Roma. CNA, il blocco dei Voucher è una ‘iattura’

vaccarinoù+La Confederazione Nazionale degli Artigiani, ha presentato oggi a Roma il rapporto sulle professioni ‘non ordinistiche’ realizzato dalla stessa Confederazione.
A margine della presentazione, il Presidente della CNA, Daniele Vaccarino, ha detto: “Il brusco blocco dei voucher per il pagamento delle prestazioni di lavoro accessorie, è stata una iattura per il nostro mondo, perché la maggior parte degli artigiani che li usano, e non sono moltissimi, hanno sempre dimostrato che servivano per supplire a delle carenze”.
Poi ha aggiunto: “sappiamo che ci sono stati degli abusi, tuttavia, l’alternativa in questi mesi è stato il nero, come ci dicono i nostri associati. La ricetta della Cna è una normativa contrattuale che sia la più semplice possibile: il voucher ha avuto fortuna perché attivarlo e disattivarlo era estremamente facile. Se noi complichiamo e rendiamo difficile l’assunzione a tempo breve, facilitiamo il ‘nero’. Vogliamo dei sistemi semplici”.
Così, con un linguaggio chiaro ed asciutto, ha concluso Daniele Vaccarino il suo intervento. Ormai, da indicazioni a più voci, dovrebbe essere chiara la via da percorrere: efficienza ed efficacia della pubblica amministrazione nel regolamentare la vita imprenditoriale, professionale e lavorativa degli italiani facilitando l’accesso ai servizi ed esigendo un maggiore rispetto della semplicità applicativa.

Al Salone del libro Molinari e de Giovanni

Doppio appuntamento per questo week end al Salone del libro di Torino. Due autori di fama come Maurizio Molinari e Maurizio De Giovanni discuteranno dei loro rispettivi libri.

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Sabato 20 maggio alle 18:30 presso la Sala Gialla “Esistono altri mondi?”
Guido Tonelli dialoga con Maurizio de Giovanni, autore de “I Guardiani”, primo romanzo della sua nuova serie. Modera Franco di Mare. Letture di Chiara Francini e Alessio Boni.
Il libro su Napoli, i suoi luoghi più oscuri e un quartetto formidabile di investigatori. L’inizio di nuova serie nera che cambia tutte le regole.

Domenica 21 maggio alle 12:00 invece presso Sala Rossa “La sfida delle nuove tribù agli Stati nazionali”.
Marco Minniti, ministro dell’Interno, dialoga con Maurizio Molinari, autore de “Il ritorno delle tribù”. Modera Myrta Merlino.

Nel libro di Molinari è il tribalismo il fenomeno globale con cui dobbiamo fare i conti. Tiene banco in Medioriente. Avanza in America ed Europa, e si affaccia in Italia. Regimi, governi ed eserciti fronteggiano la disgregazione degli stati nazionali che fa riemergere le identità locali.


MAURIZIO DE GIOVANNI è nato a Napoli nel 1958. È autore di due serie noir, con protagonisti il commissario Ricciardi i Bastardi di Pizzofalcone, entrambe bestseller. Con Rizzoli ha pubblicato Il resto della settimana (2015). Da questo romanzo è in corso di realizzazione una serie tv prodotta da Cattleya.

MAURIZIO MOLINARI, giornalista e scrittore, direttore del quotidiano “La Stampa”. Tra i suoi libri L’Italia vista dalla Cia 1948-2004 (Laterza 2005), Cowboy democratici (Einaudi 2008), Gli italiani di New York (Laterza 2011). Con Rizzoli, Governo ombra (2012), L’aquila e la farfalla. Perché il XXI secolo sarà ancora americano (2013), Il califfato del terrore (2015), Jihad (2016) e con Amedeo Osti Guerrazzi Duello nel Ghetto (2017).

Alberto La Volpe, volto storico del giornalismo

Oggi, giovedì 18 maggio, alle 15.30 si terranno i funerali di Alberto La Volpe, nella chiesa di Santa Chiara, in piazza Giochi Delfici, a Vigna Clara.

la volpeHo lavorato con Alberto La Volpe dal 1987 al 1993 (prima di partire per Euronews) nel periodo in cui è stato direttore del TG2, dove era succeduto ad Antonio Ghirelli, che aveva sostituito a sua volta Ugo Zatterin. Quando arrivò era considerato il direttore della normalizzazione craxiana, dopo gli anni di Zatterin, considerato troppo indipendente, e di Ghirelli, considerato troppo ingombrante.
Invece grande fu la sorpresa nel vederlo capace di manovrare e ritagliarsi degli spazi di autonomia anche di fronte al sospettoso segretario del PSI diventato Presidente del Consiglio. A lui si debbono grandi scelte editoriali come l’arrivo di un giovane promettente dal TG1 (Enrico Mentana), o il rinnovo della conduzione del TG con l’arrivo di Lilli Gruber e Carmen Lasorella, Maria Concetta Mattei e Piero Marrazzo. Ma anche il varo ,nel 1988, della rubrica “Non solo nero” di Massimo Ghirelli, il primo spazio di riflessione sull’immigrazione in Italia che se non fosse stata abolita subito dopo la sua partenza, avrebbe forse potuto determinare un atteggiamento diverso della nostra opinione pubblica sulla questione dei migranti e dell’integrazione. Oppure “Lezioni di mafia” con Giovanni Falcone o il lancio di “Radio Londra” di Ferrara.
Fortissimo il suo rapporto di amicizia con Massimo Fichera, mitico vicedirettore generale della RAI e campione dell’innovazione tecnologica e di prodotto, che -grazie anche al suo appoggio interno- lanciò Euronews nel 1993, allorché molti altri direttori RAI osteggiavano quell’avventura.
Diventato poi politico finita la carriera in RAI (come parlamentare prima e poi come sottosegretario con Prodi alla Cultura e con D’Alema agli interni) ha continuato a condurre le stesse battaglie fino alla sua morte in nome della giustizia sociale e per gli ideali socialisti in cui ha sempre creduto.

Giacomo Mazzone

Pesaro. Il Futurismo per Guido Armeni

1CartolinaLa scelta di un tema sacro, come la bellezza natura e della vita degli alberi, costituisce la prima rivelazione della genuina di capacità di Guido Armeni, artista marchigiano, di riproporre un tema sacro. Le ricerche di Guido Armeni si ispirano al “Manifesto dell’arte Sacra Futurista” (1932). Il bianco-azzurro dei alcuni quadri dello scultore marchigiano richiamano l’arte di Gerardo Dottori che fu il primo futurista a rinnovare l’Arte Sacra, Nella mostra, dal titolo Seeing things in “black or white”, dal 19 maggio al 2 giungo, all’Hotel Alexander museum sono esposti più di 20 oggetti tra sculture e quadri della nuova collezione di Armeni, ispirata alle Avanguardie. L’inaugurazione sarà  il 19 maggio, alle ore 19,00. Intervengono: Conte Alessandro Narcuccci Pinoli, Hotel Alexander Museum Place, Andrea Carnevali, Critico e curatore della mostra, Dialogo con l’arte Walter Guido Armeni, scultore e Donatella Pazzelli, scrittrice camerte, Roberto Rossini, attore, Lettura dei testi,  Futurismo/Vorticismo, Derek Jan Barns, reading, Vorticism. Nell’esposizione, inoltre, si potrà vedere la scultura  Yin ([ín]) e Yang  ([jǎŋ]) che ha ottenuto il premio “InOpera 2010-Sulle grandi orme di Matteo Ricci”, a Palazzo Buonaccorsi di Macerata, consegnato da Antonio Paolucci, direttore dei Musei Vaticani.

Le opere hanno una grande energia perché riescono a fare dialogare le sculture con lo spazio scenico dell’albergo, moderno e accogliente, con la sintesi formale e dinamica della scultura futurista di Armeni. Sebbene futurista, la scultura conserva l’ “involucro” esterno, i rami e le foglie. La sagoma delle piante si riconoscono per mezzo di un’associazione, cioè una “macchia” bianca o nera oppure nei quadri bianco-azzurro. L’opera, inoltre, si sviluppa mediante l’alternarsi di cavità, rilievi, pieni e vuoti che generano un frammentato e discontinuo chiaroscuro fatto di frequenti e repentini passaggi dalla luce all’ombra del giorno o elettrica. Osservando il tronco delle piante per esempio sembra essere pieno, mentre muovendosi intorno alla scultura da sinistra a destra, si nota che il fusto è esile e la leggerezza della pianta è sorprendente. Così figura stilizzata dell’albero si modella a seconda dello spazio circostante ed assume così la funzione per così dire di plasmare le forme. Anche la linea di contorno si sviluppa come una sequenza di curve ora concave, ora convessa: in tal modo i contorni irregolari non limitano la figura come di consueto, ma la dilatano espandendola nello spazio. Le linee, che formano la chiama delle piante, avvolgono la sagoma dell’albero.

Lo stretto rapporto che intercorre tra la natura e la rappresentazione figurativa deriva da idee, da pratiche religiose e da teorie personali sul senso della vita. La successiva semplificazione delle immagini e i simboli grafici non hanno privato l’artista, tuttavia, della ricerca formale basata su schemi geometrici che caratterizzano, anche, le moderne opere figurative.

Piemonte, parte il piano per le case della salute

regione piemonteSono 66 i progetti delle Case della Salute che la Giunta regionale avvierà e finanzierà nel corso del 2017. Il provvedimento che stanzia la prima tranche di 4 milioni di euro da destinare alla partenza delle attività sarà approvato nei prossimi giorni, ma questa mattina l’assessore regionale alla Sanità ha illustrato l’intero piano nel corso della riunione di Giunta.

Le Case della Salute sono veri e propri centri attrezzati aperti 12 o 24 ore al giorno, in cui vengono ospitati ambulatori, medici di famiglia, specialisti e infermieri, punti prelievi e servizi assistenziali. L’istituzione di questa nuova rete sul territorio ha come obiettivo il miglioramento dell’appropriatezza delle prestazioni fornite, in particolare alla luce del progressivo invecchiamento della popolazione e dell’aumento delle malattie croniche, e di conseguenza la riduzione degli accessi ospedalieri impropri, che contribuiscono a generare il sovraffollamento dei pronto soccorso.

L’investimento complessivo per quanto riguarda il 2017 è di 13,3 milioni di euro, 8 milioni messi a disposizione dalla Regione, il resto a carico delle Asl. Lo stanziamento sarà utilizzato principalmente per nuove assunzioni di infermieri e altro personale sanitario, per gli incentivi a medici di famiglia e pediatri, per l’informatizzazione di tutti i servizi offerti e per l’acquisto delle attrezzature. Le Asl hanno 45 giorni di tempo dall’approvazione del documento per presentare un crono-programma operativo per il funzionamento delle strutture nel triennio 2017-2019.

Il piano, elaborato al termine di una approfondita consultazione con organizzazioni sindacali, operatori e rappresentanti delle categorie, prevede anche un costante monitoraggio dei risultati ottenuti, con una particolare attenzione alla riduzione del tasso di ospedalizzazione per complicanze delle patologie croniche, alla diminuzione dell’accesso in pronto soccorso di codici bianchi e verdi, al miglioramento dell’appropriatezza clinica e organizzativa dei ricoveri, alla riduzione delle prestazioni ambulatoriali ripetute e al contenimento del consumo di farmaci per i malati cronici.

I 66 progetti finanziati includono 32 nuove realizzazioni e 34 potenziamenti di realtà esistenti. Tre le tipologie previste per le Case della Salute: strutturali, in cui tutti i servizi sono concentrati in un’unica sede, funzionali, in cui è previsto il coordinamento fra più medicine di gruppo e poliambulatori, oppure strutturali funzionali, in cui prevale un modello misto.

Ecco come saranno dislocate le Case della Salute:

Asl Città di Torino – Quattro “hub” tutti da attivare a cui faranno riferimento altri centri definiti antenne o “spoke”: Oftalmico/Valdese (con il poliambulatorio di corso Corsica collegato), il presidio Valletta di via Farinelli (antenne via Monginevro e via Gorizia), Amedeo di Savoia (antenne via Pacchiotti, via Del Ridotto e corso Toscana), lungo Dora Savona (con via Montanaro, l’Rsa di via Andorno e via Paisiello).

Asl To3 – Si tratta di 11 strutture: saranno potenziate o riconvertite Borgaretto di Beinasco, Torre Pellice, Cumiana, Vigone, Pomaretto, Pianezza, Giaveno, Susa, Avigliana, attivate ex novo Rivoli e Venaria.

Asl To4 – Sono in tutto 6: potenziate Brandizzo e Castellamonte/Rivarolo, da attivare Leinì, Settimo, Lanzo e Caluso.

Asl To5 – Sono previste 7 Case della Salute: Carmagnola, Carignano, Chieri, Moncalieri e Nichelino (tutte da attivare) più il potenziamento di Pino Torinese e La Loggia.

Asl Vc – Cinque strutture, una da attivare a Cigliano e quattro da potenziare a Santhià, Gattinara, Varallo e Coggiola.

Asl Bi – Sono 4, tutte da attivare. Le prime due verranno collocate a Cossato/Trivero e Biella, le altre due (una delle quali pediatrica) saranno fra Biella e Cossato.

Asl No – In totale sono 7. Si parte dal potenziamento di Arona, a cui sono collegate le sedi di Ghemme e Oleggio, da attivare due strutture a Novara, una a Borgomanero e una a Trecate.

Asl Vco – Quattro Case della Salute: da potenziare Omegna e Cannobio, da attivare Verbania e Crevoladossola.

Asl Cn1 – Sono 4 fra cui una nuova (Boves/Busca) e tre da potenziare a Demonte, Saluzzo e Fossano.

Asl Cn2 – Due strutture, entrambe già esistenti e da potenziare, a Bra e Montà d’Alba.

Asl At – Sono in totale 6: Nizza Monferrato, Villafranca, Canelli, San Damiano d’Asti (tutte da potenziare), Montiglio e Villanova d’Asti (da attivare).

Asl Al – Sei strutture anche qui: da potenziare il progetto Picasso a Ovada, poi Valenza e Castellazzo Bormida, da attivare Arquata Scrivia, Castelnuovo Scrivia e Moncalvo.

Roma. Tre sorelle rom bruciate vive

Rogo-Roma-12-990x660A Roma tre sorelle di 20, 8 e 4 anni sono morte mentre il camper dove dormivano andava a fuoco. Si tratterebbe di incendio doloso, la Procura di Roma sta infatti indagando per omicidio volontario e incendio doloso: una telecamera avrebbe ripreso una persona mentre lancia contro il camper un bottiglia incendiaria. Sono state trovate tracce di liquido infiammabile.
Francesca Halinovic del 2009, Angelica Halinovic del 2012 ed Elisabeth Halinovic del 1997 dormivano nel camper con i loro 8 fratelli, tutti bambini. Una famiglia di etnia rom, composta dai genitori e da 11 figli. Alle tre di notte le fiamme hanno avvolto il veicolo parcheggiato nel centro commerciale in via Mario Ugo Guattari, zona Casilino. Alcuni di loro sono riusciti a uscire in tempo dal camper e altri sono stati estratti e aiutati dai Vigili del Fuoco, arrivati sul posto pochi minuti dopo l’allarme. Sul posto sono intervenuti anche i poliziotti della Squadra Mobile, della Digos e dei commissariati di Tor Pignattara e Prenestino. La Scientifica sta compiendo tutti i rilievi anche per accertare le cause del rogo. I superstiti del rogo hanno raccontato agli investigatori di aver ricevuto minacce ricevute recentemente.
“C’è stato un rogo dove sono morte tre persone, due bambine e una ragazza di 20 anni. Esprimiamo il nostro cordoglio: quando ci sono delle vittime si rimane un attimo in silenzio. La Procura sta indagando sulle cause, vi daremo aggiornamenti quando ne avremo”, ha detto il sindaco di Roma, Virginia Raggi.

Cosenza. Migranti dei centri prelevati e sfruttati

Migranti-Napolitano-arancePer la prima volta sul territorio nazionale, ha detto in conferenza stampa il procuratore di Cosenza, Mario Spagnuolo, è stata applicata la nuova legge sul caporalato. I carabinieri del Comando provinciale di Cosenza hanno eseguito 14 misure cautelari emesse dal gip di Cosenza, su richiesta della Procura della Repubblica, dopo l’inchiesta che ha portato alla luce lo sfruttamento dei rifugiati ospitati all’interno dei centri di accoglienza del cosentino. Una trentina di rifugiati, tra senegalesi, nigeriani e somali, venivano prelevati da due Centri di accoglienza straordinaria di Camigliatello Silano e portati a lavorare “in nero” in campi di patate e fragole della Sila cosentina o impiegati come pastori per badare agli animali al pascolo.
I destinatari dei provvedimenti sono accusati, a vario titolo, di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, abuso d’ufficio e tentata truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Le indagini sono iniziate a settembre del 2016.

Il riciclo in cucina
e l’arte del recupero

polpette-avanziPerbacco, in cucina quando si fa avanti la parola “riciclo” si scatena il prurito ovunque, forse perché nell’immaginario comune l’idea del “riciclare” induce a pensare al cibo di ripiego – alla pappa messa assieme in fretta e furia proprio per non doverla gettare alle ortiche. Invece, quella che comunemente viene definita cucina del recupero – è un modo intelligente per “restaurare” (spesso, persino di migliorare) del cibo cotto in precedenza, che per nessun motivo va buttato tra i rifiuti! Del resto si sa – in cucina non si sciupa alcunché – purché l’alimento sia ovviamente commestibile. Anzi, bisogna impiegarlo al meglio e con verve creativa – caratteristica consolidata dei grandi cuochi. Francamente tutto ciò non è che sia una novità oppure la scoperta dell’acqua calda visto che proprio “il riutilizzo” era la prassi quotidiana di nonne e bisnonne, che con pochi soldini in tasca dovevano far quadrare lo striminzito bilancio casalingo. Nei fatti era una vera e propria “lectio” di economia spiccia, che aveva nella cucina domestica il suo asse portante. Quindi, la manovra culinaria atta a “riconvertire” altro non è che una raziocinante metamorfosi per elargire “linfa vitale” ad alimenti cotti e probabilmente destinati a una fine “impietosa”, ma che in realtà custodiscono ancora tantissime prerogative e virtù per essere protagonisti di un nuovo pranzo.

Di solito le festività e ricorrenze godute in casa (Natale, Pasqua e via discorrendo) oltre a regali e buon umore lasciano le dispense zeppe di cose succulente – messe in stand by per essere quanto prima riutilizzate. Pirofile, vassoi e teglie colme di manicaretti preparati ad abundantiam nei giorni antecedenti i festeggiamenti, sempre per colpa di quell’atavico batticuore di non gradire gli ospiti, o che la quantità non sia sufficiente per sfamare i presenti. In realtà, alla fine, si saziano tutti e pure troppo –, a tal punto da dover ricorrere a qualche provvidenziale tisana digestiva – ma tant’è! E così, tutto questo ‘ben di Dio’ è destinato ad albergare beatamente nel freezer pronto a essere convertito a “nutrimento nuovo”, e vale a dire a cibo più che mai invitante e commestibile. Da osservare che quasi sempre si tratta di bontà di sicuro “avanzate” ma assolutamente salubri, che sarebbero gustose anche se fossero mangiate come sono, e vale a dire senza ulteriori orpelli ma soltanto con una semplice riscaldata! In ogni caso è preferibile attuare una veloce ritoccata al loro “maquillage” – sia per renderle più appetibili che per sperimentare nuove alchimie culinarie, concretizzabili proprio quando si hanno a disposizione avanzi di cibo e simili.

Ed ecco, allora, che da tanti rimasugli si preparano bordate di polpette e polpettoni, manzi rifatti e sagacemente ingentiliti, insalate variopinte e oltremodo bizzarre, e a seguire… sformati, flan, aspic e torte salate di ogni forma, profilo e sostanza. E per chi avesse ancora appetito – timballi di riso e di pasta, arancini, bocconcini e tante altre ghiottonerie, che fanno della cosiddetta “cucina del recupero” tutt’altro che un noioso “capitolo” gastronomico – bensì un’irresistibile opportunità. Basti pensare al bollito misto delle grandi occasioni, e avanzato perché cotto in troppa quantità. E che si fa, mica si può eliminarlo come nulla fosse – sarebbe un atto sacrilego, un vergognoso insulto alla miseria dilagante! La carne (bollita) avanzata può essere recuperata in tante modalità, realizzando, ad esempio, gustose insalate, incredibili piatti freddi e impensabili antipasti, che tenterebbero persino il più esigente dei gourmet. Una volta a tavola, quando candidamente si svela che la ricetta protagonista è stato approntata con della carne avanzata al fine di non sprecarla – famigliari o eventuali ospiti restano basiti se non increduli.

Insomma, s’è visto, una volta per tutte, che la cucina può essere un’officina per concretizzare idee e soluzioni volte al risparmio, in questo a caso a convertire ingredienti “dissipati” a pietanze succulente e pure di bell’aspetto. Certo, per la loro preparazione ci vuol tempo e anche un pizzico di buona volontà, ma in tal modo il bilancio famigliare ne godrà di sicuro. E a beneficiarne sarà anche il palato dei vostri cari, poiché moltissimi piatti messi assieme con ingredienti etichettati come “ripiego” – sovente sono delle vere e proprie prelibatezze. Pensate alle tradizionali ma goduriose polpette, che preparate con il sugo di pomodoro possono essere un gratificante condimento per la routinaria pastasciutta. In soldoni, l’economia tra i fornelli passa attraverso il recupero di pietanze approntate “ab ovo” – offrendo, infallibilmente, l’occasione di preparare golosità impensabili e allettanti!

Stefano Buso

Piemonte rafforza studio su effetti da amianto

radiologiaAvviare un progetto di respiro nazionale e europeo, che funga da modello per lo studio del mesotelioma, attraverso investimenti sulla ricerca pre-clinica che permettano di conoscere le cause della malattia e individuare nuovi farmaci e nuove terapie. Con questo obiettivo si è riunito oggi pomeriggio presso l’assessorato regionale alla Sanità il Comitato strategico amianto. Presenti all’incontro l’assessore regionale alla Sanità Antonio Saitta, l’assessore regionale all’Ambiente Alberto Valmaggia, il direttore dell’azienda ospedaliera di Alessandria Giovanna Baraldi, il direttore dell’Asl di Alessandria Gilberto Gentili, il responsabile del Centro sanitario amianto del Piemonte Massimo D’Angelo, il sindaco di Casale Titti Palazzetti in qualità di presidente, i rappresentanti delle associazioni delle vittime dell’amianto, dell’Arpa e dei sindacati.

Il progetto voluto dall’Associazione familiari vittime amianto, che può contare su un finanziamento di 3,8 milioni di euro e sarà gestito dall’azienda ospedaliera di Alessandria come capofila, vedrà il coinvolgimento dell’Università degli Studi di Torino e in particolare del dipartimento di Oncologia di cui fanno parte gli istituti di ricerca del San Luigi di Orbassano, di Candiolo e delle Molinette. L’Università di Torino affiancherà le istituzioni già coinvolte, l’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, l’Istituto scientifico romagnolo per la studio e la cura dei tumori, il dipartimento di Medicina traslazionale e il dipartimento di Scienze della salute dell’Università del Piemonte orientale. All’interno di questa revisione del piano, la Regione individuerà un garante scientifico della ricerca, con il compito di assicurare la funzionalità e la coerenza di tutte le attività.

“Stiamo mettendo in campo le migliori competenze a disposizione, per far sì che l’attività sia di livello altissimo e sia in grado di fungere da modello sul piano nazionale e non soltanto in ambito locale – ha spiegato l’assessore Saitta -. Gli enti coinvolti saranno considerati “alla pari”, e ognuno contribuirà con le proprie conoscenze e capacità. Come Regione ci attrezziamo per garantire la realizzazione di questi obiettivi”.
“L’attività sarà di ampio respiro ma continuerà ad avere come riferimento l’azienda ospedaliera e i presidi di Casale e Alessandria attraverso l’Ufim, che sarà rafforzata per garantirne l’operatività nel tempo – ha sottolineato il direttore Baraldi -. In questo contesto rivestirà particolare importanza l’individuazione del responsabile scientifico, come figura di garanzia, unitarietà e fattibilità”.

Al via la tre giorni del Formia Film Festival

formiaNella perla del basso Lazio è tutto pronto per il Formia Film Festival, una tre giorni di emozioni ed eventi all’insegna di cinema, arte, musica, incontri e riflessione.

Il festival, ideato e diretto da Daniele Urciuolo avrà luogo a Formia (LT) dal 28 al 30 Aprile 2017, promosso dal Comune di Formia in collaborazione con Confcommercio Lazio Sud, Latina Film Commission, LUISS Creative Business Center, Leading Consulting ed altri.

GLI EVENTI. Molti i momenti che comporranno la rassegna nella città laziale, fatta di intelligente intrattenimento e di riflessione e approfondimento.

VENERDÌ 28 APRILE verranno proiettatati i cortometraggi “IN CONCORSO”, seguirà la proiezione del film “FUORI CONCORSO” VIENI A VIVERE A NAPOLI di F. Prisco, E. De Angelis, G. Lombardi alla presenza di parte del cast.

Verrà inoltre consegnato il premio speciale al maestro Umberto Scipione, autore della colonna sonora del film Mister Felicità di A. Siani.

SABATO 29 APRILE dopo la presentazione Miss Spettacolo di Stefano Madonna, verranno proiettati cortometraggi “FUORI CONCORSO” , tra gli altri alle 18:00 ”STELLA AMORE di Cristina Puccinelli alla presenza di parte del cast e ”L’INSONNE di Alessandro Giordani alla presenza di parte del cast
Infine vi sarà la Proiezione film “FUORI CONCORSO” LA PARRUCCHIERA di Stefano Incerti alla presenza di parte del cast.

DOMENICA 30 APRILE verranno proiettati i cortometraggi “IN CONCORSO”, a seguire OMAGGIO A TOTò a cura di Aldo Manfredi uno spettacolo fatto di video, immagini, letture, sketch, ricordi, testimonianze, ospiti in ricordo del grande Maestro.
Verrà poi proiettato il cortometraggio “IN CONCORSO” ANNO NUOVO VITA NUOVA di Gianfranco Barra
Alle ore 21:00 infine seguirà la CERIMONIA DI PREMIAZIONE e la proiezione cortometraggio vincitore Formia Film Festival 2017.

I PROTAGONISTI DEL FESTIVAL. La prima interessante novità di questa edizione è Cristina Marino, l’attrice milanese (Amore 14, Maicol Jecson, Vacanze ai Caraibi, Tafanos, Un passo dal cielo 4, 1993) sarà infatti madrina e volto del Festival.

La conduzione è affidata per il secondo anno consecutivo a Emanuele Rauco, giornalista, critico cinematografico e selezionatore alla Biennale di Venezia.

La manifestazione ha visto, negli anni passati, la partecipazione di molti ospiti tra attori e registi e la proiezione di molte opere (cortometraggi, lungometraggi e documentari).

Quest’anno saranno presenti al festival grandi nomi del cinema italiano come le attrici e gli attori Valeria Solarino, Denise Capezza, Laura Adriani, Salvatore Misticone, Chiara Gensini, Dino Abbrescia, Susy Laude e molti altri ancora.