giovedì, 28 Maggio, 2020

Argentina, in scadenza il termine per evitare il default

0

Ancora pochi giorni e l’Argentina saprà se riuscirà a evitare la bancarotta economica. Scade infatti il 22 maggio il termine posto dal Governo per evitare un nuovo default economico e per trovare un accordo con i creditori per il pagamento del debito di 65.000 miliardi di dollari. Il Presidente Alberto Fernandez punterebbe a un congelamento dei pagamenti per tre anni e a uno slittamento dei tempi per il rimborso neri capitali fino al 2030. Ma pare che queste richieste possano essere accettate da meno della metà dei fondi di investimento creditori e così il Ministro dell’Economia Martin Guzinam sta cercando di mettere sul tavolo un altra proposta collegata al calcolo di un tasso di interesse variabile e collegato all’andamento del Pil.

Però le previsioni non sono positive e il Paese potrebbe avviarsi verso il nono default della sua storia dopo quello storico del 2002. Il Fondo monetario internazionale spera in un accordo con almeno buona parte dei creditori ma non è intervenuto direttamente lasciando le trattative a livello bilaterale tra il Governo e i tre principali fondi di investimento che possiedono buona parte dei bond argentini e che rifiutano di considerarli carta straccia cercando di ricavarne il più possibile. Cosa che invece il Governo peronista cerca di evitare non potendo gestire internamente una pesantissima crisi che lo investirebbe causando povertà e forte disagio sociale. Sta pesando ancora notevolmente la dissennata gestione economica e sociale del precedente Presidente Mauricio Macrì, che con la sua ricetta liberista aveva illuso gli argentini provocando invece il crollo dell’ economia e povertà che si era riversata sulle fasce più deboli della popolazione.

Ma in questi mesi Fernandez non è riuscito a invertire la rotta . Inoltre causa l’epidemia del coronavirus che ha colpito il Paese anche se in misura minore del vicino Brasile, l’ ‘ economia ha aumentato le sue sofferenze in alcuni settori come quello industriale ed agricolo e ciò indubbiamente pesa sul tentativo di Fernandez di risanare socialmente il Paese aumentando il malcontento popolare. Anche nel settore della salute mentale che ha seguito e segue con interesse quanto fatto in Italia con la legge 180, la legge Basaglia, e che ha visto nel 2010 l’approvazione di una normativa che prevedeva la chiusura dei manicomi pubblici e privati, si registra una notevole insoddisfazione per il mancato avvio dei servizi territoriali indispensabili al corretto funzionamento della legge. E’ solo uno dei tanti aspetti di disagio sociale che in questo momento drammatico che può prevedere la bancarotta dello Stato si manifestano in un Paese dove la presenza di italiani e di persone di origine italiana fa ormai parte integrante della popolazione.

Alessandro Perelli

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply