lunedì, 20 Gennaio, 2020

Atlantia, accordo Pd- M5S passa sulla testa di ASPI

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Un punto sul quale il M5S sembra non voler retrocedere in nessun modo, la revoca delle concessioni autostradali ad Atlantia. Atlantia, controllante di Autostrade per l’Italia (Aspi), è al centro di un acceso dibattito politico dopo il crollo del ponte Morandi a Genova che nell’agosto 2018 uccise 43 persone, ma mai come negli ultimi mesi si è alzato il pressing sulla società, tanto che si rincorrono voci e sospetti su una presunta vendetta del Governo Giallo-Rosso per il mancato salvataggio di Alitalia da parte dei Benetton.
In queste ore sembra ormai chiara la decisione da parte proprio del presidente Conte e dopo le discusse modifiche introdotte dal decreto Milleproroghe, l’auspicio dell’esecutivo – se si andrà in fondo con la revoca – è di ridurre il conto potenziale da 23 a circa 7 miliardi di euro. Ma resta ancora l’ultimo gradino da scalare per spianare la strada alla revoca e dare così bottino al Movimento di uno dei punti della propria propaganda, l’ok definitivo dei dem che sembrano molto dubbiosi al riguardo. Primo fra tutti proprio quello della Ministra De Micheli.
Al momento quello che manca ancora per il deciso passo in avanti della revoca delle concessioni è il parere dell’Avvocatura di Stato: servirà a capire quali siano i margini in caso di un contenzioso legale – assai prevedibile – con diversi miliardi di euro sul piatto, forse addirittura 23.
Quello che però sembra certo è che la società naviga in cattive acque, specie dopo l’affondo da parte dell’Esecutivo: la bocciatura dalle agenzie di rating e il calo prevedibile in Borsa dopo le indiscrezioni emerse da Palazzo Chigi. A rischiare però non è soltanto Atlantia, ma la credibilità del Paese che dopo AncelorMittal rischia di essere un porto in rovina con la fuga dall’Italia delle maggiori aziende e società.

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