martedì, 10 Dicembre, 2019

Assolavoro, a Natale più di 15mila opportunità di lavoro

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Rivalutazione delle pensioni
LE NOVITA’ DEL 2020
Il 3 gennaio dell’anno prossimo, i trattamenti pensionistici messi in pagamento dall’Inps saranno rivalutati a un tasso dello 0,4%, in linea con l’indice di variazione dei prezzi per il 2020 comunicato dall’Istituto nazionale di statistica. Per il 2019 non ci sarà inoltre alcun conguaglio, visto che lo stesso Istat ha ratificato la stima di una variazione dell’indice Foi all’1,1 per cento. Ma la perequazione delle pensioni, prevista dal decreto ministeriale in arrivo sulla Gazzetta Ufficiale, non rappresenta la sola novità dell’anno per il comparto della previdenza.
La seconda notizia, positiva per chi si sta approssimando all’età prefigurata per il ritiro, è che per la vecchiaia resta il limite anagrafico immutato dei 67 anni. Lo sarà nel 2020, quando potranno utilizzare questo canale di uscita dal mercato del lavoro i nati del 1953, e nel 2021, per i nati del 1954. Confermate anche Ape social e Opzione donna, mentre se non arriveranno correttivi dell’ultima ora al ddl Bilancio si avvia alla rottamazione l’Ape volontario e aziendale.
Rivalutazioni dello 0,4%
L’anno nuovo si aprirà con una rivalutazione degli assegni dello 0,4%, sulla base del tasso di inflazione del 2020 (variazione dell’indice generale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati al netto dei tabacchi; il Foi) comunicato dall’Istat, come riporta il decreto ministeriale in pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale.
L’operazione di perequazione verrà effettuata con un’elasticità variabile per fasce di importo che prevede, fino al 2021, una indicizzazione al 100% per gli assegni fino a quattro volte il minimo (2.052 euro lordi), e con una successiva graduazione del beneficio, nella misura del 77% per gli assegni di valore compresi tra quattro e cinque volte il minimo, del 52% per i trattamenti tra cinque e sei volte il minimo, del 47% per le prestazioni pensionistiche di importo compreso tra sei e otto volte il minimo, del 45% per gli assegni oscillanti tra otto e nove volte il minimo e del 40% per le pensioni superiori a nove volte il minimo. Il ragguaglio al 100% fino a quattro volte il minimo è stato deciso con il disegno di legge di Bilancio, attualmente all’esame del Parlamento, un provvedimento contestato dai sindacati perché ritenuto di portata troppo esigua e che potrebbe essere ancora modificato nel corso dei lavori parlamentari.
Ape sociale Opzione donna, ancora un anno
In attesa del riordino (per ora solo annunciato) delle flessibilità pensionistiche, la manovra conferma per altri 12 mesi l’Ape sociale e l’Opzione donna. Con quest’ultimo canale di anticipo, in proroga ormai da diversi anni, potranno, in particolare, andare in quiescenza le lavoratrici che entro la fine di quest’anno avranno maturato i 35 anni di contributi e i 58 di età (59 se lavoratrici autonome).
La loro pensione verrà calcolata con il sistema di calcolo contributivo. Conferma per altri 12 mesi anche per l’Ape sociale, che nelle stime governative potrebbe essere richiesta da almeno 15mila lavoratori in possesso dei requisiti prescritti per questo anticipo agevolato e con almeno 63 anni di età e 30 di contributi (36 se impegnati in attività gravose svolte da almeno sette anni negli ultimi 10 ovvero almeno sei anni negli ultimi sette)
Rischio stop per l’Ape volontario e aziendale
Se non ci saranno ripensamenti dell’ultima ora da gennaio non si potrà invece più fare ricorso all’anticipo finanziario per il pensionamento anticipato con 63 anni di età e almeno 20 di contributi, la nota Ape volontaria, sia nella versione singola sia nella versione aziendale.
Quota 100 e l’anticipo a 42 anni e 10 mesi
Confermate per il secondo anno, invece, Quota 100, ovvero la possibilità di andare in pensione con 62 anni di età e 38 di contributi, come requisiti minimi, scontando un posticipo della decorrenza del trattamento pensionistico di tre mesi (sei per i pubblici). Occorreranno per contro ancora 67 anni per la pensione di vecchiaia (sia nel 2020 sia nel 2021). La conferma arriva dal decreto del ministero dell’Economia appena pubblicato in Gazzetta Ufficiale sulla base dell’indicazione dell’Istat di una crescita di appena 0,021 decimi di anno della speranza di vita a 65 anni. Per la pensione anticipata rispetto all’età di vecchiaia resta infine valido il possesso dei 42 anni e 10 mesi di contributi (41 e 10 mesi per le donne) oltre a tre mesi di finestra mobile, fino al 31 dicembre 2026, secondo quanto prefigurato dal cosiddetto Decretone di gennaio, quello che ha introdotto la sperimentazione di Quota 100.

Reddito e Pensione di Cittadinanza
INPS: I DATI DI NOVEMBRE 2019
I dati dell’Osservatorio sul Reddito di cittadinanza sono stati recentemente aggiornati al 7 novembre 2019. Secondo l’ultima informativa dell’istituto, le istanze pervenute all’Inps sono complessivamente 1.579.742, di cui 1.021.761 accolte, 130.409 in lavorazione e 427.572 respinte o cancellate.
Sono state accolte 617.090 domande a fronte delle 880.085 pervenute dalle regioni del Sud e dalle Isole (60,4%), 249.237 richieste a fronte delle 441.457 pervenute dalle regioni del Nord (24,4%) e 155.434 a fronte delle 258.200 pervenute dalle regioni del Centro (15,2%).
Dei 1.021.761 nuclei le cui domande sono state accolte, 43.917 sono decaduti dal diritto, 857.141 riguardano nuclei percettori del Reddito di Cittadinanza, con 2.230.457 di persone coinvolte. I restanti 120.703 sono nuclei percettori di Pensione di Cittadinanza, con 137.318 persone coinvolte.
Da adesso è possibile consultare i dati relativi ai nuclei beneficiari del Reddito e della Pensione di Cittadinanza, alle persone coinvolte e all’importo medio del beneficio, attraverso l’osservatorio statistico navigabile.

Polo unico di tutela della malattia
INPS: I DATI DEL 3° TRIMESTRE
È stato da poco pubblicato l’Osservatorio statistico sul “Polo unico di tutela della malattia” con i dati relativi al terzo trimestre 2019. L’Osservatorio, che ha lo scopo di monitorare il fenomeno dell’astensione dal lavoro per malattia dei lavoratori dipendenti privati e pubblici, è stato realizzato prendendo come riferimento i certificati medici inviati dal medico e le visite mediche di controllo effettuate dall’Istituto.
Nel terzo trimestre del 2019 si registra un incremento del numero dei certificati rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, sia per il settore privato (+6,2%) che per il comparto pubblico (+7,3%).
A livello territoriale, per entrambi i settori, l’incremento risulta più consistente al Nord: +7,4% per il settore privato e +10,7% per il comparto pubblico.

Assolavoro
A NATALE OLTRE 15MILA NUOVI POSTI CON AGENZIE LAVORO
Sono più di 15mila le opportunità offerte dalle agenzie per il lavoro relative alle attività per il periodo natalizio. Accanto ai settori tipicamente interessati da un picco di assunzioni legato alle festività quali la grande distribuzione, la moda, il lusso, il turismo e il food si registra una rapida crescita della domanda di specialisti della creazione di contenuti digitali e oggetti legati all’industria 4.0. E’ quanto emerge da una rilevazione di Assolavoro, l’Associazione nazionale delle agenzie per il lavoro.
Nella gdo, in particolare, si riscontra un elevato livello di richieste per magazzinieri, inventaristi, scaffalisti e addetti al confezionamento oltreché banconisti esperti per i reparti di pescheria e macelleria, addetti alla cassa e all’assistenza clienti. In crescita la richiesta per commessi esperti di videogiochi e console.
In vista del picco per le vacanze invernali si rileva un boom di richieste anche per le professioni legate al turismo: oltre alle figure classiche di questo settore quali animatori, personale alberghiero e personale di terra e di volo per le compagnie aeree sono ricercate professionalità attinenti alla creazione e all’assistenza sui pacchetti viaggi come addetti alle agenzie di viaggio e customer services.
Il comparto dell’alta moda e del lusso offre numerose opportunità soprattutto per store manager, hostess e sales assistant. Per questo tipo di figure è necessario conoscere le lingue straniere, principalmente inglese, russo, arabo, cinese e possedere delle ottime capacità relazionali e di customer experience.
Il periodo natalizio è legato alle figure di Babbo Natale e dei suoi aiutanti. Centri commerciali, catene di negozi e anche i singoli punti vendita ricercano personale che possa intrattenere grandi e bambini, ricreando la tipica atmosfera natalizia. Per rivestire i ruoli di Santa Claus e dei suoi collaboratori elfi è indispensabile una predisposizione al rapporto col pubblico e al contatto umano, pazienza, fantasia, ottime doti comunicative ed empatiche.
E prosegue anche per Natale la crescita della domanda di figure professionali legate al mondo digitale e 4.0. Tra le richieste si distinguono quelle per ‘narrowcaster’, ovvero esperti nel campo della comunicazione prettamente digitale, specializzati nella creazione e distribuzione di contenuti personalizzati e di ‘maker’, ovvero coloro che attraverso un sapiente mix di conoscenze tecnologiche, ingegno e fantasia riescono a produrre degli oggetti di nuova concezione o a ricreare pezzi di ricambio per vecchi manufatti non più in produzione, utilizzando apparecchiature di precisione e macchine a controllo numerico.
I contratti di somministrazione stipulati con una agenzia per il lavoro prevedono per il lavoratore stessi diritti, stesse tutele e stessa retribuzione di coloro che sono occupati alle dirette dipendenze dell’azienda presso cui si svolge l’attività.
I contrati collegati al periodo natalizio hanno una durata solitamente compresa entro i tre mesi, ma rappresentano l’occasione per fare le prime esperienze o per migliorare la propria condizione di lavoro, oltre che per avviare percorsi verso la stabilizzazione. Si richiede disponibilità a lavorare su turni e nei giorni festivi, flessibilità negli orari, buona conoscenza di almeno una lingua straniera. Le occasioni legate specificamente al periodo natalizio rappresentano naturalmente solo una quota parte delle opportunità di lavoro tramite agenzie per il lavoro.
Le persone che, nel corso del 2018, hanno avuto accesso attraverso le agenzie per il lavoro ad almeno un contratto di lavoro dipendente, con la retribuzione prevista dal ccnl e tutte le tutele garantite dalla legge, risultano 800mila mentre la media mensile dei lavoratori impiegati in somministrazione è pari a 430mila.
La metà dei lavoratori somministrati ha meno di 34 anni e solo nel 2017 ben 100mila giovani sono entrati per la prima volta nel mercato del lavoro tramite una agenzia.
La somministrazione si configura come la migliore porta di ingresso verso l’occupazione stabile: a 12 mesi di distanza dall’ingresso nel mercato del lavoro accedono ad un’occupazione stabile il 18,1% dei giovani somministrati, contro il 13,6% dei giovani assunti per la prima volta con un contratto a termine alle dirette dipendenze dell’azienda. Il tasso di stabilizzazione risulta più basso per le altre forme di lavoro come il contratto intermittente (8,8%) e le collaborazioni (8,6%).
Per candidarsi è possibile recarsi in una delle 2.500 filiali presenti su tutto il territorio nazionale o consultare i siti delle principali agenzie; su www.assolavoro.eu, nello spazio ‘Agenzie associate’, è presente l’elenco linkato ai siti delle maggiori agenzie, mentre cliccando su ‘Trova la filiale’ è possibile trovare le sedi più vicine.

Carlo Pareto

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