martedì, 25 Febbraio, 2020

Area Word. La nuova era dell’ambientalismo

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Siamo entrati in una nuova “era”. Occorre rimetterci in discussione in tutti gli aspetti. Nuove emergenze e nuovi needing emergono in tutta la loro dirompenza. La questione ambientale innanzitutto. L’emergenza ambientale e la sfida per “abitare” il mondo in modo diverso sono ormai evidenti realtà. Su questi temi nasce Area World, una associazione con lo sguardo declinato al futuro e le idee ben chiare. Ne parliamo con il coordinatore e fondatore Gaetano Loffredo.

Innanzitutto quando nasce Area World?
La nostra associazione prende effettivamente corpo giusto alla fine dell’estate. In settembre ci siamo resi conto che eravamo ormai operativi e in grado di strutturarci praticamente. Dopo tanto studio e tanto approfondimento abbiamo capito che era arrivato il momento di metterci in gioco. Forse, in realtà, le cose si sono mosse in un certo verso da sole e ci siamo ritrovati in una situazione che ci ha visto ormai capaci di agire, di fare cose.

Siete un gruppo molto giovane…
Sì, in effetti l’imput l’abbiamo dato un po’ tutti noi che abbiamo lanciato l’idea embrionale all’università. L’imput originario è stato diciamo casualmente lanciato da noi, ma all’interno del gruppo non esistono questioni anagrafiche, di età, sesso, religione o altro… Siamo un’associazione mossa da una spinta che tiene insieme innanzitutto delle persone che sono unite da una consapevolezza e dalla volontà di mettere le proprie competenze al servizio di un progetto tematico ben preciso.

Dove vi siete trovati?
Ci siamo mossi da Napoli. Ma subito il progetto a iniziato a ramificarsi su tutto il territorio nazionale anche in modo autonomo. Quando hanno saputo che esiste un progetto ambientalista nuovo come Area World gli studenti ma anche i ricercatori hanno subito contribuito a darci una mano. Ripeto spesso le cose nascono in modo autonomo. Così da Napoli ci siamo trovati a avere sedi un po’ in tutt’Italia. Area World è presente anche a Trieste, Trento come in Sicilia. E poi sono nate situazioni Area World anche a Oxford, Rio De Janeiro, Brasilia… insomma le questioni che affrontiamo riflettono lo spirito di un’emergenza che non ha barriere, confini o altro. E’ qualcosa che ci riguarda tutti e che come tutte le grandi questioni va affrontata insieme, tutti. E’ una questione globale e quindi è normale che si inserisca in un contesto mondiale. Va da sé che abbiamo amici attivi a nord come a sud, a est e a ovest. Anche questa è globalizzazione. Anzi, diciamo che la globalizzazione potrebbe essere il luogo dove cercare le soluzioni possibili.

Un approccio decisamente diverso e inedito rispetto all’ambientalismo come l’abbiamo conosciuto. Un ambientalismo pragmatico che utilizza paradigni teoretici e pratici assolutamente in linea con i Gruenen europei. E’ una scelta?

I Gruenen sono partiti politici. Noi siamo un’associazione… ma abbiamo lo stesso approccio e affrontiamo la questione ambientale guardando le cose dallo stesso punto di vista. In questo siamo effettivamente simili. Ci riconosciamo in una sensibilità nuova. Facciamo parte di un mondo nuovo che non ha nulla a che vedere con quello dei vecchi e tradizionali movimenti “verdi”, esperienze superate dalla Storia. Esperienze molto ideologizzate, obsolete. Subalterne a una visione anticapitalista e non cosciente delle opportunità che la globalizzazione offre. Certo, partiamo dal presupposto che le cosa vadano cambiate e modificate ma pensiamo che questo riguarda tutto. A un emergenza mondiale la soluzione la si trova in una dimensione globale, ripeto. Oltretutto battiamo sulla consapevolezza diffusa che dobbiamo ragionare in modo assolutamente nuovo, dobbiamo cogliere questa emergenza come una sfida e una grande opportunità, perché per affrontare tutto questo abbiamo bisogno di nuove competenze, e quindi nuovi mestieri e dobbiamo pensare a una grandissima e ultima chance per ribaltare vecchie incrostazioni e creare da qui nuovi lavori. E’ una sfida ma anche una immensa occasione, e questo le grandi aziende lo stanno iniziando a comprendere. Nelle università straniere già si studiano nuove professionalità. Lo sviluppo di risorse alternative, la riconversione ecosostenibile ci vede di fronte a una vera rivoluzione e dobbiamo essere capaci di affrontarla con spirito pragmatico e competenza.

Ecco che entra la politica…
E certo che ci vuole la politica! Proprio per questo noi abbiamo un carattere trasversale perché la questione ambientale deve unire e non dividere. Noi parliamo con tutti. E’ un dovere! All’interno dell’Associazione abbiamo diverse sensibilità culturali e politiche dal sottoscritto che è anche coordinatore dei giovani di Forza Italia fina a Marco Spina che si occupa di comunicazione e che è anche il coordinatore nazionale dei giovani repubblicani, La FGR. Siamo in contatto con la FGS e abbiamo in programma un incontro con Enrico Maria Pedrelli… Quanti più siamo, meglio è. Chiunque è benvenuto. Ognuno con la propria cultura, con il proprio bagaglio, con la propria storia può dare una mano.

Diciamo pure che è il caso lo impone…
E’ un dovere. Abbiamo un rapporto con le istituzioni, dobbiamo interfacciarci con chi ha responsabilità di governo sui territori, nei comuni, negli enti locali, nelle Regioni… abbiamo un team scientifico che fa formazione continua… un pool di esperti, ingegneri aereospaziali, geologi… esperti climatici, biologi…

Prossimi appuntamenti?
Nell’immediato ci sono incontri con le scuole nel vesuviano, a Caserta… vogliamo capire e studiare la “Terra Dei Fuochi”, abbiamo un approccio che rompe i tabù. Sui termovalorizzatori abbiamo in mente il modello danese, quello svedese, quello di Vienna. Anche qui, siamo pragmatici…

Buon lavoro, allora..
Grazie, ne abbiamo bisogno!


MASSIMO RICCIUTI

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