venerdì, 20 Settembre, 2019

Atlantia, il tira e molla sulla società dopo il crollo di Genova

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Dopo il crollo del ponte di Genova il Governo Lega-Cinquestelle aveva avviato la procedura per revocare la concessione del tratto di autostrade dove nell’agosto del 2018 è avvenuta la tragedia ritenendo che la concessionaria controllata da Atlantia, abbia gravemente mancato agli obblighi di manutenzione del ponte, anche se Autostrade ha sempre negato ogni addebito.
Adesso pare che ci sia stato un retrofront dal nuovo esecutivo di Giuseppe Conte, anche se non è ancora chiaro cosa succederà.
“In teoria la revoca non può essere esclusa, ma non credo che ci siano le condizioni e credo che questo stia diventando più chiaro a tutti”, ha detto Andrea Marcucci, capogruppo Pd al Senato, parlando alla stampa estera. “È molto complicato dal punto di vista legale”, ha aggiunto.
A difesa di Atlantia anche il governatore ligure, Giovanni Toti, che in un’intervista dice che è vero che “se i vertici di Atlantia hanno sbagliato devono pagare, ma ritengo anche che sia assurdo che ministri, come è successo nello scorso governo, si ergano a giustizieri prima ancora che si pronuncino i magistrati”. E aggiunge: “A me interessa che ciò non penalizzi i liguri: questa querelle sta ritardando la costruzione della Gronda e non credo che dopo aver avuto un ponte crollato dobbiamo pagare anche una pena aggiuntiva non vedendo arrivare gli investimenti che aspettiamo”.

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