidarietà nazionale e aumentiamo anticipo aiuti europei per dare più liquidità alle imprese” (fonte www.politicheagricole.it).
E mentre il governo corre ai ripari, da Nord arrivano notizie poco rassicuranti che alimenteranno ancora preoccupazioni e polemiche, e vale a dire la riduzione dei prelievi di acqua dal Po per tutte le regioni attraversate dall’importante fiume, a eccezione dell’Emilia Romagna dove il provvedimento avverrà a partire da lunedì 31 luglio sino al 3 di agosto. Certamente, limitare e razionare sono due verbi che in questo frangente suonano come terapia d’urto atta a far fronte al dramma della ristrettezza, tuttavia oltre alle misure di “frenata idrica” è prioritario un rapporto “alternativo” con l’acqua – intesa con bene da preservare! E ciò equivale a una rivalutazione della rete idrica nazionale e a un suo uso risparmioso, poiché non è affatto scontato che le risorse acquifere in quanto tali siano destinate a restare immutate.
Senza una nuova mentalità nei confronti di ciò che sin dall’antichità era ritenuto dello stesso valore dell’oro, nonostante le misure contenitive messe in campo, dovremmo, controvoglia, duellare con una siccità senza fine, che tosto o tardi metterà in ginocchio tutti condizionando le nostre abitudini e il nostro sempre più leggero portamonete. Pensiamoci, iniziando a considerare l’acqua non più come una presenza scontata da fruire senza indugi – bensì come un dono da custodire gelosamente.

Stefano Buso

Lamezia Terme, aperta sezione socialista

 

bandiera-psiÈ stata inaugurata la sezione la sezione del PSI in Lamezia Terme  in via Beato Angelico n 13. “L’apertura – scrive in una nota la Coordinatrice del PSI di Lamezia Terme Innocenza Giannuzzi – fissata per settembre è stata anticipata, poiché voluta e richiesta fortemente dai compagni socialisti, a seguito degli ultimi avvenimenti politici, non edificanti, che hanno interessato la terza città della Calabria, fra questi: l’insediamento della commissione antimafia all’interno dell’attuale amministrazione comunale ed alle varie indagini giudiziare che hanno colpito l’aeroporto internazionale di Lamezia Terme”.

“L’assenza evidente – continua – di una forza di centro sinistra sul territorio, capace di recepire le problematiche e farsene carico ed operare con decisione ha indotto i compagni a chiedere l’apertura della sede. In questi mesi estivi lavoreremo per raccogliere le richieste della città con i suoi numerosi problemi così da stilare un programma e una lista delle priorità da presentare alla stampa”.

“Il Partito Socialista si impegnerà a svolgere il ruolo che le è proprio, attuando miglioramenti sociali e rendendosi punto di riferimento per il territorio. La sede resterà aperta ogni giorno dalle ore 17:00 alle 20:00. Ci auguriamo vivamente che il Sen. Nencini possa essere presente all’inagurazione di Settembre, anche e non solo, per la storia socialista di Lamezia Terme , insieme alla presenza del segretario Regionale Incarnato e al coordinatore provinciale Amato”.

La bicicletta: nascita di
un mito. Anche socialista

biciclettatagliato

“La bicicletta: nascita di un mito” è il titolo di una bella mostra aperta ad Asiago (VI) fino al 3 settembre, nel Museo ricavato con molta cura nel fabbricato delle ex carceri.

Asiago, tappa del Giro d’Italia quest’anno, ha accolto un bel numero di pezzi storici della collezione Cenzi. C’è un signor Cenzi, in carne e ossa – di nome fa Luigi – che, nella sua casa di Noventa Vicentina, ospita un piccolo museo della bici: più di 150 pezzi disseminati dal granaio al salotto.

Per l’occasione, un buon numero di questi è in mostra ad Asiago. Vi posso garantire che, se la visitate, avrete la sorpresa di vedere una mostra molto bella e interessante.

Intanto perché potete toccare con mano l’imperscrutabile mistero di come si è sviluppata un’invenzione semplice semplice come la bicicletta. C’è un disegno preciso e chiarissimo della bicicletta nel Codice Atlantico di Leonardo da Vinci: ruote di eguale dimensione, catena, pedali… e siamo agli inizi del 1500!

Eppure solo sul finire del ‘700 ci sono prototipi, come il celerifero, che iniziano a dare l’idea della futura bici. Ma, niente pedali, niente catena, due ruote fissate su un telaio di legno, senza sterzo. Il conducente siede a cavalcioni e spinge il mezzo con l’uso alternato dei piedi. La primissima idea di bici è chiamata draisina per ricordare il suo inventore, il barone Karl von Drais. Nel 1817 Drais copre la distanza di 13 km in meno di un’ora; ma di pedali non se ne parla ancora! Per circa 50 anni il velocifero resta una creatura così, senz’arte né parte. Poi, verso il 1855, inizia lo sviluppo del velocipede a pedali. Si producono, in quegli anni, continue innovazioni: ruota enorme davanti con pedale diretto, ruote rivestite di ferro (scassa ossa, in inglese dette boneshaker). Poi arrivano i copertoni di gomma, i primi tentativi di trazione posteriore, la catena, le prime pedivelle, le ruote con i raggi, i cuscinetti a sfere, i telai di acciaio a sezione cava. Nel frattempo si sperimentavano anche modelli a tre e quattro ruote, considerati più stabili per gli anziani, modelli che poi saranno abbandonati o riservati, come i tricicli, per chi deve imparare a stare in sella in equilibrio.

Nella mostra di Asiago si può notare anche l’evoluzione di selle e sellini. In legno (ahi, che male!), in cuoio, in un modello venne provato anche un sellino molleggiatissimo, sostenuto da elastici. Non venne più usato perché, alla prima buca, il ciclista decollava con gravi conseguenze.

La bici socialista

Lasciamo un momento la mostra di Asiago (altrimenti vi racconto tutto e non ve la godete più) e parliamo un po’ della bici in salsa socialista. Durante i moti di Milano del 1898, quelli di Bava Beccaris, la bici, per la prima volta, venne percepita come al servizio dei moti popolari, come strumento di lotta politica, per l’uso evidente nei servizi di esplorazione e informazione da parte dei rivoltosi. Nel 1905, nasce la Federazione Ciclistica Trentina: la propaganda irredentista nell’area nord-orientale del paese si giova di questo nuovo mezzo, che sta diventando sempre più popolare, anche nei prezzi.

L’idea dell’utilità sociale della bici e di un suo uso politico apre un dibattito tra i socialisti. Mussolini, ancora socialista massimalista, la vede come uno strumento di perdizione plutoborghese. I riformisti (Turati, Bonomi, Bissolati), dopo un’iniziale opposizione alla bici in quanto espressione del lusso e della ricerca del puro divertimento borghese, iniziano a considerarla come strumento di nuova democrazia. Bonomi, in un editoriale dell’Avanti! scritto per l’esordio del Giro d’Italia, la indica chiaramente come strumento di nuova democrazia, che ha livellato ricchi fondiari e contadini, uomini e donne. Nei primi anni del secondo decennio del ‘900, inizia la costituzione delle prime sezioni di ciclisti rossi. Segue il 10 agosto del 1913 la costituzione della Federazione nazionale dei Ciclisti Rossi.

L’Avanti!, sempre nel 1913, pubblicizza l’acquisto del nuovo ciclo AVANTI, chiamato come la testata. Lo diciamo a Renzi, che ne dite? E’ pubblicizzato come un “velocipede popolare, solido, elegante, a buon mercato, con lo sconto per i compagni, da viaggio, da corsa e…pure da donna”. E vai!!!! Però, c’è un però. I veri socialisti lo usano per fare propaganda e devono approfittare del ciclismo per stringere vincoli di amicizia e fratellanza, insomma, per far proselitismo. Siamo ancora nel guado del rapporto tra proletariato e sport, o per dirla nei nostri toni moderni, tra socialismo dionisiaco (la libertà e felicità del singolo) e socialismo del risentimento (lotta di classe al servizio delle masse).

Isabella Ricevuto Ferrari

Sviluppo dei lavori per il Terzo Valico dei Giovi

terzo-valicoIl corridoio ferroviario Genova-Rotterdam si sta potenziando con interventi in corso per il Terzo Valico dei Giovi tra Genova ed Arquata Scrivia. Da informazioni diffuse dalla Rete Ferroviaria Italiana (RFI) si evince che la nuova linea si svilupperà per 53 Km,di cui 36 in galleria.
La galleria di Valico, lunga 27 Km, sarà idonea per la percorrenza, a doppia canna, mediante treni ad Alta Velocità/Alta Capacità per passeggeri e merci. Dall’uscita della galleria di Serravalle(7Km) la linea seguirà un tracciato in prevalenza all’aperto fino ad imboccare la galleria di Pozzolo, all’uscita dalla quale si svilupperà all’aperto per proseguire sulla direttrice Tortona-Pavia-Milano-Gottardo e sulla direttrice Novi Ligure-Alessandria-Novara-Sempione. A seguito degli eventi giudiziari del 26 ottobre 2016 il Prefetto di Roma,con Decreto del 03/03/2017 ha nominato l’ingegnere Marco Rettighieri quale Amministratore per la straordinaria gestione del Consorzio COCIV. La realizzazione sta procedendo per lotti di opere infrastrutturali. La durata complessiva dei lavori per i 6 lotti è di 118 mesi. Il costo complessivo è previsto in 4,339 miliardi di euro.I primi tre lotti sono in avanzato stato di attuazione. Il quarto lotto è stato finanziato il 02/05/2017 per l’importo di 1,117miliardi di euro. Entro il 2022 dovrebbero concludersi le opere complessive dei 6 lotti suddetti. Sono ancora da finanziare il lotto 5 ed il lotto 6.N on verrà trascurata la gestione ambientale dei lavori.Il monitoraggio ambientale consente la verifica puntuale degli impatti sulle componenti ambientali significative(aria,suolo,sottosuolo,acustica,ecc.) nelle fasi di progettazione,costruzione e funzionamento dei vettori d’esercizio ferroviario. Il Terzo Valico dei Giovi ha interessato in Senato la Commissione Permanente Lavori Pubblici,Comunicazioni. È stato esaminato un dossier standard dei progetti in corso della linea Genova-Milano con il contributo professionale di RFI, ITALFERR, COCIV, SALINI IMPREGILO, CONDOTTE e CIV. Il dossier si compone di 42 pagine che illustrano mediante planimetrie, foto, prospetti, narrativa e competenze sia italiane che europee del Sistema TEN-T.
Difficoltà in corso d’opera sono già sorte per la gestione del “Rischio Amianto”nei materiali di scavo e l’amianto aerodisperso. A tal riguardo si terrà conto della normazione di riferimento(D.Lgs.152/2006 e D.M.161/2012)ed il controllo dell’Osservatorio Ambientale ed ARPA.L’andamento dei lavori concerne le residue attività dei primi tre lotti, rispettivamente realizzati per 83% il primo,per il 51% il secondo,per il 14% il terzo.
Il quarto lotto è stato avviato per il 4%. La previsione di inizio lavori per il quinto lotto ascende al 02/05/2018 e del sesto lotto al 02/05/2019. Un comunicato odierno di FSNews diffonde la risposta di RFI alla newsletter del Comitato Pendolari Ligure ASSOUTENTI. RFI assevera: Asse Milano-Genova,in Lombardia programmati interventi infrastrutturali e tecnologici per il quadruplicamento della linea Pavia-Milano Rogoredo per 1,1 miliardi di euro, a cui si aggiungono 156 milioni di euro per la velocizzazione del tracciato ferroviario fra Pavia e Tortona.
Si tratta di una sintesi dei principali interventi previsti da RFI in Lombardia,con particolare attenzione ai soli progetti illustrati durante il convegno organizzato a Varese lo scorso venerdì 24 marzo 2017,cioè quelli della Lombardia settentrionale con investimenti in infrastrutture per circa 14 miliardi di euro.
Nello schema di Contratto di Programma parte degli investimenti 2017-2021, in corso di elaborazione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti,sono state pianificate: nel 2018 le risorse per la realizzazione della prima fase del raddoppio tra Milano Rogoredo e Pieve Emanuele; nel 2020 le risorse per il completamento del raddoppio tra Pieve Emanuele e Pavia.
Per la velocizzazione della Pavia-Tortona,invece,sono già disponibili 50 milioni di euro, nell’ambito dell’aggiornamento 2016 del CdP parte investimenti 2012-2016,Altri 106 milioni sono pianificati nello schema di CdP parte investimenti 2017-2021,a carico delle risorse stanziate dalla Legge di Bilancio 2017 che nei prossimi mesi verranno rese operative.
Tutti i cantieri avviati e quelli del 2018-2019 dovrebbero concludersi entro il 2022, rispettando la tempistica del noto Sistema TEN-T.

Manfredi Villani

Arriva il caldo e il gusto
se ne va in vacanza

gazpachoCon queste giornate lacerate dalla calura – anche i golosi più irriducibili accusano segni di inappetenza e desiderio soprattutto di bevande fresche. La colpa è per l’appunto del caldo equatoriale – così draconiano che sembra di albergare dentro un forno a microonde. Eppure, nonostante afa, caldo senza fine e zanzare con licenza di pungere – esistono tanti piatti freschi capaci di “rianimare” l’oramai collassato appetito…

C’è davvero qualcuno che con questo “bollore” ha voglia di pranzare? Chi mai a causa di questa canicola da girone dantesco ha il desiderio di addentare un sandwich, una polpetta, un ovetto o qualcos’altro di commestibile? Normale che sotto le sferzate dispotiche di un caldo a dir poco eccezionale – la fame faccia anch’essa le valigie e se ne vada in villeggiatura alla ricerca di un quid di refrigerio! Nondimeno, anche se le temperature sono risolutamente laviche e l’umidità ha raggiunto picchi tropicali – piatti “idonei” per la stagione non ne mancano. E, strano a dirsi, non sono nemmeno preparazioni così complicate da realizzare, per l’appunto alla portata di tutti!

Va però precisato che la calura è differente rispetto a quella che un tempo ci avvolgeva con meno “cattiveria” – tanto per esser chiari. Anni addietro la fase “clou” del caldo era da metà luglio sino a Ferragosto (circa), in pratica, due-tre settimane dedicate completamente all’arsura. Un periodo più limitato del presente, anche se rispetto ad una volta possediamo un alleato strategico: il santificato climatizzatore! Per i restanti giorni dominava per lo più un cociore abbastanza secco, dove il solleone la faceva senz’altro da padrone, ma quantomeno il tasso di umidità era più “umano”.

Ma restiamo a tema, ossia all’appetito messo in ginocchio dalla canicola estiva. Il primo consiglio è metter da parte i piatti più pesanti (a lunga cottura, per capirci), e dedicarsi altresì a una gastronomia leggera e pimpante. Del resto, chi l’ha detto che cottura veloce e condimenti morigerati non elargiscano soddisfazione? Via libera, dunque, a una cucina meno gravosa ma premiante, ad esempio, per la vista. Si pensi alle svariate insalate e insalatone “pigmentate”, che durante la riarsa estate possono non poco appagare – grazie alla trofica presenza di verdura, frutta ed erbette splendidamente colorate.

E le suddette preparazioni offrono in più la possibilità di sprigionare quella creatività che troppo spesso teniamo ingiustamente soffocata. Molte le prelibatezze da realizzare, dicevamo. Si pensi alla pasta o al riso freddo, all’intramontabile panzanella – piatto “umile” ma stuzzicante, alla mozzarella e pomodoro con “pennellata” finale di origano e ancora… al melone abbinato al prosciutto crudo, alla pappa al pomodoro, al cous cous freddo e alle verdure di ogni tipo, che dopo una celere cottura possono essere condite con un trito di aglio, prezzemolo e olio extravergine d’oliva e assaggiate a temperatura ambiente. In ogni caso, persino le pietanze che d’abitudine gustiamo d’inverno (in primis le zuppe e le vellutate) diventano ottime quando la colonnina svetta verso l’alto, basta, infatti, farle raffreddare un pochino. Ragion per cui anche una briosa “soupe” di verdure (servita però tiepida) diventa una portata ideale per le serate afose, quando l’umidità non dà cenno di tregua. E poi si sa, ortaggi e fibra sono una panacea vincolante per il nostro organismo!

Un’altra portata meritevole di attenzione è lo spagnolo “gazpacho” – che altro non è che una preparazione di ortaggi (specie pomodori, peperoni e cetrioli) da mangiare fredda, in qualche caso con la sibillina complicità di un cubetto di ghiaccio per deliziare ulteriormente il tutto. Quanto scritto è solo un esempio, una sorta di riassunto sintetico per testimoniare che il gusto non va mai in ferie, anzi, ci mancherebbe. L’importante è comprendere che seppur arroventati da un clima implacabile e da un’afa ferina è importante mangiare in modo equilibrato e diversificato. E “una tantum” ci può stare un pasto a “solo” gelato, o dove la protagonista è una rinfrescante granatina, a patto che sia di rado, poiché sono prodotti salubri, realizzati con perizia ma non possono sostituire ogni giorno il fondamentale pasto completo.

Altra cosa da evitare sono gli alimenti troppo freddi, specie quando si è accaldati. Insomma, la moderazione e la saggezza valgono a San Silvestro come a Ferragosto! A parte questo, ci sono i cosiddetti “must” della cucina, che si gustano in ogni occasione, a prescindere dal clima. Prendete la pizza – tanto per fare un esempio fulmineo: buona, fragrante, irresistibile e succulenta come pochi altre ricette – si presta benissimo a essere apprezzata tutto l’anno. E anche la pasta, perché no! Una porzione di spaghetti pomodoro e basilico cucinati al dente sono per certo una squisitezza che seppur “calda” va più che bene anche d’estate!

In chiusura deliziatevi con il cibo che più amate ma senza esagerare, vale a dire strizzando l’occhiolino alla moderazione e a ciò che i nutrizionisti consigliano; comunque, se il caldo bestiale cerca di fare lo sgambetto all’acquolina siate oculati e optate per una cucina “light” ricca di sapori, di profumi e di colori.

Stefano Buso

#IES Io, l’Europa e lo Sport a scuola di Cagliari

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#IES Io, L’Europa e lo Sport, premiazione della scuola vincitrice a Cagliari

ies europa e sportFa tappa a Cagliari, venerdì 14 luglio 2017, il progetto “#IES Io, l’Europa e lo sport” iniziativa promossa dall’Ufficio di informazione in Italia del Parlamento europeo in collaborazione con lo Europe Direct Sardegna.
Alle ore 10.30, all’Hostel Marina, in Scaletta San Sepolcro, verrà premiata la scuola vincitrice del premio (Istituto Bacaredda-Atzeni).
L’evento di Cagliari viene promosso all’interno del corso per formatori organizzato dall’associazione TDM 2000 International nell’ambito del progetto “Get Addicted to Sport Values”, finanziato dalla Commissione europea attraverso il programma Erasmus + Sport.
Interverranno alla cerimonia gli onorevoli Salvatore Cicu (con videomessaggio) e Renato Soru.
Parteciperanno inoltre l’assessore per Sport e Gioventù del Comune di Cagliari Yuri Marcialis, Andrea Ferrara e Mauro Miceli, rappresentanti delle Agenzie Nazionali del programma Erasmus + Gioventù di Italia e Malta.
Il progetto “#IES Io, l’Europa e lo sport” prevede la realizzazione, da parte degli studenti delle classi partecipanti, di cortometraggi di circa tre minuti in cui raccontare i valori europei attraverso la pratica dello sport.
La Città di Cagliari è stata eletta Città Europea dello Sport 2017 per l’Italia, assieme alle città di Aosta, Pesaro e Vicenza e il premio “#IES Io, l’Europa e lo sport” è organizzato in tutte queste città.
E’ possibile guardare il video dell’istituto Bacaredda-Atzeni, così come gli altri video delle scuole partecipanti delle altre città dello sport, sul canale Youtube dell’Ufficio di informazione in Italia del Parlamento europeo:
Gli studenti della classe vincitrice dell’istituto Bacaredda-Atzeni hanno avuto, il 30 marzo 2017, l’opportunità di partecipare a una visita nell’ambito del progetto Euroscuola a Strasburgo, che ha previsto una simulazione della plenaria del parlamento europeo.