venerdì, 30 Ottobre, 2020

Presunto attacco razzista negli Usa del KKK: clamorosa svolta nelle indagini. L’Fbi: «Si è inflitta le ferite da sola»

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La storia era inquietante, ma i risvolti delle indagini hanno dell’incredibile. Forse per questo ieri, mentre la notizia rimbalzava su tutte le agenzie e veniva rilanciata dalle maggiori testate italiane, il New York Times taceva. La ventenne americana, gravemente ustionata su gran parte del corpo, secondo i primi risultati delle indagini dei Federali, avrebbe inscenato da sola l’attacco razzista del Ku Klux Klan contro di lei. «Si è inflitta da sola le ferite», ha rivelato alla France Presse Kyle Hanrahan, portavoce dell’Fbi della Louisiana. La ragazza di 20 anni aveva chiamato la polizia verso le 8 di sera di domenica, dichiarando di essere stata aggredita e poi bruciata da tre uomini non identificati che indossavano delle magliette con cappuccio.

I PRIMI RISCONTRI DELLE INDAGINI – Sul cofano dell’auto della ragazza, parcheggiata in un parco di Winnsboro, è stata rinvenuta la parola “ônegroö” e la sigla KKK, che indicherebbe un coinvolgimento del Ku Klux Klan, tracciate con una sostanza appiccicosa, forse dentifricio e non spray come si era detto in un primo momento. Dopo le prime indagini, il sindaco di Winnsboro, Jachie Johnsono, aveva detto di non essere «completamente convinto» che si trattasse di un attacco razzista. Poi gli inquirenti hanno subito avuto dei dubbi sulla dinamica dell’aggressione: le analisi sulla sostanza usata per scrivere Ku Klux Klan e un insulto razzista, insieme alle impronte su un accendino e sulla boccetta di liquido infiammabile trovati nell’auto hanno portato l’Fbi a concludere che si sarebbe trattato di un gesto deliberato della donna che poi ha inscenato l’attacco razzista.

ANCORA GRAVI LE CONDIZIONI DELLA GIOVANE – La ragazza, Sharmeka Moffitt, è tuttora ricoverata in condizioni critiche nell’ospedale del Louisiana State University a Shreveport. Soffre di ustioni di terzo grado alle braccia e di primo grado al petto e oggi dovrebbe essere sottoposta a un delicato intervento chirurgico.

Roberto Capocelli

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