martedì, 19 Gennaio, 2021

Argentina, un passo avanti per i dritti delle donne

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L’Argentina, proprio un giorno prima la fine del 2020, ha fatto un importante passo verso il riconoscimento dei diritti delle donne. Mercoledì 30 dicembre, infatti, il Senato ha approvato facendola diventare legge, la nuova normativa che regola l’aborto. Ci sono volute dieci ore di acceso dibattito ma alla fine è stata approvata una riforma storica a maggior ragione in un Paese a grande maggioranza di religione cattolica e che ha dato i natali all’attuale Papa Francesco. Proprio per questo fatto e perché la discussione con relativa approvazione è avvenuta nel periodo natalizio così importante e significativo vi sono stati vari tentativi di ritardare e di posticipare la riunione del Senato ma la Presidente dell’assemblea Cristina Kirchner ha tirato dritto e !a norma è stata approvata. Del resto quello sull’aborto era stato uno dei cavalli di battaglia elettorale del peronista Alberto Fernandez, il nuovo Presidente che nel 2019 aveva sconfitto il conservatore Mauricio Macrì. L’ Argentina diventa così il primo grande Paese latino americano ( in precedenza lo avevano fatto solo Uruguay e Cuba) a consentire l’interruzione della gravidanza senza motivo ma solo per libera scelta della donna . Nel passato era consentito solo per stupro , per gravi malformazioni del fetoe se la gravidanza rappresentava un rischio per la salute della donna. Un aborto sicuro, legale e gratuiti come ha sottolineato il Presidente Fernandez. Una vittoria per il partito giustizialista peronista al Governo ma anche del movimento femminista ” Ni una menos” che da anni mobilitato nelle iniziative contro la violenza alle donne era diventato il punto di riferimento delle proposte di legalizzazione dell’ interruzione di gravidanza. Il provvedimento prevede che ogni gestante possa abortire entro le prime quattordici settimane dopo aver sottoscritto il proprio consenso. Dalla data del quale non dovranno passare oltre dieci giorni prima dell’ intervento ad evitare pressioni e manovre che spingano la madre a un ripensamento. Questo non per una limitazione di libertà ma per evitare ricatti che rendano ancora più angosciante una scelta già di per sé difficile. Si prevede l’ obiezione di coscienza da parte del medico ma la struttura pubblica è obbligata a garantire l’ esecuzione dell’intervento abortivo.
Con questa legge, l’Argentina di pone all’avanguardia degli Stati che combattono contro la piaga degli aborti illegali. Fino ad oggi sono decine di migliaia le donne che nella Repubblica sudamericana sono state ricoverate in ospedale per pratiche illegali abortive. Così nel pieno della pandemia da coronavirus che sta causando ancora lunghi lockdown il Governo di centro sinistra ha dato questa importante accelerata sul piano dei diritti civili. Ma l’attenzione dei peronisti ritornati a governare il Paese è ora tutta rivolta alla spaventosa crisi economica ereditata dal conservatore Macrì che ha portato l’ Argentina vicino a un nuovo default e a un aumento delle sperequazioni sociali.

 

Alessandro Perelli

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