lunedì, 20 Maggio, 2019

IL DEF DELLA DISCORDIA

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Rilanciare la crescita economica con  un piano shock basato su incentivi fiscali, semplificazioni, nuovi investimenti e sblocco degli appalti. Sarebbero questi i punti principali del documento sul Def consegnato dal ministro dell’Economia Giovanni Tria, al premier Conte venerdì scorso. La proposta non conterrebbe alcuna correzione dei conti pubblici, evitando quindi una manovra bis che si rivelerebbe al momento controproducente. In pratica, si tratterebbe di un’azione articolata di rilancio, come hanno spiegato al ministero di via XX settembre, ‘Concordata a livello di governo e unitaria’.
Sul piatto anche nuove risorse per dare slancio all’attività e tentare di ribaltare, nel secondo semestre, l’andamento dell’economia, entrata in recessione quest’anno. Il piano di Tria prevede spese aggiuntive per rifinanziare a giugno il fondo da 400 milioni di euro per i piccolissimi comuni come previsto dall’ultima legge di Bilancio e per finanziare un nuovo piano di incentivi fiscali alle imprese. Il ministro del tesoro punterebbe poi su innovazioni normative d’impatto, come sugli appalti pubblici. In particolare portare ai 5 milioni di euro previsti dalla direttiva Ue la soglia degli appalti che devono passare per le gare europee.

Tria ha ipotizzato anche di stanziare nuove risorse per finanziare il super ammortamento degli investimenti delle imprese, una misura che scadrà a giugno. Ma non solo. Penserebbe di rafforzare i meccanismi della nuova Sabatini, che incentiva l’acquisto di beni strumentali da parte delle aziende e starebbe studiando anche un credito di imposta più forte sulla ricerca e lo sviluppo e un regime più semplice per l’ accesso ai benefici fiscali sui brevetti (il patent box).
Verrebbe interessato anche il lavoro con un nuovo taglio al costo attraverso un’ulteriore riduzione dei premi pagati dalle imprese per l’assicurazione contro gli infortuni all’Inail, già tagliati dalla legge di Bilancio, e il rafforzamento del fondo di garanzia per le piccole e medie imprese.

Inoltre, per quanto riguarda gli investimenti pubblici, oltre ai fondi per le opere dei piccoli comuni, il piano prevede stanziamenti per il dissesto idrogeologico nel Mezzogiorno. Ma ci sarebbero anche misure per le famiglie, come il fondo di garanzia per l’acquisto della prima casa, e per i professionisti, con nuove agevolazioni per il rientro dei così detti ‘cervelli’. Un piano di impatto da varare a inizio aprile insieme a un Def che non si limiti a tracciare a parole, come spiegano al Mef, la strada della possibile ripresa.
Sembrerebbe un documento che potrebbe passare tranquillamente, invece è esploso nuovamente il caso della Flat Tax con la dicotomia tra Di Maio e Salvini. Sulla Flat-Tax, invece, l’opposizione si appella alle norme della Costituzione che prevede la progressività d’imposta.
Poi, in merito al Def, bisognerà vedere cosa deciderà il Consiglio dei Ministri dopo averlo discusso.

Intanto, il Def dovrà essere approvato ed inviato all’Ue per il via libera entro il prossimo mese di aprile. A ridosso del percorso di valutazione da parte della Commissione Ue, quest’anno ci saranno le elezioni europee.
Dunque, ancora una volta, il documento potrebbe essere oggetto di strumentalizzazioni elettorali, anziché di una corretta decisione politica sul decreto di economia e finanza che dovrebbe essere elaborato esclusivamente nell’interesse dell’Italia e degli italiani.

Salvatore Rondello

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