Bastava che superasse il Castello d’If, sulla minuscola isola di fronte alla città, che una piccola folla di curiosi cominciasse a radunarsi sul belvedere del forte di Saint-Jean e quindi trottare senza indugi verso il porto. Ogni volta una gran festa di cappelli in alto, applausi e grida di giubilo, “ché a Marsiglia l’arrivo di un bastimento, soprattutto se è stato costruito, attrezzato e stivato nei cantieri della vecchia Fhochée e appartiene a un armatore della città, è sempre un grande avvenimento”. Questa la Marsiglia del Conte di Montecristo, descritta con partecipazione da Alexandre Dumas. Immagine che nel trascorrere del tempo si era via via deteriorata, dopo il trauma della guerra di liberazione algerina, fino agli ultimi anni duranti i quali la città con il porto più importante di Francia appariva come decadente, pericolosa per i turisti e sporca per gli abitanti.
Oggi non è più così: Marsiglia rinasce come Capitale Europea della Cultura 2013. Con una radicale trasformazione architettonica costata ben 660 milioni d’euro che ha dato un nuovo volto al porto, restituendo alla città la vocazione di ponte proteso verso le civiltà mediterranee e sviluppo d’indotto al resto della regione. Sessanta i progetti di recupero, riconversione, costruzione e ammodernamento, anche di interi quartieri, affidati ai più grandi architetti del mondo. Così la città ora vive un nuovo “Rinascimento” urbano oltre che culturale (più di 900 eventi in programma), pur custodendo tutto il fascino dei suoi 2.600 anni di storia cosmopolita: bastides, siti storici, aree industriali dismesse che testimoniano, in ogni quartiere, la ricchezza del suo passato. Un passato che la rende anche la città più “islamica” tra le città francesi con i suoi 200mila fedeli (un abitante su quattro) e i 63 luoghi di culto per i musulmani. Continua a leggere

Primavera Birmana? Pur essendo prossima la stagione delle piogge, è presto per parlarne. Eppure qualcosa comincia a muoversi nel monolite del Myanmar dopo decenni di regime dei colonnelli. Il Paese apre spiragli sempre più ampi ai visitatori stranieri, inaugurando un nuovo corso turistico dalle mille potenzialità. È bastato abbattere molti degli intoppi burocratici che finora rendevano la concessione dei visti un’impresa estenuante. Nel 2011 i turisti erano stati quasi 400 mila, poca cosa se paragonati agli oltre 15 milioni della vicina Thailandia. Ma, negli ultimi due anni le visite in Myanmar crescono al ritmo del 25 per cento, e gli operatori ormai si preoccupano di non riuscire a star dietro alla domanda data la scarsità di strutture adeguate.
“Sì viaggiare”, cantava qualcuno nel 1977. A farlo oggigiorno sono soprattutto le persone della cosiddetta “terza età” che, grazie alla loro passione per i viaggi, hanno fatto riscattare il turismo in Europa. Secondo i dati emersi da uno studio dell’Eurostat, l’organismo statistico dell’Ue, in Europa a rappresentare gli over 65 è il 17%, circa 86 milioni e, tra loro risulta che oltre il 40% ha fatto una vacanza con pernottamento superiore alle 4 notti. In Italia si sono registrati 12 milioni di over 65 e il 30% di loro ha usufruito di un viaggio con quelle caratteristiche. Sia in Europa che nel nostro Paese le percentuali sono destinate ad aumentare in modo consistente entro il 2050.
Genova città di marinai e naviganti. La Liguria, dunque, è una regione di solo mare? Neanche per sogno. Sole, piste innevate e cielo azzurro: le tre località sciistiche della Liguria, tutte a pochi minuti di auto dal mare, si presentano così. Solo da pochi giorni nel Ponente, dove la stagione sciistica quest’anno inizia solo ora, dall’Immacolata nel Levante. Dal rifugio Allavena, in località Colle Melosa, Comune di Pigna, nell’imperiese, ai piedi del Monte Torreggio, soltanto 40 km dalla costa, a 1542 metri di altezza, si vedono il mare e la Corsica. E, finalmente, anche la neve, che scintilla sotto il sole e ha raggiunto il mezzo metro. «La stagione per noi è iniziata questo sabato. E’ nevicato molto mercoledì e ora si scia bene, arrivano i primi sportivi, qui si fa sci di fondo, ed è molto bello», ha dichiarato Alfredo Bruzzone, gestore del rifugio. 




