mercoledì, 27 Gennaio, 2021

Astori, un anno dopo. La famiglia: “Non smettete di ricordarlo”

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Sono passati già 12 mesi dalla tragica scomparsa del capitano della Fiorentina, trovato senza vita la mattina del 4 marzo 2018 presso l’hotel ‘Là di More’ di Udine. La Serie A non lo ha dimenticato: tutte le partite dell’ultimo weekend sono state interrotte al 13° minuto di gioco (il numero di maglia di Davide). Toccante lettera dei familiari: “Non stancatevi di raccontarlo, per noi è come riabbracciarlo ogni volta”

ROMA – Un anno fa moriva Davide Astori. Una notizia che ha scosso l’intero mondo dello sport e che, a distanza di 12 mesi, ancora si fa fatica ad accettare. Era la mattina del 4 marzo 2018 quando Astori fu trovato privo di vita all’interno della sua stanza nell’albergo ‘Là di Moret’ di Udine dove era in programma il match Udinese-Fiorentina.

LA LETTERA DELLA FAMIGLIA – Eppure sembra ieri nel rivedere le immagini strazianti dei funerali, con migliaia di persone presenti a Piazza Santa Croce a Firenze, oltre al dolore dei compagni di squadra, degli avversari e soprattutto dei familiari. E proprio Anna e Renato, i genitori di Davide, ad un anno della perdita del figlio, hanno scritto una toccante lettera pubblicata da Sky. Ecco il testo: “Un anno senza Davide non si può raccontare. Non esistono le parole, ma forse neanche servono, perché in fondo quello appena passato è stato un anno con Davide, in un modo diverso e che non avremmo mai voluto scoprire, ma comunque insieme a nostro figlio. Ecco, insieme è la parola che vorremmo pronunciare più forte, ma non possiamo. La nostra voce oggi non è più quella che Davide ha sentito sin da bambino e forse adesso farebbe fatica a riconoscerla, perché il dolore l’ha cambiata per sempre. Per questo non riusciamo a leggere questa lettera e affidiamo a voi i nostri sentimenti, così come tanti amici hanno fatto in questi giorni in cui il ricordo si è fatto inevitabilmente più intenso. Per noi Davide non è un ricordo che si attenua o si riaccende a seconda delle circostanze: Davide è una presenza, è vicino a noi ogni istante. Tanti in questi mesi ci hanno detto che il nostro Davide era speciale, dotato di una gentilezza rara, spesso disarmante. Ed è vero. Davide non doveva sforzarsi per esserlo, è sempre stato così, sin da bambino: naturalmente, istintivamente, gentile. Ma guai a scambiarla per debolezza o remissione: era la sua forza. Davide era fortissimo, era la roccia a cui aggrapparci. Per questo noi oggi cerchiamo di essere forti come lui, ma soprattutto come lui ci vorrebbe. Continuate a ricordarlo e non stancatevi di raccontarlo. Rivederlo sorridere in una foto, osservarlo correre nelle immagini, sentirlo nei vostri aneddoti non ci fa soffrire: per noi è come riabbracciarlo ogni volta”.

IL RICORDO DELLA SERIE A – Il campionato ha voluto omaggiare la memoria di Astori con una significativa iniziativa: tutte le partite del weekend appena concluso si sono fermate al minuto 13 (il numero della maglia usata da Davide) per dedicare all’ex capitano viola un lungo applauso mentre la sua foto veniva proiettata nei maxi-schermi degli stadi. Commoventi le lacrime di Josip Ilicic durante Atalanta-Fiorentina: il pianto del trequartista sloveno, oggi in forza ai bergamaschi ma ex compagno di Astori alla Fiorentina, hanno fatto il giro del web. Non esiste tempo che possa attenuare un dolore così grande ma, proprio come scritto dalla famiglia, solo continuando a ricordarlo con la sua forza e il suo sorriso potremmo sentirlo sempre presente. Ciao Davide.

Francesco Carci

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