mercoledì, 19 Giugno, 2019

Arf!: talenti internazionali e giovani esordienti in mostra

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Se per molti appassionati l’evento più importante della quinta edizione di Arf!, il festival del fumetto, dal 24 al 26 maggio al Mattatoio di Testaccio, in piazza Orazio Giustiniani a Roma, è la mostra sui 70 anni di Tex, in calendario ci sono anche altre iniziative dedicate ad alcuni tra i più popolari e innovati autori di comics.

Proponiamo “Beyond Blacksad” di Juanjo Guarnido”, Frank Quitely con “All Star Quitely”, in esclusiva nazionale; “Palumb-o-rama” di Giuseppe Palumbo; “La nostalgia dei luoghi mai visti”, di Attilio Micheluzzi; “Corpi pericolosi – Maneggiare con cautela” con le opere di Gloria Pizzilli e Tommy Gun; e i vincitori del Premio Bartoli 2018: Kalina Muhova e Vinci Cardona.

Juanjo Guarnido
Allestita nella Sala Dalì dell’Instituto Cervantes di Roma, in Piazza Navona, aperta sino al 29 giugno, “Beyond Blacksad”, organizzata da ARF! e dall’Instituto Cervantes di Roma, è dedicata a Juanjo Guarnido, animatore, illustratore e fumettista, con una mostra dedicata a BlackSad, il suo personaggio più celebre, e con una straordinaria anteprima: gli originali del suo nuovo lavoro ancora inedito in Europa. Juan José “Juanjo” Guarnido è nato a Salobreña (Granada), nel 1967. Laureato in Belle Arti all’università di Granada, dal 1985 comincia a pubblicare su diverse fanzine e su Còmic Forum (Planeta).

Nel 1990 si trasferisce a Madrid, dove incontra lo sceneggiatore Juan Díaz Canales, con il quale creerà Blacksad. Lasciata la Spagna per la Francia, lavora come animatore per la Walt Disney in cartoni come “Il gobbo di Notre Dame”, “Hercules”, “Atlantis” e, soprattutto, come capo animatore del personaggio Sabor in “Tarzan”. Lascia la Disney e ritrova Canales, con cui nel 2000 dà vita alla serie di “Blacksad ”, pubblicata in Francia da Dargaud.

Il fumetto, ambientato nella New York degli anni Cinquanta, è ispirato ai classici dell’hardboiled e del cinema noir americano, ad autori come Hammett, Chandler e Spillane e a film come “Il mistero del falco” (The Maltese Falcon) o “La scala a chiocciola” (The Spiral Staircase).

Tutti i personaggi sono animali antropomorfi e il protagonista, il detective John Blacksad, non poteva che essere un gatto nero.

La saga, vincitrice di prestigiosi premi tra i quali un Angoulême Best Series Award e due Eisner Award, è stata pubblicata in oltre trenta Paesi.

Frank Quitely
Frank Quitely, nome d’arte di Vincent Deighan (Glasgow, 1968), è considerato uno dei più grandi talenti del fumetto. Amato in tutto il mondo, il disegnatore scozzese è riuscito a distinguersi grazie a un tratto originale, un perfetto equilibrio tra linea chiara francese e composizione cinetica del fumetto supereroistico (DC Comics, Marvel, Vertigo e Image), coniugando l’eleganza di uno stile tutto europeo al ritmo e alla potenza delle più importanti icone del fumetto americano: Superman, Batman & Robin, i nuovi X-Men, e altri personaggi di culto, prestando le proprie matite alle più grandi firme del genere, da Neil Gaiman a Grant Morrison, da Warren Ellis a Mark Millar.

La consacrazione definitiva del suo talento artistico, e della collaborazione con lo scrittore Grant Morrison, arriva All Star Superman (vincitrice di tre Eisner Award dal 2007 al 2009), Batman and Robin (2009) e The Multiversity: Pax Americana (2014).

Nel 2017 il Kelvingrove Art Gallery and Museum di Glasgow gli ha dedicato una grande mostra personale, dopo la quale Quitely ha ricevuto dalla University of Glasgow una laurea ad honorem come “Dottore in lettere”, in riconoscimento dei suoi successi.

Giuseppe Palumbo
“Palumb-O-rama” è dedicata a Giuseppe Palumbo (Matera, 1964), autore del manifesto di questa edizione di ARF!. Palumbo ha cominciato a pubblicare nel 1986 su “Frigidaire” e “Cyborg”, dove appare Ramarro, il primo supereroe masochista e il suo personaggio più noto.

Nel 1992 entra nello staff di Martin Mystère e dal 2000 lavora per Diabolik, realizzando numerose storie speciali, tra cui il remake de “Il re del terrore”, la prima avventura del Re del Delitto.

Ha pubblicato in Giappone, Grecia, Spagna e Francia. Dal 2005, la casa editrice Comma 22 di Bologna gli dedica una collana di volumi, aperta da “Diario di un pazzo”, adattamento di un racconto di Lu Xun, seguita da “ CUT Cataclisma”, che raccoglie tutte le storie di Cut prodotte fino al 2006 per la casa editrice giapponese Kodansha, e da “Tosca la mosca”, con le avventure dell’eroina eroticomica.

Ha vinto numerosi premi in Italia, tra cui lo Yellow Kid, il Bonaventura e l’Attilio Micheluzzi come miglior disegnatore italiano.

Attilio Micheluzzi
“La nostalgia dei luoghi mai visti” propone tutto il talento di Attilio Micheluzzi. Da “Petra Chérie” a “Titanic”, da “L’uomo del Tanganyka” a “Roy Mann” passando per “Bab-el-Mandeb”, gli “Air Mail” e “Rosso Stenton”, fino all’incredibile serie di tavole inedite, e mai viste prima, della sua ultima storia.

Micheluzzi è nato in Istria, all’epoca territorio italiano (Umago, 1930). Laureatosi in architettura, viaggia e lavora in Medio Oriente e in Africa Settentrionale e l’eco di questi viaggi si farà sentire in tutta la sua produzione.

Con il nome d’arte di Igor Artz Bajeff debutta nel 1972 sul Corriere dei Ragazzi realizzando una puntata della serie “Dal nostro inviato nel tempo, Mino Milani”. La sua avventura nel fumetto prosegue con collaborazioni con le migliori riviste del settore. Muore a Napoli, il 20 settembre 1990.

La sua ultima opera, “Afghanistan” viene pubblicata postuma e incompleta su “Comic Art”.

In suo onore, il Napoli Comicon assegna ogni anno il “Premio Micheluzzi”.

Gloria Pizzilli e Tommy Gun
“Corpi pericolosi Maneggiare con cautela” è una mostra molto speciale: una doppia personale con le opere di Gloria Pizzilli e di Tommy Gun.

Gloria Pizzilli, talentuosa illustratrice e fumettista toscana, è all’attivo su riviste, quotidiani e case editrici nazionali e internazionali come il New Yorker e il New York Times, L’Espresso e Wired Italia.

Tommy Gun Moretti, giovane e brillante fumettista marchigiano, fa parte del collettivo artistico Uomini nudi che corrono e dell’associazione Ratatà.

I due artisti, che operano nel mondo delle produzioni indipendenti, al primo impatto possono apparire molto diversi. Ma uno sguardo più approfondito alle loro opere rivela tuttavia che, al di sotto delle innegabili differenze, i due autori dialogano tanto sul piano visionario quanto nello studio del corpo e delle anatomie dei loro personaggi.

Ulteriore punto di raccordo è la sensazione di perdizione, a tratti quasi di violenza, che lo spettatore ne ricava. Non siamo di fronte a storie e disegni che vogliono rassicurare chi le guarda; al contrario, la scompostezza delle forme è studiata per far accendere un campanello di allarme e dare un segnale di pericolo.

Premio Bartoli 2018: Kalina Muhova e Vinci Cardona
Kalina Muhova è un’illustratrice bulgara, nata a Sofia nel 1993. Si è diplomata nel 2013 alla Scuola Nazionale di Belle Arti con specialistica pittura e nel 2016 al corso di “Fumetto e Illustrazione” all’Accademia di Belle Arti di Bologna. E’ cofondatrice di Brace, collettivo di autoproduzione che dal 2015 pubblica periodicamente fumetti e partecipa a mostre, festival e workshop.

All’inizio del 2018, ha pubblicato il graphic novel “Sofia dell’Oceano”, scritto da Marco Nucci, con cui ha vinto il Premio Bartoli.

“Sofia dell’Oceano” inoltre ha vinto il secondo premio come miglior fumetto al Festival Balkanska Smotra in Serbia.

Con le tavole originali di “Sofia dell’Oceano” ha realizzato al Treviso Comic Book Festival 2018 la sua prima mostra personale.

Nello stesso anno le sue opere sono state selezionate per la mostra internazionale della Children’s Book Fair di Bologna.

Vinci Cardona (Vincenzo Cardona Albini) è nato a Roma nel 1995. Nel 2012 partecipa al Reality Drawings del Centro Fumetto Andrea Pazienza e vince la menzione speciale della giuria.

Nel 2017 esce per Edizioni BD il graphic novel “Black Gospel – un vangelo western”, vincitrice del Premio Martinelli al Lucca Project Contest 2016, poi secondo miglior esordio al Romics 2018 e Premio Bartoli come miglior promessa del fumetto italiano all’Arf 2018.

Antonio Salvatore Sassu

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