sabato, 7 Dicembre, 2019

Askanews, non basta la solidarietà per i licenziamenti

0

Non è un mestiere per cinici, forse non è nemmeno un mestiere per poveri. O lo è per pochi, fatto sta che per l’ennesima volta a esser presi di mira sono i giornalisti, tagliati fuori e licenziati per un sistema che non funziona: quello dell’informazioni. I primi a pagare, come sempre.
“Askanews vuole licenziare 23 giornalisti”. Lo segnala una nota del Cdr dell’agenzia nella quale si rimarca che “l’azienda ha comunicato oggi l’apertura della procedura di licenziamento collettivo”, “con una forzatura inspiegabile, mentre era in corso un confronto con la rappresentanza sindacale interna”.
“Per l’ennesima volta, quindi, l’editore Luigi Abete, decide di scaricare sui lavoratori il peso di difficoltà economiche e di scelte gestionali discutibili e oggi, dopo anni di cassa integrazione, ha deciso di mandare a casa un terzo della redazione”, scrivono i giornalisti, ricordando come si ancora “pendente il verdetto del tribunale sul piano di concordato presentato dalla stessa azienda”.
Numerose personalità politiche e istituzionali hanno espresso solidarietà ai professionisti colpiti, ma ciò non basta.
“Il Cdr di Askanews denuncia l’atteggiamento irresponsabile dell’azienda e insieme ai giornalisti metterà in campo tutte le iniziative necessarie a contrastare i licenziamenti”.
“Allo stesso tempo, si legge in conclusione, chiede che tutte le istituzioni politiche ed economiche si attivino per cercare di riportare Abete e l’azienda sul terreno della ragionevolezza, per trovare gli strumenti che consentano di superare questa ennesima fase di crisi senza fare “macelleria sociale”.

Condividi.

Riguardo l'Autore

Leave A Reply