martedì, 22 Settembre, 2020

ArteScienza 2020: Accelerazione. Decelerazione

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Al Goethe-Institut Rom per il Festival ArteScienza il 17 settembre l’attrice Manuela Cherubini

e i percussionisti Michele Rabbia e il norvegese Ingar Zach fra improvvisazioni, performance e incontri con il pubblico.

La giornata del Festival ArteScienza al Goethe-Institut Rom (via Savoia 15) di giovedì 17 settembre si apre con l’appuntamento delle ore 20 nel Giardino Basso con Narrazioni, protagonista l’attrice e regista Manuela Cherubini che ha ideato tre intermezzi di parole, incastonati tra le performance musicali realizzate con gli Olofoni, particolari diffusori di suono, dislocati per il Giardino. “Ciascun intermezzo – racconta la Cherubini – è dedicato ad una forma compositiva di parole: poesia, scrittura in prosa, teatro. Prendo spunti e frammenti da diverse autrici ed autori, che mi prestano le loro parole per seguire il filo rosso della rassegna: accelerazione/decelerazione.”

Alle 21.15 ci si sposta nel Giardino Alto per PRIVATE JAMSESSION GESTO-AZIONE-MUSICA, protagonisti due fra i percussioni più interessanti nella scena musicale legati alla ricerca e alla sperimentazione. Michele Rabbia e il norvegese Ingar Zach, che il pubblico potrà apprezzare anche nel colloquio che precederà il concerto, saranno impegnati in una serie di improvvisazioni per percussioni e live electronics, dove l’originalità di materiali artigianali impiegati nella performance si incontra con l’elemento elettronico, visto come estensione del suono naturale o come nuovo bagaglio di altri mondi sonori, dando vita a un laboratorio sonoro, dove il suono/materia si crea e si modella.

MANUELA CHERUBINI

Fondatrice della compagnia PsicopompoTeatro, si dedica alla ricerca, alla creazione, alla traduzione e alla promozione della drammaturgia contemporanea, con una predilezione per un teatro d’attore e di parola e per il connubio fra arte e scienza. Dal 1993 collabora con il CRM – Centro Ricerche Musicali. Due volte Premio Ubu, per Hamelin di Juan Mayorga e per Bizarra di Rafael Spregelburd. Nel 2012 codirige con Rafael Spregelburd la Nouvelle Ecole des Maitres. Traduttrice e curatrice di testi teatrali e saggistica per Ubulibri, Einaudi e Bulzoni.

MICHELE RABBIA. Percussionista, batterista. Il suono, il gesto e l’azione, come anche il silenzio, sono tratti caratterizzanti della sua musica. In “solo”, come in gruppo, si esprime plasmando spazi sonori in cui coniuga la tecnologia con l’originalità di materiali artigianali che lui stesso sceglie con cura. Suona in diversi contesti musicali; musica improvvisata, contemporanea e musica elettronica. Nella sua attività concertistica e discografica collabora con musicisti di prestigio internazionale tra cui: Daniele Roccato, Paolo Fresu, Masa Kamaguchi, Benoit Delbecq, Jim Black, Ingar Zach, Anja Lechner, Enrico Pieranunzi, Matmos, Italian Instable Orchestra, Jean-Paul Celea, Gabriele Mirabassi, Gianluca Petrella, Giancarlo Schiaffini e molti altri. Si è esibito nei più importanti festival Europei, in Cina, India e Stati Uniti.

INGAR ZACH. Nato a Oslo nel 1971, è uno dei principali percussionisti/improvvisatori norvegesi. È conosciuto per la vasta gamma di suoni della sua batteria e il suo modo di usare le percussioni, dinamico ma energico. Ora lavora sia come solista che con regular ensembles. Si è dedicato sia alla musica sperimentale che a quella folk e popolare, e ha inciso e fatto tour in Europa, Canada, Stati Uniti, Sud America e Asia. Ha fondato l’etichetta norvegese per la musica improvvisata, SOFA, insieme al chitarrista Ivar Grydeland nel maggio 2000 e la SILLÓn label nel 2005. Tra i gruppi con cui suona regolarmente ci sono il quartetto Huntsville, il quartetto Dans Les, il trio italo-spagnolo-norvegese, il trio Fear of the Object e il duo con Michele Rabbia so-nó-ro (Cam Jazz).

LA SETTIMANA PROSEGUE CON…

Il 18 settembre alle ore 20 a improvvisare sarà il chitarrista Andrea De Vitis, romano, classe 1985, considerato uno dei chitarristi più interessanti della sua generazione. L’appuntamento delle ore 21.15 segna la prima proiezione in programma all’interno del festival, organizzata in collaborazione con il Goethe Institut. Si tratta del documentario Beuys, regia di Andres Veiel (ingresso libero). Pochi altri artisti tedeschi del XX secolo sono stati così controversi come Joseph Beuys (1921 1986), performance artist, scultore, disegnatore, teorico dell’arte e, per un periodo, anche professore universitario. Il suo lavoro fondato su un nuovo e più ampio concetto di arte, prevedeva anche un contributo all’educazione politica della società. Con questo film documentario Andres Veiel ripercorre la vita dell’artista, portando alla luce una grande quantità di materiale d’archivio, in parte sconosciuto, e lasciando la parola a testimoni dell’epoca.

Il 19 settembre l’appuntamento è direttamente alle ore 21.15 nel Giardino Alto con il clarinettista Michele Marelli internazionalmente riconosciuto come uno dei migliori solisti di musica contemporanea della sua generazione. Ha lavorato per 10 anni a stretto contatto con Karlheinz Stockhausen eseguendo suoi lavori in prima mondiale sotto la sua direzione e supervisione e ha collaborato con i più grandi compositori del nostro tempo (Lachenmann, Kurtàg, Donatoni, Stroppa, Fedele), ispirando nuove partiture a lui dedicate. Nel programma per clarinetti e musica elettronica scelto per ArteScienza, troviamo due lavori di Marco Stroppa e Karlheinz Stockhausen accostati a tre recenti pezzi di Stefano Gervasoni, Yann Robin e Walter Cianciusi, che presenta in prima assoluta Tripofobia dedicato a Michele Marelli. Robin descrive la propria forza espressiva attraverso l’uso del raro clarinetto contrabbasso metallico. Chiude il programma l’ultimo capolavoro di Karlheinz Stockhausen per corno di bassetto e musica elettronica, Uversa 16ma Ora da KLANG, concepito nel 2007 proprio per Michele Marelli che ne ha anche eseguito la prima mondiale.

Il 20 settembre torna l’appuntamento delle ore 20 con le improvvisazioni affidate questa volta ad Anacleto Vitolo, dj il cui stile si concretizza in un mix di elementi quali Industrial, Ambient, Noise, Musica Concreta, etc. Alle 21.15 il concerto di SAXATILE [modulable saxophone ensemble], ensemble aperto a tutte le combinazioni offerte dalla famiglia dei sassofoni e rivolto alla musica contemporanea di ricerca e al rapporto dialettico tra diversi ambiti disciplinari. Presentano un programma con musica di autori tedeschi e austriaci, e la prima italiana di Erpice per quattro sassofoni (2014) di Francesco Filidei.

Tanti gli appuntamenti anche per la settimana successiva, sempre al Goethe-Institut Rom a partire dal 22 settembre.

Il festival è vincitore dell’Avviso Pubblico “Estate Romana 2020 – 2021 – 2022”, fa parte di Romarama 2020, il palinsesto culturale promosso da Roma Capitale, ed è realizzato in collaborazione con SIAE.

Nasce dalla collaborazione con il Goethe-Institut e grazie al contributo di numerosi partner e sostenitori quali l’Ambasciata USA, Logos – Main Festival di Matera, Accademia tedesca di Villa Massimo, Istituto Svizzero, le Scuole Popolari di Musica di Donna Olimpia, Testaccio e Insieme per fare, l’Università di Roma “La Sapienza” e la Chiesa di Sant’Ignazio di Loyola.

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