sabato, 23 Gennaio, 2021

Attenzione alle truffe, consigli utili dall’INPS

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Attenzione alle truffe
CONSIGLI UTILI DALL’INPS
In una breve nota – che di seguito riportiamo integralmente – l’Istituto di previdenza, allo scopo di contrastare l’odioso fenomeno delle truffe, fornisce, alla propria utenza, degli opportuni quanto utili consigli.
Internet, email, sms, app e social network: oggi più che mai – scrive l’Inps, disponiamo di strumenti e canali che offrono molteplici opportunità, ma che possono esporci anche a qualche rischio.
L’Inps è perciò in prima linea nel mettere in allerta gli utenti e segnalare i tentativi di frode che si verificano con diverse modalità, ma tutti finalizzati al furto di dati personali e sensibili.
Ecco un breve vademecum che raccoglie informazioni e consigli utili per difendersi dalle truffe.
Truffe online: il phishing
Tra le truffe più diffuse e insidiose, il phishing è un tipo di frode informatica che mira al furto dei dati sensibili.
Numerose le segnalazioni dell’Inps agli utenti su questo fronte: una delle modalità riscontrate, in particolare, è l’invio di false email che invitano ad aggiornare i propri dati personali o le proprie coordinate bancarie, tramite un link cliccabile, per ricevere l’accredito di fantomatici pagamenti e rimborsi da parte dell’Ente. In alcuni casi il link apre una falsa pagina dei servizi Inps.
I tentativi fraudolenti si sono verificati anche durante l’emergenza Covid-19, un’ulteriore occasione per provare a truffare gli utenti interessati alle prestazioni e ai servizi erogati dall’Istituto per fronteggiare la crisi dovuta alla pandemia.
Ne è un esempio il caso delle email di phishing finalizzate a sottrarre i dati della carta di credito con la falsa motivazione del pagamento del Bonus 600 euro o di altre indennità economiche Covid-19.
Non solo email. È necessario fare attenzione anche agli Sms che inducono ad aprire un link per aggiornare la propria domanda Covid-19 e a installare un’app malevola. Questi Sms non sono inviati dall’Istituto.
E sempre a proposito di emergenza Coronavirus e bonus Inps, l’Istituto ha smentito la notizia circolata recentemente su un fantomatico nuovo bonus, chiarendo che gli unici benefici attualmente concessi sono quelli già previsti dalle norme.
Truffe telefoniche
Gli utenti possono anche ricevere una telefonata nel corso della quale un finto operatore telefonico Inps chiede di conoscere i dati relativi alla propria posizione nell’ambito di soggetti di diritto privato, come società o associazioni.
Falsi funzionari
I tentativi di raggiro avvengono, inoltre, pure da parte di falsi funzionari Inps che possono presentarsi anche presso la propria abitazione. L’Istituto però – si sottolinea – non invia mai incaricati presso il domicilio degli utenti e assistiti.
Prestiti e pubblicità ingannevole
Esistono società, non correlate e non riconducibili all’Istituto, che fanno riferimento nel proprio nome, in tutto o in parte, a “Inps” e che offrono servizi in termini equivoci o ingannevoli.
Si tratta di società d’intermediazione finanziaria che pubblicizzano, tramite Sms, prestiti sponsorizzati come “convenzionati” con l’Istituto, i cui siti non rimandano affatto ai benefici erogati istituzionalmente dall’Inps ai propri iscritti e pensionati.
Consigli utili
È importante, ancora una volta – chiarisce l’Ente assicuratore – ricordare che l’Inps non acquisisce in alcun caso, telefonicamente o via email ordinaria, le coordinate bancarie o altri dati che permettano di risalire a informazioni finanziarie. Inoltre, tutte le informazioni sulle prestazioni sono consultabili esclusivamente accedendo al sito istituzionale.
È, quindi, necessario, conclude l’Istituto:
non dare seguito a richieste che arrivino per email non certificata, telefono o tramite il porta a porta;
diffidare di qualsiasi persona dichiari di essere un incaricato o funzionario Inps e sostenga di dover effettuare accertamenti di varia natura;
prestare la massima attenzione alle comunicazioni che si ricevono, non cliccare sui link di email di origine dubbia e verificare sempre l’indirizzo di provenienza.

 

Bonus bebè
LA DSU VA RINNOVATA ENTRO IL 31 DICEMBRE
Per ottenere il Bonus Bebè, l’assegno mensile destinato alle famiglie per ogni figlio nato, adottato o in affido preadottivo, è necessario che i genitori richiedenti rinnovino la Dichiarazione sostitutiva unica ( Dsu), ai fini della verifica dell’ Isee, ogni anno.
Molti genitori che hanno fatto domanda per eventi avvenuti nel 2017 e nel 2019 (per i quali la prestazione è ancora fruibile nel 2020 per effetto, rispettivamente, della durata triennale e annuale) non hanno ancora presentato la Dsu utile al rilascio dell’ Isee 2020. Per questo l’erogazione del bonus è stata sospesa.
Con il messaggio dell’11 dicembre scorso, n. 4679, l’Istituto informa che i genitori che non hanno ancora trasmesso la Dsu per l’anno in corso, per consentire all’Inps di riprendere il pagamento delle mensilità residue nel 2020 e per evitare la decadenza del beneficio, devono farlo entro il 31 dicembre 2020.
Il messaggio, inoltre, ricorda che la sussistenza di un Isee in corso di validità è un requisito necessario non solo per l’accoglimento delle domande nel primo anno, ma anche per la prosecuzione del bonus negli anni successivi.
La mancata presentazione della Dsu entro il 31 dicembre e il mancato possesso di un Isee in corso di validità ha come conseguenza non solo la perdita delle mensilità per il 2020, ma anche la decadenza della domanda presentata negli anni precedenti e l’impossibilità di presentare una nuova richiesta nel 2021.

 

Decreto Ristori bis
BONUS BABY-SITTING PER LE ZONE ROSSE
Il cosiddetto decreto Ristori bis (decreto-legge 9 novembre 2020, n. 149) prevede il diritto a usufruire di uno o più bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting a favore dei genitori che lavorano nelle regioni caratterizzate da uno scenario di massima gravità e con livello di rischio alto, ovvero nelle cosiddette zone rosse.
In attesa della imminente pubblicazione della circolare che illustrerà nel dettaglio la nuova misura, con il messaggio del’11 dicembre 2020, n. 4678, l’Inps comunica l’avvenuto rilascio della procedura per la presentazione della domanda e ne indica le condizioni operative e le modalità di compilazione.
La misura trova applicazione nel limite massimo complessivo di 1.000 euro, da utilizzare per prestazioni effettuate nelle aree del territorio nazionale identificate come zone rosse, nelle quali sia stata disposta la sospensione dell’attività didattica in presenza delle scuole secondarie di primo grado.
I beneficiari sono, alternativamente, i genitori degli alunni di queste scuole, iscritti alla Gestione separata o alle Gestioni speciali dell’Ago e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.
La fruizione del bonus è riconosciuta nelle sole ipotesi in cui la prestazione lavorativa non possa essere svolta in modalità agile o smart working (al 100%) e a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito, in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa, oppure altro genitore disoccupato. Possono essere remunerate tramite il Libretto di famiglia le prestazioni lavorative di baby-sitting svolte dal 9 n0vembre 2020 (data di entrata in vigore del decreto-legge 149/2020) fino al 3 dicembre 2020, salvo successive proroghe.

 

Carlo Pareto

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