mercoledì, 27 Gennaio, 2021

Australia-Cina, querelle politica senza esclusione di colpi

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È ormai senza esclusione di colpi la querelle politica e diplomatica tra Australia e Cina. Già da tempo i rapporti tra i due Stati non erano ottimali e erano incentrati su una sopportazione reciproca che non incideva sulle relazioni economiche. Ma lo scoppio della pandemia da coronavirus e la sua propagazione al continente oceanico hanno costituito la prima forte scintilla di un fuoco di polemiche che si è avviato quando il Premier australiano Scott Morrison ha paventato la possibile creazione in laboratorio del virus per un incidente o addirittura voluta. Pechino non ha digerito questa riflessione “istituzionale” e ha reagito duramente non solo smentendo nel modo più netto la supposizione ma passando all’attacco e tirando in ballo il comportamento dei militari australiani impegnati in Afghanistan.

 

Un portavoce del Ministero degli Esteri cinese ha pubblicato una foto postata su Twitter di un soldato australiano che minaccia di sgozzare un giovane civile afgano. La foto è risultata falsa ma ha fatto il giro del mondo. Scott Morrison ha definito il fatto ripugnante e ha chiesto le scuse ufficiali della Cina. Scuse mai pronunciate che hanno lasciato il posto a un dossier contenente l’elenco delle malvagità compiute dai militari australiani in Afghanistan. E a riscaldare ulteriormente gli animi ha provveduto il giornale britannico Guardian che ha pubblicato la foto (questa vera e non modificata al computer come la precedente) di un soldato australiano che beve birra da un arto artificiale di un talebano ucciso. Intanto dopo che il Governo di Canberra ha preso posizione contro la legge di sicurezza nazionale applicata a Hong Kong e l’arresto di vari esponenti dell’opposizione, Xi Jimping si è ritrovato il contrasto di Morrison anche sulle pretese espansionistiche sul Mar Cinese Meridionale. E nelle ultime settimane è scoppiata anche la guerra commerciale tra i due Stati. La Cina è anche per posizione geografica il partner economica più rilevante per l’Australia.
Ecco invece che le importazioni rilevanti da Pechino di materiale elettronico e di alluminio sono costantemente sotto la lente di ingrandimento della Commissione antidumping australiana che ha deciso di prorogare le apposite alte tassazioni già applicate. Da parte sua Pechino è intervenuta sulle importazioni di legno, orzo e perfino aragoste ponendo limitazioni e trovando irregolarità nelle forniture. Ma il colpo più duro da sopportare per la produzione australiana è stato sicuramente l’aumento dei dazi, deciso dal Governo comunista, fino al 200% per il vino che viene importato. E in Cina va oltre il 40% della produzione vinicola di Canberra. Da circa otto mesi si assiste a continue ripicche commerciali che rendono il clima tra i due Stati sempre peggiore. Intanto però l’Australia, attraverso l’alleanza del Quad (Quadrilateral Security Dialogue) con Stati Uniti , India e Giappone rafforza la sua presenza nell’area indopacifica con una collaborazione non solo economica ma anche militare. Un altro terreno di scontro con Pechino.

 

Alessandro Perelli

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