Roma: buche, spazzatura e lunghe attese

fila

Vivere a Roma è già un grande atto di coraggio. Buche, spazzatura, autobus inesistenti. Come se non bastasse a mettere a dura prova la pazienza dei cittadini della Capitale ci si è messo anche il nuovo sistema informatico di prenotazione “Tupassi”. Ne avevamo già parlato in questo articolo. Il sistema è sempre lo stesso, di certo non migliorato. Prendi l’appuntamento e vai al Municipio. Tutti i servizi vengono svolti solo se prendi l’appuntamento o tramite il totem elettronico o il sito internet del Municipio o un’applicazione sullo smartphone.

Ipotizziamo che un malcapitato cittadino oggi debba fare la carta d’identità elettronica. Si registra sul sito internet. Ipotizziamo che oggi si provi a consultare il calendario degli appuntamenti. Si scoprirà con stupore che il primo appuntamento disponibile in alcuni municipi (III e IV o XIV per esempio) non è disponibile. Mentre in altri, come per esempio il XV il primo appuntamento è tra tre mesi (il 26 luglio) o tra tre mesi e mezzo (il 16 agosto) al II Municipio. Una volta ottenuto l’appuntamento ci si reca al Municipio con una foto si pagano 16,79 euro e 5,42 euro di diritti di segreteria, se la carta d’identità non è ancora scaduta. Dopo di che si ritorna dopo 6-7 giorni lavorativi per ritirare il documento. Roba da far rimpiangere il vecchio sistema dove la carta d’identità era cartacea, la fila al massimo era di un paio d’ore e la spesa di 4,50 euro.

I dipendenti allo sportello sono pochi, sotto organico, senza salario accessorio e naturalmente non riescono a smaltire il grande numero di appuntamenti e la produzione e stampa del documento avviene solo a Roma presso l’Istituto poligrafico e Zecca dello Stato, non solo per i documenti richiesti dai cittadini romani ma anche per le richieste provenienti dalle altre 350 amministrazioni locali. Risultato? Il solito vecchio caos.

Valentina Bombardieri

(Blog Fondazione Nenni)

 

Addio a Otello Montanari, un amico dei socialisti

otello montanariOtello e Reggio Emilia sono stati la stessa cosa. Tutt’uno con la resistenza, il Pci, i morti del 7 luglio, il comitato antifascista e del primo tricolore, le mostre su Garibaldi e il Risorgimento, le manifestazioni del 7 gennaio, la fine del comunismo e la glasnost del dopo 89, il Chi sa parli.

Non mi viene in mente un solo grande evento di cui Otello non sia stato partecipe, anzi protagonista. Uomo d’intuito eccezionale, dotato di grande passione e amore per la storia e per la vita della sua città, egocentrico quanto basta, riuscì a stare alla Camera solo una legislatura (dal 1958 al 1963), poi fu sempre e solo reggiano a tutti gli effetti. Fu partigiano e gappista, poi convinto comunista (a mio avviso anche troppo dopo il 1956), fondò a Reggio il Comitato antifascista, poi dell’ordine democratico, contro il terrorismo nero e rosso, nel 1989 appoggiò la svolta di Occhetto, anzi si collocò sulle posizioni riformiste con Vincenzo Bertolini a Reggio e Giorgio Napolitano a Roma, convinto della alleanza coi socialisti di Craxi, col quale aveva ingaggiato nel 1986 una battaglia per il riconoscimento di Reggio come patria del tricolore.

Riuscì in quell’occasione a mobilitare l’intera città che si vestì di bianco, rosso e verde, e vinse. Poi il dopo l’89, con le rivelazioni, anzi le ammissioni dell’agosto del 1990, era la prima volta da parte di un comunista, delle responsabilità del gruppo dirigente del Pci nelle uccisioni dell’immediato dopoguerra. Pagò un prezzo altissimo. Io gli fui al fianco. Anzi le sue clamorose affermazioni venivano come risposta proprio a un mio comizio tenuto a Casalgrande sulla tomba di Farri. Otello fu processato e condannato dal suo partito, anzi dai duri e puri del suo partito.

Fu estromesso dal Cervi e dal gruppo dirigente dell’Anpi, ma riuscì ugualmente a portare a casa, dopo la revisione dei processi, le assoluzioni di Nicolini e Baraldi. I due ammetteranno che senza il suo Chi sa parli sarebbero stati ancora giudicati i mandanti dei delitti di don Pessina e del capitano Ferdinando Mirotti. Convinto della sua eresia non mollò mai di un millimetro. Divenne personaggio di dimensione nazionale. Il suo caso attraversò le tensioni del suo partito avviato a divenire Pds, Otello strinse amicizia col presidente Cossiga, il suo volto comparve perfino sulle Parole crociate a testimonianza del livello di notorietà assunto. Lo frequentai e lo conobbi molto bene vivendo per settimane in simbiosi con lui, sempre circondato e affettuosamente protetto dalla sua più giovane moglie. Quando commemorai Craxi a dieci anni dalla scomparsa c’era anche lui a testimoniare la sua piena condivisione delle parole del presidente Napolitano che ammetteva l’esistenza di un prezzo eccessivo pagato dal leader socialista, e volle intervenire per ricordare la partecipazione dell’ex segretario del Psi alla sua mostra sui cimeli garibaldini allestita nel ridotto del Municipale, nel febbraio del 1991, assieme al professor Guatteri.

Quando inaugurammo lo stadio Città del tricolore, nel 2012, volle essere presente e ci dedicò una sua poesia scritta per ricordare il vecchio Mirabello. Uomo a plurime dimensioni, come deve essere un individuo completo, sapeva assaporare il gusto vero della vita, fatta di ideali e di azioni conseguenti, di assaggi improvvisi dettati dalla curiosità e di necessari approfondimenti, di culto della memoria e di assunzioni di responsabilità verso il futuro. Sapeva tener duro sempre, a costo di sbattere la testa contro il muro per poi abbattere il muro. Mi mancherà, ci mancherà. Con Otello se ne va anche un pezzo della mia vita.

Mauro Del Bue

Biotestamento: “Al di là di ogni irragionevole cura”

Testamento_biologico

La sezione di Casciana Terme Lari del Partito Socialista Italiano ha promosso per il prossimo venerdì 13 aprile, alle ore 21, presso la sala conferenze “Teresa Mattei” situata nel plesso scolastico di via Sandro Pertini a Perignano un’iniziativa sul tema del “testamento biologico” in merito alla Legge 219/2017 che ha regolamentato la modalità con cui una persona può dare disposizioni anticipate di trattamento riguardo alle eventuali
problematiche di salute che potessero sopraggiungere.

I socialisti hanno ritenuto di proporre un’occasione di informazione e servizio alla cittadinanza per fornire tutte le istruzioni su come predisporre le D.A.T. e soprattutto come renderle efficaci nei casi di necessità. La Regione Toscana si è mossa proprio in questi giorni con una delibera che regolamenta la trasmissione delle dichiarazioni anticipate di trattamento ai competenti uffici in modo che possano essere inserite nel fascicolo sanitario elettronico e, pertanto, immediatamente accessibili in caso di necessità, come per un arrivo al pronto soccorso in stato di incoscienza.

L’iniziativa verrà introdotta dal segretario del PSI avvocato Massimo Novi che illustrerà
gli aspetti giuridici e fornirà tutte le indicazioni normative; all’incontro ha aderito entusiasticamente il Sindaco Mirko Terreni che illustrerà nel dettaglio la situazione a livello comunale e fornirà indicazioni su come concretamente depositare le D.A.T.; sarà
inoltre presente il prof. Ubaldo Bonuccelli, neurologo primario dell’Azienda Ospedaliera Pisana e docente dell’Università di Pisa, che illustrerà questioni mediche che potranno essere previste come contenuto del testamento biologico.

All’incontro verranno distribuiti materiali informativi e verrà consegnato ai partecipanti un facsimile da personalizzare e poter depositare al Comune per rendere efficaci e opponibili le proprie volontà.

Qui per maggiori informazioni

Donato l’Archivio del Potenza Film Festival

aSi è tenuta lunedì 9 aprile 2018, alle ore 10:30, a Potenza nel foyer del Cineteatro “Don Bosco”, la conferenza stampa di presentazione e sottoscrizione dell’”Accordo di valorizzazione dell’Archivio Cinematografico e Audiovisivo del Potenza Film Festival” donato dal Noeltan Film Studio alla Universosud.

All’evento hanno partecipato: Antonio Candela, Amministratore della Universosud; Paride Leporace, Direttore Lucana Film Commission; Antonello Faretta, Fondatore del Potenza Film Festival e Ceo Noeltan Film Studio.

L’accordo prevede la donazione dell’intero archivio collezionato dal Noeltan Film Studio (che ha ideato e progettato negli anni l’evento) durante tutte le edizioni del Potenza Film Festival costituito da circa 5000 titoli (principalmente su supporti DVD, Bluray, DVCam, MiniDv e BetaSp) tra cortometraggi, documentari e lungometraggi, provenienti da più di 100 Paesi del mondo, realizzati dai principali nuovi autori internazionali.
Antonio Candela ha dichiarato al proposito: “Con la firma di cessione di questo patrimonio, si avvia la nascita di una vera e propria filmoteca a disposizione di quanti, per studio o per ricerca, ne vorranno usufruire. l’utilizzo sarà ad accesso gratuito per l’intera comunità lucana, nazionale ed internazionale”, e ha concluso: “Da oggi inizia un lavoro di catalogazione e di conservazione con il fine ultimo entro la fine del 2018 di renderlo accessibile”.

Il patrimonio comprende anche esclusive lezioni di cinema filmate durante i workshop e le lectures che i grandi maestri ospiti del Potenza Film Festival hanno tenuto negli anni. Tra queste, quelle di alcuni dei massimi autori della nouvelle vague iraniana come Abbas Kiarostami, Babak Payamie Jafar Panahi, il grande attore italo-americano Ben Gazzara, il Premio Nobel il pittore e cineasta cinese Gao Xingjian, il regista russo Artur Aristakisyan, lo scrittore e sceneggiatore Domenico Starnone, il regista Michelangelo Frammartino e il critico Enrico Ghezzi.

L’accordo prevede la digitalizzazione completa di tutte le opere e la loro fruizione gratuita a Potenza e a Matera presso le sedi della Universosud. Si dona alla Basilicata e i suoi appassionati e studiosi di cinema l’importante patrimonio filmico collezionato da uno dei più grandi eventi di cultura cinematografica della regione.

Antonella Faretta a conclusione del convegno ha affermato: “Sono davvero molto felice che il patrimonio cinematografico collezionato durante gli anni gloriosi del Potenza Film Festival possa tornare a vivere ed essere opportunamente ricatalogato e digitalizzato per essere fruito pubblicamente e gratuitamente dagli appassionati e studiosi del interessantissimo giovane cinema d’autore internazionale della scena contemporanea. Doniamo alla Universosud, una delle punte di diamante tra le imprese culturali lucane, un ricco patrimonio di circa 5000 titoli tra lungometraggi, cortometraggi e documentari di vario genere provenienti da circa 100 paesi del mondo per la costituzione di un fondo cinematografico moderno, plurale ed aperto che spero si arricchirà sempre di più nel tempo andando a costruire la prima cineteca del capoluogo lucano e un vivace punto di riferimento culturale della nostra regione”.

30 giorni in bici a Roma. “Esci” la bicicletta

30 giorni in biciParte ad aprile l’iniziativa 30 giorni in bici per ‘smuovere’ la socialità pedalando. In Spagna si chiama 30 Días en Bici, altrove è conosciuto come 30 Days of biking (hashtag #30DOB) e si tratta dell’impegno di usare la bicicletta tutti i giorni del mese di aprile e a condividere l’esperienza online con ciclisti di tutto il mondo. Non esiste una distanza minima: si può fare il giro dell’isolato o decidere di percorrere 30 km per andare al lavoro in bici.
In occasione di “30 Giorni in Bici” si organizzano molte attività di ogni tipo che servono anche un po’ da scusa per uscire in bici tutti i giorni: pedalate di gruppo, giochi per bambini, alleycat, bicibus, sfilate in bici, biciaperitivi, conferenze, feste e ogni genere di avventure a pedali.
C’è anche la parte intellettuale con cicli di film, come quelli organizzati all’Alphaville Cineclub (qui il link alla rassegna), serie o documentari ad argomento bici e conferenze o tavole rotonde per lo scambio di idee, opinioni, esperienze. Book-Cycle, ospiti dell’associazione il Grande Cocomero in via dei Marsi 77, tutti i martedì di aprile se si va in bicicletta regala un libro.
Le iniziative vengono promosse da Salvaiciclisti, l’associazione organizza eventi in collaborazione con altre associazioni o privati, fornisce risorse per l’organizzazione (spazio online e fisico, oltre al prezioso lavoro dei soci) e soprattutto vuole essere il megafono dell’iniziativa anche a livello nazionale. Il 7 aprile alle 15:30 alla Città dell’Altra Economia sarà presentato W:E.B., il progetto della ciclabile infinita creato dall’associazione Salvaiciclisti Roma. Il programma dell’incontro prevede la presentazione di W:E.B., il bicicplan per Roma Capitale proposto da Salvaiciclisti-Roma per il PUMS. A seguire, l’intervento dei partecipanti che illustreranno le iniziative in atto sui territori, gli ostacoli e le opportunità per lo sviluppo delle infrastrutture dedicate alla mobilità in bicicletta a Roma.
Venerdì 13 aprile alle ore 10.30 partirà da piazza del Gesù a Napoli un bicibus (insieme di bici) interregionale in direzione Roma.
Un appuntamento promosso è ad esempio quello del 15 Aprile quando arriva la seconda edizione di Romapedala.
Quando ci si potrà unire al bicibus più vicino, ovviamente in bicicletta. Tutti i bicibus arriveranno fra le 12.00 e le 13.00 in Via dei fori Imperiali. Sono previsti anche due bicibus interregionali: uno da Perugia e uno da Napoli.
Durante il pomeriggio si potrà partecipare ai giochi della Grande Asta delle Biciclette organizzata dall’Associazione Ciclonauti, ci saranno le attività per i bambini, la musica e i balli della Murga Sincontrullo e gli spettacoli di strada dei SemiVolanti. Altro appuntamento da non perdere è la bicifestazione a Roma, Fori Imperiali, il 28 aprile.

Il Carnevale della Pace per il rilancio per la capitale

romaÈ stato presentato a Roma l’ambizioso progetto “Colori per la pace – CarnevalPeace” originato da un’idea di Adriano Barghetti e Claudio Bertolaccini rispettivamente presidente e vicepresidente dell’Associazione culturale Paese d’Autremond, che è stato condiviso da Antonio Giannelli presidente dell’Associazione I Colori per la Pace. Già sostenuto dal Parco Nazionale della Pace di Sant’Anna di Stazzema, il progetto ha entusiasmato anche Cristina Ciferri presidente dell’Accademia Nazionale Comunicazione e Immagine e dell’Accademia Nazionale Professioni Alberghiere, e Viviana Toniolo direttore artistico del Teatro Vittoria, che saranno partner strategiche attraverso le competenze di comunicazione, formazione e cultura delle proprie strutture organizzative.

Divulgare il messaggio di pace universale e favorire la crescita culturale di Roma rilanciandone l’immagine a livello internazionale è la comune visione, sulla scia del successo del Carnevale di Viareggio che segnò la rinascita della città dalle macerie della guerra, che oggi nei 5 corsi mascherati genera un indotto di 25 milioni di euro e di Lucca Comics che in 5 giorni ne incassa 50 milioni.

Gli ideatori prevedono due anni di preparazione, durante i quali avviare un tavolo congiunto tra il Comune di Roma e la Regione Lazio, con il coinvolgimento di Cinecittà dove realizzare il Carro Internazionale della Pace su bozzetto di una personalità di chiara fama scelta dal sindaco, che sfilerà al Circo Massimo preceduto da una mascherata di tutti i paesi. La festa durerà 11 giorni e si diffonderà capillarmente nei 15 Municipi, ognuno dei quali realizzerà un proprio carro e una propria mascherata preceduta dalla sfilata del Carnevale Romano con aurighe e centurioni per omaggiare la tradizione.

Nel Circo Massimo verrà installata una scenografia progettata dagli studenti dei licei artistici e tecnici e l’esposizione dei disegni sul tema della pace dei bambini, mentre negli stand lungo il percorso verso il Palatino le regioni proporranno le proprie tipicità. Inoltre, camminate carnevalesche nei territori ed eventi sportivi. Nella serata conclusiva il sindaco estrarrà a sorte lo Stato al quale donare il Carro della Pace come auspicio ad aderire all’iniziativa aprendo un proprio centro per condividere il messaggio fra i popoli.

Per il primo bozzetto del Carro della Pace si pensa a Roberto Benigni, artista noto anche fuori dai patri confini e messaggero di solidale speranza.

Un carnevale, quindi, che non sarà solo dissacrante divertimento ma alfiere di un messaggio sociale che sviluppi un collante tra centro e periferia, il Paese e la sua capitale, l’Italia e il mondo.

Per tale grandioso progetto i promotori si prefiggono un fruttuoso utilizzo dei fondi europei da integrare col contributo delle Regioni e degli sponsor mentre confidano nella sensibilità delle Istituzioni per il valido supporto di un’adeguata offerta turistico-culturale che incoraggi le presenze.

L’iniziativa rappresenterà una valorizzazione d’immagine e un volano per l’economia della capitale, creando circa 250 posti di lavoro per 10 mesi l’anno e oltre 1000 addetti temporanei durante il carnevale, con maestranze per la realizzazione dei carri (pittori, truccatori, carpentieri, sarti, cassieri, addetti alla sicurezza, ecc.).

Cristina Ciferri, da anni impegnata nel campo della formazione professionale con la gestione e la direzione di tre scuole dedicate a comunicazione turismo e ristorazione (ANCI, ANPA, Ateneo del Gelato Italiano), mettendo a disposizione il ricco know how, ha progettato la creazione dell’ANAC – Accademia Nazionale Arte Cartapesta cioè il Laboratorio-Officina dell’Arte della Carta a Calco e Bottega del Carnevale Romano, insieme a Claudio Bertolaccini, Adriano Barghetti, Enrico Vannucci e Pasquale Morea, dove verranno insegnate le tecniche per produrre la carta a calco o cartapesta e le tecniche pittoriche e di finitura, l’arte presepiale, arredi urbani, arte vetrinistica per i negozi, scenografie teatrali, museografia, creazioni libere e molto altro.

I corsi saranno di varia tipologia, base, avanzati, specialistici e monotematici come i percorsi formativi per la realizzazione di maschere e burattini o destinati a precisi obiettivi professionali ed artistici e mirati a specifici target di utenza. Accessibili a tutti, studenti e professionisti, italiani e stranieri, potrebbero essere introdotti nelle scuole per favorire lo sviluppo di creatività e manualità con il recupero dei materiali.

Il laboratorio-officina diventerà Bottega Stabile per la realizzazione dei carri, formando risorse professionali per rilanciare un antico e affascinante mestiere che produrrà lavoro oltre il carnevale, sotto la guida del maestro Enrico Vannucci che rivelerà i segreti del suo magico mestiere, col quale ha trionfato in numerosi corsi mascherati di Viareggio, illustrando le tecniche di modellatura, colorazione della carta a calco, effetti coreografici e gli ingranaggi meccanici per i movimenti. Ingaggiata tar gli insegnanti anche Maria Attilia Fabbri Dall’Oglio studiosa e storica della cucina, dell’apparecchiatura, della tavola e del costume dall’antichità ai nostri giorni e studiosa del Carnevale Romano che terrà lezioni sulla storia dell’arte della carta pesta, rinvigorendo il ricordo dello splendore artistico di Roma. Le opere create dagli allievi verranno esposte a fine corso.

Pace e carnevale, un connubio che abbracciando tutti i popoli si trasforma in fattore di crescita economica e fonte di occupazione, rampa di lancio per la promozione di Roma Capitale e occasione per recuperare la valenza storica del fastoso Carnevale Romano, momento di euforica partecipazione del popolo e dell’aristocrazia.

Non un sogno, ma un progetto concreto che avrà bisogno della collaborazione sinergica delle istituzioni, delle associazioni professionali turistiche (alberghiere e della ristorazione), dei rappresentanti della cultura, del mondo dell’impresa, dei mezzi di informazione, delle scuole e dei cittadini, perché Roma sia ambasciatrice di cultura e di bellezza!

Tania Turnaturi

Nasce “K metro 0”, nuovo periodico sull’Europa

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Un nuovo periodico sui temi europei. Anzitutto perché – sottolinea Alessandro Cardulli, giornalista di lunga esperienza, nell’editoriale del primo numero di “K metro 0” – si sentiva la mancanza d’ una testata che parli d’ Europa senza fermarsi alle verità ufficiali dei comunicati stampa, ma andando ad approfondire i temi il più possibile. E al tempo stesso, sappia spiegare ai lettori come funzionano le istituzioni dell’Unione Europea, senza cadere nel tecnicismo astruso ma neanche nella banalizzazione degli argomenti. Appunto questi obbiettivi si pone “K metro 0”, nuovo bimestrale centrato sui temi dell’Europa dei 28 ( tra poco anzi, dei 27, visto il totale “opting out” della Gran Bretagna) nel suo rapporto, al tempo stesso, coi Paesi del Mediterraneo: rivista che esce in carta patinata, con una grafica innovativa.

Edito dall’editore italo-libanese Nizar Ramadan, e diretto da Alessandro Cardulli,”K metro 0″ si presenta, sin dalle prime pagine, come testata d’ approfondimento basata sul lavoro di giovani redattori e di collaboratori specialisti di specifici temi: con interviste, approfondimenti e inchieste, tutti riassunti in lingua inglese. Il tema del presidente francese Macron come grande mediatore del momento è approfondito dall’editore Ramadan, mentre Michela Bilotta tratta le prospettive del dopo Brexit. Il prof. Tito Lucrezio Rizzo, firma un’analisi delle grandi potenzialità – positive e negative – della Rete. Al giornalista Emiliano Federico Caruso si deve un’inchiesta sul riciclaggio del danaro sporco in Europa. Altro tema di rilievo, l’immigrazione.

Un argomento di stretta attualità come il rapporto tra clima, salute e cooperazione internazionale è stato affrontato da Maria Scorza; delle prospettive del dialogo euro-mediterraneo, parla Enrico Molinaro, presidente dell’associazione “Prospettive mediterranee”. Completano i servizi di piu’ stretta attualità, due interviste di chi scrive: “Dove va l’Europa tra integrazione e piccole patrie”, a Stefano Silvestri, Presidente emerito dello IAI, Istituto Affari Internazionali, e “L’ Unione Europea e le sfide dall’ Atlantico al Caucaso”, all’ ambasciatore Enrico Granara, coordinatore delle iniziative multilaterali euro-mediterranee della Farnesina.

Il viaggio di Sandro e Carla Pertini

Locandina Brindisi

Prosegue l’appassionante tour pertiniano del Prof. Enrico Cuccodoro, autore del libro “Gli impertinenti, Il viaggio di Sandro e Carla Pertini, per l’Italia di oggi” – Edizioni Voilier. La tappa che si svolgerà a Brindisi, alla Libreria Feltrinelli, in Corso Umberto I, 113, nella giornata di martedì 27 Marzo 2018 alle 18:30, sarà il 113° appuntamento pubblico in cui si ripercorreranno, anche simbolicamente, i momenti della presenza del Presidente Pertini in città. Dialoga con l’autore del libro, l’avv. Emilio Graziuso.

Questo per rammentare l’affetto dei tantissimi che andarono incontro a lui nella storica visita di Stato del 3-4 marzo 1980, che vide il Presidente Pertini, in città. Qui, il 3 Marzo, fu inizialmente accolto, dinanzi al Palazzo della Prefettura, dalle autorità e dall’Arcivescovo di Brindisi e dai Vescovi della Provincia. Ricevette una rappresentanza del Consiglio di fabbrica della “Montedison”, spostandosi, di seguito, in Municipio, per la consegna delle “Medaglie d’Oro al Valor Civile” alla memoria a tre operai del medesimo insediamento produttivo e una “Medaglia d’Argento al Valor Civile” in memoria di una guardia giurata. La mattina successiva, invece, il Presidente visitò l’impianto “Montedison”, proprio dove l’ing. Sergio Gori aveva prestato servizio, prima di essere trasferito presso il “Petrolchimico” a Porto Marghera, e ucciso vilmente dai terroristi a Mestre, solo poche settimane prima.

Come ricorda il prof Enrico Cuccodoro, nella sua giornata brindisina, Sandro Pertini affermò: “In questo giro, di questa forte terra pugliese, io vado attingendo tanto, ma tanto amore. Quanti giovani si vanno stringendo, intorno a me. Quanta gente io vado incontrando e mi stringe la mano; mi dimostra la sua stima e il suo affetto. È gente nostra, io lo sento… sono Italiani che chiedono di vivere tranquillamente, avendo un lavoro sicuro e, finalmente, la pace in questo tormentato Paese. È l’impegno che dobbiamo assumere noi, uomini politici che mi ascoltate! L’impegno di risolvere questo atto di giustizia. Di far sì che la nostra gente, qui, possa trovare lavoro, tranquillità e pace, concretamente!” Una forte testimonianza, soprattutto, di uno speciale interesse e di una sua diretta sensibilità verso le nuove generazioni.

Parole schiette e di verità, che da allora sono monito per coloro che s’impegnano in politica e nel sociale con entusiasmo ed onestà e che con il coraggio costituiscono i cardini della grande lezione di umanità ed eroismo che ci lascia ancora la voce straordinaria dell’amatissimo e caro Presidente Pertini con grande determinazione e vigore, appello alle coscienze di tutti che si levò proprio qui in Terra di Puglia.

 “OMeGA”, Mediterraneo scosso da gravi crisi

Mediterranean_Relief

Al Circolo Ufficiali della Marina in Lungotevere Flaminio, s’è tenuto ultimamente il primo dei “convegni metropolitani” d’approfondimento del progetto “Ichnusa incontra Mare Nostrum”: varato da OMeGA, Osservatorio Mediterraneo di Geopolitica e Antropologia, associazione culturale che vuole diffondere la conoscenza del Mediterraneo mediante attività congressuali ed “eventi d’ incontro” , per creare un regolare partenariato tra forze sociali e imprenditoriali di tutta l’area.

Centrato sul tema “Mediterraneo-Diseguaglianze, disoccupazione giovanile, lavoro e stabilità sociale”, il convegno è stato aperto dall’ Ammiraglio Enrico La Rosa, Presidente di OMeGA, che ha spiegato obbiettivi e tappe del progetto.”Favorire lo scambio, il dialogo e la conoscenza reciproca tra i giovani e i popoli del Mediterraneo, contribuendo inoltre a fare della Sardegna un polo innovativo economico-culturale. Inoltre, la possibilità di creare metodologie di sviluppo economico sostenibile sarà discussa in vari convegni tematici che tra fine luglio e agosto prossimi organizzeremo in 5 diverse località della costa sarda (Cagliari, Santa Maria Navarrese, La Maddalena, Alghero e Carloforte all’ Isola di S.Pietro)”.

La crescita di diseguaglianze in tutti i Paesi del Mediterraneo ( fattore, quest’ultimo, tra i primi che nel 2011, partendo dalla Tunisia, hanno acceso la miccia delle “Primavere arabe”). La crisi dell’ occupazione giovanile in tutta la regione, sul “modello” dell’ Europa continentale; ma anche la possibilità di recuperare attività lavorative tradizionali (nel settore agroalimentare, nell’ artigianato, ecc…), pure come antidoto ai guasti dell’ omologazione e standardizzazione causate dalla globalizzazione. Questi, i temi specifici del primo convegno d’ approfondimento di “Ichnusa”.

Germano Dottori, docente di Studi strategici presso la “LUISS-Guido Carli”, già consulente di Camera e Senato in tema di affari esteri, difesa e sicurezza interna, ha evidenziato anzitutto le diverse visioni del ruolo degli USA nel mondo esistenti tra l’ amministrazione Obama e quella di Trump. “Obama non voleva una democratizzazione del Medio Oriente di tipo occidentalizzante, come pensava Bush, ma conforme alla mentalità islamica, quindi coinvolgente il piu’ possibile le forze politiche locali; Trump invece ama una stabilizzazione del mondo a largo raggio, necessaria per rilanciare l’ economia americana ma col minimo coinvolgimento possibile delle forze armate USA. Questo, però, ha significato lasciare via libera, nel tragico “mattatoio” siriano, all’ interventismo russo, che a sua volta ha messo in allarme la Turchia”.

Luigi Paganetto, docente ordinario di Economia internazionale all’ Università di Roma-Tor Vergata, s’è soffermato piu’ sugli aspetti economico-sociali dei grandi cambiamenti in corso nei Paesi del Mediterraneo. Alberto Negri, giornalista, inviato speciale del “Sole-24 Ore”, ha messo il dito nella piaga della frequente incapacità del nostro Paese di tutelare i propri legittimi interessi: ” Come emerso nella crisi libica del 2011, quando Francia e Gran Bretagna, preoccupate dal progetto di Gheddafi di creare un dinaro africano, che sarebbe stato una moneta pericolosa concorrente del franco della Comunità francese, con l’alibi di riportare la democrazia in Libia decisero l’ intervento armato contro il dittatore. E l’ Italia, che vantava da decenni un legame privilegiato con quel Paese, non solo non si oppose, ma addirittura concesse l’ uso delle basi militari USA sul suo territorio per bombardare la Libia: accettando quella che, in realtà, è stata la peggiore nostra sconfitta dopo la Seconda guerra mondiale”.

Mario Boffo, ambasciatore emerito ( già Capo missione diplomatica in Yemen e Arabia Saudita), ha evidenziato la natura della destabilizzazione, travestita da stabilizzazione, come principale, sbrigativo sistema di governo dele relazioni internazionali usato oggi dalle superpotenze. “Ma quel che è piu’ grave, nella crisi in corso nel Mediterraneo dal 2011 in poi, è l’assenza dell’ Europa ( non solo quella comunitaria). L’ Europa non ha saputo parlare ai popoli del Mediterraneo; mentre una politica diversa,. basata su accordi internazionali e formule di partenariato economico-sociale, avrebbe potuto innescare una graduale osmosi tra questi Paesi e quelli europei, e ridurre fortemente il flusso immigratorio”.
In chiusura, “Insieme”, Associazione Volontari in Cure Palliative ONLUS,. iscritta al registro ONLUS del Lazio e alla Federazione Cure Palliative, che si occupa fortemente di malati terminali, ha esposto i suoi programmi d’ intervento 2018 per il sostegno pratico, psicosociale e morale ai malati e alle loro famiglie.

Fabrizio Federici

Il cancro si batte anche con l’attività fisica

corsaChe l’attività fisica faccia bene alla salute è dato consolidato. Che faccia bene a chi ha vissuto l’esperienza del tumore è un nuovo paradigma che deve entrare nel patrimonio culturale di tutti.

La diffusione di tale assunto è la finalità del progetto CCM-2014 che raccoglie i dati sui benefici dell’esercizio fisico praticato durante e dopo i trattamenti antitumorali su pazienti affetti da linfoma, cui hanno partecipato l’U.O. di Ematologia IRCCS Istituto Tumori “Giovanni Paolo II” di Bari di cui è responsabile il dottor Attilio Guarini, l’UOC Ematologia – A.O.U. “Sant’Andrea” di Roma di cui è responsabile la dottoressa Maria Christina Cox, la Struttura Complessa di Oncologia – IRCCS Centro Riferimento Oncologico di Aviano di cui è responsabile il dottor Michele Spina e il Dipartimento di Ematologia Oncologia e Medicina Molecolare dell’Istituto Superiore di Sanità di Roma, responsabile la dottoressa Elena Bravo.

Il progetto, finanziato dal Ministero della Salute, propone lo sviluppo di un nuovo modello di prevenzione delle patologie correlate ai trattamenti anti-tumorali nei pazienti lungo-sopravviventi affetti da linfoma, inducendoli a praticare l’esercizio fisico, contro ogni pregiudizievole scetticismo.

I linfomi sono tumori del sistema linfatico, e si classificano al quinto posto per frequenza nel mondo occidentale, con 16 mila nuovi casi stimati in Italia nel 2017.

Le strategie terapeutiche sempre più avanzate in campo onco-ematologico hanno fatto aumentare i tassi di sopravvivenza, soprattutto di soggetti in età matura cui si prospetta una significativa aspettativa di vita, ma che potrebbero sperimentare gli effetti collaterali, immediati o tardivi, dei trattamenti anti-tumorali.

L’azione preventiva e terapeutica dell’attività fisica è confermata da evidenze scientifiche, sperimentali ed epidemiologiche, non si può quindi più indugiare nell’abbracciare uno stile di vita attivo che funge da terapia di supporto e produce benefici a basso costo, contrastando gli effetti collaterali dei farmaci antitumorali quali riduzione di forza muscolare e di funzionalità cardiorespiratoria, neuropatie periferiche, osteoporosi, perdita di equilibrio, stanchezza cronica, ansia e depressione. Vengono inoltre limitati gli effetti tossici delle terapie che possono presentarsi anche a lungo termine e determinare un decadimento psico-fisico, soprattutto negli anziani, per l’invecchiamento di organi e tessuti. Riducendosi cardiopatie, obesità, diabete, osteoporosi, sarcopenia, stanchezza cronica e decadimento cognitivo, aumenta di contro l’efficacia e la tollerabilità dei farmaci e si allunga la prospettiva di vita. Abbinato a corrette abitudini alimentari, l’esercizio fisico può influire positivamente su diverse malattie croniche, sull’obesità e sulla sindrome metabolica dei pazienti in trattamento oncologico, contrastando l’accumulo di grasso addominale e viscerale.

Il progetto sui lungo-viventi con linfoma, prevede di sperimentare nella pratica clinica un programma di esercizi motori, contestualmente alle terapie anti-tumorali e anche di divulgare e promuovere l’esercizio fisico come importante risorsa a basso costo che offre benessere al paziente oncologico.

Perché, se è vero che i farmaci sconfiggono il cancro, anche l’esercizio fisico è un potente anti-tumorale che riduce il rischio di recidive fino al 40% con l’attivazione del sistema immunitario e dei meccanismi intra-cellulari onco-soppressivi, contribuendo così ad abbattere le problematiche socio-sanitarie, sostiene con determinazione l’ematologa Maria Christina Cox dell’ospedale Sant’Andrea, responsabile del programma di attività motoria per i pazienti con linfoma.

Ecco allora che, acquisita la consapevolezza che bisogna assumere l’esercizio fisico come metodo di profilassi, cura e riabilitazione poiché previene l’insorgenza di neoplasie, riduce il rischio di recidive e la tossicità della terapia e il rischio di patologie croniche, superate le barriere convenzionali e attenti al proprio benessere psico-fisico, alcuni pazienti nel corso delle cure chemioterapiche presso l’ospedale romano hanno costituito il gruppo di studio coordinato dalla fisiatra Gabriella Marsili. Il programma trisettimanale di esercizi motori personalizzati con l’ausilio di macchinari sotto la guida della fisioterapista Federica Ponzelli, impostati con rigore scientifico per sviluppare la forza muscolare agli arti e al torace, di coordinazione motoria ed equilibrio, aerobici e di stretching, ha apportato in tutti i pazienti un miglioramento della capacità funzionale, del tono dell’umore e della qualità di vita, senza interferire con le terapie mediche.

Coadiuva il progetto un agile manuale di attività motoria, indirizzato a pazienti, fisioterapisti e operatori del settore, in cui sono descritti gli esercizi da praticare, con gradualità e dopo attenta valutazione dello stato del paziente.

Una rete telematica di screening e follow-up permetterà di registrare i pazienti arruolati per definirne l’impatto epidemiologico su scala nazionale e formulare percorsi diagnostico-terapeutici. Infatti, i dati clinici, di laboratorio e degli interventi terapeutici dei pazienti lungo-sopravviventi presso i tre ospedali aderenti saranno raccolti nella piattaforma informatica progettata presso l’Istituto Superiore di Sanità.

Inoltre, sempre nell’ambito del progetto CCM-2014, si può consultare e scaricare una piccola guida destinata a pazienti, familiari e professionisti della sanità, a cura di Maria Christina Cox, che raccoglie opinioni ed esperienze di un gruppo di esperti (di biologia, cardiologia, ematologia, fisiatria, fisioterapia, geriatria, informatica, medicina interna, medicina generale, oncologia, psico-oncologia, psicologia dello sport e scienze motorie) che si sono confrontati in un recente convegno per promuovere la conoscenza di un modello di gestione del paziente lungo-sopravvivente di linfoma e avviare una collaborazione operativa con la medicina di base sul tema “Il cancro si batte anche con lo sport”, da cui è emerso che per ottenere risultati bastano 150-180 minuti a settimana di camminata veloce, corsa, ginnastica, pedalata, ballo, nuoto.

Tania Turnaturi