lunedì, 17 Giugno, 2019

Artisti e Storia. In mostra “I segni della Shoah” a Roma

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Gli allievi della Scuola Romana dei Fumetti raccontano la loro versione de “I Segni della Shoah” con oltre 60 illustrazioni. Opere realizzate al termine di un percorso storico-didattico portato avanti insieme ai docenti e con il coordinamento di Massimo Rotundo, disegnatore per Bonelli e Delcourt.

Questo lavoro viene raccontato dalla mostra “I Segni della Shoah”, allestita alla Casina dei Vallati (Fondazione Museo della Shoah di Roma), in via del Portico d’Ottavia, 29, che resterà aperta, con ingresso libero, da mercoledì 5 giugno al prossimo 14 luglio.

La memoria passa attraverso le immagini e le rappresentazioni dei giovani disegnatori che hanno sentito l’urgenza di tramandare il passato, interpretandolo con matite e colori.

Le tecniche di disegno e di pittura tradizionali sono state applicate per illustrare i drammatici eventi e trasmetterne un ricordo filtrato dalla sensibilità personale.

Si tratta di opere che rievocano la storia, ma più che da un punto di vista documentaristico, nascono dalla espressione individuale di chi oggi si confronta con la Shoah.

Il racconto è affidato a figure emblematiche, a sagome evocative e a simboli ricorrenti, accostati a colori ora forti, ora spenti, che accentuano gli stati d’animo.

Le pareti della Casina dei Vallati vedranno l’alternanza di volti segnati, di mani imploranti e di personaggi in trappola, che narrano le loro storie in una serie di “flashback figurati”, episodi che richiamano frammenti di esistenze interrotte ormai ottant’anni fa. Sequenze di illustrazioni e di tavole a fumetti che propongono una realtà trasfigurata, ma immediatamente riconoscibile.

Ambientazioni, costumi e oggetti del mondo reale si mescolano a suggestioni cinematografiche, pittoriche e, naturalmente, tratte dai fumetti, fino a un omaggio ad Art Spiegelman, autore del graphic novel “Maus” e premio Pulitzer.

Già da tempo infatti, al pari degli altri linguaggi, il fumetto ha affrontato questa tematica e le riletture interiori in mostra hanno lo scopo di comunicare, al di là delle testimonianze storiche, le tracce del passato, i segni della Shoah.

Per i docenti e gli allievi della scuola è stato importante ricordare quanto è accaduto per poi realizzare degli elaborati che, oltre a commemorare, possano far riflettere.

Ed è significativo che questa mostra trovi la propria casa nel luogo dal quale vennero deportati nei campi di concentramento nazisti migliaia di ebrei romani. Perché anche il fumetto può servire a non dimenticare.

La mostra sarà inaugurata mercoledì prossimo 5 giugno, alle ore 18:00, con la presentazione di Mario Venezia, presidente della Fondazione Museo della Shoah, e di Alessandro Ruggieri, della Scuola Romana di Fumetti.

Redazione Avanti

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